blockchain that runs exactly as written when it is called, holding and moving funds according to its code, without an intermediary able to change the outcome.">smart contract holding reserves of two or more tokens, supplied by users, that a decentralized exchange uses to execute trades automatically at a price set by a formula.">pool diverge, compared with simply holding the same tokens in a wallet. It becomes permanent when the provider withdraws.">Il London Metal Exchange (LME), il mercato di riferimento mondiale per i metalli industriali, sta esplorando la tokenizzazione del metallo custodito nei suoi magazzini di Hong Kong, in modo che le scorte possano essere date in garanzia per ottenere prestiti. Il progetto è emerso per la prima volta in un’esclusiva di Reuters del 28 ottobre 2026, che cita tre persone a conoscenza del dossier. La borsa ha detto ufficialmente una sola cosa: di trovarsi «alle prime fasi dell’esplorazione della tokenizzazione delle giacenze di metallo off-warrant» per sostenere il finanziamento delle imprese.
Questa è l’intera posizione ufficiale. Il LME non ha indicato alcuna blockchain, alcun partner, alcun metallo e alcuna data di lancio, e per quanto abbiamo potuto verificare non ha diffuso un comunicato stampa. Nulla è stato tokenizzato. Da mercoledì alcuni titoli del mondo crypto sostengono che la borsa «tokenizza» già le proprie riserve: le fonti non lo confermano.
La novità è chi si muove. Il LME, controllato dal 2012 da Hong Kong Exchanges and Clearing (HKEX), fissa i prezzi di riferimento di rame, alluminio, nichel e zinco usati da miniere, fonderie e industrie in tutto il mondo. Un progetto di tokenizzazione porterebbe gli asset reali on-chain in uno degli angoli più antichi del commercio di materie prime, e il primo passo concreto è modesto: un tavolo con il settore, solo su invito, all’inizio di novembre.
Che cosa ha detto il LME e che cosa hanno aggiunto le tre fonti
Secondo Reuters, ripreso dal servizio notizie di Euronext e da The Standard di Hong Kong, il LME vorrebbe trasformare il metallo depositato nei suoi magazzini di Hong Kong in asset digitali utilizzabili per ottenere finanziamenti, per esempio come garanzia di un prestito. Le tre fonti sostengono che l’iniziativa potrebbe attirare investitori, trader e finanziatori nella città e dare alla borsa una nuova fonte di ricavi. Sono parole delle fonti, non della borsa.
La dichiarazione del LME a Reuters è più breve e più prudente. Oltre alla frase sulle «fasi iniziali», la borsa ha detto che si confronterà con i soggetti interessati mentre definisce i suoi piani. Nessun piano scritto è stato reso pubblico: la borsa afferma che lo elaborerà insieme al mercato.
Nel perimetro c’è solo il metallo off-warrant
L’idea riguarda un insieme preciso di metallo. Al LME il warrant è il documento di titolo per un lotto di metallo custodito in un magazzino autorizzato. Il metallo con warrant può già essere negoziato, consegnato a fronte di un future o usato a garanzia di un prestito, perché il warrant prova a chi appartiene. Secondo le fonti, questo metallo è escluso dall’idea di tokenizzazione.
Il metallo off-warrant è un’altra cosa. Si trova negli stessi magazzini ma senza warrant, spesso perché il proprietario non vuole renderlo disponibile per la consegna in borsa. Dal 2020 il LME obbliga i magazzini a comunicare queste giacenze, per dare al mercato un quadro più completo dell’offerta di metalli come rame e alluminio. Ma, come ha scritto Reuters, non esiste un modo standardizzato per finanziare quel metallo. Un token, in questa lettura, svolgerebbe il ruolo che il warrant svolge per le scorte con warrant: un registro di chi possiede quale metallo, che un finanziatore potrebbe accettare come garanzia.

