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Seed phrase: come proteggere e conservare la frase di recupero

Come proteggere la seed phrase: come funziona BIP-39, come scrivere e conservare la frase di recupero, backup in metallo, passphrase e prova di ripristino.

Principiante 7 min di letturaAggiornato Da leggere prima: Wallet crypto: i tipi di portafoglio spiegati
Scudo con lucchetto che illustra la sicurezza e la custodia delle crypto
Indice
  1. Che cos’è una seed phrase (BIP-39)
    1. Seed phrase, chiave privata, PIN: le differenze
  2. Come fare il backup della seed phrase, passo dopo passo
  3. Dove conservarla: carta, metallo e luoghi
    1. La carta va bene all’inizio, ma è fragile
    2. I backup in metallo
    3. Una copia o due?
  4. La passphrase, la “25ª parola” facoltativa
    1. Il backup Shamir (SLIP-39)
  5. Cosa non fare mai con la seed phrase
  6. Provare il ripristino prima che serva
  7. Pensare all’eredità
  8. In sintesi

La seed phrase, o frase di recupero, è la chiave maestra di un wallet in autocustodia. Chiunque legga quelle 12 o 24 parole può spostare i vostri fondi da qualsiasi dispositivo al mondo e, se le perdete, nessuno può restituirvi l’accesso: su una blockchain non esiste smart contract holding reserves of two or more tokens, supplied by users, that a decentralized exchange uses to execute trades automatically at a price set by a formula.">pool diverge, compared with simply holding the same tokens in a wallet. It becomes permanent when the provider withdraws.">il pulsante “password dimenticata”. Questa guida spiega passo dopo passo come proteggere la seed phrase: che cos’è davvero, come scriverla e conservarla, quando ha senso un backup in metallo o una passphrase e come verificare il backup prima che serva.

Diamo per scontato che conosciate la differenza tra wallet custodial e wallet in autocustodia. In caso contrario, partite dalla nostra guida sui wallet crypto spiegati.

Che cos’è una seed phrase (BIP-39)

La seed phrase, chiamata anche frase di recupero, frase mnemonica o “seed”, è la versione leggibile di un numero casuale molto grande. Quasi tutti i wallet moderni seguono lo standard BIP-39, pubblicato nel 2013 per Bitcoin e oggi usato anche da Ethereum, Solana e dalla maggior parte delle altre reti.

In pratica funziona così:

  • il wallet genera da 128 a 256 bit di casualità (l’entropia);
  • aggiunge un breve checksum e divide il risultato in gruppi di 11 bit, ognuno dei quali indica una parola in un elenco fisso di 2.048 parole;
  • 128 bit danno 12 parole, 256 bit danno 24 parole (esistono anche frasi da 15, 18 e 21 parole, più rare);
  • le parole passano poi in una funzione di derivazione (PBKDF2, 2.048 iterazioni) che produce il seed da cui derivano tutte le chiavi private e gli indirizzi del wallet.

Ne derivano due conseguenze pratiche. L’ordine delle parole conta quanto le parole stesse. E il checksum consente al wallet di accorgersi della maggior parte degli errori di battitura, ma non di dirvi quale parola è sbagliata.

Esiste un elenco ufficiale anche in italiano, ma quello inglese è di gran lunga il più diffuso: controllate la lingua scelta dal vostro dispositivo. In inglese bastano le prime quattro lettere di ogni parola per identificarla, ed è per questo che alcune piastre in metallo chiedono di incidere solo quattro lettere per parola.

Seed phrase, chiave privata, PIN: le differenze

La vostra seed phrase genera tutte le chiavi private. Il PIN di un hardware wallet sblocca solo quel dispositivo. Se il dispositivo si perde o si rompe, il PIN non serve più e la frase è l’unica strada per recuperare tutto. Se la frase viene rubata, il PIN non vi protegge affatto.

Come fare il backup della seed phrase, passo dopo passo

Seguite questi passaggi quando create un nuovo wallet, idealmente un hardware wallet (vedi come configurare un hardware wallet).

  1. Mettetevi in un luogo riservato: niente telecamere, assistenti vocali o videochiamate nelle vicinanze. Non configurate mai un wallet mentre condividete lo schermo.
  2. Generate la frase sul dispositivo stesso. Un hardware wallet mostra le parole sul proprio schermo. Non usate mai una frase già stampata nella confezione o fornita da qualcun altro.
  3. Scrivete le parole a mano sulla scheda di recupero fornita, a matita o con inchiostro indelebile, numerate da 1 a 12 o da 1 a 24. Controllate due volte l’ortografia.
  4. Confermate il backup sul dispositivo quando vi chiede di reinserire alcune parole.
  5. Riponete subito la scheda in un posto sicuro in casa, poi pianificate una copia resistente (in metallo) e un secondo luogo di conservazione.
  6. Provate il ripristino prima di inviare somme importanti (vedi l’ultima sezione della guida).
  7. Annotate, separatamente dalla frase, quale wallet e quale standard avete usato (BIP-39 o Shamir, 12 o 24 parole, passphrase sì o no). Ai vostri familiari servirà.

Dove conservarla: carta, metallo e luoghi

La carta va bene all’inizio, ma è fragile

Una scheda di carta basta il primo giorno: è offline, gratuita e facile da controllare. I suoi punti deboli sono fuoco, acqua, inchiostro che sbiadisce e qualcuno che la butta via senza sapere cos’è. Mettetela in una busta sigillata, in un cassetto o in una cassaforte a cui avete accesso solo voi.

