blockchain that runs exactly as written when it is called, holding and moving funds according to its code, without an intermediary able to change the outcome.">smart contract holding reserves of two or more tokens, supplied by users, that a decentralized exchange uses to execute trades automatically at a price set by a formula.">pool diverge, compared with simply holding the same tokens in a wallet. It becomes permanent when the provider withdraws.">Il prezzo del bitcoin oggi è intorno a 75.540 dollari alle 14:13 UTC di venerdì 6 novembre, in calo di circa il 5% in 24 ore, dopo che il crollo dei titoli tecnologici a Wall Street di giovedì ha cancellato tutto il rialzo seguito al voto americano di metà mandato. Il rapporto sul lavoro Usa, uscito alle 13:30 UTC, ha mostrato 165.000 posti in più a ottobre contro previsioni di circa 60.000-65.000, ma non ha sollevato il prezzo. Su Coinbase BTC si è mosso tra 75.500 e 76.029 dollari nei cinque minuti successivi alla pubblicazione, per poi scivolare a 75.523 dollari alle 14:11 UTC.
Il danno era stato fatto il giorno prima. Tra le 14:00 e le 16:00 UTC di giovedì, nella prima fase della seduta di New York, il bitcoin è sceso da circa 79.600 a circa 75.900 dollari su Coinbase. Gli ETF spot su bitcoin americani hanno poi registrato deflussi netti per 430,2 milioni di dollari nella giornata, mentre le posizioni long a leva venivano spazzate via su tutto il mercato dei derivati.
Ether ha fatto peggio: intorno alle 14:13 UTC valeva 2.226 dollari, con un calo del 6,67% in 24 ore, mentre XRP ha perso il 9,45% a 1,18 dollari e la capitalizzazione totale del mercato crypto è scesa del 7,02% a 2.570 miliardi di dollari, secondo la nostra rilevazione dei dati di mercato. L’indice Crypto Fear & Greed segnava 28, in zona di paura.
Prezzo bitcoin oggi: tutto il rimbalzo post-voto bruciato in due ore
Il giorno del voto è stato tranquillo. La candela giornaliera di martedì 3 novembre su Coinbase è partita da 76.674 dollari ed è chiusa a 77.336. Mercoledì è arrivato il rimbalzo: massimo a 81.130,79 dollari nell’ora delle 15:00 UTC e chiusura a 80.428,31, circa il 4% sopra la chiusura del giorno delle elezioni.
Giovedì ha restituito tutto. L’ora delle 13:00 UTC si è chiusa a 79.576 dollari, quella delle 14:00 a 78.207, e quella delle 15:00, che copre la prima mezz’ora di contrattazioni a Wall Street, a 75.920 dopo un minimo a 75.431,17. Il minimo della giornata, 75.035,10 dollari, è arrivato tardi, nell’ora delle 23:00 UTC. La candela giornaliera si è chiusa a 75.969 dollari, con un calo del 5,5% rispetto agli 80.428 della vigilia, secondo i dati Coinbase.
Venerdì, fino alle 14:15 UTC, la seduta è stata stretta: da un minimo di 75.186 dollari nell’ora delle 07:00 UTC a un massimo di 76.306 subito dopo la mezzanotte. Il prezzo è sotto la chiusura del 3 novembre, quindi su questi numeri il guadagno post-elezioni non esiste più.
| Orario (UTC) | BTC-USD su Coinbase | Che cosa stava succedendo |
|---|---|---|
| 3 nov, chiusura giornaliera | 77.336 $ | Giorno delle elezioni di metà mandato negli Usa |
| 4 nov, massimo dell’ora delle 15:00 | 81.130,79 $ | Massimo dopo il voto |
| 4 nov, chiusura giornaliera | 80.428,31 $ | Circa il 4% sopra la chiusura del 3 nov |
| 5 nov, chiusura dell’ora delle 13:00 | 79.576 $ | Prima dell’apertura Usa alle 14:30 UTC |
| 5 nov, chiusura dell’ora delle 15:00 | 75.920 $ | Prima ora della seduta di New York |
| 5 nov, minimo dell’ora delle 23:00 | 75.035,10 $ | Minimo della giornata |
| 5 nov, chiusura giornaliera | 75.969 $ | In calo del 5,5% nella giornata |
| 6 nov, dalle 13:30 alle 13:35 | da 75.500 a 76.029 $ | Esce il rapporto sul lavoro Usa |
| 6 nov, 14:11 | 75.523 $ | Dopo il rapporto |
Ether ha seguito lo stesso percorso. Su Coinbase ha chiuso il 3 novembre a 2.271,64 dollari, è salito a 2.448,26 il 4 e ha toccato 2.202,27 il 5, prima di chiudere a 2.234,61. Alle 14:12 UTC di venerdì passava di mano a 2.227,08 dollari, il che porta il rapporto ETH/BTC intorno a 0,0295.
