blockchain that runs exactly as written when it is called, holding and moving funds according to its code, without an intermediary able to change the outcome.">smart contract holding reserves of two or more tokens, supplied by users, that a decentralized exchange uses to execute trades automatically at a price set by a formula.">pool diverge, compared with simply holding the same tokens in a wallet. It becomes permanent when the provider withdraws.">Il 22 maggio 2010 Laszlo Hanyecz pagò 10.000 bitcoin per un paio di pizze. Per arrivare a quella cifra il suo wallet dovette mettere insieme 131 pezzi separati di bitcoin, e la transazione costò una commissione di 0,99 BTC. Il 16 ottobre 2026 alle 08:47 UTC, invece, per entrare nel blocco successivo bastava offrire circa 1,1 satoshi per byte virtuale. Sono due numeri lontanissimi, e si spiegano entrambi quando si guarda come funziona una transazione bitcoin dall’inizio alla fine: dal tasto Invia al momento in cui il pagamento non si può più annullare.
Questa lezione segue la nostra guida su cosa sono le altcoin e in cosa si distinguono da bitcoin e lascia da parte le basi su registro condiviso e chiavi, già spiegate in che cos’è una criptovaluta. Qui si segue un pagamento su Bitcoin, uno su Ethereum e, più in breve, uno su Solana. I dati in tempo reale riportano giorno e ora UTC. Cambiano di minuto in minuto: prima di usarli conviene sempre aprire un explorer.
Come funziona una transazione bitcoin (e crypto): sei passaggi dall’invio alla conferma
Tutte le blockchain pubbliche trattano un pagamento più o meno nello stesso ordine. Cambiano i dettagli, lo scheletro resta quello:
- Il wallet prepara un messaggio che dice cosa si spende, chi riceve e quanto si offre di commissione.
- Lo firma con la chiave privata: la firma dimostra che i fondi appartengono a chi invia, senza rivelare la chiave.
- Firmata, la transazione parte verso alcuni computer della rete, i nodi. Ognuno la controlla e la passa ad altri nodi.
- Poi aspetta in una sala d’attesa delle operazioni non confermate, la mempool. Chi paga di più passa prima.
- Un miner (su Bitcoin) o un validatore (su Ethereum e Solana) la inserisce in un blocco, e il resto della rete verifica quel blocco.
- Sopra quel blocco se ne aggiungono altri. Ognuno rende il pagamento più difficile da ribaltare, finché diventa definitivo nella pratica (Bitcoin) o finalizzato in modo formale (Ethereum).
La sezione 5 del whitepaper di Bitcoin, nel 2008, descriveva già la parte di rete di questa sequenza, dal passaggio 3 al 6. Chi ha ancora un’idea vaga di cosa sia un blocco può partire dalla nostra guida a come funziona una blockchain.
Passaggio 1: il wallet costruisce e firma la transazione
Bitcoin spende output interi (UTXO) e restituisce il resto
Su Bitcoin non esiste un saldo di conto. Il wallet custodisce tanti output separati, ricevuti con pagamenti precedenti e ciascuno bloccato su una delle vostre chiavi. La guida per sviluppatori di Bitcoin li chiama Unspent Transaction Output, UTXO: output non ancora spesi. Ogni input di una nuova transazione punta a uno di questi output indicando l’identificativo della transazione che l’ha creato (txid) e un numero d’indice.
Un output si spende tutto in una volta, come una banconota. Per pagare 10 BTC partendo da un unico output da 50 BTC, il wallet spende tutti e 50 e crea due output nuovi: 10 BTC al destinatario e 40 BTC a un indirizzo di chi invia, il resto. La sezione 9 del whitepaper descrive proprio questo schema. Il primo pagamento tra due persone, nel blocco 170, lo segue alla lettera, come vedremo più avanti.
Ciò che nessun output reclama finisce al miner. In una transazione bitcoin non c’è un campo «commissione»: la commissione è la differenza tra input e output. Un wallet che dimenticasse il resto regalerebbe l’eccedenza a chi estrae il blocco.
«We define an electronic coin as a chain of digital signatures.» (Definiamo una moneta elettronica come una catena di firme digitali.) Satoshi Nakamoto, whitepaper di Bitcoin, 2008
Ogni proprietario firma il passaggio della moneta al successivo, e chiunque può risalire la catena fino all’origine. Storia e regole sull’offerta sono nella nostra guida a Bitcoin.
