Circle, la società che emette la stablecoin USDC, vuole entrare in circa 40 mercati emergenti e in via di sviluppo. Lo ha detto l’amministratore delegato Jeremy Allaire in un’intervista a Reuters pubblicata venerdì 16 ottobre e rilasciata a Bangkok, a margine delle riunioni del Fondo monetario internazionale e della Banca mondiale. Le regioni nel mirino sono quattro: Sud-est asiatico, America Latina, Africa e Medio Oriente. Nessun paese, nessuna scadenza, nessun budget.
Per la stablecoin USDC di Circle, quindi, si tratta di una dichiarazione d’intenti e non di un lancio. L’intervista non è stata accompagnata da un comunicato o da un post sul blog di Circle, e finora la società non ha pubblicato alcun elenco di mercati. Quello che c’è è la lettura di Allaire su dove stanno andando le stablecoin, più una serie di accordi già firmati che renderebbero possibile un’espansione di questo tipo.
Sul mercato è stato netto. Per anni, ha detto, «blockchain that runs exactly as written when it is called, holding and moving funds according to its code, without an intermediary able to change the outcome.">smart contract holding reserves of two or more tokens, supplied by users, that a decentralized exchange uses to execute trades automatically at a price set by a formula.">pool diverge, compared with simply holding the same tokens in a wallet. It becomes permanent when the provider withdraws.">il settore bancario ha combattuto con successo per tenere fuori gli altri». Adesso «non comandano più, e gli innovatori stanno avendo il loro momento», secondo il resoconto dell’intervista pubblicato da CoinDesk.
Stablecoin USDC, cosa ha detto Allaire a Bangkok e cosa ha lasciato fuori
Allaire ha descritto un settore che passa «dalla fase dei primi utilizzatori della tecnologia blockchain alla fase di crescita su larga scala», riporta CoinDesk. Con le sue parole: «Stiamo attraversando una sorta di punto di svolta… una transizione, proprio adesso».
Le ragioni indicate sono due. La prima: grandi istituzioni finanziarie e società di pagamento stanno superando la fase dei test e cominciano a usare le stablecoin per regolare le transazioni internazionali. La seconda è più recente: agenti di intelligenza artificiale che si pagano a vicenda in USDC per piccole transazioni da macchina a macchina, un uso che Allaire ha citato accanto a quello istituzionale, secondo PANews e CoinDesk.
Sulle regole, ha detto che una normativa più chiara, come il GENIUS Act statunitense, sta favorendo l’adozione. Ha anche accolto con favore le valute digitali che le banche stanno sviluppando per conto proprio, il che stona un po’ con la frase sulle banche che non comandano più. Lette insieme, le due affermazioni lasciano intendere che Circle si prepara a contendere a banche e società di pagamento i flussi transfrontalieri, continuando però a vendere infrastruttura ad alcune di loro.
Anche il numero non è del tutto chiaro. Il titolo di Reuters e PANews parlano entrambi di circa 40 mercati. Anche il titolo di CoinDesk dice 40, ma una frase nel corpo dell’articolo riporta una cifra diversa e più alta, e nessuno dei resoconti spiega la differenza. Qui usiamo il numero di Reuters, quello legato all’intervista originale.
Sud-est asiatico, America Latina, Africa, Medio Oriente: dove si cercano dollari
Le quattro regioni hanno un tratto in comune. In molti dei loro paesi la valuta locale ha perso valore sul dollaro, le banche fanno pagare caro un bonifico internazionale e tante famiglie vivono delle rimesse di parenti emigrati. Una stablecoin in dollari tenuta sul telefono permette di aggirare sia la valuta debole sia le commissioni, almeno in teoria. Per questo gli emittenti si contendono questi mercati più di tutti gli altri.
Circle ci arriverebbe da sfidante. USDT di Tether domina già l’uso al dettaglio nei mercati emergenti, in buona parte sulla rete Tron e negli scambi diretti tra privati (peer-to-peer). USDC di Circle è la seconda stablecoin in dollari per dimensioni, ma molto distante. Entrare in 40 mercati vorrebbe dire andare a sfidare Tether a casa sua.
Resta da capire anche cosa significhi «entrare» in un mercato. Può voler dire chiedere licenze locali, firmare accordi con banche e società di pagamento del posto, emettere stablecoin in valuta locale oppure, più semplicemente, rendere USDC più facile da comprare e spendere attraverso app già esistenti. Allaire non ha detto quale strada sceglierà, e ognuna comporta costi e tempi molto diversi.

Tazapay: un accordo da 400 milioni di dollari che porterebbe reti di pagamento in oltre 100 mercati
L’indizio più chiaro su come Circle potrebbe muoversi è un accordo di inizio settembre. Circle ha concordato l’acquisto di Tazapay, società di pagamenti transfrontalieri con sede a Singapore, per 400 milioni di dollari pagati in azioni di classe A. Il prezzo, rettificato per liquidità, debito e spese dell’operazione di Tazapay, è comparso in un documento depositato presso la Securities and Exchange Commission statunitense e non nell’annuncio, ha riportato DealStreetAsia.
