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Blockchain in Africa: a cosa serve, adozione, regole e progetti

Blockchain in Africa: la Nigeria è terza al mondo per adozione, il bitcoin della RCA è stato abrogato, l’eNaira langue e le stablecoin incontrano M-Pesa.

Principiante 22 min di letturaAggiornato Da leggere prima: Blockchain e musica: royalty, marca temporale e che cosa ha funzionato
Un globo, uno smartphone, una moneta e una linea in crescita su sfondo semplice
Indice
  1. A cosa serve la blockchain in Africa: tenere valore e muovere denaro
  2. Nigeria e Sudafrica in testa all’indice di adozione di Chainalysis
    1. Nigeria: prima per flussi peer-to-peer e transfrontalieri
    2. Sudafrica, Etiopia, Kenya e Ghana
    3. Che cosa l’indice non vede
  3. Il bitcoin nella Repubblica Centrafricana: undici mesi dalla legge all’abrogazione
    1. Il progetto Sango e la sentenza della Corte
    2. L’abrogazione del marzo 2023
  4. L’eNaira: la prima moneta digitale di banca centrale africana
  5. Le regole cripto in Nigeria, Kenya e Sudafrica, in breve
  6. Rimesse e cripto per chi vive in Italia
  7. Mobile money: dove le cripto incontrano i pagamenti di ogni giorno
  8. Yellow Card, Bitnob e Kotani Pay: le aziende che costruiscono i ponti
    1. Yellow Card: autorizzata in alcuni paesi, registrata in altri
    2. Bitnob: da app di bitcoin a infrastruttura di pagamento
    3. Kotani Pay: soldi di Tether per una rampa keniana
  9. Oltre i pagamenti: terreni, sanità e identità in Africa
  10. Rischi per chi usa le cripto in Africa
  11. Le date da seguire fino a fine 2026

La Nigeria è terza al mondo per adozione delle criptovalute nel Global Crypto Adoption Index 2026 pubblicato da Chainalysis blockchain that runs exactly as written when it is called, holding and moving funds according to its code, without an intermediary able to change the outcome.">smart contract holding reserves of two or more tokens, supplied by users, that a decentralized exchange uses to execute trades automatically at a price set by a formula.">pool diverge, compared with simply holding the same tokens in a wallet. It becomes permanent when the provider withdraws.">il 23 settembre 2026, dietro Brasile e Stati Uniti e davanti a Giappone e India. Il Sudafrica è nono. Nessun altro paese africano entra nei primi 20, eppure lo stesso rapporto scrive che l’Africa subsahariana ha «guidato il mondo per crescita grazie a un’attività peer-to-peer eccezionalmente forte» (nostra traduzione). Ogni racconto onesto della blockchain in Africa parte da qui: le persone usano le cripto per fare un lavoro preciso.

Quel lavoro riguarda soprattutto il denaro: tenere dollari quando il naira o lo scellino perdono valore, e mandare soldi a casa oltre confine. I progetti voluti dagli Stati sono andati peggio. La Repubblica Centrafricana ha dato al bitcoin il ruolo di moneta di riferimento nell’aprile 2022 e il parlamento ha rovesciato la legge nel marzo 2023; l’eNaira nigeriana, lanciata nell’ottobre 2021, non è mai entrata nell’uso quotidiano e oggi viene ripensata come infrastruttura di fondo. È cresciuto invece il settore privato: aziende che trasformano le stablecoin in dollari in moneta locale e si collegano ai portafogli di mobile money come M-Pesa.

Questa lezione segue quella sulla blockchain per proprietà intellettuale e diritti musicali nel percorso sugli usi della blockchain, ed è la prima che guarda a un continente anziché a un settore. Le cifre portano la loro data e il quadro è quello di ottobre 2026. Per chi vive in Italia c’è anche una sezione dedicata alle rimesse e agli obblighi di chi usa piattaforme africane.

A cosa serve la blockchain in Africa: tenere valore e muovere denaro

Chainalysis, la società di analisi della blockchain, ne spiega le ragioni nel suo rapporto di settembre 2025 sull’Africa subsahariana. Nel solo marzo 2025 il volume on-chain della regione ha sfiorato i 25 miliardi di dollari, cifra che Chainalysis attribuisce in gran parte all’attività degli exchange nigeriani dopo «una svalutazione improvvisa della valuta» (nostra traduzione). L’inflazione persistente e il difficile accesso alle valute estere rendono le stablecoin, token che seguono il dollaro statunitense, un sostituto appetibile del conto in dollari. Per l’intera regione la società segnala l’alta quota di adulti senza conto bancario e un settore business-to-business in crescita, che usa le stablecoin per pagare le forniture oltre frontiera.

