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THORChain (RUNE): come funziona, swap nativi tra chain, nodi con bond e hack
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Aggiornamento del 1° novembre 2026, 19:35 UTC: gli swap di THORChain restano sospesi su 10 delle sue 13 chain collegate, tra cui Bitcoin ed Ethereum, secondo i dati dei nodi della rete. Sono aperte solo Avalanche, Base e XRP Ledger. Gli swap si sono fermati il 31 ottobre dopo una riorganizzazione di Ethereum che avrebbe portato il protocollo a rimborsare due volte lo stesso deposito da 10 ETH, secondo Crypto Briefing e The Block, che cita Chainalysis. Non abbiamo trovato alcuna dichiarazione di THORChain che lo confermi. Non è stata pubblicata una data di ripartenza. Lo stop ha chiuso anche una via da cui, secondo gli analisti on-chain, passava il denaro rubato a Binance, un furto che l’FBI attribuisce alla Corea del Nord; l’FBI ha chiesto agli operatori dei THORNode di bloccare gli indirizzi collegati. Le cifre di questa pagina sono ora al 1° novembre; la v3.21, la riapertura di Zcash e i voti di governance sono corretti più avanti.
Exchange decentralizzato dotato di una propria blockchain, che scambia monete native tra reti separate: bitcoin veri contro ether veri, oppure dogecoin contro USDC su Ethereum, senza token wrapped, senza bridge e senza registrarsi: è THORChain. Il suo token, RUNE, sta da un lato di ogni pool, per cui ogni swap su THORChain è in realtà una coppia di operazioni che passano per RUNE e che l’utente vede come una sola transazione.
Con questa architettura THORChain è una delle poche vie praticabili per uscire da Bitcoin senza affidarsi a un custode. Ha però attirato anche attaccanti e ladri. Il protocollo ha perso fondi in due exploit, a luglio 2021 e a maggio 2026, nel 2025 ha trasformato circa 206 milioni di dollari di debiti di prestito e risparmio in un token che incassa una quota delle commissioni, ed è stato usato per cambiare denaro rubato a Bybit, Kelp DAO e Bitget. Il 1° novembre 2026 funzionava a regime ridotto: scambi sospesi su 10 chain su 13, nuovi depositi di liquidità bloccati su 15 pool su 36 e rotazione dei nodi disattivata. Quel giorno DefiLlama stimava il valore totale bloccato (TVL) in 61,8 milioni di dollari, circa l’89% sotto il record di aprile 2022.
Cos’è THORChain: un DEX che gestisce una propria Layer 1
La documentazione di THORChain si presenta, nella nostra traduzione, come «un exchange decentralizzato (DEX) che permette swap cross-chain nativi senza asset wrapped né bridge». La rete è costruita con il Cosmos SDK e con il motore di consenso CometBFT. Non esiste un order book: come in ogni market maker automatico, il prezzo nasce dal rapporto tra i due asset presenti in un pool.
Rispetto a un classico exchange decentralizzato (DEX) come Uniswap, la differenza sta in dove si trovano le monete. Uniswap scambia token che vivono già su una sola chain. THORChain custodisce BTC veri sulla rete Bitcoin, ETH veri su Ethereum e XRP veri sull’XRP Ledger, in vault controllati congiuntamente dagli operatori dei nodi. L’utente invia le monete da un normale wallet e riceve l’altra moneta in un altro normale wallet. Lungo il percorso non viene coniato nulla, ed è questo che separa THORChain dai bridge cross-chain, dove una moneta resta bloccata da una parte e dall’altra ne viene emessa una copia wrapped.
Quando abbiamo interrogato l’API della rete, la sera del 1° novembre 2026, risultavano 13 chain collegate: Bitcoin, Ethereum, BNB Smart Chain, Base, Avalanche, Bitcoin Cash, Litecoin, Dogecoin, XRP Ledger, Tron, Cosmos Hub, Solana e Zcash. Erano aperte agli scambi solo Avalanche, Base e XRP Ledger.
Nessuno si iscrive e nessuno deve dimostrare chi è. Il protocollo tiene in mano le monete dell’utente solo tra il deposito in ingresso e il pagamento in uscita.
Gli smart contract sono arrivati con la versione 3.3 nel 2025, che ha portato CosmWasm sulla mainnet. Il livello applicativo costruito sopra, Rujira, nasce dalla fusione con il team di Kujira avviata ad aprile 2025 e ha un proprio token, RUJI. Secondo la documentazione, i ricavi di quel livello sono divisi a metà tra THORChain e Rujira.
Come funziona THORChain: pool di RUNE, nodi con bond e chiavi condivise
Uno swap da bitcoin a ether, passo per passo
Ogni pool abbina un asset a RUNE: BTC/RUNE, ETH/RUNE, USDC/RUNE e così via. Uno swap da BTC a ETH attraversa due pool.
- L’utente invia BTC all’indirizzo del vault che la rete pubblica per Bitcoin, con un memo che indica la moneta di destinazione e l’indirizzo di ricezione.
- I nodi che sorvegliano la chain Bitcoin vedono il deposito e lo registrano in un blocco di THORChain.
- I BTC entrano nel pool BTC/RUNE e ne escono RUNE; quei RUNE passano subito nel pool ETH/RUNE e ne escono ETH.
- I nodi firmano insieme una transazione Ethereum e inviano gli ETH, al netto delle commissioni, all’indirizzo dell’utente.
