La Depository Trust & Clearing Corporation ha spiegato che cosa farà blockchain that runs exactly as written when it is called, holding and moving funds according to its code, without an intermediary able to change the outcome.">smart contract holding reserves of two or more tokens, supplied by users, that a decentralized exchange uses to execute trades automatically at a price set by a formula.">pool diverge, compared with simply holding the same tokens in a wallet. It becomes permanent when the provider withdraws.">il suo servizio di tokenizzazione il primo giorno. Secondo una scheda At-a-Glance di due pagine pubblicata da DTCC, ripresa dalla stampa di settore dal 16 ottobre, al lancio 25 titoli custoditi presso la sua Depository Trust Company (DTC) potranno essere convertiti in token su due reti: Canton e Besu, la rete privata gestita dalla stessa DTCC. Stellar e Arc di Circle sono indicate per il 2027. Da maggio DTCC ripete che il servizio parte a ottobre 2026.
I token sono coperti uno a uno da titoli che restano presso DTC. Mantengono lo stesso codice identificativo CUSIP e gli stessi diritti della versione in forma scritturale, e DTC conserva i libri e i registri ufficiali. La scheda riporta anche una cifra da titolo: circa 30.000 miliardi di dollari (30 trilioni all’americana). È il valore degli asset che possono essere tokenizzati, non una somma che è stata, o sarà, spostata on-chain.
La scheda è la descrizione pubblica più dettagliata finora di un progetto pilota autorizzato dalla SEC a dicembre 2025. Spiega come funzionano le conversioni e quali blockchain arrivano per prime. Non dice quali siano i 25 titoli scelti, quanto costerà il servizio e il giorno esatto del lancio.
Tokenizzazione DTCC al lancio: 25 titoli, due blockchain, 15 minuti come obiettivo
L’elenco iniziale copre tre classi di asset. Per le azioni, DTCC parte da alcune large cap selezionate del Russell 1000 e prevede di estendersi all’intero indice. Per gli exchange-traded fund comincia con un gruppo selezionato e ne aggiunge altri nel tempo. Per i Treasury statunitensi arriva per primo un insieme selezionato di bill, note e bond. DTCC non ha pubblicato i 25 nomi, e nessuna delle testate che hanno commentato il documento li ha elencati.
La conversione è l’operazione centrale. Un partecipante DTC, cioè una banca o un intermediario con un conto presso il depositario, invia un ordine di conversione tramite l’interfaccia web del servizio o la sua API. Gli ordini sono accettati dalle 2:00 alle 18:00, ora della costa orientale, nei giorni lavorativi, e DTCC punta a 15 minuti o meno per ogni conversione. Il percorso inverso, dal token a una normale posizione in forma scritturale, segue la stessa strada.
Una volta emesso, il token può circolare da portafoglio a portafoglio a qualsiasi ora, sette giorni su sette, tra wallet registrati presso DTC. La scheda definisce questi trasferimenti «intra-chain»: un token emesso su Canton si muove tra wallet Canton, uno emesso su Besu resta su Besu. Al lancio non c’è alcun passaggio da una chain all’altra.
La registrazione dei wallet passa dalla stessa interfaccia ed è aperta, all’inizio, ad alcuni wallet di terze parti selezionati. I token sono predisposti per la conformità, con restrizioni al trasferimento scritte nel codice. Per i Treasury, interessi e scadenze sono gestiti on-chain, ma il denaro viene pagato in valuta tradizionale sui conti ordinari dei partecipanti. La moneta digitale compare nella roadmap, non nell’elenco del lancio.
| Voce | Dato | Fonte |
|---|---|---|
| Titoli tokenizzabili al lancio | 25 | DTCC At-a-Glance |
| Asset tokenizzabili | circa 30.000 miliardi di dollari | DTCC At-a-Glance |
| Copertura | 1:1 con titoli detenuti presso DTC | DTCC At-a-Glance |
| Finestra di conversione | dalle 2:00 alle 18:00 ET, giorni lavorativi | DTCC At-a-Glance |
| Tempo di conversione previsto | 15 minuti o meno | DTCC At-a-Glance |
| Trasferimenti peer to peer | 24 ore su 24, 7 giorni su 7, solo sulla stessa chain | DTCC At-a-Glance |
| Asset in custodia presso DTC | oltre 114.000 miliardi di dollari | DTCC, 4 maggio 2026 |
| Durata dell’esenzione dello staff SEC | 3 anni dal lancio | Lettera SEC, 11 dicembre 2025 |
Come funziona il diritto tokenizzato: stesso CUSIP, DTC tiene i libri
Il meccanismo è descritto nella lettera di no-action che la Division of Trading and Markets della SEC ha inviato a DTC l’11 dicembre 2025, che riproduce la richiesta di DTC stessa. Spiega perché il token è un nuovo modo di registrare una posizione esistente e non un nuovo asset.
