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Bessent a Swell: gli stablecoin in dollari finanzieranno il Tesoro, e le agenzie potrebbero fare ciò che il Congresso non ha fatto

Bessent a Swell di Ripple: gli stablecoin in dollari finanzieranno il Tesoro e le agenzie potrebbero colmare il vuoto del Clarity Act. Nessuna cifra.

12 min di lettura

Banconote astratte in dollari sotto un ampio scudo accanto a un chip luminoso e a un globo
Indice
  1. Bessent sugli stablecoin: un «ombrello tecnologico» per il dollaro
  2. Perché Bessent vede negli stablecoin una fonte di finanziamento per il Tesoro
  3. Il Clarity Act è fallito 49 a 50; Bessent vuole che siano le agenzie a colmare il vuoto
    1. Debanking: la domanda che gli ha posto Garlinghouse
  4. Le norme del GENIUS Act: una è definitiva, quella del Tesoro è ancora una proposta
  5. L’Europa ascolta lo stesso argomento sul dollaro dall’altra parte
  6. Cos’è la riserva di uno stablecoin, in breve
  7. Le date da seguire dopo l’intervento di Bessent a Swell

blockchain that runs exactly as written when it is called, holding and moving funds according to its code, without an intermediary able to change the outcome.">smart contract holding reserves of two or more tokens, supplied by users, that a decentralized exchange uses to execute trades automatically at a price set by a formula.">pool diverge, compared with simply holding the same tokens in a wallet. It becomes permanent when the provider withdraws.">Il segretario al Tesoro americano Scott Bessent ha dichiarato martedì 27 ottobre, alla conferenza Swell di Ripple a New York, che gli stablecoin in dollari diventeranno una fonte di finanziamento per il Tesoro e un nuovo modo per tenere il dollaro al vertice, secondo CoinDesk e American Banker. Sul palco con l’amministratore delegato di Ripple, Brad Garlinghouse, ha definito una delusione il mancato via libera del Congresso al Clarity Act e ha detto che il Tesoro potrebbe collaborare con la SEC e la CFTC per fissare le regole sulle crypto attraverso le agenzie.

L’intervento ha indicato una direzione, non un programma. Nessuna delle due testate riporta una cifra di Bessent su quanto gli stablecoin potrebbero aggiungere alla domanda di debito pubblico americano, e American Banker scrive che non ha previsto né quanto né quando. Nessuna data, nessun ordine esecutivo e nessuna nuova norma del Tesoro hanno accompagnato le sue parole. Quando Coindaro ha controllato i comunicati stampa del Tesoro alle 06:00 UTC del 28 ottobre, il più recente era datato 22 ottobre, senza trascrizione, interventi o resoconto della sessione di Swell, e non abbiamo trovato alcun video. Le citazioni che seguono sono quindi quelle riportate da CoinDesk e American Banker, e ciascuna è attribuita alla testata in cui l’abbiamo letta.

Bessent sugli stablecoin: un «ombrello tecnologico» per il dollaro

La tesi centrale di Bessent è che il peso degli Stati Uniti all’estero non poggia soltanto sulle forze armate. «Manterremo il nostro ombrello militare, ma credo che sempre più diventerà un ombrello tecnologico», ha detto, nel resoconto di CoinDesk. Ha collocato gli asset digitali nella stessa corsa con la Cina che riguarda l’intelligenza artificiale e i semiconduttori.

Gli asset digitali, ha detto, «non saranno diversi». Nella versione più estesa pubblicata da CoinDesk ha proseguito: «vinceremo nello stack degli asset digitali, e questo continuerà a rafforzare il dollaro [statunitense]». Ha anche affermato che oltre il 90% degli stablecoin è garantito da dollari americani, una cifra che CoinDesk riporta con parole proprie e non come citazione diretta.

Poi è passato agli utenti fuori dagli Stati Uniti. «Credo che stiamo aprendo nuovi mercati in tutto il mondo», ha detto Bessent (CoinDesk), sostenendo, nella sintesi di CoinDesk, che gli stablecoin non si limiterebbero a sostituire i dollari che le persone già possiedono, ma raggiungerebbero i risparmiatori dei mercati emergenti che cercano riparo dal calo della valuta locale.

Il suo esempio è stato il Brasile. American Banker riferisce che gli investitori sono usciti dal real dopo la rielezione di Luiz Inácio Lula da Silva, domenica 25 ottobre, e riporta Bessent: «Ieri abbiamo avuto il più grande movimento della storia del real brasiliano». Il record è una sua affermazione; Coindaro non l’ha verificata sui dati dei cambi. Per i piccoli risparmiatori, ha detto, poter passare all’istante a un asset in dollari offre protezione dove l’inflazione è alta.

