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Chainlink e LG CNS, partnership in Corea: nessuna stablecoin in won, banca o data

Chainlink e LG CNS annunciano una partnership sugli asset digitali in Corea, ma senza stablecoin in won, banca o data. I 68 miliardi sono senza fonte.

11 min di lettura

Stretta di mano astratta sopra una catena, un edificio bancario e una bandiera neutra
Indice
  1. Chainlink LG CNS: cosa prevede la partnership
  2. Nel comunicato nessun emittente, banca, blockchain, condizione o data
  3. I 68 miliardi di dollari sono una cifra di Chainlink, senza fonte
  4. Il seguito del memorandum KITL del 6 ottobre
  5. Il Progetto Hangang è un contratto di LG CNS, non di Chainlink
  6. La legge coreana sulle stablecoin in won è ancora ferma
    1. Le banche sperimentano nell’attesa
  7. I passi precedenti di Chainlink in Corea
  8. Le date dietro l’annuncio di Chainlink e LG CNS
  9. Nessuna reazione visibile per LINK
  10. Dove entra l’Europa
  11. Che cosa osservare ora

Giovedì 22 ottobre Chainlink ha annunciato una «partnership strategica» con LG CNS, pool di un market maker automatico divergono, rispetto a tenere semplicemente gli stessi token. Diventa definitiva al prelievo.">il braccio dei servizi informatici del gruppo sudcoreano LG e capocommessa del Progetto Hangang della Banca di Corea. In un comunicato diffuso su PR Newswire alle 16:00 ET (20:00 UTC), Chainlink scrive che la sua infrastruttura per oracoli e operazioni cross-chain entrerà nella piattaforma di LG CNS destinata agli istituti finanziari coreani, e che le due società lavoreranno per «ampliare l’utilità e la diffusione delle stablecoin coreane».

Il testo di Chainlink non dice quale stablecoin, quale emittente, quale banca, quale blockchain né quando. Non indica condizioni economiche. I due nomi, del resto, non si incontrano per la prima volta: Chainlink era una delle cinque aziende con cui LG CNS ha firmato un memorandum d’intesa il 6 ottobre, giorno del lancio della sua piattaforma blockchain KITL.

L’accordo tra Chainlink e LG CNS somiglia più a una cornice che a un lancio. Mette la rete di oracoli blockchain più nota accanto all’azienda che ha costruito il progetto pilota della banca centrale sui token di deposito, in un Paese dove una stablecoin in won non ha ancora alcuna base giuridica.

Il comunicato elenca tre ambiti di lavoro. Il primo è l’infrastruttura di oracoli per quella che LG CNS chiama Digital Asset Platform Solution: Chainlink fornisce strumenti cross-chain, di dati e di orchestrazione, così che la piattaforma possa collegare le reti blockchain ai sistemi interni degli istituti. Il secondo è il quadro coreano degli asset digitali, dove le due società dicono che contribuiranno a definire gli standard tecnici di nuova generazione. Il terzo sono i prodotti per gli istituti coreani costruiti su standard di oracoli, interoperabilità e cross-chain, che il comunicato definisce «necessari per far crescere su scala gli asset digitali regolamentati in Corea».

Un oracolo, in ambito blockchain, è il servizio che porta su una catena dati esterni (un tasso di cambio, il valore netto di un fondo, il saldo di una riserva) perché gli smart contract possano usarli. È il cuore di ciò che vende Chainlink, come spiega la nostra scheda del progetto Chainlink.

Johann Eid, Chief Business Officer di Chainlink Labs, ha definito la Corea «uno dei mercati di asset digitali più attivi e tecnologicamente avanzati al mondo» e ha descritto l’intesa come una base «per spostare denaro tokenizzato tra sistemi e reti». Hongkeun Kim, vicepresidente esecutivo e responsabile della divisione Digital Business di LG CNS, ha dichiarato che «l’infrastruttura finanziaria coreana sta entrando in un’epoca di tokenizzazione».

Le parole di Kim vanno lette con attenzione. Ha parlato di far crescere il mercato coreano dei titoli tokenizzati con interoperabilità e dati del mondo reale, e di un’espansione successiva all’estero. Non ha nominato le stablecoin.

