La Bank Negara Malaysia (BNM), la banca centrale malese, ha lanciato SSDS+, un deposito centralizzato per obbligazioni e sukuk tokenizzati che l’istituto ha costruito in proprio su tecnologie cloud e distributed ledger. blockchain that runs exactly as written when it is called, holding and moving funds according to its code, without an intermediary able to change the outcome.">smart contract holding reserves of two or more tokens, supplied by users, that a decentralized exchange uses to execute trades automatically at a price set by a formula.">pool diverge, compared with simply holding the same tokens in a wallet. It becomes permanent when the provider withdraws.">Il comunicato del 20 ottobre 2026, sotto embargo fino alle 17:00 di martedì (ora della Malesia), spiega che la piattaforma copre emissione, deposito e custodia, mentre il pagamento di ogni acquisto passa in moneta di banca centrale, 24 ore su 24, attraverso RENTAS+, il sistema di pagamenti interbancari aggiornato della banca.
Quello che il comunicato non dice pesa quasi quanto quello che dice. Non c’è un emittente, né una prima obbligazione o un primo sukuk, né una banca partecipante, né un volume, né una data per le emissioni retail e per i titoli di Stato che il sistema sarebbe «pronto a sostenere». Stando a tutto ciò che è stato pubblicato, le infrastrutture per le obbligazioni tokenizzate della Bank Negara Malaysia sono pronte e su di esse non è ancora passato nulla.
Il governatore Dato’ Sri Abdul Rasheed Ghaffour è stato stringato: «Il lancio di SSDS+ segna una tappa importante nella modernizzazione dell’infrastruttura del mercato finanziario malese.»
Obbligazioni tokenizzate in Malesia: la banca centrale gestisce entrambi i lati
SSDS+ è l’evoluzione di SSDS, lo Scripless Securities Depository System, che già oggi fa da depositario centrale dei titoli per il mercato all’ingrosso malese. L’istituzione che registra chi possiede il debito pubblico e societario del paese è quindi la stessa che sposta quei registri su un ledger distribuito. La BNM sostiene di aver sviluppato il sistema internamente.
Il comunicato divide il lavoro in due. SSDS+ custodisce i registri di proprietà e gestisce il trasferimento dei titoli tokenizzati. RENTAS+ muove il pagamento corrispondente in moneta di banca centrale, cioè i saldi che gli intermediari finanziari partecipanti detengono presso la BNM e non i depositi presso una banca commerciale, come spiega Fintech News Malaysia. Poiché entrambi i lati restano presso la banca centrale, un titolo può cambiare mano ed essere pagato nella stessa famiglia di sistemi, a qualsiasi ora.
Secondo Digital News Asia, RENTAS+ è entrato in funzione a ottobre 2025 come aggiornamento del vecchio RENTAS, con i bonifici interbancari 24 ore su 24. SSDS+ vi collega la parte dei titoli.
La BNM indica tre motivi per rappresentare i titoli in forma digitale: operazioni più semplici, maggiore flessibilità nel disegno degli strumenti e un accesso più ampio agli investimenti. Il governatore ha aggiunto che i due sistemi insieme offrono «una base sicura, più rapida, più flessibile e abilitata al digitale per nuovi usi nei titoli e nei pagamenti».

Nessun nome per il ledger, nessuna prima emissione, nessuna scadenza
Alcuni media hanno parlato di «piattaforma DLT». È corretto, ma fino a un certo punto: il testo della BNM dice soltanto «tecnologie cloud e distributed ledger». Non precisa su quale software giri il registro, se sia una rete permissioned aperta solo a istituzioni autorizzate (la scelta abituale per un depositario centrale) né chi gestisca i nodi. Anche Cointelegraph, che ha dato la notizia il 21 ottobre, non ha trovato alcuna rete indicata.
Un registro gestito da un solo ente funziona in modo molto diverso da una blockchain pubblica come Ethereum. La nostra guida su blockchain pubbliche, private e di consorzio riassume i compromessi.
