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Fake news criptovalute: come verificare le notizie crypto prima di agire

Fake news criptovalute: dieci controlli per verificare le notizie crypto, riconoscere post a pagamento e account violati e usare i registri ufficiali.

Principiante 30 min di letturaAggiornato Da leggere prima: Miti sulle criptovalute: 15 convinzioni sul bitcoin messe alla prova
Lente su un documento accanto a un megafono e a un segnale di pericolo
Indice
  1. Fake news criptovalute: perché un titolo può muovere il prezzo in pochi minuti
  2. Quattro notizie crypto false che hanno mosso i prezzi, e come sono state smascherate
  3. Come verificare le notizie crypto: i dieci controlli, nell’ordine in cui farli
  4. Passaggio 1: trova il documento originale, non il post che ne parla
  5. Passaggio 2: capisci che tipo di testo stai leggendo
    1. Cosa significano davvero «secondo fonti» e «a quanto pare»
  6. Passaggio 3: controlla la data, il fuso orario e che cosa è successo prima
  7. Passaggio 4: segui i soldi dietro il messaggio
    1. MiCA: le regole europee su marketing e manipolazione
    2. In Italia: Consob, Banca d’Italia e le regole Agcom sugli influencer
  8. Passaggio 5: verifica che l’account e il link siano quello che dicono
  9. Passaggio 6: considera falsi i video di celebrità e i giveaway, finché non provi il contrario
  10. Passaggio 7: confronta il grafico e i volumi con il titolo
    1. Wash trading: cos’è e perché il volume può essere falso
    2. Pump and dump: i gruppi scelgono il bersaglio in anticipo
  11. Passaggio 8: cerca la società in un registro ufficiale
    1. Consob e Banca d’Italia dopo la fine del periodo transitorio MiCA
  12. Passaggio 9: FUD crypto, significato di FUD e FOMO, e perché aspettare batte entrambi
  13. Passaggio 10: dove trovare notizie crypto affidabili e come costruirti una routine
  14. I segnali d’allarme che devono fermarti prima del clic
  15. Dove porta il percorso per principianti

Alle 16:11 ora della costa orientale degli Stati Uniti (le 22:11 in Italia) del 9 gennaio 2024, l’account X della Securities and Exchange Commission, la Consob americana, annunciò l’approvazione degli ETF spot su bitcoin. Non era vero. Qualcuno aveva preso blockchain that runs exactly as written when it is called, holding and moving funds according to its code, without an intermediary able to change the outcome.">smart contract holding reserves of two or more tokens, supplied by users, that a decentralized exchange uses to execute trades automatically at a price set by a formula.">pool diverge, compared with simply holding the same tokens in a wallet. It becomes permanent when the provider withdraws.">il controllo del numero di telefono collegato a @SECGov e, con quello, dell’account. Chi sapeva come verificare le notizie crypto trovò la risposta in pochi minuti: nessun provvedimento, nessun comunicato, nulla di nuovo su sec.gov.

L’ufficio stampa della SEC smentì il post alle 16:26, scrivendo dall’account del presidente dell’autorità, Gary Gensler, secondo la cronologia della dichiarazione di Gensler del 12 gennaio 2024 (in inglese). Dopo il falso annuncio il bitcoin salì di oltre 1.000 dollari; quando la smentita si diffuse scese di oltre 2.000, secondo le cifre del dipartimento di Giustizia americano riportate da The Record (in inglese). Il post falso arrivava dall’account vero dell’autorità di vigilanza: chi si fidava del nome in alto sbagliò.

Questa lezione riguarda l’abitudine che avrebbe evitato l’errore. Più che un elenco di siti buoni e cattivi, è una routine da ripetere ogni volta che un titolo ti spinge a fare qualcosa con i tuoi soldi. Chiude il nostro percorso Per iniziare. La lezione precedente, sui miti e i fatti sulle crypto, ha messo in ordine le affermazioni che si ripetono sul settore; qui impari a mettere alla prova le notizie nuove da solo, in dieci passaggi, con casi reali e gli strumenti gratuiti che autorità e verificatori di notizie mettono a disposizione. I dati sono aggiornati a ottobre 2026 e nulla di quanto segue è un consiglio d’investimento.

Fake news criptovalute: perché un titolo può muovere il prezzo in pochi minuti

I mercati crypto non chiudono mai. Non c’è una campana di fine seduta che dia a una redazione, a un’azienda o a un’autorità la notte per rispondere a una voce: un post falso delle 22 di un martedì sera si scambia subito, in tutto il mondo. Molti token minori hanno inoltre un order book sottile, cioè poche offerte in coda, e bastano pochi acquirenti arrivati insieme per farli salire di dieci punti percentuali o più.

A questo si aggiunge un movente semplice. Chi pianta una notizia falsa può comprare prima, pubblicare e poi vendere sul rialzo che il post stesso provoca. La bugia non deve sopravvivere al giorno dopo. Basta che duri più dell’uscita di chi l’ha messa in giro.

La fretta frega anche chi la notizia la dà. Diversi casi qui sotto sono passati da canali di cui i lettori avevano ogni motivo di fidarsi: dall’account di un’autorità federale a un servizio di agenzia usato dalle società quotate. Ogni volta la verità è arrivata dallo stesso posto: dal soggetto che avrebbe dovuto fare l’annuncio e dal documento che ha pubblicato oppure no.