Nel comunicato nessun emittente, banca, blockchain, condizione o data

Coindaro ha letto il comunicato integrale. Due testate che ne hanno scritto sono arrivate alla stessa lettura: Genfinity osserva che non indica data di lancio, banca partner né blockchain di destinazione, mentre Bitcoin.com News scrive che non fornisce condizioni economiche, clienti né tempi di messa in opera.

  • Nessun prodotto Chainlink è citato. Il testo non menziona né CCIP, il protocollo cross-chain di Chainlink, né Proof of Reserve.
  • Nessun emittente di stablecoin è legato all’accordo, e nessuna banca coreana compare come partner o come cliente.
  • Non c’è una blockchain di destinazione; il comunicato parla soltanto di collegare reti blockchain.
  • Non compaiono data di lancio, calendario né condizioni economiche.
  • La piattaforma KITL, lanciata da LG CNS il 6 ottobre, non è citata per nome.

La formulazione lascia aperta un’altra domanda. Chainlink ha scritto «stablecoin coreane», non stablecoin in won. The Block, che ha riportato l’intesa alle 22:48 EDT del 22 ottobre, ha messo «Korean won stablecoin» nel titolo, ma nel testo ripete la formula di Chainlink. Nel comunicato nulla dice quale delle due letture sia quella voluta.

Coindaro non ha trovato alcuna dichiarazione sui canali di LG CNS. Tutti gli articoli in inglese usciti finora risalgono a un unico documento, il comunicato di Chainlink.

Documento astratto sotto una lente d'ingrandimento accanto a una clessidra e a un palazzo per uffici
Il comunicato non indica emittente, banca, blockchain, data di lancio né condizioni economiche.

Il comunicato si apre indicando in 68 miliardi di dollari il valore del mercato coreano degli asset digitali. È un numero di Chainlink, e Chainlink non dice da dove viene.

Il contrasto con il resto del testo è evidente. Il comunicato rimanda a una fonte per altre due affermazioni: i «più di 11 milioni di utenti idonei» puntano al sito della Financial Services Commission, e l’affermazione che il won è la seconda valuta per volumi di scambio di criptovalute dopo il dollaro Usa rimanda a un rapporto di Kaiko. Definisce inoltre la Corea il secondo mercato asiatico degli asset digitali. I 68 miliardi non hanno né link né attribuzione.

Il comunicato non precisa nemmeno che cosa misuri la cifra: il valore del mercato, le disponibilità degli investitori coreani o i volumi di scambio, tre grandezze molto diverse. Coindaro non ha trovato alcuna fonte indipendente. The Block e Bitcoin.com News l’hanno ripresa entrambe senza indicarne l’origine. Finché Chainlink o LG CNS non ne spiegano la base, resta un’affermazione aziendale, non una statistica di mercato, e Coindaro non la usa come tale.

Il seguito del memorandum KITL del 6 ottobre

Il 6 ottobre LG CNS ha lanciato KITL, una piattaforma di infrastruttura blockchain per banche, società di intermediazione e altri istituti finanziari che vogliono costruire servizi su stablecoin, titoli tokenizzati e asset del mondo reale. Secondo The Korea Times, svolge quattro compiti: portafogli digitali, elaborazione delle transazioni, pagamento delle commissioni di rete per conto degli utenti e raccolta dei dati sulle transazioni per riconciliazioni e controlli. Funziona su più reti, tra cui Solana, e nasce dal lavoro su Hangang, dove è stata provata con sette banche e circa 80.000 clienti.

Lo stesso giorno LG CNS ha firmato memorandum d’intesa con Circle, Securitize, la Canton Foundation, Chainalysis e Chainlink. Ledger Insights ha riassunto il ruolo di Chainlink come quello di chi aiuta a portare dati sulle blockchain. Sedici giorni dopo, Chainlink presenta il rapporto come una partnership strategica. Il comunicato non dice che cosa sia cambiato tra il memorandum e la partnership.

Hangang compare nel comunicato per via del curriculum di LG CNS: l’azienda è capocommessa del progetto della Banca di Corea e ne costruisce e gestisce l’infrastruttura. Il comunicato ricorda che la prima fase ha coinvolto circa 80.000 clienti di sette banche coreane.

