La Securities and Exchange Commission (SEC) degli Stati Uniti ha incriminato giovedì 29 ottobre 2026 BG Wealth Sharing Ltd e DSJ Exchange Pty Ltd. Secondo l’accusa, le due società, costituite in Colorado, avrebbero raccolto in crypto oltre 130 milioni di dollari da decine di migliaia di piccoli risparmiatori con un finto «programma di condivisione della ricchezza», restituendone al massimo 25 milioni. blockchain that runs exactly as written when it is called, holding and moving funds according to its code, without an intermediary able to change the outcome.">smart contract holding reserves of two or more tokens, supplied by users, that a decentralized exchange uses to execute trades automatically at a price set by a formula.">pool diverge, compared with simply holding the same tokens in a wallet. It becomes permanent when the provider withdraws.">Il caso poggia sul comunicato SEC 2026-110 e su una denuncia di 19 pagine depositata lo stesso giorno presso il tribunale federale del Distretto Nord della California (caso 3:26-cv-12746).
La denuncia aggiunge al comunicato un dettaglio importante: come le due società avrebbero trasformato in strumento di vendita i sistemi pubblici di deposito documenti dello stesso regolatore. Un Form ADV e un Form D, che sono semplici comunicazioni e non licenze, sarebbero stati mostrati agli investitori come prova di un’autorizzazione, insieme a «certificati di registrazione» con il sigillo della SEC che l’agenzia dice di non aver mai emesso.
Si tratta di accuse. Nessun tribunale si è pronunciato, l’agenzia dovrà dimostrare la propria tesi e nei documenti esaminati da Coindaro non risulta alcuna replica delle due società. Nessuna persona fisica è imputata.
Cosa contesta la SEC a BG Wealth Sharing e DSJ Exchange
Entrambe le società devono rispondere di violazioni delle norme antifrode del Securities Act del 1933 e del Securities Exchange Act del 1934. BG Wealth Sharing è inoltre accusata ai sensi delle sezioni 204(a) e 207 dell’Investment Advisers Act del 1940, che riguardano l’accesso ai suoi libri contabili e le dichiarazioni presuntamente non veritiere in un rapporto depositato presso l’agenzia.
Il periodo considerato va da almeno ottobre 2025 a giugno 2026, con investitori in più di 40 Stati americani, in diversi territori e all’estero. Sulla carta le società sono americane, ma la denuncia sostiene, «sulla base di informazioni e convinzioni», che a gestire lo schema fossero persone residenti all’estero. Le perdite degli investitori vengono indicate in oltre 100 milioni di dollari.
Laura D’Allaird, a capo della Cyber and Emerging Technologies Unit della divisione Enforcement della SEC, nel comunicato ha definito il caso uno «schema presunto» che «era ben pianificato» e ha aggiunto che gli imputati «hanno alimentato ulteriormente l’inganno esibendo certificati falsi con il sigillo della SEC».
Perché la California? La denuncia spiega che almeno 45 residenti del distretto hanno investito, che un promotore locale ha organizzato eventi e che la persona che ha pagato la tassa per il deposito del Form ADV di BG Wealth Sharing vive nel distretto. Quella persona non è indicata per nome.
Come veniva venduto il programma: segnali, livelli e il 60% al mese
Secondo la denuncia, BG Wealth Sharing si presentava come «il più grande hedge fund del mondo» e come consulente con licenza SEC. I suoi siti avrebbero promesso un rendimento mensile di almeno il 60% a «rischio zero» e la possibilità di raddoppiare il capitale in 40 giorni. Un capitale iniziale dichiarato di 30 milioni di sterline avrebbe dovuto coprire qualsiasi perdita, sotto l’etichetta di «protezione garantita del fondo». I siti descrivevano inoltre la società come parte di un gruppo finanziario globale fondato nel 2018 dal suo creatore «per conto del Fondo monetario internazionale», secondo le parole della denuncia.
La proposta ruotava attorno a una figura presentata come fondatore e amministratore delegato, il «professor» Stephen Beard. Non è mai stato registrato presso la SEC in alcuna veste, afferma la denuncia, e «sulla base di informazioni e convinzioni» il nome sarebbe un’identità fittizia. I segnali di trading a lui attribuiti venivano pubblicizzati come accurati al 99,6%.
Il meccanismo, nel racconto della denuncia, era semplice. Gli investitori aprivano un conto su DSJ Exchange, dal sito o da un’app, e versavano USDC, USDT o ETH. Due volte al giorno arrivavano segnali alfanumerici tramite BonChat, un servizio di messaggistica cifrata con sede a Hong Kong. L’investitore incollava il segnale in una scheda del conto, premeva conferma e vedeva comparire un profitto sullo schermo. BG Wealth Sharing avrebbe dichiarato che solo l’1% di ogni conto veniva messo in comune e negoziato e che avrebbe trattenuto il 40% degli utili.