Quattro notizie crypto false che hanno mosso i prezzi, e come sono state smascherate

DataCosa si affermavaCanaleCome è stata smascherata
13 settembre 2021Walmart accetterà LitecoinComunicato su GlobeNewswireWalmart ha negato ogni rapporto con Litecoin; l’agenzia ha ritirato il comunicato
16 ottobre 2023La SEC ha approvato l’ETF spot su bitcoin di BlackRockPost di Cointelegraph su X, basato su uno screenshotRimosso dopo circa 40 minuti; BlackRock ha detto che la notizia era sbagliata
13 novembre 2023BlackRock ha creato un “iShares XRP Trust”Voce nel registro delle società del DelawareBlackRock ha dichiarato che il documento era falso
9 gennaio 2024La SEC ha approvato gli ETF spot su bitcoinL’account X della SEC, violatoSmentita alle 16:26 ET; post cancellato alle 16:42 ET

Il caso Walmart è il più vecchio e resta uno dei più chiari. Lunedì 13 settembre 2021 un comunicato diffuso da GlobeNewswire annunciò che il colosso della grande distribuzione avrebbe fatto pagare i clienti in Litecoin. La moneta toccò quel giorno un massimo di 233,44 dollari prima di ripiegare, come ha scritto Fox Business (in inglese). Walmart ha risolto il punto in sei parole: «Walmart has no relationship with Litecoin», nella versione riportata da The Block (in inglese). GlobeNewswire ha attribuito tutto a un account utente fraudolento, ha ritirato il comunicato e ha invitato a ignorarlo.

Un’agenzia di stampa controlla chi possiede l’account da cui parte un comunicato. Non controlla che quello che c’è scritto sia vero.

Il 16 ottobre 2023 a scivolare è stato un sito di informazione. Il team social di Cointelegraph, testata specializzata in crypto, ha scritto su X che la SEC aveva approvato il fondo spot su bitcoin di BlackRock. Nella sua precisazione (in inglese) la testata ha spiegato che la fonte era «uno screenshot non confermato pubblicato da un utente di X che sosteneva provenisse dal terminale Bloomberg» (traduzione nostra). Un collaboratore lo ha pubblicato alle 13:24 UTC senza il via libera di un editor; è stato segnalato come non confermato mezz’ora dopo e rimosso alle 14:03 UTC. Nessun articolo è uscito e BlackRock ha confermato che la notizia era sbagliata.

Quattro settimane più tardi, il 13 novembre 2023, un’entità chiamata “iShares XRP Trust” è comparsa sul sito della Division of Corporations del Delaware. iShares è il marchio dei fondi di BlackRock, e la voce sembrava il primo passo verso un fondo su XRP. XRP è salito di circa il 12% in circa 30 minuti, poi ha restituito il guadagno. Un portavoce di BlackRock ha detto a Decrypt (in inglese) che il documento era falso, e Decrypt, citando Bloomberg, ha riportato che l’ufficio del Secretary of State del Delaware aveva informato il dipartimento di Giustizia dello Stato. Un nome in un registro statale delle società non è una domanda alla SEC, che è il posto dove compare una vera richiesta di fondo.

L’attacco alla SEC è costato pochissimo. In una pagina dedicata all’incidente (in inglese) l’autorità spiega che l’autenticazione a più fattori sull’account era stata disattivata dall’assistenza di X nel luglio 2023, su richiesta di funzionari che avevano problemi di accesso, e che era rimasta spenta fino a dopo l’attacco. L’aggressore ha preso il controllo del numero di telefono con un SIM swap fatto presso l’operatore telefonico, non sui sistemi della SEC. Il post falso è rimasto online fino alle 16:42, quando è stato cancellato: 31 minuti dopo la pubblicazione.

Nel maggio 2025 un uomo dell’Alabama, Eric Council Jr., è stato condannato a 14 mesi di carcere per la sua parte nella vicenda. Secondo il resoconto del dipartimento di Giustizia riportato da The Record, ha usato un documento d’identità stampato con una stampante di tessere per ottenere una SIM sostitutiva in un negozio AT&T di Huntsville, ha passato ai complici i codici ricevuti ed è stato pagato 50.000 dollari. Nel febbraio 2025 si era dichiarato colpevole di cospirazione per furto d’identità aggravato e frode con dispositivi di accesso.

Un ultimo dettaglio rende il caso da ricordare. La SEC ha davvero approvato gli ETF spot su bitcoin, il giorno dopo, il 10 gennaio 2024. Il post falso era in anticipo, non inventato, e proprio per questo era facile da credere. Una notizia che domani sarà probabilmente vera è comunque falsa nel momento in cui agisci.

Figura incappucciata, smartphone, grafico a candele e clessidra
Un SIM swap sul numero collegato a @SECGov è bastato a pubblicare una falsa approvazione degli ETF, rimasta online per 31 minuti.

Come verificare le notizie crypto: i dieci controlli, nell’ordine in cui farli

Nessuno di questi passaggi richiede software a pagamento e la maggior parte si fa in meno di un minuto. Falli in ordine. I primi tre risolvono la maggior parte delle storie; gli ultimi contano di più quando qualcuno ti chiede dei soldi.