Bifrost è il software che ogni nodo usa per sorvegliare le chain esterne e trasmettere i pagamenti in uscita. Gli ordini molto grandi possono ricorrere agli streaming swap, che spezzano l’operazione in tante parti eseguite nel tempo per ridurre l’impatto sul prezzo.
Commissioni degli swap su THORChain e pool di liquidità
Chiunque può depositare monete in un pool di liquidità e incassare una quota delle sue commissioni. La commissione che chi scambia versa al pool dipende dalla dimensione dell’ordine rispetto alla profondità del pool: più l’ordine è grande in proporzione, più alta è l’aliquota, per cui slippage e commissione crescono insieme, con un minimo fissato da un parametro di rete.
Ci sono poi altri costi. L’utente paga il gas della chain di partenza quando invia le monete. Una commissione in uscita copre il gas sulla chain di arrivo, moltiplicato per un fattore che la documentazione colloca tra circa 1x e 3x. Un’interfaccia può aggiungere una commissione di affiliazione da 0 a 10.000 punti base. Un semplice trasferimento di RUNE su THORChain costa 0,02 RUNE.
I fornitori di liquidità avevano un tempo la protezione dall’impermanent loss, cioè la promessa di coprire parte della perdita quando il rapporto di prezzo di un pool si sposta. L’ADR-005 l’ha tolta a tutti: oggi quel rischio pesa interamente su di loro.
THORNode, vault Asgard e churning
Le monete nei vault sono presidiate da operatori di nodo che vincolano RUNE come garanzia (bond). La documentazione fissa il bond minimo a «attualmente oltre 300.000 RUNE». Il 1° novembre 2026 l’API THORNode mostrava 111 nodi attivi e 65 in attesa; il bond attivo più basso era di 301.354 RUNE e la mediana di circa 971.000.
Nessun nodo possiede una chiave privata intera. I vault principali, chiamati Asgard, usano uno schema di firma a soglia (TSS), che nel caso di THORChain è GG20. Ogni membro custodisce un frammento della chiave e serve una supermaggioranza, circa due terzi, perché le monete escano. L’insieme dei nodi è diviso in più vault di questo tipo, di norma da circa 20 nodi ciascuno, secondo la documentazione.
Il churning ruota l’insieme dei nodi. Ogni tre giorni, nella descrizione della documentazione, i nodi più vecchi, più lenti e con il bond più basso vengono messi da parte e i fondi passano a vault appena generati. Il churning era disattivato da un’impostazione di rete il 19 ottobre e lo era ancora il 1° novembre.

Blocchi automatici e controllo di solvibilità
Più livelli di difesa dovrebbero fermare un furto prima che si allarghi. I pagamenti in uscita sono rallentati e quelli grandi vengono distribuiti su un massimo di 720 blocchi, poco più di un’ora, il che lascia agli operatori il tempo di reagire. Un controllo di solvibilità confronta ciò che ogni vault dovrebbe contenere con ciò che contiene; quando almeno un terzo dei nodi attivi segnala un vault come insolvente, quella chain si ferma da sola.
Ogni singolo nodo può mettere in pausa la rete per 720 blocchi, e un altro nodo può aggiungerne altri 720 finché la pausa è in corso. Le procedure di emergenza stimano 720 blocchi in circa 1,5 ore; al ritmo misurato il 1° novembre, circa 6,3 secondi a blocco, sono più vicini a 75 minuti. I blocchi possono anche essere mirati: firma, azioni sulla liquidità, trading o un’intera chain. La documentazione aggiunge che i nodi dietro una transazione non autorizzata subiscono uno slashing superiore all’importo sottratto. L’attacco di maggio 2026, descritto più avanti, ha messo alla prova quanto vale questa regola quando il ladro è uno dei firmatari.
La tokenomics di RUNE: tetto a 360 milioni, ricavi da commissioni e rapporto 2:1 del bond
RUNE regola ogni swap, forma un lato di ogni pool, costituisce il bond che protegge i vault e paga le ricompense. Tutto il token è stato creato alla genesi e ripartito come nella tabella qui sotto, secondo il modello economico della documentazione, che afferma che «tutto il vesting è stato completato».
| Allocazione alla genesi | Quota dell’offerta |
|---|---|
| Vendita seed | 5% |
| Initial DEX offering | 16% |
| Sviluppatori della prima ora (al lavoro dal 2018) | 10% |
| Utenti che hanno partecipato all’avvio della rete | 24% |
| Riserva del protocollo (ricompense per nodi e fornitori di liquidità) | 44% |
Da allora il tetto si è ridotto. L’ADR-023, la «RUNE Supply Restructure», proponeva di bruciare circa 64,9 milioni di RUNE dalla riserva del protocollo e di abbassare l’offerta massima da 500 a 360 milioni. Il rapporto trimestrale del secondo trimestre 2026 di THORChain spiega che il burn è stato eseguito con la versione 3.17 ad aprile 2026 e ha eliminato circa 65 milioni di RUNE. Il 1° novembre 2026 il parametro di rete per l’offerta massima era a circa 359,78 milioni di RUNE e il modulo bank della chain ne contava circa 353,9 milioni in circolazione. Quanto resti nella riserva non è chiaro: la proiezione dell’ADR e il dato dell’API di rete non coincidono, perciò non riportiamo né l’uno né l’altro. La quota dei ricavi della rete che viene bruciata è stata ridotta dal 5% all’1% a metà settembre 2026.
