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Prezzo bitcoin oggi: il bitcoin ignora il rally di Wall Street, 79.300 dollari all’apertura Usa e 80.000 in serata, con Fed e Bce in arrivo

Il bitcoin ha toccato 79.300 dollari alle 13:36 UTC, all'apertura Usa, poi è rimasto vicino a 80.000 con il Nasdaq in rialzo. ETF, Galaxy, Fed e Bce.

23 min di lettura

Moneta astratta tra candele di borsa e torri di una città, con una clessidra accanto
Indice
  1. Prezzo bitcoin oggi: 79.300 dollari all’apertura Usa, 80.040 verso sera
  2. Borse in rialzo su petrolio più basso e denaro per l’intelligenza artificiale, bitcoin in un range di 1.400 dollari
  3. Flussi degli ETF bitcoin: 1,08 miliardi in entrata, poi 774 milioni in uscita
  4. Derivati: posizioni ricostruite, non una pulizia forzata
  5. Galaxy dice che il mercato ribassista è finito e indica 76.540 dollari come prova
    1. La tesi di Galaxy nei suoi numeri
    2. Che cosa dimostrerebbe che Galaxy ha torto, secondo Galaxy
    3. Che cosa va in senso contrario
  6. Bitcoin e oro ultimi tra 21 classi di attività nel 2026, alla chiusura di venerdì
  7. Società tesoreria: Strategy in pausa, Bitmine e Strive hanno comprato
  8. Fed, tassi e bitcoin: che cosa può spostare il prezzo da 80.000 dollari questa settimana
    1. La Fed mercoledì: una pausa restrittiva è già nei prezzi
    2. La Bce giovedì: l’appuntamento che riguarda davvero chi guarda dall’Italia
    3. Coinbase giovedì: i primi numeri concreti dal lato del trading
    4. I livelli in gioco
  9. Che cosa dimostrerebbe che la lettura «base» è sbagliata

Wall Street ha corso lunedì 26 ottobre e blockchain that runs exactly as written when it is called, holding and moving funds according to its code, without an intermediary able to change the outcome.">smart contract holding reserves of two or more tokens, supplied by users, that a decentralized exchange uses to execute trades automatically at a price set by a formula.">pool diverge, compared with simply holding the same tokens in a wallet. It becomes permanent when the provider withdraws.">il prezzo bitcoin oggi non l’ha seguita. Ha toccato 79.300 dollari alle 13:36 UTC (14:36 in Italia), sei minuti dopo l’apertura delle borse americane, è risalito al massimo di giornata di 80.710 dollari alle 15:21 UTC (16:21) e poi è scivolato a 80.040 dollari alle 17:48 UTC (18:48), secondo i prezzi di Coinbase Exchange. Nelle stesse ore l’S&P 500 saliva dello 0,72% e il Nasdaq dello 0,96% sul ticker di Yahoo Finance delle 17:55 UTC circa, il petrolio cedeva sulle speranze di un accordo tra Stati Uniti e Iran e il rendimento del Treasury a 10 anni scendeva al 4,98%. È la fotografia della sessione americana finora: il mercato azionario chiude alle 20:00 UTC (21:00 in Italia), dopo la stesura di questo pezzo, e i flussi degli ETF di lunedì si conosceranno solo più tardi in serata.

Il mercato che è rimasto fermo è quello delle criptovalute. Ether quotava 2.316 dollari alle 17:49 UTC, a metà di un intervallo giornaliero tra 2.290 e 2.340 dollari. Questa analisi pone una sola domanda: il pavimento tenuto dal bitcoin da sabato, tra 79.100 e 79.300 dollari, è una base o solo una pausa prima della Fed? I dati dei derivati di lunedì per ora propendono per la base, e l’ultima sezione elenca che cosa dimostrerebbe il contrario. Il calendario porta due prove: la decisione della Federal Reserve mercoledì 28 ottobre alle 18:00 UTC (19:00 in Italia) e i conti trimestrali di Coinbase dopo la chiusura di Wall Street giovedì 29 ottobre. Lo stesso giovedì, per chi guarda i mercati dall’Italia, si riunisce anche la Bce.