  1. Trova il documento originale di cui parla la notizia, sul sito di chi dovrebbe averlo pubblicato.
  2. Capisci che tipo di testo stai leggendo: cronaca, opinione, comunicato, contenuto a pagamento o post sui social.
  3. Controlla la data, il fuso orario e che cosa stava succedendo prima che la notizia uscisse.
  4. Chiediti chi ci guadagna se ci credi e cerca pagamenti o posizioni non dichiarati.
  5. Verifica che l’account, il dominio e ogni link siano davvero quello che dicono di essere.
  6. Considera falsi i video di personaggi famosi e ogni giveaway, finché non dimostri il contrario.
  7. Confronta il grafico e i volumi di scambio con il titolo, minuto per minuto.
  8. Cerca la società o la persona in un registro ufficiale prima di mandarle qualsiasi cosa.
  9. Riconosci la paura o l’urgenza dentro di te e aspetta prima di agire.
  10. Tieni una breve lista di fonti primarie e ripeti ogni volta la stessa routine.

Passaggio 1: trova il documento originale, non il post che ne parla

Ogni affermazione ha un autore che la pubblicherebbe per primo. L’approvazione di un ETF compare come provvedimento o comunicato nella sala stampa della SEC (in inglese). La richiesta di un fondo è una registration statement o una modifica regolamentare di una borsa, entrambe consultabili su SEC EDGAR (in inglese) e depositate dall’emittente. Una quotazione, un accordo o un attacco informatico compaiono sul blog o sulla pagina di stato dell’azienda. Un procedimento penale ha un comunicato della procura e un fascicolo in tribunale. Se la notizia che stai leggendo non rimanda a quel documento, vai a cercarlo tu.

Se vuoi ripassare che cos’è un fondo quotato (ETF) spot e perché la sua approvazione contava così tanto per bitcoin, c’è la nostra voce del glossario. Qui il punto è più stretto. In tutte e quattro le bufale di prima il documento che avrebbe dovuto esistere non esisteva, e un lettore poteva accorgersene in due minuti.

Le affermazioni on-chain sono ancora più semplici da mettere alla prova. Un post che dice che un grande detentore ha spostato 10.000 bitcoin, o che la tesoreria di un progetto è stata svuotata, rimanda a transazioni che chiunque può aprire su un block explorer come mempool.space per Bitcoin o Etherscan per Ethereum. Incolla l’hash della transazione o l’indirizzo e leggi tu l’importo, l’ora e la destinazione. La nostra lezione su cos’è un indirizzo crypto e come si legge spiega i formati che troverai.

Uno screenshot non è mai un documento. Si modifica in pochi secondi e non rimanda alla fonte. Il falso annuncio di Cointelegraph dell’ottobre 2023 si reggeva proprio su questo: un’immagine che si diceva presa da un terminale Bloomberg. Quando l’unica prova di un’affermazione è la foto di uno schermo, trattala come una voce, per quanto serio sia l’account che la condivide.

Passaggio 2: capisci che tipo di testo stai leggendo

Un sito di notizie crypto pubblica sotto lo stesso logo testi di natura diversa, che meritano livelli di fiducia molto diversi. La cronaca ha una firma, una data e fonti nominate, e una testata seria la corregge pubblicamente quando sbaglia. Analisi e opinioni danno il punto di vista di una persona, a volte di qualcuno che possiede la moneta di cui parla. Le note di ricerca di exchange e fondi possono essere lavori accurati, ma chi le scrive ha prodotti da vendere.

Poi c’è il testo che nessuno in redazione ha scritto. Un comunicato stampa lo scrive l’azienda e lo si pubblica così com’è. Il contenuto sponsorizzato si paga. Cerca le etichette che lo segnalano: «Press release», «Sponsored», «Commissioned», «Partner content», «Paid post» o «Advertorial», di solito vicino al titolo o in fondo alla pagina. Cointelegraph, per esempio, dichiara nella pagina sulla trasparenza pubblicitaria (in inglese) che tutti i contenuti a pagamento sono chiaramente etichettati, e il sito ha una sezione Commissioned per articoli e comunicati a pagamento.

L’assenza di etichetta, però, non prova niente. Nell’ottobre 2018 la rivista specializzata Breaker mandò un falso agente di pubbliche relazioni a 28 siti di informazione blockchain; 12 di loro dissero che avrebbero pubblicato senza segnalarlo come sponsorizzato un contenuto a pagamento su una vendita di token, con compensi tra 500 e 4.500 dollari, come ha riportato The Next Web (in inglese). Il test ha otto anni. Nessuno ha dimostrato che il mercato dei post a pagamento senza etichetta sia sparito.

Anche i comunicati stampa sono un segnale debole. Chainstory, un’agenzia di pubbliche relazioni crypto, ha studiato migliaia di comunicati usciti tra giugno e novembre 2025. Secondo il resoconto dello studio di Forklog (in inglese), oltre il 60% promuoveva piattaforme con i classici campanelli d’allarme (team anonimi, promesse gonfiate, siti fatti con un modello, marketing aggressivo) e circa il 2% conteneva notizie vere, come un round di finanziamento o una fusione. La classificazione è dell’agenzia stessa e nessuno l’ha verificata in modo indipendente. A febbraio 2026 Semafor ha riferito (in inglese) che due siti, Investing.com e CryptoPotato, avevano tolto i loro articoli sullo studio senza spiegazioni.

