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Tasse sulle criptovalute in Canada: plusvalenza o reddito d’impresa?

Tasse criptovalute Canada: plusvalenza imponibile al 50%, reddito d'impresa per intero. Il test CRA, il modulo del Quebec, il T1135 sopra 100.000 CAD.

Principiante 22 min di letturaAggiornato Da leggere prima: Tasse sulle criptovalute in Svizzera: imposta sulla sostanza e investitore privato
Una bandiera semplice, un documento fiscale, banconote e un calendario su sfondo neutro
Indice
  1. Il Canada tassa le crypto come un bene: vendere o scambiare è una cessione
  2. Plusvalenze crypto in Canada: il 50% è imponibile e il piano dei due terzi è stato cancellato
  3. Plusvalenza o reddito d’impresa: il test che applica la CRA
    1. Che cosa cambia in dollari
  4. Come si calcolano le tasse sulle crypto in Canada: costo fiscale rettificato e costo medio
  5. Staking, mining, airdrop e DeFi: che cosa ha detto davvero la CRA
  6. La regola della perdita apparente: una perdita che forse non puoi ancora dedurre
  7. Quebec: una seconda dichiarazione e un modulo sulle cripto-attività anche se non hai venduto nulla
  8. Crypto detenute all’estero: il modulo T1135 oltre 100.000 CAD
    1. Crypto e T1135: il punto aperto
  9. CARF: le piattaforme canadesi comunicheranno le tue crypto alla CRA
  10. Se risiedi in Italia: conti canadesi, quadro RW e convenzione tra Italia e Canada
    1. Il quadro RW: tutte le crypto, ovunque siano custodite
    2. Convenzione contro le doppie imposizioni tra Italia e Canada
  11. Italiani in Canada e iscrizione all’AIRE

In Canada una plusvalenza sulle crypto è tassata sulla metà dell’importo, non sui due terzi. L’aumento che ha riempito i titoli nel 2024 non è mai entrato in vigore: Ottawa lo ha rinviato a gennaio 2025 e blockchain that runs exactly as written when it is called, holding and moving funds according to its code, without an intermediary able to change the outcome.">smart contract holding reserves of two or more tokens, supplied by users, that a decentralized exchange uses to execute trades automatically at a price set by a formula.">pool diverge, compared with simply holding the same tokens in a wallet. It becomes permanent when the provider withdraws.">il primo ministro lo ha cancellato il 21 marzo 2025. Sul fronte delle aliquote la partita è chiusa. La parte più difficile delle tasse sulle criptovalute in Canada è l’etichetta che la Canada Revenue Agency (CRA, l’agenzia delle entrate canadese) dà al tuo guadagno: una plusvalenza (capital gain) è imponibile al 50%, un reddito d’impresa lo è per intero, e non sei tu a scegliere.

Prendi un utile di 10.000 CAD (dollari canadesi) su bitcoin. Dichiarato come plusvalenza, si aggiungono al reddito 5.000 CAD. Dichiarato come reddito d’impresa, se ne aggiungono 10.000. Stessa operazione, stesso prezzo, base imponibile doppia. La CRA decide guardando come operi, non come ti definisci.

Questa lezione segue la nostra guida alle tasse sulle criptovalute in Svizzera, dove la distinzione tra investitore privato e trader professionale decide tutto. Il Canada ha una sua versione di quel test. Ha inoltre adempimenti che colpiscono anche chi non ha venduto nulla: la dichiarazione sulle cripto-attività del Quebec e, per patrimoni più grandi detenuti all’estero, il modulo T1135. Cifre e regole sono aggiornate a ottobre 2026 e valgono per gli anni d’imposta 2025 e 2026, salvo diversa data indicata.

Il Canada tassa le crypto come un bene: vendere o scambiare è una cessione

La CRA non considera le crypto una moneta. Le sue pagine informative per chi usa cripto-attività le chiamano crypto-asset e le trattano come beni, ed è per questo che si applicano le regole sulle plusvalenze. L’agenzia precisa che quelle pagine hanno valore informativo e non vincolante, e che ogni caso dipende dai fatti.