Chi legge l’atto troverà la sigla «SI», per Super Intelligence, dove le società parlavano di intelligenza artificiale. Una nota spiega perché: un ordine esecutivo presidenziale del 29 settembre 2026 chiede alle agenzie federali di usare questo termine.
Il resto, secondo l’atto, lo faceva il reclutamento. Gli investitori erano spinti a «salire di livello» portando almeno cinque persone, con fino a 12 livelli e bonus, commissioni e «dividendi sul volume di transazioni» per i responsabili di squadra. Un promotore con ufficio a Concord, in California, non nominato, avrebbe raggiunto il livello 7 con circa 5.000 investitori a valle. La promozione passava da YouTube, TikTok, Facebook, Instagram e Telegram, da riunioni settimanali su Zoom fin da dicembre 2025 e da eventi dal vivo a Las Vegas (30 novembre 2025), Lā‘ie, nelle Hawaii (15 dicembre 2025) e Salt Lake City (15 aprile 2026).

Presunti certificati SEC falsi: un deposito di documenti non è una licenza
Due documenti stanno al centro del caso. BG Wealth Sharing ha depositato un Form ADV il 16 agosto 2025, dichiarandosi consulente esente dall’obbligo di registrazione (exempt reporting adviser). DSJ Exchange ha depositato un Form D l’11 luglio 2025, dichiarando ricavi superiori a 100 milioni di dollari e un’offerta esente da 100 milioni ai sensi della Rule 506(c). Nessuna delle due società è mai stata registrata presso l’agenzia, afferma la denuncia.
Un presunto certificato di registrazione SEC per ciascuna società sarebbe comparso sul sito di BG Wealth Sharing e Beard lo avrebbe mostrato nelle sue dirette settimanali. Ogni certificato portava il sigillo dell’agenzia e un riferimento reale: il numero CRD del Form ADV o il numero CIK di EDGAR. I promotori avrebbero poi mandato gli investitori sui siti IAPD ed EDGAR della stessa SEC, dove quei numeri portavano a documenti pubblici veri, come prova di essere «registrati».
Chi avesse controllato avrebbe trovato il deposito, con il numero corrispondente, sul sito del regolatore. Eppure la denuncia ricorda che un Form ADV o un Form D non è una licenza né la prova che l’agenzia abbia approvato chi lo presenta. «La SEC non rilascia certificati di registrazione», si legge.
Le autorità statali avevano già visto la stessa tattica. Il Texas State Securities Board ha sostenuto a giugno che i promotori affermavano falsamente che entrambe le società fossero autorizzate e verificate dalla SEC. «I malintenzionati cercano spesso di creare un falso senso di legittimità sostenendo di avere un’approvazione governativa, una registrazione o una vigilanza ufficiale», ha dichiarato la vice commissaria texana per i titoli Cristi Ramón Ochoa.
Entrambi i moduli sono stati ora rimossi dal sito della Commissione, secondo il comunicato, che aggiunge che l’Office of Investor Education and Assistance della SEC ha pubblicato avvisi agli investitori sui truffatori che usano i depositi degli exempt reporting adviser.
I documenti depositati erano a loro volta falsi, secondo l’accusa
Il Form ADV di BG Wealth Sharing indicherebbe un revisore, Indicator Global, che secondo la denuncia non compare in nessun registro pubblico delle società di revisione e che sembra aver depositato a sua volta come exempt reporting adviser. Indicator Global non è imputata.
Stando alla denuncia, la sede principale indicata nel modulo era una casella postale virtuale PostNet in Colorado, il numero di telefono statunitense risultava scollegato e la posta tornava indietro. BG Wealth Sharing non avrebbe risposto quando il personale della SEC ha chiesto i suoi documenti.
L’indirizzo di DSJ Exchange era un ufficio in affitto temporaneo, secondo la denuncia, e i suoi depositi riportavano recapiti falsi. Nel Form ID, la domanda per ottenere i codici di accesso a EDGAR, il notaio il cui timbro compare non avrebbe in realtà autenticato il documento. Le citazioni inviate per posta sono tornate indietro o sono rimaste senza risposta, aggiunge l’atto.