I backup in metallo

Un backup in metallo è una piastra, una capsula o un set di tessere in acciaio o titanio su cui si incidono o si inseriscono le parole. I modelli migliori resistono a incendi e allagamenti molto meglio della carta. Prima di acquistarne uno, verificate tre aspetti:

  • il materiale: acciaio inossidabile o titanio, non alluminio o ottone, che fondono a temperature più basse;
  • il metodo: la punzonatura dura più a lungo delle lettere scorrevoli, che possono staccarsi;
  • il canale di acquisto: comprate dal produttore o da un rivenditore affidabile e non accettate mai una piastra “già compilata”.

Una piastra in metallo non sostituisce la discrezione: chiunque la trovi può leggerla.

Una copia o due?

Una sola copia protegge dal furto ma non da un incendio o da un trasloco finito male. Due copie in due luoghi (a casa e presso un familiare fidato o in una cassetta di sicurezza in banca) proteggono dalla perdita ma raddoppiano il rischio di furto. Un compromesso diffuso: due copie più una passphrase, oppure un backup Shamir, descritto più avanti.

La passphrase, la “25ª parola” facoltativa

BIP-39 prevede una passphrase opzionale, spesso chiamata “25ª parola”. Entra nel calcolo del seed: le stesse 24 parole con una passphrase diversa aprono un wallet completamente diverso. Ogni passphrase produce un wallet valido, quindi un ladro che trova le parole ma non la passphrase vede solo un wallet vuoto o di copertura.

Il rovescio della medaglia è serio: se dimenticate la passphrase, i fondi sono persi, esattamente come senza la frase. Usatela solo se potete conservarla in modo affidabile, in un luogo diverso dalle parole. Gli hardware wallet di Ledger e Trezor la supportano e Trezor ricorda di non poterla recuperare al posto vostro.

Il backup Shamir (SLIP-39)

Alcuni wallet offrono uno standard alternativo. Il backup Shamir (SLIP-39) di Trezor divide il recupero in più quote da 20 o 33 parole, con una soglia, ad esempio 2 su 3: due quote qualsiasi ripristinano il wallet, una sola non rivela nulla di utile. Elimina il punto di rottura unico, ma le quote SLIP-39 non sono compatibili con i wallet BIP-39: verificate il vostro dispositivo prima di sceglierlo.

Cosa non fare mai con la seed phrase

Quasi tutti i furti di wallet in autocustodia iniziano con uno di questi errori:

  • non digitate mai la frase su un sito, in una finestra di un’estensione, in un modulo, in una chat o in un’e-mail: nessun wallet, exchange o operatore di assistenza legittimo ve la chiederà;
  • non fotografatela e non fate screenshot, e non salvatela in un’app di note, in un password manager sincronizzato, nel cloud o nella posta;
  • non “convalidate”, “sincronizzate” o “sbloccate” mai il wallet su un sito raggiunto tramite una pubblicità, un messaggio privato o un’e-mail: è il copione classico del phishing;
  • non comprate mai un hardware wallet usato o che arriva con una frase già stampata;
  • non dividete mai da soli la frase in due metà da 12 parole: ogni metà rende molto più facile un attacco a forza bruta (se volete delle quote, usate Shamir);
  • non tenete mai seed e hardware wallet nella stessa borsa quando viaggiate.

Per riconoscere le truffe che puntano alla vostra frase, leggete la guida su come evitare le truffe crypto.

Provare il ripristino prima che serva

Un backup mai provato è una speranza, non un backup. Il test più sicuro si fa sull’hardware wallet stesso:

  1. Inviate un piccolo importo al wallet, ad esempio l’equivalente di 20 €, e annotate un indirizzo di ricezione.
  2. Resettate il dispositivo (o usatene un secondo della stessa marca) e scegliete “ripristina da frase di recupero”.
  3. Inserite le parole, e la passphrase se la usate, direttamente sul dispositivo.
  4. Verificate che compaiano lo stesso indirizzo e lo stesso saldo.

I modelli recenti di Trezor e Ledger offrono anche una funzione di controllo del backup che verifica le parole senza cancellare nulla. Non fate mai questo test digitando le parole in un’app per telefono o sul computer.

Ripetete il controllo dopo ogni cambiamento: nuova passphrase, nuova piastra, trasloco.

Pensare all’eredità

Se vi succede qualcosa, i vostri familiari devono sapere che le crypto esistono, dove si trova il backup e come usarlo, senza poterlo usare oggi. Una lettera di istruzioni sigillata affidata a un notaio, separata dalla frase, è una soluzione semplice. Non scrivete mai le parole in un testamento, che può essere letto da molte persone.

In sintesi

SituazioneBuona pratica
Creazione del walletParole generate sul dispositivo, scritte a mano, confermate
Conservazione a lungo termineBackup in metallo, sigillato, in un luogo riservato
Rischio di furtoPassphrase facoltativa conservata a parte, o quote Shamir
Rischio di perditaSeconda copia altrove, ripristino provato
Qualcuno chiede le paroleÈ una truffa, sempre

Fonti

  1. BIP-39: Mnemonic code for generating deterministic keys (Bitcoin Improvement Proposals) github.com
  2. SLIP-0039: Shamir's Secret-Sharing for Mnemonic Codes (SatoshiLabs) github.com
  3. Trezor – Che cos'è il backup Shamir trezor.io
  4. Trezor – Che cos'è una passphrase trezor.io
Redazione di Coindaro

Chi ha scritto questo articolo

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