Quando un partecipante chiede a DTC di tokenizzare una posizione, DTC addebita quei titoli sul conto del partecipante e li accredita su un «Digital Omnibus Account» nel proprio registro centrale. Quel conto mostra il totale di ciò che è detenuto in forma tokenizzata. Un sistema software di DTC chiamato Factory emette poi il token e lo consegna al wallet registrato del partecipante. Per tornare indietro, DTC distrugge il token (burn) e riporta i titoli sul conto ordinario del partecipante.
I titoli non cambiano mai di mano a livello di registro. Restano intestati a Cede & Co., il nominee di DTC, come avviene di norma per i titoli custoditi da DTC. I titoli depositati nel conto omnibus non possono essere mossi con un’istruzione a DTC finché il token corrispondente non è stato distrutto: è così che il progetto impedisce di spendere la stessa azione due volte, una sulla chain e una sul vecchio registro.
Il monitoraggio è affidato a LedgerScan, un sistema di DTC esterno alla blockchain, ospitato in un cloud pubblico, che legge le blockchain sottostanti quasi in tempo reale. Per le posizioni tokenizzate, secondo la lettera, il registro di LedgerScan è il libro e registro ufficiale di DTC. La blockchain è il luogo dove il token si muove; la lettura che ne fa DTC è ciò che vale a livello legale.
DTC conserva anche il potere di intervenire. I token devono seguire protocolli che consentano il controllo della distribuzione e la reversibilità delle transazioni, e DTC può spostare i token per correggere errori di registrazione, token smarriti o condotte illecite. Un wallet viene registrato solo dopo che DTC lo ha verificato rispetto alle norme sulle sanzioni statunitensi (OFAC). Per chi conosce le reti crypto pubbliche è la differenza principale: sono strumenti con permessi, che per caso vivono su un registro distribuito, più vicini a uno smart contract con un amministratore che a un asset al portatore.

I 30.000 miliardi sono valore tokenizzabile, non volume tokenizzato
Diversi titoli di giornale del 16 e 17 ottobre hanno accostato DTCC a «30 trilioni di dollari». La scheda indica la cifra come asset «available to be tokenized», cioè disponibili per essere tokenizzati, e non spiega come sia stata calcolata. Confrontata con i dati di DTCC, equivale a circa un quarto degli oltre 114.000 miliardi di dollari che DTC custodisce, come riportato nei comunicati di maggio e luglio.
Conta altrettanto ciò che il numero non dice. Non è stata pubblicata nessuna cifra su quanto ciascun partecipante intenda convertire, e la conversione è volontaria: la lettera della SEC descrive la partecipazione come qualcosa che un partecipante può iniziare o interrompere in qualsiasi momento. Al 17 ottobre il servizio non era ancora partito, e gli unici token DTC usati finora sono quelli delle operazioni di produzione di luglio. Dire che 30.000 miliardi di dollari «passano on-chain» questo mese fraintende il documento.
Che cosa consente la lettera di no-action della SEC, e che cosa esclude
La base giuridica è stretta. Nella lettera dell’11 dicembre lo staff della SEC ha detto che non raccomanderà azioni di enforcement contro DTC in relazione al Regulation SCI, alla procedura di deposito delle regole della Section 19(b) e Rule 19b-4 e ad alcuni standard per le clearing agency, per l’operatività di quella che la lettera chiama «Preliminary Base Version» del servizio. La lettera decade automaticamente tre anni dopo che DTC avvia quella versione, e DTC deve comunicarlo per iscritto allo staff SEC quando succede.
