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GENIUS Act, l’OCC chiude la regola sulle stablecoin: riserve più flessibili, rewards caso per caso

La regola finale OCC sul GENIUS Act elimina il tetto di scadenza sulle riserve e la presunzione sul rendimento dei partner. Vale dal 18 gennaio 2027.

Aggiornato 18 min di lettura

Bilancia astratta sopra una porta blindata, banconote e un documento
Indice
  1. A chi si applica la regola finale OCC sul GENIUS Act
  2. Proposta e regola finale: che cosa ha cambiato l’OCC da febbraio
    1. Riserve: più spazio per i Treasury a scadenza più lunga
    2. Rimborsi: due giorni lavorativi e nessun freno automatico
    3. Capitale e cuscinetto operativo di 12 mesi
  3. Rewards sulle stablecoin: l’OCC lascia la presunzione e deciderà caso per caso
    1. Le banche chiedevano il contrario
  4. Le banche contro l’OCC: per ABA, BPI e ICBA il rendimento delle stablecoin resta una scappatoia
    1. La risposta dell’OCC: nessun safe harbor, forse una norma sul rendimento più avanti
  5. Che cosa cambia per chi ha USDC e USDT e per gli exchange che pagano rewards
  6. Domande, deroghe e data di avvio del 18 gennaio 2027
  7. Che cosa resta a Tesoro, FDIC e Fed
  8. Le prossime date del regolamento sul GENIUS Act

Aggiornamento del 22 ottobre 2026, 05:30 UTC: Le principali lobby bancarie americane hanno risposto alla regola in giornata, blockchain that runs exactly as written when it is called, holding and moving funds according to its code, without an intermediary able to change the outcome.">smart contract holding reserves of two or more tokens, supplied by users, that a decentralized exchange uses to execute trades automatically at a price set by a formula.">pool diverge, compared with simply holding the same tokens in a wallet. It becomes permanent when the provider withdraws.">il 21 ottobre. Per l’American Bankers Association (ABA) il testo finale «preserverà lo status quo per le piattaforme crypto» nonostante la volontà del Congresso di proteggere il credito locale, mentre per il Bank Policy Institute (BPI) togliere la presunzione sul rendimento sostituisce la chiarezza con l’ambiguità. L’Independent Community Bankers of America (ICBA) ha fatto sapere che sta ancora esaminando la regola. Nessuna delle tre ha annunciato ricorsi o petizioni formali. Il testo della regola dice anche che l’OCC potrebbe proporre più avanti una norma per chiarire il divieto di rendimento e che i programmi di rewards nati prima della legge non godono di alcuna presunzione di conformità: i dettagli più sotto.

L’Office of the Comptroller of the Currency (OCC) ha pubblicato mercoledì 21 ottobre, alle 7:01 EDT (11:01 UTC), la regola finale che attua il GENIUS Act: è il primo regolatore americano a chiudere la propria parte del regolamento sulle stablecoin. Annunciata nel comunicato OCC 2026-92, la regola fissa requisiti su riserve, rimborsi, capitale e custodia per gli emittenti di stablecoin sotto la vigilanza dell’OCC ed entra in vigore il 18 gennaio 2027, lo stesso giorno della legge.

Rispetto alla proposta di febbraio, il testo finale è più morbido sulle riserve e abbandona l’idea che i pagamenti da un emittente ai suoi partner di distribuzione si presumano contrari al divieto di rendimento previsto dalla legge. È la seconda modifica quella che exchange e banche leggeranno per prima. L’OCC non ha benedetto i rewards sulle stablecoin come quelli che Coinbase paga sull’USDC. Non li ha nemmeno condannati. Esaminerà ogni accordo caso per caso.

«Offriamo un quadro chiaro e pratico per l’innovazione nelle stablecoin di pagamento», ha dichiarato nel comunicato il Comptroller Jonathan Gould. Il segretario al Tesoro Scott Bessent, citato anch’egli, ha definito la legge «un momento spartiacque nella finanza americana». L’OCC dice di aver ricevuto centinaia di commenti; il testo della regola indica circa 328, presentati da società crypto, banchieri di comunità, associazioni di categoria e accademici.