L’ultima volta che abbiamo guardato il mercato nel dettaglio, il 2 novembre, il bitcoin aveva appena segnato un massimo notturno vicino a 78.900 dollari su Binance; il nostro rapporto di mercato della vigilia del voto elencava i flussi degli ETF e i dati attesi nella settimana.
Il crollo del 5,5% del Nasdaq ha innescato la discesa di giovedì
Il detonatore è stato il mercato azionario, non quello crypto. Il Nasdaq ha perso il 5,5% giovedì, a 24.315 punti, e il Dow Jones ha chiuso in calo del 3,4% a 51.523,06, secondo le cifre AFP pubblicate da Dawn. Bloomberg, citata nello stesso articolo, ha indicato l’indice dei semiconduttori di Filadelfia in calo di circa il 16% nella settimana. La newsletter Daybook di CoinDesk l’ha definita la peggiore seduta del Nasdaq da aprile 2025.
I commentatori collegano il tracollo all’esito del voto. I Democratici hanno conquistato sia la Camera sia il Senato, e gli investitori temono una stretta contro l’intelligenza artificiale e i nuovi data center. Kyle Rodda, analista senior dei mercati finanziari di Capital.com, ha spiegato a The Block che questi rischi arrivano quando «the proverbial AI trade was already on shakier foundations», cioè quando la scommessa sull’IA poggiava già su basi più fragili. Axel Rudolph di IG ha detto alla stessa testata che il bitcoin è stato «dragged into the AI rout», trascinato nel crollo dell’IA. Il Daybook di CoinDesk lega inoltre il risultato democratico ai timori sui data center, che pesano sui miner di bitcoin passati al calcolo per l’IA.
Venerdì è toccato all’Asia. Il Nikkei 225 di Tokyo ha chiuso in ribasso del 6,0% a 57.434,77 punti e il KOSPI di Seul del 6,0% a 5.059,69, con l’Hang Seng di Hong Kong in calo dell’1,3% e lo Shanghai Composite dell’1,1%, secondo la stessa tabella AFP. L’Europa ha aperto in rosso: intorno alle 10:15 UTC il FTSE 100 perdeva il 2,2%, il DAX il 2,3% e il CAC 40 l’1,8%. Sono livelli intraday, non chiusure: le borse erano ancora aperte quando abbiamo scritto questo pezzo.
Neil Wilson di Saxo Markets ha riassunto il clima con «The blood is in the streets, folks», aggiungendo però che la vendita gli pare eccessiva. Il lato politico del voto è nel nostro approfondimento su come le elezioni di metà mandato hanno mosso le crypto in passato e su che cosa significa ogni risultato per il CLARITY Act.
Rapporto sul lavoro Usa: 165.000 posti in più e salari a +0,4%
Il Bureau of Labor Statistics ha comunicato che i dipendenti non agricoli sono aumentati di 165.000 unità a ottobre, ben sopra l’aumento medio mensile di 48.000 dei dodici mesi precedenti. Il tasso di disoccupazione è al 4,1%, con 7,1 milioni di persone senza lavoro; dal marzo scorso oscilla tra il 4,1% e il 4,3%.
Anche le revisioni vanno nella stessa direzione. Agosto è stato rivisto al rialzo di 53.000 unità, a 186.000, e settembre di 31.000, a 60.000, per un totale di 84.000 posti in più nei due mesi precedenti. I servizi professionali e alle imprese hanno aggiunto 70.000 posti, la sanità 42.000, trasporti e magazzinaggio 25.000 e la manifattura 19.000.
L’altra sorpresa sono le retribuzioni. La paga oraria media è salita di 14 centesimi, lo 0,4%, a 38,00 dollari, ed è del 3,1% più alta di un anno fa. CoinDesk riportava attese di +0,3% su base mensile e +2,9% su base annua, e di un tasso di disoccupazione al 4,2%.