Cosa significano davvero «secondo fonti» e «a quanto pare»

Le parole di una notizia dicono quanto sia solida. «Secondo fonti» o «persone vicine al dossier» significa che il giornalista sa chi ha parlato e tu no. Può essere buon giornalismo, ma non è una conferma che puoi controllare. «Pare», «indiscrezioni» e «non confermato» sono avvertimenti scritti nella frase: la testata sta ripetendo qualcosa che non ha verificato.

«Confermato» dovrebbe sempre dire da chi e come. «BlackRock ci ha confermato» è un fatto che puoi pesare; «è stato confermato» no. E quando decine di testate pubblicano la stessa storia nello stesso minuto, raramente sono decine di verifiche separate. Spesso lavorano tutte su un solo comunicato o su un solo documento in embargo, cioè consegnato in anticipo perché esca a un’ora concordata.

Passaggio 3: controlla la data, il fuso orario e che cosa è successo prima

Le vecchie notizie ripubblicate come nuove sono uno dei trucchi più economici che esistano. Un annuncio vero di due anni fa, un attacco hacker chiuso da tempo, uno spezzone di intervista a una vecchia conferenza: ognuno può tornare in circolo con una didascalia nuova. Controlla ogni volta tre date: quella di pubblicazione dell’articolo, quella dell’evento che descrive e quella di ogni grafico o cifra che mostra.

Anche i video si riciclano. Il 13 novembre 2023 l’amministratore delegato di Ripple, Brad Garlinghouse, ha avvertito su X di un aumento dei video truffa deepfake che sovrappongono parole nuove a vecchie riprese di eventi di Ripple, come ha riferito CryptoSlate (in inglese). Il palco e il volto erano veri. Le parole no.

I fusi orari creano confusione a parte. Le autorità e i tribunali americani indicano l’ora della costa orientale; la maggior parte dei siti di dati crypto e molte redazioni usano l’UTC. Il falso post della SEC delle 16:11 ET del 9 gennaio 2024 corrisponde alle 21:11 UTC, le 22:11 in Italia. Prima di confrontare un grafico dei prezzi con una notizia, porta entrambi sullo stesso orologio.

Il contesto è l’ultimo controllo di questo passaggio. Chiediti che altro dovrebbe essere vero se la notizia fosse vera. Se BlackRock avesse davvero chiesto un fondo su XRP, il fondo comparirebbe sul sito di BlackRock e la domanda su EDGAR. Se un grande exchange fosse stato davvero violato, la sua pagina di stato direbbe qualcosa e i deflussi si vedrebbero su un explorer. Quando nessuna di queste tracce esiste, la storia non ha niente che la regga.

Passaggio 4: segui i soldi dietro il messaggio

Ogni volta che credi a un messaggio su una moneta, qualcuno ci guadagna. Spesso è evidente, come nell’annuncio di un progetto su se stesso. È nascosto quando un personaggio noto viene pagato per parlare di un token e non dice niente del compenso.

L’esempio più noto della SEC è Kim Kardashian. Il 3 ottobre 2022 l’autorità l’ha accusata (in inglese) di aver promosso su Instagram i token EMAX, venduti da EthereumMax, senza rivelare di essere stata pagata 250.000 dollari per quel post. Ha accettato di versare 1,26 milioni di dollari tra sanzioni, restituzione dei profitti e interessi, e di non promuovere crypto-asset che siano strumenti finanziari per tre anni, senza ammettere né negare i fatti contestati. «Investors are entitled to know whether the publicity of a security is unbiased», cioè gli investitori hanno diritto di sapere se la pubblicità di un titolo è imparziale, ha detto Gurbir Grewal, allora direttore della divisione Enforcement della SEC (traduzione nostra). La SEC aveva già avvertito, in una dichiarazione del 2017 sulle vendite di token sostenute da celebrità (in inglese), che chi promuove deve rivelare natura, entità e importo di ciò che riceve.

Il Regno Unito ha un regime proprio. Le regole della Financial Conduct Authority (FCA) sulla promozione delle crypto ai consumatori britannici si applicano dall’8 ottobre 2023. Una promozione è lecita solo in quattro casi: viene da una società autorizzata dalla FCA, è approvata da una società così, viene da un operatore crypto registrato presso la FCA ai fini dell’antiriciclaggio, oppure vale un’esenzione. Violare la regola è, con le parole della FCA nella sua pagina sul marketing crypto (in inglese), un reato punibile con la reclusione fino a due anni, una multa illimitata o entrambe.

Le linee guida della FCA sulle promozioni finanziarie sui social (in inglese), definitive dal 26 marzo 2024, precisano che gli influencer che promuovono un prodotto regolamentato senza l’approvazione di una società autorizzata possono commettere un reato. Nell’ottobre 2024 l’autorità ha dichiarato di aver interrogato 20 finfluencer con le garanzie previste per gli indagati e di aver emesso 38 segnalazioni su account social. Aggiunge che il 62% dei giovani tra 18 e 29 anni segue influencer sui social e che il 74% di questi follower si fida dei loro consigli, secondo il suo comunicato (in inglese). A febbraio 2026 sette influencer sono stati condannati (in inglese) alla Southwark Crown Court per promozioni non autorizzate: multe da 600 a 3.750 sterline e due proscioglimenti con condizioni. Il caso riguardava uno schema di trading sul mercato dei cambi, non le crypto.