Di nuovi RUNE se ne emettono pochissimi. La Proposal 6, approvata a febbraio 2025, ha tagliato le emissioni dei blocchi da circa 25.000 RUNE al giorno a 2 RUNE al giorno, e la documentazione descrive oggi ricompense di blocco «nell’ordine di centinaia di RUNE all’anno». Nodi e fornitori di liquidità sono pagati con le commissioni degli swap. La pagina della documentazione sulla tokenomics di RUNE e TCY ripartisce così i ricavi della rete.
| Destinazione dei ricavi della rete | Quota |
|---|---|
| Nodi e fornitori di liquidità | 59% |
| Liquidità di proprietà del protocollo | 20% |
| Detentori di TCY | 10% |
| Fondo per gli sviluppatori | 5% |
| Marketing | 5% |
| Bruciato | 1% |
Il 59% è distribuito da un meccanismo chiamato incentive pendulum, che sposta le ricompense verso il lato che scarseggia. L’obiettivo è un rapporto di 2:1: RUNE vincolati per un valore pari a circa il doppio degli asset non RUNE presenti nei pool, in modo che rubare le monete dei pool costi ai nodi più di quanto potrebbero portarsi via. La nostra somma dei bond attivi al 1° novembre dava circa 100,5 milioni di RUNE, contro pool con circa 48,4 milioni di RUNE sul lato RUNE, il che porta bond e valore totale dei pool vicini a 1:1. È un calcolo nostro sui dati dell’API, non una cifra pubblicata da THORChain.
Il crollo di THORFi: 206 milioni di dollari di debito trasformati nel token TCY
THORFi era il ramo di risparmio e prestito di THORChain. I Savers depositavano un solo asset, per esempio BTC, e ne ricevevano un rendimento; con Lending si poteva ottenere un prestito dando in garanzia BTC o ETH.
Il 9 gennaio 2025 una chiave amministrativa ha sospeso i due prodotti alle 08:27 UTC. Gli operatori dei nodi hanno annullato la sospensione alle 15:07 UTC dello stesso giorno e lo sviluppo di THORNode 3.2.0, che ha eliminato tutte le chiavi amministrative, è stato accelerato, secondo il post THORFi Unwind del team. Quindici giorni dopo sono stati i nodi stessi a fermare entrambi i prodotti, Lending alle 01:51 UTC e Savers alle 01:52 UTC del 24 gennaio 2025, e ogni credito è stato congelato in dollari.
Le passività ammontavano a circa 200 milioni di dollari al momento della sospensione, circa 206 milioni contando gli asset sintetici non collegati ai depositi dei Savers. Ai Savers erano dovuti 96,22 milioni di dollari: 55,66 milioni in BTC, 16,11 milioni in ETH, 9,94 milioni in stablecoin e 14,49 milioni in altri asset. Lending pesava per 105,66 milioni, di cui 84,96 milioni in BTC e 20,7 milioni in ETH.
Otto proposte sono andate al voto dei nodi. La Proposal 6 è passata alle 08:45 UTC del 3 febbraio 2025 con il 67% degli operatori. Ha creato TCY, un token per ogni dollaro dovuto, con il 10% dei ricavi della rete versato ogni giorno ai detentori in RUNE. Ha inoltre chiuso Lending, Savers, la liquidità di proprietà del protocollo e RUNEPool, e fissato il taglio delle emissioni.
TCY ha un’offerta totale di 210 milioni, secondo il post di lancio del 5 maggio 2025, che non fissa alcuna scadenza per i claim. La documentazione precisa che non dà diritti di voto. Chi aveva depositato bitcoin non si è visto restituire bitcoin: ha ricevuto un credito sulle commissioni future, che vale quanto guadagnerà la rete.
Gli hack di THORChain: gli exploit del router nel 2021 e lo svuotamento del vault a maggio 2026
Luglio 2021: due exploit e una ripartenza prematura
Gli attaccanti hanno colpito due volte il router Ethereum di THORChain a luglio 2021. Nel primo exploit, che DefiLlama data al 15 luglio, un contratto piazzato davanti al router simulava depositi di ETH, perché Bifrost leggeva il valore della transazione invece dell’evento di deposito. L’attaccante ha portato via circa 4.200 ETH, circa 8 milioni di dollari secondo il conteggio del team. Gli scambi sono poi ripartiti troppo presto dopo un aggiornamento: il sistema credeva di avere 13.000 ETH quando ne aveva 700, e gli arbitraggisti hanno prosciugato altro.
Il secondo exploit, riferito da CoinDesk il 23 luglio 2021, ha usato un router falso e ha sottratto circa altri 8 milioni di dollari, tra cui 1.672.794 USDC e 990.137 USDT.
Il post-mortem del 30 luglio 2021 di THORChain quantificava l’insolvenza in circa 16 milioni di dollari e prevedeva di chiuderla in tre parti: 5,3 milioni dalle attività del tesoro, 5,3 milioni presi in prestito da Iron Bank contro RUNE e 5,3 milioni recuperati con l’arbitraggio. «Il tesoro di THORChain coprirà tutte le perdite dei LP. I nodi non sono coinvolti», scriveva il team, ammettendo che il codice Bifrost per Ethereum non era stato sottoposto a audit. Trail of Bits ha datato il proprio rapporto al 23 agosto 2021 e Halborn ha concluso due revisioni a settembre, una su macchina a stati, router e Bifrost e una sulla libreria TSS. DefiLlama segna il protocollo come ripartito il 16 settembre 2021.