Le altre lacune sono pratiche. Il comunicato non elenca partecipanti né commissioni e non indica fasi di avvio. Dice che, oltre alle emissioni all’ingrosso, SSDS+ è «pronto a sostenere» titoli di Stato tokenizzati e obbligazioni societarie retail, ma non quando i piccoli investitori potranno comprarne una, né attraverso quale canale.
Dalla tabella di marcia del 2025 al sukuk pilota di Khazanah
Il lancio è l’ultimo passo di un piano che la BNM aveva presentato a fine ottobre 2025. Il suo documento di discussione sulla tokenizzazione degli asset delineava una tabella di marcia triennale che Digital News Asia riassume così: sviluppo delle competenze nel 2025, prove di fattibilità e progetti pilota reali nel 2026, poi valutazione ed eventuale adozione più ampia dal 2027. All’epoca Cointelegraph riferì che i pilota sarebbero passati dal Digital Asset Innovation Hub (DAIH) della BNM, insieme a un gruppo di lavoro con l’industria guidato congiuntamente con la Securities Commission (SC). Tra i casi d’uso prioritari c’erano la finanza conforme alla Shariah, il finanziamento della filiera delle PMI e i pagamenti programmabili. I commenti del settore sul documento erano attesi entro il 1° marzo 2026.
L’11 febbraio 2026 la BNM ha comunicato che il DAIH gestiva tre programmi sandbox su stablecoin in ringgit, depositi bancari tokenizzati e asset reali tokenizzati, con la partecipazione di Standard Chartered, CIMB, Maybank e Capital A, secondo Cointelegraph. La banca centrale ha detto che i pilota avrebbero «orientato la nostra direzione politica» in questi ambiti. Una stablecoin agganciata al ringgit, RMJDT, emessa a dicembre 2025 da Bullish Aim, era ancora in sandbox e non aperta agli scambi pubblici.
Poi, il 28 aprile 2026, Khazanah Nasional, il fondo sovrano malese, ha collocato quello che la SC ha definito il primo sukuk tokenizzato della Malesia: 100 milioni di RM, durata di un anno, emesso nell’ambito del programma Sukuk Danum con struttura Wakalah bi al-Istithmar. CIMB e Maybank sono state le banche principali; tra gli investitori c’erano Credit Guarantee Corporation Malaysia, il fondo pensione KWAP e OCBC Bank (Malaysia). Il direttore generale di Khazanah, Dato’ Amirul Feisal Wan Zahir, ha dichiarato: «Non si tratta di introdurre un nuovo prodotto fine a sé stesso.»
Il comunicato della SC descrive quel sukuk come creato con la tecnologia distributed ledger, ma non nomina alcuna piattaforma. Nessuna fonte pubblicata lo collega a SSDS+, e il comunicato della BNM non lo menziona.
I sukuk sono la maggior parte di un mercato da 2.350 miliardi di ringgit
Un depositario conta qui per via delle dimensioni. Il mercato malese di obbligazioni e sukuk valeva circa 2,35 trilioni di RM (575,6 miliardi di dollari) a fine giugno 2026, i sukuk ne rappresentavano più del 60% nel 2025 e le imprese hanno raccolto più di 377 miliardi di RM (92,34 miliardi di dollari) sul mercato obbligazionario societario tra gennaio 2025 e giugno 2026, secondo Digital News Asia, che attribuisce alla BNM la cifra sulle obbligazioni societarie e non cita fonti per le altre due. SSDS, il sistema che SSDS+ estende, è già il depositario della parte all’ingrosso di questo mercato. La BNM non ha detto quanta parte passerà alla forma tokenizzata.
La finanza islamica era uno dei casi d’uso prioritari della tabella di marcia del 2025, e il comunicato della BNM mette i sukuk nel titolo. Il pilota di aprile mostra che almeno un grande emittente vuole provarli in forma tokenizzata. Resta aperta la domanda se le prossime emissioni useranno SSDS+.