Le rimesse sono il secondo uso. Secondo la Banca mondiale, inviare denaro dentro o verso la regione costa in media quasi l’8% della somma, come riporta un servizio di Ecofin del luglio 2026. Un trasferimento in stablecoin costa una frazione di quella cifra sulla blockchain; la parte cara è riconvertire il denaro in cedi, scellini o franchi all’arrivo, ed è per questo che le aziende che gestiscono l’uscita in moneta locale contano più della blockchain stessa.

Il terzo uso è un ponte tra il mobile money, che centinaia di milioni di africani usano già, e i circuiti globali in dollari su cui viaggiano le stablecoin. Il quarto è più vecchio e più piccolo: progetti civici per titoli di proprietà, tracciabilità dei farmaci e identità, quasi tutti rimasti allo stadio di sperimentazione. Hanno lezioni proprie e trovano una breve sezione verso la fine.

Se le stablecoin sono nuove per te, la nostra guida a che cosa sono le stablecoin spiega come USDT e USDC tengono il cambio con il dollaro e che cosa può romperlo. I passaggi pratici per comprare con i mercati peer-to-peer (P2P) e il mobile money stanno nella guida citata nella sezione sulle regole.

Nigeria e Sudafrica in testa all’indice di adozione di Chainalysis

L’indice di Chainalysis non conta quante persone possiedono criptovalute. Assegna a ogni paese un punteggio su quattro misure: valore ricevuto da exchange e piattaforme DeFi, trasferimenti tra portafogli personali all’interno del paese, trasferimenti oltre confine e saldi dei portafogli. Ciascuna è ponderata per il potere d’acquisto e riportata su una scala da 0 a 1, e il punteggio finale è la media geometrica delle quattro, che premia i paesi forti su tutte. La società definisce le sue cifre una stima per difetto.

Nigeria: prima per flussi peer-to-peer e transfrontalieri

La Nigeria era sesta su 151 paesi nell’indice 2025, uscito il 2 settembre 2025, ed è terza su 117 paesi nell’edizione 2026, che copre il periodo da luglio 2025 a giugno 2026. Il dettaglio è istruttivo. La Nigeria è prima al mondo nel sotto-indice P2P e prima nei flussi transfrontalieri, ma solo diciottesima per flussi totali e diciottesima per saldi. In parole semplici, i nigeriani si scambiano molte cripto tra loro e verso l’estero e ne tengono ferme nei portafogli relativamente poche.

In valore, tra luglio 2024 e giugno 2025 la Nigeria ha ricevuto oltre 92,1 miliardi di dollari on-chain, circa il triplo del Sudafrica, il paese successivo della regione. Su un totale regionale superiore a 205 miliardi, in crescita di circa il 52% sull’anno prima, l’Africa subsahariana è stata in quel periodo la terza regione al mondo per crescita, dietro Asia-Pacifico e America Latina. Negli exchange centralizzati nigeriani il bitcoin ha pesato l’89% degli acquisti fatti in valuta locale, contro il 51% del gruppo di paesi che comprano in dollari; l’USDT ha pesato il 7%, contro il 5% di quel gruppo.

Un grafico a barre, un gruppo di persone, banconote e un trofeo su sfondo semplice
La Nigeria è terza nell’indice Chainalysis 2026 e prima per flussi peer-to-peer, dopo aver ricevuto oltre 92,1 miliardi di dollari on-chain nel 2024-25.

Sudafrica, Etiopia, Kenya e Ghana

Il Sudafrica è l’altro nome africano della classifica mondiale: fuori dai primi 20 nel 2025, nono nel 2026. Il suo profilo è diverso da quello nigeriano. È quarto nel P2P e terzo nei flussi transfrontalieri, ma trentatreesimo per flussi totali e sedicesimo per saldi. Chainalysis descrive un mercato più istituzionale, con un «quadro normativo avanzato» e centinaia di fornitori registrati, e cita la banca Absa tra chi sviluppa prodotti cripto istituzionali. Il bitcoin ha pesato il 74% degli acquisti in rand negli exchange centralizzati.

L’Etiopia era dodicesima nell’indice 2025 e non è nei primi 20 del 2026. Kenya e Ghana non compaiono in nessuna delle due classifiche. Nell’analisi regionale del 2025 Chainalysis indica Etiopia, Kenya e Ghana come i paesi che «completano la top cinque» dell’Africa subsahariana per valore ricevuto, dopo Nigeria e Sudafrica, senza metterli in ordine tra loro. Dire che il Kenya è tra i grandi adottanti mondiali non trova conferma nell’indice.

