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Azioni tokenizzate: Microsoft e Alphabet tra i 16 contrari a OKXICE, AMC dice no a Robinhood

Azioni tokenizzate: Microsoft, Alphabet e Goldman Sachs tra i 16 emittenti contrari a OKXICE. Cosa consente di bloccare l'esenzione SEC, e cosa invece no.

Aggiornato 21 min di lettura

Torre di uffici astratta, documento, bilancia, anelli di catena e clessidra in toni calmi
Indice
  1. Azioni tokenizzate e esenzione SEC per l’innovazione: una prova di cinque anni
  2. Come l’esenzione permette agli emittenti di opporsi
  3. Perpetuals si fa avanti dieci giorni dopo OKXICE
    1. Perpetuals: pool in USDC sul proprio layer 2 Kronos X Public
    2. OKXICE: 63 titoli e 16 opposizioni agli atti
  4. Sedici emittenti si oppongono a OKXICE, tra cui Microsoft e Alphabet
  5. Che cosa blocca l’opposizione di un emittente: una piattaforma, non la tokenizzazione
  6. Date e cifre chiave
  7. AMC dice no ai token di Robinhood
  8. Robinhood: i token offshore non richiedono consenso
  9. Azioni tokenizzate: wrapped o sintetiche, che cosa contiene davvero il token
  10. Che cosa cambia per gli investitori americani, e che cosa no
  11. Che cosa non si sa ancora
  12. Le date da segnare: 3 e 13 novembre

Aggiornamento del 21 ottobre 2026, 07:00 UTC: L’elenco è salito a 16. L’avviso pubblico di OKXICE datato 19 ottobre aggiunge sette emittenti ai nove indicati blockchain that runs exactly as written when it is called, holding and moving funds according to its code, without an intermediary able to change the outcome.">smart contract holding reserves of two or more tokens, supplied by users, that a decentralized exchange uses to execute trades automatically at a price set by a formula.">pool diverge, compared with simply holding the same tokens in a wallet. It becomes permanent when the provider withdraws.">il 15 ottobre: Goldman Sachs, Microsoft, Qualcomm, Caterpillar, McDonald’s, Western Digital e Alphabet. Quindici delle 62 società dell’elenco iniziale della piattaforma si sono quindi opposte, e per 47 non risulta alcuna opposizione, ha calcolato CoinDesk; Cerebras, la sedicesima, in quell’elenco non c’è mai stata. L’avviso continua a non indicare né motivi né date. Cambia però l’impostazione: OKXICE scrive ora di poter quotare titoli tokenizzati «dall’emittente o per suo conto» («by or on behalf of the issuer»), non più soltanto token creati da terzi non affiliati, una modifica segnalata da Decrypt. Abbiamo letto l’avviso. Più sotto sono aggiornati il conteggio, la tabella delle società contrarie, i passaggi su ciò che OKXICE può ancora quotare e i dati principali.

Aggiornamento del 19 ottobre 2026, 07:00 UTC: Cerebras non è più sola. L’avviso pubblico di OKXICE datato 15 ottobre elenca nove emittenti che le hanno inviato un avviso di opposizione: Cerebras Systems, AppLovin, Applied Digital, Rocket Lab, CoreWeave, Verizon, Applied Optoelectronics, Broadcom e UnitedHealth Group. Abbiamo letto l’avviso; The Block ha pubblicato l’elenco il 17 ottobre e CoinDesk il 18 ottobre, entrambi citando anche il Wall Street Journal. L’avviso non indica né i motivi né la data di ciascuna opposizione. Abbiamo corretto i passaggi che indicavano Cerebras come unica opposizione nota e aggiunto più sotto due sezioni, sulle nove opposizioni e su che cosa blocca davvero un’opposizione.

AMC Entertainment non darà il proprio consenso a che Robinhood crei, negli Stati Uniti, token che replicano le azioni AMC: lo ha scritto in un post su X giovedì 15 ottobre l’amministratore delegato Adam Aron, come riportato da The Defiant e, il 16 ottobre, da Benzinga. Il suo rifiuto arriva mentre le prime piattaforme americane si mettono in fila per negoziare le azioni tokenizzate con l’esenzione per l’innovazione della SEC, un quadro che concede alle società quotate un avviso scritto e la possibilità di opporsi, ma in un solo caso specifico. Perpetuals.com (Nasdaq: PDC) è la seconda piattaforma a presentare la richiesta: ha pubblicato un avviso sul proprio sito intorno al 14 ottobre, secondo il comunicato della società. La prima era stata OKXICE, la piattaforma di OKX e ICE, il 4 ottobre.

