La difficoltà di blockchain and earns a reward, which makes rewriting history very expensive.">mining di bitcoin è salita del 5,92% a 140,58 trilioni (140,58T) con l’ultimo ricalcolo della rete, entrato in vigore al blocco 971.712 alle 12:37 UTC di venerdì 16 ottobre, secondo i dati di mempool.space. Nelle due settimane precedenti era ferma a 132,72T. È smart contract holding reserves of two or more tokens, supplied by users, that a decentralized exchange uses to execute trades automatically at a price set by a formula.">pool diverge, compared with simply holding the same tokens in a wallet. It becomes permanent when the provider withdraws.">il terzo aumento più ampio del 2026 e riporta l’indicatore al livello più alto da inizio marzo.
A spingere è stata la potenza di calcolo. L’hashrate stimato della rete oscilla intorno e sopra i 1.000 exahash al secondo (1 zettahash, cioè 1 ZH/s) da inizio ottobre: alle 06:59 UTC del 17 ottobre mempool.space lo indicava a circa 1.036 EH/s. Il prezzo di bitcoin invece non ha seguito. BTC scambiava intorno a 81.510 dollari alle 06:29 UTC del 17 ottobre: ogni macchina ricava quindi meno bitcoin per lo stesso lavoro, e quei bitcoin valgono circa un terzo in meno rispetto al picco di ottobre 2025.
La stretta arriva proprio mentre molti miner valutano di spostare i propri contratti di energia verso l’intelligenza artificiale e il calcolo ad alte prestazioni (AI/HPC), dove il ricavo per megawatt è, sulla carta, diverse volte più alto.
Difficoltà mining bitcoin: il ricalcolo del 16 ottobre in cifre
Il fattore di aggiustamento è stato 1,0592. Tradotto: per trovare un blocco valido servono oggi in media il 5,92% di tentativi di hashing in più rispetto al 15 ottobre. Il valore esatto della nuova difficoltà è 140.577.680.051.920.
I blocchi stavano arrivando troppo in fretta. Nell’epoca chiusa il 16 ottobre ne è stato trovato uno ogni 8 minuti e 45 secondi circa, ha riportato Bitcoin.com News, ben sotto l’obiettivo di 10 minuti fissato dal protocollo. Quando i blocchi corrono più veloci, il ricalcolo successivo alza la difficoltà; quando rallentano, la abbassa.
Secondo il conteggio di Bitcoin.com, nel 2026 ci sono stati finora 21 aggiustamenti e questo è appena il decimo al rialzo. Gli altri undici sono stati tagli.
Due riferimenti aiutano a collocare il nuovo livello. L’ultima volta che la difficoltà era più alta risale al 5 marzo, quando aveva toccato 145,04T. Il massimo storico resta invece 155,97T, fissato con il ricalcolo del 29 ottobre 2025 (blocco 921.312). La lettura attuale è circa il 9,9% sotto quel record, secondo il nostro calcolo.
| Indicatore | Valore | Fonte e ora |
|---|---|---|
| Blocco del ricalcolo | 971.712 | mempool.space, 16 ott 2026, 12:37 UTC |
| Difficoltà prima e dopo | da 132,72T a 140,58T | mempool.space |
| Variazione | +5,92% | mempool.space, Bitcoin.com |
| Posizione nel 2026 | 3° rialzo più ampio (dopo +14,73% del 19 feb e +7,15% del 27 giu) | mempool.space |
| Massimo storico | 155,97T (29 ott 2025) | mempool.space |
| Distanza dal massimo storico | circa -9,9% | calcolo Coindaro |
| Hashrate stimato | circa 1.036 EH/s (mempool.space); circa 1.025 EH/s (Hashrate Index) | 17 ott, 06:59 UTC; 16 ott |
| Tempo medio di blocco, ultima epoca | circa 8 min 45 s | Bitcoin.com, 16 ott |
| Hashprice | 36,75 dollari per PH/s al giorno | Hashrate Index via Bitcoin.com, 16 ott |
| Prossimo ricalcolo | blocco 973.728, intorno al 30 ott 2026, prima stima +1,89% | mempool.space, 17 ott, 06:59 UTC |
Hashrate bitcoin sopra 1 ZH/s, ma nessuno rivendica le nuove macchine
L’hashrate non si misura direttamente. Si stima dalla velocità con cui vengono trovati i blocchi, e per questo i vari tracker danno cifre leggermente diverse. La stima attuale di mempool.space è di circa 1.036 EH/s, con medie giornaliere tra circa 1.000 e 1.085 EH/s negli ultimi quattro giorni. Bitcoin.com, il 16 ottobre, citava circa 1.024,96 EH/s secondo Hashrate Index. Tra le due fonti c’è uno scarto di circa l’1%.