American Banker riporta anche due frasi che CoinDesk non ha. «A tutti piace prevedere la fine del predominio del dollaro», ha detto Bessent, sostenendo poi che ogni novità finora ne aveva rafforzato la posizione. E ha presentato gli stablecoin emessi da privati e garantiti dalla regolamentazione americana come «la risposta alle valute digitali delle banche centrali», una frase che a Francoforte suona molto diversa che a New York.

Megafono astratto sopra uno smartphone, un gruppo di persone e lo skyline di una città
Bessent ha presentato gli stablecoin in dollari come un modo per raggiungere i risparmiatori all'estero e come alternativa alle valute digitali delle banche centrali.

Perché Bessent vede negli stablecoin una fonte di finanziamento per il Tesoro

È l’affermazione con un meccanismo dietro. «Credo che sarà una fonte importante di finanziamento per il Tesoro», ha detto Bessent nella trascrizione di CoinDesk; American Banker rende la stessa frase con «sarà una fonte importante di finanziamento per il Tesoro». La logica è che uno stablecoin in dollari deve essere coperto da attività sicure, e i maggiori emittenti tengono gran parte delle riserve in buoni del Tesoro americano a breve scadenza. Se gli emittenti mantengono quella composizione, più token in circolazione significano più debito del Tesoro acquistato. Bessent ha posto una condizione, nel resoconto di American Banker: una volta che gli Stati Uniti avranno un regime regolatorio che rispetta lo stato di diritto e offre ai detentori «solidi fondamentali», si aspetta «un forte aumento degli stablecoin garantiti dai nostri asset».

Tether, emittente di USDT e il più grande di tutti, dà la misura. Nella comunicazione sul secondo trimestre 2026 del 31 luglio, Tether ha indicato attività totali per 187,75 miliardi di dollari a fronte di passività per 183,64 miliardi al 30 giugno, con riserve in eccesso di 4,11 miliardi e circa 184,6 miliardi di USDT emessi. Il comunicato definisce la società «uno dei maggiori acquirenti e detentori di titoli del Tesoro americano», ma in quella pagina non fornisce alcuna cifra sui titoli. La suddivisione viene dalla lettura che ForkLog ha fatto dell’attestazione di BDO, pubblicata il 1° agosto: 114,96 miliardi di dollari di buoni del Tesoro americano e 25,62 miliardi di pronti contro termine inversi.

Tether, al 30 giugno 2026ImportoFonte
Attività totali187,75 miliardi di dollariComunicato Tether, 31 luglio
Passività totali183,64 miliardi di dollariComunicato Tether, 31 luglio
Riserve in eccesso4,11 miliardi di dollari (da 8,23 miliardi nel primo trimestre)Comunicato Tether; dato del primo trimestre via ForkLog
USDT emessicirca 184,6 miliardi di dollariComunicato Tether, 31 luglio
Buoni del Tesoro americano114,96 miliardi di dollariRapporto BDO, riportato da ForkLog
Pronti contro termine inversi25,62 miliardi di dollariRapporto BDO, riportato da ForkLog

Sono cifre vecchie di quattro mesi. L’attestazione di Tether per il terzo trimestre non era sulla pagina delle notizie della società la mattina del 28 ottobre; quella dello scorso anno è arrivata verso fine ottobre, quindi i prossimi dati potrebbero uscire entro pochi giorni.

Anche il mercato si è mosso nella direzione sbagliata per una semplice storia di crescita. L’offerta di stablecoin era pari a 302,4 miliardi di dollari su DefiLlama alle 06:54 UTC del 26 ottobre, 13,1 miliardi sotto il picco di 315,5 miliardi del 17 maggio, come abbiamo raccontato in il nostro articolo sul calo dell’offerta di stablecoin dal mese di maggio. Il serbatoio su cui conta Bessent è, per ora, un po’ più piccolo di quello della primavera.

Il Clarity Act è fallito 49 a 50; Bessent vuole che siano le agenzie a colmare il vuoto

Sulla struttura del mercato Bessent ha parlato di ciò che il Congresso non ha fatto. Secondo CoinDesk, ha definito una delusione il fallimento del Clarity Act e ha detto che il Tesoro potrebbe lavorare con la SEC e la CFTC per far avanzare la vigilanza attraverso l’azione delle agenzie. «Al Tesoro abbiamo molti poteri di convocazione», ha detto, descrivendo i due regolatori dei mercati come «ottimi partner» nella costruzione di un quadro che, nella parafrasi di CoinDesk, potrebbe fare da modello per altri paesi. La versione di American Banker è che, in assenza di una legge, i regolatori potrebbero «convocarsi» per costruire un quadro affidabile per gli asset digitali.