PaeseIndice 2025 (151 paesi, 2 settembre 2025)Indice 2026 (117 paesi, 23 settembre 2026)Nota
Nigeria6º3º1º per P2P e per flussi transfrontalieri nel 2026
SudafricaFuori dai primi 209º4º nel P2P, 3º nei flussi transfrontalieri nel 2026
Etiopia12ºFuori dai primi 20Nella top cinque della regione per valore ricevuto, luglio 2024 – giugno 2025
KenyaFuori dai primi 20Fuori dai primi 20Nella top cinque della regione per valore ricevuto, luglio 2024 – giugno 2025
GhanaFuori dai primi 20Fuori dai primi 20Nella top cinque della regione per valore ricevuto, luglio 2024 – giugno 2025

Che cosa l’indice non vede

Le quote di bitcoin e stablecoin citate sopra vengono solo dai dati degli exchange centralizzati. Chainalysis precisa che escludono gli scambi informali, tra imprese e over-the-counter, che in Africa pesano molto: sportelli P2P sulle app di messaggistica, commercianti che regolano in contanti, aziende che pagano i fornitori in USDT. Anche la posizione dipende dalla misura: la Nigeria è terza in assoluto e diciottesima per flussi totali nello stesso rapporto. L’indice va letto come il segnale di dove cresce l’attività, non come un censimento degli utenti.

Il bitcoin nella Repubblica Centrafricana: undici mesi dalla legge all’abrogazione

La Repubblica Centrafricana (RCA) è l’unico Stato africano che ha provato a dare al bitcoin un ruolo monetario ufficiale. La legge n°22.004 del 22 aprile 2022 sulle criptovalute, il cui testo è stato pubblicato da Digital Business Africa, stabilisce all’articolo 1 che il bitcoin sia considerato «monnaie de référence», cioè moneta di riferimento. L’articolo 10 obbliga ogni operatore economico ad accettare le criptovalute come pagamento quando vengono offerte per un bene o un servizio. L’articolo 9 mantiene la moneta legale, il franco CFA, come riferimento contabile. I media hanno riassunto tutto con «corso legale», formula vicina agli effetti ma non alla lettera della legge.

La presidenza ha annunciato la scelta il 27 aprile 2022. Le cronache dell’epoca, tra cui quelle di Bloomberg, descrissero la RCA come il secondo paese dopo El Salvador a rendere legale il bitcoin, e il primo a tentarlo dentro un’unione monetaria. La RCA usa il franco CFA dell’Africa centrale, emesso per sei paesi dalla Banca degli Stati dell’Africa centrale (BEAC).

La BEAC ha obiettato subito. In una lettera del 29 aprile 2022 al ministro delle Finanze centrafricano, riferita da Voice of America, il governatore scrisse che la legge violava le regole della banca, poteva incidere sulla stabilità monetaria della regione e poteva fare concorrenza al franco CFA, e chiese di annullarla. In una dichiarazione inviata per email a Bloomberg e ripresa il 4 maggio 2022 da Coin Bureau, il Fondo monetario internazionale disse che l’adozione «solleva importanti sfide giuridiche, di trasparenza e di politica economica» (nostra traduzione). Sempre secondo quel resoconto, la BEAC avrebbe saputo della legge nello stesso momento del pubblico.

Il progetto Sango e la sentenza della Corte

Il presidente Faustin-Archange Touadéra ha lanciato Sango Coin, un token nazionale, il 3 luglio 2022, e le vendite sono partite il 25 luglio. Il progetto puntava a raccogliere quasi un miliardo di dollari, secondo Cointelegraph, mettendo in vendita cittadinanza, e-residency e terreni in cambio di cripto. La Corte costituzionale ha fermato le parti più discusse a fine agosto 2022: secondo ITWeb Africa (31 agosto 2022) ha stabilito che vendere la nazionalità centrafricana è incostituzionale e ha annullato anche il programma di e-residency e la vendita di terreni pagati in cripto. La sentenza non era appellabile.

La domanda fu scarsa. Al 29 agosto 2022 era stato venduto circa il 7,5% dei 210 milioni di Sango Coin offerti, con una raccolta di circa 1,5 milioni di dollari contro un obiettivo di 21 milioni per la prima fase, riferì ITWeb. Il 20 dicembre 2022 Cointelegraph scrisse che il governo aveva rinviato la quotazione del token sugli exchange, citando le condizioni di mercato, e che il sito del progetto mostrava 1,66 milioni di dollari venduti. Nessun dato verificato mostra un uso del bitcoin nei pagamenti quotidiani in RCA in quel periodo.