A creare un evento fiscale è la cessione (disposition). Secondo la pagina della CRA sulla dichiarazione dei redditi da operazioni in cripto-attività, cedi una cripto-attività quando:

  • la vendi in dollari canadesi o in un’altra valuta ufficiale;
  • la scambi con un’altra cripto-attività, per esempio ether contro una stablecoin;
  • la usi per pagare beni o servizi, cosa che la CRA tratta come un baratto;
  • la regali o la doni.

La CRA precisa che l’elenco non è esaustivo. Comprare crypto e tenerle non è tassato a livello federale. Spostare monete tra portafogli che ti appartengono di norma non è una cessione. I compensi sono un caso a parte: il reddito da mining e da staking è tassabile quando lo ricevi, come spiegato più avanti.

Ogni evento imponibile richiede un valore in dollari canadesi al momento in cui avviene. La pagina della CRA su come determinare il valore delle cripto-attività chiede un metodo ragionevole, applicato in modo coerente da un anno all’altro, con la documentazione di come lo hai usato. Non indica una fonte ufficiale di cambio: gli esempi usano il prezzo di un exchange o di un intermediario, oppure una media di più exchange ad alto volume. Ogni cripto-attività si valuta separatamente.

La tenuta dei documenti conta più di quanto si pensi. La CRA chiede a chi usa crypto di conservare libri e registri per almeno sei anni dalla fine dell’ultimo anno d’imposta a cui si riferiscono: numero e tipo di unità di ogni operazione, data e ora, valore in dollari canadesi, controparte (anche se hai solo un indirizzo), indirizzi dei tuoi portafogli e saldo iniziale e finale di ciascun portafoglio per ogni anno. Se usi degli exchange, esporta con regolarità i loro registri di operazioni e trasferimenti, perché gli account si chiudono e le piattaforme spariscono.

I principi generali che stanno dietro tutto questo, come il costo di acquisto e il motivo per cui uno scambio vale quanto una vendita, sono nella nostra introduzione alla tassazione delle crypto. Il resto di questa lezione riguarda solo il Canada.

Plusvalenze crypto in Canada: il 50% è imponibile e il piano dei due terzi è stato cancellato

Per un privato l’aliquota di inclusione delle plusvalenze è un mezzo: solo il 50% di una plusvalenza netta si somma al reddito imponibile, dove è tassata all’aliquota marginale, federale più provinciale. Non esiste un’aliquota fissa specifica per le crypto. Una minusvalenza funziona al contrario: la metà diventa una perdita in conto capitale ammessa in deduzione (allowable capital loss), che si può compensare solo con plusvalenze imponibili, non con lo stipendio.

La confusione nasce dal 2024. Il bilancio 2024, presentato il 16 aprile 2024, proponeva di portare l’aliquota di inclusione a due terzi per società e trust e, per i privati, sulla parte delle plusvalenze annue oltre 250.000 CAD, a partire dal 25 giugno 2024. La misura non è mai stata convertita in legge. Il 31 gennaio 2025 il Dipartimento delle Finanze l’ha rinviata al 1° gennaio 2026, e il 21 marzo 2025 l’ufficio del primo ministro ha annunciato che il governo «will cancel the proposed hike», cioè cancellerà l’aumento proposto, dell’aliquota di inclusione.

DataChe cosa è successoEffetto su una plusvalenza crypto
16 aprile 2024Il bilancio 2024 propone i due terzi oltre 250.000 CAD l’anno per i privati, dal 25 giugno 2024Solo una proposta
31 gennaio 2025Le Finanze rinviano la modifica al 1° gennaio 2026Il 50% vale ancora per le plusvalenze 2024 e 2025
21 marzo 2025Il primo ministro cancella l’aumentoIl 50% resta per ogni plusvalenza
Anno d’imposta 2026Nessuna nuova proposta a ottobre 2026Aliquota di inclusione del 50% in vigore

Online resta una trappola. Un consiglio fiscale della CRA datato 31 gennaio 2025 sulle «proposed capital gains taxation changes» descrive ancora il rinvio al 2026 come se i due terzi stessero per arrivare. È superato dalla cancellazione e non va letto come attuale. È rimasta invece la più alta esenzione a vita sulle plusvalenze (Lifetime Capital Gains Exemption) di 1.250.000 CAD, che però riguarda le azioni di piccole imprese e i beni agricoli e della pesca, non le crypto.