Il calendario generale della legge è nel nostro approfondimento su l’entrata in vigore del GENIUS Act il 18 gennaio 2027, mentre le regole separate del Tesoro, la cui consultazione si è chiusa il 19 ottobre, sono nel nostro articolo sullo scontro nella consultazione del Tesoro su DeFi e stablecoin estere.

A chi si applica la regola finale OCC sul GENIUS Act

La regola riguarda gli emittenti autorizzati di stablecoin di pagamento e gli emittenti esteri di stablecoin di pagamento che rientrano nella giurisdizione dell’OCC, oltre ad alcune attività di custodia delle banche e delle società fiduciarie da essa vigilate. In concreto, secondo il preambolo del testo della regola finale, i gruppi di emittenti sono quattro:

  • le controllate di banche nazionali assicurate e di federal savings association;
  • i federal qualified payment stablecoin issuer, la nuova categoria di emittenti non bancari autorizzati a livello federale;
  • alcuni emittenti non bancari qualificati a livello statale che passano sotto la supervisione dell’OCC;
  • gli emittenti esteri di stablecoin di pagamento che vogliono raggiungere gli utenti americani attraverso il canale OCC.

Per gli emittenti federali non bancari la legge rende il Comptroller l’unica autorità che concede la licenza, ispeziona e vigila. Le licenze statali sono superate per loro. Le leggi statali a tutela dei consumatori no, precisa il testo della regola.

La regola è ampia, ma ha dei confini. Copre tutte le norme che l’OCC deve scrivere in base alla legge, tranne gli obblighi del Bank Secrecy Act, dell’antiriciclaggio e delle sanzioni OFAC, che l’OCC sta trattando in un procedimento separato con il Tesoro; quella proposta è comparsa nel Federal Register il 24 giugno 2026 e non è ancora definitiva. Il testo dice anche che cosa non tocca: nessuna nuova norma a tutela dei consumatori, nessuna modifica ai coefficienti patrimoniali o di liquidità delle banche come LCR e NSFR, nessun trattamento fiscale, nessuna designazione di emittenti di rilevanza sistemica e nulla sulla DeFi.

Proposta e regola finale: che cosa ha cambiato l’OCC da febbraio

L’OCC ha diffuso la proposta il 25 febbraio 2026, pubblicata nel Federal Register il 2 marzo. I commenti si sono chiusi il 1° maggio, con quelli tardivi accettati fino al 1° luglio. La legge chiedeva ai regolatori di concludere le regole entro il 18 luglio 2026, scadenza mancata da OCC, FDIC, NCUA e Tesoro, come aveva riferito allora The Block. Parlando nel Wyoming il 19 agosto, Gould aveva detto che l’agenzia puntava a una regola finale «entro novembre». È arrivata il 21 ottobre.

Sulle riserve la proposta offriva due versioni. L’Opzione A fissava principi più un safe harbor facoltativo con limiti numerici; l’Opzione B trasformava quegli stessi numeri in obblighi rigidi. La regola finale mantiene i principi e una versione ridotta e vincolante dell’Opzione B. Le differenze principali, dal testo della regola e dalle spiegazioni dell’OCC:

TemaProposta di febbraio 2026Regola finale, 21 ottobre 2026
Scadenza delle attività di riservaScadenza media ponderata di 20 giorni al massimo (safe harbor nell’Opzione A, obbligo nell’Opzione B)Nessun tetto separato alla scadenza
Quota liquida delle riserveAlmeno il 10% in depositi a vista o saldi presso la FedAlmeno il 5% in depositi a vista o saldi presso la Fed
Test di liquidità settimanaleAlmeno il 30% in contanti, saldi Fed o fondi in scadenza entro cinque giorni lavorativiEliminato
Singola controparteNon oltre il 40% delle riserve presso un singolo istituto finanziario idoneoNon oltre il 40% delle riserve esposto a una singola controparte, con eccezioni
Riserve in eccessoPrelievo una volta al mesePrelievo in qualsiasi momento, se le monete restano interamente coperte
Picchi di rimborsiBlocco o proroga automatici dei rimborsiEliminati; avviso all’OCC entro 24 ore oltre il 10% dell’emissione, proroga solo con l’approvazione dell’OCC
Soglia di capitale da 5 milioni di dollariSolo nella fase de novo (primi 36 mesi)Per tutta la vita dell’emittente
Cuscinetto operativo12 mesi di spese in attività liquideUguale, ma fino al 50% può essere debito idoneo
Rendimento pagato tramite affiliate o partnerPresunzione relativa di violazionePresunzione eliminata; esame caso per caso