L’abrogazione del marzo 2023

Il 23 marzo 2023 il parlamento centrafricano ha approvato all’unanimità una legge che modifica quella dell’aprile 2022 e toglie al bitcoin e alle altre criptovalute lo status di moneta a corso legale, ha riferito Central Banking il 27 marzo 2023. La rivista l’ha descritta come una concessione ai partner della Comunità economica e monetaria dell’Africa centrale (CEMAC). Dalla promulgazione all’abrogazione l’episodio è durato undici mesi.

L’area CEMAC (Camerun, Gabon, Congo, Ciad, Repubblica Centrafricana e Guinea Equatoriale) è trattata nel dettaglio nella lezione su cripto in Camerun e nella zona CEMAC: il ruolo della BEAC, del supervisore bancario COBAC e del regolatore dei mercati COSUMAF, che cosa dicono i testi regionali sui prestatori di servizi cripto e come si applicano tasse e controlli valutari.

L’Africa occidentale ha un sistema gemello. Gli otto Stati dell’UEMOA condividono il franco CFA dell’Africa occidentale, emesso dalla BCEAO, e le loro regole, gli avvisi e il trattamento fiscale delle cripto, con Senegal e Costa d’Avorio come casi principali, sono nella lezione su cripto in Senegal, Costa d’Avorio e zona UEMOA.

L’eNaira: la prima moneta digitale di banca centrale africana

La Nigeria ha scelto un’altra strada. Invece di adottare la criptovaluta di qualcun altro, la Banca centrale della Nigeria (CBN) ha emesso un proprio naira digitale. Il presidente Muhammadu Buhari ha lanciato l’eNaira il 25 ottobre 2021, facendo della Nigeria il primo paese africano ad avviare una moneta digitale di banca centrale (CBDC). A differenza del bitcoin, l’eNaira è emesso dalla banca centrale e vale esattamente un naira. È un tema vicino all’euro digitale di cui si discute in Europa, ma con un punto di partenza ben diverso.

L’uso è rimasto basso. In un working paper del 16 maggio 2023, Nigeria’s eNaira, One Year After, lo staff del FMI ha osservato che l’adozione non era andata oltre una prima ondata limitata e ha indicato la debolezza degli effetti di rete: uno strumento di pagamento serve solo se anche le persone che devi pagare lo usano. BusinessDay ha poi riferito che il FMI aveva reso noto nel maggio 2023 che il 98,5% dei portafogli eNaira era inattivo.

I dati successivi confermano il quadro. BusinessDay ha riferito il 10 maggio 2024, citando il rapporto FMI 2024 sulla Nigeria (Article IV), che l’eNaira aveva elaborato 854.512 transazioni dal lancio, per lo più da consumatori a esercenti, per un valore complessivo di 29,3 miliardi di naira. Erano stati creati circa 13 milioni di portafogli, in gran parte inattivi. Per dare la scala, i pagamenti elettronici in Nigeria hanno raggiunto 611,06 mila miliardi di naira nel 2023. La CBN ha indicato l’eNaira in circolazione a 9,78 miliardi di naira ad agosto 2023 e a 13,98 miliardi a fine 2023. I numeri di portafogli citati dai responsabili sono variati molto negli anni, quindi ogni singola cifra di adozione va presa con cautela.

La CBN non ha abbandonato il progetto. Il 1º giugno 2026 ha presentato la Payments System Vision 2028, un piano triennale per il sistema dei pagamenti del paese. Secondo la lettura del piano di WeeTracker (9 giugno 2026), la banca ammette la lentezza dell’adozione, cita uno «scarso coinvolgimento e consenso degli attori» in fase di progettazione e lancio, e sposta l’eNaira da portafoglio per i consumatori a infrastruttura di fondo: pagamenti da governo a persone, come i sussidi, e regolamento transfrontaliero. Se funzionerà lo diranno i numeri che la CBN pubblicherà.

Accanto è nata un’alternativa privata. cNGN è una stablecoin in naira emessa da Wrapped CBDC Ltd e, secondo l’emittente, coperta uno a uno da naira depositati presso banche nigeriane e da strumenti a breve termine. Non è un prodotto autorizzato: a ottobre 2026 si riferisce che l’emittente abbia un’approvazione di principio condizionata nel programma di incubazione regolamentare accelerata (ARIP) della Securities and Exchange Commission (SEC) nigeriana, una fase di sandbox che il regolatore stesso definisce non una licenza definitiva.