In Canada le perdite si riportano bene. Una perdita in conto capitale netta che non riesci a usare quest’anno può essere riportata indietro di tre anni o in avanti senza limiti, secondo le pagine della CRA sulle crypto, e compensata con le plusvalenze imponibili di quegli anni.

Una bilancia, una lente d'ingrandimento, una pila di monete e un martelletto da giudice
L'aliquota dei due terzi è stata cancellata a marzo 2025: la plusvalenza è imponibile al 50%, e la CRA valuta prima se l'utile sia una plusvalenza.

Plusvalenza o reddito d’impresa: il test che applica la CRA

È la domanda che cambia il conto. Se la tua attività in crypto è considerata un’impresa, oppure ciò che i tribunali chiamano un’operazione di natura commerciale (adventure or concern in the nature of trade), l’intero utile è reddito d’impresa. Puoi dedurre le spese, ma perdi l’inclusione al 50%. Non c’è un modulo in cui scegliere: la CRA guarda i fatti, anno per anno e caso per caso.

I fattori che la CRA elenca nella sua pagina sul reddito da crypto sono quelli classici del diritto tributario canadese:

  • la frequenza con cui compri e vendi e il numero delle operazioni;
  • per quanto tempo tieni le attività, perché periodi brevi indicano attività di trading;
  • la tua conoscenza dei mercati crypto e il tempo che dedichi a studiarli;
  • il ricorso a prestiti per finanziare gli acquisti;
  • se fai pubblicità o ti presenti in altro modo come chi compra e vende crypto.

Nessun fattore decide da solo. Chi compra qualche moneta, la tiene per anni e ne vende una parte per comprare casa resta nel campo delle plusvalenze. Chi apre decine di posizioni a settimana, si indebita per farlo e passa le giornate sui grafici si avvicina al reddito d’impresa. La CRA aggiunge un avvertimento che sorprende molti: anche un’operazione isolata può essere reddito d’impresa se è stata compiuta come iniziativa commerciale, per esempio comprando un token con l’idea di rivenderlo presto con profitto.

Che cosa cambia in dollari

Gli esempi della CRA rendono il divario concreto. Una cripto-attività comprata nel 2018 a 3.500 CAD e venduta nel 2025 a 4.000 CAD produce una plusvalenza di 500 CAD, di cui 250 imponibili. Sul versante dell’impresa, un trader con 240.000 CAD di vendite, 198.000 CAD di costo del venduto e 2.000 CAD di spese dichiara 40.000 CAD di reddito d’impresa netto, tutto imponibile.

Stesso utile di 10.000 CADPlusvalenzaReddito d’impresa
Importo che si somma al reddito5.000 CAD10.000 CAD
Spese deducibiliSolo i costi legati alla venditaSpese d’impresa, secondo le regole ordinarie
Imposta con aliquota marginale combinata ipotizzata del 40%2.000 CAD4.000 CAD
PerditeDeducibili per metà, solo contro plusvalenze imponibiliPerdita d’impresa, deducibile dagli altri redditi

L’aliquota del 40% nella tabella è un’ipotesi scelta per rendere leggibile il calcolo, non un’aliquota che pagherai necessariamente: quella reale dipende dal reddito e dalla provincia. Qualunque sia l’aliquota, il trattamento d’impresa raddoppia la base imponibile di un utile. Con una perdita accade il contrario: una perdita d’impresa può ridurre lo stipendio e gli altri redditi, mentre una perdita in conto capitale ammessa compensa soltanto plusvalenze imponibili.