Prezzo bitcoin oggi: 79.300 dollari all’apertura Usa, 80.040 verso sera

La sessione asiatica aveva già lasciato il segno. Il bitcoin ha aperto la giornata UTC a 80.053 dollari e ha segnato il minimo di lunedì, 79.255 dollari, nell’ora delle 03:00 UTC: la discesa è raccontata nel nostro resoconto del mattino sul bitcoin sotto gli 80.000 dollari prima della Fed. Alle 12:00 UTC era già tornato a 80.205 dollari.

Poi è arrivata di gran lunga l’ora più movimentata della giornata. Tra le 13:00 e le 14:00 UTC su Coinbase sono passati di mano 1.589 BTC, circa sei volte i 257 BTC dell’ora precedente. Il prezzo è scivolato da 80.203 dollari alle 13:00 a 79.820 alle 13:29, e le vendite sono aumentate con l’apertura di Wall Street alle 13:30: 58 BTC scambiati in quel minuto e 92 nel successivo. Il minimo di 79.300 dollari è arrivato alle 13:36 UTC. Due minuti dopo il bitcoin era di nuovo a 79.962 dollari.

Nessuno ha spiegato quello scatto. È coinciso con l’apertura delle borse ed è arrivato pochi minuti dopo la pubblicazione della richiesta di quotazione di Anthropic, ma nessun exchange, fondo o market maker ha detto che cosa l’abbia provocato, e non sappiamo chi abbia venduto.

Ora (UTC)AperturaMassimoMinimoChiusuraBTC scambiati
12:0080.284 $80.436 $80.137 $80.205 $257
13:0080.203 $80.204 $79.300 $79.566 $1.589
14:0079.566 $80.291 $79.445 $80.273 $714
15:0080.273 $80.710 $80.218 $80.299 $595
16:0080.299 $80.329 $79.643 $80.098 $326
17:00 – 17:4880.100 $80.436 $80.032 $80.040 $ (ultimo)circa 257

Fonte: candele pubbliche BTC-USD di Coinbase Exchange, lette da Coindaro tra le 17:38 e le 17:49 UTC. L’intervallo della sessione americana dalle 13:00 UTC va da 79.300 a 80.710 dollari, cioè l’1,8%, su 3.458 BTC scambiati su Coinbase.

L’istantanea di mercato di Coindaro delle 17:21 UTC dava il bitcoin in calo dello 0,55% in 24 ore e del 2,15% in sette giorni, con ether in flessione dell’1,41% e del 3,11% sugli stessi periodi. Solana restava intorno a 101 dollari (intervallo giornaliero su Coinbase da 99,70 a 102,55). La capitalizzazione totale delle criptovalute era di 2.710 miliardi di dollari, la quota del bitcoin del 59,5% e l’indice Fear and Greed a 50, neutrale, contro 59 di lunedì 19 ottobre secondo Alternative.me. Il massimo della scorsa settimana è stato 84.856 dollari su Coinbase mercoledì 21 ottobre. Per Cointelegraph l’apertura annuale del 2026 è a 87.490 dollari e il bitcoin è avviato a chiudere ottobre con una perdita di circa il 4%.

Borse in rialzo su petrolio più basso e denaro per l’intelligenza artificiale, bitcoin in un range di 1.400 dollari

Il ticker azionario raccontava un’altra storia. Sul ticker del live blog di Yahoo Finance, letto alle 17:55 UTC circa (ultima voce delle 17:42 UTC), l’S&P 500 era a 7.678,88 punti (+0,72%), il Nasdaq Composite a 26.204,40 (+0,96%), il Dow Jones a 52.312,28 (+0,19%) e il Russell 2000 a 2.792,78 (+0,61%). Il VIX perdeva il 5,7% a 18,35. Tesla guadagnava circa il 6% dopo che Barclays l’ha promossa a Overweight alzando il prezzo obiettivo a 450 dollari da 370. Venerdì l’S&P 500 aveva chiuso a 7.623,68 punti e il Nasdaq a 25.955,34, il suo livello di chiusura più basso dal 3 agosto, secondo Cointelegraph.

