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DeFi per principianti: cosa sapere prima di iniziare, con un test di 10 domande

DeFi per principianti: wallet, gas, approvazioni, explorer, stablecoin e layer 2 da controllare prima di iniziare, più un test di 10 domande con risposte.

Principiante 24 min di letturaAggiornato Da leggere prima: DeFi spiegata: prestiti, DEX, liquid staking, rendimenti e rischi
Un portafoglio, un laptop, blocchi impilati e uno scudo su sfondo semplice
Indice
  1. DeFi per principianti: sei cose da sapere prima della prima transazione
  2. Wallet crypto: come funziona, e perché l’app mostra i token ma è la blockchain a tenerli
  3. Gas fees su Ethereum: paghi ogni azione, anche quella fallita
    1. Il gas il 27 ottobre 2026: un esempio datato
    2. Perché la commissione di oggi non è quella che pagherai domani
  4. Smart contract e dApp: codice che non si richiama indietro
  5. Token ERC-20 e approvazioni: che cosa lasci spendere a un’app
    1. Controllare e revocare le approvazioni
  6. I block explorer mostrano che cosa è successo davvero
  7. Stablecoin: i token in dollari su cui gira gran parte della DeFi
  8. Layer 2: costano meno, ma controlla dove sei
  9. Truffe e firme: le trappole della prima settimana
  10. Test: dieci domande sulle basi della DeFi
  11. Risposte e spiegazioni
  12. Quanto serve per iniziare con la DeFi? Lo decidono le commissioni, non una regola
  13. Che cosa dicono le regole europee e italiane, e che cosa non dicono

La prima perdita di chi comincia con la DeFi spesso non è una perdita di mercato. Nasce da un’operazione: un trasferimento mandato sulla rete sbagliata, un’approvazione illimitata concessa a un contratto che nessuno ha controllato, un finto assistente che chiedeva dodici parole, un sito identico a quello vero. La DeFi per principianti riguarda meno i rendimenti e i protocolli che sei abitudini capaci di tenere lontani questi errori.

Questa lezione è una checklist e un test. Parte dal presupposto che tu abbia letto la nostra introduzione alla finanza decentralizzata, dove si spiegano prestiti, scambi e blockchain that runs exactly as written when it is called, holding and moving funds according to its code, without an intermediary able to change the outcome.">smart contract holding reserves of two or more tokens, supplied by users, that a decentralized exchange uses to execute trades automatically at a price set by a formula.">pool diverge, compared with simply holding the same tokens in a wallet. It becomes permanent when the provider withdraws.">il resto: qui la DeFi non si definisce di nuovo. Ogni sezione richiama invece una cosa che dovresti già sapere dal corso sulla blockchain, rimanda alla lezione che la insegna per intero e aggiunge ciò che cambia quando dall’altra parte dello schermo c’è un’app DeFi.

In fondo trovi dieci domande con le risposte. Con nove o dieci risposte giuste hai le basi. Con meno, le risposte indicano quale lezione riaprire.

DeFi per principianti: sei cose da sapere prima della prima transazione

Prima di collegare un wallet a un’app DeFi dovresti saper dire dove sono le tue chiavi e chi altro potrebbe usarle, che cos’è una commissione di rete e perché la paghi anche quando una transazione fallisce, che cosa può fare uno smart contract con i tuoi token dopo che l’hai approvato, come si legge una transazione su un block explorer, che cosa garantisce la stablecoin che stai per depositare e su quale rete ti trovi, con il suo token per il gas.

Non servono codice né matematica oltre a una moltiplicazione. Serve attenzione nel momento in cui firmi. Un’app DeFi non ha un gestore del conto né un pulsante per annullare: il contratto fa ciò che dice la transazione, e la transazione dice ciò che hai approvato.

C’è un secondo punto che sorprende chi torna dopo qualche anno. Il 27 ottobre 2026 mandare ETH sulla mainnet di Ethereum costava una frazione di centesimo (le cifre datate sono più sotto). La domanda su quanto serva per cominciare, dunque, non riguarda più soprattutto il costo di un trasferimento. Dipende da ciò che fai con il denaro (scambi, approvazioni, bridge) e da quanto in fretta le commissioni possono salire quando la rete è affollata.