Come si calcolano le tasse sulle crypto in Canada: costo fiscale rettificato e costo medio

Una plusvalenza è il corrispettivo della cessione, meno il costo fiscale rettificato (adjusted cost base, ACB) delle unità vendute, meno gli oneri e le spese della vendita. Il Canada usa un costo medio per i beni identici: la guida T4037 sulle plusvalenze della CRA dice che, quando compri beni identici a prezzi diversi, ricalcoli il costo medio dopo ogni acquisto, e che una vendita non cambia l’ACB per unità. Due bitcoin comprati a prezzi diversi confluiscono in un’unica media, e non sono seguiti lotto per lotto con il primo entrato primo uscito per impostazione predefinita, come negli Stati Uniti.

Uno scambio crypto contro crypto è due cose insieme. Cedi la prima attività al suo valore di mercato e acquisisci la seconda allo stesso valore, che ne diventa il costo. L’esempio della CRA: uno scambio valutato 20.600 CAD per una cripto-attività costata 15.000 CAD dà una plusvalenza di 5.600 CAD, di cui 2.800 imponibili. Se il costo originario fosse stato 25.000 CAD, il risultato sarebbe una perdita di 4.400 CAD, di cui 2.200 ammessi in deduzione.

Nella dichiarazione le plusvalenze su cripto-attività vanno nella parte 3 dell’allegato 3 (Schedule 3), alla riga delle cripto-attività (la riga 7 nell’edizione 2025 della T4037), con i corrispettivi totali alla riga 15200 e il totale della plusvalenza o perdita alla riga 15301. Il reddito d’impresa da crypto segue invece la guida T4002 sul reddito d’impresa. Non ripetiamo qui i metodi con esempi: la nostra guida al calcolo delle plusvalenze crypto spiega il costo medio e gli altri metodi con calcoli completi.

Staking, mining, airdrop e DeFi: che cosa ha detto davvero la CRA

La pagina della CRA su mining e staking è più stretta di quanto molti pensino. Per lo staking copre un solo caso: le ricompense ottenute su un exchange centralizzato sono in genere reddito nel momento in cui vengono accreditate sul tuo conto presso la piattaforma. Il loro valore in dollari canadesi in quel momento è reddito, e diventa anche il costo di quelle unità quando le venderai.

Sul mining la CRA scrive che nella maggior parte dei casi svolgerà un’attività d’impresa, per la scala e le risorse necessarie. Il valore delle monete è reddito d’impresa quando vengono prodotte, e i miner ASIC e le postazioni con GPU possono avere diritto all’ammortamento fiscale (capital cost allowance) nella classe 50. Un non residente che mina con attrezzature situate in Canada può svolgere un’attività in Canada.

Ciò che la CRA non ha pubblicato conta altrettanto. A ottobre 2026 non esiste una pagina dedicata allo staking dal proprio portafoglio (autocustodia), agli airdrop, agli hard fork, al prestito DeFi o ai pool di liquidità, né ai token wrapped. I professionisti hanno le loro opinioni su ciascuno, e i software fiscali applicano trattamenti predefiniti, ma non sono la posizione dell’agenzia. Se questi redditi contano nel tuo caso, annota il metodo che hai usato e perché, perché è ciò che un verificatore ti chiederà.

Un’altra pagina della CRA riguarda la GST/HST (l’imposta sulle vendite) per le imprese che accettano o trattano crypto. Riguarda le imposte sulle vendite, non quelle sul reddito, e non incide sulla dichiarazione di un investitore privato.

La regola della perdita apparente: una perdita che forse non puoi ancora dedurre

Vendere in perdita e ricomprare subito per registrare la perdita è una mossa classica di fine anno. Il Canada la blocca per i beni in conto capitale con la regola della perdita apparente (superficial loss rule), descritta nel capitolo 5 della guida T4037. Una perdita è apparente quando tu, o una persona a te collegata, compri lo stesso bene o un bene identico nel periodo che inizia 30 giorni di calendario prima della vendita e finisce 30 giorni dopo, e tu o quella persona lo possedete ancora, o avete il diritto di comprarlo, 30 giorni dopo la vendita.

Tra le persone collegate rientrano il coniuge o il convivente, una società controllata da te o dal coniuge e alcune società di persone e trust in cui hai una partecipazione di maggioranza. Una perdita apparente non è deducibile. Di norma si aggiunge al costo fiscale rettificato del bene sostitutivo, quindi la perdita è rinviata fino a quando cederai quel bene, non persa per sempre.

