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Stablecoin JPYC, il primo anno: 3,2 miliardi di yen in circolazione, e il CEO accusa il tetto da 1 milione

Lo stablecoin in yen JPYC compie un anno con 3,2 miliardi di yen (circa 20 milioni di dollari) in circolazione. Il CEO accusa il tetto di 1 milione.

9 min di lettura

Bersaglio astratto con una moneta accanto a un lucchetto e a un grafico a torta
Indice
  1. Offerta di JPYC: 12,1 miliardi emessi, 3,2 ancora in giro
  2. Il listing su Upbit ha portato la circolazione sopra 4,2 miliardi di yen per qualche settimana
  3. Perché a contare è la circolazione, non il volume
  4. Il limite di 1 milione di yen e perché le cronache lo descrivono in modo diverso
  5. Chi può emettere uno stablecoin in Giappone: banche, società di trasferimento fondi e trust
  6. JPYSC di SBI, il rivale con la banca fiduciaria e i suoi limiti
  7. Dove si usa JPYC: negozi, trasportatori e portafogli collegati alle banche
  8. Che cosa serve a JPYC nel secondo anno

Lo stablecoin JPYC, che CoinDesk definisce blockchain that runs exactly as written when it is called, holding and moving funds according to its code, without an intermediary able to change the outcome.">smart contract holding reserves of two or more tokens, supplied by users, that a decentralized exchange uses to execute trades automatically at a price set by a formula.">pool diverge, compared with simply holding the same tokens in a wallet. It becomes permanent when the provider withdraws.">il principale stablecoin in yen del Giappone, ha compiuto un anno martedì 27 ottobre con circa 3,2 miliardi di yen (intorno a 20 milioni di dollari) in circolazione. Il dato, rilevato il 23 ottobre, arriva dal Nikkei ed è stato ripreso da CoinDesk, secondo cui il token ha raggiunto in dodici mesi solo circa un quarto del proprio obiettivo di circolazione. L’amministratore delegato Noritaka Okabe punta il dito contro un tetto legale di 1 milione di yen legato alla licenza di JPYC.

Gli stessi dati del Nikkei indicano un’emissione cumulata di 12,1 miliardi di yen dal lancio. La differenza tra i due numeri sono i token che i detentori hanno restituito e riscattato in yen. In un’intervista al media giapponese NADA NEWS, citata da CoinDesk, Okabe è stato netto: «Francamente, non credo che stia crescendo». Ha definito il volume degli scambi «non male», ma si è detto insoddisfatto di quanto JPYC resti in circolazione.

Quando JPYC ha iniziato a essere scambiato, il 27 ottobre 2025, la società si era data l’obiettivo di 10.000 miliardi di yen (circa 65,4 miliardi di dollari) in circolazione entro tre anni, come riportò allora The Block. Per il primo anno non indicò alcuna cifra, e l’obiettivo interno a cui si riferiscono CoinDesk e TokenPost non è mai stato pubblicato come numero.

Offerta di JPYC: 12,1 miliardi emessi, 3,2 ancora in giro

I due indicatori si confondono facilmente, e nel corso dell’anno diversi articoli lo hanno fatto. L’emissione cumulata conta tutti i token mai creati. La circolazione conta solo quelli che qualcuno detiene ancora. Un’azienda che crea JPYC per pagare i fornitori, i quali poi lo riscattano in yen, fa salire il primo dato e lascia fermo il secondo.

Okabe cita numeri più tondi di quelli del Nikkei. Secondo TokenPost, ha detto che l’emissione cumulata ha superato i 10 miliardi di yen al compimento dell’anno, con circa 3 miliardi in circolazione. Il sito di dati DefiLlama indicava 20,85 milioni di dollari, stando a CoinDesk. Nessuna di queste cifre ha potuto essere verificata sul sito di JPYC, che non era raggiungibile al momento della stesura di questo articolo.

DataCifraChe cosa misuraFonte
metà maggio 2026oltre 2,5 miliardi di yen; 18.000 contiemissione cumulatadati della società, via The Bridge
26 giugno 2026per la prima volta sopra 1 miliardo di yencircolazionedati JPYC, via Bloomingbit
18 agosto 2026circa 2,83 miliardi di yentotale on-chain (JPYC info)NADA News, via Bloomingbit
settembre 2026brevemente sopra 4,2 miliardi di yencircolazione, dopo il listing su UpbitCoinDesk
23 ottobre 20263,2 miliardi di yen (circa 20 milioni di dollari)circolazioneNikkei, via CoinDesk
23 ottobre 202612,1 miliardi di yenemissione cumulataNikkei, via CoinDesk

Letta in ordine, la tabella mostra un token cresciuto tra primavera ed estate, arrivato al massimo a settembre e poi tornato indietro su una parte di quel terreno. La cifra di maggio, tratta da The Bridge, è cumulata e quindi non si può confrontare direttamente con i dati di circolazione. I punti di giugno e agosto vengono dai dati on-chain di JPYC info, riportati da NADA News e ripubblicati da Bloomingbit.