Hangang non è un progetto di stablecoin. Sperimenta i token di deposito, cioè depositi bancari commerciali emessi in forma tokenizzata. Genfinity sottolinea che non sono una passività diretta della banca centrale. Una stablecoin in won, al contrario, sarebbe un token privato coperto da riserve, regolato da una legge che ancora non esiste.

La partnership non porta Chainlink dentro Hangang. Genfinity, che ha seguito l’annuncio il 22 ottobre, scrive che l’intesa lega Chainlink alla Digital Asset Platform Solution di LG CNS, «non a Hangang in sé». La Banca di Corea non ha detto nulla sulla partnership, e nessun documento collega Chainlink alla prossima fase del progetto pilota.

La legge coreana sulle stablecoin in won è ancora ferma

L’accordo arriva prima delle regole che dovrebbe servire. La Corea del Sud non ha ancora una base giuridica chiara per emettere e scambiare stablecoin agganciate al won, ha ricordato The Block. Quella base dovrebbe venire dal Digital Asset Basic Act, la seconda fase della legislazione cripto del Paese.

La Financial Services Commission puntava inizialmente a inviare il testo all’Assemblea nazionale nel primo trimestre del 2026, ha riferito il Korea JoongAng Daily il 15 settembre. Si è arenato su due punti. Il primo è la proposta che le banche, o consorzi guidati da banche, detengano almeno il 50% più una quota di qualsiasi emittente di stablecoin in won. Il secondo è un tetto del 20% alle quote che gli azionisti di controllo possono detenere negli exchange di criptovalute. Un funzionario della FSC ha detto al giornale: «Il nostro obiettivo è presentarlo entro settembre.» Coindaro non ha trovato notizie di una presentazione del testo.

La regola della maggioranza bancaria è la linea della Banca di Corea. Nel novembre 2025 la banca centrale ha insistito perché un consorzio di banche possieda almeno il 51% di ogni emittente, mentre le autorità finanziarie volevano lasciare spazio alle aziende tecnologiche, come lo stesso giornale riferì all’epoca.

Il calendario più recente viene da Bloomingbit, che il 21 ottobre ha scritto che la Commissione per gli affari politici dell’Assemblea nazionale prevede di avviare a novembre l’esame del testo in una sottocommissione, con l’obiettivo di approvarlo entro l’anno. Le società fintech sostengono ancora che le aziende non bancarie debbano poter emettere. I parlamentari dovranno anche discutere la tassa coreana sulle criptovalute, di cui abbiamo scritto nel nostro articolo sul quarto rinvio dell’imposta del 22%.

Bilancia astratta in equilibrio accanto a un'urna elettorale, un calendario e delle banconote
La legge coreana sulle stablecoin in won va in sottocommissione a novembre, ancora ferma sulla proprietà delle banche.

Le banche sperimentano nell’attesa

Le banche coreane hanno avviato prove senza aspettare la legge. KB Financial Group ha testato a maggio pagamenti, regolamenti e rimesse estere in stablecoin in won; un bonifico verso un conto di una banca vietnamita ha richiesto circa tre minuti, contro uno o due giorni via Swift, e KB dichiara commissioni ridotte di circa l’87%, secondo JoongAng Daily. Woori Bank ha pagato un ordine di Coupang Eats con una stablecoin in won e ha regolato in tempo reale con l’esercente. Shinhan Bank sta rafforzando i propri sistemi antiriciclaggio e KakaoBank sta collegando ai propri sistemi bancari un portafoglio testato da Kakao Pay. Dieci banche coreane hanno aperto trattative su un progetto di rimesse in stablecoin tra Corea ed Europa.

Nessuna di queste banche è citata nel comunicato di Chainlink. Si muovono anche i gestori di exchange: Dunamu, la società madre di Upbit, gestisce la propria catena GIWA e, come abbiamo scritto, ha concordato con MoonPay di esplorare pagamenti in stablecoin, di nuovo senza alcun accordo firmato.