Per le crypto c’è un vuoto. La CRA non ha pubblicato alcuna indicazione specifica sulla regola della perdita apparente per le crypto, e non ha detto quali cripto-attività siano identiche. Poiché per la maggior parte degli investitori le crypto sono un bene in conto capitale, i professionisti applicano la regola alla stessa moneta ricomprata su qualsiasi piattaforma. I casi più difficili, come bitcoin contro un token wrapped bitcoin, non hanno una risposta pubblicata.

Quebec: una seconda dichiarazione e un modulo sulle cripto-attività anche se non hai venduto nulla

Il Quebec è l’unica provincia che gestisce una propria dichiarazione dei redditi per le persone fisiche. I residenti presentano una T1 federale alla CRA e una TP-1 provinciale a Revenu Québec. Il test tra plusvalenza e impresa funziona allo stesso modo in entrambe, e anche il Quebec ha mantenuto l’aliquota di inclusione del 50%: ha seguito il rinvio di Ottawa a febbraio 2025, poi il suo ministero delle Finanze ha annunciato nell’aggiornamento economico del 25 novembre 2025 di cancellare l’aumento, in linea con la decisione federale. La differenza sta negli obblighi dichiarativi.

Dall’anno d’imposta 2024 Revenu Québec richiede un modulo apposito: la dichiarazione sulle cripto-attività TP-21.4.39-V in inglese (TP-21.4.39 in francese). Revenu Québec l’ha annunciata come nuovo modulo per l’anno d’imposta 2024 in un comunicato del 22 gennaio 2025 (in francese). La riga 24 della TP-1 chiede se hai avuto cripto-attività durante l’anno. Un sì significa il modulo, che si presenta con la dichiarazione entro la stessa scadenza.

L’ambito è più ampio di quello delle regole federali. Il modulo dice di riguardare persone fisiche, persone fisiche con attività d’impresa, società e trust che, in un anno d’imposta, possiedono, acquisiscono, cedono o utilizzano cripto-attività. La pagina di aiuto sulla riga 24 della dichiarazione 2025 riguarda chiunque abbia posseduto, ricevuto o ceduto cripto-attività nel 2025, o le abbia usate in un’operazione. Possedere è in entrambi gli elenchi. Un residente del Quebec che ha tenuto bitcoin per tutto il 2025 senza vendere nulla deve quindi presentare comunque il modulo per il 2025, anche se su quella detenzione non è dovuta alcuna imposta federale.

Il modulo si apre chiedendo se possedevi cripto-attività all’inizio e alla fine dell’anno. Ogni tipo di cripto-attività conta come un bene a sé, con una propria valutazione, e le parti da compilare dipendono da ciò che hai fatto: plusvalenza, reddito d’impresa, reddito da locazione o interessi hanno ciascuno la propria sezione.

Le sanzioni sono stampate nel modulo stesso. Nella prima versione, datata dicembre 2024, la mancata presentazione costa 25 CAD per ogni giorno dopo la scadenza, fino a 2.500 CAD, e ogni informazione mancante o errata costa 100 CAD. Quella versione chiedeva anche, a chi ha più di un’operazione, di allegare un elenco dettagliato per ciascun tipo di cripto-attività, e ripartiva le plusvalenze 2024 tra quelle realizzate prima e dopo il 25 giugno 2024, residuo della modifica di aliquota mai avvenuta. Revenu Québec segnala che il modulo è stato modificato il 16 aprile 2025: leggi le istruzioni della versione per il tuo anno d’imposta prima di fare affidamento su questi dettagli.

Crypto detenute all’estero: il modulo T1135 oltre 100.000 CAD

Il modulo T1135, il Foreign Income Verification Statement, è una dichiarazione informativa, non un’imposta. Un residente canadese deve presentarlo se, in qualsiasi momento dell’anno, il costo totale dei suoi beni esteri specificati ha superato 100.000 CAD. Le domande e risposte della CRA sul T1135 sottolineano che per costo si intende, in generale, il costo fiscale rettificato e non il valore di mercato. Un portafoglio costato 40.000 CAD e oggi del valore di 150.000 CAD non supera da solo la soglia.