Sul fronte macro ha lavorato soprattutto il petrolio. Il Brent è sceso appena sotto i 110 dollari alle 11:05 UTC, oltre il 6% sotto il massimo di venerdì, sulle speranze di un’intesa tra Washington e Teheran, ha riferito CoinDesk. Il suo pezzo mattutino sui mercati collegava il movimento all’arrivo domenica di mediatori del Qatar nella capitale iraniana e alle parole del presidente Trump, che ha detto che quel giorno non ci sarebbe stato nessun attacco, lasciando però aperta l’opzione. Venerdì il Brent aveva toccato circa 117 dollari, il massimo dal 19 marzo, secondo Cointelegraph. Verso le 16:10 UTC Yahoo dava il Brent vicino a 110 dollari e il WTI vicino a 101 dopo la visita a Teheran del ministro della Difesa saudita; il WTI di dicembre perdeva l’1,04% a 102,20 dollari sul ticker delle 17:55 UTC circa. L’oro saliva dello 0,65% a 4.033,90 dollari. L’indice del dollaro stava appena sotto 102 alle 11:05 UTC (CoinDesk).

Il rendimento del Treasury a 10 anni era al 4,982% sul ticker di Yahoo, quasi invariato e ancora vicino al 5%, una soglia che pesa su un asset che non paga cedole.

Le notizie societarie della giornata riguardavano l’intelligenza artificiale e i capitali. Anthropic ha depositato lunedì il modulo S-1 presso la SEC per una quotazione al Nasdaq con il ticker ANT, senza ancora indicare i termini dell’offerta, secondo il registro EDGAR e CoinDesk. Meta ha annunciato prima dell’apertura una raccolta di circa 95 miliardi di dollari: un’offerta da 35 miliardi, divisa in circa 22,5 miliardi di azioni ordinarie e 12,5 miliardi di azioni privilegiate, più un programma at-the-market da 60 miliardi di nuove azioni di classe C (CoinDesk, 11:52 UTC). Alle 13:40 UTC Stephen Alpher di CoinDesk ha scritto sullo stesso live blog che le due operazioni sommavano circa 200 miliardi di dollari che non andranno nel bitcoin. È un’opinione. Oggi nessun dato sui flussi la conferma o la smentisce.

Quello che i numeri mostrano è il divario. In una giornata in cui chip, Tesla e small cap salivano, il bitcoin ha concluso le prime quattro ore e mezza della sessione americana a meno di 250 dollari da dove le aveva iniziate. Sono ormai tre giorni che resta inchiodato vicino allo stesso pavimento, dal minimo di sabato a 79.107 dollari alle 15:25 UTC, e i guadagni azionari di lunedì non l’hanno staccato da lì.

Robot astratto accanto a una linea in salita, un razzo e una pila di banconote
Lunedì le borse sono salite mentre le società di intelligenza artificiale raccoglievano capitali; il bitcoin è rimasto in un range di 1.400 dollari.

Flussi degli ETF bitcoin: 1,08 miliardi in entrata, poi 774 milioni in uscita

I dati degli ETF di lunedì escono dopo la chiusura di Wall Street, quindi gli ultimi dati completi sono quelli della settimana scorsa. Gli ETF spot su bitcoin quotati negli Stati Uniti hanno raccolto 301 milioni di dollari netti nella settimana fino a venerdì 23 ottobre, interrompendo due settimane consecutive di deflussi da 228 e 680 milioni, secondo i dati Farside riportati da Cointelegraph. La settimana si è spezzata in due: da lunedì a mercoledì sono entrati circa 1,08 miliardi, poi giovedì e venerdì ne sono usciti circa 774 milioni. Ottobre nel suo insieme resta negativo, con circa 314 milioni in uscita. CoinDesk, citando sempre Farside, indicava venerdì a meno 138 milioni e il totale dei due giorni a 772 milioni.

Le righe giornaliere qui sotto vengono da due fornitori diversi, perciò non quadrano al centesimo. I dati SoSoValue di TFTC da lunedì a mercoledì sommano 1,078 miliardi, in linea con gli 1,08 miliardi di Cointelegraph; i meno 635,5 milioni di giovedì più i meno 138 milioni di venerdì di CoinDesk danno circa 774 milioni in uscita, e i cinque giorni insieme fanno circa 305 milioni, contro i 301 milioni di Farside. La cifra di venerdì di SoSoValue, citata nella nostra analisi di sabato, era di meno 137,9 milioni.