Le regole cripto in Nigeria, Kenya e Sudafrica, in breve

La nostra guida all’acquisto di cripto in Africa riassume già le regole paese per paese, con i passaggi per comprare via P2P e mobile money. Il promemoria che segue aggiunge solo ciò che è cambiato nel 2025 e nel 2026 e che siamo riusciti a confermare.

In Nigeria l’Investments and Securities Act 2025 ha sostituito la legge del 2007. Secondo ICIR (29 marzo 2025), la SEC ne ha annunciato la firma quel giorno; la legge riconosce le attività virtuali e digitali come titoli e porta sotto la SEC i prestatori di servizi per attività virtuali, gli operatori di attività digitali e gli exchange. La SEC ammette le aziende per gradi attraverso i programmi di incubazione; un’approvazione di principio è condizionata, non una licenza piena.

In Kenya il Virtual Asset Service Providers Act 2025 (legge n. 20 del 2025) ha ricevuto l’assenso presidenziale il 15 ottobre 2025 ed è in vigore dal 4 novembre 2025. Divide la vigilanza per attività tra la Banca centrale del Kenya (CBK) e l’autorità dei mercati dei capitali (CMA). Le licenze aspettavano i regolamenti attuativi, che il Tesoro ha pubblicato il 22 luglio 2026 come Legal Notice n. 134, secondo una sintesi di Afriwise. Riguardano le aziende che si rivolgono a clienti keniani anche senza sede nel paese e vietano agli emittenti di stablecoin di pagare interessi o premi per la detenzione dei loro token. Il periodo transitorio per chi già opera scade il 4 novembre 2026, dopo di che serve una licenza CBK o CMA, come segnala Digital Policy Alert; vedi la nostra pagina sulla scadenza delle licenze VASP in Kenya.

In Sudafrica la Financial Sector Conduct Authority (FSCA) ha dichiarato le cripto-attività prodotto finanziario ai sensi del FAIS Act con l’avviso generale n. 1350 del 19 ottobre 2022, come spiegò lo studio Cliffe Dekker Hofmeyr il giorno dopo. I fornitori già attivi avevano una finestra, aperta il 1º giugno 2023, per chiedere la licenza. Al 12 dicembre 2025 la FSCA aveva ricevuto 512 domande, ne aveva approvate 300, respinte 14 e ne aveva viste ritirare 121, secondo il suo aggiornamento riportato da Moonstone. La licenza copre consulenza, intermediazione e gestione di investimenti che riguardano cripto-attività; non rende le cripto moneta a corso legale.

Il Ghana si muove nella stessa direzione: la Banca del Ghana registra i prestatori di servizi per attività virtuali e la SEC ghanese gestisce una sandbox per le attività digitali, come mostra la pagina di registrazioni di Yellow Card.

Rimesse e cripto per chi vive in Italia

L’angolo italiano di questa storia sono le rimesse. Secondo il rapporto della Banca d’Italia sulle rimesse dei lavoratori stranieri, come lo riferisce Azienda Banca il 13 aprile 2026, nel 2025 dall’Italia sono partiti poco più di 8,6 miliardi di euro, circa 323 milioni in più del 2024 (+3,9%). Tra i paesi africani, quel resoconto nomina solo il Marocco, terzo destinatario con poco più di 579 milioni di euro, il 6,7% del totale. Per il resto dell’Africa non abbiamo trovato oggi una cifra verificata e non ne diamo.

Che cosa c’entrano le cripto? Il costo medio dell’8% citato dalla Banca mondiale per la regione spiega perché le stablecoin attirano chi manda soldi alle famiglie. Ma va ricordato che i corridoi più usati dall’Italia verso l’Africa passano ancora da operatori di rimesse, banche e mobile money, e che non esistono dati verificati sulla quota di rimesse italiane inviate in cripto. Nessuna fonte consultata la quantifica.

Per chi risiede in Italia una piattaforma africana non cambia le regole di casa. Le cripto-attività detenute o scambiate all’estero vanno trattate secondo il fisco italiano, con gli obblighi dichiarativi e di monitoraggio verso l’Agenzia delle Entrate spiegati nella nostra guida alle tasse sulle criptovalute in Italia. Non abbiamo riverificato oggi le norme italiane: per aliquote, quadro RW e dichiarazione dei redditi rimandiamo a quella guida, che è l’unica fonte che citiamo. I prestatori di servizi che si rivolgono a clienti in Italia devono rispettare il regime europeo del MiCA, illustrato nella guida al regolamento MiCA, e la vigilanza delle autorità italiane ed europee. Una piattaforma africana senza autorizzazione europea non può essere presentata ai consumatori italiani come servizio regolato.

