pool di un market maker automatico divergono, rispetto a tenere semplicemente gli stessi token. Diventa definitiva al prelievo.">Il 9 settembre 2026 Anna Seim, vicegovernatrice della Riksbank, la banca centrale svedese, ha tenuto un discorso con un titolo molto semplice: «What is money?», cioè cos’è la moneta. Non era la sola a chiederselo. A giugno la Banca dei regolamenti internazionali (BRI, in inglese BIS), la banca delle banche centrali, ha dedicato un capitolo della sua relazione annuale del 23 giugno a mettere le stablecoin alla prova delle proprietà fondamentali della moneta. A luglio Nathanaël Benjamin, della Bank of England, ha sostenuto che gran parte di ciò che fanno le banche centrali si riduce a proteggere i compiti che la moneta svolge.
La risposta di Seim sul bitcoin ha richiesto una frase sola. La domanda più ampia chiede più tempo.
Cos’è la moneta? È ciò che una comunità accetta come pagamento, usa per mettere un prezzo alle cose e ritiene capace di portare valore da oggi a domani. Questi tre compiti, con un breve elenco di proprietà pratiche, formano una lista di controllo che le banche centrali applicano a euro, sterlina e dollaro. Alla fine di questa lezione potrai applicarla anche al bitcoin e a una stablecoin in dollari, e vedere dove ciascuno supera la prova e dove no.
È la prima lezione del nostro percorso su moneta ed economia. Presuppone che tu sappia più o meno come funziona una cripto-attività; se non è così, parti dalla nostra guida per principianti a che cos’è una criptovaluta. I fatti sono aggiornati a ottobre 2026. Niente di quanto leggi è un consiglio di investimento.
Cos’è la moneta: le tre funzioni su cui le banche centrali concordano
Aprendo le pagine educative delle grandi banche centrali si ritrovano sempre le stesse tre funzioni della moneta. La Banca centrale europea le elenca come mezzo di scambio, unità di conto e riserva di valore, e aggiunge che la moneta svolge queste tre funzioni qualunque forma assuma. La Bank of England usa la stessa triade e osserva che oggi la maggior parte della moneta nel Regno Unito è detenuta in forma elettronica, come saldi sui conti bancari. La Banque de France le insegna in francese come intermédiaire des échanges, unité de compte e réserve de valeur. La Banca d’Italia, nella pagina in cui spiega perché le criptoattività non bastano, le chiama mezzo di pagamento, riserva di valore e unità di conto.
Le parole cambiano un poco. Quello che in italiano si dice sia «mezzo di scambio» sia «mezzo di pagamento» è per la Riksbank «means of payment», e una nota del discorso di Seim ammette che la terminologia varia. Alcuni corsi scolastici allungano l’elenco a quattro, cinque o sei funzioni. Le banche centrali si fermano a tre. Lo facciamo anche noi.
Mezzo di scambio: uscire dal baratto
Un mezzo di scambio è qualcosa che consegni per saldare un acquisto, sapendo che il venditore lo accetterà perché potrà a sua volta passarlo a qualcun altro. Un articolo del Fondo monetario internazionale del settembre 2012, firmato da Irena Asmundson e Ceyda Oner, spiega perché conta con un ragionamento sulla specializzazione: senza moneta resterebbe il baratto, e il baratto rende molto difficile specializzarsi. Si scambierebbero beni con beni. In un villaggio con cinque prodotti funziona. Smette di funzionare quando le persone si specializzano, perché chi fa una cosa sola tutto il giorno dovrebbe scambiare quell’unico prodotto direttamente con tutto ciò che gli serve.
Un dentista non può pagare la spesa con le otturazioni. Con la moneta vende il suo lavoro a chiunque abbia bisogno di un dentista e compra il cibo da chiunque lo venda. I due scambi non devono più coinvolgere le stesse persone.
Unità di conto: un solo metro per tutti i prezzi
L’unità di conto è la misura in cui sono scritti prezzi, stipendi, debiti e contratti. La BCE la descrive come la funzione che permette di prezzare beni e servizi e di confrontare i prezzi. La Bank of England la chiama uno standard condiviso che tutti possono usare.
È la funzione che si dimentica più facilmente, perché quando va bene non si vede. Lo scaffale di un supermercato a Leeds mostra sterline. Un contratto d’affitto in Ohio dice dollari. Una busta paga a Torino o a Lione dice euro. Proprio perché tutti usano lo stesso metro, si capisce a colpo d’occhio che un caffè costa più di un giornale ma meno di un biglietto del treno, e un’azienda può sommare un anno di vendite.