Ethereum scala un saldo e conta con il nonce
Ethereum, al contrario, tiene un elenco di conti con il loro saldo. Per ethereum.org una transazione è un’istruzione firmata crittograficamente da un account. Oltre al destinatario e all’importo (espresso in wei, la frazione più piccola di ETH), il pagamento contiene un limite di gas, i tetti di commissione spiegati al passaggio 3, eventuali dati destinati agli smart contract e un nonce.
Il nonce è un contatore. Vale 0 per la prima transazione di un account, poi 1, 2 e così via. I nodi elaborano le transazioni di un account in quell’ordine e scartano un nonce già usato, quindi un pagamento firmato non può essere ripetuto da qualcun altro. Lo stesso contatore servirà più avanti per sostituire una transazione bloccata.
Niente resto, invece, su Ethereum: la rete toglie importo e commissione dal saldo di chi invia e aggiunge l’importo a quello di chi riceve. Il modello a conti è spiegato meglio nella nostra guida a Ethereum.
La firma prova il possesso della chiave senza mostrarla
La firma si produce con la chiave privata collegata all’indirizzo da cui si spende. I nodi la verificano con la chiave pubblica corrispondente e non ricavano nulla che permetta loro di firmare al posto vostro. Basta cambiare una cifra dell’importo dopo la firma perché la firma non torni più.
Bitcoin ha usato fin dall’inizio lo schema di firma ECDSA. L’aggiornamento Taproot, attivato al blocco 709.632 il 14 novembre 2021, ha aggiunto le firme Schnorr, che semplificano le transazioni con più firmatari.
Qui conta chi custodisce i fondi. Firma chi ha la chiave: un wallet in autocustodia firma sul vostro dispositivo, un exchange firma con chiavi proprie. La differenza è spiegata nella nostra guida ai wallet crypto, mentre la pagina su come proteggere la seed phrase riguarda il backup che sta dietro a quelle chiavi.
Passaggio 2: invio alla rete, controlli e mempool
Una volta firmata, la transazione lascia il wallet e raggiunge uno o più nodi, spesso gestiti dal fornitore del wallet stesso. Ogni nodo la controlla prima di inoltrarla. La firma è valida? Gli input esistono e non sono già stati spesi? Il conto Ethereum ha abbastanza ETH per l’importo più la commissione massima? Una transazione che fallisce qui sparisce senza rumore e non arriva mai in un blocco.
Se è valida, la transazione passa di nodo in nodo e finisce nella mempool di ciascuno. È lo stato «in sospeso» o «non confermata» che il wallet mostra. Non c’è ancora niente di definitivo: le monete non si sono spostate sul registro e, su Bitcoin, chi invia può ancora sostituire la transazione.
La sala d’attesa può essere affollata. Il 16 ottobre 2026 alle 08:47 UTC l’API Esplora di Blockstream contava 81.153 transazioni bitcoin non confermate, per circa 39,5 milioni di byte virtuali, che offrivano in tutto 9.981.015 satoshi di commissioni (circa 0,0998 BTC). I miner scelgono per prime le transazioni che pagano meglio. Le altre aspettano il blocco dopo, o quello dopo ancora.
Ethereum segue lo stesso meccanismo, con un’eccezione. ethereum.org segnala che alcuni utenti saltano la mempool pubblica e inviano le transazioni direttamente a costruttori di blocchi specializzati: non tutte le transazioni, quindi, sono visibili prima di entrare in un blocco.
Passaggio 3: la commissione decide il posto in coda
Il costo di una transazione bitcoin dipende dalla dimensione, non dall’importo
Lo spazio nei blocchi di Bitcoin è limitato, e la commissione paga lo spazio occupato. La guida per sviluppatori lo dice senza giri di parole: le transazioni pagano in base alla loro dimensione in byte e i miner le ordinano per commissione per byte. Inviare 0,001 BTC o 1.000 BTC costa uguale, se le due transazioni hanno la stessa dimensione.
Dopo l’aggiornamento SegWit la dimensione si misura in byte virtuali (vB), un’unità definita dal BIP 141 in cui i dati delle firme pesano un quarto del resto. Le tariffe si esprimono quindi in satoshi per byte virtuale, sat/vB. Un bitcoin vale 100 milioni di satoshi.