Il bitcoin si è mosso appena. Subito dopo la pubblicazione delle 13:30 UTC CoinDesk lo dava in lieve calo a 75.800 dollari, in linea con la forchetta di Coinbase tra le 13:30 e le 13:35 UTC. I titoli di Stato hanno reagito di più: nell’aggiornamento delle 13:55 UTC, CoinDesk riportava il rendimento del Treasury decennale in rialzo di 6,4 punti base al 4,894%, con i future sul Nasdaq 100 ancora in rialzo dell’1,5% dopo il crollo di giovedì.

Perché un buon dato sul lavoro stavolta pesa sul bitcoin
Nella maggior parte dei cicli un mercato del lavoro caldo è una buona notizia per gli asset rischiosi. Quest’anno l’ultima mossa della Fed è stata però un rialzo, non un taglio. Il 16 settembre la Federal Reserve ha alzato la forchetta dei tassi di un quarto di punto al 3,75%-4,00%, con un voto di 12 a 0, e il 28 ottobre l’ha lasciata invariata.
Quella pausa di ottobre non è stata unanime. Secondo il comunicato della Fed il voto è stato 10 a 2, e i due dissenzienti, Lisa D. Cook e Beth M. Hammack, volevano un altro rialzo di un quarto di punto. Il comunicato parlava di un’inflazione che «remains elevated», cioè ancora elevata, e di un’attività in espansione a ritmo sostenuto. Come il bitcoin la prese allora lo racconta il nostro resoconto sulla pausa della Fed con 10 voti contro 2 e due voti per un rialzo.
Prima dei dati di venerdì la vendita sulle azioni aveva raffreddato le scommesse sul rialzo. CoinDesk scrive che le probabilità di un aumento a dicembre erano scese a circa il 70% da circa il 95% di poche settimane fa; la newsletter Daybook prende quel 70% dal mercato di previsione Polymarket. Non siamo riusciti a controllare il CME FedWatch. Dopo il rapporto, CoinDesk ha scritto che i numeri rimettono in gioco un rialzo a dicembre, ma che i dati su prezzi al consumo e alla produzione della prossima settimana peseranno probabilmente di più sulla decisione della Fed.
Una probabilità più alta di rialzo tende a spingere in alto rendimenti e dollaro, e questo rende più caro detenere un asset che non paga alcuna cedola. Daniela Hathorn, analista senior di Capital.com, aveva detto a The Block prima della pubblicazione che un rapporto forte, soprattutto con salari più dinamici, poteva far salire rendimenti dei Treasury e dollaro. In mezz’ora il rendimento decennale era vicino al 4,9%.
ETF bitcoin spot: deflussi per 430,2 milioni di dollari giovedì
La domanda spot non si è fatta vedere per assorbire le vendite. Giovedì 5 novembre gli ETF spot su bitcoin americani hanno avuto deflussi netti per 430,2 milioni di dollari, secondo il tracker dei flussi ETF di TFTC; il Daybook di CoinDesk dà lo stesso totale senza citare il fornitore. Non siamo riusciti ad aprire le pagine di Farside e SoSoValue per un confronto.
A guidare le uscite è stato FBTC di Fidelity, non IBIT di BlackRock, una graduatoria che conferma anche The Block, con le stesse tre cifre maggiori.
| Fondo (5 nov) | Flusso netto, milioni di dollari (TFTC) |
|---|---|
| Fidelity FBTC | -199,9 |
| BlackRock IBIT | -105,0 |
| Grayscale GBTC | -49,9 |
| Franklin EZBC | -32,9 |
| VanEck HODL | -23,6 |
| ARK 21Shares ARKB | -18,9 |
| Tutti gli ETF spot su bitcoin | -430,2 |
È stata la terza giornata di deflussi su quattro. I totali giornalieri di TFTC indicano -398,6 milioni il 2 novembre, -115,6 il 3, +74,6 il 4, giorno in cui un afflusso di 236,7 milioni su FBTC ha superato un deflusso di 201,2 milioni su IBIT, e poi i -430,2 milioni di giovedì. Fanno -869,8 milioni da inizio mese dopo quattro sedute. I flussi di venerdì si conosceranno solo dopo la chiusura Usa.
Gli analisti di Bitfinex, citati dal Daybook di CoinDesk, hanno detto che «sustaining this bounce requires actual spot demand», ossia che per sostenere il rimbalzo serve vera domanda spot.
Liquidazioni per 1,23 miliardi di dollari, l’87,5% su posizioni long
Il resto l’ha fatto la leva. Nelle 24 ore fino alle 14:18 UTC di venerdì CoinGlass ha contato 1,23 miliardi di dollari di posizioni liquidate, il 66,7% in più rispetto al periodo precedente. Le posizioni long pesano per 1,07 miliardi e quelle short per 153,02 milioni, cioè l’87,5% dei long. In tutto sono stati liquidati 236.976 trader.