Entrambe le notifiche aprono finestre di 30 giorni. Contando 30 giorni dalle date degli avvisi (è un nostro calcolo, non una data pubblicata dalle piattaforme o dalla SEC), le finestre si chiudono il 3 novembre per OKXICE e il 13 novembre per Perpetuals. Al 19 ottobre le società che si erano opposte a OKXICE erano 16, da Cerebras Systems e Broadcom fino a Microsoft, Alphabet e Goldman Sachs, secondo l’ultimo avviso della piattaforma.

La battaglia di Aron riguarda però un prodotto diverso. Secondo lui la SEC richiede il consenso di una società, o almeno la sua mancata opposizione, prima che le sue azioni vengano tokenizzate. È la sua lettura, e non abbiamo trovato alcuna dichiarazione della SEC che la sostenga. I token azionari di Robinhood sono emessi fuori dagli Stati Uniti, non sono offerti a soggetti statunitensi e restano del tutto fuori dall’esenzione.

Che cosa può dunque bloccare una società quotata quando le sue azioni arrivano sulla blockchain? Stando al provvedimento della SEC, la risposta breve è questa: il token di un terzo, su una piattaforma americana, con 30 giorni di tempo per dirlo. Tutto il resto è ancora in discussione.

Azioni tokenizzate e esenzione SEC per l’innovazione: una prova di cinque anni

La Securities and Exchange Commission ha emesso il provvedimento il 17 settembre 2026 (comunicato 2026-90; Exchange Act Release No. 34-106402), usando il proprio potere generale di esenzione previsto dalla Section 36(a)(1) dell’Exchange Act. Concede un’esenzione temporanea e condizionata a un nuovo tipo di piattaforma, la Tokenized Securities Venue (TSV), che può negoziare azioni NMS tokenizzate (in pratica, titoli quotati in una borsa statunitense) attraverso pool di automated market maker (AMM) ad accesso controllato. L’esenzione scade cinque anni dopo la pubblicazione.

Le condizioni sono numerose. Una piattaforma ha limiti sul numero di simboli che può quotare e sui volumi che può gestire. Deve verificare che ogni token dia ai titolari gli stessi diritti e privilegi delle azioni tradizionali della stessa classe. I suoi smart contract devono essere pubblici e verificabili e girare su un registro pubblico e senza permessi. Gli scambi devono fermarsi quando il titolo sottostante smette di essere negoziato sulla borsa di quotazione primaria. La piattaforma deve rendere noto come funziona, che cosa si scambia e che cosa negoziano le società affiliate. I fornitori di liquidità nei pool ottengono un’esenzione temporanea dalle norme sui dealer.

Alcune cose restano fuori. Secondo le sintesi degli studi legali, il provvedimento non concede alcuna esenzione dalle norme sulle società di investimento, non consente a una società di emettere nuove azioni su una TSV e mantiene l’accesso controllato: possono operare solo i portafogli verificati.

Il presidente della SEC Paul Atkins ha detto che l’agenzia invita i commenti del pubblico su «tutti gli aspetti dell’esenzione per l’innovazione». Jamie Selway, direttore della Division of Trading and Markets, ha affermato che l’approvazione «segna una tappa importante nel lavoro della Commissione per aprire i nostri mercati dei capitali ai titoli tokenizzati». Né il comunicato né il provvedimento fissano una scadenza per i commenti, osserva Sidley. Anche i tempi hanno pesato sul piano politico: il provvedimento è arrivato due giorni dopo che il Senato non aveva approvato un voto procedurale per mettere in discussione il CLARITY Act, il disegno di legge sulla struttura del mercato crypto, come hanno riportato The Daily Upside e altre testate.

