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Wash trading: cos’è e come si riconoscono i volumi falsi

Il wash trading è comprare e vendere lo stesso asset con se stessi o con complici, senza un reale passaggio di proprietà. Gonfia i volumi dichiarati e può ingannare gli acquirenti su liquidità e domanda. È manipolazione di mercato.

Detto anche wash trade, volumi falsi, volumi artificiali, gonfiare i volumi, compravendite circolari, autonegoziazione

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Il wash trading consiste nel comprare e vendere lo stesso asset con se stessi, o con complici che agiscono di concerto, in modo che le operazioni compaiano sul registro degli scambi mentre nulla cambia davvero di mano. Chi lo pratica resta dov’era; cambia l’immagine pubblica: i volumi salgono e un token o un exchange sembra più liquido di quanto sia.

Non è una novità delle crypto. La legge americana sulle materie prime inserisce il «wash sale» tra le operazioni che nessuno può proporre, concludere o confermare su futures, opzioni o swap (7 U.S.C. 6c).

Come funziona il wash trading: gli stessi soldi, contati all’infinito

  1. Una sola parte controlla entrambi i lati: due conti dello stesso titolare, una rete di conti d’intesa, o un bot che negozia contro se stesso.
  2. Compra un asset e lo rivende quasi allo stesso prezzo, ancora e ancora, così la posizione netta si muove appena.
  3. Ogni passaggio finisce nei volumi dichiarati; il costo reale sono commissioni e slippage.
  4. Il volume gonfiato alimenta classifiche, liste «di tendenza» e screener di token, dove attira acquirenti veri o aiuta a ottenere una quotazione.

Su un exchange decentralizzato la società di dati Bitquery ha documentato una variante più sfacciata. Token fotocopia stanno in pool scambiati quasi solo da un gruppo di wallet, e gli screener di prezzo valutano i due lati del pool al prezzo del pool stesso. Un finto pool LSK custodiva circa 19 dollari in USDC mentre DEXScreener mostrava 579 milioni di liquidità.

Robot e lente accanto a barre colorate crescenti e a una moneta rossa
Le stesse monete girano in tondo: le barre del volume crescono, il capitale no.

Un esempio con i numeri: 10.000 dollari che fanno 20 milioni di volume

Un bot ipotetico con 10.000 dollari in USDC li scambia con un token e poi li ritrasforma: due operazioni da 10.000 dollari, cioè 20.000 dollari di volume dichiarato. Ripetuto N volte, il volume è 10.000 x 2 x N, mentre il capitale resta 10.000 dollari meno le commissioni.

Le commissioni decidono se il trucco conviene. Raydium elenca per i pool a liquidità concentrata fasce dello 0,01%, 0,05%, 0,25% e 1%. Ogni swap paga la commissione su 10.000 dollari, quindi un andata e ritorno la paga due volte.

Andata e ritornoVolume dichiaratoCommissioni allo 0,01%Commissioni allo 0,25%
120.000 $2 $50 $
1002.000.000 $200 $5.000 $
1.00020.000.000 $2.000 $50.000 $

L’ultima cella non può verificarsi. Allo 0,25%, 200 andate e ritorno (10.000 / 50 dollari) si mangerebbero l’intero capitale: su larga scala serve la fascia più economica, oppure un pool in cui chi lo pratica recupera le commissioni come principale fornitore di liquidità.

I casi documentati, dal 2019 a ottobre 2026

Il caso più fresco: il 21 ottobre 2026 Bitquery ha riferito che un wallet valeva circa 1,40 miliardi dei 6,17 miliardi scambiati sui pool a liquidità concentrata di Raydium tra il 21 settembre e il 20 ottobre, il 22,7%, con circa 12.000 USDC di capitale operativo. In un solo giro ha versato 11.102 USDC in un pool e ha rivenduto i token 22 secondi dopo per 11.100,87 USDC: 22.200 dollari di volume per 1,13 dollari più le commissioni di rete. Circa lo 0,005%, sotto la fascia più bassa in listino; Bitquery non spiega perché. I dettagli nel nostro articolo sul bot di wash trading su Raydium.