La soglia riguarda tutti i beni esteri insieme: azioni detenute presso un intermediario estero, denaro su un conto bancario estero e, secondo la lettura più diffusa, crypto detenute fuori dal Canada. Tra 100.000 e 250.000 CAD di costo totale basta una sezione semplificata (parte A). Da 250.000 CAD bisogna dettagliare ogni bene (parte B). Il modulo va presentato con la dichiarazione, il 30 aprile per la maggior parte delle persone fisiche e il 15 giugno per i lavoratori autonomi.

Le sanzioni sono pesanti per un modulo che non comporta alcuna imposta. La tabella delle sanzioni della CRA prevede 25 CAD al giorno per il ritardo, fino a 100 giorni, con un minimo di 100 CAD e un massimo di 2.500 CAD. L’omissione consapevole o per grave negligenza costa 500 CAD al mese per un massimo di 24 mesi (al più 12.000 CAD), e 1.000 CAD al mese, fino a 24.000 CAD, quando l’omissione segue una richiesta formale. Un T1135 tardivo o mancante può inoltre concedere alla CRA tre anni in più per rettificare il reddito estero interessato.

Crypto e T1135: il punto aperto

Le pagine della CRA sul T1135 non nominano mai crypto, portafogli o autocustodia. Le indicazioni della CRA sul T1135 elencano «funds or intangible property», cioè fondi o beni immateriali, situati, depositati o detenuti fuori dal Canada, e la maggior parte dei professionisti vi legge anche le crypto. Con questa lettura, le monete su un exchange estero contano per i 100.000 CAD, mentre quelle su una piattaforma canadese in genere no.

Le crypto in autocustodia sono il punto su cui nessuno sa dare una risposta ferma. Una chiave privata non ha un paese, e la CRA non ha detto come localizzare una cripto-attività custodita nel tuo portafoglio. Alcuni consulenti la contano come bene estero per prudenza, altri no. Se i tuoi beni esteri, crypto comprese, si avvicinano ai 100.000 CAD di costo, presentare il modulo costa poco e un parere professionale vale la pena, perché la sanzione si applica anche quando non era dovuta alcuna imposta.

CARF: le piattaforme canadesi comunicheranno le tue crypto alla CRA

Il fisco ha già modi per vedere l’attività crypto. Le piattaforme canadesi raccolgono i dati d’identità dei clienti, e l’agenzia può chiedere a un tribunale un’ingiunzione che riguardi un gruppo di utenti non nominati. Con un ricorso alla Corte federale presentato a settembre 2025, la CRA ha ottenuto un’ordinanza per i dati di circa 2.500 utenti di Dapper Labs, la società dietro NBA Top Shot, dopo aver chiesto in un primo momento i suoi 18.000 utenti principali, come ha riferito The Block il 7 dicembre 2025, citando The Canadian Press. Era solo la seconda ordinanza di questo tipo contro un’azienda crypto canadese, dopo quella contro l’exchange di Toronto Coinsquare.

Lo stesso articolo dava un’idea delle dimensioni: un gruppo di 35 persone della CRA dedicato alle verifiche sulle crypto aveva lavorato a più di 230 pratiche e recuperato oltre 100 milioni di CAD in tre anni, ma dal 2020 non era stata formulata alcuna accusa penale.

Il Crypto-Asset Reporting Framework (CARF) dell’OCSE renderà tutto questo ordinario. I fornitori di servizi crypto residenti in Canada o che vi operano comunicheranno alla CRA identità, residenza fiscale e operazioni dei loro utenti, e la CRA scambierà i dati con i paesi partner. Nel podcast Taxology di giugno 2026 dedicato alle crypto, la CRA ha detto che 67 paesi hanno attuato o attueranno il CARF.