Come l’esenzione permette agli emittenti di opporsi

La clausola sugli emittenti è breve. Prima che una TSV offra un’azione NMS tokenizzata creata da un terzo non affiliato, deve dare all’emittente un avviso scritto e la possibilità di opporsi, dice il comunicato della SEC. Gli studi legali Sidley e Sullivan & Cromwell aggiungono i dettagli tratti dal provvedimento stesso: l’avviso va alla sede esecutiva principale della società e gli scambi non possono iniziare prima che siano trascorsi 30 giorni di calendario dal ricevimento.

Letta da vicino, la clausola fa due cose. Dà a una società voce in capitolo sui token delle proprie azioni creati da altri e negoziati su una piattaforma americana che si avvale dell’esenzione. E non prevede alcun avviso quando a creare il token è la società stessa, o una sua affiliata. The Defiant l’ha riassunta come «un diritto limitato di opposizione».

L’opposizione, entro quei limiti, ha un peso. Se la società si oppone per iscritto entro il trentesimo giorno, la piattaforma non può mettere quel token in negoziazione, scrivono entrambi gli studi, e Sidley precisa che l’opposizione deve essere resa nota nella comunicazione pubblica della piattaforma. Il provvedimento non prevede alcun modo di opporsi dopo la scadenza dei 30 giorni. Crypto Briefing l’ha definito un diritto limitato e non un veto, e funziona piattaforma per piattaforma: non fa nulla contro i token venduti fuori da queste sedi statunitensi. Cerebras è stata la prima società nota a usarlo; l’avviso di OKXICE del 19 ottobre ne elenca 16.

Le società hanno ragioni proprie per occuparsene. Un token negoziato lontano dal mercato principale può incidere sul modo in cui un’azienda gestisce la struttura del capitale, i riacquisti di azioni e il controllo sulla diluizione. Può attirare flussi rapidi di piccoli investitori. E può legare il nome della società a un prodotto che non ha mai approvato. Proprio l’argomento della struttura del capitale è quello usato da Aron.

Martelletto astratto accanto a un calendario e a un documento firmato su sfondo calmo
Il token di un terzo richiede un avviso scritto alla società, che ha poi 30 giorni per opporsi.

Perpetuals si fa avanti dieci giorni dopo OKXICE

Perpetuals: pool in USDC sul proprio layer 2 Kronos X Public

Perpetuals.com ha pubblicato un avviso di intenzione di avvalersi dell’esenzione come TSV, messo online «intorno al» 14 ottobre, secondo il suo comunicato, con dateline San Francisco. Il comunicato non rimanda all’avviso e non abbiamo trovato una pagina della SEC che elenchi gli avvisi delle piattaforme. CoinDesk ha riportato la notizia lo stesso giorno, e ne ha scritto anche The Defiant.

Secondo CoinDesk, la piattaforma americana sarebbe gestita da Kephas Corporation, una controllata del Delaware. Gli scambi avverrebbero in pool AMM ad accesso controllato su Kronos X Public, una rete layer 2 compatibile con Ethereum costruita dalla società. Ogni pool abbina un’azione tokenizzata a un asset digitale, inizialmente la stablecoin USDC. L’avvio più vicino è a metà novembre, in attesa degli accordi sui dati di mercato e sulla conformità e delle verifiche di sicurezza degli smart contract. Prima di iniziare, la società deve pubblicare informative aggiornate con gli indirizzi dei contratti attivi.

«Il team di Perpetuals è da tempo un pioniere della tokenizzazione», ha dichiarato nel comunicato l’amministratore delegato Patrick Gruhn. La società promette scambi senza interruzioni, regolamento quasi istantaneo e proprietà frazionata, con diritti ai dividendi e di voto mantenuti. Non ha indicato né i titoli che intende quotare né una data di avvio.

