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Utile trimestrale Strive: 509 milioni sono una rivalutazione dei bitcoin, e nei nove mesi resta una perdita di 14,5 milioni

Strive, utile del terzo trimestre: 509 milioni di dollari da 533,7 milioni di rivalutazione dei bitcoin e 2,7 di ricavi; nei nove mesi c'è una perdita.

13 min di lettura

Pile astratte di monete accanto a una linea in salita e a un documento stampato
Indice
  1. Utile trimestrale di Strive: da dove arrivano i 509 milioni
  2. Nove mesi ancora in perdita, e la cassa si è svuotata
  3. Il rendimento in BTC del 63,2% riguarda nove mesi, non il trimestre
  4. Bitcoin sotto la valutazione del 30 settembre: il nostro calcolo sul quarto trimestre
  5. SATA e SATS: circa 287 milioni di dollari di dividendi l’anno
  6. Perché ora un bitcoin in calo pesa direttamente sull’utile
  7. Cosa succede ora a Strive

Strive, la società quotata al Nasdaq con ticker ASST che detiene bitcoin in tesoreria, ha comunicato venerdì 6 novembre un utile netto di 509,0 milioni di dollari per blockchain that runs exactly as written when it is called, holding and moving funds according to its code, without an intermediary able to change the outcome.">smart contract holding reserves of two or more tokens, supplied by users, that a decentralized exchange uses to execute trades automatically at a price set by a formula.">pool diverge, compared with simply holding the same tokens in a wallet. It becomes permanent when the provider withdraws.">il terzo trimestre 2026. Gli utili di Strive nel terzo trimestre poggiano su un guadagno solo contabile. Secondo il rapporto trimestrale (10-Q) depositato presso la SEC, 533,7 milioni di dollari derivano dalla rivalutazione dei bitcoin al prezzo del 30 settembre, mentre i ricavi delle attività vere e proprie sono stati di 2,7 milioni. Sui nove mesi la stessa società mostra ancora una perdita netta di 14,5 milioni.

Il comunicato sui risultati allegato all’8-K di Strive mette in primo piano i numeri di vetrina: utile diluito di 5,24 dollari per azione, utile netto attribuibile agli azionisti ordinari di 474,8 milioni dopo 34,2 milioni di dividendi sulle azioni privilegiate e una cifra rettificata non-GAAP di 494,6 milioni. Nel trimestre Strive non ha venduto bitcoin. Dal guadagno non è entrato un solo dollaro di liquidità.

Dopo la chiusura del trimestre il bitcoin è sceso e Strive ha continuato a comprare: al 30 ottobre deteneva 43.124 BTC, contro circa 28.000 al 30 settembre. Con lo stesso calcolo a valore equo che usa Strive, il mucchio più grande segna già una perdita teorica da inizio trimestre di circa 344 milioni di dollari, un calcolo di Coindaro spiegato più avanti.

Utile trimestrale di Strive: da dove arrivano i 509 milioni

Il conto economico di Strive per i tre mesi al 30 settembre ha due metà molto diseguali. Da un lato i compensi di consulenza per 1,56 milioni di dollari, le vendite di dispositivi medici per 1,13 milioni di Semler Scientific, la società assorbita a gennaio, e 4.000 dollari di altri ricavi. Dall’altro 38,7 milioni di costi operativi, tra cui 15,6 milioni di spese per il personale e una svalutazione di 14,65 milioni dell’attività immateriale di ricerca e sviluppo dei dispositivi medici.

Fermo lì, il trimestre sarebbe stato una perdita di circa 36 milioni. A trasformarlo in un utile da 509 milioni è una voce chiamata «net unrealized gain on digital assets, at fair value»: 533,7 milioni. Hanno contribuito due poste minori, un guadagno non realizzato di 8,8 milioni sulle azioni privilegiate STRC di Strategy in portafoglio e 1,5 milioni di altri proventi da investimenti. I guadagni da investimenti sono stati in tutto 544,0 milioni.

