MoonPay e Dunamu, la società che controlla l’exchange sudcoreano Upbit, hanno annunciato blockchain that runs exactly as written when it is called, holding and moving funds according to its code, without an intermediary able to change the outcome.">smart contract holding reserves of two or more tokens, supplied by users, that a decentralized exchange uses to execute trades automatically at a price set by a formula.">pool diverge, compared with simply holding the same tokens in a wallet. It becomes permanent when the provider withdraws.">il 20 ottobre di voler esplorare i pagamenti in stablecoin, i servizi di tesoreria per le imprese e una maggiore diffusione all’estero della blockchain GIWA di Dunamu. L’intesa tra MoonPay e Dunamu è contenuta in un comunicato stampa di MoonPay diffuso da New York alle 19:00 ET (23:00 UTC), che la definisce una «collaborazione strategica». Non cita alcun memorandum d’intesa né altro documento firmato, non indica condizioni economiche e non fissa tempi.
Il punto è questo: quasi tutto ciò che le due società vogliono costruire dipende da elementi che in Corea del Sud ancora non esistono, cioè una mainnet di GIWA, una legge che permetta a qualcuno di emettere uno stablecoin agganciato al won e una fusione conclusa tra Dunamu e Naver Financial.
Cosa faranno MoonPay e Dunamu: le tre aree indicate
Il comunicato elenca tre aree. La prima sono i pagamenti globali e i trasferimenti di fondi basati su stablecoin, con l’analisi di casi d’uso per pagamenti e rimesse transfrontalieri. La seconda è la finanza aziendale e la gestione della tesoreria. La terza è la crescita di GIWA: le società vogliono collegare i servizi globali e la rete di partner di MoonPay all’infrastruttura di Dunamu, in modo che i prodotti costruiti sulla sua blockchain possano raggiungere mercati fuori dalla Corea.
Le due aziende dicono che cercheranno insieme opportunità di business e che valuteranno da qui in avanti il potenziale tecnico e commerciale dell’iniziativa.
Viene citata una sola persona. Bugeon Lee, responsabile APAC di MoonPay, afferma nel comunicato che, perché gli stablecoin funzionino come infrastruttura finanziaria globale, «è importante disporre della tecnologia e della rete» che sostengono la finanza quotidiana delle imprese reali, oltre ai trasferimenti transfrontalieri. Nel comunicato non c’è alcuna dichiarazione di Dunamu, e nemmeno l’articolo di The Block riporta parole di un dirigente di Dunamu.
MoonPay, fondata nel 2019, scrive nella propria presentazione di servire più di 35 milioni di clienti in 180 paesi e oltre 1.500 clienti aziendali.
Nessun accordo firmato, nessuno stablecoin, nessuna data: cosa manca
Il comunicato non parla di memorandum d’intesa né di accordo firmato, e non stabilisce condizioni. Anche Danny Park di The Block descrive l’intesa soltanto come una collaborazione strategica nell’ambito della quale le società esploreranno opportunità, senza accennare a una firma.
Al 21 ottobre diverse domande di base restano senza risposta pubblica. Il comunicato non nomina lo stablecoin che dovrebbe far viaggiare i pagamenti, se un token in dollari, in won o altro. Non indica corridoi di pagamento né paesi. Non dice chi pagherebbe chi, se una delle parti prenderà una quota, né quando potrebbe partire un primo prodotto. Non abbiamo trovato alcuna dichiarazione o comunicazione separata di Dunamu sulla collaborazione.
Per il lettore italiano il quadro regolatorio di riferimento è diverso: in Europa gli stablecoin e i fornitori di servizi per cripto-attività rientrano nel regolamento MiCA, mentre il progetto di MoonPay e Dunamu non indica per ora alcun mercato europeo né alcuna autorizzazione.
Negli ultimi giorni Coindaro ha raccontato altri annunci di pagamenti in stablecoin dello stesso tipo, tra cui l’alleanza di Coinbase con la rete di pagamenti Thunes e il progetto di Mesh e Visa per spendere dai portafogli cripto. Nemmeno quegli annunci indicavano una data di lancio.

GIWA, la blockchain di Upbit, è ancora una testnet
GIWA è una rete layer 2 di Ethereum che Upbit sviluppa con Optimism sullo stack OP. Upbit la gestisce nel livello autogestito del programma OP Enterprise di Optimism: opera in proprio l’infrastruttura, mentre Optimism offre supporto tecnico e failover. GIWA produce blocchi da un secondo e usa ETH per le commissioni, senza un token nativo dedicato.
Una mainnet non esiste. Il 27 settembre GIWA ha scritto su X che la presunta fuga di un indirizzo RPC di mainnet non poteva essere autentica, perché la mainnet non era stata lanciata, come ha riportato crypto.news. La guida alla rete descrive la mainnet come «attualmente in sviluppo» e elenca solo la rete di test GIWA Sepolia. Il sito del progetto indica come «in arrivo» sia il GIWA Wallet sia l’ecosistema di stablecoin previsto. Non è stata pubblicata alcuna data di lancio.
Perciò il terzo pilastro del piano con MoonPay, ampliare l’accesso internazionale ai prodotti basati su GIWA, riguarda oggi una rete su cui non può girare alcun prodotto con denaro reale. Collegarvi la rete di una società di pagamenti è un lavoro che potrà cominciare solo dopo la mainnet.