MiCA: le regole europee su marketing e manipolazione

Nell’Unione europea il regolamento MiCA si applica a tutti i servizi per le cripto-attività dal 30 dicembre 2024 e detta regole anche sul marketing. Secondo l’articolo 7, le comunicazioni di marketing per l’offerta di una cripto-attività diversa dai token di tipo stablecoin (per questi valgono gli articoli 29 e 53) devono essere chiaramente riconoscibili come tali, corrette, chiare e non fuorvianti, e coerenti con il white paper. Devono anche riportare un’avvertenza: nessuna autorità di alcuno Stato membro le ha esaminate o approvate. L’articolo 91 vieta la manipolazione del mercato, compresa la diffusione di voci che l’autore sapeva o avrebbe dovuto sapere false. Elenca anche un caso preciso: esprimere sui media un’opinione su una cripto-attività dopo aver preso una posizione e poi trarre profitto dall’effetto sul prezzo, senza dichiarare il conflitto di interessi. Queste regole valgono per le cripto-attività ammesse alla negoziazione nell’Unione. Il resto del testo lo trovi nella nostra guida al regolamento MiCA.

Le autorità europee vedono lo stesso schema della FCA. In un avvertimento congiunto del 6 ottobre 2025 (in inglese) EBA, EIOPA ed ESMA hanno scritto che il crescente interesse dei consumatori per le crypto è dovuto in parte alla promozione aggressiva sui social da parte dei finfluencer, e hanno invitato a verificare che il fornitore sia autorizzato nell’Unione.

In Italia: Consob, Banca d’Italia e le regole Agcom sugli influencer

Per un lettore italiano il primo riferimento è la Consob. Dal luglio 2019 l’autorità ha fatto oscurare 2.270 indirizzi in tutto (1.507 siti e 763 pagine web), secondo il comunicato del 5 dicembre 2025, intitolato «Occhio alle truffe! Abusivismo finanziario». I poteri vengono dal Decreto Crescita e, per i servizi sulle cripto-attività offerti ai risparmiatori italiani senza autorizzazione, dal regolamento MiCA e dal decreto legislativo 129 del 5 settembre 2024. I provvedimenti si consultano sul sito della Consob, nella sezione degli avvisi ai risparmiatori; l’oscuramento lo eseguono i fornitori di accesso a internet e può richiedere alcuni giorni.

Sul fronte della promozione, l’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni (Agcom) ha approvato il 23 luglio 2025 linee guida e un Codice di condotta per gli influencer. Secondo Teleborsa, riguardano gli influencer «rilevanti», cioè con almeno 500.000 follower oppure con una media di un milione di visualizzazioni mensili su una piattaforma; le sanzioni arrivano fino a 250.000 euro e fino a 600.000 euro se è compromessa la tutela dei minori; l’Agcom tiene un elenco degli influencer rilevanti, a cui aderire entro sei mesi dalla pubblicazione del Codice. Il commissario Giomi ha votato contro. Sono regole sull’identificazione della pubblicità nei contenuti audiovisivi, non una disciplina dell’offerta di cripto-attività, che resta alla Consob. Non siamo riusciti a verificare se, alla data di oggi, il Codice sia in vigore e l’elenco sia aperto.

Per te la prova si riduce a due domande. Chi ha pagato questo testo, e l’autore possiede la moneta? Se la pagina non ti permette di rispondere, leggila come una pubblicità.

Un account violato è un account vero, ed è questo che lo rende pericoloso. Il caso SEC non era un profilo falso con un nome simile. Era @SECGov in persona. Continua a succedere a persone e progetti con molti follower.

A gennaio 2025 l’account X dell’attore Dean Norris è stato violato e usato per spingere una memecoin chiamata DEAN con una foto e un video manipolati. Il token ha raggiunto una capitalizzazione di circa 8,43 milioni di dollari il 25 gennaio, poi è sceso sotto i 60.000, un calo di oltre il 96%, secondo i dati di DexScreener citati da Cointelegraph (in inglese). Il 5 febbraio 2025 l’account X principale di Jupiter, un aggregatore di exchange decentralizzati su Solana, è stato compromesso e ha promosso memecoin false, prima $MEOW e poi $DCOIN; diversi utenti hanno detto di aver perso token Solana, come ha riportato The Block (in inglese).

I segnali si ripetono. Un account ufficiale promuove all’improvviso un token che non compare da nessuna parte sul sito, nella documentazione o sul blog del progetto. Il tono cambia. Le risposte sono disattivate. Il link porta a un dominio registrato la settimana prima. Controlla il dominio lettera per lettera: un carattere scambiato, un trattino in più o una desinenza insolita come .xyz bastano a mandarti altrove.

Due regole coprono quasi tutto il rischio. Non collegare mai un wallet, non firmare una transazione e non digitare una frase di recupero perché un post, una risposta o un messaggio privato te lo chiede: sul perché leggi la nostra guida alla sicurezza della seed phrase. E quando un account spinge qualcosa di urgente, conferma su un secondo canale ufficiale controllato dal progetto, come il sito o la documentazione. Coindaro applica la stessa regola al proprio lavoro: un profilo con una lettera di differenza, o la richiesta di collegare un wallet, non è mai trattato come fonte.