La data di inizio dipende dalla fonte, quindi le riportiamo entrambe. Le misure fiscali del bilancio 2025 indicano le proposte CARF rese note il 15 agosto 2025 come «subject to a deferred application date of January 1, 2027», cioè con data di applicazione rinviata al 1° gennaio 2027. Il podcast della CRA del 24 giugno 2026 dice che gli obblighi di comunicazione dei fornitori di servizi iniziano il 1° gennaio 2028. Un avvocato tributarista che scrive su Mondaq il 22 ottobre 2026 concilia le due: secondo il disegno di legge C-31, la legge di attuazione del bilancio 2025 n. 2 presentata il 6 maggio 2026, il 2027 è il primo anno su cui le piattaforme comunicano e il 2028 il primo anno in cui trasmettono i dati. Lo stesso articolo dice che il testo non aveva ancora ricevuto la sanzione reale al 12 ottobre 2026, quindi le date possono ancora spostarsi. Nell’Unione europea il sistema gemello, la DAC8, ha il suo primo scambio di dati nel 2027.

Per te il CARF non aggiunge alcun modulo. Significa che la CRA avrà in mano i numeri con cui la tua dichiarazione dovrà coincidere. Alle persone con omissioni passate la CRA indica il programma di regolarizzazione volontaria (Voluntary Disclosures Program), che permette di correggere le dichiarazioni precedenti prima che l’agenzia si faccia viva, con esiti decisi caso per caso.

Un globo, un occhio vigile, la porta di un caveau e una clessidra su sfondo semplice
I beni esteri oltre 100.000 CAD di costo vanno nel modulo T1135, e le comunicazioni CARF delle piattaforme sono attese per il 2027, con i primi invii nel 2028.

Se risiedi in Italia: conti canadesi, quadro RW e convenzione tra Italia e Canada

Tutto ciò che precede descrive le regole per chi è residente fiscale in Canada. Se vivi in Italia e hai un conto presso un exchange canadese, il quadro cambia. In linea generale il Canada tassa chi vi risiede: una piattaforma con sede a Toronto non rende canadese il tuo guadagno. L’eccezione che la CRA cita nelle sue pagine è quella di chi svolge un’attività in Canada, come il non residente che mina con attrezzature situate nel paese. Il T1135, poi, è un obbligo dei residenti canadesi: se vivi in Italia non lo presenti.

Per il fisco italiano, invece, un exchange con sede in Canada non è un motivo per non dichiarare: l’Italia tassa i residenti sui redditi ovunque prodotti. Aliquote, soglie e modalità di calcolo in vigore sono nella nostra guida alle tasse sulle criptovalute in Italia, e qui non le ripetiamo: sono cambiate più volte negli ultimi anni e conviene leggerle lì, nella versione aggiornata.

Il quadro RW: tutte le crypto, ovunque siano custodite

Chi è residente in Italia indica nel quadro RW della dichiarazione dei redditi tutte le cripto-attività che possiede, un obbligo di monitoraggio fiscale distinto dal pagamento dell’imposta sulle plusvalenze. Non conta dove sono custodite: un conto su un exchange canadese, un portafoglio custodial gestito da una società di Toronto e le monete su un portafoglio non custodial di cui tieni le chiavi vanno tutti dichiarati. Sulle crypto non si paga l’IVAFE ma l’imposta sul valore delle cripto-attività, il 2 per mille. Il modulo T1135 canadese e il quadro RW italiano sono due obblighi indipendenti, di due fisci diversi, e l’uno non sostituisce l’altro.

Convenzione contro le doppie imposizioni tra Italia e Canada

Italia e Canada hanno una convenzione contro le doppie imposizioni, che serve a evitare che lo stesso reddito sia tassato due volte. Come in quasi tutte le convenzioni, a decidere è la residenza: dove sei residente ai sensi della convenzione si stabilisce con i criteri che essa prevede, non con il paese dell’exchange che usi. La convenzione non nomina le crypto e nessuna delle due amministrazioni ha pubblicato indicazioni su come applicarla a questi beni: se hai un caso concreto con redditi in entrambi i paesi, il punto va esaminato sul testo della convenzione con un commercialista.