È una dichiarazione di intenti. Nessun resoconto menziona una scadenza, una norma congiunta, un gruppo di lavoro o un piano preciso, e CoinDesk fa notare che le regole adottate dai regolatori non hanno la stabilità di una legge. In pratica, un’amministrazione successiva può riscrivere una norma di un’agenzia senza un voto del Congresso.

Lo stato del disegno di legge spiega il cambio di strada. Il 15 settembre 2026 un voto procedurale sul testo è fallito al Senato, 49 a 50, come ha riferito American Banker. I senatori repubblicani Josh Hawley, Susan Collins e Jerry Moran hanno votato contro, così come Thom Tillis, il cui voto consente ai repubblicani di riportare il pacchetto in aula, e i negoziatori democratici del testo. I colloqui si erano arenati sulle regole etiche pensate per impedire a funzionari e familiari di guadagnare con le crypto, mentre le banche si opponevano al trattamento del rendimento degli stablecoin, che temono sottragga depositi ai piccoli istituti. American Banker ha scritto che il voto con ogni probabilità chiude la partita per questo Congresso.

Il calendario è stretto. La Camera ha approvato il testo (H.R. 3633) il 17 luglio 2025 con 294 voti contro 134, secondo lo studio legale Orrick. Il Senato non riprenderà l’attività legislativa prima del 9 novembre, dopo le elezioni di metà mandato del 3 novembre, secondo Baker Botts, e un testo non approvato entro la fine di questo Congresso dovrebbe essere ripresentato nel nuovo Congresso che si insedia a gennaio 2027. Come hanno scritto le regole nel frattempo la SEC e la CFTC, dall’interpretazione congiunta del 17 marzo 2026 alle proposte della SEC su offerte e custodia, lo spieghiamo in la nostra analisi delle regole americane sulle crypto dopo lo stallo del Clarity Act.

Urna elettorale astratta accanto a una clessidra, una bilancia e un documento
Un voto procedurale sul Clarity Act è fallito 49 a 50 al Senato il 15 settembre, lasciando per ora alle agenzie le regole sulla struttura del mercato.

Debanking: la domanda che gli ha posto Garlinghouse

Garlinghouse ha citato la propria esperienza. Ha detto di essere stato «personalmente debancarizzato» e ha chiesto se l’amministrazione avesse «voltato pagina», secondo American Banker. La risposta di Bessent, che CoinDesk e American Banker riportano entrambi parola per parola, è stata: «Credo che possiamo definire buone pratiche regolatorie, tutele che impediscano che accada di nuovo». Ha aggiunto che il Clarity Act avrebbe aiutato. «Avrebbe impedito che accadesse di nuovo», ha detto nel resoconto di American Banker. American Banker scrive che non ha voluto dire attraverso quali meccanismi; nemmeno CoinDesk ne indica.

Le norme del GENIUS Act: una è definitiva, quella del Tesoro è ancora una proposta

L’argomento del finanziamento poggia sul GENIUS Act, la legge sugli stablecoin firmata il 18 luglio 2025, e le sue norme attuative non sono tutte scritte. La legge entra in vigore il 18 gennaio 2027.

Per prima è arrivata l’Office of the Comptroller of the Currency (OCC): ha pubblicato la norma definitiva il 21 ottobre, in vigore dal 18 gennaio 2027, con una composizione delle riserve più flessibile del previsto e una valutazione caso per caso dei rendimenti riconosciuti tramite partner, come spieghiamo in il nostro articolo sulla norma definitiva dell’OCC sul GENIUS Act. Bessent era citato in quel comunicato mentre definiva la legge «un momento spartiacque per la finanza americana».

La norma del Tesoro è invece ancora allo stadio di proposta. È comparsa nel Federal Register il 18 agosto 2026, il periodo di consultazione si è chiuso il 19 ottobre e non è stata indicata alcuna data per la versione definitiva. La FDIC ha proposto la propria norma per gli emittenti che vigila ad aprile 2026. Il 26 ottobre l’OCC ha invitato le banche di comunità a candidarsi come emittenti di stablecoin, anche se le domande non sono ancora aperte. Bessent promuove i vantaggi di un quadro che il suo stesso dipartimento non ha finito di scrivere.