Passaggio 6: considera falsi i video di celebrità e i giveaway, finché non provi il contrario

Un tempo il video sembrava una prova. A luglio 2024 la società di sicurezza Bitdefender (in inglese) ha descritto una campagna in cui decine di canali YouTube sottratti ai proprietari, uno con 1,26 milioni di iscritti, erano stati ribattezzati per sembrare Tesla e trasmettevano in loop un deepfake di Elon Musk. Un codice QR sullo schermo portava a un finto giveaway di crypto. Il consiglio di Bitdefender era netto: non inquadrare con il telefono i codici QR nei video su YouTube che promettono giveaway di crypto troppo belli per essere veri (traduzione nostra).

Ripple combatte lo stesso schema da anni. I falsi video di cui Garlinghouse ha parlato nel novembre 2023 lo mostravano mentre appoggiava un giveaway da 100 milioni di XRP che avrebbe raddoppiato quanto inviato dagli spettatori, con depositi richiesti da 1.000 a 500.000 XRP, secondo CryptoSlate. Mandi tu per primo. Non torna niente.

Nessuna società seria raddoppia le monete che le invii, e nessun vero giveaway comincia con un deposito. La nostra guida su come evitare le truffe crypto passa in rassegna gli altri schemi più diffusi, dai finti operatori dell’assistenza ai finti airdrop.

Per le immagini e i video che non sono truffe evidenti servono pochi controlli. Una ricerca inversa dell’immagine con Google Lens o TinEye mostra dove una foto è comparsa per la prima volta e se è stata modificata. Per un video guarda il canale più che il filmato: da quanto esiste, se è stato rinominato da poco, se i commenti sono disattivati. I deepfake si tradiscono spesso per le labbra non sincronizzate con la voce o per uno spezzone breve che si ripete. Un codice QR che promette monete gratis è un campanello d’allarme a sé.

L’abitudine più utile è quella che la statunitense News Literacy Project (in inglese) chiama lettura laterale. Invece di studiare la pagina sospetta, apri nuove schede e guarda che cosa dicono altre fonti su quella pagina e su chi c’è dietro. Sembra più lento di quel che è: due o tre ricerche di solito dicono se un sito o un canale ha una storia alle spalle.

Passaggio 7: confronta il grafico e i volumi con il titolo

Un grafico dei prezzi mostra l’ordine degli eventi meglio di qualsiasi articolo. Confronta il minuto in cui il prezzo si è mosso con il minuto in cui è uscita la notizia. Nel caso SEC il bitcoin è salito dopo il falso post e prima che esistesse una conferma, poi è tornato indietro con la smentita. Un movimento che parte prima della notizia può indicare una fuga di informazioni o una manipolazione, oppure il caso. Un movimento che svanisce entro un’ora, come il +12% di XRP sul falso documento di BlackRock, parla di una bufala, non del progetto.

Wash trading: cos’è e perché il volume può essere falso

I titoli citano spesso il volume di scambi come prova che qualcosa sta succedendo. Il volume si può falsificare. In un white paper del 24 maggio 2019 depositato presso la SEC, Bitwise (in inglese), che allora chiedeva l’approvazione di un ETF su bitcoin, stimava che circa il 95% del volume di scambi dichiarato su bitcoin fosse falso o privo di sostanza economica. Per aprile 2019 indicava la quota falsa o frutto di wash trading in 10,5 miliardi di dollari sugli 11 miliardi dichiarati ogni giorno; un precedente studio Bitwise del 4-9 marzo 2019 aveva trovato circa 273 milioni di dollari di volume spot giornaliero medio reale contro 6 miliardi dichiarati. Bitwise voleva mostrare alle autorità che sotto il rumore c’era un mercato piccolo e pulito, quindi leggi la cifra come la stima di una parte interessata.

Anche la ricerca accademica va nella stessa direzione. Uno studio di Lin William Cong, Xi Li, Ke Tang e Yang Yang, uscito come working paper del NBER (in inglese) e poi su Management Science nel 2023, ha esaminato 29 exchange. Le piattaforme regolamentate mostravano andamenti simili a quelli dei mercati tradizionali. Su quelle non regolamentate il wash trading, cioè lo stesso soggetto che scambia con se stesso per gonfiare l’attività, pesava in media oltre il 70% del volume dichiarato.

Il problema si è spostato anche on-chain. Chainalysis (in inglese) ha stimato il presunto wash trading sugli exchange decentralizzati di Ethereum, BNB Smart Chain e Base fino a circa 2,57 miliardi di dollari nel 2024, e lo ha definito un limite massimo perché i suoi due metodi possono sovrapporsi. Le classifiche di tendenza, quelle dei più attivi e perfino la capitalizzazione di mercato di un token possono sembrare più sane della domanda reale che c’è dietro. Controlla lo stesso token su più piattaforme e, per quelli piccoli, guarda la liquidità e il numero di wallet distinti oltre al volume.

Sul piano giuridico la risposta europea esiste: l’articolo 91 del MiCA vieta le operazioni che danno segnali falsi o fuorvianti o fissano un prezzo artificiale, per le cripto-attività ammesse alla negoziazione nell’Unione. Le sanzioni le fissano i singoli Stati e non le indichiamo qui.