Gruhn ha già percorso questa strada. Ha cofondato Digital Assets AG, una società svizzera che ha lavorato con la tedesca CM-Equity su token legati ad azioni, tra cui Tesla e Coinbase, offerti nel 2021 da Binance e FTX. Binance ha abbandonato la sua versione a luglio 2021 tra le preoccupazioni del regolatore tedesco BaFin. FTX ha rilevato Digital Assets AG e Gruhn ha guidato FTX Europe fino al crollo del gruppo, nel novembre 2022. Perpetuals ha dichiarato attivi totali per 65,2 milioni di dollari a fine aprile e una perdita netta di 17,6 milioni di dollari nell’esercizio, ha riportato CoinDesk. Il comunicato cita anche un accordo per tokenizzare più di 300 milioni di dollari di materie prime fisiche; CoinDesk lo identifica come un’intesa con Datavault AI riguardante metalli come rame e oro, con quella cifra come emissione obiettivo. In Europa la società fornisce la tecnologia di negoziazione di Perpetual Markets MTF, una sede con base a Cipro autorizzata ai sensi della MiFID II, secondo CoinDesk.

OKXICE: 63 titoli e 16 opposizioni agli atti

La prima a muoversi è una piattaforma sostenuta da l’exchange OKX e da Intercontinental Exchange, proprietaria del New York Stock Exchange. Il suo avviso, datato 4 ottobre e annunciato su X il giorno dopo dal copresidente Andrew Cuomo, riguarda 63 azioni quotate negli Stati Uniti secondo The Defiant (più di 60, secondo The Block e Decrypt). Tra i nomi citati ci sono Nvidia, Tesla, Apple, Microsoft, Coinbase, Circle, Strategy e Robinhood. Gli scambi avverrebbero in pool Uniswap v4 ad accesso controllato su X Layer, ha riportato Decrypt, e solo i portafogli con un soulbound token non trasferibile, rilasciato dopo i controlli di identità, antiriciclaggio e sanzioni, potrebbero operare o fornire liquidità.

Nella notifica si legge che Cerebras Systems «ha già presentato un avviso di opposizione dell’emittente», ha riportato Decrypt, mentre The Defiant ha scritto che Cerebras si è opposta all’inclusione. Secondo il provvedimento nella lettura degli studi legali, questo tiene un token Cerebras fuori da OKXICE. L’avviso del 4 ottobre non indicava una data di avvio, e nemmeno quelli aggiornati del 15 e del 19 ottobre.

Sedici emittenti si oppongono a OKXICE, tra cui Microsoft e Alphabet

OKXICE ha pubblicato un nuovo avviso pubblico datato 19 ottobre 2026, quattro giorni dopo il precedente. Sotto il titolo «Notice of Issuer Objection» elenca 16 emittenti contrari a quella data: i nove già indicati il 15 ottobre e sette nuovi. La tabella segue l’ordine dell’avviso. Quindici erano tra i 63 ticker annunciati da OKXICE il 4 ottobre, che corrispondono a 62 società perché Alphabet compare con entrambe le classi di azioni, ha osservato CoinDesk. Cerebras non c’era e si era opposta prima.

SocietàTickerPrima comparsa nell’avviso delTra i titoli annunciati il 4 ottobre
Cerebras SystemsCBRS15 ottobreNo
AppLovinAPP15 ottobreSì
Applied DigitalAPLD15 ottobreSì
Rocket LabRKLB15 ottobreSì
CoreWeaveCRWV15 ottobreSì
Verizon CommunicationsVZ15 ottobreSì
Applied OptoelectronicsAAOI15 ottobreSì
BroadcomAVGO15 ottobreSì
UnitedHealth GroupUNH15 ottobreSì
Goldman SachsGS19 ottobreSì
MicrosoftMSFT19 ottobreSì
QualcommQCOM19 ottobreSì
CaterpillarCAT19 ottobreSì
McDonald’sMCD19 ottobreSì
Western DigitalWDC19 ottobreSì
AlphabetGOOG / GOOGL19 ottobreSì

Nessuno dei due avvisi indica un motivo o dice quando ciascuna società abbia inviato la propria opposizione, come ha osservato CoinDesk il 18 e il 20 ottobre. Il suo articolo sulle sette nuove arrivate non riporta dichiarazioni di nessuna di esse.

Una sola società ha dato spiegazioni. Applied Optoelectronics ha detto al Wall Street Journal di non sapere come la tokenizzazione inciderebbe su prezzo, liquidità e volatilità del titolo, e di temere che gli investitori la credano coinvolta in un’offerta che non ha né promosso né approvato. Non vede alcun beneficio chiaro «per AOI o per i nostri azionisti», ha detto una portavoce, secondo The Block. Non abbiamo trovato spiegazioni pubbliche degli altri 15.