Riserva di valore: spendere più tardi
Una riserva di valore permette di conservare potere d’acquisto per dopo: vieni pagato il venerdì e spendi quei soldi il mese prossimo. La Bank of England sottolinea che la moneta conserva il suo valore nominale. Una banconota da dieci sterline vale ancora dieci sterline tra un anno.
Il valore nominale, però, non coincide con ciò che si può comprare. Se i prezzi salgono del 3% in un anno, quella banconota compra circa il 3% in meno. Con un’inflazione modesta la moneta resta una riserva di valore abbastanza buona, perché la perdita è piccola e prevedibile. Smette di funzionare quando la perdita è grande o nessuno riesce a indovinarla.
Funzioni della moneta: perché i tre compiti si reggono a vicenda
Le tre funzioni non sono un menù da cui la moneta ne sceglie una o due. Si sostengono a vicenda, e il discorso della Riksbank lo mostra bene. Per Seim la moneta conserva il suo valore quando la banca centrale persegue la stabilità dei prezzi. Dove non lo fa, l’effetto si propaga: nei paesi con inflazione alta, osserva, la moneta nazionale smette di essere una riserva di valore e le persone passano al dollaro statunitense, oppure la valuta viene ancorata all’oro.
Segui il ragionamento di un passo ancora. Quando i risparmi stanno in dollari, chi vende un’auto o un appartamento ha ogni interesse a quotare in dollari anche il prezzo, perché un prezzo nella valuta locale andrebbe riscritto ogni poche settimane. Alla moneta locale restano gli acquisti quotidiani di piccola entità. Una riserva di valore che cede tende a trascinare con sé l’unità di conto.
Vale anche il percorso inverso. Una cosa difficile da spendere (un mezzo di scambio debole) viene raramente usata per scrivere i prezzi, e una cosa in cui nessuno prezza è scomoda da risparmiare, perché per sapere quanto possiedi devi sempre riconvertirla.
I banchieri centrali aggiungono una condizione che sta sotto tutte e tre: l’unicità della moneta (in inglese singleness). Nella versione di Seim, una corona deve valere lo stesso importo in qualunque banca si trovi. Benjamin ha fatto la stessa osservazione per la sterlina a luglio: una sterlina sul conto di qualcuno deve valere una sterlina in monete in tasca a qualcun altro o in un portafoglio digitale, e le diverse forme di moneta devono essere scambiabili tra loro alla pari, uno a uno. Seim aggiunge l’àncora: ogni forma di corona può essere convertita in moneta emessa dalla banca centrale. Se una sterlina in una banca valesse 99 penny in un’altra, la sterlina smetterebbe di essere un solo metro e ne diventerebbe diversi.

Proprietà della moneta: che cosa rende buona una moneta
Le tre funzioni descrivono che cosa fa la moneta. Le proprietà descrivono come deve essere una cosa per svolgere bene quei compiti. I materiali didattici ne indicano spesso sette: durevolezza, trasportabilità, divisibilità, uniformità, scarsità, accettabilità e verificabilità. Nessuna autorità pubblica un elenco ufficiale, e i testi delle banche centrali su cui si basa questa lezione non usano tutte queste parole. Ne sostengono però il nucleo.
L’articolo del FMI spiega perché i metalli preziosi abbiano fatto da moneta così a lungo: resistono al tempo, l’offerta è limitata e costosa da rimpiazzare, sono facili da trasportare rispetto al loro valore e si dividono in monete standard senza perdere valore. Le fragole, notano gli autori, sarebbero una cattiva moneta. Marciscono.
In termini semplici, la lista di controllo si legge così.
- La durevolezza significa che la cosa sopravvive per anni a conservazione e uso senza perdere valore per deterioramento.
- La trasportabilità significa che si può portare o spedire una somma utile senza difficoltà.
- La divisibilità significa che si spezza in unità piccole, così da pagare un caffè come un’auto.
- L’uniformità, o fungibilità, significa che un’unità vale quanto un’altra; le banche centrali chiamano la stessa idea unicità.
- La scarsità significa che nessuno può crearne di più a piacimento, o quasi a costo zero.
- L’accettabilità significa che le persone intorno a te la prendono, cosa che la BCE lega a un valore di cui le persone si fidano.
- La verificabilità significa che si può controllare in fretta che quanto si riceve sia autentico.