Pump and dump: i gruppi scelgono il bersaglio in anticipo

Alcune impennate di prezzo si organizzano alla luce del sole. Jiahua Xu e Benjamin Livshits hanno contato 412 schemi di pump and dump coordinati tramite canali Telegram tra il 17 giugno 2018 e il 26 febbraio 2019, in un lavoro presentato a USENIX Security 2019 (in inglese). Uno studio precedente di ricercatori dell’Università di Tulsa, dell’Università del New Mexico e dell’Università di Tel Aviv aveva registrato 4.818 segnali di pump su Telegram e Discord tra metà gennaio e inizio luglio 2018 e trovato che il 10% dei pump su Telegram aveva alzato i prezzi di oltre il 18% in cinque minuti, come ha riportato Finance Magnates (in inglese).

Lo schema non è sparito. Chainalysis ha rilevato che 74.037 token, il 3,59% dei 2.063.519 token lanciati nel 2024, mostravano andamenti di scambio che potrebbero essere collegati a schemi di pump and dump, e che circa il 94% dei pool degli exchange decentralizzati coinvolti era stato svuotato dall’indirizzo che li aveva creati. Chainalysis precisa che il suo metodo misura i comportamenti, non le intenzioni, e che da solo «non basta a provare una manipolazione del mercato» (traduzione nostra).

Chi guadagna da un pump sono quelli che hanno comprato prima del segnale: gli organizzatori. Il lettore che arriva per un titolo improvviso o per una classifica di tendenza di solito è l’ultimo acquirente, non il primo.

Grafico a barre e pile di monete accanto a un robot e a banconote
In uno studio su 29 exchange, il wash trading ha pesato in media oltre il 70% del volume dichiarato su quelli non regolamentati.

Passaggio 8: cerca la società in un registro ufficiale

Prima di fidarti di una piattaforma, di un fondo o di un consulente citato in una notizia, controlla se un’autorità lo conosce. Negli Stati Uniti i documenti veri delle società quotate e degli emittenti di fondi stanno su EDGAR, e la SEC pubblica azioni esecutive e avvisi agli investitori sul proprio sito. Nel Regno Unito la FCA tiene un registro delle società autorizzate e una Warning List di società e persone che gestiscono truffe o operano senza autorizzazione.

In tutta l’Unione l’ESMA pubblica un registro provvisorio previsto dal MiCA, che elenca i fornitori di servizi per le cripto-attività autorizzati, i white paper dei token e i soggetti trovati a operare senza autorizzazione. I file sono aggiornati ogni settimana e si trovano nella pagina MiCA dell’ESMA (in inglese), con ultimo aggiornamento al 16 ottobre 2026 quando l’abbiamo controllata; la collocazione potrebbe cambiare quando il registro passerà nei sistemi principali dell’ESMA.

Consob e Banca d’Italia dopo la fine del periodo transitorio MiCA

Leggi bene il nome. Alla fine del periodo transitorio MiCA, il 1° luglio 2026, Consob e Banca d’Italia hanno avvertito (in inglese) che le tutele valgono solo per il soggetto giuridico autorizzato, non per altre società dello stesso gruppo che usano lo stesso marchio. Nel comunicato congiunto del 30 giugno 2026 le due autorità indicavano 8 prestatori di servizi per le cripto-attività autorizzati dalla Consob (CheckSig, Conio, CryptoSmart, Hercle, Hodlie, Olliv Italia, Riv Digital e Young Platform) e una notifica alla Banca d’Italia da parte di Banca Sella, ed è per questo che il titolo parla di nove soggetti. Sono dati al 30 giugno 2026 e cambieranno. Gli operatori senza autorizzazione devono fermare l’attività, salvo quanto serve a chiudere in modo ordinato i rapporti con i clienti. Chi vuole controllare un fornitore deve usare il registro dell’ESMA, dove compaiono quelli autorizzati.

Una lista di avvisi funziona al contrario: non comparire non prova niente, perché le autorità aggiungono i nomi solo dopo averli individuati. Per questo l’assenza di un sito dagli avvisi ai risparmiatori della Consob non è una garanzia. La nostra guida su come scegliere un exchange crypto mostra passo per passo come fare questo controllo su una piattaforma di scambio.

Passaggio 9: FUD crypto, significato di FUD e FOMO, e perché aspettare batte entrambi

Due sigle descrivono le emozioni che le notizie false sono costruite per provocare. FUD sta per fear, uncertainty and doubt: paura, incertezza e dubbio, cioè storie pensate per far vendere chi ha delle monete o per far sembrare una moneta spacciata. FOMO è la paura di restare fuori: la sensazione che tutti gli altri stiano comprando e che l’occasione sia finita tra un’ora.

Le quattro bufale della tabella giocavano tutte sulla FOMO. Compra prima che l’ETF venga approvato. Compra prima che i clienti di Walmart comincino a pagare in Litecoin. Compra prima che il fondo XRP di BlackRock apra. Ogni storia offriva un vantaggio a chi si muoveva per primo.

Il FUD richiede una lettura più attenta, perché la parola si usa anche per liquidare problemi veri. Gli attacchi informatici capitano e gli exchange falliscono. Chiamare «FUD» un avvertimento ben documentato è un modo per non rispondere. Giudica una storia che fa paura dalle sue fonti, esattamente come giudicheresti una storia allegra.

