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Cina, la decisione del Partito nomina la valuta virtuale come canale di corruzione: una frase, nessun nuovo divieto cripto

Cina cripto corruzione: la decisione del Partito cita valuta virtuale e blockchain in una riga per i funzionari. Nessun nuovo divieto per chi usa cripto.

8 min di lettura

Bandiera astratta e documento accanto a blocchi isometrici e una bilancia
Indice
  1. Cosa dice la riga su Cina, cripto e corruzione, e cosa lascia fuori
  2. Alcuni titoli sono andati oltre il testo
  3. Il divieto cinese sulle cripto c’era già
  4. Due casi accanto alla frase: una conclusione del Partito e una cifra non confermata
    1. Yao Qian: una conclusione del Partito su corruzione in cripto, nessun verdetto riportato
    2. Hu Henghua: sotto indagine, con una cifra riportata
  5. Cosa cambia la decisione per chi usa le cripto
  6. Quattro cose ancora ignote

blockchain that runs exactly as written when it is called, holding and moving funds according to its code, without an intermediary able to change the outcome.">smart contract holding reserves of two or more tokens, supplied by users, that a decentralized exchange uses to execute trades automatically at a price set by a formula.">pool diverge, compared with simply holding the same tokens in a wallet. It becomes permanent when the provider withdraws.">Il Partito comunista cinese ha messo la corruzione legata alle cripto tra i suoi bersagli: una nuova decisione, rivolta ai funzionari corrotti, nomina valuta virtuale e blockchain in una sola frase. Il testo, una risoluzione del Comitato centrale sull’autogoverno del Partito adottata il 29 ottobre alla quinta sessione plenaria e pubblicata integralmente da Xinhua il 1° novembre, non contiene alcun nuovo divieto sulle cripto.

Eccola per intero, dalla versione inglese ufficiale: «Combatteremo con determinazione anche la corruzione commessa tramite internet, valuta virtuale, capitali transfrontalieri e blockchain.»

Coindaro ha letto il testo inglese, circa 14.000 parole, e ha controllato quello cinese. Quella frase è l’unica a citare l’uno o l’altro termine. Bitcoin, stablecoin, mining e token non compaiono. Non compare nemmeno la parola «crypto».

Cosa dice la riga su Cina, cripto e corruzione, e cosa lascia fuori

La frase si trova nel capitolo VII, dedicato alla lotta alla corruzione, subito dopo un elenco di quelle che il Partito chiama forme nuove e mascherate di malaffare: funzionari che incassano la ricompensa più avanti, beni intestati a un terzo, l’agente «guanto bianco» che fa passare una tangente per affare lecito e la «porta girevole» verso il mondo degli affari dopo il pensionamento.

Letta in quel punto, la valuta virtuale è un canale tra quattro, e il bersaglio è l’atto corruttivo. Il testo cinese lo rende evidente: il Partito colpirà «腐败行为», la condotta corruttiva, realizzata usando quelle quattro cose. Impiega anche 虚拟货币, lo stesso termine per «valuta virtuale» che le autorità di regolazione cinesi impiegano nel loro divieto, e chiude l’elenco con 等, «e simili», una piccola parola che la versione inglese lascia cadere. L’elenco, quindi, resta aperto.

La risoluzione non promuove la blockchain e non la limita. La parola compare una volta sola, in quell’elenco.

Il documento si rivolge al Partito e ai suoi organi disciplinari. Per come lo legge Coindaro, non crea alcuna norma giuridica per privati o aziende e non fissa obblighi per chi fa trading, mining o emette token. Non cita alcun caso di corruzione e non accusa nessun funzionario per nome. Se seguirà una campagna specifica o una norma attuativa, non è dato sapere.

Qualche paragrafo più avanti si legge «puniremo sia chi riceve sia chi dà tangenti». Nello stesso capitolo promette «un sistema digitale per l’ispezione e la supervisione della disciplina» e una piattaforma di big data per vigilare sull’uso del potere pubblico, senza collegare nessuno dei due alle cripto.

Lente d'ingrandimento astratta su un documento, con anelli di catena e una torre per uffici
La risoluzione elenca valuta virtuale e blockchain come canali di atti corruttivi, in una sola frase.