Riserve: più spazio per i Treasury a scadenza più lunga

La copertura 1:1 resta, in ogni momento, con attività di riserva limitate a quelle elencate dalla legge: contanti, depositi, titoli del Tesoro a breve, alcuni pronti contro termine e strumenti simili. È cambiato il grado di controllo che l’OCC voleva esercitare sulla composizione. L’eliminazione del tetto di 20 giorni alla scadenza media ponderata consente a un emittente di detenere Treasury idonei più vicini al limite lungo di ciò che la legge permette. La soglia di liquidità scende dal 10% al 5%. Il test di liquidità settimanale non c’è più.

Con le parole del regolatore, le modifiche «offrono maggiore flessibilità» mantenendo i requisiti di fondo su liquidità, diversificazione e concentrazione. I pronti contro termine restano ammessi entro certi limiti, purché non ostacolino il termine per il rimborso. Gli emittenti possono inoltre ritirare le riserve in eccesso quando vogliono, e non più una volta al mese, a condizione che ogni moneta in circolazione resti interamente coperta.

Rimborsi: due giorni lavorativi e nessun freno automatico

La sezione 15.12 della regola finale stabilisce che il rimborso tempestivo non può superare due giorni lavorativi. La proposta prevedeva un meccanismo che bloccava o prorogava automaticamente i rimborsi durante un picco di richieste. Secondo chi ha inviato commenti, avrebbe accelerato una corsa agli sportelli, perché i detentori si sarebbero affrettati a uscire prima che scattasse il freno; l’OCC lo ha tolto.

Al suo posto c’è uno strumento più stretto. Se le richieste di rimborso superano il 10% del valore in circolazione di un marchio di stablecoin nell’arco di 24 ore, l’emittente deve avvisare l’OCC entro 24 ore e può chiedere una proroga, che l’OCC può concedere o negare. La versione automatica è quindi scomparsa, ma una proroga decisa dal regolatore resta possibile.

Capitale e cuscinetto operativo di 12 mesi

Il capitale minimo è il maggiore tra l’importo scritto nelle condizioni della licenza e 5 milioni di dollari. Nella proposta quella soglia di 5 milioni valeva solo nei primi 36 mesi; nella regola finale resta per tutta la vita dell’emittente. Il capitale corrente deve essere «commisurato» a tutti i rischi dell’emittente, e l’OCC può chiederne di più. Alcuni commentatori avevano chiesto una soglia di 15 milioni di dollari, che l’OCC non ha adottato.

In aggiunta al capitale, un emittente deve detenere attività liquide separatamente identificate pari a 12 mesi di spese totali, un cuscinetto operativo per tenere in piedi l’attività se deve essere liquidata. Le attività di riserva non possono concorrere. La regola finale consente che fino alla metà del cuscinetto sia costituita da debito con criteri di tipo tier 2. La regola proporziona inoltre la gestione del rischio alle dimensioni, fissa obblighi di audit e di segnalazione settimanale e trimestrale, e permette l’uso di società veicolo (SPV) perché i detentori mantengano il loro credito se l’emittente fallisce.

Porta blindata astratta accanto a una clessidra, banconote e un ingranaggio in movimento
La regola finale allenta la composizione delle riserve ma mantiene la copertura 1:1, il rimborso in due giorni e la soglia di capitale da 5 milioni di dollari.