Italiani in Canada e iscrizione all’AIRE

Se ti trasferisci in Canada, l’iscrizione all’AIRE (l’anagrafe degli italiani residenti all’estero) da sola non decide nulla: la residenza fiscale si valuta sui fatti, per ciascun paese. Se sei residente in Canada, sei tassato lì sui tuoi redditi, comprese le plusvalenze crypto, con le regole di questa lezione: costo medio, inclusione al 50%, test tra plusvalenza e impresa, e il T1135 sopra 100.000 CAD di costo estero. Secondo la lettura della maggior parte dei professionisti, le crypto detenute su un exchange italiano o europeo contano, per quel modulo, come beni esteri. Chi mantiene legami importanti con l’Italia deve però verificare di non restare residente anche per il fisco italiano, perché in quel caso entrambi i paesi possono pretendere imposte e la convenzione serve a stabilire quale prevale.

Il trasloco ha poi effetti sui costi. Lasciare il Canada fa scattare quella che si chiama spesso imposta di uscita (departure tax). Secondo la pagina della CRA sulle cessioni di beni quando si lascia il paese, si è considerati come se si fosse venduta la maggior parte dei propri beni al valore di mercato il giorno in cui si cessa di essere residenti, e come se li si fosse riacquistati allo stesso importo. Una plusvalenza non realizzata su crypto detenute come bene in conto capitale è quindi tassata in quel momento. Se il valore di mercato di tutti i tuoi beni supera 25.000 CAD alla partenza, si presenta anche il modulo T1161 con l’elenco, con sanzioni in caso di ritardo.

Le crypto non sono nominate in quella pagina, ma nulla nella regola le esclude. Chi arriva in Canada è in genere trattato come se avesse ceduto e riacquistato la maggior parte dei beni alla data in cui diventa residente, il che conta per il costo usato nelle vendite successive. Per chi arriva, quell’azzeramento fa in genere del valore di mercato del giorno dell’arrivo il costo di ciascun bene, punto che ribadiscono anche le domande e risposte della CRA sul T1135 per i nuovi residenti.

Un confronto con le altre lezioni di questo percorso aiuta a orientarsi. La Svizzera esenta la maggior parte delle plusvalenze private ma tassa il patrimonio, e il Belgio ha introdotto un’imposta sulle plusvalenze, come spiega la nostra lezione sulle tasse crypto in Belgio. Il Canada sta nel mezzo, con una plusvalenza tassata a metà e nessuna imposta sul patrimonio. Per l’altro grande vicino, chi ha la cittadinanza statunitense e vive in Canada è tassato da entrambi i paesi, come spiega la lezione sulle tasse crypto negli Stati Uniti; per il Regno Unito c’è la lezione sulle tasse crypto nel Regno Unito.

I passi pratici sono semplici: esporta ora la cronologia dei tuoi exchange per il 2026, decidi con i tuoi numeri se la tua attività somiglia a un investimento o a un trading, e segna la scadenza del 30 aprile 2027 per la dichiarazione 2026 (15 giugno 2027 se tu o il tuo coniuge siete lavoratori autonomi, con l’eventuale saldo comunque dovuto il 30 aprile).

Fonti

  1. CRA: Information for crypto-asset users and tax professionals (in inglese) canada.ca
  2. CRA: Reporting income from crypto-asset transactions (in inglese) canada.ca
  3. CRA: Income from crypto-asset mining and staking activities (in inglese) canada.ca
  4. CRA: guida T4037, plusvalenze (Capital Gains) (in inglese) canada.ca
  5. Primo ministro del Canada: cancellazione dell'aumento dell'imposta sulle plusvalenze, 21 marzo 2025 (in inglese) pm.gc.ca
  6. CRA: domande e risposte sul modulo T1135 (in inglese) canada.ca
  7. CRA: tabella delle sanzioni per le dichiarazioni sull'estero (in inglese) canada.ca
  8. Revenu Québec: dichiarazione sulle cripto-attività TP-21.4.39-V (in inglese) revenuquebec.ca
  9. CRA, podcast Taxology, episodio 13 sulle crypto, 24 giugno 2026 (in inglese) canada.ca
  10. Bilancio 2025 del Canada: misure fiscali, data di applicazione del CARF (in inglese) budget.canada.ca
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