La tabella applica la lista a quattro cose che le persone hanno usato o proposto come moneta. È una valutazione nostra, a scopo didattico, non una classifica ufficiale di alcuna autorità.
| Proprietà | Oro | Banconota | Deposito bancario | Bitcoin |
|---|---|---|---|---|
| Durevolezza | Altissima | Media: carta o polimero si consumano e vengono sostituiti | Alta, finché la banca regge | Alta, finché la rete funziona e conservi l’accesso alle chiavi |
| Trasportabilità | Bassa per somme grandi | Buona per somme piccole | Altissima: si invia con carta o bonifico | Altissima: si invia via internet |
| Divisibilità | Scarsa senza coniare monete | Buona, fino alla moneta più piccola | Altissima, al centesimo | Altissima, fino a 8 cifre decimali |
| Uniformità | Dipende da purezza e peso | Alta: ogni banconota dello stesso taglio è uguale | Alta: si converte in contante alla pari | Alta a livello di protocollo |
| Scarsità | Limitata dall’estrazione | Decisa dalla banca centrale | Cresce quando le banche prestano | Limitata a 21 milioni di monete |
| Accettabilità | Bassa nei negozi oggi | Alta, anche se qualche negozio rifiuta il contante | Altissima | Bassa: pochi luoghi la accettano |
| Verificabilità | Richiede una prova | Si controlla a vista e al tatto; esistono falsi | La banca tiene il registro | Chiunque può controllare il registro pubblico |
Qualche cella merita una parola. Secondo le domande frequenti di bitcoin.org, esisteranno solo 21 milioni di bitcoin, e ciascuno si divide in 100.000.000 di unità chiamate satoshi, da cui le otto cifre decimali. La verificabilità deriva dal registro condiviso che ogni nodo completo può controllare, spiegato nella nostra guida a come funziona una blockchain. Su scarsità, durevolezza e divisibilità il bitcoin ottiene buoni risultati. La riga debole è l’accettabilità. Il suo punto più debole in assoluto non sta in tabella: quanto oscilla il suo valore, che le prossime sezioni misurano.
L’oro fallisce in un altro modo. È scarso e dura per sempre, ma un panino non si paga limando un lingotto. I depositi bancari vanno male sulla scarsità, ma per scelta: l’offerta di moneta in un’economia moderna deve crescere con l’economia, guidata dalla banca centrale.
Cinque domande da fare a qualsiasi cosa che qualcuno chiami moneta
La tabella dà un voto alle proprietà. Le funzioni si verificano meglio con domande a cui puoi rispondere da solo, su qualunque cosa venga chiamata moneta, da un gettone d’oro alle miglia di una compagnia aerea. Rispondi a ciascuna per il posto in cui vivi e spendi.
- Posso pagare con questa cosa gli acquisti ordinari vicino a me, senza convertirla prima? Se devi venderla per euro prima di comprare qualsiasi cosa, dove vivi non funziona da mezzo di scambio.
- I prezzi attorno a me sono scritti in questa unità? Guarda gli scaffali dei negozi, l’affitto, lo stipendio, le bollette. Se nessuno la usa, non è la tua unità di conto, anche se qualche sito mostra prezzi in quella unità.
- Se la metto da parte per un anno, so più o meno che cosa comprerà allora? Controlla quanto è cambiato il suo valore nell’ultimo anno, misurato nella moneta con cui vieni pagato. Una riserva di valore non deve essere perfetta, ma le perdite devono essere contenute e abbastanza prevedibili.
- Chi mi deve qualcosa se qualcosa va storto? Il contante è un credito verso la banca centrale; un deposito è un credito verso la tua banca; una stablecoin è un credito verso chi l’ha emessa. Alcune criptoattività non sono un credito verso nessuno. Sapere quale detieni dice dove sta il rischio.
- La legge dice che salda un debito? Il corso legale, spiegato più avanti, ha un perimetro stretto, ma indica se uno Stato sta dietro a quella cosa oppure si limita a tollerarla.
Per chi vive nelle aree valutarie di euro, sterlina e dollaro, queste monete superano le prime tre domande, e le risposte alla quarta e alla quinta sono chiare. Il bitcoin e le stablecoin ricevono le stesse cinque domande più avanti.
Moneta fiat, moneta scritturale, contante: le forme della moneta oggi
Nei secoli la forma del denaro è cambiata più volte. Per secoli il tipo dominante è stato la moneta merce: monete il cui valore stava nel metallo stesso. Poi è arrivata la moneta rappresentativa, banconote di carta che si potevano cambiare con una quantità fissa di oro o argento. La prossima lezione, la storia della moneta dalle conchiglie e dalle monete ai depositi bancari, segue questo percorso passo per passo.