Il superamento dei 1.000 EH/s è recente. Nella sua analisi di settembre, Hashrate Index di Luxor ha rilevato che la media a sette giorni era passata da 926 a 975 EH/s nel corso del mese, per arrivare a 999 EH/s l’8 ottobre.
Chi abbia acceso le macchine in più non si sa. Coindaro non ha trovato alcun pool o società quotata che abbia annunciato installazioni tali da spiegare il salto. I dati dei pool dicono solo chi trova i blocchi: nei sette giorni fino al 17 ottobre mempool.space ha attribuito 270 blocchi su 1.089 (24,8%) a Foundry USA, 242 (22,2%) ad AntPool, 182 (16,7%) a F2Pool, 108 (9,9%) a ViaBTC, 64 (5,9%) a MARA Pool e 48 (4,4%) a Luxor. Ogni pool riunisce migliaia di miner diversi, quindi queste quote dicono poco su dove sia stato collegato il nuovo hardware.
Il rialzo ha anche superato le previsioni di Luxor. Nel rapporto del 9 ottobre la società aveva stimato per questo ricalcolo circa +4,6%, fino a circa 139T.
Un anno altalenante: tutti gli aggiustamenti di difficoltà del 2026
Il 2026 si era aperto con una difficoltà di 148,26T, scesa a 146,47T con il primo ricalcolo di gennaio; il 7 febbraio ha poi perso l’11,16%. Cointelegraph ha collegato quel taglio alla tempesta invernale Fern, che a gennaio aveva costretto i miner statunitensi a ridurre o fermare l’attività, e alla discesa del prezzo di bitcoin fino a un minimo di 60.000 dollari. Due settimane dopo la difficoltà è risalita del 14,73%, il rialzo più forte dell’anno.
Un secondo taglio profondo, del 10,09%, è arrivato il 14 giugno. L’analisi di giugno di Luxor lo spiegava con due fattori insieme: un hashprice sotto i 28 dollari, che aveva spento le flotte più vecchie e costose, e i primi stop in Texas legati alle regole sui picchi estivi di ERCOT (note come 4CP). Bitcoin aveva chiuso giugno a 59.005 dollari, in calo del 18,4% nel mese, secondo Luxor. La ripresa da fine estate ha riportato l’indicatore a meno del 10% dal record.
| Data (2026) | Variazione | Difficoltà dopo |
|---|---|---|
| 8 gen | -1,20% | 146,47T |
| 22 gen | -3,28% | 141,67T |
| 7 feb | -11,16% | 125,86T |
| 19 feb | +14,73% | 144,40T |
| 5 mar | +0,45% | 145,04T |
| 20 mar | -7,76% | 133,79T |
| 3 apr | +3,87% | 138,97T |
| 17 apr | -2,43% | 135,59T |
| 2 mag | -2,30% | 132,47T |
| 15 mag | +3,12% | 136,61T |
| 29 mag | +1,72% | 138,96T |
| 14 giu | -10,09% | 124,93T |
| 27 giu | +7,15% | 133,87T |
| 11 lug | -5,00% | 127,17T |
| 25 lug | -0,74% | 126,23T |
| 8 ago | +0,99% | 127,48T |
| 23 ago | -1,31% | 125,81T |
| 5 set | +1,31% | 127,45T |
| 19 set | +4,16% | 132,76T |
| 3 ott | -0,03% | 132,72T |
| 16 ott | +5,92% | 140,58T |
Fonte: mempool.space. I cinque movimenti più ampi dell’anno, tre tagli e due rialzi superiori al 7% ciascuno, sono tutti concentrati nel primo semestre. Il secondo è stato più tranquillo: quattro degli ultimi sette ricalcoli sono stati positivi, e quello di ottobre è il rialzo più forte da giugno.

Cosa significa una rete più difficile per i ricavi dei miner
I miner guadagnano in due modi: la ricompensa di blocco, ferma a 3,125 BTC dall’halving di bitcoin di aprile 2024, e le commissioni pagate dagli utenti sulle transazioni. La difficoltà decide quanto spesso una singola macchina si aggiudica quella ricompensa. A prezzo e commissioni invariati, un aumento del 5,92% della difficoltà riduce di circa il 5,6% i bitcoin attesi per terahash (uno diviso 1,0592). È un nostro calcolo, non un dato pubblicato, e ha un valore puramente meccanico.
Il settore lo misura con l’«hashprice»: il ricavo atteso da un petahash al secondo di potenza di calcolo in un giorno. Il 16 ottobre Hashrate Index lo indicava a 36,75 dollari per PH/s al giorno, ha riferito Bitcoin.com. Il 16 settembre era a 37,56 dollari, e negli ultimi 30 giorni ha superato due volte i 41 dollari, tra cui il 2 ottobre. Per buona parte dell’ultimo mese i ricavi dei miner sono rimasti tra il 6% e il 9% sopra il livello di metà settembre, secondo lo stesso articolo. Il ricalcolo ora li riporta verso il basso.