La dimensione cresce con il numero di input. Un wallet che contiene molti output piccoli e separati, per esempio dopo anni di depositi, deve includere tutti quelli che servono a coprire l’importo, e ogni input in più aggiunge byte. Il pagamento della pizza è il caso estremo: 131 input, 23.620 byte. Lo stesso importo con un solo input occuperebbe una piccola frazione di quello spazio.
Tariffe sotto 1 sat/vB, come quelle della tabella più sotto, esistono perché Bitcoin Core 29.1, uscito il 4 settembre 2025, ha abbassato la commissione minima di inoltro predefinita a 100 satoshi ogni mille byte virtuali, cioè 0,1 sat/vB. Le note di rilascio avvertivano che transazioni così economiche rischiano di non propagarsi o di non essere confermate finché non abbastanza nodi adottano il nuovo valore.
Commissioni Ethereum: una base bruciata più una mancia, dall’EIP-1559
Ethereum fa pagare in gas, l’unità che misura il lavoro di calcolo richiesto da una transazione. Un semplice trasferimento di ETH consuma 21.000 gas. Un trasferimento di token o uno scambio ne consumano di più, perché eseguono il codice di un contratto. Dall’aggiornamento London del 5 agosto 2021 (blocco 12.965.000), che ha introdotto l’EIP-1559, il prezzo di ogni unità di gas è diviso in due parti, come spiega la documentazione di ethereum.org sul gas:
- La commissione base, fissata dal protocollo in base a quanto era pieno il blocco precedente. I blocchi puntano a essere pieni a metà: se lo sono di più la commissione base sale, al massimo del 12,5% per blocco, se lo sono di meno scende. La commissione base viene bruciata, cioè quegli ETH escono dalla circolazione.
- La commissione di priorità, o mancia, che va al validatore che include la transazione.
Il wallet fissa una commissione massima per unità di gas e una mancia massima. Si paga gas usato × (commissione base + mancia), e la differenza tra il tetto e quanto addebitato viene restituita. Un dettaglio da ricordare: anche una transazione fallita paga il gas consumato, perché la rete il lavoro l’ha fatto.
I prezzi si esprimono in gwei, un miliardesimo di ETH. A 0,06 gwei, un trasferimento da 21.000 gas costa 1.260 gwei, cioè 0,00000126 ETH: è una semplice moltiplicazione. La voce di glossario sulle gas fee contiene altri esempi, e le reti layer 2 esistono soprattutto per abbassare ancora questo costo.
Le commissioni del 16 ottobre 2026, con l’ora UTC
Fotografie scattate la mattina del 16 ottobre 2026. Si muovono da un blocco all’altro e in una giornata di traffico possono moltiplicarsi: vanno lette come esempio, non come listino.
| Rete | Dato | Valore | Ora (UTC) | Fonte |
|---|---|---|---|---|
| Bitcoin | Tariffa per i prossimi 1-3 blocchi | 1,11 sat/vB | 08:47 | Blockstream Esplora |
| Bitcoin | Tariffa per 4-6 blocchi | 0,302 sat/vB | 08:47 | Blockstream Esplora |
| Bitcoin | Tariffa entro circa un giorno (144 blocchi) | 0,214 sat/vB | 08:47 | Blockstream Esplora |
| Bitcoin | Tariffa entro circa una settimana (1.008 blocchi) | 0,1 sat/vB | 08:47 | Blockstream Esplora |
| Bitcoin | Transazioni non confermate nella mempool | 81.153 | 08:47 | Blockstream Esplora |
| Ethereum | Commissione base (standard) | 0,059 gwei | 08:48 | Etherscan Gas Tracker |
| Ethereum | Prezzo veloce (mancia 0,001 gwei) | 0,06 gwei | 08:48 | Etherscan Gas Tracker |
| Ethereum | Trasferimento semplice di ETH, 21.000 gas a 0,06 gwei | 0,00000126 ETH | calcolato | ethereum.org, Etherscan |
| Solana | Commissione base per firma | 5.000 lamport (0,000005 SOL) | regola del protocollo | documentazione solana.com |
Le righe di Bitcoin mostrano il mercato delle commissioni al lavoro. Circa cinque volte la tariffa lenta comprava un posto nei prossimi blocchi; la tariffa minima voleva dire aspettare un momento tranquillo della rete, forse per giorni.