Wallet crypto: come funziona, e perché l’app mostra i token ma è la blockchain a tenerli

Un wallet, secondo la pagina di ethereum.org sui wallet (in inglese), è un’app o un dispositivo che permette di custodire, inviare e ricevere ETH e altri token e di accedere alle applicazioni. I token non sono dentro l’app. Sono registrati sulla blockchain a nome di un account, cioè di una coppia di chiavi; il wallet usa quelle chiavi per mostrare il saldo e per firmare ciò che invii. Per questo le stesse dodici o ventiquattro parole possono ripristinare l’account in un’altra app, su un altro telefono.

La conseguenza per la DeFi è diretta. I fornitori di wallet non custodiscono i tuoi fondi, quindi non possono bloccarli, rimborsarli o recuperarli. Per un wallet non custodial non esiste un servizio clienti che risolva il problema al posto tuo. Un exchange centralizzato è il caso opposto: tiene le criptovalute per te, e porta con sé un rischio proprio, quello dell’exchange. La maggior parte delle app DeFi funziona solo con il primo tipo, un wallet di cui controlli le chiavi. La nostra guida ai wallet crypto confronta i tipi, e la lezione sulle chiavi private e pubbliche mostra perché chi possiede la chiave privata controlla l’account.

La frase di recupero è la copia madre. Ethereum.org consiglia di scriverla su carta e di tenerla lontano da ogni computer, perché è l’unico modo per rientrare nell’account se il telefono o il dispositivo va perso. La sua pagina sulla sicurezza è ancora più netta: nessun servizio, assistente o sito legittimo te la chiederà mai (ethereum.org, sicurezza, nella nostra traduzione dall’inglese). I dettagli sulla conservazione, tra carta, metallo, più copie e posti da evitare, sono nella nostra lezione sulla sicurezza della seed phrase.

Gli hot wallet vivono su un telefono o un browser connesso; gli hardware wallet tengono le chiavi su un dispositivo separato che firma senza esporle. La stessa pagina di ethereum.org li considera l’opzione più sicura per custodire le chiavi private. Una disposizione frequente è un piccolo hot wallet per l’uso quotidiano e un hardware wallet per il resto, così una firma sbagliata nel browser non può arrivare a tutto.

Gas fees su Ethereum: paghi ogni azione, anche quella fallita

Ogni azione su Ethereum, da un semplice trasferimento a un deposito in un pool di prestito, è una transazione, e ogni transazione paga una commissione. La documentazione di Ethereum sul gas (in inglese) lo definisce come l’unità che misura lo sforzo di calcolo richiesto da un’operazione. La commissione si paga in ETH ed è espressa in gwei, un miliardesimo di ETH.

La formula è breve: la commissione è pari alle unità di gas usate moltiplicate per la somma di base fee e priority fee (la mancia). Il protocollo fissa la base fee in base alla domanda e la brucia; la mancia va al validatore che include la tua transazione. Il wallet imposta anche un massimo per unità di gas, più alto di base fee più mancia, e la differenza ti viene restituita. Un normale trasferimento di ETH verso un indirizzo ordinario richiede 21.000 unità di gas. Uno scambio o un deposito esegue codice in uno o più contratti, quindi ne usa diverse volte tanto.

La regola che sorprende i principianti: una transazione fallita costa comunque. La documentazione è chiara nel dire che la commissione si paga sia che la transazione riesca sia che fallisca (nella nostra traduzione). Se una transazione esaurisce il gas, le sue modifiche vengono annullate, ma tutto il gas fornito viene comunque consumato per il lavoro svolto. Ti torna indietro solo il gas che una transazione riuscita non ha usato. La nostra lezione su come funzionano le transazioni crypto segue una transazione dalla firma al blocco, e la voce del glossario sulle gas fees ne dà la versione breve.

Il gas il 27 ottobre 2026: un esempio datato

Ecco come si presentavano i numeri la mattina di questa lezione. Considerali un’istantanea scattata in un momento preciso, non un listino: cambiano da un blocco all’altro. Leggendo i blocchi stessi, la base fee di Ethereum si è mossa tra circa 0,055 e 0,069 gwei dalle 09:43 alle 09:49 UTC di quella mattina, quindi anche nell’arco di sei minuti la cifra non era ferma.