Il prospetto di movimentazione delle attività digitali nel 10-Q mostra quanto il meccanismo sia automatico. Strive è partita a inizio trimestre con 1.164,6 milioni di dollari di bitcoin, ne ha acquistati altri 641,9 milioni, non ha venduto nulla ed è arrivata a 2.340,2 milioni. I 533,7 milioni di differenza sono la variazione del valore di mercato. Strive rivaluta i propri bitcoin alla fine di ogni periodo usando le quotazioni della piattaforma Coinbase, secondo il principio del valore equo ASC 820, e registra ogni variazione nell’utile netto.

Voce (Strive, terzo trimestre 2026)ImportoFonte
Ricavi totali2,7 milioni di dollari10-Q
Costi operativi38,7 milioni di dollari10-Q
Guadagno non realizzato sui bitcoin533,7 milioni di dollari10-Q
Utile netto509,0 milioni di dollari10-Q, comunicato stampa
Utile netto attribuibile agli azionisti ordinari474,8 milioni di dollari (5,24 dollari per azione diluita)10-Q, comunicato stampa
Perdita netta, nove mesi al 30 settembre14,5 milioni di dollari10-Q
Liquidità netta assorbita dalle attività operative, nove mesi49,5 milioni di dollari10-Q
Bitcoin detenuti al 30 settembrecirca 28.000 BTC10-Q

Una verifica approssimativa mostra da dove viene il guadagno. A inizio trimestre Strive aveva circa 19.864 bitcoin (28.000 meno gli 8.136 comprati nel terzo trimestre), e il valore iniziale di 1.164,6 milioni corrisponde a circa 58.600 dollari per moneta, una nostra derivazione dai dati del 10-Q. A fine settembre la società ha valutato ogni bitcoin 83.577 dollari. Un rialzo di circa 25.000 dollari per moneta su quasi 20.000 monete, più l’aumento di valore delle monete acquistate nel trimestre a una media di 78.885 dollari, spiega il guadagno.

Lente d'ingrandimento astratta su un documento accanto a grafici a barre e a una clessidra
L'utile del terzo trimestre di Strive poggia su un guadagno non realizzato di 533,7 milioni di dollari sui bitcoin, a fronte di 2,7 milioni di ricavi.

Nove mesi ancora in perdita, e la cassa si è svuotata

Il terzo trimestre appare così forte solo perché il primo semestre è stato molto debole. Nei nove mesi la variazione di valore equo dei bitcoin di Strive è stata un guadagno di appena 9,9 milioni. Sottraendo i 533,7 milioni del terzo trimestre, i primi sei mesi hanno portato una perdita netta non realizzata di circa 523,8 milioni, che il terzo trimestre ha cancellato (una nostra sottrazione dai dati del 10-Q).

Il risultato dei nove mesi è una perdita netta di 14,5 milioni. Include un’una tantum, un utile da acquisto a prezzi favorevoli («bargain purchase gain») di 66,7 milioni sull’acquisizione di Semler, e una perdita di 8,4 milioni per l’estinzione di debito. Dopo 73,9 milioni di dividendi sulle azioni privilegiate, la perdita attribuibile agli azionisti ordinari è di 88,4 milioni, pari a 1,17 dollari per azione.

Il rendiconto finanziario racconta la storia più semplice. Le attività operative hanno assorbito 49,5 milioni di liquidità in nove mesi e nello stesso periodo Strive ha pagato in contanti 61,9 milioni di dividendi sulle azioni privilegiate. Gli acquisti di bitcoin sono finanziati vendendo titoli. Nel solo terzo trimestre Strive ha venduto sul mercato 14,4 milioni di azioni di classe A per 271,6 milioni lordi e 5,1 milioni di azioni privilegiate SATA per 511,2 milioni lordi.