GiornoFlusso netto, ETF spot bitcoin UsaFonte
Lun 19 ott+526,6 mln $TFTC (dati SoSoValue)
Mar 20 ott+23,2 mln $TFTC (dati SoSoValue)
Mer 21 ott+528,4 mln $TFTC (dati SoSoValue)
Gio 22 ott-635,5 mln $TFTC (dati SoSoValue)
Ven 23 ott-138 mln $CoinDesk (dati Farside)
Settimana+301 mln $Cointelegraph (dati Farside)

L’uscita di giovedì è stata ampia. IBIT di BlackRock ha perso 254,1 milioni, FBTC di Fidelity 217,5 milioni e ARKB di ARK 109,4 milioni, secondo la tabella di TFTC, mentre GBTC di Grayscale e BITB di Bitwise hanno aggiunto circa 57 milioni insieme. Gli ETF spot su ether hanno perso circa 221 milioni nella settimana, il quarto deflusso settimanale consecutivo (Cointelegraph).

Due punti di riferimento mostrano dove si trova il bitcoin rispetto a questi acquirenti. Glassnode stima il costo medio dei detentori di ETF spot americani vicino a 81.500 dollari (dati al 19 ottobre, citati da CryptoSlate), quindi a 80.040 dollari il detentore medio è in perdita dell’1,8% circa. E DWF Labs, citata da Cointelegraph, ha trovato che gli investitori in ETF hanno venduto in sette degli otto ribassi del bitcoin pari o superiori al 15% da quando i fondi sono stati lanciati, a gennaio 2024. «Gli investitori in ETF non sono i compratori del ribasso che molti credono», ha scritto DWF. Per capire come questi fondi creano e riscattano le quote, vedi la nostra voce del glossario sugli ETF crypto.

Derivati: posizioni ricostruite, non una pulizia forzata

Se il calo delle 13:36 UTC fosse stato una liquidazione forzata, l’open interest sarebbe sceso. È salito. La lettura di Coindaro dell’API pubblica di Binance mostra un open interest sul perpetual del bitcoin margine USDT di 93.685 BTC alle 12:00 UTC e di 95.638 BTC (circa 7,69 miliardi di dollari) alle 15:00 UTC, in aumento del 2,1% circa attorno all’apertura. I trader hanno aggiunto posizioni durante il calo e il rimbalzo. Circa 2.000 BTC sono rientrati nell’ora successiva, quando il bitcoin è scivolato a 79.643 dollari alle 16:36 UTC, e alle 17:40 UTC la cifra era 94.021 BTC: una parte delle nuove posizioni è stata chiusa, ma non c’è stata nessuna cascata.

Il funding è coerente. Il tasso a otto ore sul perpetual di Binance era +0,0017% al regolamento delle 00:00 UTC, +0,0079% alle 08:00 e +0,0100% alle 16:00, cioè il livello base standard: i long pagano un piccolo premio, nulla di affollato. Il rapporto globale long/short dei conti su Binance era 2,25 alle 17:00 UTC, il che significa che circa il 69% dei conti era netto long. La nostra guida ai futures perpetui spiega come funzionano funding e open interest.

Le opzioni erano tranquille. Il DVOL di Deribit, l’indice di volatilità implicita a 30 giorni, è rimasto tra 38,5 e 38,7 dalle 12:00 alle 17:00 UTC, dentro un intervallo da 37,8 a 39,0 nelle 28 ore precedenti. Il calo non ha spinto i trader a cercare protezione.

La mappa delle posizioni per venerdì è sbilanciata sulle call. I dati pubblici di Deribit delle 17:45 UTC mostravano 245.573 contratti call su bitcoin aperti contro 147.680 put, un rapporto put/call di 0,60. Per la scadenza mensile di venerdì 30 ottobre alle 08:00 UTC, gli strike più grandi sono la call a 95.000 dollari (19.951 contratti), la call a 100.000 (11.284) e la call a 90.000 (10.717); la put più grande è a 70.000 (4.377). Il calcolo di max pain di Coindaro per quella scadenza è 78.000 dollari, un indicatore di dove i compratori di opzioni perderebbero di più, non una previsione. Lo strike più grande in scadenza mercoledì 28 ottobre, il giorno della Fed, è una put a 77.000 dollari con 736 contratti.