Dove sarebbe finito il denaro
«L’intero programma era una finzione», scrive la denuncia. Secondo l’accusa nessun fondo degli investitori è stato usato per il trading pubblicizzato, il programma non ha generato profitti e DSJ Exchange era «una piattaforma di trading fittizia» che mostrava operazioni e saldi inventati. I depositi sarebbero stati spostati tra blockchain e intermediari, a volte attraverso indirizzi di portafoglio comuni, e la denuncia definisce le somme restituite a portafogli collegati agli investitori «pagamenti in stile Ponzi». La nostra guida a come funzionano le piramidi di Ponzi crypto e come riconoscerle spiega lo schema.
| Voce | Cifra | Fonte |
|---|---|---|
| Raccolto in totale | Più di 130 milioni di dollari | Denuncia SEC, par. 1 (presunto) |
| Ricevuto solo tra marzo e giugno 2026 | Oltre 130 milioni di dollari | Denuncia SEC, par. 6 e 43 (presunto) |
| Indirizzi blockchain da cui sono partiti i fondi | Più di 223.000 | Denuncia SEC, par. 6 e 43 (presunto) |
| Restituito a portafogli probabilmente di investitori | Al massimo 25 milioni di dollari | Denuncia SEC, par. 5 e 47 (presunto) |
| Perdite degli investitori | Superiori a 100 milioni di dollari | Denuncia SEC, par. 9 (presunto) |
| Perdite segnalate allo Stato di Washington | 254.000 dollari, non verificati dal regolatore | Avviso del Washington DFI |
| Perdite probabili, stima on-chain | Oltre 150 milioni di dollari | ZachXBT, via Cointelegraph, maggio 2026 |
Queste cifre vanno trattate con cautela. La denuncia indica «più di 130 milioni di dollari» come totale raccolto, poi «oltre 130 milioni» come importo ricevuto dal solo marzo 2026, anche se lo schema sarebbe iniziato a ottobre 2025. Non fornisce una cifra separata per i mesi precedenti, quindi il totale complessivo non è esplicitato. La denuncia chiude poi la finestra di marzo a «inizio giugno» nel paragrafo 6 e a «metà giugno» nel paragrafo 43. Gli oltre 223.000 indirizzi non sono 223.000 persone: la SEC parla di decine di migliaia di investitori. La stima di ZachXBT, investigatore on-chain, di oltre 150 milioni, riportata da Cointelegraph a maggio, è una misura diversa che la SEC non cita.
Gli avvisi dei regolatori arrivavano da mesi, prima della causa americana
Gli avvisi sono iniziati 17 mesi prima della causa. Secondo la denuncia, almeno sette autorità di vigilanza straniere li hanno emessi a partire da maggio 2025, senza indicare quali. La britannica Financial Conduct Authority ha pubblicato in quel mese il suo avviso su «BG Wealth Sharing / dsjex.net», datato 7 maggio 2025, in cui afferma che la società non è autorizzata dalla FCA e potrebbe rivolgersi a persone nel Regno Unito. Nel marzo 2026 la Banca centrale di Samoa ha dichiarato che BG Wealth non è regolamentata nel Paese, ha riferito il Samoa Observer. Le autorità statali di Alaska, Hawaii, Oklahoma, Texas, Utah, Washington e Wisconsin sono seguite da marzo 2026 con avvisi e ordini di cessazione, secondo la denuncia.
| Data (2026) | Evento | Fonte |
|---|---|---|
| 10 aprile | Il Washington DFI pubblica un avviso su BG Wealth e DSJ Exchange, aggiornato poi il 4 e il 15 maggio | Washington DFI |
| 23 aprile | L’FBI sequestra il dominio originale di BG Wealth Sharing in un’operazione congiunta; Beard darebbe la colpa a un hacker cinese | Denuncia SEC, par. 72 |
| 2 maggio | Il presunto amministratore delegato Beard dice agli utenti in un video che serve una tassa del 12% sui saldi in vista di una quotazione di DSJ Exchange | Cointelegraph |
| 5 maggio | ZachXBT afferma che oltre 41 milioni di dollari sono stati congelati con Tether, Binance, OKX e le forze dell’ordine statunitensi | Cointelegraph |
| 3 giugno | Il Texas annuncia un ordine di cessazione d’emergenza | Texas State Securities Board |
| 29 settembre | DSJ Exchange cambia il nome su EDGAR in Horizon Crest Capital Inc. e deposita un nuovo Form D | Denuncia SEC, par. 76 |
| 29 ottobre | La SEC deposita la denuncia | Comunicato SEC 2026-110 |
L’avviso di Washington citava la promessa di 2.000 USDT che avrebbero reso «1.500 USDT al mese a vita». I domini continuavano a cambiare dopo che le autorità li avevano individuati, secondo la denuncia, e il sito di BG Wealth Sharing avrebbe aggiunto una FAQ per spiegare perché il programma non fosse uno schema Ponzi.
