Le tre megabanche giapponesi hanno chiuso blockchain that runs exactly as written when it is called, holding and moving funds according to its code, without an intermediary able to change the outcome.">smart contract holding reserves of two or more tokens, supplied by users, that a decentralized exchange uses to execute trades automatically at a price set by a formula.">pool diverge, compared with simply holding the same tokens in a wallet. It becomes permanent when the provider withdraws.">il primo test reale di una stablecoin in yen emessa insieme. Mizuho Bank, MUFG Bank e Sumitomo Mitsui Banking Corporation (SMBC) hanno comunicato il 16 ottobre 2026 che un token garantito da depositi bancari è circolato dal 17 al 23 luglio tra le sedi giapponesi ed estere di Mitsubishi Corporation, secondo un comunicato congiunto pubblicato da TISI, la società informatica giapponese che ha integrato i sistemi. Mitsubishi UFJ Trust and Banking ha fatto da trustee. Non sono stati resi noti importi, numero di trasferimenti né il nome del token.
Secondo le banche il modello di emissione congiunta funziona, e l’obiettivo fissato a giugno resta lo stesso: operazioni reali con la moneta entro l’anno fiscale 2026, che in Giappone si chiude il 31 marzo 2027.
Questa stablecoin in yen non è una moneta che un lettore italiano può comprare su un exchange. È uno strumento chiuso, riservato alle imprese clienti che hanno superato i controlli d’identità delle banche, e sul piano giuridico somiglia più a moneta bancaria tokenizzata che a JPYC, USDC o USDT. La novità sta nell’impianto: le tre maggiori banche del Giappone hanno provato un unico token condiviso, invece di tre token separati.
Stablecoin yen: che cosa è stato testato a luglio
Al test hanno partecipato cinque società: le tre banche, Mitsubishi UFJ Trust and Banking (MUFG Trust) come trustee e TISI Inc. Mitsubishi Corporation era l’utente: ha trasferito il token tra i propri uffici in Giappone e all’estero. Il comunicato porta la data del 16 ottobre ed è stato aggiornato alle 14:00 ora giapponese, circa le 05:00 UTC. La testata giapponese CoinPost ha riportato i risultati la sera stessa.
Stando al comunicato, i partecipanti hanno verificato:
- l’intero ciclo di emissione, trasferimento e rimborso del token;
- il funzionamento di un unico schema con più banche emittenti nello stesso momento;
- le misure antiriciclaggio e di contrasto al finanziamento del terrorismo (AML/CFT) per diversi casi d’uso, e le prestazioni dei sistemi;
- gli obblighi normativi e operativi di ciascuna banca e i compiti del trustee: tutela degli utenti, gestione dei beni in trust, procedure di emissione e rimborso.
I risultati sono descritti in termini generali. Le banche dicono di aver acquisito esperienza pratica nell’emissione e nella circolazione della moneta e di aver confermato «la sicurezza e l’affidabilità del sistema», oltre alla fattibilità dell’emissione congiunta (traduzione nostra dal comunicato giapponese; non esiste una versione in inglese o in italiano). Nessun dirigente è stato citato, e l’annuncio non contiene dati su velocità, costi o volumi.
Tre banche come disponenti, una banca fiduciaria a custodire il denaro
È l’impianto giuridico a distinguere questa moneta dalla maggior parte delle stablecoin. Mizuho, MUFG Bank e SMBC sono disponenti congiunti (in giapponese 共同委託者) di un unico contratto di trust, e MUFG Trust è il trustee. Ciò che circola è un «diritto specifico di beneficiario del trust» ai sensi dell’articolo 2, comma 9, della legge giapponese sui servizi di pagamento (Payment Services Act). Per il diritto giapponese si tratta quindi di uno strumento di pagamento elettronico, non di una cripto-attività, ha osservato CoinPost.
Il comunicato presenta anche un’impostazione di massima per il prodotto definitivo. Le banche la definiscono provvisoria e soggetta a modifiche. Allo stato attuale:
- l’emissione congiunta dà alla moneta accesso alla clientela di tutte e tre le banche;
- la struttura in trust non prevede un tetto all’ammontare in circolazione, quindi si presta a un uso su larga scala;
- i beni in trust sono tenuti sotto forma di depositi bancari, per mantenere stabile il prezzo;
- solo gli utenti che hanno superato le verifiche d’identità delle banche possono detenere o trasferire il token.
Il secondo punto pesa più di quanto sembri. Le stablecoin emesse in Giappone da operatori di trasferimento fondi registrati hanno un limite di 1 milione di yen per singolo trasferimento, ha ricordato CoinPost in un riepilogo collegato. La via del trust evita quel limite, ed è per questo che si adatta a una grande società commerciale che sposta denaro tra le proprie controllate.