Voce (27 ottobre 2026)ValoreFonte e ora (UTC)
Base fee della mainnet di Ethereum0,059 gweiEtherscan gas tracker, 09:46
Prezzo del gas «high» su Etherscan0,066 gweiEtherscan gas tracker, 09:46
Priority fee per una transazione «rapid»0,007 gweiEtherscan gas tracker, 09:46
Prezzo di riferimento ETH/USDcirca 2.306 dollariOracolo Chainlink ETH/USD su Ethereum, aggiornato alle 09:42
Trasferimento semplice di ETH a 0,059 gwei0,000001239 ETH, circa 0,003 dollariCalcolo di Coindaro dalle righe precedenti
Prezzo del gas su Base (layer 2, solo esecuzione)0,006 gweinodo RPC pubblico, intorno alle 09:46
Prezzo del gas su Arbitrum One (layer 2, solo esecuzione)0,020 gweinodo RPC pubblico, intorno alle 09:46
Prezzo del gas su OP Mainnet (layer 2, solo esecuzione)0,001 gweinodo RPC pubblico, intorno alle 09:46

La riga del trasferimento è un’aritmetica semplice: 21.000 unità di gas moltiplicate per 0,059 gwei fanno 1.239 gwei, cioè 0,000001239 ETH. A circa 2.306 dollari per ETH, il prezzo di riferimento indicato alle 09:42 UTC di quel giorno dal feed Chainlink ETH/USD (una lettura dell’oracolo, non una quotazione di borsa), fa circa tre decimi di centesimo di dollaro. La priority fee standard mostrata da Etherscan era zero, quindi il costo lo decide la sola base fee. Al livello «high» di Etherscan, 0,066 gwei, si arriva a 1.386 gwei, ancora ben sotto il centesimo. Le cifre vengono dal gas tracker di Etherscan delle 09:46 UTC. La conversione in euro dipende dal cambio del momento: qui restiamo ai dollari, come le fonti.

Una pila di monete, un ingranaggio e una clessidra su sfondo semplice
Ogni azione su Ethereum paga il gas; il 27 ottobre 2026 un semplice trasferimento costava molto meno di un centesimo.

Le tre righe dei layer 2 vanno lette con cautela. Sono i prezzi del gas riportati da ciascuna rete, ma su un layer 2 si paga anche una quota del costo di pubblicare i dati della transazione su Ethereum, e quella parte nella cifra non c’è. Dicono quindi che l’esecuzione sui layer 2 costava ancora meno; non danno un costo in dollari per transazione, e questa lezione non ne ricava uno.

Perché la commissione di oggi non è quella che pagherai domani

La base fee segue la domanda di spazio nei blocchi. Quando in tanti vogliono transare insieme (un crollo di mercato, il lancio di un token molto atteso, un grande airdrop da riscuotere) sale, a volte molto in fretta, e lo stesso scambio può costare molte volte di più un’ora dopo. Una commissione di una frazione di centesimo è un fatto del 27 ottobre 2026, non una proprietà di Ethereum.

Conta quanto il momento anche il tipo di azione. Un’approvazione, uno scambio instradato su più pool, un deposito seguito da un prestito: ciascuno è una transazione a sé con il suo gas. Chi prevede di provare tre app in un pomeriggio dovrebbe contare le approvazioni oltre alle azioni, e poi le revoche. Il wallet mostra una stima prima della firma: leggila, e annulla se è sproporzionata rispetto alla cifra che stai muovendo.

Smart contract e dApp: codice che non si richiama indietro

La documentazione per sviluppatori di Ethereum (in inglese) lo dice in modo semplice: uno «smart contract» è soltanto un programma che gira sulla blockchain di Ethereum (nostra traduzione). È codice e dati conservati a un indirizzo. Chiunque può chiamarlo inviando una transazione e chiunque può pubblicarne uno pagando il gas, senza chiedere permesso. Un’app DeFi è un sito che prepara quelle transazioni per te; il sito può cambiare o sparire, il contratto resta. La nostra guida alle dApp spiega la divisione tra il front end e il codice on chain.