Quali metalli sarebbero coinvolti non è detto. Rame e alluminio compaiono nel testo di Reuters solo quando descrive le regole di comunicazione delle giacenze off-warrant, non come candidati ai token. Separatamente, le fonti riferiscono che il LME sta valutando di allentare le regole a Hong Kong per consentire lo stoccaggio dell’alluminio all’aperto, cosa che aveva provato brevemente negli anni Novanta e poi abbandonato per i danni causati dal maltempo e per problemi di sicurezza. Questo punto non è presentato come parte dell’idea dei token.
Tokenizzazione LME: che cosa ancora non si sa
Per chi è abituato agli annunci del mondo crypto, l’elenco dei dettagli mancanti è lungo. Nessuno dei resoconti che abbiamo letto risponde a questi punti:
- Quale blockchain o piattaforma registrerebbe i token, e se sarebbe pubblica o con accesso autorizzato.
- Chi emetterebbe i token e chi custodirebbe il metallo per conto dei detentori.
- Quali metalli sarebbero ammessi e in quali quantità.
- Chi potrebbe detenere o usare i token: solo banche e società di trading, oppure una platea più ampia.
- Che cosa sarebbe giuridicamente un token: un credito su un lotto specifico, una ricevuta di magazzino o altro.
- Quale autorità lo vigilerebbe. Nessuna fonte cita la Financial Conduct Authority britannica, la Bank of England, la Securities and Futures Commission o la Hong Kong Monetary Authority.
- Se la spinta viene dal solo LME, da HKEX o dal governo di Hong Kong, e quando qualcosa potrebbe partire.
Anche la dimensione del bacino è incerta. Il metallo off-warrant «viene comunicato solo agli abbonati», scrive la newsletter GoldFix, quindi per Hong Kong non c’è una cifra pubblica. Per il metallo con warrant, GoldFix, che cita i dati del LME sui magazzini, ha contato a fine settembre 6.664 tonnellate a Hong Kong, tutte in capo a un’unica società di magazzinaggio e pari a circa lo 0,5% delle scorte totali del LME. Nessuna fonte indica una dimensione obiettivo per un eventuale schema di token.
Perché Hong Kong, e perché adesso
Le fonti collegano l’idea alle ambizioni di Hong Kong come centro delle materie prime, e le date combaciano. Il LME ha approvato Hong Kong come sede di consegna a gennaio 2025, nonostante i timori per gli affitti elevati dei magazzini in città. A marzo 2026 il 15° piano quinquennale di Pechino ha sostenuto per la prima volta in modo esplicito Hong Kong come polo di scambio delle materie prime, secondo Reuters. A settembre il piano quinquennale della stessa Hong Kong ha affermato che la città sfrutterà il proprio status di punto di consegna approvato dal LME per far crescere commercio, gestione del rischio e finanziamento delle materie prime.
La parola che lega il piano all’idea dei token è finanziamento. L’amministratore delegato del LME, Matt Chamberlain, ha citato la tokenizzazione in un intervento al LME Week Asia di maggio 2026, secondo Reuters; l’intervento in sé non siamo riusciti a trovarlo. La capogruppo conduce intanto esperimenti propri: HKEX sta provando a trasformare i crediti di carbonio in token, in modo che le operazioni si regolino in pochi secondi anziché in giorni, riferisce lo stesso articolo.
| Data | Evento |
|---|---|
| 2012 | HKEX diventa proprietaria del LME |
| 2020 | Il LME impone ai magazzini di comunicare le giacenze off-warrant |
| 8 marzo 2022 | Il LME sospende gli scambi sul nichel e annulla le operazioni dopo un’impennata dei prezzi |
| Gennaio 2025 | Il LME approva Hong Kong come sede di magazzino e consegna |
| Marzo 2026 | Il 15° piano quinquennale cinese sostiene Hong Kong come polo delle materie prime |
| Maggio 2026 | Il CEO Matt Chamberlain cita la tokenizzazione al LME Week Asia |
| Settembre 2026 | Il piano di Hong Kong indica il punto di consegna LME per la finanza sulle materie prime |
| 28 ottobre 2026 | Reuters riporta i piani sui token; il LME conferma le «fasi iniziali» |
| Inizio novembre 2026 | Tavolo di settore su invito, secondo le fonti |
Il tavolo cade nella stessa settimana di Hong Kong FinTech Week, dal 2 al 6 novembre. Nessuna fonte collega i due appuntamenti, e il LME non ha detto dove né con esattezza quando si terrà il suo incontro.