Prelievi bloccati, una «tassa» e il passaggio a HQI Exchange, nel racconto della SEC
All’inizio alcuni prelievi andavano a buon fine, cosa che avrebbe rafforzato la fiducia. I saldi mostrati raddoppiavano in circa 40 giorni, mentre commissioni fino al 20% e ritardi di diversi giorni avrebbero scoraggiato chi voleva ritirare. Poi DSJ Exchange ha bloccato del tutto i prelievi, secondo la denuncia.
A chi chiedeva indietro i fondi sarebbe stato detto di pagare prima una «tassa», e chi pagava non riusciva comunque a prelevare. Il Texas ha descritto la richiesta il 3 giugno come una «tassa di uscita» o «costo di conformità» del 12% da pagare di tasca propria, più una commissione di 100 dollari per spostare i conti su una nuova piattaforma, HQI Exchange. Nella versione della SEC, gli investitori dovevano depositare altro denaro per effettuare il passaggio e riavere l’accesso, dopo che Beard avrebbe sostenuto che DSJ Exchange era stata hackerata. HQI Exchange non è imputata. Il regolatore di Washington ha scritto il 15 maggio che gli investitori venivano «a quanto si riferisce» dirottati lì e li ha invitati alla massima cautela prima di inviare altri fondi.

Un altro passo è arrivato un mese prima della causa. Il 29 settembre 2026, secondo la denuncia, DSJ Exchange ha cambiato il proprio nome su EDGAR in Horizon Crest Capital Inc., che si presenta come società di New York, e ha depositato un Form D per una presunta offerta, «in un apparente tentativo di perpetuare la frode». Horizon Crest non è indicata come imputata a sé stante e Coindaro non ha potuto stabilire se oggi raccolga ancora investitori.
Cosa chiede la SEC e cosa resta da chiarire
La richiesta al tribunale comprende ingiunzioni permanenti contro entrambe le società, il divieto per BG Wealth Sharing di depositare Form ADV come exempt reporting adviser, la restituzione dei presunti profitti con interessi, in solido, e sanzioni civili. L’agenzia chiede un processo con giuria. La denuncia non chiede il congelamento dei beni e nessuno dei due documenti indica una data di udienza.
Restano aperte diverse domande. Oltre a «persone residenti all’estero», la SEC non dice chi gestisse l’operazione e i suoi documenti non menzionano alcun procedimento penale contro singoli. La denuncia non indica alcuna piattaforma di scambio o portafoglio in cui il denaro sarebbe finito. Non è chiaro nemmeno se gli investitori recupereranno qualcosa. ZachXBT ha detto a maggio che soggetti illeciti hanno tentato di riciclare più di 92 milioni di dollari tra il 27 aprile e il 3 maggio e che oltre 41 milioni sono stati congelati, ma nessuna delle due cifre compare nei documenti della SEC, perciò un legame con questa causa è ignoto. Nel suo racconto tra i soggetti intervenuti c’è Tether, e tra i depositi figuravano USDT e USDC: la nostra pagina su Tether e il confronto tra USDT e USDC offrono il contesto.
Come verificare le dichiarazioni di una società crypto sulla SEC
Il comunicato invita gli investitori a usare Investor.gov per controllare il passato di chi vende loro un investimento. Questo caso aggiunge quattro punti:
- Una voce su EDGAR o IAPD dimostra che qualcosa è stato depositato, e un Form ADV di un exempt reporting adviser o un Form D non è una licenza.
- Un «certificato di registrazione» con il sigillo della SEC va considerato un campanello d’allarme, perché l’agenzia dice di non rilasciarne.
- Le promesse di rendimenti garantiti meritano lo stesso dubbio: «nessun investimento è garantito», ricorda il regolatore di Washington.
- Una società che chiede fondi esterni prima di consentire un prelievo ha «molte probabilità di gestire una truffa a pagamento anticipato», secondo il regolatore di Washington.
Dopo una perdita, il regolatore di Washington indirizza le vittime all’FBI e all’autorità locale sui titoli e avverte che chi si offre di recuperare il denaro dietro compenso sta con ogni probabilità organizzando un’altra truffa. Nel Regno Unito il Firm Checker della FCA mostra se una società è autorizzata. I lettori italiani possono applicare la stessa verifica ai registri nazionali, come gli elenchi di Consob e OAM, e al registro ESMA, che spieghiamo nella guida alle regole MiCA. La nostra guida su come evitare le truffe crypto e dove denunciarle elenca i segnali d’allarme.
Nessuno dei due documenti della SEC indica una data entro cui le società devono rispondere. Secondo la denuncia, la posta e le citazioni inviate agli indirizzi indicati sono tornate indietro o sono rimaste senza risposta.