CoinDesk, alle 11:24 UTC, indicava l’open interest totale delle criptovalute in rialzo dello 0,85% a 139,9 miliardi di dollari in 24 ore e le liquidazioni in calo del 71% a 153 milioni, con lo skew sulle put del bitcoin in attenuazione a circa 12,5% da 14,5%. Non abbiamo un totale verificato delle liquidazioni per la sessione americana stessa.

Galaxy dice che il mercato ribassista è finito e indica 76.540 dollari come prova

La tesi più rumorosa della giornata è arrivata da Galaxy Research, anche se non era nuova. Alex Thorn, responsabile della ricerca di Galaxy, sostiene in una nota datata 22 ottobre sul sito di Galaxy, scritta con il bitcoin a 81.391 dollari alle 19:51 UTC di quel giorno, che il mercato ribassista è finito con il minimo del 30 giugno 2026 e che il bitcoin è in una fase di accumulo. The Block, Decrypt e Bitcoin Magazine l’hanno riportata lunedì come una novità. «Crediamo che il fondo sia stato toccato, che la pressione di vendita sia diminuita, che la tesi della svalutazione monetaria si sia rafforzata e che la folla se ne sia andata», dice la nota, come citata da The Block. È il punto di vista di Galaxy, non di Coindaro.

La tesi di Galaxy nei suoi numeri

La parte tecnica poggia su due medie. La media mobile a 200 settimane ha tenuto come pavimento: la peggiore chiusura settimanale del bitcoin è stata il 4,7% sotto di essa, contro l’1,4% nel 2015, il 2,8% nel 2018 e il 32% nel 2022. E la media a 50 settimane, oggi a 76.540 dollari, è stata riconquistata a settembre dopo 44 settimane sotto, con cinque chiusure settimanali consecutive sopra fino alla settimana al 18 ottobre.

Sul fronte delle posizioni, Galaxy afferma che la posizione netta long dei gestori di patrimoni sui future bitcoin del CME è scesa da 43.300 BTC nella settimana del massimo storico a 18.400 BTC, il 57% in meno, e che quella netta corta dei fondi a leva si è ridotta da 71.400 a 30.600 BTC. Sull’offerta, le monete ferme da cinque anni o più si sono mosse al ritmo di circa 34.000 BTC al mese nel 2026, contro 47.000 nel 2025 e 67.000 nel 2024. Gli ETF spot americani hanno aggiunto 87.000 BTC dal minimo di giugno e le loro riserve sono calate solo dell’11% dal picco al minimo mentre il prezzo perdeva il 53%.

Seguono gli argomenti on-chain e di ciclo. Galaxy dice che il rapporto MVRV, valore di mercato su valore realizzato, ha toccato il fondo a 1,10 in questo ciclo, ben sopra gli 0,56, 0,69 e 0,75 dei minimi precedenti. Il prezzo spot ha ripreso il costo base dei detentori a breve termine il 19 agosto e il 22 ottobre era il 9% sopra; Decrypt colloca quel costo base a 74.811 dollari. I minimi dei cicli precedenti sono arrivati da 777 a 912 giorni dopo un halving, e il 22 ottobre era il giorno 916. La gamba macro è la tesi della svalutazione monetaria: debito federale a 40.440 miliardi di dollari, un deficit dell’anno fiscale 2026 di 1.990 miliardi e un rendimento a 10 anni che ha toccato il 5,31% il 5 ottobre, il massimo dal 2007. Galaxy non fissa un obiettivo formale e scrive che il bitcoin ha dimostrato di poter arrivare ad almeno 125.000 dollari.