15 maggio 2026: una falla di GG20 apre un vault Asgard
La seconda grande perdita è passata dal livello di firma stesso. Il rapporto del secondo trimestre 2026 parla di «uno zero-day crittografico nel protocollo di firma a soglia GG20 di THORChain», che ha portato a transazioni in uscita non autorizzate da uno dei suoi cinque vault Asgard. Le perdite, stimate all’inizio in 7,4 milioni di dollari, sono state riviste a circa 10,7 milioni. Le chain protette da firme EdDSA, tra cui Solana, non sono mai state esposte, e il controllo di solvibilità ha fermato le chain colpite entro un’ora.
Nel post-mortem di THORChain, riportato da Cointelegraph il 22 maggio 2026, un operatore di nodo malevolo ha sfruttato la falla per ricostruire l’intera chiave privata di un vault attraverso quella che il team ha chiamato «progressive key material leakage», una fuga progressiva del materiale della chiave. Rekt ha riferito che quel nodo era entrato nell’insieme attivo con il churning il 13 maggio, due giorni prima dell’attacco, con circa 635.000 RUNE vincolati, e che THORChain usava un proprio fork della libreria tss-lib. DefiLlama elenca quattro chain nella perdita: Bitcoin, Ethereum, Base e BNB Chain. TRM Labs, citata da Rekt, ne ha contate almeno nove e ha portato il totale oltre gli 11 milioni di dollari.
La rete è rimasta ferma fino al 22 giugno, circa cinque settimane. Nel frattempo i nodi hanno approvato l’ADR-028, il piano di recupero descritto da crypto.news. La liquidità di proprietà del protocollo assorbe per prima la perdita e un eventuale ammanco viene ripartito tra i detentori di asset sintetici; non viene coniato né venduto alcun RUNE, e una parte dei ricavi futuri ricostituisce la liquidità del protocollo. Il nodo dell’attaccante deve subire uno slashing totale mentre i nodi onesti dello stesso vault sono tutelati, ed è stata offerta una taglia per i fondi, con il piano ridimensionato in proporzione a quanto tornerà indietro.
Il cofondatore Chad Barraford ha difeso la scelta di tenere lo schema. «Per ora restiamo con GG20, perché se passassimo a un altro standard potrebbe avere anch’esso delle vulnerabilità», ha detto a Cointelegraph. Il rapporto del secondo trimestre, pubblicato il 17 luglio, afferma che «il recupero finanziario resta irrisolto». Il rapporto del terzo trimestre, del 23 ottobre, spiega che la v3.20 ha completato la parte residua della bonifica prevista dall’ADR-028: una migrazione ha tolto profondità fittizia da 26 pool e azzerato quattro pool iniziali. Non indica alcuna cifra sulle monete riprese all’attaccante, e altrove non ne abbiamo trovate.

La polemica sul riciclaggio: fondi di Bybit, Kelp DAO e Bitget
THORChain non ha chiavi amministrative né una società in grado di congelare un indirizzo. Per un ladro che si ritrova con ether rubati, questo ne fa una delle vie più rapide verso il bitcoin.
Dopo il furto a Bybit del 21 febbraio 2025, da circa 1,46 miliardi di dollari, l’account di analisi Lookonchain ha contato circa 270.000 ETH inviati dall’hacker su THORChain, il 54% dei fondi rubati secondo il suo calcolo, ha riferito ForkLog il 28 febbraio 2025. Un voto dei nodi per fermare la rete è stato annullato nel giro di pochi minuti. Pluto, sviluppatore del team Nine Realms, ha annunciato il 27 febbraio che non avrebbe più contribuito a THORChain.
Il copione si è ripetuto nel 2026. Dopo l’exploit da 292 milioni di dollari di Kelp DAO del 21 aprile, The Block ha riferito stime on-chain di EmberCN secondo cui circa 80 milioni di dollari in ETH erano stati riciclati, in gran parte in BTC passando da THORChain. Il volume a 24 ore del protocollo ha toccato quel giorno 394 milioni di dollari, contro i 10-35 milioni abituali. La risposta di THORChain, citata dalla testata, è stata: «THORChain è neutrale perché il codice è neutrale, e i nodi lo fanno rispettare».
Poi è toccato a Bitget. Dopo il furto di circa 387,5 milioni di dollari del 24 settembre 2026, il ricercatore indipendente Andrey Sergeenkov ha calcolato che i fornitori di liquidità di THORChain hanno incassato 573.226 dollari di commissioni sugli swap dei fondi rubati e che sette indirizzi di affiliazione collegati ai wallet coinvolti hanno ricevuto 259.718 dollari, sui dati fino al 2 ottobre, ha scritto crypto.news il 6 ottobre. Bitget aveva chiesto a THORChain di negare il servizio agli indirizzi collegati; THORChain ha risposto che i suoi meccanismi di blocco proteggono il funzionamento della rete e non prevedono un congelamento selettivo.