La crisi del nichel fa parte della storia
Qualsiasi progetto del LME sul metallo in magazzino verrà letto alla luce del marzo 2022. L’8 marzo di quell’anno la borsa sospese gli scambi sul nichel e annullò le operazioni dopo che il prezzo a tre mesi era balzato al record di 101.365 dollari la tonnellata, dai 48.078 della chiusura del giorno prima, come riportò Mining Weekly alla ripresa degli scambi il 16 marzo. Il fondo Elliott e la società di trading Jane Street contestarono l’annullamento in tribunale; nel 2023 l’Alta Corte stabilì che il LME aveva agito legittimamente.
L’episodio ha incrinato la fiducia nelle regole della borsa e nei dati su dove si trovi davvero il metallo. Da allora il LME ha ampliato la comunicazione sulle scorte, comprese le nuove regole di trasparenza annunciate nel 2023. Un token sul metallo off-warrant sarebbe utile ai finanziatori solo se questi credessero che il metallo esiste, che si trova dove dice il registro e che non è stato dato in garanzia due volte. A rispondere devono essere prima i gestori dei magazzini e i revisori; la scelta del registro viene dopo.
Che cosa cambia rispetto all’oro tokenizzato
Chi investe in crypto conosce i token sulle materie prime soprattutto attraverso l’oro. Tether Gold (XAUT) e Paxos Gold (PAXG) sono token emessi da una società che custodisce lingotti in un caveau e promette un token per ogni oncia. A febbraio 2026 il mercato dell’oro tokenizzato superava i 6 miliardi di dollari, con XAUT intorno a 3,5 miliardi e PAXG intorno a 2,3, secondo i dati raccolti da Tangem. Non abbiamo una cifra aggiornata.
L’idea del LME, per come è descritta, funziona in modo diverso. Non è un prodotto retail garantito da metallo in caveau e venduto a chiunque abbia un wallet. È uno strumento di finanziamento per metallo che si trova già in magazzini approvati dalla borsa ma senza warrant, pensato per le aziende che scambiano e finanziano metallo fisico. Se qualcuno al di fuori di quella cerchia potrà mai detenere un token del genere è una delle questioni aperte elencate sopra.
È più vicina ai progetti pilota di banche e fondi delle ultime settimane, in cui un istituto regolamentato porta su un registro digitale un asset esistente, per clienti professionali. Mirae Asset, per esempio, ha emesso titoli in dollari su Solana acquistabili solo da investitori professionali. Sul fronte opposto del mercato, le azioni tokenizzate su BNB Chain hanno scambiato 25,6 miliardi di dollari nel terzo trimestre, in gran parte su un unico token legato al Nasdaq-100.
Che cosa significa tokenizzazione, in parole semplici
Tokenizzare vuol dire registrare la proprietà di un bene come token digitale su un registro condiviso, così che possa essere trasferito o dato in garanzia senza documenti cartacei. Le banche usano la stessa idea per i depositi tokenizzati, in cui il token rappresenta denaro custodito presso la banca. Per il metallo, il token rappresenterebbe una quantità di rame o alluminio in un magazzino indicato. Il valore di un simile token dipende interamente dal magazzino, da chi tiene il registro e dai diritti legali che ci stanno dietro, e il LME non ha ancora descritto nulla di tutto questo. La nostra guida sulla differenza tra coin e token spiega le basi.
Prossimo passo: il tavolo di settore a inizio novembre
La prossima data da seguire è il tavolo su invito, che le fonti collocano all’inizio di novembre. L’elenco degli invitati e l’esito potrebbero mostrare quali finanziatori e gestori di magazzini sono interessati, e se il LME passerà da «esplorare» a una consultazione o a una proposta pubblicata. Per ora l’unico fatto ufficiale è la frase singola della borsa; il resto viene da tre persone che Reuters non ha nominato.