Settembre era andato meglio. Luxor ha calcolato per il mese un hashprice medio in dollari di 39,33, la media mensile più alta da gennaio, con una chiusura a 39,92. Misurato in bitcoin invece che in dollari, però, l’hashprice è sceso del 2,0% rispetto ad agosto, a una media di 0,00048965 BTC.
Le commissioni non fanno da cuscinetto
Le commissioni sulle transazioni non hanno colmato il vuoto. A settembre sono state in media di 0,0199 BTC per blocco, appena lo 0,63% delle ricompense totali, secondo Luxor. È il quindicesimo mese di fila sotto l’1%. In pratica i miner vivono quasi solo della ricompensa di blocco e del prezzo di bitcoin.
E nell’ultimo anno il prezzo si è mosso contro di loro. A fine settembre BTC era del 32,8% sotto il picco di 124.485 dollari del 6 ottobre 2025, secondo Luxor. Per gli ultimi movimenti di mercato, si veda il nostro articolo sulla breve discesa di bitcoin sotto gli 80.000 dollari del 16 ottobre.
Le macchine più vecchie sono al limite
Quanto pesi la stretta dipende dall’hardware. Luxor divide le macchine per efficienza, in joule per terahash (J/TH): più basso è il valore, meno energia consuma una macchina per lo stesso lavoro. Sulla base delle medie di settembre, ha stimato così il ricavo per megawattora.
| Efficienza della macchina | Ricavo per MWh (media settembre 2026) |
|---|---|
| Sotto 14 J/TH | circa 137 dollari |
| Da 14 a 19 J/TH | circa 99 dollari |
| Da 19 a 25 J/TH | circa 74 dollari |
| Da 25 a 38 J/TH | circa 51 dollari |
Di contro, il prezzo medio dell’elettricità per l’industria negli Stati Uniti era di circa 48 dollari per MWh, ha osservato Luxor. Già prima di questo ricalcolo, quindi, le macchine più vecchie della tabella guadagnavano poco più di quanto spendevano in bolletta. Un ulteriore taglio di circa il 5,6% dei bitcoin prodotti per macchina le lascia quasi senza margine a quel prezzo dell’energia, a meno che bitcoin non salga. Chi si trova in questa situazione di solito sostituisce le macchine con modelli più recenti, oppure smette di minare e cede l’energia, o l’intero sito, a chi la paga di più.
Perché molti miner guardano ai data center per l’AI
Il confronto che preoccupa il settore è il ricavo per megawatt. In «The Compute Competition», pubblicato il 13 ottobre, Hashrate Index ha fatto i conti con un prezzo dell’energia di 0,08 dollari per kWh e un hashprice di 39,71 dollari per PH al giorno.
- Flotte di ASIC per bitcoin sotto 14 J/TH: circa 135 dollari per MWh; macchine di classe S21: circa 98 dollari per MWh.
- Un Antminer Z15 Pro per Zcash: circa 773 dollari per MWh.
- Una GPU Nvidia H100 noleggiata a 2,92 dollari l’ora: circa 1.679 dollari per MWh con utilizzo al 100%, 1.175 al 70% e 839 al 50%.
- La stessa H100 a una tariffa più bassa, 2,00 dollari l’ora, con utilizzo all’80%: circa 920 dollari per MWh.
Anche il capitale richiesto è molto sbilanciato. Hashrate Index stima il costo di nuova capacità H100 tra 18 e 23 milioni di dollari per megawatt, contro 3,2-5,8 milioni per megawatt per le macchine Z15 Pro. La capacità H100 ricondizionata costa meno, circa 13 milioni per megawatt. L’analisi però non invita i miner a cambiare strada: passare dagli ASIC alle GPU, scrive, è «una scommessa sul mantenere alti entrambi i numeri», cioè il tasso di utilizzo e la tariffa di noleggio.
Qualcuno quella scommessa l’ha già fatta. Lunedì 12 ottobre SWI Group, quotata ad Amsterdam, ha annunciato di aver raccolto 800 milioni di euro a una valutazione di 6,1 miliardi di euro per finanziare energia e capacità di calcolo, ha riportato Blockhead. Parte del piano prevede di convertire Genesis Digital Assets, un miner di bitcoin un tempo sostenuto da FTX, dal mining all’AI e all’HPC. Alameda Research, il braccio di trading di FTX, aveva investito circa 1,15 miliardi di dollari in Genesis a partire dal 2021. La società dispone di oltre 1,3 GW di connessioni alla rete elettrica, già attive o autorizzate, su 15 siti tra Texas, Carolina e Svezia, e SWI sta vendendo tre piccoli siti di mining in Kazakistan.