Rewards sulle stablecoin: l’OCC lascia la presunzione e deciderà caso per caso

Il divieto previsto dalla legge non cambia e l’OCC lo ha trascritto nella regola così come lo fissa il GENIUS Act: nessun emittente può pagare ai detentori «interessi o rendimenti», in contanti, in token o in qualsiasi altra forma, solo perché detengono, usano o conservano una stablecoin di pagamento. Vale allo stesso modo per detentori retail e istituzionali. L’OCC ha anche rifiutato di definire «interesse» o «rendimento» e ha messo in guardia dai giochi di etichette: «Un interesse non smette di essere tale solo perché gli si dà un altro nome». Non ha concesso né un periodo di sanatoria né un safe harbor generale, né per i partner white-label, né per i pagamenti a fronte di servizi, né per i programmi di rewards precedenti alla legge.

È sparita la presunzione relativa della proposta. A febbraio l’OCC aveva detto che certi pagamenti da un emittente alle sue affiliate o a «terze parti collegate», partner white-label compresi, si sarebbero presunti contrari al divieto quando quei soggetti giravano il rendimento ai detentori. Nel testo finale l’OCC definisce il mercato ancora agli inizi e sostiene che una presunzione del genere rischierebbe di prendere troppo e troppo poco insieme, aggiungendo oneri senza benefici. Monitorerà invece questi accordi tramite le domande di autorizzazione e la vigilanza, interverrà contro le elusioni e pubblicherà indicazioni più avanti.

Un funzionario dell’OCC, in un incontro con i giornalisti mercoledì, ha detto che la presunzione proposta era una stima della probabilità di elusione, scritta per un mercato ancora agli inizi, ha riferito The Block. «Lasceremo semplicemente che il mercato si sviluppi e interverremo man mano», ha detto il funzionario, secondo Crypto in America. Lo stesso funzionario ha detto a The Block: «abbiamo il potere di intervenire contro le elusioni della legge» e «se vediamo un’elusione evidente, potremo agire di conseguenza». Alla domanda se i programmi di rewards degli exchange di oggi siano conformi, il funzionario ha rifiutato di rispondere, ha riferito Bitcoin Magazine.

Le banche chiedevano il contrario

Questo round lo hanno perso le banche. Il 1° maggio 2026 l’American Bankers Association e 52 associazioni bancarie statali hanno presentato una lettera congiunta in cui chiedevano all’OCC di estendere la presunzione ai pagamenti a monte comunque etichettati e di allargare la definizione di «terza parte collegata» ai partner di distribuzione e promozione, secondo l’ABA Banking Journal. I gruppi bancari chiamano questa falla la «scappatoia delle stablecoin» e sostengono che i rewards sui token sottrarrebbero depositi alle banche, a partire da quelle di comunità, e ridurrebbero i prestiti.

Lo scontro si era già spostato una volta. Il rendimento delle stablecoin è stato un nodo centrale del Clarity Act, il disegno di legge sulla struttura del mercato che a settembre è stato bocciato in un voto procedurale del Senato ed è fermo da allora. Dopo quel voto le banche si sono rivolte all’OCC, riferiscono Bitcoin Magazine e Crypto in America. Una fonte anonima del settore crypto ha dato a Crypto in America la lettura opposta: «Ecco perché le banche avrebbero dovuto sostenere il Clarity Act».

Sul fronte crypto, la società di investimento Paradigm ha sostenuto in una lettera di commento del 1° maggio che la presunzione si discostava dalla legge senza adeguata motivazione. Ha ottenuto che venisse tolta. Non ha ottenuto il resto di ciò che chiedeva: safe harbor per i programmi di rewards gestiti in modo indipendente e per i pagamenti forfettari non legati al rendimento, e un periodo di sanatoria di 90 giorni prima delle sanzioni pecuniarie civili. Coinbase e Circle non avevano commentato la regola finale nelle fonti da noi consultate alle 16:50 UTC del 21 ottobre; le associazioni bancarie hanno reagito più tardi nella stessa giornata, come riportato più sotto.

Stretta di mano astratta sotto una lente d'ingrandimento accanto a una goccia e a un gruppo di persone
Gli accordi tra emittenti e partner che pagano rewards saranno ora esaminati caso per caso.