Alcuni titoli sono andati oltre il testo

La copertura si è divisa su questo punto. CoinDesk, il 2 novembre, ha parlato di una stretta sulla corruzione che usa cripto e blockchain, e ha scritto che la decisione non nomina bitcoin e tace su trading, mining e stablecoin. Ciò corrisponde al documento.

Altre testate hanno scelto una cornice più forte. Il sito italiano Criptovaluta.it ha messo «piano anti-crypto» nel titolo, mentre il suo stesso articolo dice «Non è chiaro per il momento quali saranno le decisioni immediate». La testata taiwanese Blocktempo ha titolato su un colpo duro alla «corruzione in cripto» («加密貨幣收賄»), mentre il corpo del testo precisa che il documento non aggiunge divieti sul trading né nuovi obblighi per miner, exchange o emittenti di stablecoin.

Una stretta sulle cripto riguarderebbe chi le detiene o le usa. Una stretta sulla corruzione compiuta anche attraverso le cripto, tra gli altri canali, riguarda i funzionari e chi li paga.

Il divieto cinese sulle cripto c’era già

La cronologia del divieto tracciata da CoinDesk parte dal 2013. L’ultima ribadita è del 6 febbraio 2026, in un avviso di otto dipartimenti governativi riportato da Xinhua. Il nostro articolo sulla rete blockchain nazionale prevista per il 2030 descriveva dieci giorni fa la stessa divisione: Pechino costruisce infrastruttura blockchain e mantiene illegale l’attività in valuta virtuale.

DataPassoChi
Dicembre 2013Alle banche viene vietato di gestire transazioni in bitcoinBanca popolare cinese e altre autorità
Settembre 2017Vietate le offerte iniziali di monete (ICO), insieme agli exchange che servono persone in CinaBanca popolare cinese
Settembre 2021Tutte le transazioni in cripto dichiarate illegali, con interventi contro il miningBanca popolare cinese e altre agenzie
6 febbraio 2026Attività in valuta virtuale ribadita come illegale; vietate le stablecoin offshore agganciate allo yuan non autorizzate; limiti alla tokenizzazione di asset realiBanca popolare cinese e altre sette agenzie
23 ottobre 2026Rete blockchain nazionale fissata per il 2030; cripto non toccateCommissione centrale per gli affari del cyberspazio
29 ottobre 2026Corruzione «tramite» valuta virtuale e blockchain nominata in una risoluzione del PartitoComitato centrale

Le date dal 2013 al 2021 sono quelle indicate da CoinDesk.

Due casi accanto alla frase: una conclusione del Partito e una cifra non confermata

La risoluzione non cita alcun caso, quindi ogni collegamento con una persona precisa viene dalla stampa. Criptovaluta.it ha accostato alla decisione casi di questo genere. I due che riguardano funzionari della Cina continentale non hanno lo stesso peso, e nessuno dei due è arrivato a un verdetto che Coindaro abbia potuto trovare.

Yao Qian: una conclusione del Partito su corruzione in cripto, nessun verdetto riportato

Yao Qian ha guidato in passato l’Istituto di ricerca sulla moneta digitale della banca centrale, sede del lavoro sullo yuan digitale, e poi un dipartimento tecnologico dell’autorità sui titoli. Il 20 novembre 2024 la Commissione centrale per l’ispezione della disciplina, il principale organo anticorruzione del Partito, ne ha annunciato l’espulsione e la rimozione dall’incarico e lo ha accusato di aver usato criptovalute in scambi di potere contro denaro, ha riferito The Block. Non ha indicato alcun importo e ha trasmesso il caso ai pubblici ministeri. Un articolo della commissione del febbraio 2025 ha definito tali scambi un tratto tipico del suo caso e qualcosa che le inchieste precedenti non avevano incontrato, ha notato Jiemian.

La commissione è tornata sul caso in una propria serie televisiva. L’ultimo episodio, andato in onda il 14 gennaio 2026, si intitola «La tecnologia al servizio dell’anticorruzione». Caixin ha riferito che Yao teneva cripto in cold wallet in un cassetto dell’ufficio, e The Cryptonomist, riassumendo il programma, ha descritto tre portafogli hardware e 2.000 ether (ETH) inviati da un imprenditore nel 2018. Tutto questo è la ricostruzione degli inquirenti, e i totali variano da una testata all’altra, quindi qui non ne indichiamo alcuno.