SWI non è un caso isolato. Dal 2025 diversi miner quotati negli Stati Uniti hanno firmato grandi contratti di hosting o di calcolo: Core Scientific con CoreWeave, IREN con Microsoft (un contratto quinquennale da 9,7 miliardi di dollari per capacità Nvidia GB300, annunciato il 3 novembre 2025, ha riportato Reuters), TeraWulf con Fluidstack e Applied Digital con CoreWeave. Un contratto firmato, però, non è ancora fatturato. Nel suo rapporto sul mining del secondo trimestre, pubblicato il 15 settembre, CoinShares contava oltre 100 miliardi di dollari di portafoglio ordini AI e HPC dichiarato dai miner che segue, a fronte di appena 1,1 miliardi circa di ricavi annualizzati. Erano sotto contratto più di 4 GW di capacità, ma solo circa 550 MW venivano effettivamente fatturati.

Il legame con la difficoltà funziona nei due sensi. Ogni megawatt che lascia il mining di bitcoin per l’AI sottrae hashrate e, al ricalcolo successivo, rende il mining un po’ più facile per chi resta. Il rialzo di ottobre indica il contrario: per ora le macchine che entrano sono più di quelle che escono.
Come si calcola la difficoltà di mining di bitcoin
Bitcoin è protetto dalla proof of work: i miner fanno a gara per trovare un numero che, combinato con i dati del blocco, produca un hash inferiore a una soglia. La difficoltà misura quanto è bassa quella soglia, e quindi quanti tentativi servono in media.
Ogni 2.016 blocchi, circa ogni due settimane, ogni nodo la ricalcola. La regola confronta il tempo effettivamente impiegato per quei 2.016 blocchi con i 20.160 minuti previsti. Se sono arrivati prima, la difficoltà sale in proporzione; se sono arrivati dopo, scende. Un singolo ricalcolo non può modificarla di più di un fattore quattro, in un senso o nell’altro. Il risultato è che i blocchi arrivano in media ogni 10 minuti, a prescindere da quanta potenza entri o esca dalla rete.
Per chi detiene bitcoin ne derivano due conseguenze. Il calendario di emissione non accelera quando i miner aggiungono macchine, perché la difficoltà assorbe la potenza in più. E una difficoltà più alta significa che a un attaccante servirebbe più hashrate per riscrivere i blocchi recenti. Chi parte da zero trova le basi nella nostra guida per principianti a Bitcoin.
Il quadro per i lettori italiani
In Italia nessuna norma riguarda in modo specifico l’attività di mining, e né la Consob né la Banca d’Italia, le autorità competenti per l’applicazione di MiCA nel nostro Paese, hanno detto nulla di nuovo in materia. Anche il registro dell’OAM riguarda i prestatori di servizi su cripto-attività, non chi gestisce macchine per il mining. A livello europeo, MiCA impone ai prestatori di servizi per le cripto-attività di pubblicare indicatori di sostenibilità sui meccanismi di consenso degli asset che offrono, il che include i consumi energetici della proof of work. L’operazione di SWI Group è poi una storia europea: una società quotata ad Amsterdam paga per trasformare un miner di bitcoin in un operatore di AI.
Cosa non si sa ancora e le prossime date
Mancano ancora diversi tasselli. Nessuno ha detto chi abbia aggiunto l’hashrate. Lo stesso hashrate è una stima. L’hashprice successivo al ricalcolo non era stato pubblicato da fonti aperte entro sabato mattina. Hashrate Index ha diffuso il 16 ottobre un rapporto di previsioni sul quarto trimestre che Coindaro non ha esaminato.
Il prossimo ricalcolo è previsto al blocco 973.728. Alle 06:59 UTC del 17 ottobre mempool.space lo collocava nelle prime ore di venerdì 30 ottobre, con una variazione stimata di +1,89% dopo appena 113 dei 2.016 blocchi dell’epoca (tempo medio di blocco di 9 minuti e 45 secondi a quel punto). È una stima precoce e può cambiare parecchio; Bitcoin.com, scrivendo a pochi blocchi dall’inizio dell’epoca, indicava «intorno al 28 ottobre» e una cifra molto più alta, avvertendo che poteva variare molto.
Più avanti, la curva dei future di Luxor implicava una difficoltà di circa 147,1T a febbraio 2027. Nel frattempo, la decisione della Federal Reserve del 27 e 28 ottobre muoverà il prezzo di bitcoin e con esso il valore in dollari dell’hashprice. I miner quotati pubblicano i risultati del terzo trimestre tra fine ottobre e novembre: le voci di ricavo legate all’AI e all’HPC diranno fin dove si è spinto il cambio di rotta. L’analisi di ottobre di Luxor, attesa a inizio novembre, darà il primo mese completo di dati dopo questo ricalcolo.