Dunamu è nel mezzo di una fusione slittata al 2027
A novembre 2025 Dunamu ha concordato di diventare una controllata al 100% di Naver Financial, il braccio fintech di Naver, tramite uno scambio di azioni. The Block aveva riportato allora un rapporto di cambio di 2,5422618 azioni di Naver Financial per ogni azione Dunamu e un valore dell’operazione di circa 15,13 trilioni di won. Lo scambio era stato fissato in origine al 30 giugno 2026.
Da allora è stato rinviato tre volte. In una comunicazione del 7 ottobre Dunamu ha spostato lo scambio al 31 marzo 2027, come ha riportato Seoul Economic Daily, motivando il rinvio con le verifiche delle autorità e le procedure collegate ancora in corso. L’operazione richiede un esame della Korea Fair Trade Commission, l’antitrust sudcoreano, e le autorizzazioni delle autorità finanziarie. Un dirigente di Dunamu ha detto che le due società stanno collaborando a tali verifiche.
| Passaggio | Data precedente | Nuova data (comunicazione del 7 ottobre) |
|---|---|---|
| Scambio di azioni | 31 dicembre 2026 (dopo il 30 giugno e il 30 settembre) | 31 marzo 2027 |
| Assemblea straordinaria dei soci | 19 novembre 2026 | 26 febbraio 2027 |
| Data di riferimento per i soci | 22 ottobre 2026 | 18 gennaio 2027 |
| Data di riferimento per la riduzione del capitale | 30 dicembre 2026 | 30 marzo 2027 |
Un dirigente di Dunamu ha dichiarato al quotidiano che «la struttura di base, lo scopo e la direzione dell’operazione non sono cambiati». Per MoonPay significa che la controparte coreana non assumerà la sua forma societaria definitiva prima della primavera 2027, nella migliore delle ipotesi.
Dunamu ha anche altri partner nel campo degli stablecoin. Il 15 maggio 2026 Hana Bank ha concordato l’acquisto del 6,55% di Dunamu (2.284.000 azioni) da Kakao Investment per circa 1,0033 trilioni di won, diventando il quarto azionista, come ha riportato Asia Business Daily. Lo stesso giorno le due società hanno firmato un MOU strategico che riguarda la costruzione di un ecosistema di stablecoin in won coreani e rimesse in valuta estera basate su blockchain. Quello è un MOU dichiarato; l’annuncio di MoonPay non viene descritto come tale.

La legge sullo stablecoin in won non è ancora arrivata al voto
Uno stablecoin agganciato al won ha bisogno di una base giuridica che la Corea del Sud non ha ancora. L’8 aprile 2026 il Partito Democratico, al governo, ha proposto un Digital Asset Basic Act in base al quale gli emittenti di token legati a valute tradizionali dovrebbero ottenere un’autorizzazione, rispettare un capitale minimo e riserve e avere l’obbligo di rimborso, come ha riportato CoinDesk. Le trattative si sono arenate su chi possa emettere: la Banca di Corea vuole che a farlo siano solo società controllate almeno al 51% da banche, mentre la Financial Services Commission (FSC) ha avvertito che una regola simile frenerebbe l’innovazione.
L’8 ottobre il presidente della FSC, Lee Eok-won, ha detto alla Commissione affari politici dell’Assemblea nazionale che le consultazioni tra le agenzie governative sulla legge erano nella fase finale, come ha riportato Herald Business. Non ha indicato una data per il disegno di legge e, alla domanda su quale tipo di stablecoin in won si stia valutando, ha risposto che sarà deciso come scelta politica in base alle condizioni di mercato. Parole simili le aveva usate un anno prima: all’audizione di ottobre 2025 aveva detto che il disegno di legge era in fase di coordinamento finale e sarebbe arrivato all’Assemblea prima della fine del 2025, come ha riportato Byline Network. Al 21 ottobre 2026 non abbiamo trovato notizie di una presentazione del disegno di legge governativo.
Finché quella legge non passa, resta indefinito quale stablecoin un gruppo di exchange coreano possa emettere o usare legalmente in patria, e anche quale ruolo avrebbe un azionista bancario come Hana. Chi parte da zero può leggere la nostra guida a come funzionano gli stablecoin. Gli exchange coreani hanno in agenda anche altre decisioni politiche questo autunno, tra cui un possibile quarto rinvio dell’imposta del 22% sulle cripto.
Le date da seguire per l’intesa tra MoonPay e Dunamu
La prima è qualsiasi dettaglio che arrivi dalle società stesse: uno stablecoin indicato per nome, un corridoio di pagamento, un documento firmato o una dichiarazione di Dunamu. Finora non è comparso nulla di tutto ciò.
La seconda è una data per la mainnet di GIWA, che GIWA non ha fornito. Poi vengono i passaggi coreani: l’arrivo all’Assemblea del Digital Asset Basic Act del governo, la decisione della Fair Trade Commission sull’operazione con Naver e l’assemblea dei soci di Dunamu, ora fissata al 26 febbraio 2027, cinque settimane prima dello scambio di azioni previsto per il 31 marzo.