Sugli exchange centralizzati il bersaglio fu marzo 2019, quando Bitwise disse alla SEC che circa il 95% del volume in bitcoin dichiarato da 81 exchange era falso o privo di sostanza economica. Era una stima di Bitwise, formulata mentre cercava l’ok a un ETF su bitcoin.

Anche gli accademici: Cong, Li, Tang e Yang, analizzando 29 exchange con metodi statistici, hanno trovato che il wash trading pesava in media oltre il 70% del volume dichiarato sugli exchange non regolamentati (working paper NBER 30783, pubblicato su Management Science nel 2023).

Il 9 ottobre 2024 il Dipartimento di Giustizia americano ha reso pubblica l’«Operation Token Mirrors», con 18 persone ed entità incriminate, tra cui i market maker Gotbit, ZM Quant, CLS Global e MyTrade. Il fondatore di Gotbit, Aleksei Andriunin, si è dichiarato colpevole e nel giugno 2025 è stato condannato a otto mesi di carcere secondo The Block, anche se il suo avvocato ha poi parlato di pena già scontata.

Wash trading e «wash sale» fiscale: due cose diverse

Chi cerca «wash trading crypto tasse» spesso intende altro. La regola americana sul wash sale (sezione 1091 dell’Internal Revenue Code) nega la perdita su una vendita se si ricomprano titoli sostanzialmente identici entro 30 giorni prima o dopo. Vale per azioni e titoli; sono state presentate proposte per estenderla alle attività digitali e a ottobre 2026 nessuna risultava approvata. Il wash trading è manipolazione di mercato: in comune c’è solo il nome.

Perché i volumi falsi ingannano e cosa dice la legge

Molti giudicano un exchange o un token dal volume. Se è gonfiato, la scorciatoia porta fuori strada: in Token Mirrors l’attività finta serviva ad attirare compratori. Le stime cambiano con metodo e anno: il 95% e il 70% non si confrontano.

Nell’Unione europea l’articolo 91 del MiCA vieta le operazioni che possono dare indicazioni false o fuorvianti sull’offerta, la domanda o il prezzo di una cripto-attività, salvo motivi legittimi (rulebook ESMA). In Italia, secondo una nota congiunta Consob e Banca d’Italia dell’ottobre 2024, il D.Lgs. 129/2024 affida alla Consob la prevenzione e il divieto degli abusi di mercato sulle cripto-attività. Non abbiamo trovato casi di wash trading crypto sanzionati dalla Consob. La nostra guida al regolamento MiCA spiega chi rientra nel perimetro; come la norma raggiunga pool on-chain anonimi non è chiaro.

Wash trading crypto: le domande dei lettori

Il wash trading è legale?

Nei mercati regolamentati no. La legge americana vieta i wash sale su futures, opzioni e swap, e il MiCA vieta nell’UE le operazioni fuorvianti sulle cripto-attività. Per le crypto spot negli Stati Uniti i procuratori hanno usato frode e manipolazione, come in Token Mirrors. Sui pool DEX anonimi i controlli sono molto più difficili.

Come si riconoscono i volumi falsi?

Si cercano segnali d’allarme, non prove: volumi molto più grandi dei fondi nel pool o nel book, importi regolari o tondi, acquisti seguiti da vendite pochi secondi dopo da wallet collegati. Aiuta confrontare il volume della stessa coppia su più piattaforme.

Il market making è wash trading?

No. Il market maker espone ordini di acquisto e di vendita perché altri possano scambiare, e assume posizioni reali contro controparti reali. Nel wash trading la proprietà non passa di mano e lo scopo è mandare segnali falsi.

Che cos’è il wash trading sugli NFT?

Lo stesso trucco applicato ai collezionabili: il proprietario vende un NFT avanti e indietro tra wallet che controlla, così sembra più prezioso. Secondo dati Chainalysis del 2021, che contano solo vendite su Ethereum e wETH, 110 wash trader hanno chiuso in utile per circa 8,9 milioni di dollari in totale, come riportato da Infosecurity Magazine.

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