OKXICE va avanti con il resto dell’elenco, che però si accorcia. Prima dell’ultimo avviso aveva detto al WSJ di voler ancora avviare la negoziazione di decine di società quotate negli Stati Uniti, tra cui Nvidia, Apple, Microsoft, Amazon, Alphabet, Tesla, JPMorgan Chase e Walmart, secondo The Block. Due di quei nomi, Microsoft e Alphabet, ora figurano tra le società contrarie. Secondo l’avviso, ogni token sarà abbinato a una stablecoin di pagamento, USDC, USDG o USDT.

Il copresidente Andrew Cuomo, ex governatore di New York, ha ridimensionato la questione in una conferenza stampa telefonica il 20 ottobre. «È una reazione molto naturale», ha detto, secondo CoinDesk. Il modello, ha aggiunto, è stato pensato per lasciare alle società il diritto di decidere se aderire o restarne fuori. Con i limiti al numero di società e ai volumi, la piattaforma è per lui una sandbox, una dimostrazione del modello.

Dave Hendricks, amministratore delegato della società di tokenizzazione Vertalo, ha spiegato a CoinDesk che la finestra di 30 giorni è lo strumento previsto dalla SEC per dare voce alle società, e gli emittenti lo stanno usando. Non esiste ancora un sistema che sincronizzi la negoziazione in Borsa e su queste piattaforme, ha detto, e finché non ci sarà altre opposizioni sono prevedibili.

Gli analisti di TD Securities vedono poco interesse fuori dal mondo crypto. In un rapporto condiviso con CoinDesk, il team guidato da Reid Noch scrive di aver trovato, parlando con decine di emittenti, «scarso interesse a tokenizzare le proprie azioni al di fuori di un piccolo gruppo di società vicine alle criptovalute». L’ostacolo maggiore resta per loro la dipendenza da un’esenzione temporanea anziché da regole permanenti, che una futura commissione potrebbe ribaltare.

Il mercato cresce comunque, partendo da una base piccola: le azioni tokenizzate valevano circa 3,5 miliardi di dollari il 15 ottobre, contro circa 680 milioni di dollari a inizio 2026, secondo i dati di The Block.

Che cosa blocca l’opposizione di un emittente: una piattaforma, non la tokenizzazione

Un’opposizione è più ristretta di un no alla tokenizzazione. Secondo le sintesi di Sullivan & Cromwell e O’Melveny citate da The Block, la piattaforma deve avvisare la società almeno 30 giorni di calendario prima dell’avvio delle negoziazioni, e la società ha poi 30 giorni di calendario per presentare l’opposizione. Un’opposizione nei termini vieta a quella piattaforma di offrire il token. Ogni nuova piattaforma fa ripartire un proprio termine di 30 giorni. Alle società non si chiede alcuna approvazione: se tacciono, la quotazione può procedere.

Non esiste nemmeno un’opposizione valida per tutti. Un emittente non può presentare un’unica opposizione che copra ogni piattaforma in grado di negoziare il suo titolo tokenizzato, ha scritto DeFi Prime il 17 ottobre. Le 16 opposizioni riguardano quindi OKXICE. Se Perpetuals o un’altra piattaforma invia un avviso alle stesse società, ognuna dovrà opporsi di nuovo entro il termine di quella piattaforma per tenerne fuori il proprio token.

Nasdaq adotta una linea più netta per le proprie azioni. Le sue FAQ dicono che intende sottrarsi alle piattaforme di azioni tokenizzate, e un portavoce ha spiegato al WSJ che Nasdaq non vuole le sue azioni su una piattaforma che non mostra i migliori prezzi in tempo reale e non segnala le operazioni al consolidated tape, il flusso consolidato delle operazioni, hanno riportato CoinDesk e The Block. Nasdaq non è tra le 16 società dell’elenco di OKXICE e dice di restare impegnata nella tokenizzazione; quest’anno la SEC ha approvato un progetto pilota di Nasdaq sulle azioni tokenizzate.