Barre astratte accanto a una freccia che scende, un grafico in calo e un portafoglio
L'emissione cumulata ha raggiunto 12,1 miliardi di yen, ma il 23 ottobre ne circolavano solo 3,2 miliardi, secondo il Nikkei.

Il listing su Upbit ha portato la circolazione sopra 4,2 miliardi di yen per qualche settimana

L’unico picco dell’anno è arrivato a settembre, quando l’exchange sudcoreano Upbit ha quotato JPYC. Secondo CoinDesk, il prezzo di mercato è salito sopra 1 yen e ha innescato un’attività di arbitraggio: i nuovi token, creati alla pari, si potevano rivendere a un prezzo più alto. Okabe ha stimato che in un solo giorno siano passati di mano circa 35 miliardi di yen tra Upbit e l’exchange decentralizzato Uniswap.

La circolazione ha superato per poco i 4,2 miliardi di yen, per poi scendere intorno ai 3 miliardi, riferisce CoinDesk. Per un token in yen una domanda di scambio esiste, ma a settembre la maggior parte dell’offerta nuova è tornata subito all’emittente.

Perché a contare è la circolazione, non il volume

Il token è ancorato 1 a 1 allo yen ed è garantito da depositi in yen e titoli di Stato giapponesi, come riportò The Block al lancio. CoinDesk osserva che l’emittente incassa gli interessi su quelle riserve, quindi una circolazione più bassa significa meno ricavi da interessi.

Per JPYC il numero decisivo diventa quindi il saldo medio in circolazione, più che la frequenza con cui un token cambia mano. Una giornata da 35 miliardi di yen di scambi rende poco all’emittente se i token vengono riscattati una settimana dopo.

Il limite di 1 milione di yen e perché le cronache lo descrivono in modo diverso

JPYC si è registrata presso l’Agenzia per i servizi finanziari giapponese (FSA) come prestatore di servizi di trasferimento di fondi nell’agosto 2025, ai sensi dell’articolo 37 del Payment Services Act. Secondo CoinDesk, il limite di 1 milione di yen di cui si lamenta Okabe deriva dalle regole dei prestatori di tipo II, la categoria in cui rientra JPYC.

Come si applichi esattamente il limite a JPYC cambia da un resoconto all’altro. CoinDesk lo definisce un limite di emissione giornaliero nel testo e un tetto per singola transazione nel sottotitolo. TokenPost scrive che vale per ogni transazione di emissione o di riscatto. Crypto Briefing parla di limite per transazione. CoinDesk aggiunge che a maggio 2026 JPYC ha modificato le proprie regole in modo che il tetto valga per richiesta e non per giorno, mentre le richieste ripetute in rapida successione restano limitate. Il punto comune è un massimale di 1 milione di yen per singola richiesta.

Per un’azienda il limite è un problema concreto. CoinDesk cita la società di software Asteria, che prevede di detenere 1 miliardo di yen in JPYC e ha dovuto costruire quel saldo a rate.

Chi può emettere uno stablecoin in Giappone: banche, società di trasferimento fondi e trust

Il Giappone ha messo gli stablecoin nella legge in anticipo. Nel 2022 il parlamento ha approvato modifiche al Payment Services Act che riconoscono gli stablecoin agganciati a valute ufficiali come «strumenti di pagamento elettronici», come ha ricordato The Block nel febbraio 2026. La norma limita anche chi può emetterli: soltanto banche autorizzate, prestatori di servizi di trasferimento di fondi e società fiduciarie (trust), secondo una nota di Clifford Chance sulla modifica, approvata nel giugno 2022.

JPYC ha scelto la strada del trasferimento di fondi. È aperta a società non bancarie registrate presso la FSA e comporta il limite di 1 milione di yen descritto sopra.

SBI Holdings ha imboccato la via del trust con JPYSC, lanciato il 24 giugno 2026 e definito da The Block il primo stablecoin giapponese garantito da una banca fiduciaria. L’emissione è gestita da SBI Shinsei Trust Bank e lo distribuisce l’exchange autorizzato SBI VC Trade, con il gruppo Startale, con sede a Singapore, come partner, secondo The Block. SBI afferma che JPYSC non è soggetto ai limiti di 1 milione di yen su transazioni e saldi.

Nessuna banca ha ancora uno stablecoin in yen operativo. Le tre grandi banche giapponesi, MUFG, SMBC e Mizuho, hanno avviato sperimentazioni su stablecoin e depositi tokenizzati, e la FSA ha annunciato il proprio sostegno al progetto nel dicembre 2025, ha riportato The Block. Come abbiamo raccontato il 17 ottobre, le megabanche hanno concluso la prova sullo stablecoin in yen con Mitsubishi e puntano ai pagamenti reali entro marzo 2027.

