Tre uomini andranno a processo a Novosibirsk, in Siberia, per un rapimento a scopo di estorsione legato alle criptovalute. Secondo la procura regionale di Novosibirsk, che ne ha dato notizia il 27 ottobre 2026, nell’agosto 2025 avrebbero sequestrato un detentore di crypto, lo avrebbero tenuto prigioniero per circa una settimana e lo avrebbero costretto a trasferire sui propri wallet oltre 1,3 miliardi di rubli in criptovalute, cioè circa 16,1 milioni di dollari al cambio della Banca di Russia del 28 ottobre. Secondo l’accusa, due di loro avrebbero inoltre portato via 50 milioni di rubli dall’appartamento della vittima. La notizia è blockchain that runs exactly as written when it is called, holding and moving funds according to its code, without an intermediary able to change the outcome.">smart contract holding reserves of two or more tokens, supplied by users, that a decentralized exchange uses to execute trades automatically at a price set by a formula.">pool diverge, compared with simply holding the same tokens in a wallet. It becomes permanent when the provider withdraws.">il rinvio a giudizio, non l’aggressione: i fatti risalgono a quattordici mesi fa e nessuna delle accuse è stata ancora vagliata in un processo.
Un vice procuratore della regione di Novosibirsk ha approvato l’atto d’accusa e trasmesso il fascicolo al tribunale distrettuale Zheleznodorozhny di Novosibirsk. Il comunicato non fa il nome né della vittima né dei tre imputati, che restano presunti innocenti fino a una sentenza.
Il rapimento per le crypto a Novosibirsk, nel racconto della procura
Stando alla ricostruzione dell’accusa, gli uomini puntavano ai beni della vittima. Nell’agosto 2025 l’avrebbero fatta salire con la forza sul sedile posteriore di un’auto, minacciandola con una violenza pericolosa per la vita e la salute, e portata in un locale a Ob, cittadina poco a ovest di Novosibirsk. Lì, riferisce il comunicato, l’avrebbero trattenuta finché non ha consegnato le chiavi di casa, l’indirizzo e le credenziali dei suoi wallet crypto, con l’accesso ai fondi.
L’uomo sarebbe poi stato trasferito a Sosnovka, un villaggio del distretto di Iskitim, nella stessa regione. Secondo i magistrati vi è rimasto una settimana, fino a quando valuta digitale per oltre 1,3 miliardi di rubli non era stata inviata ai wallet degli accusati. Il comunicato presenta questa sequenza come la versione degli inquirenti.
Due dei tre avrebbero anche usato le sue chiavi per entrare nell’appartamento e prendere 50 milioni di rubli. Il comunicato non precisa se fossero contanti o denaro conservato in altra forma, e nemmeno Kommersant o RBC Novosibirsk lo specificano.

Quattro capi d’accusa, divisi per ruolo
Le accuse variano da un imputato all’altro, in base al ruolo che la procura attribuisce a ciascuno. Nel complesso il fascicolo tocca quattro articoli del codice penale russo:
- sequestro di persona commesso in gruppo, con minaccia di violenza e a scopo di lucro (articolo 126, comma 2, lettere a, v e z);
- estorsione (articolo 163, comma 3, lettera b);
- rapina su scala particolarmente ampia (articolo 162, comma 4, lettera b);
- furto (articolo 158, comma 4, lettera b).
Il comunicato non dice quale uomo risponda di quale reato. Kommersant, che cita la procura come fonte, descrive gli imputati come tre residenti locali. Nel riepilogo dell’accusa di estorsione indica una somma superiore a 1 miliardo di rubli, mentre il titolo e la procura parlano entrambi di oltre 1,3 miliardi.
1,3 miliardi di rubli sono circa 16 milioni di dollari, con una avvertenza
Le cifre in rubli sono quelle dell’accusa. Convertite ai cambi ufficiali della Banca di Russia del 28 ottobre 2026 (80,5307 rubli per dollaro, 90,0977 per euro), danno gli importi che seguono.
| Voce (cifra della procura) | Rubli | Dollari USA | Euro |
|---|---|---|---|
| Crypto inviate ai wallet degli accusati | oltre 1,3 miliardi | circa 16,1 milioni di dollari | circa 14,4 milioni di euro |
| Denaro preso dall’appartamento | 50 milioni | circa 0,62 milioni di dollari | circa 0,55 milioni di euro |
| Totale contestato | oltre 1,35 miliardi | circa 16,8 milioni di dollari | circa 15 milioni di euro |
I valori in dollari e in euro vanno letti come un ordine di grandezza. Il comunicato non dice quali monete siano state sottratte, in che quantità né a quale data siano state valutate. Criptovalute che valevano 1,3 miliardi di rubli nell’agosto 2025 non valgono lo stesso importo in rubli oggi, e anche il rublo si è mosso. La procura non afferma neppure che la vittima possedesse soltanto ciò che le è stato tolto: la somma non dice nulla di certo sul suo patrimonio complessivo.
Che cosa l’atto d’accusa non dice
Il testo della procura è breve e mancano diversi dati di base. Non ci sono nomi, età o professioni, né per la vittima né per gli accusati. Non si sa come l’uomo sia stato liberato, quando e come i tre siano stati individuati, né se siano in custodia cautelare. Non si sa se parte delle crypto o del denaro sia stata rintracciata, congelata o sequestrata.