Al 30 settembre il bilancio mostrava 285,4 milioni di liquidità, la quota di STRC a 50,2 milioni, passività totali di soli 37,5 milioni e nessun debito residuo: le obbligazioni convertibili ereditate da Semler sono state in parte scambiate con azioni SATA a gennaio e per il resto estinte a maggio. Il deficit accumulato era di 562,4 milioni.

Il rendimento in BTC del 63,2% riguarda nove mesi, non il trimestre

Il comunicato di Strive elenca indicatori propri sul bitcoin. Il «BTC yield» è stato del 18,5% nel terzo trimestre e del 63,2% da inizio anno. Il 63,2% si presta a essere letto come dato trimestrale. Non lo è: copre il periodo da gennaio a settembre. Un’altra cifra, il 19,3%, riguarda il periodo dall’1 al 30 ottobre.

Il BTC yield non è un reddito e non è un rendimento per gli investitori. Misura quanto bitcoin la società possiede per azione diluita e sale ogni volta che Strive compra bitcoin con denaro raccolto emettendo azioni privilegiate, oppure vende azioni ordinarie a un prezzo superiore al bitcoin che ciascuna rappresenta. Il comunicato indica un «BTC gain per ADSO» di 4.336,11 per il trimestre, con un equivalente di 3,62 dollari, ma nelle pagine che abbiamo letto la formula non c’è. Come si muove questo indicatore con le emissioni di azioni privilegiate lo abbiamo visto nella nostra analisi della vendita di SATS da 630 milioni di dollari a 90 dollari e nel nostro resoconto della settimana da 4.045 bitcoin che ha lasciato invariato il bitcoin per azione.

Matthew Cole, presidente e amministratore delegato di Strive, attribuisce a quel rendimento in bitcoin l’andamento del titolo ordinario rispetto al bitcoin quest’anno e, nel comunicato, lega le prospettive alle nuove azioni privilegiate: «With the recent issuance of SATS, we believe Strive has never been in a better position to generate long-term returns in excess of Bitcoin for our common equity shareholders.» In italiano: con la recente emissione di SATS, Strive non è mai stata così ben posizionata per generare rendimenti di lungo periodo superiori al bitcoin per i propri azionisti ordinari.

Bitcoin sotto la valutazione del 30 settembre: il nostro calcolo sul quarto trimestre

Strive ha continuato a comprare dopo la chiusura del trimestre. La nota sugli eventi successivi del 10-Q dice che tra l’1 e il 30 ottobre ha acquistato 15.124 bitcoin a un prezzo medio di circa 83.310 dollari ciascuno, commissioni comprese, portando la tesoreria a 43.124 BTC al 30 ottobre, dato riportato anche nell’8-K del 2 novembre. Gli acquisti successivi al 30 ottobre non sono stati pubblicati. Gli acquisti più recenti sono stati comunicati con 8-K settimanali, l’ultimo datato 2 novembre.

Poi il bitcoin è sceso. Coinbase Exchange, la piattaforma di cui Strive usa i prezzi per le sue valutazioni, mostrava BTC-USD a 75.509 dollari nella candela di un minuto chiusa alle 17:47 UTC di venerdì. I movimenti di oggi sul mercato sono nel nostro articolo sul calo del bitcoin dopo il crollo dell’intelligenza artificiale e i dati sul lavoro negli Stati Uniti.

Applicando il metodo di Strive a questi dati si ottiene la fotografia seguente. È un calcolo di Coindaro, non una cifra della società e non una previsione del risultato del quarto trimestre, che dipenderà dal prezzo del bitcoin al 31 dicembre.