Nel settore c’è chi legge le opposizioni come la scelta di una piattaforma più che come un giudizio sulla tecnologia. Il presidente di Securitize, Brett Redfearn, ha detto al WSJ che una società può opporsi a una piattaforma senza rifiutare la tokenizzazione, secondo The Block; le azioni americane tokenizzate di Securitize, lanciate l’8 ottobre, dovrebbero essere negoziate su OKXICE. Rodrigo Seira, partner dello studio Cooley, sostiene che la SEC stia usando l’esenzione per raccogliere informazioni in vista di regole permanenti.

Securitize, che a inizio ottobre ha annunciato 12 azioni americane tokenizzate destinate alla piattaforma OKXICE, tra cui Microsoft e Alphabet, si trova in una posizione scomoda. CoinDesk osserva che le opposizioni a OKXICE non equivalgono di per sé a un rifiuto dell’offerta di Securitize. L’amministratore delegato Carlos Domingo ha detto a CoinDesk che è ragionevole che gli emittenti chiedano come funzionano prezzi, tutela degli investitori e diritti degli azionisti in questi mercati, e che hanno altre strade, tra cui la tokenizzazione promossa dall’emittente stesso.

Quella strada ora ha un posto su OKXICE. L’avviso del 19 ottobre dice che la piattaforma può quotare titoli tokenizzati dall’emittente dell’azione sottostante o per suo conto, oltre a quelli creati da un terzo non affiliato; la versione del 15 ottobre copriva solo i token di terzi, riporta Decrypt. Il provvedimento della SEC scrive la procedura di avviso e opposizione per il caso del terzo. Nella nostra lettura, nulla nel provvedimento consente a una società di opporsi a un token che emette essa stessa o che fa emettere per proprio conto. L’avviso non indica finora alcun titolo tokenizzato dall’emittente.

Finora non è stata segnalata alcuna opposizione a Perpetuals. Il suo termine scade intorno al 13 novembre secondo il nostro calcolo. Queste piattaforme si rivolgono al mercato statunitense. In Europa un’azione tokenizzata resta uno strumento finanziario: gli orientamenti dell’ESMA pubblicati a marzo 2025 precisano che la tokenizzazione non cambia questa qualifica, e il regolamento MiCA esclude dal proprio ambito le cripto-attività che sono strumenti finanziari (articolo 2, paragrafo 4). Valgono quindi le regole sugli strumenti finanziari, a partire da MiFID II, e non il MiCA.

Date e cifre chiave

VoceValoreFonte
Esenzione emessa17 settembre 2026, validità di cinque anniComunicato SEC 2026-90
Termine di preavviso agli emittenti30 giorni, avviso scrittoComunicato SEC; Sidley, Sullivan & Cromwell
Avviso OKXICE4 ottobre 2026, 63 ticker (62 società); gli avvisi aggiornati elencano nove emittenti contrari il 15 ottobre e 16 il 19 ottobreThe Defiant, Decrypt, The Block, CoinDesk; avvisi OKXICE
Avviso PerpetualsIntorno al 14 ottobre 2026Comunicato della società, CoinDesk
Fine delle finestre di 30 giorni3 novembre (OKXICE), 13 novembre (Perpetuals)Calcolo Coindaro, 30 giorni dalle date degli avvisi
Limiti per piattaforma, titoli Tier 1Fino a 75 simboli; 0,25% del volume medio giornaliero del mese precedente per titoloSintesi degli studi legali
Limiti per piattaforma, titoli Tier 2Fino a 250 simboli; 2,5% del volume medio giornaliero del mese precedenteSintesi degli studi legali
Bilancio di Perpetuals65,2 milioni di dollari di attivi totali (fine aprile); 17,6 milioni di dollari di perdita netta nell’esercizioCoinDesk

AMC dice no ai token di Robinhood

Il post di Aron del 15 ottobre è l’ultimo round di una disputa iniziata a settembre. Ha scritto che AMC non acconsente a che Robinhood crei token che replicano le azioni AMC negli Stati Uniti, e li ha definiti azioni «finte, sintetiche» che «potrebbero incidere sulla nostra struttura del capitale», secondo il resoconto di Benzinga ripreso da Yahoo Finance il 16 ottobre. A settembre Aron aveva già detto che AMC aveva chiesto ai propri consulenti legali esterni in materia di titoli di valutare se Robinhood potesse essere fermata.