Oggi euro, sterline e dollari sono moneta fiat. Non sono garantiti da un metallo. La BCE definisce la moneta fiat come moneta dichiarata a corso legale ed emessa da una banca centrale, e l’articolo del FMI osserva che una moneta simile ha valore perché una nazione, collettivamente, decide di attribuirglielo. Sembra fragile. In pratica poggia su istituzioni: una banca centrale che mira alla stabilità dei prezzi, tribunali che fanno rispettare i contratti e uno Stato che accetta la propria moneta per le tasse. Una lezione successiva di questo percorso tratta nel dettaglio banche centrali e moneta fiat.
La maggior parte della moneta è un saldo bancario, non carta
Il 14 marzo 2014 la Bank of England ha pubblicato due articoli nel suo Quarterly Bulletin. Il primo divide la moneta dell’economia moderna in tre tipi: circolante (banconote e monete), depositi bancari e riserve delle banche centrali, che solo le banche possono detenere. Il secondo, «Money creation in the modern economy», riporta una cifra che sorprende la maggior parte dei lettori:
«Dei due tipi di moneta in senso lato, i depositi bancari costituiscono la stragrande maggioranza: il 97% dell’importo attualmente in circolazione.» (Bank of England, Quarterly Bulletin, 14 marzo 2014; traduzione nostra)
Il dato riguarda il Regno Unito all’inizio del 2014. Non è né attuale né mondiale, e non ne abbiamo trovato uno più recente equivalente. Lo stesso articolo spiega da dove vengono quei depositi: la maggior parte è creata dalle banche commerciali quando concedono prestiti. Una banca che ti presta i soldi per un’auto non ti consegna i risparmi di qualcun altro. Scrive un nuovo deposito sul tuo conto.
L’area dell’euro mostra lo stesso schema. In un discorso tenuto a Cork il 20 marzo 2025, Philip Lane, membro del Comitato esecutivo della BCE, ha stimato le banconote in euro in circolazione in circa 1.600 miliardi di euro, più o meno il 10% del PIL dell’area dell’euro. L’aggregato monetario ampio M3, ha aggiunto, vale dieci volte le banconote in circolazione. Il contante è una fetta piccola della moneta che le persone detengono.
Da noi le stesse due categorie si chiamano moneta legale e moneta scritturale (o bancaria): le banconote e le monete da una parte, i saldi dei conti dall’altra. Per la Banca d’Italia il punto di partenza è questo: «Nell’area dell’euro soltanto le banconote e le monete in euro hanno corso legale». E aggiunge che «il contante è l’unica forma di denaro emesso da un’autorità centrale che è direttamente accessibile a tutti i cittadini». Il saldo sul tuo conto, invece, è una promessa della tua banca, convertibile alla pari in contante. Quella conversione alla pari è l’unicità della moneta all’opera. Sempre la Banca d’Italia ricorda che il contante resta lo strumento di pagamento dominante nell’area dell’euro: la netta maggioranza dei pagamenti quotidiani avviene con banconote o monete.
Le banche stanno ora provando depositi che si muovono su blockchain. JPM Coin di JPMorgan è uno di questi: come spiega il nostro articolo sul passaggio di JPM Coin a Ethereum, è un deposito bancario scritto sotto forma di token, non una stablecoin. La forma è nuova. La natura giuridica, un credito verso una banca, è la stessa di un normale conto corrente.
Corso legale: che cosa significa e che cosa non significa
Molti credono che corso legale significhi che un negozio deve accettare quella moneta. Nel Regno Unito e negli Stati Uniti non è così. Il corso legale è un’idea giuridica ristretta, che riguarda l’estinzione dei debiti, e le regole cambiano da paese a paese.
Area euro e Italia
Nell’area dell’euro le banconote ricavano lo status di moneta a corso legale dall’articolo 128 del trattato sul funzionamento dell’Unione europea, le monete dal regolamento (CE) n. 974/98. La Commissione europea si appoggia a una raccomandazione del 2010 per spiegare che cosa comporta: in linea di principio il contante va accettato al suo valore nominale e salda l’obbligazione di pagamento, con eccezioni, per esempio quando le parti hanno concordato un altro mezzo di pagamento o quando il rifiuto è in buona fede. La Corte di giustizia dell’Unione europea ha confermato questa lettura nel gennaio 2021.