Passaggio 4: un miner o un validatore la scrive in un blocco
Bitcoin: un blocco ogni 10 minuti circa, in media
I miner di Bitcoin competono per trovare una proof of work valida per un blocco di transazioni scelte da loro. Il vincitore diffonde il blocco, gli altri nodi controllano ogni transazione che contiene e, se tutto è in regola, cominciano a costruire il blocco successivo sopra di esso. A quel punto la transazione ha una conferma.
Dieci minuti sono una media, e i singoli intervalli sono tutt’altro che regolari. La mattina del 16 ottobre 2026 il blocco 971.682 è arrivato alle 07:03:29 UTC e il 971.687 alle 08:15:39 UTC, con intervalli intermedi da 8 minuti e mezzo a 29 minuti e mezzo. Secondo la Bitcoin Wiki, la probabilità che un blocco arrivi entro 10 minuti è del 63% circa, entro 30 minuti del 95% ed entro un’ora del 99,7%. Nelle 24 ore fino alle 08:45 UTC i dati Esplora di Blockstream registrano 147 blocchi, tre in più di quanti ne darebbe un ritmo perfetto da 10 minuti.
Il blocco 971.682 conteneva 7.037 transazioni, il 971.687 appena 3.724. Il limite di un blocco è un peso massimo, non un numero di transazioni: se le transazioni sono grandi, ne entrano meno.
Ethereum: un proponente per ogni slot di 12 secondi
Dal Merge del 15 settembre 2022 (blocco 15.537.394) Ethereum funziona con la proof of stake. Il tempo è diviso in slot di 12 secondi, raggruppati in epoche da 32. In ogni slot un validatore estratto a caso propone un blocco, composto con le transazioni della mempool oppure fornito da un costruttore di blocchi. Gli altri validatori rieseguono le transazioni e votano il blocco: nel gergo di Ethereum lo «attestano».
Con una mancia ragionevole, una transazione Ethereum entra spesso in un blocco entro uno o due slot, quindi in secondi più che in minuti. Essere in un blocco, però, non vuol dire essere definitivi.

Passaggio 5: conferme e finalità, ovvero quanto tempo ci vuole
Ogni blocco aggiunto dopo quello che contiene la transazione è una conferma in più. Per annullare il pagamento bisognerebbe ricostruire la catena da quel blocco in avanti più in fretta di quanto il resto della rete la allunghi, e ogni blocco in più rende l’impresa più difficile.
Perché sei conferme sono diventate l’abitudine su Bitcoin
La sezione 11 del whitepaper calcola la probabilità che un attaccante con una quota della potenza di mining raggiunga la catena onesta. Con il 10% della potenza, la probabilità di riscrivere un pagamento sepolto sotto 5 blocchi è dello 0,09%, il primo valore della tabella sotto lo 0,1%. Con 6 blocchi scende allo 0,02%. L’abitudine diffusa di aspettare sei conferme, un’ora in media, sta appena oltre quella soglia.
Lo stesso documento ne mostra i limiti. Un attaccante con il 30% della potenza ha ancora il 17,7% di probabilità a 5 blocchi, e la tabella riassuntiva del whitepaper indica che per scendere sotto lo 0,1% servono 24 blocchi.
«There is nothing special about the default, often-cited figure of 6 blocks.» (Il numero di 6 blocchi, citato spesso come predefinito, non ha nulla di speciale.) Bitcoin Wiki, voce Confirmation
La wiki definisce arbitrarie entrambe le ipotesi su cui poggia: un attaccante che difficilmente controlla più del 10% della potenza di calcolo e un rischio sotto lo 0,1% considerato accettabile. Sei blocchi bastano e avanzano contro un attaccante occasionale, sono pochi contro uno con grandi mezzi. Per beni di poco valore, anche zero conferme possono andare bene.
La finalità di Ethereum: giustificato, poi finalizzato
Ethereum aggiunge un passaggio formale sopra le conferme. Solo i blocchi al confine tra due epoche, detti checkpoint, possono essere giustificati e poi finalizzati. Un checkpoint è giustificato quando lo votano validatori che detengono due terzi di tutto l’ether in staking; quando il checkpoint successivo viene giustificato sopra di lui, diventa finalizzato. Secondo ethereum.org un blocco finalizzato non si può annullare a meno che un attaccante non distrugga milioni di ether.