Robinhood non ha fatto marcia indietro. Dopo il primo attacco di Aron, all’inizio di settembre, Johann Kerbrat, che guida l’attività crypto di Robinhood, ha scritto su X che il rimborso 1:1 in azioni, con diritto di voto per i titolari idonei, è «nella tabella di marcia». Non ha indicato una data. Sono piani, non funzioni disponibili oggi.

Le azioni AMC erano in rialzo del 93% da inizio anno e quelle di Robinhood (HOOD) in calo dell’8%, ha riportato Yahoo Finance il 16 ottobre. AMC presenta i risultati del terzo trimestre a novembre, in una data non ancora annunciata. Gli analisti si aspettano circa 1,4 miliardi di dollari di ricavi e una perdita di 0,16 dollari per azione, secondo le stime di Fiscal.ai citate nell’articolo.

Megafono astratto sopra una piccola folla, banconote e un globo in toni tenui
L'amministratore delegato di AMC ha reso pubblico su X il suo rifiuto dei token offshore di Robinhood.

Robinhood: i token offshore non richiedono consenso

La risposta di Robinhood è che i suoi token non sono affatto azioni AMC. Sono titoli di debito tokenizzati emessi da Robinhood Assets (Jersey) Limited, non sono registrati negli Stati Uniti e non sono offerti a soggetti statunitensi, quindi nessun consenso è necessario, sostiene la società. L’amministratore delegato Vlad Tenev ha argomentato che sono le società a dover controllare i diritti legati alle proprie azioni, non ogni uso lecito che se ne fa.

Questo colloca l’obiezione di Aron fuori dal quadro statunitense che cita. La clausola di avviso e opposizione dell’esenzione si applica alle piattaforme americane che negoziano azioni NMS tokenizzate in base al provvedimento. I token di Robinhood circolano altrove, con altre regole, e The Defiant ha osservato che non attribuiscono diritti da azionista. Se il personale della SEC intervenga sui token offshore di titoli americani è una delle domande senza risposta.

Per chi legge dall’Italia vale un dato che il caso americano tende a nascondere: i token di Robinhood sono proprio un prodotto europeo. Robinhood ha lanciato più di 200 azioni ed ETF americani tokenizzati per i clienti retail dell’Unione europea e dello Spazio economico europeo il 30 giugno 2025, durante un evento a Cannes, usando la rete Arbitrum, e ha annunciato una propria catena basata su Arbitrum. Nei giorni successivi OpenAI ha dichiarato che i «token OpenAI» in offerta non erano azioni di OpenAI, che non aveva alcuna partnership con Robinhood e che non approvava il prodotto, ha riportato CNBC. Tenev ha ammesso che i token di società private non erano, tecnicamente, azioni. Il provvedimento della SEC non li riguarda: nelle fonti che abbiamo letto non c’è, per ora, una reazione di un’autorità italiana.

Azioni tokenizzate: wrapped o sintetiche, che cosa contiene davvero il token

Un token azionario è una registrazione sulla blockchain di un diritto su un’azione. La questione è di che tipo di diritto si tratti. Un token wrapped, o garantito da una custodia, rappresenta un’azione vera detenuta dall’emittente o da un custode e può portare gli stessi diritti. Un token sintetico ne segue soltanto il prezzo, tramite uno strumento di debito o un derivato, e non dà né voto né diritto diretto ai dividendi. Il provvedimento della SEC chiede alle piattaforme di verificare che i token diano gli stessi diritti delle azioni sottostanti, il che esclude i token sintetici. I token europei di Robinhood, privi di diritto di voto, sono più vicini al secondo tipo.

Anche la negoziazione sarà diversa da quella di una borsa. Al posto di un order book che abbina acquirenti e venditori, un automated market maker fissa il prezzo con una formula a partire dall’equilibrio di un pool, e i fornitori di liquidità mettono i fondi su entrambi i lati. È il modello di Uniswap, di cui OKXICE prevede di usare i pool v4. Le regole di ciascun pool sono scritte in smart contract, che il provvedimento richiede siano pubblici. Perpetuals colloca i propri pool su una rete layer 2 sua e abbina ogni azione a USDC. Accesso controllato significa che solo i portafogli che hanno superato i controlli di identità possono operare o fornire liquidità.