Malesia, Hong Kong, Singapore, UE e Stati Uniti a confronto
Gli altri centri finanziari testano la finanza tokenizzata da porte diverse. L’autorità monetaria di Hong Kong ha lanciato EnsembleTX il 13 novembre 2025, la fase pilota del Project Ensemble, per transazioni reali in depositi tokenizzati, a partire dai fondi monetari tokenizzati. Il regolamento interbancario passa inizialmente dal sistema HKD di regolamento lordo in tempo reale, con un successivo passaggio graduale alla moneta di banca centrale tokenizzata attiva 24 ore su 24. Il pilota dovrebbe durare per tutto il 2026.
La banca centrale di Singapore sperimenta invece i titoli pubblici. La MAS afferma che sperimenterà MAS Bills tokenizzati nel 2026, regolati in CBDC all’ingrosso sulla sua rete di test in dollari di Singapore. La pagina delle emissioni elenca finora due piccole aste: 1 milione di S$ emesso il 23 settembre 2026 per circa una settimana e 10 milioni di S$ emessi il 9 ottobre per due settimane, entrambe riservate a investitori istituzionali.
Nell’Unione europea, che interessa da vicino il lettore italiano, il regime pilota DLT, in vigore dal 23 marzo 2023, consente a imprese di investimento, gestori di mercato e depositari centrali autorizzati di chiedere un’autorizzazione specifica per gestire sistemi di negoziazione e regolamento su DLT, con deroghe ad alcune norme vigenti. Il modello lascia il ledger agli operatori di mercato autorizzati, non alla banca centrale. In Italia i titoli di debito digitali emessi su registri distribuiti restano sotto la vigilanza di Consob e Banca d’Italia, ciascuna per le proprie competenze.
Negli Stati Uniti il depositario è invece una società privata: il servizio di tokenizzazione di DTCC ha portato 25 titoli su Canton e Besu, due reti con un nome. In Malesia la banca centrale tiene sia il registro dei titoli sia il lato in contanti e non ha indicato la propria rete.
| Mercato | Chi lo gestisce | Cosa viene tokenizzato | Lato contante | Stato (secondo le fonti pubblicate) |
|---|---|---|---|---|
| Malesia, SSDS+ | Bank Negara Malaysia | Obbligazioni e sukuk | Moneta di banca centrale via RENTAS+, 24/7 | Lanciato il 20 ott 2026, nessuna emissione indicata |
| Hong Kong, EnsembleTX | Pilota HKMA con le banche | Depositi, prima i fondi monetari | HKD RTGS, poi moneta di banca centrale tokenizzata | Pilota dal 13 nov 2025, per tutto il 2026 |
| Singapore, MAS Bills tokenizzati | Monetary Authority of Singapore | Buoni della banca centrale | CBDC all’ingrosso su SGD Testnet | Due aste: 1 milione di S$ (23 set 2026), 10 milioni di S$ (9 ott 2026) |
| Stati Uniti, DTCC | DTCC (infrastruttura di mercato privata) | Titoli | Non trattato qui | 25 titoli su Canton e Besu |

La Malesia non è l’unica in Asia a lasciare la guida a istituzioni regolate. In Giappone le tre grandi banche hanno appena concluso una prova con una stablecoin in yen puntata su pagamenti reali entro marzo 2027. La sandbox della BNM studia stablecoin in ringgit e depositi tokenizzati, ma il comunicato su SSDS+ non collega il depositario a nessuno dei due.
Cosa guardare: la prima obbligazione su SSDS+
La prima prova vera è un’emissione. Un’obbligazione o un sukuk con nome e cognome, regolato su SSDS+, con dimensione e investitori, mostrerebbe se il sistema è in uso o ancora in attesa. La seconda è il retail: la BNM dice che SSDS+ è pronto per obbligazioni societarie retail e titoli di Stato, ma non ha dato alcuna data.
Più avanti, la tabella di marcia del 2025 indica una valutazione ed eventuale adozione più ampia dal 2027, mentre i risultati della sandbox DAIH su stablecoin in ringgit e depositi tokenizzati dovrebbero orientare la politica della BNM. Le decisioni su quel fronte diranno se un giorno il ringgit tokenizzato affiancherà le obbligazioni tokenizzate, o se la moneta di banca centrale via RENTAS+ resterà l’unico lato contante.