La stessa pagina aggiunge la frase che ogni utente DeFi dovrebbe tenere a mente: gli smart contract, per impostazione predefinita, non si possono cancellare e le interazioni con loro sono irreversibili (nostra traduzione). Se depositi nel contratto sbagliato o approvi quello sbagliato, non c’è un gestore di rete da chiamare. Una volta che una transazione è finalizzata su Ethereum, in pratica non si annulla.

Irreversibile non significa sempre immodificabile. La pagina di Ethereum sull’aggiornamento dei contratti spiega che i contratti sono immutabili per progetto, ma molti team li pubblicano dietro un proxy: l’indirizzo resta lo stesso mentre la logica che c’è dietro può essere sostituita da una nuova versione. È utile per correggere i bug, e vuol dire fidarsi di chi detiene i diritti di aggiornamento. Limitare quei diritti, dividerli in un wallet multisig, sottoporre le modifiche al voto di una DAO o ritardarle con un timelock sono le tutele abituali. Prima di depositare, cerca quali ne usa il protocollo; di solito lo dicono la documentazione o i rapporti di audit.

I bug sono l’altra faccia del codice pubblico. La pagina sulla DeFi di ethereum.org ricorda che questi prodotti, come qualsiasi software, possono soffrire di bug ed exploit. Un codice che chiunque può leggere può essere studiato anche dagli attaccanti, e i contratti che custodiscono grandi somme sono quelli che studiano per primi. Gli audit riducono il rischio senza eliminarlo.

Token ERC-20 e approvazioni: che cosa lasci spendere a un’app

Gran parte di ciò che un’app DeFi maneggia non è ETH ma token: stablecoin, token di governance, ricevute di deposito. Quasi tutti seguono ERC-20, lo standard per i token fungibili proposto da Fabian Vogelsteller nel novembre 2015. ETH è la moneta nativa della rete; un token ERC-20 è un saldo tenuto da un contratto. La nostra lezione su coin e token spiega la differenza.

Due dettagli dello standard contano nella DeFi. Il primo sono i decimali: un contratto conserva i saldi come numeri interi e dice ai wallet quante cifre decimali mostrare, ed è per questo che un importo può sembrare strano in un explorer prima di essere convertito. Il secondo è il meccanismo di approvazione. Un contratto DeFi non può semplicemente prendere i tuoi token. Prima chiami approve, che fissa un’allowance: quanto un dato contratto può spostare dal tuo indirizzo. L’app usa poi transferFrom per prelevare fino a quell’importo, e allowance mostra quanto resta.

Molte app chiedono un’allowance illimitata per non farti approvare di nuovo la volta dopo. È comodo, e significa che il contratto può spostare tutto quel token dal tuo indirizzo, adesso e in futuro, finché l’approvazione resta in piedi. La pagina di ethereum.org sulla sicurezza avverte che una spesa illimitata potrebbe permettere al contratto di svuotare il wallet. Se il contratto viene poi sfruttato, o se il sito era una copia di quello vero, l’allowance è ciò che usa l’attaccante.

Controllare e revocare le approvazioni

Le approvazioni non scadono, e la guida di ethereum.org per revocare l’accesso ai token segnala che scollegare il wallet da un sito non le rimuove. Per vederle e annullarle la guida nomina vari strumenti: il token approval checker di Etherscan, la pagina di revoca di Blockscout, Revoke.cash (che copre più reti), Unrekt ed EverRevoke. Revocare è a sua volta una transazione, quindi costa gas.

Revocare un’approvazione non chiude un deposito, uno staking o un prestito che hai in quel protocollo; impedisce soltanto al contratto di prelevare altro di quel token. Una routine sensata per un principiante è fissare l’allowance alla cifra davvero necessaria quando il wallet offre la scelta, e rivedere le approvazioni una volta al mese o dopo aver provato una nuova app.