Che cosa cambia per gli investitori americani, e che cosa no

Per ora non si può negoziare nulla. Entrambe le piattaforme aspettano la fine dei periodi di preavviso, e Perpetuals elenca ancora accordi sui dati di mercato, intese di conformità e verifiche di sicurezza degli smart contract prima di poter aprire. Quando gli scambi partiranno, l’accesso passerà da portafogli verificati, non da indirizzi aperti.

I limiti terranno bassi i volumi all’inizio. Una piattaforma può quotare fino a 75 titoli Tier 1, ciascuno limitato allo 0,25% del volume medio giornaliero del mese precedente, e fino a 250 titoli Tier 2 al 2,5%, secondo le sintesi del provvedimento degli studi legali. Un token deve inoltre fermarsi quando si ferma l’azione sottostante. Perpetuals pubblicizza scambi senza interruzioni; come questo si concili con la regola dello stop fuori dall’orario di mercato non è spiegato nei documenti che abbiamo letto.

L’infrastruttura di mercato si muove nella stessa direzione: la DTCC sta introducendo la tokenizzazione per 25 titoli, come spiega il nostro articolo sul servizio di tokenizzazione della DTCC del 17 ottobre. Niente di quanto scritto è un consiglio di acquistare o vendere un token o un’azione.

Che cosa non si sa ancora

  • Il testo completo dell’avviso di Perpetuals e l’elenco dei titoli che vuole negoziare non risultano pubblicati in alcun documento che siamo riusciti ad aprire.
  • Non sappiamo se qualche società si sia opposta a Perpetuals; le opposizioni vanno rese note nella comunicazione pubblica della piattaforma, che non abbiamo visto.
  • Gli avvisi di OKXICE non dicono perché le 16 società si siano opposte né quando sia arrivata ciascuna opposizione. Solo Applied Optoelectronics ha spiegato pubblicamente le sue ragioni, e CoinDesk non ha riportato alcuna reazione della SEC.
  • OKXICE non ha detto quando partirà la negoziazione né se qualche società intenda tokenizzare da sé le proprie azioni per la piattaforma; per 47 delle 62 società indicate all’inizio non risulta alcuna opposizione.
  • La SEC non ha detto, in nulla di ciò che abbiamo trovato, che cosa pensi della tesi di Aron sul consenso né se il suo personale esaminerà i token offshore di titoli americani.
  • La SEC non ha fissato una scadenza per i commenti del pubblico sull’esenzione e non ha detto quali altre regole possano seguire.

Le date da segnare: 3 e 13 novembre

La finestra di OKXICE si chiude il 3 novembre secondo il nostro calcolo, quella di Perpetuals il 13 novembre. Perpetuals dice che metà novembre è il momento più vicino in cui potrebbe aprire, e solo dopo aver pubblicato gli indirizzi dei contratti attivi. I risultati del terzo trimestre di AMC arrivano più avanti, a novembre, la prossima occasione per Aron di dire che cosa gli hanno risposto i legali esterni.

Fonti

  1. SEC: SEC Issues Innovation Exemption to Facilitate Trading of Tokenized NMS Stock (17 settembre 2026) sec.gov
  2. OKXICE: avviso pubblico della piattaforma OKXICE TSV, con l'elenco delle 16 opposizioni degli emittenti (19 ottobre 2026) okx.com
  3. CoinDesk: Microsoft, Alphabet e Goldman Sachs si uniscono alle opposizioni contro la negoziazione di azioni tokenizzate su OKX-ICE (20 ottobre 2026) coindesk.com
  4. Decrypt: Microsoft, Alphabet e Goldman Sachs allungano l'elenco delle società contrarie alle azioni tokenizzate (20 ottobre 2026) decrypt.co
  5. Perpetuals.com: Perpetuals si prepara a offrire azioni americane tokenizzate con l'esenzione SEC per l'innovazione (14 ottobre 2026) newswire.com
  6. ESMA: orientamenti sulle condizioni e sui criteri per la qualificazione delle cripto-attività come strumenti finanziari (19 marzo 2025) esma.europa.eu

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