Lotto (calcolo di Coindaro)BitcoinValore contabile o prezzo di costoPrezzo usato (Coinbase, 17:47 UTC del 6 novembre)Variazione di valore
Detenuti al 30 settembre28.00083.577 dollari (valore equo, 10-Q)75.509 dollaricirca -225,9 milioni di dollari
Acquistati dall’1 al 30 ottobre15.12483.310 dollari (costo medio, 10-Q)75.509 dollaricirca -118,0 milioni di dollari
Totale da inizio trimestre43.124circa -343,9 milioni di dollari

Equivale a circa il 64% del guadagno teorico di 533,7 milioni del terzo trimestre, ma è misurato su un mucchio di monete più grande, in gran parte comprate a prezzi diversi. Rispetto a quanto Strive ha effettivamente pagato, la sottrazione dà un risultato simile. Il 10-Q indica il costo delle 28.000 monete in 2.524,8 milioni di dollari, in media 90.170 dollari ciascuna. Aggiungendo gli acquisti di ottobre, i 43.124 BTC sono costati circa 3.785 milioni, cioè circa 87.765 dollari a moneta, contro un valore di mercato vicino a 3.256 milioni al prezzo delle 17:47 UTC di venerdì. La differenza è di circa 528 milioni, di nuovo un nostro calcolo. Anche alle valutazioni del 30 settembre, dopo il guadagno del terzo trimestre, le cifre del 10-Q mettono il valore equo 184,6 milioni sotto il costo (2.340,2 milioni contro 2.524,8 milioni).

The Block ha scritto venerdì che questa dotazione fa di Strive il quarto maggior detentore di bitcoin tra le società quotate, dietro Strategy, Metaplanet e Twenty One. Non abbiamo verificato questa graduatoria in modo indipendente.

SATA e SATS: circa 287 milioni di dollari di dividendi l’anno

L’altro numero che nell’utile non compare è il costo delle azioni privilegiate che pagano i bitcoin. Strive ha due titoli privilegiati quotati, entrambi con un valore nominale dichiarato di 100 dollari per azione.

SATA, la Serie A a tasso variabile, paga un dividendo mensile oggi fissato al 13,00% annuo. Al 30 ottobre aveva 14.030.176 azioni in circolazione, dopo la vendita di altre 1.089.555 in ottobre per 109,0 milioni. Strive scrive nel 10-Q di voler adeguare il tasso per mantenere SATA tra 99 e 101 dollari. Venerdì alle 17:47 UTC quotava 96,17 dollari secondo i dati di Yahoo Finance, sotto quella fascia.

SATS, la Serie A Perpetual SATS Preferred al 15,00%, ha chiuso l’offerta al pubblico il 20 ottobre con 7.000.000 di azioni e circa 609,0 milioni di dollari di proventi netti; al 30 ottobre ne risultavano in circolazione 7.003.418. La prima data di dividendo giornaliero è lunedì 9 novembre, con dividendi poi in ogni giorno lavorativo. Il 10-Q dice che i dividendi SATS sono cumulativi, ma sui dividendi non pagati non matura alcun dividendo né interesse, a differenza di SATA, dove i dividendi non pagati si capitalizzano. SATS è collocata sopra le azioni ordinarie e sotto SATA. Venerdì alle 17:45 UTC quotava 94,23 dollari (Yahoo Finance), sopra il prezzo di offerta di 90 dollari che avevamo riportato a ottobre.

Ai tassi dichiarati, i dividendi di SATA sono circa 182,4 milioni di dollari l’anno e quelli di SATS circa 105,1 milioni, in totale intorno a 287 milioni, un nostro calcolo sulle azioni in circolazione al 30 ottobre. A quella data Strive aveva 490,4 milioni di liquidità e le sue attività operative avevano assorbito 49,5 milioni di cassa nei primi nove mesi. La società mantiene una riserva per i dividendi, portata a marzo a 18 mesi di dividendi SATA; alla chiusura di SATS ha aggiunto 22,50 dollari per azione SATS, cioè i primi 18 mesi di quel dividendo, finanziati con liquidità e titoli. Il 10-Q non indica il totale della riserva. Il 10-Q aggiunge che un rialzo di 0,50 punti del tasso di SATA costerebbe circa 0,6 milioni in più al mese.