Infine Binance. L’FBI ha quantificato il furto del 29 ottobre in oltre 6 miliardi di dollari in un avviso del 31 ottobre che indica il gruppo nordcoreano TraderTraitor e sollecita le aziende a bloccare gli indirizzi collegati. Gli operatori dei THORNode sono i primi della lista, come spiega il nostro articolo sulla richiesta dell’FBI. La pagina dell’FBI ha rifiutato la nostra connessione il 1° novembre, quindi per il suo contenuto ci basiamo su CoinDesk e The Block. È una richiesta, non un inserimento in una lista di sanzioni. The Block conta nell’elenco 608 indirizzi Ethereum, 19 Bitcoin e uno Solana, nessuno su Tron, da dove partono i flussi descritti qui sotto.
I conteggi degli analisti su quanto è passato da THORChain non coincidono. Elliptic ha stimato in circa 31 milioni di dollari i fondi entrati in THORChain, su una pagina aggiornata alle 22:41 UTC del 31 ottobre: la rotta più grande tracciata da un wallet Tron, davanti a SunSwap con 5,3 milioni. The Block ha riferito il 1° novembre, citando l’analista on-chain SomaXBT, che circa 44 milioni di dollari hanno lasciato Tron passando da THORChain, secondo solo a Relay con 48 milioni: 185,1 milioni di TRX e 3,83 milioni di USDT in 2.697 depositi, pagati in uscita come 17.019 ETH e 53,25 BTC.
I dati della rete mostrano il balzo, non chi c’è dietro. Midgard ha contato 209.557 swap il 29 ottobre e oltre 1,07 milioni in ciascuno dei due giorni successivi. Gli swap sul pool TRX sono passati da 3.350 a 377.997 il 31 ottobre. The Block stima in circa 145.800 RUNE, circa 95.000 dollari, le commissioni di affiliazione incassate dalle interfacce sui flussi degli attaccanti.
Il cofondatore Chad Barraford ha scritto su X che gli operatori dei THORNode non hanno alcuna informazione che non sia già pubblica, ha riferito The Block. Non ha detto se bloccheranno gli indirizzi in elenco, e non abbiamo trovato alcun voto dei nodi sulla questione. La pausa ha anche impedito agli hacker di passare dalla maggior parte delle rotte di THORChain, ha riferito The Block citando Chainalysis. Crypto Briefing sottolinea che è un effetto collaterale dell’errore di rimborso, non una misura contro i fondi rubati.
Due conseguenze per gli utenti comuni. Scambiare senza KYC non significa farlo in privato: ogni swap è pubblico sulla chain di partenza, su THORChain e sulla chain di arrivo, ed è così che questi flussi sono stati ricostruiti in pochi giorni. E una parte dei ricavi da commissioni incassati da fornitori di liquidità e detentori di TCY è arrivata da denaro rubato, un’esposizione a sanzioni e a misure di contrasto per le interfacce che instradano gli ordini verso THORChain.
I dati di THORChain al 1° novembre 2026: TVL, volumi, commissioni e nodi
Le cifre qui sotto vengono da DefiLlama (TVL delle 17:36 UTC, volumi e commissioni) e dalle API THORNode e Midgard, lette la sera del 1° novembre 2026.
| Indicatore | Valore | Fonte |
|---|---|---|
| Valore totale bloccato | 61,8 milioni di dollari | DefiLlama |
| TVL record | 546,4 milioni di dollari il 2 aprile 2022 | DefiLlama |
| TVL un anno prima | 117,5 milioni di dollari | DefiLlama |
| Volume di swap, ultimi 30 giorni | 1,57 miliardi di dollari | DefiLlama |
| Volume di swap, ultimi 12 mesi | 12,93 miliardi di dollari | DefiLlama |
| Volume di swap, da sempre | 128,9 miliardi di dollari | DefiLlama |
| Commissioni, ultimi 30 giorni | 1,94 milioni di dollari | DefiLlama |
| Commissioni, ultimi 12 mesi | 20,08 milioni di dollari | DefiLlama |
| Nodi attivi | 111 (65 in attesa) | API THORNode |
| Pool disponibili | 36 (altri 8 in preparazione) | API THORNode |
| Swap, da sempre | 93.843.257 | Midgard |
DefiLlama attribuisce 29,59 milioni di dollari del TVL a THORChain stessa, soprattutto al lato RUNE dei pool, poi 15,06 milioni a Bitcoin e 10,06 milioni a Ethereum. Il pool BTC è di gran lunga il più profondo, con circa 21,9 milioni di RUNE sul lato RUNE contro i 6,5 milioni di ETH.
Negli ultimi 30 giorni le commissioni sono state circa lo 0,12% del volume, secondo un nostro calcolo su dati DefiLlama. Per il terzo trimestre 2026 THORChain ha dichiarato circa 3,82 miliardi di dollari di volumi e 5,77 milioni di commissioni di swap, quasi il doppio dei volumi del secondo trimestre (2,06 miliardi, con cinque settimane di fermo). Il solo settembre vale circa 2,4 miliardi, e il bilancio di settembre della rete collega il picco di fine mese ai fondi dell’exploit di Bitget.
Chi governa THORChain: voti dei nodi, Mimir e nessun canale ufficiale
THORChain «punta ad avere nel sistema meno governance possibile», scrive la documentazione. Quel poco che c’è è nelle mani degli operatori dei nodi, che votano le impostazioni di rete chiamate Mimir. Per un’impostazione operativa, come un blocco, bastano tre nodi attivi che votano lo stesso valore; le impostazioni economiche richiedono una supermaggioranza di due terzi dei nodi attivi, e lo stesso vale per gli aggiornamenti del protocollo. I nuovi pool competono per essere quotati, ed entra per primo l’asset con il maggiore impegno in RUNE. Le modifiche più grandi sono messe per iscritto come architecture decision record (ADR) su dev.thorchain.org.