Una nota di prudenza per la diaspora: una stablecoin in dollari protegge dal calo della valuta locale ma non dal rischio dell’emittente, e riconvertire in franchi CFA, naira o scellini può costare quanto il trasferimento stesso. Valuta sempre il costo totale, dall’euro al denaro in mano al destinatario, e confronta con gli operatori di rimesse autorizzati.

Mobile money: dove le cripto incontrano i pagamenti di ogni giorno

Il mobile money è il sistema di pagamento che gli africani usano davvero, e M-Pesa ne è il nome più noto. I risultati di Safaricom per l’anno al 31 marzo 2026, riportati da HapaKenya, indicano 43,69 milioni di utenti M-Pesa attivi a livello di gruppo, il 18% in più dei 37,03 milioni dell’anno prima. In Kenya M-Pesa ha generato 182,73 miliardi di scellini kenioti di ricavi, il 45,6% dei ricavi da servizi di Safaricom nel paese. In Etiopia M-Pesa contava 5,2 milioni di clienti a 90 giorni.

Il primo passo di M-Pesa verso la blockchain è di gennaio 2026. Business Day ha riferito il 13 gennaio 2026 che M-Pesa, la piattaforma di Vodacom e Safaricom, ha firmato una partnership con ADI Foundation, una realtà tecnologica con sede ad Abu Dhabi, che, citando Semafor, il giornale dice puntare a portare la blockchain di ADI a milioni di africani. Il quotidiano indica in 60 milioni la base clienti di M-Pesa. Non sono stati indicati né una stablecoin né una data di lancio. Lo stesso articolo afferma, senza citare una fonte, che M-Pesa ha gestito oltre il 90% delle rimesse verso il Kenya nell’anno fiscale 2024.

I collegamenti che funzionano oggi stanno dietro lo schermo. Onafriq, una rete di pagamenti le cui API collegano i portafogli M-Pesa, Airtel Money e Orange Money, ha detto all’Africa Fintech Summit del febbraio 2026 che avrebbe lavorato con Conduit, una piattaforma statunitense di pagamenti transfrontalieri, per far entrare i pagamenti tramite USDC e gestire la tesoreria in stablecoin. Quando Ecofin l’ha esaminato, il 2 luglio 2026, non era stata indicata nessuna data di avvio. Ecofin ha anche verificato la voce di un progetto pilota congiunto sulle stablecoin in Congo e non l’ha trovato: «non esiste un singolo progetto pilota sulle stablecoin annunciato congiuntamente da Visa, M-Pesa e Onafriq» (nostra traduzione). Ciò che è partito, a settembre 2025, è Visa Pay con Onafriq nella RDC, che permette di caricare portafogli Visa dal mobile money, senza stablecoin.

La Repubblica Democratica del Congo mostra la tensione. La GSMA stimava per il 2025 pagamenti mobili congolesi per 3,85 miliardi di dollari di valore delle transazioni. Il governatore della banca centrale, André Wameso, in carica da agosto 2025, ha lamentato che quasi l’80% delle operazioni nel paese avviene in valuta estera, ha riferito Ecofin citando Financial Afrik. Le stablecoin in dollari trasportate dal mobile money possono rendere più facile detenere dollari, ed è proprio ciò che una banca centrale che combatte la dollarizzazione non vuole. La stessa logica spiega buona parte della cautela di BEAC, BCEAO e CBN.

Un ponte, un fulmine, una carta di pagamento e una stretta di mano su sfondo neutro
M-Pesa ha firmato una partnership blockchain con ADI Foundation a gennaio 2026, e Onafriq ha annunciato l’intenzione di regolare i pagamenti in USDC con Conduit.

Yellow Card, Bitnob e Kotani Pay: le aziende che costruiscono i ponti

Una on-ramp trasforma moneta locale in cripto; una off-ramp fa il contrario. In Africa la parte difficile è il tratto locale: banche partner, integrazioni con il mobile money, conformità in ogni paese. Yellow Card, Bitnob e Kotani Pay sono a stadi diversi di questo lavoro.