La risposta pratica a entrambe le emozioni è il tempo. La SEC ha corretto il suo falso post in 15 minuti. Cointelegraph ha rimosso il proprio dopo circa 40 minuti. Il balzo di XRP sul falso documento si è spento in circa mezz’ora. Una regola personale di aspettare un’ora prima di agire su qualsiasi titolo, usando quell’ora per i passaggi da 1 a 8, avrebbe tenuto un lettore fuori da tutti e tre i casi.

Passaggio 10: dove trovare notizie crypto affidabili e come costruirti una routine

Una buona routine è abbastanza breve da farla sul telefono. Per ogni moneta o società che segui, metti tra i preferiti il posto dove compaiono per primi i suoi annunci veri: il blog o la documentazione del progetto e un block explorer della sua rete. Aggiungi le sale stampa delle autorità che contano per te, come la Consob, la Banca d’Italia, la SEC o l’ESMA. Quando esce una notizia, vai prima lì, poi altrove.

Chi cerca «notizie crypto» trova soprattutto siti che aggiornano di continuo, e nessun elenco di testate vale quanto un metodo. Coindaro usa una scala di fonti che puoi prendere in prestito. Prima il documento primario: la pagina di un’autorità, un deposito, un atto giudiziario, il post del progetto stesso. Poi i dati on-chain verificabili, poi i media affermati, poi gli investigatori on-chain i cui indirizzi si controllano su un explorer. Analisti e influencer per ultimi, come lettura dell’umore del mercato e non come prova. Le storie urgenti o accusatorie richiedono due fonti di natura diversa. La nostra politica editoriale descrive come la applichiamo e come correggiamo gli errori.

I verificatori di notizie possono farti risparmiare tempo sulle affermazioni già messe alla prova. Lo strumento Fact Check Explorer di Google (in inglese) cerca tra gli articoli pubblicati da organizzazioni di fact-checking. EU DisinfoLab (in inglese), un’organizzazione indipendente senza scopo di lucro, studia le campagne di disinformazione in Europa e ne pubblica i risultati. Nessuno dei due avrà controllato ogni voce sulle crypto. Una ricerca lì richiede comunque meno tempo che scrivere una risposta al post.

I segnali d’allarme che devono fermarti prima del clic

Alcuni segnali bastano da soli per fermarsi, prima di qualsiasi altro controllo:

  • L’unica prova è uno screenshot, senza link a un documento.
  • Un account ufficiale promuove un token che il suo sito non cita.
  • Una persona famosa offre di raddoppiare le monete che le invii.
  • Un post ti chiede di collegare un wallet, inquadrare un codice QR o inserire una frase di recupero.
  • Il prezzo si è mosso con forza e sta già tornando indietro mentre la notizia si sta ancora diffondendo.
  • Il testo non ha firma, data né etichetta, ma si legge come una pubblicità.

Basta uno qualsiasi di questi segnali per aspettare e fare i dieci controlli prima di fare qualsiasi cosa.

Dove porta il percorso per principianti

Hai finito Per iniziare: che cos’è una blockchain, come funzionano monete, token, transazioni e indirizzi, quali miti lasciar perdere e come leggere ciò che si scrive su tutto questo. Il passo successivo dipende da quello che vuoi fare. Se pensi di tenere delle crypto, comincia dal percorso sulla sicurezza con la lezione sui wallet crypto, perché tutte le truffe di questa guida finiscono con qualcun altro che ha le tue chiavi. Se ti prepari ad acquistare, il percorso sugli acquisti si apre con come comprare crypto la prima volta.

Prima di aprire l’una o l’altra, prepara la tua lista. Metti tra i preferiti la sala stampa della Consob, gli avvisi ai risparmiatori, la pagina MiCA dell’ESMA e un block explorer per le monete che segui. La prossima volta che un titolo ti spinge ad agire, apri prima queste quattro schede.

Fonti

  1. SEC: dichiarazione sull’accesso non autorizzato all’account X @SECGov, 12 gennaio 2024 (in inglese) sec.gov
  2. SEC: l’account X della SEC e come è stato compromesso (in inglese) sec.gov
  3. SEC, comunicato 2022-183 (3 ottobre 2022): Kim Kardashian accusata per la promozione non dichiarata dei token EMAX (in inglese) sec.gov
  4. FCA FG24/1: linee guida definitive sulle promozioni finanziarie sui social media (in inglese) fca.org.uk
  5. Chainalysis: manipolazione del mercato crypto, wash trading e pump and dump (gennaio 2025, in inglese) chainalysis.com
  6. Regolamento (UE) 2023/1114 relativo ai mercati delle cripto-attività (MiCA) eur-lex.europa.eu
  7. Consob: comunicato stampa del 5 dicembre 2025 sull’abusivismo finanziario consob.it
  8. Consob e Banca d’Italia: termina il periodo transitorio MiCA, 9 soggetti autorizzati in Italia, 30 giugno 2026 (in inglese) consob.it
  9. Teleborsa: Influencer, Agcom approva linee guida e Codice di condotta (25 luglio 2025) teleborsa.it
Redazione di Coindaro

Chi ha scritto questo articolo

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