Linea discendente astratta accanto a una bilancia, a un calendario e a un lucchetto
I dividendi di SATA e SATS ammontano a circa 287 milioni di dollari l'anno ai tassi dichiarati, secondo il calcolo di Coindaro.

Il titolo ordinario si è mosso più del bitcoin. ASST quotava 20,28 dollari alle 17:47 UTC di venerdì, secondo Yahoo Finance, contro una chiusura precedente di 20,59. The Block ha scritto che il titolo ha perso oltre il 31% in 30 giorni, contro circa il 12% del bitcoin. Al 30 ottobre Strive aveva ancora una capacità di circa 1,74 miliardi di dollari per le azioni ordinarie e di circa 1,62 miliardi per SATA nei programmi di vendita sul mercato («at-the-market»); in ottobre ha venduto 5.330.150 azioni di classe A per 157,5 milioni lordi.

Perché ora un bitcoin in calo pesa direttamente sull’utile

Le società che detengono bitcoin come attività di tesoreria li iscrivono ormai al valore equo: a ogni trimestre confrontano il prezzo del bitcoin alla data di chiusura con la valutazione precedente e registrano la differenza come utile o perdita, anche senza aver venduto nulla. Così l’utile dichiarato diventa funzione di un solo prezzo in un solo giorno. Una società può dichiarare un utile record in un trimestre in cui la cassa si è ridotta, e una perdita in un trimestre in cui ha raccolto miliardi.

Strategy ha mostrato lo stesso schema una settimana fa, come abbiamo scritto nel nostro articolo sul trimestre record da 20,9 miliardi di dollari di Strategy, costruito su una rivalutazione del bitcoin. Per chi si avvicina ora all’asset, la nostra pagina sul bitcoin spiega l’offerta e come si forma il prezzo. Il comunicato di Strive aggiunge che la società sta valutando modi per far lavorare il proprio bilancio, tra cui attività bancarie, intermediazione, finanza decentralizzata, riassicurazione, titoli strutturati garantiti da attivi e tokenizzazione, senza indicare alcuna decisione né data. Per un lettore italiano va ricordato che ASST, SATA e SATS sono titoli quotati negli Stati Uniti e che tutte le cifre di questo articolo sono in dollari, non in euro.

Cosa succede ora a Strive

Le prossime scadenze sono vicine. La prima data di dividendo SATS cade lunedì 9 novembre. Il prossimo 8-K settimanale di Strive dovrebbe dire se dopo il 30 ottobre ha comprato altri bitcoin e come li ha pagati. Un eventuale cambio del tasso mensile di SATA mostrerebbe come Strive intenda riportare le azioni verso la fascia tra 99 e 101 dollari.

Il risultato del quarto trimestre sarà deciso dal prezzo del bitcoin su Coinbase alla chiusura del 31 dicembre. Al prezzo delle 17:47 UTC di venerdì, i 43.124 bitcoin valevano circa 344 milioni di dollari meno delle loro valutazioni del 30 settembre e dei prezzi d’acquisto di ottobre, e circa 528 milioni meno di quanto Strive li aveva pagati.

Fonti

  1. Strive, modulo 10-Q per il trimestre chiuso il 30 settembre 2026 (SEC EDGAR, 6 novembre 2026) sec.gov
  2. Strive, modulo 8-K e comunicato sui risultati del terzo trimestre 2026, Exhibit 99.1 (SEC EDGAR, 6 novembre 2026) sec.gov
  3. Strive, modulo 8-K del 2 novembre 2026 sulle riserve in bitcoin (SEC EDGAR) sec.gov
  4. The Block (Kyle Baird), articolo sull'utile di 509 milioni di Strive nel terzo trimestre e sugli acquisti di bitcoin, 6 novembre 2026 theblock.co

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