Le banche contro l’OCC: per ABA, BPI e ICBA il rendimento delle stablecoin resta una scappatoia

L’American Bankers Association riconosce alla regola diversi passi avanti, ma le contesta di aver tolto le tutele che l’OCC aveva inizialmente proposto contro il rendimento girato tramite affiliate, exchange e altri partner di distribuzione. «Il risultato è una regola finale che preserverà lo status quo per le piattaforme crypto nonostante la chiara intenzione del Congresso di proteggere il credito locale», ha detto il presidente e amministratore delegato Rob Nichols, secondo l’ABA Banking Journal. Nella sua lettura, gli emittenti potranno offrire un rendimento economicamente equivalente restando formalmente fuori dal divieto di legge, e queste lacune rischiano di indebolire la distinzione voluta dal Congresso tra stablecoin di pagamento e depositi bancari.

Per Nichols è sbagliato voler affrontare la fuga dei depositi e i danni economici dopo che si sono già prodotti. L’ABA continuerà a lavorare con regolatori e politici. La richiesta finisce qui: alle 05:30 UTC del 22 ottobre non erano stati annunciati, nelle fonti da noi consultate, petizioni, ricorsi in tribunale o lettere al Congresso contro la regola.

Il Bank Policy Institute, che rappresenta grandi banche americane ed estere, punta il dito sulla procedura. Secondo Paige Pidano Paridon, vicepresidente esecutiva e co-responsabile degli affari regolamentari, la scelta di omettere la presunzione «sostituisce la chiarezza con l’ambiguità» ed espone il sistema bancario e i suoi clienti al rischio di fuga dei depositi. Il BPI contesta che l’esame caso per caso non preveda una procedura trasparente, né su come l’OCC deciderà né sulla pubblicazione degli esiti: dall’esterno non si potrà vedere come il divieto viene applicato.

L’Independent Community Bankers of America, che riunisce le banche locali, è più cauta. La presidente e amministratrice delegata Rebeca Romero Rainey ha dichiarato il 21 ottobre che l’ICBA sta ancora esaminando la regola e resta concentrata sui rischi che le stablecoin pongono al credito delle banche locali se il divieto di pagare rendimenti ai detentori, voluto dal Congresso, non viene attuato con rigore. La dichiarazione riprende la stima dell’ICBA secondo cui la diffusione delle stablecoin potrebbe ridurre i prestiti delle banche locali di almeno 850 miliardi di dollari nei prossimi anni. Non è un dato nuovo: l’ICBA lo aveva indicato il 4 maggio 2026 nei commenti alla proposta dell’OCC, e la dichiarazione non spiega come sia stato calcolato. L’ICBA ha in effetti una causa contro l’OCC davanti a un tribunale federale di Washington, depositata il 2 ottobre, ma riguarda le licenze di trust nazionali concesse a società crypto, non questa regola.

La risposta dell’OCC: nessun safe harbor, forse una norma sul rendimento più avanti

L’OCC spiega la scelta nella regola finale diffusa con il Bollettino 2026-50: il mercato è troppo giovane per una presunzione. Man mano che crescerà, il regolatore conta di accumulare abbastanza esperienza nell’individuare le operazioni vietate da poter proporre una norma che chiarisca il divieto di rendimento. Nessuna data. Finché il Congresso non cambia la legge, scrive, deve applicare il divieto del GENIUS Act così come è stato approvato, e riesaminerebbe la regola se una legge come il Clarity Act modificasse il divieto.

Si chiude anche la porta dei programmi esistenti: l’OCC si rifiuta di presumere conformi i programmi di rewards nati prima del GENIUS Act e osserva che il fatto che il Congresso li conoscesse non significa che li abbia approvati. Come ha notato CoinDesk, il regolatore sottolinea però il peso della parola «solely» (unicamente) nel divieto: un reward pagato almeno in parte per altre ragioni potrebbe restarne fuori. Nel frattempo i programmi in corso continuano. Il 21 ottobre CoinDesk citava PayPal, che paga il 4% sul PYUSD, Coinbase One con il 3,75% sull’USDC e Kraken+ fino al 4,5% sull’USDG. Ognuno potrebbe ora dover superare l’esame caso per caso dell’OCC.