Tazapay porta in dote proprio le infrastrutture di cui avrebbe bisogno un’espansione in 40 mercati. Al 31 luglio 2026 gestiva oltre 25 miliardi di dollari di volume di pagamenti annualizzato, lavorava con più di 60 partner tra banche e fintech e gestiva reti di pagamento locali in più di 100 mercati, secondo quanto riportato sul documento da The Defiant, DealStreetAsia e American Banker. Circa il 60% del suo volume di transazioni coinvolgeva già stablecoin, secondo DealStreetAsia.
L’operazione però non è conclusa. La chiusura è attesa nel 2027 e richiede autorizzazioni regolamentari, tra cui quella della Monetary Authority of Singapore, la banca centrale della città-stato. Fino ad allora licenze e banche partner di Tazapay non appartengono a Circle, e nulla è stato detto sul fatto che passeranno tutte a Circle una volta chiuso l’accordo.
USDC vs USDT: Circle ha circa il 24% delle stablecoin in dollari
L’ambizione arriva mentre l’offerta di USDC è ferma o in leggero calo. Intorno alle 13:50 UTC del 16 ottobre, gli USDC in circolazione valevano 72,60 miliardi di dollari, secondo i dati sulle stablecoin di DefiLlama. Circa lo 0,9% in meno dei 73,26 miliardi di una settimana prima e circa l’1,4% in meno dei 73,66 miliardi di un mese prima.
USDT, con 183,48 miliardi di dollari, è due volte e mezzo più grande. Su 305,99 miliardi di dollari di stablecoin ancorate al dollaro censite da DefiLlama, USDC pesa per circa il 23,7% e USDT per circa il 60%. Sono calcoli di Coindaro sui dati di DefiLlama.
| Indicatore | Valore | Fonte, ora |
|---|---|---|
| USDC in circolazione | 72,60 mld di dollari | DefiLlama, 16 ott 2026, ~13:50 UTC |
| USDC una settimana fa / un mese fa | 73,26 / 73,66 mld di dollari | DefiLlama |
| USDT in circolazione | 183,48 mld di dollari | DefiLlama, 16 ott 2026, ~13:50 UTC |
| Tutte le stablecoin ancorate al dollaro | 305,99 mld di dollari | DefiLlama, 16 ott 2026, ~13:50 UTC |
| Quota USDC / quota USDT | ~23,7% / ~60,0% | Calcolo Coindaro su dati DefiLlama |
| EURC in circolazione | 498,6 mln € (450,6 mln € un mese fa) | DefiLlama, 16 ott 2026 |
| EURCV di SG Forge, per confronto | 189,3 mln € | DefiLlama, 16 ott 2026 |
| Accordo Tazapay (in attesa) | 400 mln di dollari in azioni; oltre 25 mld di volume annualizzato; oltre 100 mercati di pagamento | Resoconti del modulo 8-K, set 2026 |
L’offerta in circolazione, però, è solo uno dei modi di misurare una stablecoin. Su alcuni indicatori di utilizzo Circle va meglio: secondo Bernstein, la quota di USDC nel volume di transazioni in stablecoin rettificato è salita da circa il 40% nel 2025 a oltre il 60% finora nel 2026, come riportato da Cointelegraph citando la nota del broker. Il dato è di Bernstein, e il volume delle transazioni può muoversi in fretta senza che la quantità in circolazione lo segua.
Sul fronte dell’euro la crescita è più rapida. EURC, la stablecoin in euro di Circle, è salita di circa il 10,7% in un mese a 498,6 milioni di euro: è la maggiore stablecoin in euro nell’elenco di DefiLlama, ben davanti a EURCV di Societe Generale-Forge, ferma a 189,3 milioni. Cifre piccole rispetto a USDC, ma con la direzione opposta.
Come funziona una stablecoin in dollari come USDC
USDC è una stablecoin garantita da valuta fiat: ogni token dovrebbe poter essere rimborsato alla pari contro un dollaro statunitense, e Circle detiene riserve in contanti e in titoli di Stato americani a breve termine per coprirli. L’entità delle riserve viene confermata da attestazioni mensili. Circle pubblica i dati sulle riserve e i rapporti di attestazione sulla sua pagina dedicata alla trasparenza.
La domanda per questo tipo di token è più forte dove le persone vogliono dollari e non riescono a ottenerli facilmente in banca, come succede in molti dei circa 40 mercati a cui pensa Circle. Per chi parte da zero, la nostra guida alle stablecoin per principianti spiega cos’è USDC, come funzionano i diversi tipi di stablecoin e cosa può andare storto con ciascuno.
Dalla quotazione alla banca fiduciaria e alla blockchain proprietaria: gli ultimi 16 mesi di Circle
Il piano dei 40 mercati arriva dopo una serie di mosse che hanno cambiato la natura di Circle.
Circle si è quotata in Borsa nel giugno 2025. Ha fissato il prezzo dell’IPO a 31 dollari per azione il 4 giugno, collocando 34 milioni di azioni, e il giorno dopo ha iniziato a essere scambiata al New York Stock Exchange con il ticker CRCL, ha riportato Fortune. Il GENIUS Act, la legge federale statunitense sulle stablecoin in dollari, è stato firmato a luglio 2025.