Il progetto è nato nel 2018 con un team in larga parte pseudonimo. La pagina dei contributori nomina una sola persona, il cofondatore Chad Barraford, e dice che chi lavora a THORChain «è decentralizzato quanto la rete». Il fondatore, John-Paul Thorbjornsen, noto come JP Thor, aveva costruito il protocollo per quasi sei anni sotto lo pseudonimo «Leena» prima di rivelarsi in marzo, ha scritto Cointelegraph Magazine a luglio 2024.
La documentazione precisa che ogni risorsa elencata è gestita dalla community e che non esistono canali «ufficiali». I link in questa pagina sono quelli indicati dalla documentazione.
In pratica i nodi eseguono un software scritto da un piccolo gruppo di sviluppatori e il percorso degli aggiornamenti non è sempre pubblico. La versione 3.19.0, quella del riavvio dopo l’attacco di maggio, includeva patch TSS che il team ha detto di voler rendere note solo a rete ripresa, e la v3.21, attiva dal 23 ottobre, è di nuovo un binario privato con ulteriori patch di sicurezza.
Finanziamenti: una offerta DEX nel 2019 e nessun round di venture capital registrato
Non risulta alcun round di venture capital con investitori nominati e DefiLlama non elenca raccolte. Un post del blog di THORChain del 3 dicembre 2019 racconta i primi anni: l’avvio nel 2018 con «una modesta somma di investimento seed», una sovvenzione di Interchain nel secondo trimestre 2019, 1,5 milioni di dollari raccolti con una initial DEX offering su Binance Chain a luglio 2019 e una vendita over the counter di 3,25 milioni di RUNE al prezzo medio di mercato a investitori che intendevano gestire nodi o fornire liquidità. Né l’importo del seed né quello della sovvenzione sono stati resi noti.
Swap di THORChain sospesi su 10 chain: lo stop di novembre e il doppio rimborso
Gli swap si sono fermati il 31 ottobre 2026. Midgard, il servizio dati della rete, colloca l’ultimo swap del pool ETH alle 12:13 UTC, e i pool delle altre chain si spengono nelle due ore successive. Il flag di trading di Tron riporta l’altezza di un blocco prodotto alle 16:20 UTC. The Defiant, Crypto Briefing e TokenPost hanno riferito che gli swap erano sospesi su 12 chain mentre la firma in uscita restava attiva sulla maggior parte di esse: i pagamenti potevano partire, i nuovi swap venivano rifiutati.
Il conto da allora è sceso. Il nostro articolo di cronaca segnalava 11 chain ferme alle 05:50 UTC del 1° novembre, e le impostazioni della rete ne mostrano 10 alle 19:35 UTC. I pool di XRP Ledger e Avalanche non registrano swap dalle 14:00 alle 20:59 UTC del 31 ottobre, poi riprendono dalle 21:00. Base è tornata nell’ora delle 08:00 UTC del 1° novembre. Ecco perché la stampa di sabato contava più chain.
| Stato alle 19:35 UTC del 1° novembre 2026 | Chain | Numero |
|---|---|---|
| Scambi sospesi, firma in uscita aperta | Bitcoin, Ethereum, BNB Smart Chain, Bitcoin Cash, Litecoin, Dogecoin, Tron, Zcash | 8 |
| Scambi e firma in uscita sospesi | Solana, Cosmos Hub | 2 |
| Aperte | Avalanche, Base, XRP Ledger | 3 |
Solana e Cosmos Hub sono un problema più vecchio. Midgard data l’ultimo swap del pool SOL al 15 settembre e quello del pool ATOM al 18 ottobre, quindi lo stop del fine settimana non li riguarda. Le chain fermatesi questa volta e ancora ferme sono otto.
La causa riferita è una riorganizzazione di Ethereum, quando una chain sostituisce i suoi ultimi blocchi con una versione concorrente. Crypto Briefing ha scritto che THORChain ha poi rimborsato due volte un deposito da 10 ETH e che il duplicato ha fatto scattare la pausa di emergenza; The Block dà la stessa versione e la attribuisce a Chainalysis. Nessuno dei due rimanda a una fonte primaria: non abbiamo trovato quella dichiarazione su una pagina di Chainalysis, né un post sull’incidente sul blog o sul canale Telegram di THORChain. Restano ignoti l’hash della transazione, il vault coinvolto e la sorte dei 10 ETH in più. Non si sa nemmeno cosa tenga chiusi gli swap adesso: la pausa globale dei nodi è finita a un blocco prodotto alle 15:35 UTC del 31 ottobre e il resto dipende da interruttori per singola chain. I flag del controllo di solvibilità per queste chain sono a 0. La nostra guida su come funzionano i sistemi cross-chain spiega come un cambiamento nella storia di una chain possa raggiungere un protocollo che la osserva dall’esterno.
Un doppio pagamento era già successo. A settembre 2023, secondo il racconto di THORChain, un picco di gas ha fatto emergere un caso limite in cui due vault hanno firmato due volte gli stessi pagamenti in ETH; gli scambi sono tornati circa otto ore dopo. Lo stop attuale ha superato le 30 ore il 1° novembre. Una ripartenza si vedrebbe dai flag di trading per chain che tornano a 0.