Che cosa dimostrerebbe che Galaxy ha torto, secondo Galaxy

La nota elenca quattro condizioni di invalidazione. La prima è una chiusura settimanale sotto la media a 50 settimane, oggi 76.540 dollari, non riconquistata entro un mese. La seconda è che le riserve degli ETF scendano sotto il minimo del 13 luglio di 1,22 milioni di BTC. La terza è un percorso credibile e datato verso un computer quantistico in grado di violare la crittografia del bitcoin. La quarta è un vero consolidamento fiscale americano, che indebolirebbe la tesi della svalutazione. Galaxy dice che oggi nessuna è in atto. Va tenuto presente che una media a 50 settimane si muove: man mano che escono le settimane più vecchie e più alte, la linea scende, quindi la soglia non resterà a 76.540 dollari.

Che cosa va in senso contrario

Diversi fatti stridono con la tesi. Galaxy e Thorn detengono bitcoin, come ricorda Decrypt dalle loro dichiarazioni. I confronti storici poggiano su campioni piccoli: quattro riconquiste precedenti della media a 50 settimane dal 2011 e tre cicli di halving precedenti, in un mercato i cui compratori sono cambiati con l’arrivo degli ETF. Un calo meno profondo può riflettere una struttura di mercato diversa quanto un pavimento più solido.

I dati di breve periodo sono contrastanti. Il margine sul costo base dei detentori a breve termine si è ridotto dal 9% del 22 ottobre a circa il 7% a 80.040 dollari, usando la cifra di 74.811 dollari di Decrypt, e i flussi degli ETF di ottobre sono negativi. Un rendimento a 10 anni vicino al 5% e un rialzo dei tassi a dicembre scontato all’80% circa (CoinDesk, citando CME FedWatch) non aiutano un asset che non rende. E l’analista Benjamin Cowen, citato nell’anteprima settimanale di Cointelegraph, ha definito un «fakeout» le incursioni del bitcoin a 87.000 dollari a fine settembre e inizio ottobre e si aspetta debolezza fino a fine anno.

Bitcoin e oro ultimi tra 21 classi di attività nel 2026, alla chiusura di venerdì

Un secondo grafico è circolato per tutto il giorno. Charlie Bilello, chief market strategist di Creative Planning, ha scritto su X domenica 25 ottobre alle 15:07 UTC che bitcoin (-7,3%) e oro (-7,5%) sono le due peggiori classi di attività tra quelle principali che segue nel 2026. «È qualcosa che non avevamo mai visto in nessun anno solare», ha scritto. Le sue cifre arrivano alla chiusura di venerdì 23 ottobre; non le abbiamo ricalcolate al prezzo di lunedì.

All’altro capo della tabella di Bilello con 21 classi, secondo Cointribune, un paniere di materie prime era in rialzo del 52,5%, le azioni americane a grande capitalizzazione del 12,3% e i Treasury bill a breve termine del 2,9%, con il 57% delle classi in territorio positivo. La classifica dice meno di quanto sembra. È un’istantanea di dieci mesi che seguono anni molto forti per entrambi i fanalini di coda: il bitcoin ha guadagnato il 121% nel 2024 e l’oro il 63,7% nel 2025, secondo le cifre di Bilello riportate da Cointribune e Bitcoin.com News. Anche la perdita da inizio anno del bitcoin era molto più profonda prima del rimbalzo dal minimo del 30 giugno, che è il minimo che Galaxy considera il fondo. Galaxy sostiene un punto simile dall’altro lato: il Nasdaq 100 era in rialzo di circa il 18% quest’anno contro un calo di circa il 7% del bitcoin al 22 ottobre, un divario che la nota discute sotto il rischio che l’intelligenza artificiale competa per i capitali.

Società tesoreria: Strategy in pausa, Bitmine e Strive hanno comprato

Strategy non ha comprato bitcoin dal 19 al 25 ottobre, chiudendo una serie di cinque settimane di acquisti, e ha riacquistato invece circa 204,9 milioni di dollari di azioni privilegiate STRC, secondo la comunicazione di lunedì riportata da The Block e Cointelegraph; detiene 848.517 BTC. Bitmine ha aggiunto 10.452 ETH arrivando a 6.051.933 ETH (The Block), e Strive ha comprato 6.182 BTC per 511,4 milioni di dollari, portandosi a 43.000 BTC (CoinDesk).