Il 10 luglio 2026 l’Office of the Comptroller of the Currency (OCC), l’autorità federale che vigila sulle banche nazionali americane, ha dato l’approvazione definitiva a First National Digital Currency Bank, N.A., una banca fiduciaria nazionale che Circle chiama Circle National Trust. La domanda era stata presentata il 30 giugno 2025 e l’approvazione condizionata era arrivata a dicembre 2025. All’inizio la banca custodisce gli asset digitali di Circle stessa. La licenza non le consente di raccogliere depositi né di concedere prestiti. La gestione della riserva di USDC, che l’approvazione di dicembre aveva messo al centro del progetto, è ora prevista solo in una fase successiva, secondo FinTech Global e The Defiant.
Poi è arrivata Tazapay, all’inizio di settembre, e il 16 settembre la mainnet pubblica di Arc, la blockchain layer-1 di Circle pensata per i pagamenti. Arc è compatibile con gli strumenti di Ethereum e usa USDC per pagare le commissioni di rete. Il 5 agosto Circle aveva indicato 11 validatori fondatori, tra cui BlackRock, Visa, Mastercard, DTCC, ICE, Standard Chartered e SBI Group, e The Block ha riportato che entrano nella rete per fasi. Nella settimana del lancio Circle ha coniato 10 miliardi di token ARC, definendolo un passaggio tecnico e non un impegno a metterli in circolazione. Sta valutando il passaggio dalla proof-of-authority alla proof-of-stake nel 2027.
Messe in fila, queste mosse hanno l’aria di un lavoro preparatorio. Arc è una rete di regolamento che Circle controlla. Tazapay, se l’operazione verrà autorizzata, le darebbe partner locali per i pagamenti in oltre 100 mercati, più del doppio di quelli di cui parla ora Allaire. Visa, uno dei validatori di Arc, è al centro di un altro articolo di Coindaro di oggi, sull’uso di USDC per prefinanziare i pagamenti.

Cosa cambia per chi detiene USDC ed EURC in Italia e in Europa
Per i lettori nell’Unione europea l’espansione non cambia nulla nel breve periodo. In Europa USDC ed EURC sono emessi dalla filiale francese di Circle, che il 1° luglio 2024 ha ottenuto la licenza di istituto di moneta elettronica dall’ACPR, l’autorità di vigilanza bancaria francese. Con quella licenza i due token sono diventati token di moneta elettronica ai sensi del regolamento MiCA, e Circle si era presentata allora come il primo emittente globale di stablecoin conforme alla legge europea.
Quello status pesa di più ora che le autorità europee stringono le maglie. L’ESMA ha chiesto alle società crypto di smettere di offrire stablecoin non conformi a MiCA, come USDT, come abbiamo raccontato nel nostro articolo sulla scadenza di gennaio fissata dall’ESMA per le stablecoin non conformi a MiCA. La nostra guida al regolamento MiCA spiega cosa chiedono le regole agli emittenti.
Gli utenti italiani accedono a USDC ed EURC grazie al passaporto europeo previsto da MiCA, a partire dalla licenza francese, mentre in Italia le autorità competenti sono la Consob e la Banca d’Italia. In Francia, scambiare una cripto-attività con un’altra, stablecoin comprese, non fa scattare imposte, mentre la vendita in euro è un evento imponibile.
Ancora ignoti: paesi, tempi e costi
Le lacune pesano più dei fatti. Dopo l’intervista restano aperti questi punti:
- Quali paesi. Circle non ha pubblicato alcun elenco e nessuna testata ne ha riportato uno.
- Quando, e a quale costo. Allaire non ha indicato né tempi né budget.
- In che forma: licenze, partner locali, stablecoin in valuta locale o semplicemente una distribuzione più ampia di USDC.
- Se e quando le licenze di Tazapay, comprese le autorizzazioni di Singapore, passeranno a Circle. La chiusura dell’accordo non è attesa prima del 2027.
Alle 14:00 UTC del 16 ottobre non risultavano reazioni da parte di Tether, delle autorità di regolamentazione o delle banche centrali delle regioni interessate. Sarà la loro risposta a stabilire fin dove può spingersi un emittente americano.
Prossime date: domande degli azionisti dal 28 ottobre, conti del terzo trimestre il 4 novembre
La prima occasione per saperne di più arriva presto. Circle presenterà i risultati del terzo trimestre 2026 mercoledì 4 novembre, con un webcast alle 8 del mattino ora di New York (le 14 in Italia). Gli azionisti potranno inviare domande dalle 9 (ora di New York) del 28 ottobre fino al 3 novembre: una finestra in cui gli investitori possono chiedere l’elenco dei paesi.
Dopo quella data il calendario si sposta al 2027: la chiusura attesa dell’accordo con Tazapay, soggetta all’approvazione della Monetary Authority of Singapore, e il previsto passaggio di Arc alla proof-of-stake.