Il calcolo dei tempi è nostro: 2 epoche × 32 slot × 12 secondi = 768 secondi, quindi la finalità arriva di norma dopo circa 12,8 minuti. Molti wallet mostrano il pagamento come completato dopo uno o pochi blocchi, il che va bene per piccole somme. Gli exchange fissano soglie proprie per i depositi.
Solana in breve: commissioni minime, slot rapidi, transazioni che scadono
Solana segue lo stesso schema con numeri diversi. La commissione base è di 5.000 lamport per firma, dove un lamport vale un miliardesimo di SOL: 0,000005 SOL per un pagamento semplice. Metà della commissione base viene bruciata, metà va al validatore. Una commissione di priorità facoltativa, espressa in micro-lamport per unità di calcolo, va tutta al validatore.
Una transazione Solana è tutto o niente: se una delle sue istruzioni fallisce, vengono annullate tutte. Può pesare al massimo 1.232 byte e contiene un blockhash recente, valido per 150 slot. Se non viene elaborata entro quella finestra scade, invece di restare per giorni in una mempool come può succedere su Bitcoin.
Quest’anno gli slot si sono accorciati. La pagina degli aggiornamenti della Solana Foundation riporta il passaggio da 400 a 200 millisecondi in quattro tappe tra il 21 agosto e il 9 ottobre 2026, l’ultima verso le 14:35 UTC di quel giorno. Wallet come Phantom compilano da soli commissione e blockhash recente.
Come verificare una transazione bitcoin o crypto su un explorer
Un block explorer è un sito che legge la blockchain e la mostra in forma leggibile. Si usa senza account e senza registrazione. Per le reti di questa guida i più usati sono mempool.space o blockstream.info per Bitcoin, Etherscan per Ethereum e Solscan per Solana.
Prima di tutto serve l’hash della transazione (TXID)
Ogni transazione ha un identificativo, una lunga stringa di lettere e numeri chiamata hash della transazione, txid o ID transazione. Etherscan lo descrive come un numero di riferimento per le parti coinvolte. Il wallet lo mostra nei dettagli dell’operazione, spesso dietro un link «Visualizza sull’explorer». Gli exchange lo riportano nello storico dei prelievi, una volta che il prelievo è stato davvero inviato sulla blockchain.
Con l’hash in mano, i passaggi sono gli stessi su qualsiasi explorer:
- Copiare l’hash dal wallet o dallo storico prelievi dell’exchange.
- Aprire un explorer della rete giusta. Un hash Ethereum non dà risultati su un explorer Bitcoin, e un trasferimento di USDT sulla rete Tron non compare su Etherscan.
- Incollare l’hash nella barra di ricerca.
- Leggere lo stato. «Unconfirmed» o «Pending» significa che la transazione è ancora nella mempool; «Confirmed» o «Success» arriva con il numero del blocco. «Failed» su Ethereum significa che la transazione è stata inclusa ma annullata, e la commissione è stata pagata lo stesso.
- Contare le conferme e confrontarle con quelle richieste dalla piattaforma che riceve.
- Controllare mittente, destinatario e importo (input e output su Bitcoin, From e To su Ethereum), poi la commissione. Per un token conta la riga del trasferimento del token, non il valore in ETH, che spesso è 0.
Si può fare pratica con le due transazioni bitcoin qui sotto: i loro hash funzionano su qualsiasi explorer Bitcoin.
La prima transazione bitcoin tra due persone: il blocco 170
L’operazione f4184fc596403b9d638783cf57adfe4c75c605f6356fbc91338530e9831e9e16 si trova nel blocco 170, con data 12 gennaio 2009 alle 03:30:25 UTC. Il Guinness dei primati la registra come la prima transazione bitcoin, da Satoshi Nakamoto a Hal Finney.
C’è un solo input, l’output 0 di una transazione precedente: una ricompensa di blocco da 50 BTC minata da Satoshi. Gli output sono due: 10 BTC a Finney e 40 BTC di resto tornati a Satoshi. Input e output si equivalgono, quindi la commissione era zero, cosa che all’epoca la rete accettava.