I block explorer mostrano che cosa è successo davvero

Un wallet ti dice che cosa pensa sia successo. Un block explorer mostra che cosa ha registrato la catena. Ethereum.org descrive gli explorer come un portale sui dati di Ethereum, e l’elenco di ciò che mostrano è lungo: per una transazione, l’hash, lo stato (in attesa, fallita o riuscita), il blocco e l’ora, mittente e destinatario, i token spostati, il valore e la commissione; per un account, i saldi e lo storico; per un contratto, il creatore e, se gli sviluppatori l’hanno verificato, il codice sorgente e l’interfaccia; per un token, l’offerta, i detentori e i decimali.

Etherscan è il più noto per Ethereum. Blockscout, Blockchair, Otterscan, OKLink ed Ethplorer sono fra le alternative che elenca ethereum.org, e Beaconcha.in mostra il lato dei validatori della rete. I layer 2 hanno i propri explorer, spesso basati sullo stesso software.

Un explorer si guadagna il posto prima e dopo ogni azione DeFi. Prima di depositare, incolla nell’explorer l’indirizzo del contratto che l’app ti mostra e verifica che sia il contratto ufficiale del protocollo (l’indirizzo preso dalla sua documentazione, non da un post sui social). Dopo la firma, apri l’hash della transazione e controlla che lo stato sia riuscito e che i token siano andati dove ti aspettavi. Quando qualcosa non torna, l’explorer è anche il posto dove vedere se una transazione in sospeso è ancora in coda o è già fallita, e quanta commissione ha bruciato.

Stablecoin: i token in dollari su cui gira gran parte della DeFi

Gran parte della DeFi si regge sulle stablecoin, token pensati per mantenere un valore stabile, di solito un dollaro. Non sono tutte costruite allo stesso modo, e la pagina di ethereum.org sulle stablecoin le divide in quattro tipi. Quelle garantite da valuta tradizionale, come USDC e USDT, sono emesse da una società che detiene le riserve; ti affidi a quell’emittente e alle verifiche sulle sue riserve. Quelle garantite da cripto, come USDS, usano altre cripto-attività come collaterale, sovracollateralizzato per assorbire i movimenti di prezzo; se il collaterale scende, ne serve di più per mantenere la copertura. Ethereum.org inserisce in questo gruppo anche USDe di Ethena, ma il suo schema è diverso: la documentazione di Ethena (in inglese) abbina la copertura in cripto volatili a posizioni corte in futures di dimensione quasi uguale, il che compensa i movimenti di prezzo invece di accumulare altro collaterale. Alcune seguono i metalli preziosi, come Pax Gold e Tether Gold. Le stablecoin algoritmiche non sono garantite da nessun altro asset e dipendono dal buon funzionamento del proprio meccanismo.

Per un principiante, la domanda utile prima di un deposito è semplice: che cosa farebbe valere questo token meno di un dollaro, e di chi mi starei fidando? La nostra guida alle stablecoin passa in rassegna i modelli e i loro fallimenti, compreso che cosa succede quando una perde l’aggancio.

Layer 2: costano meno, ma controlla dove sei

Parte della DeFi gira anche su reti layer 2 che pubblicano i loro dati su Ethereum, come Arbitrum, Base e OP Mainnet. Costano meno, come suggerisce la tabella sopra, e ciascuna è una rete separata, con propri indirizzi per gli stessi token, un proprio explorer e un proprio saldo di ETH per il gas. La nostra lezione su layer 1 e layer 2 spiega come ereditano la sicurezza di Ethereum.

Le insidie sono pratiche. Un wallet può mostrarti una rete mentre l’app ne aspetta un’altra, quindi controlla il nome della rete prima di firmare. Ti serve anche il token del gas della rete su cui sei: USDC su Arbitrum senza ETH su Arbitrum non si muove. E tornare su Ethereum richiede tempo su alcune reti. Su un optimistic rollup, spiega ethereum.org (in inglese), un prelievo per la via ufficiale aspetta un periodo di contestazione di circa sette giorni, durante il quale chiunque può contestare i risultati del rollup. I fornitori di liquidità offrono uscite più rapide: ti pagano subito su Ethereum, in cambio di una commissione, e attendono loro la fine del periodo. I rollup a conoscenza zero funzionano in modo diverso, quindi consulta la documentazione della rete.