Ottobre aveva portato un intervento più piccolo. Il pool ZEC è stato aperto il 2 ottobre, poi gli scambi sono stati sospesi dopo che un bug nell’abbinamento dei pagamenti in uscita ha provocato lo slashing di 18 account di nodi, ha scritto The Defiant. La versione 3.21 è entrata in funzione al blocco 28.366.100 il 23 ottobre e tutti i nodi attivi la eseguono. Gli swap su ZEC sono tornati lo stesso giorno, con oltre 33.000 il 28 ottobre secondo Midgard, finché lo stop del 31 ottobre non ha richiuso Zcash. La stessa versione ha portato le correzioni per Solana, dopo che un cambio nel formato delle transazioni aveva guastato il campionamento delle commissioni, ma gli scambi su Solana al 1° novembre non erano ripartiti. Ha anche annullato un vecchio slashing per 218 fornitori di bond e ripristinato il pool ETH.THOR.
THORChain è sicuro? Cosa controllare prima di uno swap
Coindaro valuta il rischio di THORChain 4 su 5. Il giudizio riguarda il protocollo, non un singolo swap. Pesano due perdite dovute alla progettazione di base, un prodotto di prestito finito con 206 milioni di dollari di debito convertiti in un token di ricavi, l’uso ripetuto da parte di ladri senza possibilità di congelare, i blocchi e i depositi sospesi dell’autunno 2026, compreso lo stop su 10 chain di novembre, e l’assenza, nel repository degli audit di THORChain, di un audit pubblico del codice TSS più recente di settembre 2021. Sull’altro piatto: i blocchi automatici hanno funzionato a maggio 2026, 111 nodi vincolano somme ingenti, il codice è aperto e le perdite sono state assorbite senza coniare RUNE.
- Verificate che entrambe le chain dello swap siano attive. Una chain sospesa risulta tra gli indirizzi in ingresso della rete e nella maggior parte delle interfacce.
- Confrontate l’importo in uscita proposto con il tasso di mercato, perché la commissione di slip cresce in fretta su un pool poco profondo; gli streaming swap la riducono sugli ordini grandi.
- Mettete in conto le attese: i pagamenti grandi in uscita vengono distribuiti fino a un’ora e le conferme di Bitcoin ne aggiungono altre.
- Incollate con cura l’indirizzo di ricezione. Un pagamento inviato a un indirizzo sbagliato non si può annullare.
- Prima di aggiungere liquidità, ricordate che l’impermanent loss non è coperta e che il 1° novembre 2026 i nuovi depositi erano sospesi su 15 pool su 36.
Nulla di tutto questo è un consiglio di investimento. Descrive come si comporta il protocollo e che cosa è andato storto in passato.
THORChain in Italia: MiCA, Consob, OAM e tasse in termini generali
Per chi risiede in Italia valgono alcune considerazioni generali, che non sostituiscono la consulenza di un professionista. Il regolamento europeo MiCA, che in Italia vede la Consob e la Banca d’Italia tra le autorità competenti, disciplina i prestatori di servizi su cripto-attività, mentre i servizi prestati in modo del tutto decentralizzato e senza alcun intermediario restano fuori dal suo campo di applicazione. THORChain si descrive proprio come un protocollo senza amministratori né società che possa congelare un indirizzo. Le interfacce che costruiscono la transazione, invece, sono un altro discorso: se operano come intermediari verso utenti in Italia possono ricadere negli obblighi di registrazione presso l’OAM e di autorizzazione previsti per i prestatori di servizi.
Sul piano fiscale, le plusvalenze da cripto-attività sono tassate con un’imposta sostitutiva la cui aliquota è stata ritoccata dalle ultime leggi di bilancio: conviene verificare quella dell’anno in corso sul sito dell’Agenzia delle Entrate. Gli scambi tra cripto-attività con le stesse caratteristiche e funzioni non sono eventi imponibili in Italia, mentre lo è la conversione in euro o in altre valute. Che uno swap da BTC a ETH rientri o meno in questa regola dipende dal caso concreto, per cui conviene chiedere conferma a un commercialista e conservare la documentazione delle transazioni: ogni swap resta tracciabile sulle tre chain coinvolte, come visto sopra.
Come usare THORChain: interfacce, wallet ed explorer
Pochi utenti toccano THORChain direttamente. Passano da interfacce che costruiscono la transazione e vi aggiungono la propria commissione di affiliazione. Per volume di affiliazione nel secondo trimestre 2026, il rapporto Q2 mette al primo posto THORChain Swap (262 milioni di dollari), poi Asgardex (170 milioni), SwapKit (94 milioni), ShapeShift (74 milioni) e Trust Wallet (27 milioni). La documentazione indica swap.thorchain.org come interfaccia di swap, mentre l’explorer RuneScan (runescan.io) mostra transazioni, pool e nodi.
- Aprite un’interfaccia e collegate un wallet che contenga la moneta da vendere.
- Scegliete la moneta che volete ricevere e incollate un indirizzo di ricezione sulla sua chain.
- Leggete la quotazione: importo atteso, commissioni totali e tempo stimato.
- Confermate, e il wallet invia le monete all’indirizzo del vault con il memo costruito dall’interfaccia.