Yellow Card: autorizzata in alcuni paesi, registrata in altri

Yellow Card è nata in Nigeria nel 2019, secondo il comunicato della stessa società sul finanziamento di ottobre 2024, ed è partita come app per comprare stablecoin e bitcoin. A ottobre 2024 ha raccolto 33 milioni di dollari in un round di serie C guidato da Blockchain Capital, con Polychain Capital, Block, Galaxy Ventures e Winklevoss Capital tra gli investitori; la società ha indicato in 85 milioni di dollari il totale dei finanziamenti in capitale, secondo The Block (17 ottobre 2024). Il denaro era destinato alle API e ai widget che, ha detto la società, permettono ad aziende internazionali come Coinbase e Block di raggiungere i clienti africani. Visa ha firmato con Yellow Card un accordo per esplorare le stablecoin a giugno 2025, secondo Ecofin.

La sua pagina di licenze e registrazioni mostra quanto le regole siano ancora disomogenee. La maggior parte delle voci sono registrazioni antiriciclaggio, non licenze:

PaeseAutoritàStatoData
BotswanaNBFIRALicenza di prestatore di servizi per attività virtuali29 settembre 2022
SudafricaFSCAFornitore di servizi finanziari di categoria I, cripto-attività (FSP 53790)Non indicata
SudafricaCon il patrocinio di Standard Bank e NedbankAutorizzazioni come fornitore di pagamenti di terzi22 gennaio e 30 marzo 2026
GhanaBanca del Ghana; SEC GhanaRegistrazione VASP; sandbox per le attività digitaliAgosto 2025; 8 aprile 2026
ZambiaBanca dello ZambiaRegistrazione VASPMarzo 2026
NigeriaSEC NigeriaApprovazione di principio condizionata (programma di incubazione)14 agosto 2026
TanzaniaBanca della TanzaniaDomanda di sandbox in attesaIn attesa

Bitnob: da app di bitcoin a infrastruttura di pagamento

Bitnob è nata nel 2021 come app di bitcoin per i consumatori e ha lanciato Bitnob Business nel 2022. A giugno 2026 ha aggiunto Bitnob Enterprise, uno stack infrastrutturale non custodial per organizzazioni e sviluppatori che vogliono gestire in proprio custodia, chiavi e tesoreria, ed ha esteso a più di 110 paesi la copertura dell’off-ramp, secondo ThisDay. La società dice che sulla sua infrastruttura sono passati più di 4,5 miliardi di dollari; la cifra è sua e non è stata verificata da revisori indipendenti. Il fondatore e amministratore delegato è Bernard Parah. Il materiale del lancio non cita né licenze né round recenti, e non abbiamo trovato una fonte verificabile per un round successivo.

Kotani Pay: soldi di Tether per una rampa keniana

Kotani Pay è una società con base in Kenya che gestisce servizi di on-ramp e off-ramp tra stablecoin e canali di pagamento locali in Africa. Il 21 ottobre 2025 Tether, l’emittente dell’USDT, ha annunciato un investimento strategico, come riportato da Citizen Digital; l’importo non è stato reso noto. Lo stato della sua licenza nel nuovo regime VASP keniano non era pubblico a ottobre 2026 e, come ogni operatore del paese, deve fare i conti con la scadenza del 4 novembre 2026.

Oltre i pagamenti: terreni, sanità e identità in Africa

Esistono progetti blockchain in Africa che nulla hanno a che fare con il denaro, ma pochi hanno superato la fase pilota. La nostra lezione sui registri fondiari su blockchain verifica che cosa è accaduto davvero in Ghana e in Ruanda, due paesi spesso citati per i titoli di proprietà; qui non abbiamo trovato alcun registro fondiario africano su blockchain in produzione che si potesse verificare. Per i farmaci, la lezione sulla blockchain nella sanità spiega perché tracciare le confezioni è dove un registro condiviso può aiutare e dove no. Documenti d’identità e diplomi sono il tema della lezione su blockchain per identità digitale e diplomi, e la panoramica sugli usi della blockchain mette tutti questi settori a confronto.

Rischi per chi usa le cripto in Africa

La politica degli Stati può cambiare in fretta. La RCA ha approvato una legge sul bitcoin e l’ha disfatta in meno di un anno; la scadenza delle licenze in Kenya può spingere alcune piattaforme a smettere di servire i keniani. Una società iscritta a un’unità di informazione finanziaria non è per questo autorizzata a custodire il tuo denaro, e l’ammissione a una sandbox non è una licenza.

Il trading P2P comporta rischio di controparte: l’altra parte può non pagare, o pagare con fondi rubati, il che può far bloccare un conto bancario o di mobile money. Le stablecoin in dollari proteggono dal calo della valuta locale, ma dipendono dalle riserve dell’emittente, e riconvertire in naira, scellini o franchi CFA può costare più del trasferimento.