Fare pratica è gratis. La pagina di Ethereum sulle reti raccomanda la rete di prova Sepolia per provare applicazioni e contratti; gli ETH di prova arrivano dai faucet e non dovrebbero avere alcun valore reale. Hoodi è la rete di prova per validatori e aggiornamenti del protocollo, e Holesky è stata dismessa a settembre 2025. Quando un’app offre una versione su testnet, un primo scambio lì non costa nulla e insegna le stesse schermate.

Truffe e firme: le trappole della prima settimana

La pagina di ethereum.org sulla sicurezza è schietta sull’esca più comune: i giveaway sono sempre truffe (nostra traduzione). Invia un ETH e ne ricevi due, un token gratis ai primi mille wallet, una diretta con un personaggio famoso e un codice QR: lo schema è vecchio e funziona ancora. Il secondo classico è il finto assistente che ti contatta per primo, su Discord, Telegram o X, si offre di risolvere un problema e finisce per chiederti la frase di recupero o di collegarti a un sito di «validazione».

Il terzo è più silenzioso e più pericoloso nella DeFi: la copia di un’app vera, raggiunta da un risultato sponsorizzato nelle ricerche, da un finto airdrop o da un messaggio, che ti chiede una firma. La transazione sembra di routine, ma è un’approvazione illimitata al contratto dell’attaccante, o un permesso firmato che gli consente di spostare i tuoi token più tardi. Il consiglio di ethereum.org è leggere ciò che firmi prima di firmare e fissare dei limiti di spesa invece di lasciarli illimitati. Se il wallet mostra una richiesta che non capisci, rifiutala: sulla catena non succede nulla finché non confermi.

Un segnale di pericolo, una lente d'ingrandimento e un documento affiancati
Leggi la richiesta di firma prima di confermare: un'approvazione illimitata può permettere a un contratto di svuotare il saldo di un token.

Salva tra i preferiti gli indirizzi delle poche app che usi e aprile da lì, mai da un link. Tratta come un campanello d’allarme ogni messaggio che crea urgenza («il tuo wallet verrà sospeso», «riscuoti entro un’ora»). La nostra guida per evitare le truffe crypto elenca gli schemi principali e che cosa fare se hai già firmato qualcosa.

Test: dieci domande sulle basi della DeFi

Scrivi le risposte prima di scorrere alla sezione successiva. Ogni domanda corrisponde a una sezione di questa lezione; le cifre del gas nella domanda 4 sono quelle del 27 ottobre 2026.

  1. L’app del tuo wallet non custodial mostra 0,5 ETH e 200 USDC. Dove sono davvero custoditi questi asset: (a) dentro l’app, sul telefono, (b) sulla blockchain, legati alla tua coppia di chiavi, oppure (c) presso la società che produce il wallet?
  2. Qualcuno che si presenta come assistenza del wallet ti scrive sui social e ti chiede le dodici parole di recupero per «verificare» il tuo account. Che cosa fai?
  3. La tua transazione DeFi risulta «fallita» sull’explorer. Hai pagato una commissione?
  4. Un semplice trasferimento di ETH usa 21.000 unità di gas. Il 27 ottobre 2026 alle 09:46 UTC (un’istantanea del gas tracker di Etherscan) la base fee era 0,059 gwei, la priority fee standard era zero e l’oracolo Chainlink dava ETH a circa 2.306 dollari. Quanto costava all’incirca il trasferimento in quel momento, in ETH e in dollari?
  5. Hai mandato dei token a uno smart contract per errore. La rete può annullare l’operazione? E gli sviluppatori possono cambiare il codice del contratto?
  6. Un’app DeFi ti chiede di approvare un token per un importo illimitato. Che cosa hai consentito, esattamente, e il permesso finisce quando scolleghi il wallet dal sito?
  7. Come puoi verificare, senza fidarti dell’app o del wallet, se una transazione è riuscita e dove sono andati i token?
  8. Quale tipo di stablecoin dipende dal prezzo di altre cripto-attività ed è sovracollateralizzata: (a) garantita da valuta tradizionale, come USDC, (b) garantita da cripto, come USDS, oppure (c) algoritmica?
  9. Prelevi da un optimistic rollup verso la mainnet di Ethereum con il bridge ufficiale. Quanto può durare, all’incirca, e come fanno alcuni utenti ad avere i fondi prima?
  10. Vuoi provare uno scambio e un deposito senza rischiare denaro. Che cosa usi?