- Seguite lo swap su RuneScan con l’ID della transazione finché non arriva il pagamento in uscita.
Roadmap: Monero dopo la v3.21.1, TAO e l’addio a GG20
Il prossimo è Monero, ed è in ritardo. Il rapporto del terzo trimestre spiega che Least Authority ha verificato l’integrazione e consegnato i risultati a fine agosto, e indica le correzioni come la condizione principale prima del via su mainnet. Quelle correzioni sono nella v3.21, ma il post di rilascio precisa che l’attivazione richiede una v3.21.1, seguita da un lancio graduale con liquidità limitata. Il 1° novembre la rete non elencava alcuna chain Monero e non c’era una data. TAO di Bittensor è atteso circa sei settimane dopo Monero, con DASH e Zano in preparazione.
Per ora GG20 resta. Il rapporto del terzo trimestre prevede a medio termine la firma DKLS per le chain ECDSA e FROST per quelle Schnorr, senza una data di consegna; Rekt ha riferito che per questo THORChain aveva ingaggiato Silence Labs a novembre 2025. Quasi tutti i voti aperti si sono chiusi: l’ADR-024 è stato eseguito con la v3.20, l’ADR-029 sulla ripartizione dei ricavi di affiliazione è passato ad agosto e l’ADR-031 su Rujira è stato eseguito con l’opzione 1. L’ADR-030 sui permessi delegati ai nodi aveva circa il 37% di consensi a inizio settembre, lontano dai due terzi richiesti. Sono in discussione anche gli ordini limite a livello di base. Nulla di questo elenco ha una data, e il primo passo è la ripartenza degli swap.
Punti di forza e punti di attenzione
Punti di forza
- Progettato per scambiare monete native tra 13 chain collegate, compreso il bitcoin vero, senza token wrapped e senza account (tre aperte il 1° novembre 2026).
- Le ricompense vengono dalle commissioni, 20,08 milioni di dollari nei 12 mesi al 1° novembre 2026 secondo DefiLlama, non da nuove emissioni.
- L’offerta massima è stata ridotta da 500 milioni a circa 360 milioni di RUNE ad aprile 2026.
- I blocchi automatici di solvibilità hanno fermato le chain colpite entro un’ora dall’attacco di maggio 2026.
- Codice aperto, processo pubblico di ADR e voti dei nodi sugli aggiornamenti, senza chiavi amministrative dal 2025.
Punti di attenzione
- Due falle di sicurezza nella progettazione di base: circa 16 milioni di dollari di insolvenza nel 2021 e circa 10,7 milioni persi a maggio 2026.
- Il crollo di THORFi ha lasciato circa 206 milioni di dollari di crediti ripagati solo con un token di quota sulle commissioni, TCY.
- I ladri continuano a usarlo per cambiare fondi rubati e il protocollo non può congelare indirizzi in modo selettivo.
- Il TVL è circa l’89% sotto il record del 2022, con scambi sospesi su 10 chain su 13 e depositi bloccati su 15 pool su 36 il 1° novembre 2026, e un doppio rimborso riferito che il progetto a quella data non aveva spiegato.
- Nel suo repository non c’è un audit pubblico del codice di firma TSS più recente di settembre 2021, e per maggio 2026 non è stato pubblicato alcun importo recuperato.
Dove fare trading
Exchange decentralizzati
Team
- Chad Barraford Co-founder
Finanziamenti e audit
| Round | Importo | Data | Investitori |
|---|---|---|---|
| Initial DEX offering on Binance Chain | $1.5 million | Public sale | |
| OTC sale of 3.25 million RUNE | Not disclosed (sold at the trailing market price) | Not named (investors planning to run nodes or provide liquidity) |
Roadmap
- 2019-07Initial DEX offering da 1,5 milioni di dollari sul DEX di Binance ChainFatto
- 2021-07Due exploit del router Ethereum; il tesoro copre le perdite dei fornitori di liquiditàFatto
- 2025-01-24Lending e Savers sospesi con circa 206 milioni di dollari da rimborsareFatto
- 2025-02-03Proposal 6 approvata: nasce TCY, THORFi viene chiuso, emissioni ridotte a 2 RUNE al giornoFatto
- 2025-05-05Aprono i claim di TCYFatto
- 2026-04ADR-023 eseguito nella v3.17: bruciati circa 65 milioni di RUNE, tetto abbassato a 360 milioniFatto
- 2026-06-22La rete riparte dopo lo svuotamento del vault Asgard del 15 maggioFatto
- 2026-10-02Apre il pool ZEC; scambi sospesi dopo un bug di slashing, ripresi il 23 ottobreFatto
- 2026-10-23La v3.21 entra in funzione al blocco 28.366.100; tornano gli scambi su ZcashFatto
- 2026-10-31Swap fermi sulla maggior parte delle chain dopo un riferito doppio rimborso da 10 ETHFatto
- Ripartenza degli swap sulle 10 chain ferme (nessuna data pubblicata)
- Lancio di Monero (servono v3.21.1 e lancio graduale, nessuna data)
- Migrazione da GG20 a DKLS (ECDSA) e FROST (Schnorr)
- Voto sull’ADR-030 (circa 37% di consensi a inizio settembre, servono due terzi)
I cripto-asset sono volatili e puoi perdere tutto il capitale investito. Nulla di quanto pubblicato su Coindaro costituisce una consulenza finanziaria.