Per l’Italia la Banca d’Italia, nella pagina di «Economia per tutti» dedicata al contante, ricorda un secondo limite pratico: nessuno è obbligato ad accettare più di 50 monete per un singolo pagamento. Quanto al rifiuto delle monete, il repertorio giuridico Brocardi riporta che l’articolo 693 del codice penale, «Rifiuto di monete aventi corso legale», è stato depenalizzato dalla legge 689 del 1981 e che oggi la sanzione è amministrativa, fino a 30 euro. È una multa lieve, non un reato. Per confronto, la Francia è più severa: la Banque de France afferma che banconote e monete in euro non possono essere rifiutate in pagamento di un debito.
Limite al contante: 5.000 euro
Accanto al corso legale molti paesi fissano un tetto ai pagamenti in contanti. In Italia, scrive la Banca d’Italia, «la legge vieta pagamenti in contanti di 5.000 euro o più», con sanzioni amministrative sia per chi paga sia per chi riceve il denaro. Lo stesso vale per donazioni e prestiti ai parenti. In Francia, i residenti che pagano un’impresa non possono superare 1.000 euro in contanti, con un limite più alto per i non residenti.
L’Unione europea sta anche riscrivendo le regole. Una proposta sul corso legale del contante in euro, presentata dalla Commissione nel giugno 2023, è stata votata dalla commissione per i problemi economici e monetari del Parlamento europeo il 23 giugno 2026, e l’8 luglio la plenaria ha confermato la decisione di aprire i negoziati con gli Stati membri. Al 20 ottobre 2026 la scheda procedurale del Parlamento non mostra alcun testo concordato: non è ancora legge.
Regno Unito e Stati Uniti
Il chiarimento della Bank of England sul corso legale dice che il termine ha un significato tecnico ristretto, legato all’estinzione di un debito. In Inghilterra e Galles le monete della Royal Mint e le banconote della Bank of England hanno corso legale. In Scozia e Irlanda del Nord ce l’hanno solo le monete della Royal Mint: nessuna banconota ha corso legale lì, e la Banca aggiunge che le banconote scozzesi non hanno corso legale nemmeno in Inghilterra. Le monete hanno dei limiti: quelle da 1 e 2 penny valgono come corso legale fino a 20 penny, quelle da 5 e 10 penny fino a 5 sterline, quelle da 1 e 2 sterline per qualsiasi importo. In un negozio, precisa la Banca, è il titolare a decidere quali metodi di pagamento accettare.
Negli Stati Uniti, ai sensi del 31 U.S.C. 5103, monete e banconote americane sono «a corso legale per tutti i debiti, gli oneri pubblici, le imposte e i diritti dovuti» (traduzione nostra). Le domande frequenti della Federal Reserve aggiungono che nessuna legge federale obbliga un’impresa privata ad accettare contante; le imprese stabiliscono le proprie politiche, salvo che una legge statale disponga altrimenti.
In breve, per qualunque paese: il corso legale dice che cosa un creditore non può rifiutare per saldare un debito. Non dice che cosa un bar debba prendere per un cornetto. E le cripto? Secondo la FCA britannica, l’IRS statunitense e la Banca d’Italia non hanno corso legale. Anche la Consob, nella sua pagina di educazione finanziaria sulle cripto-attività, scrive che le monete virtuali «non hanno corso legale in quasi nessun angolo del pianeta» e che perciò accettarle come mezzo di pagamento avviene su base volontaria.
Il bitcoin è una moneta? Il voto sulle tre funzioni
Il bitcoin è nato come contante elettronico, un modo di pagare senza una banca in mezzo; la nostra guida a che cos’è il bitcoin spiega come funziona. Il suo progetto ha risolto in modo nuovo la verifica e la scarsità. La domanda qui è più stretta: il bitcoin svolge i tre compiti della moneta per chi vive in Italia, in Europa, nel Regno Unito o negli Stati Uniti?
Mezzo di scambio: possibile, usato di rado
Con i bitcoin si può pagare, e qualche esercente li accetta. La spiegazione della BCE sul bitcoin, pubblicata nel 2018 e aggiornata nel 2021, dice che i posti dove si può farlo sono pochissimi e che i pagamenti sono lenti e costosi. La pagina della Banca d’Italia sulle criptoattività, pensata per i consumatori, dice le stesse cose e aggiunge che un pagamento in bitcoin può richiedere più di un’ora prima di essere considerato sicuro. Nel discorso del marzo 2025 Lane ha indicato due ragioni per cui criptoattività come il bitcoin si prestano male ai pagamenti: l’alta volatilità dei prezzi e l’incapacità di elaborare in fretta grandi volumi di transazioni.