La blockchain l’ha fornita SMBC; Progmat non compare nei comunicati di ottobre
Sul piano tecnico, SMBC ha messo a disposizione degli altri partecipanti la base blockchain, che aveva commissionato a TISI. TISI, la società nata il 1° luglio 2026 dalla fusione tra TIS e Intec, ha anche collegato il sistema di emissione a quello dei wallet. Nessun comunicato indica quale sia la catena, né se sia pubblica o a permesso.
Un dettaglio non coincide con le notizie precedenti. Quando l’autorità finanziaria giapponese (Financial Services Agency, FSA) ha dato il proprio sostegno al progetto nel novembre 2025, i richiedenti indicati erano le tre banche, Mitsubishi Corporation, MUFG Trust e Progmat, Inc., la piattaforma di tokenizzazione nata nel 2023 da una scissione di MUFG Trust. Il Nikkei, ripreso da ForkLog, aveva scritto che la moneta avrebbe usato Progmat Coin. I comunicati del 16 ottobre citano TISI e una catena fornita da SMBC e non menzionano mai Progmat. Le banche non hanno commentato la differenza.
Dal primo articolo del Nikkei al sostegno della FSA: dodici mesi di passaggi
Il Nikkei ha dato per primo notizia della moneta congiunta nell’ottobre 2025. Il 7 novembre 2025 la FSA ha annunciato che avrebbe sostenuto il progetto come primo caso del suo Payment Innovation Project (PIP) e undicesimo caso del FinTech PoC Hub. L’autorità lo ha valutato su cinque criteri: chiarezza, rilevanza sociale, innovazione, tutela degli utenti e fattibilità. Il sostegno decorre da novembre 2025 «per il momento», e la FSA ha detto che pubblicherà i problemi di conformità e di vigilanza, e i punti di interpretazione giuridica, emersi durante il test. Al 17 ottobre non abbiamo trovato alcuna pubblicazione di questo tipo.
Nel 2026 il ritmo è aumentato. I comunicati richiamano un annuncio del 13 febbraio su un test di negoziazione e trasferimento di attività tradizionali tramite blockchain e moneta digitale. Il 10 giugno le tre banche hanno costituito un consiglio comune e annunciato l’obiettivo per l’anno fiscale 2026, con una struttura in trust e «una banca fiduciaria o un istituto analogo» come trustee, ha riportato Decrypt. Poi è arrivato il test di luglio. Il 29 settembre le banche hanno annunciato un altro test, sui pagamenti commerciali, sulla piattaforma TradeWaltz, un progetto sostenuto dalla FSA in cui NTT Data e Mizuho figurano tra sei società.
| Voce | Dato | Fonte |
|---|---|---|
| Periodo del test | 17–23 luglio 2026 (7 giorni) | Comunicato TISI |
| Annuncio dei risultati | 16 ottobre 2026 | Comunicato TISI |
| Banche emittenti (disponenti congiunti) | 3: Mizuho, MUFG Bank, SMBC | Comunicato TISI |
| Trustee | Mitsubishi UFJ Trust and Banking | Comunicato TISI |
| Utente nel test | Mitsubishi Corporation (sedi in Giappone e all’estero) | Comunicato TISI |
| Tetto alla circolazione | Nessuno (tipo trust) | Comunicato TISI |
| Limite per trasferimento evitato | 1 milione di yen (emittenti di tipo trasferimento fondi) | CoinPost |
| Riserva | Depositi bancari (provvisorio) | Comunicato TISI |
| Obiettivo operazioni reali | Entro l’anno fiscale 2026, cioè entro il 31 marzo 2027 | Comunicato TISI, annuncio del 10 giugno |
| Sostegno della FSA | 7 novembre 2025: 1° caso PIP, 11° caso PoC Hub | FSA |
Stablecoin giapponese di banca, JPYC e USDC: le differenze
Una stablecoin è un token pensato per mantenere un valore stabile rispetto a una valuta. Il Giappone ha creato una categoria apposita con le modifiche alla legge sui servizi di pagamento entrate in vigore nel giugno 2023: gli «strumenti di pagamento elettronico», che possono essere emessi solo da banche, operatori di trasferimento fondi registrati e società fiduciarie. La moneta delle megabanche segue la via del trust. Un trustee custodisce la riserva e il token circola solo tra clienti bancari verificati.
JPYC ha scelto la via del trasferimento fondi. Si è registrata nell’agosto 2025 e il 27 ottobre 2025 ha lanciato quella che The Block ha descritto come la prima stablecoin garantita in yen riconosciuta dalla legge giapponese, su Ethereum, Avalanche e Polygon, coperta da depositi in yen e titoli di Stato giapponesi, con verifica degli utenti tramite il documento My Number. JPYC punta a 10.000 miliardi di yen in circolazione entro tre anni e il 2 giugno 2026 ha annunciato di aver superato i 3 miliardi di yen di emissioni cumulate, secondo la società di ricerca 4Pillars.