Risposte e spiegazioni

  1. Risposta (b). Gli asset sono registrati sulla blockchain a nome del tuo account, che è una coppia di chiavi; l’app usa le chiavi per mostrare e firmare. I fornitori di wallet non custodiscono i tuoi fondi, quindi se perdi le chiavi e la frase di recupero nessuno può ripristinare l’accesso. Sbagliata? Riapri la guida ai wallet crypto.
  2. Non dai nulla e interrompi la conversazione. Nessun servizio o assistente legittimo chiede mai una frase di recupero, e chi la possiede controlla l’account. Segnala il profilo se la piattaforma lo consente. Sbagliata? Riapri la lezione sulla sicurezza della seed phrase.
  3. Sì. Una transazione che fallisce durante l’esecuzione viene comunque inclusa in un blocco, le sue modifiche vengono annullate e il gas usato si paga, perché i validatori hanno fatto il lavoro. Costa zero solo una transazione che non viene mai inclusa. Sbagliata? Riapri la sezione sul gas qui sopra.
  4. Circa 0,000001239 ETH, all’incirca 0,003 dollari. Il calcolo è 21.000 moltiplicato per (0,059 gwei di base fee più una mancia pari a zero), che dà 1.239 gwei; un gwei è un miliardesimo di ETH, e 0,000001239 ETH a 2.306 dollari fanno circa 0,0029 dollari. Era il livello di una mattina: con la base fee dieci o cento volte più alta, il costo cresce in proporzione. Sbagliata? Riapri l’esempio datato nella sezione sul gas.
  5. Nessun annullamento: le interazioni con gli smart contract sono irreversibili e la rete non ha nessuno che le disfi. Neppure il codice si può cambiare, a meno che il contratto non sia stato pubblicato dietro un proxy di aggiornamento; in quel caso chi detiene i diritti di aggiornamento può sostituire la logica, ed è per questo che contano multisig e timelock. Sbagliata? Riapri la guida alle dApp.
  6. Hai consentito a quel contratto di spostare tutto quel token dal tuo indirizzo, adesso e in futuro. L’approvazione non scade e scollegare il wallet dal sito non la rimuove; la revochi con uno strumento come Revoke.cash o l’approval checker di Etherscan, con una transazione che costa gas. Sbagliata? Riapri la sezione sulle approvazioni qui sopra.
  7. Con un block explorer come Etherscan o Blockscout. Incolla l’hash della transazione: mostra lo stato (in attesa, fallita o riuscita), il mittente, il destinatario, i token spostati e la commissione. Sbagliata? Riapri la sezione sui block explorer qui sopra.
  8. Risposta (b). Le stablecoin garantite da cripto tengono più collaterale dei token che emettono, perché quel collaterale si muove di prezzo; se scende, ne serve di più per mantenere la copertura. Quelle garantite da valuta tradizionale dipendono dalle riserve di un emittente, e quelle algoritmiche non hanno alcun asset a garanzia. (USDe di Ethena, a volte messa nella stessa famiglia, si affida a una copertura con futures corti e non alla sovracollateralizzazione.) Sbagliata? Riapri la guida alle stablecoin.
  9. Circa sette giorni, il periodo di contestazione durante il quale chiunque può contestare i risultati del rollup. Alcuni utenti pagano un fornitore di liquidità, che invia subito i fondi su Ethereum in cambio di una commissione e aspetta al posto loro la fine del periodo. Sbagliata? Riapri la lezione su layer 1 e layer 2.
  10. Una rete di prova pubblica come Sepolia, con ETH di prova gratuiti da un faucet. Gli ETH di prova non dovrebbero avere alcun valore reale, quindi gli errori non costano nulla; assicurati solo che il wallet sia sulla testnet e non sulla mainnet mentre ti eserciti. Sbagliata? Riapri la sezione sui layer 2 e sulle reti di prova qui sopra.