La lettera fissa anche limiti che definiscono ciò che il lancio di ottobre può essere:
- DTC non attribuirà ai diritti tokenizzati alcun valore come garanzia o regolamento nel calcolare il net debit cap o il collateral monitor di un partecipante, gli strumenti con cui gestisce il rischio.
- I titoli ammessi sono limitati, al lancio, ai componenti del Russell 1000 (più le aggiunte successive), a bill, note e bond del Tesoro USA e agli ETF che replicano indici principali come S&P 500 e Nasdaq-100.
- Solo i partecipanti DTC possono registrare wallet, ne restano pienamente responsabili e i token possono essere inviati solo a wallet registrati.
- Sono esclusi i partecipanti per i quali DTC ha obblighi di ritenuta o comunicazione fiscale negli Stati Uniti, oppure un obbligo di segnalazione Treasury International Capital.
- DTC deve pubblicare i propri standard tecnologici, l’elenco delle blockchain approvate e le eventuali commissioni, e inviare allo staff SEC una relazione trimestrale su partecipanti, wallet e incidenti.
Il primo punto spiega perché «regolamento e garanzie, compresi netting on-chain e moneta digitale» stia nella roadmap 2027 e non nell’elenco del lancio. Durante il pilota un Treasury tokenizzato non può contare come garanzia di un partecipante presso DTC stessa. La lettera sottolinea inoltre di non esprimere alcuna conclusione giuridica e di poter essere modificata o revocata dallo staff in qualsiasi momento.
Canton e Besu ora, Stellar e Arc nel 2027
La scelta delle reti di lancio da parte di DTCC mescola due modelli. Besu, un client compatibile con Ethereum mantenuto sotto la Linux Foundation Decentralized Trust, funziona come quella che DTCC chiama «DTCC’s private network», con token nello standard ERC-20. Canton, creata da Digital Asset, è descritta da DTCC come rete pubblica; i token lì usano lo standard CIP-56. La nostra guida alle blockchain pubbliche e private spiega che cosa significhi ciascuna etichetta in pratica.
La scheda elenca altre due reti come «anticipated in 2027», cioè attese nel 2027. Una è la rete Stellar, con lo standard di token SEP-41. L’altra è Arc, la blockchain layer 1 di Circle, con token ERC-20. Circle ha partecipato alle operazioni di prova di luglio ed è membro del gruppo di lavoro di DTCC da maggio. Un’ulteriore riga promette altre reti layer 1 e layer 2 «allineate alla domanda dei clienti e del mercato».
Il resto della roadmap 2027 si legge come l’elenco di ciò che oggi manca al pilota. Comprende più titoli ammessi tra Russell 1000, ETF e Treasury; accesso single sign-on e controlli maker-checker; gestione delle operazioni sul capitale per azioni ed ETF; un registro azionario consolidato che mostri insieme posizioni in forma scritturale e on-chain; funzioni di regolamento e garanzia, compresi netting on-chain e moneta digitale; e l’ingresso di altri partecipanti DTC. DTCC scrive che le priorità saranno definite durante il 2027 con il contributo dei partecipanti e del settore, e che la roadmap «è indicativa e soggetta a modifiche», anche in base ai termini della lettera della SEC.

Dalla lettera della SEC alle operazioni reali in sette mesi
La scheda di ottobre è l’ultimo passo di un calendario che finora DTCC ha rispettato. A dicembre 2025, pochi giorni dopo la lettera della SEC, DTCC e Digital Asset hanno annunciato una partnership per tokenizzare su Canton i Treasury USA custoditi da DTC, partendo da un prodotto minimo funzionante in un ambiente di produzione controllato nel primo semestre 2026.
Il 4 maggio 2026 DTCC ha dichiarato che più di 50 società contribuivano a progettare il servizio tramite l’Industry Working Group, tra cui BlackRock, Citi, Goldman Sachs, J.P. Morgan, Morgan Stanley, Robinhood, Ripple Prime, Payward (la società capogruppo di Kraken) e Wells Fargo. Ha fissato due date: operazioni di produzione limitate a luglio e lancio a ottobre.