Sono arrivate anche le monete in dollari. USDC è diventata nel marzo 2025 la prima stablecoin in dollari approvata in Giappone, distribuita dal gruppo SBI. Le nuove regole della FSA in vigore dal 1° giugno 2026 spostano le stablecoin estere di tipo trust come USDC dalla categoria dei titoli a quella degli strumenti di pagamento elettronico, ha rilevato 4Pillars. Sono seguiti altri progetti in yen: SBI e Startale hanno presentato JPYSC nel febbraio 2026 e la Japan Blockchain Foundation ha annunciato EJPY a maggio, secondo Decrypt. SMBC aveva già studiato una propria stablecoin con Ava Labs e Fireblocks nell’aprile 2025.
Perché un’emissione congiunta? Un’impresa pagata con il token di una banca avrebbe bisogno proprio di quella banca per rimborsarlo. Una sola moneta accettata da tre reti bancarie evita di frammentare i pagamenti aziendali in circuiti che non comunicano tra loro. La nostra guida alle stablecoin per principianti spiega più nel dettaglio i diversi modelli di riserva.
Prima i pagamenti transfrontalieri, poi le operazioni reali entro marzo 2027
Il caso d’uso del test era circoscritto: una sola società commerciale che paga tra i propri uffici in Giappone e all’estero. Entrambi i capi di ogni trasferimento appartenevano alla stessa impresa, un cliente che le banche conoscono già, e questo semplifica le verifiche d’identità in una prima prova.
I passi successivi indicati nel comunicato sono concreti. Le banche elencheranno i problemi da risolvere prima dell’uso pratico. Continueranno a lavorare con autorità giapponesi ed estere, istituzioni finanziarie, imprese e fornitori di tecnologia su tutela degli utenti, AML/CFT, sicurezza informatica e stabilità dei sistemi. Attraverso il consiglio comune creato a giugno, prevedono di avviare operazioni reali con la stablecoin emessa congiuntamente entro l’anno fiscale 2026.

E in Italia? UniCredit e Banca Sella nella stablecoin in euro Qivalis
Chi legge dall’Italia non vedrà la moneta in yen: non è offerta nell’Unione europea ed è riservata ai clienti verificati delle tre banche. Il progetto europeo più vicino è Qivalis, un consorzio di banche che prepara una stablecoin in euro conforme al regolamento MiCA per la seconda metà del 2026. Tra le nove banche fondatrici ci sono due italiane, UniCredit e Banca Sella, accanto a ING e CaixaBank, e BNP Paribas si è aggiunta il 1° dicembre 2025. Il sito di Qivalis indica che De Nederlandsche Bank, la banca centrale olandese, l’ha autorizzata come istituto di moneta elettronica, anche se non emette ancora moneta elettronica al pubblico.
Per il lettore italiano il quadro di riferimento resta MiCA. In Italia la Banca d’Italia vigila sugli istituti di moneta elettronica, mentre la Consob è l’autorità MiCA per i prestatori di servizi per le cripto-attività (CASP). Nel frattempo le piattaforme europee stanno eliminando i token privi di status MiCA, come abbiamo raccontato nell’articolo sulla scadenza di gennaio fissata dall’ESMA per le stablecoin non conformi a MiCA.
Non tutti pensano che saranno le banche a guidare. Secondo l’amministratore delegato di Circle, Jeremy Allaire, le banche «non sono più al comando», come abbiamo riportato il 16 ottobre nell’articolo sulla espansione di Circle in circa 40 nuovi mercati. Negli Stati Uniti il GENIUS Act entra in vigore il 18 gennaio 2027, poche settimane prima della scadenza che si sono date le banche giapponesi.
Che cosa le banche non hanno detto
- quale blockchain è stata usata, e se è pubblica o a permesso;
- il nome o il ticker del token;
- quanto è stato emesso e trasferito a luglio, quanti trasferimenti ci sono stati, ed eventuali risparmi di costo o di tempi di regolamento;
- l’eventuale ruolo attuale di Progmat;
- l’assetto definitivo della riserva (i depositi sono «provvisori»), le commissioni, e se i clienti privati avranno mai accesso (non è previsto);
- la data esatta di avvio entro l’anno fiscale 2026, e quando la FSA pubblicherà le conclusioni del PIP.
CoinPost ha citato una versione in dollari come ipotesi allo studio, ma non compare nel comunicato congiunto e resta da confermare. La prossima data fissa è la fine dell’anno fiscale giapponese, il 31 marzo 2027: entro quel giorno, dicono le tre banche, i pagamenti reali saranno partiti.