Nove o dieci risposte giuste: hai le basi che questo corso dà per scontate e puoi andare avanti. Da sei a otto: rileggi le lezioni indicate sotto le risposte che hai sbagliato prima di collegare un wallet a un’app vera. Meno di sei: ricomincia da wallet e chiavi, la base su cui poggia tutto il resto.

Quanto serve per iniziare con la DeFi? Lo decidono le commissioni, non una regola

La prima domanda in ogni discorso sulla DeFi per principianti è quanto denaro serva. Non esiste un minimo ufficiale. Un protocollo non chiede una soglia di deposito come potrebbe fare un conto in banca; a fissare un limite pratico sono le commissioni. Se un deposito, un’approvazione e un prelievo successivo costano insieme più di una quota significativa di ciò che muovi, l’operazione ha poco senso. Il 27 ottobre 2026 quelle commissioni erano minime sulla mainnet di Ethereum e ancora più basse sui layer 2, come mostra la tabella sopra, ma una giornata affollata può cambiare le cose nel giro di poche ore.

Certi costi si dimenticano facilmente. Il bridge o il prelievo dall’exchange che porta i fondi su un layer 2 ha una commissione propria. Ogni nuova app richiede almeno un’approvazione. E uscire (prelevare, riscambiare, revocare) costa quanto entrare. Sommali con le stime del wallet prima del primo deposito, non dopo.

L’altro limite è personale. La DeFi è un’area rischiosa, dove il codice può sbagliare e dove, come mostra la sezione seguente, la protezione è più sottile che presso un intermediario vigilato. Solo tu puoi decidere quale importo potresti perdere senza danno; questa lezione non ne suggerisce uno, e il denaro preso in prestito allo scopo trasforma una lezione in un debito. Il primo passo meno costoso resta una testnet: le stesse app, le stesse firme, nessun valore in gioco.

Che cosa dicono le regole europee e italiane, e che cosa non dicono

Per chi legge dall’Italia la domanda pratica è dove arrivi la regola. Il quadro europeo è il regolamento MiCA (Regolamento UE 2023/1114), che spieghiamo nella nostra guida a MiCA. Sul punto che interessa qui, il testo del regolamento (EUR-Lex) dice nel considerando 22 che i servizi per cripto-attività prestati in modo del tutto decentralizzato e senza alcun intermediario restano fuori dal suo campo di applicazione. Nel regolamento non c’è però una definizione di «del tutto decentralizzato». Il considerando non è quindi una garanzia che un dato protocollo sia fuori dalle regole, e dove passi il confine, per un front end gestito da una società o per chi sceglie le condizioni per i depositanti, il testo non lo dice.

Il rapporto congiunto di EBA ed ESMA pubblicato il 16 gennaio 2025, previsto dall’articolo 142 di MiCA, descrive la DeFi come un fenomeno ancora di nicchia: il valore bloccato nei protocolli era pari a circa il 4% del valore di tutte le cripto-attività a livello mondiale. Il rapporto non stabilisce quali protocolli siano dentro o fuori dal regolamento: la valutazione resta caso per caso, e spetta alla Commissione europea decidere se e come regolare la DeFi.

Non abbiamo trovato, a ottobre 2026, un’indicazione di Consob o di Banca d’Italia dedicata alla DeFi che si possa citare, né una regola italiana propria sull’uso di un’app DeFi da parte di un privato: quindi non ne attribuiamo. Per l’OAM non abbiamo verificato alcun ruolo sulla DeFi e non ne attribuiamo uno. Quel che resta vale per ogni lezione di questa serie: una transazione non diventa più sicura perché è legale, e nessun fondo di garanzia sta di solito dietro a un protocollo. Sul fronte fiscale rimandiamo, senza cifre, alla nostra guida alle tasse sulle cripto in Italia.

Le regole e le imposte cambiano da un Paese all’altro; i controlli del test no. Una lezione successiva di questo percorso racconta come la finanza decentralizzata sia cresciuta dal lancio della stablecoin Dai nel dicembre 2017 fino al mercato di oggi, e quali fallimenti lungo la strada hanno dato origine a quei controlli.

Fonti

  1. ethereum.org: wallet Ethereum (in inglese) ethereum.org
  2. ethereum.org: sicurezza di Ethereum e prevenzione delle truffe (in inglese) ethereum.org
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