Le frodi seguono la diffusione. Piattaforme di investimento false, schemi di «raddoppio» venduti sulle app di messaggistica e finti agenti di exchange sono comuni; la nostra guida su come evitare le truffe sulle criptovalute elenca i segnali d’allarme. Nulla in questa lezione è un invito a comprare un’attività.

Le date da seguire fino a fine 2026

Il 4 novembre 2026 in Kenya termina il periodo transitorio e i servizi di attività virtuali senza licenza diventano illegali. In Nigeria le aziende ammesse ai programmi di incubazione della SEC, tra cui Yellow Card e l’emittente di cNGN, aspettano di vedere se le approvazioni condizionate diventeranno licenze. Il Africa Stablecoin Summit si tiene a Città del Capo il 12 e 13 novembre 2026. E la CBN deve ancora pubblicare dati sull’eNaira che mostrino se il passaggio ai pagamenti pubblici funziona.

Fonti

  1. Chainalysis: Global Crypto Adoption Index 2026 (23 settembre 2026, in inglese) chainalysis.com
  2. Chainalysis: adozione delle cripto nell’Africa subsahariana 2025 (10 settembre 2025, in inglese) chainalysis.com
  3. Legge n°22.004 del 22 aprile 2022 sulle criptovalute nella Repubblica Centrafricana (testo, Digital Business Africa, in francese) digitalbusiness.africa
  4. Central Banking: la RCA abbandona le cripto come moneta legale (27 marzo 2023, in inglese) centralbanking.com
  5. FMI, working paper: Nigeria’s eNaira, One Year After (16 maggio 2023, in inglese) imf.org
  6. BusinessDay: tre anni dopo, l’eNaira fatica e le transazioni arrivano a malapena a 29 miliardi di naira (10 maggio 2024, in inglese) businessday.ng
  7. Banca centrale della Nigeria: Payments System Vision 2028 (in inglese) cbn.gov.ng
  8. Digital Policy Alert: scade il periodo transitorio del VASP Act keniano (4 novembre 2026, in inglese) digitalpolicyalert.org
  9. Yellow Card: licenze e registrazioni (in inglese) yellowcard.io
  10. Ecofin: la RDC diventa il banco di prova africano del mobile money regolato in dollari (2 luglio 2026, in inglese) ecofinagency.com
  11. Chainalysis: Global Crypto Adoption Index 2025 (2 settembre 2025, in inglese) chainalysis.com
  12. Voice of America: la BEAC chiede alla RCA di annullare il bitcoin come moneta (11 maggio 2022, in inglese) voanews.com
  13. Coin Bureau: il FMI dice che l’adozione del bitcoin nell’Africa centrale solleva problemi seri (maggio 2022, in inglese) coinbureau.com
  14. ITWeb Africa: Sango della Repubblica Centrafricana colpito da una sentenza (31 agosto 2022, in inglese) itweb.africa
  15. Cointelegraph: rinviata la quotazione di Sango Coin (20 dicembre 2022, in inglese) cointelegraph.com
  16. WeeTracker: la CBN riposiziona l’eNaira (9 giugno 2026, in inglese) weetracker.com
  17. ICIR: Tinubu firma la legge su investimenti e titoli (29 marzo 2025, in inglese) icirnigeria.org
  18. Afriwise: regolamenti VASP del Kenya 2026, i punti chiave (in inglese) afriwise.com
  19. Moonstone: la FSCA autorizza la maggior parte dei richiedenti cripto (18 dicembre 2025, in inglese) moonstone.co.za
  20. HapaKenya: risultati Safaricom dell’anno fiscale 2026 (7 maggio 2026, in inglese) hapakenya.com
  21. Business Day: partnership tra M-Pesa e ADI Foundation (13 gennaio 2026, in inglese) businessday.co.za
  22. The Block: Blockchain Capital guida la serie C da 33 milioni di dollari di Yellow Card (17 ottobre 2024, in inglese) theblock.co
  23. ThisDay: Bitnob presenta Bitnob Enterprise (giugno 2026, in inglese) thisdaylive.com
  24. Citizen Digital: Tether sostiene Kotani Pay (21 ottobre 2025, in inglese) citizen.digital
  25. Azienda Banca: rimesse dei migranti, 8,6 miliardi inviati nel 2025, da dati Banca d’Italia (13 aprile 2026) aziendabanca.it
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