Sono dichiarazioni del Partito e dei media di Stato, non una sentenza. Coindaro non ha trovato alcuna notizia affidabile di un processo o di un verdetto, e finché un tribunale non si pronuncia Yao è presunto innocente.

Hu Henghua: sotto indagine, con una cifra riportata

Hu Henghua, allora sindaco di Chongqing, è stato posto sotto indagine per «sospette gravi violazioni della disciplina e della legge», ha riferito Caixin il 20 marzo 2026, citando la stessa commissione. Quel resoconto non menziona le cripto.

L’aspetto cripto è emerso dopo e da un altro tipo di fonte. Il 7 maggio la testata di Hong Kong HK01, citando un articolo di Caixin basato su fonti anonime, ha scritto che un imprenditore avrebbe passato a Hu 30,8 milioni di USDT, la stablecoin in dollari di Tether, per oltre 200 milioni di yuan. HK01 ha precisato che quelle notizie non erano state confermate dalle autorità. Coindaro non ha potuto leggere l’articolo originale di Caixin e non ha trovato alcuna dichiarazione ufficiale, accusa o atto giudiziario con quella cifra. Criptovaluta.it parla di un arresto e di «secondo l’accusa»; non abbiamo trovato né una dichiarazione dell’accusa né un arresto annunciato che lo sostengano.

Non è stato riportato alcun processo a Hu. È presunto innocente e la cifra resta un’accusa non provata.

Portafoglio e chiave astratti accanto a una clessidra, osservati da un grande occhio
Un caso poggia su una conclusione del Partito, un altro su una cifra che le autorità non hanno confermato.

Cosa cambia la decisione per chi usa le cripto

Per chi detiene cripto fuori dalla Cina, nulla in questo testo si applica. Per chi si trova nel continente, le regole restano quelle dell’avviso di febbraio, che questo documento non inasprisce né allenta. Non abbiamo trovato notizie di movimenti di mercato legati alla decisione.

Il segnale pratico è per i funzionari e per chi potrebbe pagarli. Blocktempo legge la decisione come un legame tra l’attività anticorruzione e il tracciamento dei fondi on-chain. La serie della commissione indicava la stessa direzione a gennaio, definendo la corruzione tramite valuta virtuale una forma nuova che il lavoro anticorruzione deve tenere d’occhio, secondo Jiemian.

La maggior parte delle blockchain pubbliche conserva per sempre il registro di ogni trasferimento, come spiega la nostra guida al funzionamento di una blockchain. Un indirizzo non porta un nome, ma gli inquirenti che ne individuano uno possono seguire ciò che entra ed esce dal portafoglio. Un cold wallet custodisce le chiavi offline. Non nasconde i trasferimenti, e nel caso di Yao i dispositivi stessi sarebbero stati ritrovati.

Quattro cose ancora ignote

  • Il Partito non ha detto se la frase porterà a una campagna dedicata o a norme attuative da parte dei suoi organi disciplinari.
  • Nessun processo o verdetto per Yao Qian è stato riportato in modo affidabile.
  • L’esito dell’indagine su Hu Henghua non è noto.
  • Le autorità cinesi non hanno confermato alcun importo in USDT nel caso di Chongqing.

Il primo indizio di quanto arrivi questa riga sarà il prossimo caso che la commissione pubblicherà, e se citerà le cripto come fece l’avviso su Yao.

Fonti

  1. Xinhua: Resolution of the CPC Central Committee on full and rigorous Party self-governance (English) english.news.cn
  2. Xinhua: 中共中央关于持之以恒推进全面从严治党若干重大问题的决定 (Chinese) news.cn
  3. CoinDesk: China's Communist Party calls for a crackdown on corruption that uses crypto and blockchain coindesk.com
  4. The Block: China ousts former digital currency chief over alleged corruption involving crypto theblock.co
  5. Caixin Global: Chongqing mayor placed under investigation caixinglobal.com
  6. HK01: 重庆原市长胡衡华落马 global.hk01.com

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