Fed, tassi e bitcoin: che cosa può spostare il prezzo da 80.000 dollari questa settimana

Il pavimento ha tenuto tre volte in tre giorni: 79.107 dollari sabato 24 ottobre alle 15:25 UTC, 79.255 nell’ora delle 03:00 UTC di lunedì e 79.300 alle 13:36 UTC di lunedì, tutti su Coinbase. Due eventi di questa settimana possono rompere il range in un senso o nell’altro.

La Fed mercoledì: una pausa restrittiva è già nei prezzi

Il Federal Open Market Committee si riunisce il 27 e 28 ottobre; il comunicato è atteso alle 18:00 UTC (19:00 in Italia) di mercoledì e il presidente Kevin Warsh parla alle 18:30 UTC (dettagli sulla nostra pagina dell’evento FOMC di ottobre 2026). L’intervallo obiettivo è 3,75%-4,00% dopo il rialzo di settembre. CME FedWatch indicava circa il 90% di probabilità di nessuna variazione e circa l’80% di un rialzo a dicembre, secondo CoinDesk alle 11:24 UTC. L’economista Alan Blinder, citato da Yahoo Finance, si aspetta una «pausa restrittiva» dopo dati sull’inflazione più caldi del previsto.

Un rialzo mercoledì sarebbe una sorpresa, contro probabilità di circa il 10%. Un freno a una mossa di dicembre contrasterebbe con l’80% scontato oggi e potrebbe alleggerire la pressione dei rendimenti vicino al 5%. Un’indicazione netta verso dicembre confermerebbe soltanto i prezzi, il che non equivale a essere innocua per le criptovalute: lunedì il bitcoin non è salito con le borse, e una Fed restrittiva che fa scendere le azioni potrebbe comunque trascinarlo giù. È una possibilità, non una previsione.

La Bce giovedì: l’appuntamento che riguarda davvero chi guarda dall’Italia

Giovedì 29 ottobre la Banca centrale europea decide sui tassi, con il tasso sui depositi al 2,50%, e lo stesso giorno escono alle 12:30 UTC (13:30 in Italia) la stima preliminare del Pil americano del terzo trimestre e l’inflazione PCE di settembre. Per un lettore italiano è la decisione più vicina: il cambio euro-dollaro e il costo del denaro nell’area euro contano per chi compra bitcoin in euro quanto la Fed. Il tono di Christine Lagarde in conferenza stampa è il dato da leggere insieme a quello di Warsh di due giorni prima.

Coinbase giovedì: i primi numeri concreti dal lato del trading

Coinbase presenta i risultati del terzo trimestre dopo la chiusura di Wall Street giovedì 29 ottobre, e il calendario settimanale di CoinDesk riporta una stima di meno 0,10 dollari per azione. Strategy riporta la stessa sera, con 8,34 dollari indicati. Giovedì è affollato: la stima preliminare del Pil americano del terzo trimestre (previsione 3,2%, dopo 2,2%) e l’inflazione PCE di settembre escono alle 12:30 UTC, la Bce decide sui tassi con il tasso sui depositi al 2,50%, e Mastercard e ICE riportano prima dell’apertura. Un trimestre di Coinbase lontano da quella stima, in un senso o nell’altro, darebbe i primi numeri societari sul trading di criptovalute nel trimestre chiuso a settembre.

I livelli in gioco

Sotto il mercato, il primo riferimento è la zona 79.100-79.300 dollari testata tre volte da sabato. Più in basso ci sono il livello di max pain di Coindaro a 78.000 dollari per la scadenza di venerdì, la media di mercato reale di Glassnode vicino a 77.600 (CryptoSlate) e poi la soglia di Galaxy a 76.540 dollari, che riguarda una chiusura settimanale e non un valore intraday. Sopra, viene per primo il costo medio dei detentori di ETF vicino a 81.500 dollari, poi 82.500, il pavimento che secondo CoinDesk il bitcoin ha perso giovedì scorso e che deve tornare a superare, il massimo di 84.856 dollari del 21 ottobre su Coinbase e l’area degli 87.000 dollari del «fakeout» di Cowen, accanto all’apertura annuale di 87.490.