Unità di conto: la più debole delle tre
Quasi nessuno scrive prezzi, stipendi o affitti in bitcoin. Il motivo si vede in qualunque grafico di lungo periodo. Secondo i dati riportati da Crypto Briefing il 6 ottobre 2026, il bitcoin ha toccato un record di circa 126.000 dollari intorno al 6 ottobre 2025, per poi trovare un minimo di circa 58.000-60.000 dollari tra fine giugno e inizio luglio 2026. Con il nostro calcolo è un calo di circa il 52-54% dal record, in circa nove mesi.
Prendi un proprietario di casa che avesse fissato l’affitto di un anno in bitcoin al record di ottobre 2025. Misurato in dollari, quell’affitto avrebbe perso circa metà del valore all’inizio dell’estate 2026. Un metro che si dimezza non è un metro. Chi possiede bitcoin ma paga l’affitto in euro conta guadagni e perdite in euro, e questo mostra quale sia l’unità di conto realmente in uso. Anche la Consob osserva che l’elevata volatilità impedisce alle criptovalute di svolgere la funzione di unità di conto, e che prezzare beni e servizi in criptovalute è «altamente inefficiente, per non dire impossibile».

Riserva di valore: la discussione riguarda il lungo periodo
I sostenitori del bitcoin dicono che l’offerta fissa ne fa una riserva di valore nel corso degli anni, come è stato per l’oro: nessuna banca centrale può stamparne altro, e il tetto di 21 milioni di monete lo protegge dall’inflazione che erode una moneta nazionale. È un’affermazione sul lungo periodo, e chi legge può giudicarla sui dati. Il test di questa lezione chiede qualcosa di più modesto: se lo metto da parte per un anno, so più o meno che cosa comprerà? Nei nove mesi dal record al minimo del 2026 la risposta è stata no.
Che cosa dicono le autorità
I giudizi ufficiali non sono identici, e conviene leggerli come uno spettro. I più netti vengono dal 2018 e dal 2026:
«Mentre le criptovalute non funzionano come moneta, la tecnologia sottostante potrebbe avere un futuro in altri campi.» (Relazione economica annuale BRI 2018, capitolo V; traduzione nostra)
La spiegazione della BCE del 2018 definiva il bitcoin un’attività speculativa e concludeva che può essere virtuale, ma non è una valuta. Seim, della Riksbank, dopo aver esposto le tre funzioni nel settembre 2026, ha detto che il bitcoin «non può in realtà essere classificato come moneta secondo nessuno dei tre criteri» (traduzione nostra). Una nota del suo discorso spiega che le banche centrali di solito parlano di criptoattività anziché di criptovalute, perché queste attività in genere non assolvono le funzioni fondamentali della moneta. L’autorità francese dei mercati, l’AMF, scrive chiaramente che una cripto-attività non è una moneta: il suo valore dipende solo da domanda e offerta, e dietro non c’è un terzo di fiducia come una banca centrale.
La formulazione italiana più chiara è quella della Banca d’Italia: le criptoattività, scrive, «non sono moneta legale, cioè moneta che la legge obbliga ad accettare in pagamento», non sono emesse o garantite da una banca centrale e «non sono sempre in grado di assolvere a tutte le funzioni fondamentali della moneta: mezzo di pagamento, riserva di valore e unità di conto». Per bitcoin ed Ether, che nessuno garantisce, la Banca d’Italia parla di rischio «molto alto». La Consob, dal canto suo, indica nella volontarietà dell’accettazione il tratto che distingue le monete virtuali dalla moneta legale.
Il terreno comune è più stretto dei titoli che a volte ne escono. Questi testi giudicano se il bitcoin svolge i tre compiti della moneta, e concludono che oggi non li svolge abbastanza bene.
El Salvador ha provato a fare del bitcoin una moneta per legge
Un paese ha verificato che cosa succede quando lo Stato sostiene il bitcoin come mezzo di pagamento. Nel settembre 2021 El Salvador ha dato al bitcoin corso legale accanto al dollaro statunitense, che già usava. Le imprese erano obbligate ad accettarlo, e il governo ha sostenuto un portafoglio cripto chiamato Chivo.
Il mandato non è sopravvissuto a un prestito del FMI. In un accordo a livello tecnico del 18 dicembre 2024 su un programma di 40 mesi da circa 1,4 miliardi di dollari, il FMI ha detto che le riforme legali avrebbero reso volontaria l’accettazione del bitcoin da parte del settore privato, che le imposte si sarebbero pagate solo in dollari statunitensi e che il ruolo del governo in Chivo sarebbe stato ridotto gradualmente. A fine gennaio 2025 il Congresso salvadoregno ha approvato la modifica con 55 voti contro 2, pochi minuti dopo che il presidente Nayib Bukele l’aveva inviata, come ha riportato The Block citando Reuters.