Sull’explorer salta all’occhio un dettaglio: non ci sono indirizzi. Entrambi gli output pagano direttamente una chiave pubblica, un formato delle origini chiamato pay-to-public-key, e l’explorer mostra una lunga chiave al posto dell’indirizzo a cui siamo abituati.
La transazione della pizza: 131 input, un solo output
La transazione a1075db55d416d3ca199f55b6084e2115b9345e16c5cf302fc80e9d5fbf5d48d è stata minata nel blocco 57.043 il 22 maggio 2010 alle 18:16:31 UTC. L’explorer mostra 131 input a sinistra e un unico output da 10.000 BTC a destra. Non c’è resto: gli input sommavano 10.000,99 BTC, e gli 0,99 BTC avanzati sono andati al miner come commissione.
La riga della dimensione racconta il resto: 23.620 byte e 94.480 unità di peso, perché ognuno dei 131 input è un pagamento ricevuto in precedenza da Hanyecz. Nel thread di Bitcointalk in cui aveva lanciato la sua offerta il 18 maggio, il 22 maggio 2010 scrisse:
«I just want to report that I successfully traded 10,000 bitcoins for pizza.» (Volevo solo dirvi che ho scambiato con successo 10.000 bitcoin per della pizza.) laszlo, Bitcointalk, 22 maggio 2010
Leggere una transazione Ethereum su Etherscan, campo per campo
Un’operazione qualsiasi di questa mattina mostra quante informazioni in più contiene una pagina Ethereum. Alle 08:52:11 UTC del 16 ottobre 2026 il wallet di un exchange ha inviato 50 USDT nel blocco 26.204.017. Aperta circa un minuto dopo, la pagina di Etherscan riportava:
- Status: Success, con 2 conferme. Lo stato viene dalla ricevuta della transazione, che esiste solo quando la transazione è in un blocco.
- From: il hot wallet dell’exchange. To: il contratto USDT di Tether, il programma che tiene i saldi in USDT. Chi riceve i 50 USDT compare solo nella riga del trasferimento del token, e i dati di input mostrano la chiamata standard
transfer(address _to, uint256 _value). - Value: 0 ETH, perché USDT è una stablecoin, un token gestito da un contratto e non ETH vero e proprio (la differenza è spiegata nella guida su coin e token).
- Commissione: 0,000003018321376021 ETH per 46.109 gas su un limite di 46.491. Un trasferimento di token esegue codice, quindi consuma più dei 21.000 gas di un semplice invio di ETH.
- Burnt (bruciato): 0,000002997576844703 ETH, oltre il 99% della commissione. La commissione base era di 0,065010667 gwei e la mancia massima di appena 0,000449902 gwei.
- Nonce: 30.986. Quel wallet aveva già inviato altrettante transazioni.

Transazione bitcoin non confermata: RBF, CPFP e sostituzione del nonce
Un pagamento resta in sospeso quando la sua commissione è troppo bassa per la coda del momento. Mentre aspetta non si perde nulla, ma non arriva nemmeno nulla. Ogni rete ha il suo rimedio.
Su Bitcoin, il Replace-by-Fee (RBF) permette a chi invia di diffondere una nuova versione che spende almeno uno degli stessi input e paga una commissione più alta. Con il BIP 125, supportato da Bitcoin Core 0.12.0, la transazione originale doveva segnalare di essere sostituibile. Bitcoin Core 28.0, uscito il 2 ottobre 2024, ha fatto accettare ai suoi nodi le sostituzioni per impostazione predefinita anche senza segnale (full RBF), e una modifica successiva ha eliminato del tutto l’opzione. Un pagamento bitcoin non confermato può quindi ancora essere sostituito da chi lo ha inviato: è il rischio di accettare zero conferme.
Il Child-Pays-for-Parent (CPFP) lavora dal lato opposto. Chi riceve, oppure chi invia attraverso l’output di resto, spende un output della transazione bloccata in una nuova transazione con una commissione alta. Il miner che vuole incassare quella commissione deve includerle entrambe. È lo strumento da usare quando chi ha inviato non alza la commissione.
