MiCA, blockchain that runs exactly as written when it is called, holding and moving funds according to its code, without an intermediary able to change the outcome.">smart contract holding reserves of two or more tokens, supplied by users, that a decentralized exchange uses to execute trades automatically at a price set by a formula.">pool diverge, compared with simply holding the same tokens in a wallet. It becomes permanent when the provider withdraws.">il regolamento europeo sui mercati delle cripto-attività (Markets in Crypto-Assets), è il quadro unico dell’Unione europea per le crypto. Dalla fine degli ultimi periodi transitori, il 1° luglio 2026, qualsiasi società che offre servizi per le cripto-attività a clienti nell’UE deve avere un’autorizzazione MiCA. Questa guida spiega il regolamento MiCA in modo semplice: cosa copre, le date di applicazione, come funziona la licenza CASP, come ogni paese ha gestito la transizione, le regole sulle stablecoin, cosa cambia per voi e come verificare un operatore nel registro dell’ESMA.
Che cos’è MiCA
MiCA è il regolamento (UE) 2023/1114, adottato il 31 maggio 2023. Come ogni regolamento, si applica direttamente in tutti i 27 Stati membri e sostituisce i regimi nazionali precedenti, come il registro dei VASP tenuto dall’OAM in Italia o la registrazione PSAN in Francia. Si applica anche a Islanda, Liechtenstein e Norvegia tramite lo Spazio economico europeo.
MiCA divide le cripto-attività in tre gruppi:
- token di moneta elettronica (EMT): stablecoin ancorate a una sola valuta ufficiale, come una stablecoin in euro o in dollari;
- token collegati ad attività (ART): token ancorati a un paniere di valute, materie prime o altre attività;
- altre cripto-attività: tutto il resto, compresi bitcoin, ether e utility token.
Restano fuori da MiCA le cripto-attività che sono già strumenti finanziari (disciplinate dalla MiFID II), gli NFT davvero unici e i servizi prestati in modo completamente decentralizzato, senza alcun intermediario.
Le date di applicazione di MiCA
| Data | Cosa è successo |
|---|---|
| 9 giugno 2023 | Pubblicazione di MiCA nella Gazzetta ufficiale dell’UE |
| 29 giugno 2023 | Entrata in vigore |
| 30 giugno 2024 | Si applicano le regole per gli emittenti di stablecoin (ART ed EMT) |
| 30 dicembre 2024 | Applicazione piena: prestatori di servizi, white paper, abusi di mercato |
| Fine del primo trimestre 2025 | Termine fissato dall’ESMA perché le piattaforme UE smettessero di offrire stablecoin non conformi (solo vendita fino a fine marzo) |
| 1° luglio 2026 | Fine di tutti i periodi transitori nazionali: gli operatori non autorizzati devono smettere di servire clienti UE |
Dal 30 dicembre 2024 si applica anche il regolamento sui trasferimenti di fondi (la “travel rule” delle crypto). Inoltre, la direttiva fiscale DAC8 obbliga le piattaforme a raccogliere dal 1° gennaio 2026 i dati sulle transazioni crypto dei residenti UE, da trasmettere al fisco a partire dal 2027.
La licenza CASP: chi deve averla
Un prestatore di servizi per le cripto-attività (CASP) è una società che offre a clienti UE almeno uno dei servizi elencati da MiCA, tra cui:
- custodia e amministrazione di cripto-attività per conto dei clienti;
- gestione di una piattaforma di negoziazione;
- scambio di cripto-attività con fondi o con altre cripto-attività;
- esecuzione, ricezione e trasmissione di ordini;
- collocamento, consulenza e gestione di portafoglio;
- servizi di trasferimento per conto dei clienti.
L’autorizzazione è rilasciata dall’autorità nazionale competente dello Stato in cui la società è stabilita: in Italia la CONSOB, insieme alla Banca d’Italia, in Francia l’AMF, in Germania la BaFin e così via. Una volta autorizzato, un CASP può usare il “passaporto” europeo e servire clienti in tutta l’UE.
Per ottenere la licenza deve rispettare requisiti di capitale, governance, onorabilità degli esponenti, tutela e separazione degli asset dei clienti, gestione dei reclami, conflitti di interesse, sicurezza informatica e antiriciclaggio. Una società stabilita fuori dall’UE non può sollecitare clienti europei senza autorizzazione: è tollerata solo la vera “reverse solicitation”, quando è il cliente a contattarla di sua iniziativa.
I periodi transitori paese per paese
MiCA ha permesso alle società che operavano legalmente prima del 30 dicembre 2024 di continuare durante un periodo transitorio, al massimo fino al 1° luglio 2026. Ogni Stato poteva accorciarlo. Secondo l’elenco pubblicato dall’ESMA:
| Periodo transitorio | Paesi (esempi) | Fine |
|---|---|---|
| 6 mesi | Paesi Bassi, Polonia, Finlandia, Ungheria, Lettonia, Slovenia | Metà 2025 |
| 9 mesi | Svezia | Autunno 2025 |
| 12 mesi | Germania, Irlanda, Austria, Lituania, Slovacchia, Norvegia | Fine 2025 |
| 18 mesi (massimo) | Italia, Francia, Spagna, Belgio, Portogallo, Lussemburgo, Malta, Cipro, Grecia, Croazia e altri | 1° luglio 2026 |
In Italia, i VASP iscritti nel registro dell’OAM potevano beneficiare dell’intero periodo solo se avevano presentato domanda di autorizzazione MiCA entro il 30 dicembre 2025. Anche Bulgaria, Cechia e Danimarca hanno fissato proprie scadenze per le domande. Ad aprile 2026 l’ESMA ha confermato che il periodo transitorio sarebbe scaduto in tutta l’UE il 1° luglio 2026, senza proroghe, e che entro quella data gli operatori non autorizzati dovevano aver attuato i propri piani di uscita ordinata.