Non c’è ancora una data per l’udienza. RBC Novosibirsk e Kommersant riprendono entrambi il comunicato della procura e non aggiungono dettagli indipendenti su questi punti. Non abbiamo trovato dichiarazioni del Comitato investigativo russo o della polizia regionale sul caso, e il comunicato non spiega perché siano passati quattordici mesi tra il sequestro e il rinvio a giudizio.
Questi vuoti contano per chi legge la vicenda come una storia di crypto. Senza sapere quali monete e quali indirizzi, nessuno fuori dall’inchiesta può seguire i fondi su una blockchain. La nostra guida su come recuperare le criptovalute rubate spiega perché un trasferimento forzato, una volta confermato, è difficile da annullare, a meno che le monete non arrivino su un exchange in grado di bloccarle.
La lista di Lopp conta 39 attacchi in Russia
Il caso rientra in uno schema che i ricercatori di sicurezza chiamano «wrench attack», attacco con la chiave inglese: la forza fisica usata per costringere qualcuno a consegnare le proprie chiavi, cosa che nessun software può impedire. Lo sviluppatore bitcoin Jameson Lopp tiene un elenco pubblico di questi episodi. Il 28 ottobre 2026 contava 753 voci, contro le 702 di dieci giorni prima, quando abbiamo raccontato il suo balzo dopo un’importazione in blocco.
Secondo il nostro conteggio sui dati della lista, gli episodi sono 104 per il 2024, 167 per il 2025 e 132 finora nel 2026. La Francia ha il maggior numero di voci sia nel 2025 sia nel 2026, con 26 e 49 casi. La Russia ne ha 39 in totale, otto nel 2025 e cinque nel 2026. Il sequestro di Novosibirsk non vi compare ancora.
Molte voci russe sono più piccole e rozze. Nel novembre 2025, secondo la lista, una banda di tre residenti di Mosca che si fingevano forze dell’ordine agganciava online chi vendeva crypto e ha preteso 17 milioni di rubli da un trader. Nell’aprile 2026, a Ussuriysk, cinque adolescenti sono entrati con la forza nell’appartamento di un uomo e lo hanno picchiato, convinti che avesse circa 37 milioni di rubli in crypto. Non ne aveva. Nel luglio 2026 quattro uomini a Mosca hanno rapito uno studente di 18 anni, lo hanno tenuto in auto per quattro ore e lo hanno lasciato andare dopo che ha inviato loro 80.000 rubli in crypto.
La lista si basa su articoli di stampa e atti giudiziari, quindi un aumento delle voci può dipendere da ricerche più accurate quanto da più reati. Solo a metà ottobre sono state aggiunte in blocco centinaia di casi più vecchi. Per la sola Russia si va da finti poliziotti che picchiano dei corrieri vicino a Mosca nell’aprile 2026 a un blogger crypto di 16 anni minacciato con una pistola in un parcheggio di Mosca nel novembre 2025.

Lo stesso copione a Toronto e in Francia
Altri paesi hanno visto lo stesso copione quest’anno. A Toronto la polizia ha incriminato sette uomini, tre dei quali riservisti dell’esercito, dopo il rapimento sotto la minaccia di una pistola di un imprenditore del settore crypto nel luglio 2026: abbiamo raccontato quelle accuse il 16 ottobre. La Francia, con 49 voci nel 2026, resta il paese in cui la lista di Lopp registra più attacchi quest’anno.
La Russia sta anche cambiando il modo in cui le crypto passano di mano. Secondo una legge in vigore dal 1° settembre 2026, gli scambi peer-to-peer tra privati diventano illegali dal 1° luglio 2027, e la Banca di Russia afferma che non si potranno spostare monete da un conto regolamentato al proprio wallet, come abbiamo riferito quando sono state illustrate le regole su P2P e custodia in proprio. Nulla nel comunicato di Novosibirsk collega il caso a queste norme.
Buone pratiche generali per chi detiene crypto (non dal comunicato)
Questa sezione contiene pratiche generali, non tratte dal comunicato della procura. Nel racconto di Novosibirsk bastavano le credenziali di un solo uomo per svuotare i suoi wallet, una volta nelle mani dei sequestratori. Chi teme questo scenario tiene spesso la maggior parte dei fondi dove una persona sola non può muoverli: un wallet multisignature le cui altre chiavi sono custodite da altri, oppure un blocco temporale che ritarda i prelievi di qualche giorno. Nessuna delle due soluzioni serve se gli aggressori sanno chi sei, ed è per questo che molti non dicono mai quanto possiedono. Il nostro approfondimento sulla custodia in proprio spiega che cosa significhi tenere da sé le proprie chiavi in termini di sicurezza.
Prossimo passo: una data al tribunale Zheleznodorozhny
Il fascicolo passa ora al tribunale distrettuale Zheleznodorozhny, che non ha pubblicato una data per l’udienza. Gli imputati possono contestare ogni capo d’accusa. Fino alla decisione del tribunale, il quadro sopra è la versione dell’accusa e gli importi restano contestazioni.