La data di luglio è stata rispettata. Il 15 luglio DTCC ha riferito di aver convertito in token asset detenuti presso DTC e di averli usati in vere operazioni di produzione, nell’arco di diverse ore, su Besu e Canton. Hanno partecipato più di 30 società, da Nasdaq, NYSE, Vanguard e BlackRock a Chainlink, Circle, Fireblocks e Ondo Finance. Le operazioni comprendevano una costituzione in garanzia, un prestito titoli, un repo su Treasury con consegna contro pagamento, operazioni su azioni con consegna contro pagamento e consegna contro consegna, un trasferimento di token azionario e flussi di margini della controparte centrale. Nel frattempo il gruppo di lavoro era salito a più di 100 tra membri e partner.
«DTCC ha dimostrato che possiamo applicare alla tokenizzazione lo stesso rigore istituzionale che applichiamo agli asset tradizionali», ha dichiarato Frank La Salla, presidente e CEO di DTCC, nel comunicato di luglio. Brian Steele, presidente di clearing e servizi sui titoli, ha affermato che gli asset tokenizzati da DTC «mantengono le stesse tutele per gli investitori, gli stessi diritti e la stessa titolarità dei titoli tradizionali».
Che cosa cambia per chi investe in crypto, e che cosa no
Direttamente, a breve molto poco. Solo i partecipanti DTC possono detenere questi token, in wallet approvati da DTC, e inviarli solo ad altri wallet registrati. Un risparmiatore al dettaglio non può comprare un token DTC su un exchange né custodirlo in un wallet personale, e le restrizioni al trasferimento tengono i token fuori dai pool DeFi aperti.
Questo li distingue dalle azioni tokenizzate vendute da alcune società crypto. Quelle sono di solito emesse da un terzo che detiene l’azione sottostante o ne replica il prezzo, con una propria struttura giuridica e propri rischi. Un token DTC è il registro del depositario stesso su un diritto esistente, con lo stesso CUSIP. Per chi detiene ETF vale la stessa logica: una quota di ETF tokenizzata presso DTC è la stessa quota in un involucro diverso, non un nuovo fondo.
Indirettamente, lo spostamento è più grande. Il depositario al centro del regolamento dei titoli americani prevede di aprire due blockchain ai titoli che custodisce già questo mese, e ha indicato due reti nate nel mondo crypto per l’anno prossimo. Qualsiasi accesso al dettaglio dovrebbe passare da un prodotto del singolo partecipante, e DTCC non ne ha annunciato nessuno. Il lato del denaro è dove la finanza crypto potrebbe entrare più avanti: la «moneta digitale» è una voce del 2027 e Arc è costruita da Circle, emittente della stablecoin USDC. Per ora i pagamenti sui Treasury tokenizzati arrivano ancora in valuta tradizionale.
Per chi legge dall’Italia non c’è un angolo specifico. Il servizio riguarda titoli statunitensi denominati in dollari, aperti ai partecipanti DTC; non è stata trovata alcuna dichiarazione di Consob, ESMA o di altre autorità europee in merito.
Che cosa non si sa ancora prima del lancio di ottobre
Diversi dati che contano per i partecipanti non sono ancora pubblici:
- I nomi dei 25 titoli. DTCC ha indicato le tre categorie ma non l’elenco.
- Le commissioni. La lettera della SEC impone a DTC di pubblicare eventuali commissioni e costi del servizio; nella scheda non ne compare nessuna.
- Il giorno del lancio. La formula di DTCC resta un lancio a ottobre 2026, senza data. Alcune ricostruzioni hanno indicato giorni precisi che DTCC non ha confermato.
- Quali wallet e quali partecipanti saranno operativi il primo giorno. La scheda parla solo di «select third-party wallets», cioè wallet di terze parti selezionati.
Le date successive sono più chiare. DTC deve comunicare per iscritto allo staff SEC l’avvio del pilota, il che fa partire l’orologio dei tre anni; con un inizio a ottobre 2026, l’esenzione scadrebbe intorno a ottobre 2029, salvo rinnovo o sostituzione. Stellar e Arc sono attese nel 2027, insieme alle voci della roadmap che DTCC dice di voler ordinare per priorità nel corso dell’anno. DTC deve inoltre pubblicare l’elenco delle blockchain approvate e le commissioni, il che dovrebbe rispondere a due delle domande aperte qui sopra.