Non è la prima alleanza coreana di Chainlink sulle stablecoin. A gennaio 2026 Chainlink Labs è entrata nella Global Alliance for KRW Stablecoins (GAKS), lanciata a novembre 2025 dalla società di videogiochi Wemade attorno a StableNet, una mainnet per stablecoin garantite in won. Secondo Cointelegraph, il ruolo di Chainlink comprende integrità dei dati, standard infrastrutturali e accesso ai suoi servizi di oracolo. L’alleanza non emette una stablecoin in proprio.

Il 6 ottobre Niki Ariyasinghe, vicepresidente di Chainlink per Asia-Pacifico e Medio Oriente, ha detto a Herald Corp che in Corea non era ancora comparsa alcuna stablecoin in won, a differenza dell’Europa, dove il regolamento MiCA offre un quadro agli emittenti. Si aspettava che la tokenizzazione istituzionale in Corea prendesse velocità nel 2027 e nel 2028.

Chainlink ha ora legami con un’alleanza guidata da una società di videogiochi e con il costruttore del pilota della banca centrale. Se la regola della maggioranza bancaria sopravvive, quei due campi non avranno lo stesso accesso all’emissione.

DataEventoFonte
25 novembre 2025La Banca di Corea chiede una quota bancaria del 51% negli emittenti di stablecoin in wonKorea JoongAng Daily
Novembre 2025Wemade lancia GAKS, l’alleanza per le stablecoin in wonCointelegraph
27 gennaio 2026Chainlink Labs entra in GAKSCointelegraph
15 settembre 2026Il Digital Asset Basic Act resta bloccato sulla proprietà bancaria; la FSC punta a presentarlo a settembreKorea JoongAng Daily
6 ottobre 2026LG CNS lancia KITL e firma memorandum con cinque aziende, Chainlink compresaThe Korea Times, Ledger Insights
21 ottobre 2026La commissione dell’Assemblea prevede a novembre l’esame del testo in sottocommissioneBloomingbit
22 ottobre 2026, 20:00 UTCChainlink annuncia la partnership strategica con LG CNSPR Newswire

Il token non ha reagito in modo visibile. LINK passava di mano a 12,13 dollari alle 04:29 UTC del 23 ottobre, in calo dello 0,71% in 24 ore e del 2,04% in sette giorni, secondo l’istantanea di mercato di Coindaro. La capitalizzazione totale delle criptovalute era in calo del 3,93% nelle stesse 24 ore, e il bitcoin si trovava intorno a 81.600 dollari.

Dove entra l’Europa

L’accordo con LG CNS non ha un lato europeo. Nell’Unione europea, che comprende l’Italia, il regolamento MiCA stabilisce già chi può emettere una stablecoin in euro; la Corea sta ancora scrivendo quella regola.

Il legame di Chainlink tra euro e Corea passa altrove. Ariyasinghe ha detto a Herald Corp che Chainlink guida il Progetto Pangea, che riunisce 10 banche coreane e 37 banche europee per regolare tra loro in tempo reale pagamenti in won e in euro. Chi si avvicina al tema trova le basi nella nostra guida per principianti alle stablecoin.

Che cosa osservare ora

Il primo punto è se LG CNS pubblicherà una propria versione dell’accordo, con un prodotto, una banca o una data. Il secondo è l’esame del Digital Asset Basic Act in sottocommissione a novembre. Se la regola del 50% più una quota bancaria sopravvive, deciderà chi potrà emettere le stablecoin in won che questa partnership dice di voler distribuire.

Fonti

  1. Chainlink Partners With LG CNS To Power Korea's Digital Asset Market (PR Newswire, 22 October 2026) prnewswire.com
  2. LG CNS unveils blockchain tech to help banks issue stablecoins, tokens (The Korea Times, 6 October 2026) koreatimes.co.kr
  3. Korean banks race to test stablecoins as Seoul's digital currency rules remain stuck (Korea JoongAng Daily, 15 September 2026) koreajoongangdaily.com
  4. Digital Asset Basic Act subcommittee review in November (Bloomingbit, 21 October 2026) en.bloomingbit.io
  5. Chainlink and LG CNS partnership and Project Hangang (Genfinity, 22 October 2026) genfinity.io
  6. Wemade's KRW stablecoin alliance adds Chainlink (Cointelegraph, 27 January 2026) cointelegraph.com

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