Su Ethereum si sostituisce una transazione in sospeso con un’altra sullo stesso nonce e con una commissione più alta. In MetaMask la funzione «Accelera» reinvia lo stesso pagamento; l’annullamento invia invece una transazione al proprio indirizzo, anche da 0 ETH, su quel nonce. Per una sostituzione manuale le pagine di assistenza di MetaMask chiedono una mancia almeno del 10% più alta e una commissione massima almeno del 30% più alta, e l’annullamento si può tentare solo finché l’originale è in sospeso. I nonce vanno in ordine: un nonce 9 bloccato ferma anche il 10.
Davanti a un pagamento bloccato, l’ordine è questo:
- Cercare l’hash e verificare che sia ancora non confermato, e non fallito o scartato. Confrontare la sua tariffa o la sua mancia con le stime del momento.
- Se si può aspettare, aspettare: molte transazioni a basso costo passano quando la coda si svuota.
- Altrimenti usare il pulsante del wallet per accelerare o alzare la commissione. Chi riceve un pagamento bitcoin bloccato può provare il CPFP.
- Su Solana, controllare se la transazione è scaduta e reinviarla con un blockhash nuovo.
Una transazione confermata non si annulla
Tra chi invia e chi riceve non c’è una banca, quindi non c’è nessuno a cui chiedere uno storno. La Federal Trade Commission americana lo riassume in una frase:
«Cryptocurrency payments typically are not reversible.» (I pagamenti in criptovaluta di norma non sono reversibili.) Federal Trade Commission, Stati Uniti
Un indirizzo digitato male ma valido manda le monete a chi lo controlla, o a nessuno. L’altro errore classico è la rete sbagliata: USDT inviati su una catena a un indirizzo di exchange che ne sorveglia un’altra. Binance Academy scrive che, se si deposita usando una rete errata, Binance non è in grado di recuperare quei token. Se invece le monete sono finite a un indirizzo di cui si possiede la seed phrase, importarla in un wallet che supporta entrambe le reti di solito permette di ritrovarle.
Le truffe si reggono proprio su questa irreversibilità: una volta pagato, nessuno può riprendere i soldi. La nostra guida per evitare le truffe crypto elenca gli schemi più comuni. La protezione più economica resta un piccolo invio di prova prima di uno grande, e un controllo lento, carattere per carattere, dell’indirizzo.
Prelievi dagli exchange: prima il registro interno, poi la blockchain
Le monete su un exchange centralizzato sono una riga nel database di quella società. Comprare, vendere o fare trading lì modifica i suoi conti, non la blockchain. Alcune piattaforme, tra cui Coinbase, permettono anche di inviare crypto ad altri clienti tramite email o nome utente: uno spostamento interno, senza commissione di rete e senza traccia sulla catena.
Un prelievo verso un indirizzo esterno è invece una transazione vera, costruita e firmata da uno degli hot wallet dell’exchange, come quello con nonce 30.986 dell’esempio su Etherscan. Solo allora compare un hash da seguire. Se l’hash tarda ad apparire, l’attesa dipende dall’exchange, non dalla rete.
I depositi funzionano al contrario: l’exchange aspetta un certo numero di conferme prima di accreditare. Kraken accredita i depositi in bitcoin dopo 3 conferme e stima circa 45 minuti, contando 15 minuti per blocco. Le altre piattaforme pubblicano le loro soglie moneta per moneta; le nostre guide su come comprare crypto e su come scegliere un exchange spiegano dove trovarle.
Le transazioni sono pubbliche, non anonime
«All Bitcoin transactions are public, traceable, and permanently stored in the Bitcoin network.» (Tutte le transazioni bitcoin sono pubbliche, tracciabili e conservate per sempre nella rete Bitcoin.) bitcoin.org, Protect your privacy
Con un explorer chiunque vede ogni importo e ogni indirizzo, per sempre. Resta nascosto il nome di chi sta dietro un indirizzo: il whitepaper affida la privacy all’anonimato delle chiavi pubbliche. Per questo i ricercatori definiscono Bitcoin pseudonimo, non anonimo.
Gli pseudonimi però perdono informazioni. Le società di analisi on-chain partono spesso dall’ipotesi che tutti gli input di una stessa transazione appartengano a un unico proprietario, la cosiddetta euristica degli input multipli, e raggruppano gli indirizzi di conseguenza. Con questa logica, i 131 input della pizza sono le monete di una sola persona. Basta che un indirizzo del gruppo tocchi un conto di exchange aperto con documento d’identità (KYC) perché tutto il gruppo possa essere collegato a un nome. bitcoin.org consiglia di usare un indirizzo nuovo per ogni pagamento ricevuto.