Bilancia astratta sopra un documento, accanto a uno scudo, a un telefono e a delle persone
JPYC opera con una registrazione per i trasferimenti di fondi e un limite di 1 milione di yen; SBI dice che JPYSC, della banca fiduciaria, non ne è soggetto.

La FSA sta ora rivedendo le proprie regole sugli stablecoin, con una tabella di marcia attesa all’inizio del 2027, secondo CoinDesk. L’articolo non precisa se il limite sui trasferimenti di fondi rientri in questa revisione.

JPYSC di SBI, il rivale con la banca fiduciaria e i suoi limiti

JPYSC sfugge al tetto, ma ha altri vincoli. Resta disponibile solo ai conti di SBI VC Trade finché non saranno chiariti il trattamento normativo e quello fiscale, e SBI non ha reso noto quanto ne abbia emesso, ha scritto The Block a giugno. Senza un dato di circolazione per JPYSC, un confronto diretto con JPYC non è possibile.

SBI sta costruendo altro intorno al suo token. Martedì mattina ha firmato un memorandum d’intesa con BlackRock e Startale, raccontato nel nostro articolo sul piano per collegare i fondi monetari tokenizzati a JPYSC.

Dove si usa JPYC: negozi, trasportatori e portafogli collegati alle banche

Più di 150 esercenti accettano JPYC e ci sono state prove presso Lawson, secondo Crypto Briefing. Il gruppo logistico AZ-COM Maruwa, che a luglio ha firmato un’alleanza con JPYC secondo CoinDesk, prevede di pagare in token una rete di circa 2.300 trasportatori e ha investito nell’emittente, riporta Crypto Briefing. JPYC funziona su Ethereum, Avalanche, Polygon e Kaia.

Esistono due accordi bancari distinti, entrambi in fase di studio o di prova. Sony Bank ha firmato un memorandum con JPYC il 2 marzo 2026 per valutare la possibilità che i propri clienti acquistino JPYC su JPYC EX direttamente dai conti di deposito, ha comunicato la banca. Il 21 ottobre SBJ Bank, la banca giapponese del gruppo sudcoreano Shinhan, ha annunciato un memorandum con JPYC e LINE NEXT per una prova di fattibilità di ricariche collegate al conto nel portafoglio Unifi di LINE NEXT, come ha riferito Bloomingbit. Nessuno dei due è un servizio attivo.

La società ha i mezzi per andare avanti. Il suo round di serie B ha raggiunto circa 5 miliardi di yen in totale, con un primo closing da 1,78 miliardi e un secondo da 2,8 miliardi, ha riferito The Bridge a maggio. Tra i nuovi sostenitori ci sono fondi legati a banche regionali e all’assicuratore Meiji Yasuda, tra cui il Life Design Fund, l’Awagin Mirai Sozo Fund e il Meiji Yasuda Mirai Kyoso Fund.

Che cosa serve a JPYC nel secondo anno

Okabe vuole che la circolazione arrivi a decine di miliardi di yen nel secondo anno, circa dieci volte il livello attuale, secondo CoinDesk. TokenPost lo cita mentre punta ad almeno un decuplicamento e chiede alle autorità di allentare il limite. Anche così, JPYC resterebbe lontano dai 10.000 miliardi di yen che si era data al lancio.

Tra gli stablecoin non in dollari JPYC è già tra i più grandi, dietro ai token agganciati all’euro, nota Crypto Briefing. Per i lettori italiani vale il confronto con la nostra area: nell’Unione europea quei token di moneta elettronica (EMT) sono emessi secondo il regolamento MiCA, da banche o da istituti di moneta elettronica autorizzati.

Restano diverse incognite: l’obiettivo interno esatto che JPYC ha mancato, l’attuale composizione delle sue riserve, l’offerta su ciascuna blockchain e se la FSA allenterà davvero il limite sui trasferimenti di fondi. Chi è alle prime armi può partire dalla nostra guida agli stablecoin per principianti. I prossimi appuntamenti sono la tabella di marcia della FSA, attesa all’inizio del 2027, e l’obiettivo delle megabanche di avere pagamenti operativi entro marzo 2027.

Fonti

  1. CoinDesk: Japan's top yen stablecoin falls short of its target in a disappointing first year (27 ottobre 2026) coindesk.com
  2. TokenPost: JPYC first year, circulation and partnerships (26 ottobre 2026) tokenpost.com
  3. Crypto Briefing: JPYC stablecoin falls short in its first year (27 ottobre 2026) cryptobriefing.com
  4. Sony Bank: memorandum of understanding with JPYC (2 marzo 2026) sonybank.jp
  5. The Block: Japan's JPYC launches yen stablecoin (27 ottobre 2025) theblock.co
  6. The Block: Japan's SBI Group launches JPYSC (24 giugno 2026) theblock.co

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