Che cosa cambia per chi ha USDC e USDT e per gli exchange che pagano rewards

Per chi detiene stablecoin, il cambiamento a breve termine è piccolo. La regola disciplina gli emittenti, non i wallet. Per un detentore contano soprattutto la copertura integrale e il rimborso entro due giorni lavorativi, e entrambi valgono dal 18 gennaio 2027 per gli emittenti sotto l’OCC. Le modifiche alle riserve danno agli emittenti più scelta di attività; non allentano la copertura 1:1.

Per gli exchange il quadro è grigio, non verde. Una piattaforma che paga rewards sui saldi in USDC finanziati da un accordo di condivisione dei ricavi con l’emittente è proprio il tipo di intesa a cui puntava la presunzione ora abbandonata. Coinbase partecipa ai ricavi sulle riserve di USDC in base all’accordo con Circle, e la sua quota cresce con la quantità di USDC detenuta sulla piattaforma, secondo il prospetto di quotazione di Circle del 2025; Decrypt ha indicato in circa il 4% la ricompensa offerta da Coinbase sull’USDC a febbraio. Senza la presunzione, sarebbe l’OCC a dover dimostrare un’elusione, e non l’emittente a doverla smentire. Senza safe harbor, però, nulla protegge in anticipo un programma di questo tipo.

Valgono altri due limiti. L’OCC vigila solo sugli emittenti dalla sua parte del confine; un emittente con licenza statale, o una controllata bancaria vigilata da FDIC o Federal Reserve, risponde a quelle autorità, che non hanno ancora finalizzato le proprie regole. E per l’USDT, emesso da Tether fuori dagli Stati Uniti, l’accesso al mercato americano dipende dalle disposizioni sugli emittenti esteri e dalle valutazioni del Tesoro su quali regimi stranieri siano comparabili, una parte del sistema ancora allo stadio di proposta.

Chi è all’inizio e vuole capire come sono garantiti questi token può partire dalla nostra guida per principianti alle stablecoin.

Domande, deroghe e data di avvio del 18 gennaio 2027

Non saranno accettate domande o richieste di deroga finché l’Office of Management and Budget non darà l’approvazione definitiva ai moduli, e l’OCC annuncerà la data con un comunicato separato. Dopo il 18 gennaio 2027, emettere negli Stati Uniti una stablecoin di pagamento senza autorizzazione comporta sanzioni penali in base alla legge.

Il Bollettino 2026-51 fissa i meccanismi. L’OCC stabilirà entro 30 giorni se una domanda è sostanzialmente completa e punta a decidere entro 120 giorni da quel momento. Gli emittenti già operativi negli Stati Uniti con una domanda sostanzialmente completa pendente al 18 gennaio 2027 possono chiedere deroghe temporanee fino a 12 mesi, e l’OCC dice che in quel caso si aspetta in genere di concedere deroghe all’obbligo di approvazione preventiva. Non ha trovato ragioni generali per concedere deroghe agli emittenti non ancora operativi negli Stati Uniti: questi dovrebbero partire solo dopo l’approvazione.

Al 21 ottobre la pagina delle domande dell’OCC indicava ancora che la presentazione era chiusa in attesa dell’approvazione finale dei moduli da parte dell’OMB, ha riferito CryptoSlate il 22 ottobre. Il punto conta per gli emittenti già attivi: la sola domanda non autorizza a emettere dopo il 18 gennaio 2027, e chi continua senza una deroga concessa potrebbe violare l’obbligo di approvazione preventiva anche se ha presentato la domanda in tempo. Le deroghe dovrebbero durare solo il tempo necessario, entro il tetto di 12 mesi.

Il Bollettino 2026-52 propone due moduli di segnalazione, soggetti all’approvazione dell’OMB e a un periodo di commenti di 30 giorni: un rapporto settimanale sull’attività e sulle riserve in stablecoin, con prima data di riferimento il 25 gennaio 2027, e un rapporto trimestrale su situazione patrimoniale e conto economico, con prima data il 31 marzo 2027.