Da allora le imprese non sono più obbligate ad accettare bitcoin e le imposte si pagano in dollari; la legge non fa più del bitcoin un mezzo di pagamento che si debba prendere. Le fonti divergono sul fatto che nel testo modificato sopravviva un’etichetta formale di corso legale, e questa lezione non risolve la questione. Il 1° ottobre 2026 il consiglio del FMI ha completato la seconda e la terza revisione del programma, sbloccando circa 138 milioni di dollari. Il FMI ha detto che la proprietà di maggioranza e il controllo di Chivo sono passati a un operatore privato e che non è previsto altro accumulo di bitcoin oltre alle donazioni documentate.
L’episodio mostra la distanza tra la legge e le tre funzioni. Una legge può obbligare un venditore o un creditore ad accettare qualcosa. Se le persone ci scrivano l’affitto o ci mettano da parte lo stipendio dipende dai tre compiti, e nessuna norma lo decide.
Stablecoin: vicine alla moneta, ma un credito verso chi le emette
Le stablecoin sono nate per correggere il punto più debole del bitcoin, il prezzo instabile. Una stablecoin è un token progettato per mantenere un valore stabile, di solito un dollaro statunitense, coperto da riserve detenute dalla società che lo emette. Tether (USDT) e USDC sono le più note. La nostra guida alle stablecoin spiega come funzionano riserve e rimborsi.
Se applichi le cinque domande a una stablecoin in dollari, il risultato cambia. Supera la domanda sull’unità di conto per chi già ragiona in dollari, perché è fatta per seguire il dollaro uno a uno. È facile da inviare. La quarta domanda è dove si distingue dal contante: una stablecoin è un credito verso l’emittente, e il suo valore dipende dalle riserve di quella società e dalla sua capacità di rimborsare. La Banca d’Italia porta un esempio: nel marzo 2023, dopo il fallimento della Silicon Valley Bank, USDC ha perso per breve tempo il valore di un dollaro, arrivando a essere scambiata a 87 centesimi su alcune piattaforme.
Il capitolo della BRI di giugno 2026 sottopone le stablecoin a tre prove tratte dall’attività delle banche centrali. L’unicità chiede se ogni unità valga lo stesso ovunque; per la BRI le stablecoin oggi non possono garantire lo scambio alla pari tra emittenti e blockchain diversi in ogni condizione. L’elasticità chiede se l’offerta di moneta possa espandersi quando l’economia ne ha bisogno. L’integrità chiede se il sistema tenga lontano il crimine; qui la BRI nota che le stablecoin rappresentano una quota significativa dell’attività illecita on-chain. Il verdetto è che i modelli attuali «non raggiungono le proprietà fondamentali della moneta» (traduzione nostra). La BRI ha stimato il mercato delle stablecoin in circa 320 miliardi di dollari a fine maggio 2026, con il 99,4% delle stablecoin garantite da valuta ufficiale agganciato al dollaro.
Seim è arrivata a un giudizio simile. Quasi il 98% delle stablecoin in circolazione all’inizio del 2026 era agganciato al dollaro, ha detto, e finora hanno funzionato più come attività finanziarie che come moneta. Lane, alla BCE, nel 2025 ha scelto un’altra angolazione: tra tutte le criptoattività, le stablecoin sono quelle che contano per i pagamenti. Benjamin, alla Bank of England, non ha parlato di cripto in quanto tali, ma ha fissato l’asticella che ogni nuova moneta digitale deve superare: deve funzionare con il resto del sistema ed essere rimborsabile alla pari.
Nell’Unione europea il regolamento MiCA trasforma quell’asticella in legge per le stablecoin legate a un’unica valuta ufficiale, che chiama token di moneta elettronica. L’articolo 49 dice a chiare lettere che i detentori hanno un credito verso l’emittente. Gli emittenti devono creare i token alla pari quando ricevono i fondi e rimborsarli alla pari in qualsiasi momento, senza commissioni. Il diritto di riavere i propri euro o dollari colloca il token nella stessa famiglia di un deposito bancario, che è un credito verso la banca. La nostra guida al regolamento MiCA tratta il lato delle autorizzazioni.
Una stablecoin regolamentata si avvicina quindi alla moneta più del bitcoin sulle tre funzioni, pur dipendendo da un emittente privato in un modo in cui il contante non dipende da nessuno. Per la BRI, il primo problema da risolvere è l’unicità.