Transazioni crypto dall’Italia: la travel rule europea e il fisco
Per chi usa un exchange o un’altra piattaforma di servizi per le cripto-attività (in gergo CASP) dall’Italia, la regola che conta è europea. Il regolamento sul trasferimento di fondi, il Regolamento (UE) 2023/1113, si applica dal 30 dicembre 2024. È la versione europea della cosiddetta travel rule: i dati di chi invia viaggiano insieme alla transazione.
In pratica, ogni trasferimento di cripto-attività gestito da un fornitore deve portare con sé le informazioni sul mittente, qualunque sia l’importo. L’articolo 14, paragrafo 1, ne elenca il contenuto: nome, indirizzo sul registro distribuito o numero del conto in cripto-attività, indirizzo di residenza con il paese, e in alternativa un numero di documento, un codice cliente oppure data e luogo di nascita.
Il punto che interessa di più chi tiene le monete in autocustodia è l’articolo 14, paragrafo 5. Per un trasferimento di oltre 1.000 € verso un indirizzo self-hosted, cioè un wallet di cui l’utente ha le chiavi, il CASP che invia deve adottare misure adeguate per valutare se quell’indirizzo è posseduto o controllato dal cliente. Tradotto: prelevando più di 1.000 € da una piattaforma europea verso il proprio wallet, è normale che venga chiesto di dimostrare che il wallet è davvero vostro. Il modo in cui lo si dimostra lo decide la piattaforma.
Secondo la nostra lettura, il regolamento vincola i fornitori di servizi, non la blockchain: un pagamento inviato direttamente da un wallet self-hosted a un altro non passa da nessun CASP e resta fuori dal suo campo. Il quadro europeo più ampio, compreso chi autorizza e vigila sulle piattaforme che operano in Italia, è nella nostra guida al regolamento MiCA.
Sul fronte fiscale vale un principio generale: spostare crypto da un proprio wallet a un altro proprio wallet, o dal conto exchange al proprio wallet, non è una vendita e non realizza alcuna plusvalenza, quindi di per sé non è un evento tassabile. Le regole italiane su aliquote e dichiarazione sono un tema a parte, che va verificato con un commercialista. Conviene comunque conservare gli hash di questi trasferimenti: dimostrano che le monete sono rimaste vostre.
Per confronto, negli Stati Uniti l’IRS tratta le cripto-attività come beni patrimoniali e la sua pagina sui digital asset consente di rispondere «No» alla domanda sulle cripto-attività in dichiarazione per un trasferimento tra conti propri, salvo che la commissione di rete sia stata pagata in crypto: quella commissione conta come operazione su digital asset. Nel Regno Unito la travel rule si applica dal 1° settembre 2023 e, secondo la Financial Conduct Authority, le imprese crypto britanniche devono raccogliere, verificare e condividere le informazioni sui trasferimenti.
Prima di premere Invia: la lista di controllo
- Verificare la rete: indirizzo di destinazione e piattaforma che riceve devono aspettarsi la stessa catena.
- Confrontare l’indirizzo con l’originale all’inizio, al centro e alla fine, mai a memoria o copiandolo da una vecchia chat.
- Per un importo grande, inviare prima una piccola somma di prova e aspettare che arrivi.
- Scegliere la commissione in base all’urgenza, dopo aver guardato una stima aggiornata e non il dato di ieri.
- Se si invia un token, controllare che il wallet contenga anche la moneta nativa della rete per pagare la commissione.
- Salvare l’hash della transazione appena compare.
- Aspettare le conferme richieste da chi riceve prima di considerare chiuso il pagamento.
- Prelevando oltre 1.000 € da una piattaforma europea verso il proprio wallet, tenersi pronti a dimostrarne il possesso.
- Conservare la documentazione per il fisco, compresi i trasferimenti tra wallet propri.
La prossima lezione parla di indirizzi crypto: come un wallet ne ricava uno da una chiave pubblica, e perché un indirizzo Bitcoin e uno Ethereum non si somigliano per niente.