L’Europa ascolta lo stesso argomento sul dollaro dall’altra parte

Per i lettori dell’area euro, l’intervento di Bessent è l’immagine speculare di un dibattito alla Banca centrale europea. L’8 maggio 2026, al Banco de España LatAm Economic Forum, la presidente della BCE Christine Lagarde ha detto che gli stablecoin in euro non sono «un modo efficiente» per rafforzare il ruolo internazionale della moneta unica, ha riferito Decrypt. Ha anche detto: «Non si tratta più di stabilire se gli stablecoin debbano esistere, ma se le giurisdizioni possano permettersi di farne a meno». Lagarde ha osservato che l’amministrazione americana presenta il GENIUS Act come un modo per assicurare il predominio globale del dollaro. Nel resoconto di Decrypt, ha riconosciuto un mercato globale degli stablecoin superiore a 317 miliardi di dollari, quasi il 98% in dollari; la testata non la cita mentre pronuncia direttamente quei numeri.

La frase di Bessent sugli stablecoin privati come «la risposta alle valute digitali delle banche centrali» colpisce direttamente il principale progetto della BCE. Il membro del Comitato esecutivo Piero Cipollone ha detto in un’intervista a Milano Finanza, pubblicata dalla BCE il 24 ottobre, che le disponibilità individuali in euro digitale sarebbero soggette a un tetto ma i pagamenti no, e che sette dei 36 fornitori del progetto pilota sono italiani; la BCE potrà decidere solo dopo l’adozione del regolamento europeo, che spera arrivi entro la fine del 2026. I dettagli sono in il nostro articolo su Cipollone e il progetto pilota dell’euro digitale.

Nell’Unione europea, gli stablecoin in dollari e in euro offerti al pubblico rientrano nel regolamento MiCA, vigilato in Italia da Consob e Banca d’Italia (in Francia dall’AMF). Non abbiamo trovato alcuna reazione di esponenti europei alle parole di Bessent alla mattina del 28 ottobre.

Cos’è la riserva di uno stablecoin, in breve

Uno stablecoin di pagamento è un token pensato per valere un dollaro (o un euro), rimborsabile presso il suo emittente. L’emittente tiene riserve almeno pari ai token in circolazione, soprattutto in contanti, depositi bancari e debito pubblico americano a breve termine. Gli interessi su quelle riserve sono il modello di business dell’emittente, ed è per questo che Tether può riportare un utile operativo di 1,5 miliardi di dollari in un trimestre mentre i detentori non incassano nulla direttamente. La differenza tra i due maggiori token, l’USDT di Tether e l’USDC di Circle, è spiegata in la nostra guida a USDT e USDC.

Le date da seguire dopo l’intervento di Bessent a Swell

Swell prosegue il 28 e il 29 ottobre. La Federal Reserve annuncia oggi, 28 ottobre, la decisione sui tassi alle 18:00 UTC. XRP, il token più legato a Ripple, scambiava intorno a 1,32 dollari alle 06:00 UTC, in rialzo di circa il 2% nelle ultime 24 ore secondo i dati di mercato di Coindaro; non abbiamo trovato alcun movimento di prezzo attribuibile alle parole di Bessent.

Seguiranno l’attestazione di Tether per il terzo trimestre, attesa verso fine ottobre se rispetterà i tempi dello scorso anno, le elezioni americane di metà mandato del 3 novembre, il ritorno del Senato il 9 novembre e l’entrata in vigore del GENIUS Act il 18 gennaio 2027. Se il Tesoro convocherà davvero la SEC e la CFTC, e su che cosa, è la domanda aperta che Bessent ha lasciato sul palco.

Fonti

  1. CoinDesk: Treasury's Bessent sees crypto as America's next tool for keeping the U.S. dollar on top (27 ottobre 2026) coindesk.com
  2. American Banker: Bessent: stablecoins will help ensure dollar dominance (27 ottobre 2026) americanbanker.com
  3. American Banker: Crypto market structure bill fails in Senate vote, 49-50 (15 settembre 2026) americanbanker.com
  4. Tether: comunicato sui risultati del secondo trimestre 2026 (31 luglio 2026) tether.io
  5. ForkLog: Tether's excess reserves halve in Q2 (1° agosto 2026) forklog.com
  6. Decrypt: ECB's Lagarde pushes back on euro stablecoins (8 maggio 2026) decrypt.co

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