Che cosa resta a Tesoro, FDIC e Fed

La regola di mercoledì è un tassello tra diversi. Il Tesoro scrive i principi per stabilire se un regime statale sia «sostanzialmente simile» a quello federale, il test per i regimi esteri comparabili e, con FinCEN e OFAC, le norme antiriciclaggio proposte in aprile. La sua consultazione si è chiusa il 19 ottobre e non esiste ancora una regola finale del Tesoro. L’FDIC ha proposto in aprile 2026 una propria regola sugli emittenti, per le controllate bancarie che vigila; non ne abbiamo trovato una versione finale, né dalla Federal Reserve o dalla NCUA. Non abbiamo trovato nemmeno alcun regime statale certificato.

Resta quindi un rischio concreto di trattamenti disomogenei. La proposta di aprile dell’FDIC ha una propria presunzione relativa sui rewards, e Paradigm ha scritto all’FDIC in una lettera di commento del 9 giugno che nulla nella legge la consente. Se l’FDIC la mantiene, due emittenti con lo stesso accordo con un partner potrebbero trovarsi davanti a regole diverse a seconda dell’agenzia che li vigila.

L’Europa ha affrontato prima il lato degli emittenti. Con MiCA, le stablecoin in euro e in dollari vendute nell’UE sono token di moneta elettronica i cui emittenti non possono pagare interessi, e l’ESMA ha dato alle società crypto dell’UE tempo fino a gennaio per smettere di offrire token non conformi a MiCA, come raccontato nel nostro articolo sulla scadenza ESMA. I regimi americano ed europeo sulle stablecoin si faranno quindi sentire entrambi a gennaio 2027.

Per chi risiede in Italia, la regola americana non cambia le regole di casa: in Italia le stablecoin in euro e in dollari emesse nell’UE restano sotto MiCA, con Consob e Banca d’Italia come autorità competenti, e i prestatori di servizi in cripto-attività che operano nel Paese sono iscritti nei registri dell’OAM o autorizzati secondo MiCA. Il GENIUS Act riguarda gli emittenti attivi sul mercato americano e i rewards pagati dalle piattaforme statunitensi; il trattamento fiscale di eventuali rewards per un residente italiano non rientra nella regola e non è stato valutato dall’OCC.

Le prossime date del regolamento sul GENIUS Act

  • Pubblicazione nel Federal Register della regola finale dell’OCC: data non annunciata.
  • Apertura delle domande e delle richieste di deroga all’OCC: dopo l’approvazione dell’OMB, con annuncio tramite comunicato stampa.
  • 18 gennaio 2027: entrano in vigore il GENIUS Act e la regola dell’OCC.
  • 25 gennaio 2027: prima data di segnalazione settimanale proposta per gli emittenti vigilati dall’OCC, soggetta all’approvazione dell’OMB.
  • 31 marzo 2027: prima data di segnalazione trimestrale proposta.
  • Ancora in sospeso: regole finali di Tesoro, FDIC, Federal Reserve e NCUA, più le indicazioni dell’OCC sugli accordi di rewards e, più avanti e senza data, un’eventuale norma dell’OCC che chiarisca il divieto di rendimento.

Fonti

  1. Comunicato OCC 2026-92, 21 ottobre 2026 (in inglese) occ.gov
  2. Regola finale dell'OCC che attua il GENIUS Act (testo, PDF, in inglese) occ.gov
  3. ABA Banking Journal: OCC finalizes stablecoin rule with narrow payment-of-interest prohibition, 21 ottobre 2026 (in inglese) bankingjournal.aba.com
  4. Bank Policy Institute: OCC GENIUS Act rule leaves room for ambiguity on yield, 21 ottobre 2026 (in inglese) bpi.com
  5. ICBA: dichiarazione sulla regola finale dell'OCC, 21 ottobre 2026 (in inglese) icba.org
  6. CoinDesk: la regola finale dell'OCC e i rewards sulle stablecoin, 21 ottobre 2026 (in inglese) coindesk.com

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