Come le autorità classificano le cripto: bene o cripto-attività, non moneta
Quando un regolatore deve decidere che cosa sono le cripto, la risposta non è mai «moneta». Ognuno le colloca sotto un’altra voce.
Stati Uniti: un bene ai fini fiscali
L’Internal Revenue Service ha fissato la sua posizione nella Notice 2014-21: «Ai fini dell’imposta federale, la valuta virtuale è trattata come un bene» (traduzione nostra). La notice descrive la valuta virtuale come una rappresentazione digitale di valore che funziona come mezzo di scambio, e dice che tale valuta non è trattata come valuta per le regole su utili e perdite in cambi. In pratica si applicano le regole fiscali dei beni, non quelle del dollaro o delle valute estere.
Regno Unito: non moneta, ma proprietà
La guida della Financial Conduct Authority sulle cripto-attività, la policy statement PS19/22 del luglio 2019, dice che gli exchange token come il bitcoin sono usati in modo simile alla valuta tradizionale ma «non sono attualmente riconosciuti come moneta a corso legale nel Regno Unito, e non sono considerati una valuta o moneta» (traduzione nostra). La guida risale al luglio 2019, quindi quella frase va letta come la posizione dell’autorità allora.
Il diritto di proprietà si è mosso per conto suo. Il Property (Digital Assets etc) Act 2025 ha ricevuto il Royal Assent il 2 dicembre 2025 ed è entrato in vigore lo stesso giorno, in Inghilterra e Galles e in Irlanda del Nord. Conferma che una cosa può essere oggetto di diritti di proprietà personale anche se non rientra in nessuna delle due categorie tradizionali di beni personali, e lascia ai tribunali il compito di sviluppare questa terza categoria. Conta per titolarità, furto e insolvenza. Non dice nulla sul fatto che le cripto siano moneta.
Unione europea, Francia e Italia
Il regolamento MiCA dell’UE parla ovunque di cripto-attività e le divide in token di moneta elettronica, token collegati ad attività e il resto. L’AMF in Francia afferma che una cripto-attività non è una moneta, e la Banca d’Italia che le criptoattività non sono moneta legale. La nota del discorso della Riksbank, già citata, spiega perché le banche centrali preferiscano questo termine: queste attività di norma non assolvono le funzioni fondamentali.
Per il lettore italiano, i riferimenti pratici sono due autorità con compiti diversi. La Banca d’Italia spiega che cosa è moneta e come funzionano i pagamenti, contante compreso. La Consob, l’autorità che vigila sui mercati finanziari, tiene una pagina di educazione finanziaria sulle cripto-attività. Quella pagina è anteriore a MiCA: la sua frase secondo cui le piattaforme di scambio «non sono attualmente regolamentate» non descrive più il quadro di oggi, e non la usiamo come tale. Un’ultima nota: il trattamento fiscale italiano delle cripto non fa parte di questa lezione.
Che cosa cambia per te, in Italia
Sapere che cos’è la moneta non ti dice se comprare qualcosa, e questa lezione non lo prova nemmeno. Cambia però il modo di leggere prezzi e promesse.
Misura tutto nella moneta con cui guadagni e spendi. Un token che è «salito del 20%» in un’altra unità significa poco finché non sai quanto vale in euro, perché è in euro che scadono il tuo affitto e le tue imposte.
Non confondere l’accettazione con il corso legale. Un negozio o un sito che prende bitcoin ha scelto di farlo, e può smettere. In Francia l’euro in contanti non si può rifiutare in pagamento di un debito; in Italia chi rifiuta monete a corso legale rischia soltanto una multa lieve; nel Regno Unito e negli Stati Uniti un negozio che rifiuta le tue banconote di solito è nel suo diritto. E c’è l’altro lato: da 5.000 euro in su, in Italia, il contante non si può usare.
Chiediti chi ti deve qualcosa. Un deposito bancario è un credito verso una banca. Una stablecoin è un credito verso chi l’ha emessa, e con MiCA nell’UE hai un diritto legale al rimborso alla pari. Il bitcoin non è un credito verso nessuno: quanto vale dipende da quanto pagherà il prossimo compratore.
Il denaro non ha sempre avuto la forma di oggi, e i tre compiti spiegano perché ogni nuova forma si sia diffusa o sia sparita. La prossima lezione, una breve storia della moneta, segue la vicenda dalle monete-merce ai saldi bancari, così l’arrivo delle cripto si vede su ciò che c’era prima.