Bilancia astratta in equilibrio accanto a un calendario, un bersaglio e un segnale di avvertimento
Il test di Galaxy è una chiusura settimanale sotto 76.540 dollari non recuperata entro un mese.
Quando (UTC)EventoPerché conta per le criptovalute
Lun 26 ott, dopo le 20:00Flussi degli ETF spot Usa di lunedìPrima lettura per capire se le vendite di giovedì e venerdì sono proseguite
Mar 27 ottOrdini di beni durevoli e vendite di case nuove negli Usa; Galaxy Digital, PayPal e SoFi prima dell’apertura, Robinhood dopo la chiusuraPartono le trimestrali legate alle criptovalute
Mer 28 ott, 18:00 e 18:30Comunicato FOMC, conferenza stampa di Warsh; Banca del Canada; risultati di Alphabet e MicrosoftProbabilità di rialzo a dicembre vicine all’80%
Gio 29 ott, 12:30Pil del terzo trimestre, PCE di settembre, richieste di sussidi; decisione della Bce; Mastercard e ICE prima dell’apertura, Coinbase e Strategy dopo la chiusuraDati sull’inflazione e trimestrale di un exchange nello stesso giorno
Ven 30 ott, 08:00Scadenza mensile Deribit; decisione e Outlook Report della Banca del Giappone; Employment Cost IndexGli strike aperti più grandi sono call tra 90.000 e 100.000 dollari
Mar 3 novElezioni americane di metà mandatoRischio politico e rendimento a 10 anni

Che cosa dimostrerebbe che la lettura «base» è sbagliata

Le prove di lunedì a favore di una base sono poche ma precise. Il calo all’apertura è arrivato con volumi alti, eppure l’open interest è salito, il funding è tornato al livello base senza scendere sotto zero, il DVOL è rimasto tra 38 e 39 e nessuno si è affrettato a comprare put. Una liquidazione forzata ha un altro aspetto: l’open interest cala, il funding diventa negativo e la volatilità implicita salta. Lunedì non è successo nulla di tutto questo.

Quattro cose smonterebbero questa lettura nel corso della settimana. La prima è una rottura sotto 79.100 dollari su Coinbase con l’open interest in calo nello stesso momento, la firma che lunedì mancava. La seconda sono i dati sugli ETF di lunedì o martedì che mostrino un’altra giornata come giovedì 22 ottobre, quando sono usciti 635,5 milioni. La terza è il DVOL che esce dalla sua banda 38-39 prima di mercoledì, segno che i trader pagano di più per proteggersi. La quarta è un bitcoin che scende con le borse dopo il comunicato della Fed, dopo che lunedì ha rifiutato di salire con loro.

La lettura invecchierebbe anche nell’altra direzione. Un ritorno sopra il costo medio dei detentori di ETF vicino a 81.500 dollari sposterebbe la domanda dal tenere il pavimento al riconquistare gli 82.500. Nessuna delle due strade è una previsione: sono i riferimenti che controlleremo nelle prossime sessioni.

Il petrolio è la variabile impazzita che corre sotto tutto il resto. Un Brent vicino a 110 dollari alle 16:10 UTC contro 116,72 di venerdì dipende dai titoli che arrivano da Teheran, non da un calendario. I dati degli ETF di lunedì, attesi dopo la chiusura delle 20:00 UTC, sono il prossimo numero da controllare.

Fonti

  1. Yahoo Finance live blog: stocks rally as investors parse Anthropic IPO filing, 26 October 2026 finance.yahoo.com
  2. Cointelegraph: Bitcoin ETFs rebound with $301 million weekly inflow, 26 October 2026 cointelegraph.com
  3. CoinDesk: Bitcoin holds near $80,000 as oil retreats and the Fed decision looms, 26 October 2026 coindesk.com
  4. CoinDesk: Fed, ECB and BoJ decisions, Coinbase earnings, crypto week ahead, 26 October 2026 coindesk.com
  5. Galaxy Research (Alex Thorn): Why now is the time to add and hold BTC, 22 October 2026 galaxy.com
  6. Post su X di @charliebilello, 25 ottobre 2026 x.com

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