L’ordine singolo più grande è stato un long ETHUSDT da 10,94 milioni di dollari su Binance, chiuso a 2.243,86, e Binance ha pesato per il 44,9% del totale. Il Daybook di CoinDesk, con una finestra diversa e senza indicare la fonte, parla di oltre 1,27 miliardi di dollari in 24 ore, di cui oltre 1,1 miliardi in scommesse al rialzo.
Da allora il ritmo è calato bruscamente. CoinGlass mostrava 18,25 milioni di dollari liquidati nell’ultima ora, 31,33 milioni in quattro ore e 89,88 milioni in 12 ore, tutti alle 14:18 UTC. La nostra lettura di questi numeri è che le vendite forzate si sono concentrate nel pomeriggio UTC di giovedì e che i movimenti di venerdì non sono guidati dalle liquidazioni.
Una liquidazione scatta quando una piattaforma chiude una posizione a leva perché il margine del trader non copre più la perdita; quando molte posizioni long vengono chiuse insieme, le vendite forzate spingono il prezzo ancora più in basso e possono innescare l’ondata successiva. Margine, prezzi di liquidazione e cascate sono spiegati meglio nella nostra voce del glossario sulla liquidazione.
Carlos Guzman, vicepresidente della ricerca di GSR, ha descritto al Daybook di CoinDesk il movimento come «a pullback in risk appetite amplified by leverage», un ripiegamento della propensione al rischio amplificato dalla leva.

Bitcoin euro oggi: circa 67.800 euro
Per chi vive nell’area euro, il bitcoin valeva 67.785 euro sulla coppia BTC-EUR di Coinbase alle 14:13 UTC, ed ether 1.998,70 euro nello stesso minuto. È il prezzo di una sola piattaforma, non un indice. Non abbiamo un livello in euro verificato da prima della vendita, quindi non indichiamo una variazione percentuale in euro.
Le borse europee hanno seguito New York al ribasso: intorno alle 10:15 UTC il DAX perdeva il 2,3% e il CAC 40 l’1,8%, secondo AFP. Non abbiamo trovato alcuna cifra per il FTSE MIB di Milano.
Che cosa guardano gli analisti sul grafico
Jasper De Maere, trader OTC di Wintermute, ha detto al Daybook di CoinDesk di vedere 73.000 e 68.000 dollari come possibili livelli di discesa, e che il bitcoin dovrebbe riconquistare e mantenere 80.000 dollari per mostrare nuova forza. Sono i suoi livelli: Coindaro non fa previsioni.
Non tutti leggono lo smontaggio dell’IA come una cattiva notizia per il bitcoin nel lungo periodo. André Dragosch, responsabile della ricerca per l’Europa di Bitwise, si aspetta che il bitcoin faccia meglio delle azioni americane mentre la scommessa sull’IA si sgonfia, riferisce The Block, che aggiunge come lo veda più sensibile al dollaro e alle attese sui tassi che alla crescita. È un’opinione sul futuro. Giovedì il calo giornaliero del 5,5% del bitcoin su Coinbase è stato uguale a quello del Nasdaq.
Prossime date: inflazione Usa il 10 novembre, prezzi alla produzione il 13, la Fed il 9 dicembre
La prossima prova arriva martedì 10 novembre, quando il BLS pubblica i prezzi al consumo di ottobre alle 8:30 ora della costa orientale (13:30 UTC). I prezzi alla produzione seguono venerdì 13 novembre alla stessa ora. Il rapporto sul lavoro di novembre è atteso venerdì 4 dicembre, quattro giorni prima dell’ultima riunione dell’anno della Fed.
La Fed decide il 9 dicembre, a chiusura di due giorni di riunione; la nostra pagina sulla riunione FOMC dell’8-9 dicembre la segue. I flussi giornalieri degli ETF, pubblicati dopo ogni seduta Usa, diranno se i deflussi di questa settimana continuano.
Restano diverse incognite. Non abbiamo potuto verificare le probabilità del CME FedWatch, le cifre degli ETF di Farside o SoSoValue, né il totale degli ETF su ether del 5 novembre. I livelli di chiusura europei di venerdì non erano disponibili al momento della scrittura e non abbiamo trovato un singolo titolo che spieghi il calo di giovedì tra le 14:00 e le 16:00 UTC, oltre al crollo del Nasdaq che i commentatori indicano.