A ottobre 2026, quindi, tutti i periodi transitori sono conclusi.
Le regole di MiCA sulle stablecoin
MiCA riserva le regole più severe alle stablecoin, descritte in dettaglio nella guida cosa sono le stablecoin:
- solo un ente creditizio o un istituto di moneta elettronica autorizzato può emettere un token di moneta elettronica nell’UE;
- chi detiene un EMT può chiederne il rimborso in qualsiasi momento, al valore nominale, all’emittente;
- emittenti e CASP non possono riconoscere interessi su EMT o ART;
- le riserve devono essere separate, investite in attività a basso rischio e in parte depositate presso banche;
- i token diventati “significativi” (per dimensione o diffusione) sono vigilati dall’Autorità bancaria europea;
- per gli ART e gli EMT denominati in una valuta non UE e molto usati come mezzo di pagamento, l’emissione deve fermarsi oltre circa 1 milione di transazioni o 200 milioni di euro al giorno in una stessa area valutaria.
A gennaio 2025 l’ESMA e la Commissione europea hanno chiesto alle piattaforme di smettere di offrire la negoziazione di stablecoin non conformi a MiCA, consentendo solo ordini di vendita fino a fine marzo 2025. Per questo alcune stablecoin in dollari molto note non sono più negoziabili sulle piattaforme europee, mentre i token conformi, in euro e in dollari, hanno guadagnato spazio.
Cosa cambia per gli utenti
Per chi compra crypto nell’UE, MiCA porta tutele concrete:
- il vostro operatore deve essere autorizzato e potete verificarlo in un registro pubblico;
- le cripto-attività dei clienti devono essere tenute separate da quelle dell’operatore;
- dovete ricevere informazioni chiare, compreso un white paper per le cripto-attività offerte al pubblico, e le comunicazioni di marketing devono essere corrette e non ingannevoli;
- ogni CASP deve avere una procedura di gestione dei reclami;
- le regole contro gli abusi di mercato (insider trading, manipolazione) si applicano ora anche alle crypto.
Ci sono anche dei limiti. MiCA non rende sicure le crypto: i prezzi restano volatili e le cripto-attività non sono coperte né dal fondo di garanzia dei depositi né da sistemi di indennizzo degli investitori. La tutela vale solo per la specifica società autorizzata, non per le altre società dello stesso gruppo o marchio. Infine, con la travel rule le piattaforme devono raccogliere dati su mittente e destinatario di ogni trasferimento e verificare che controlliate il wallet personale per i trasferimenti oltre 1.000 €.
Per scegliere un operatore, leggete la guida su come scegliere un exchange crypto.
Come verificare il registro MiCA dell’ESMA
L’ESMA pubblica il registro nella sua pagina dedicata a MiCA. A ottobre 2026 si tratta ancora del “registro MiCA provvisorio” (interim MiCA register), un insieme di file scaricabili aggiornati regolarmente.
- Aprite la pagina MiCA dell’ESMA e cercate la sezione Interim MiCA Register.
- Scaricate il file dei prestatori autorizzati (CASPS.csv).
- Apritelo con un foglio di calcolo e cercate la ragione sociale della società, il sito web o il codice LEI, non solo il marchio.
- Controllate lo Stato membro d’origine, la data di autorizzazione e l’elenco dei servizi autorizzati.
- Consultate anche il file delle entità non conformi, gli avvisi ai risparmiatori e l’elenco dei siti oscurati pubblicati dalla CONSOB.
A metà ottobre 2026 il file dei CASP contava circa 370 voci, di cui 9 relative a operatori autorizzati in Italia. L’ESMA ricorda che le tutele di MiCA valgono solo per la società europea autorizzata: confrontate il nome nel registro con quello indicato nel vostro contratto o nei termini d’uso. Se il vostro operatore non compare, trasferite gli asset su un operatore autorizzato o sul vostro wallet. E diffidate di chi vanta una “licenza MiCA” introvabile: è un argomento tipico delle truffe crypto.
Cosa succederà ora
A dicembre 2025 la Commissione europea ha proposto di affidare all’ESMA la vigilanza diretta sui prestatori di servizi per le cripto-attività, al posto delle autorità nazionali. A ottobre 2026 la proposta è ancora in discussione al Consiglio e al Parlamento europeo, con diversi Stati favorevoli a limitare la vigilanza diretta agli operatori più grandi.
In sintesi
MiCA è ormai pienamente operativo: ogni operatore crypto che serve clienti europei deve essere autorizzato, le stablecoin seguono regole rigorose su riserve e rimborso e potete verificare qualsiasi operatore nel registro dell’ESMA in pochi minuti. La vostra tutela migliora, ma il rischio d’investimento tipico delle crypto resta.



