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DAC8 in Germania: gli exchange crypto raccolgono l’autocertificazione fiscale entro il 1° gennaio 2027
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Le piattaforme crypto soggette alla legge tedesca sulla trasparenza fiscale delle criptovalute, il KStTG (Kryptowerte-Steuertransparenz-Gesetz), devono finire di raccogliere la Selbstauskunft, cioè l’autocertificazione fiscale, dei clienti già esistenti entro il 1° gennaio 2027, secondo la formulazione della legge stessa. La scadenza è del fornitore. Il cliente la vede arrivare come un messaggio dell’exchange che chiede la residenza fiscale e il codice fiscale estero (il numero di identificazione fiscale): se hai aperto un conto presso una piattaforma di questo tipo entro la fine del 2025, devi aspettartelo, nel caso non sia già arrivato.
Il KStTG è la legge del 22 dicembre 2025 che recepisce nel diritto tedesco la direttiva europea DAC8. La scadenza si trova nel paragrafo 7 del KStTG e la ripete il Bundeszentralamt für Steuern (BZSt), l’ufficio fiscale federale tedesco che riceve i dati, nella sua pagina sulla procedura. Per chi vive in Italia e usa un exchange tedesco, o ha un conto in Germania, la domanda è semplice: che cosa succede se non rispondo, e quando?
Che cosa prevede il KStTG entro il 1° gennaio 2027
Il paragrafo 7 ha due commi. Il primo riguarda i nuovi clienti: prima di eseguire qualsiasi operazione soggetta a segnalazione per loro, il fornitore deve completare i controlli di adeguata verifica. Il secondo riguarda chiunque abbia instaurato un rapporto d’affari con il fornitore entro il 31 dicembre 2025 (compreso). Per questi utenti i controlli dei paragrafi da 4 a 6 devono essere conclusi entro il 1° gennaio 2027.
Al centro dei controlli c’è l’autocertificazione del paragrafo 4. Il fornitore deve ottenere da ogni cliente persona fisica una dichiarazione valida, sufficientemente dettagliata da stabilire in quali Paesi quella persona è fiscalmente residente. Il cliente, dal canto suo, è tenuto per legge (il testo dice «verpflichtet») a fornirla entro un termine ragionevole fissato dal fornitore. Il fornitore verifica poi la plausibilità della risposta con tutti i dati che ha già, compresi quelli di identità raccolti per le norme antiriciclaggio. Se la situazione del cliente cambia, per esempio con un trasferimento all’estero, il fornitore deve ottenere senza ritardo una nuova autocertificazione. Società e altri enti seguono la stessa procedura in base al paragrafo 5, con domande supplementari sulle persone che li controllano.
Per «fornitore» si intende qui un prestatore di servizi per le cripto-attività ai sensi del regolamento europeo MiCA, oppure un operatore di cripto-attività al di fuori del MiCA, che esegue operazioni di scambio per utenti soggetti a segnalazione. La definizione di servizi per le cripto-attività data dalla legge comprende anche lo staking e il prestito.
Quali exchange rientrano nella legge tedesca
Non tutte le piattaforme usate dai residenti in Germania, e nemmeno tutte quelle usate da te. Il paragrafo 2 lega la legge alla sede del fornitore. Un fornitore con licenza MiCA è coperto quando lo Stato membro d’origine MiCA è la Germania. Gli operatori senza licenza MiCA sono coperti quando hanno un legame con la Germania: residenza fiscale, sede legale o amministrativa, oppure attività regolare nel Paese. La maggior parte di loro è esentata se adempie già agli stessi obblighi in un altro Paese dell’UE o in uno Stato extra-UE che soddisfa i requisiti. Rientrano nella legge anche le operazioni svolte tramite una succursale tedesca.
In pratica, un exchange con sede in un altro Stato membro applica la legge DAC8 di quel Paese, con scadenze proprie, anche per i clienti tedeschi. Coindaro non ha verificato quali tra le grandi piattaforme usate in Germania siano «tedesche» ai sensi del paragrafo 2, e per questo la pagina non ne cita nessuna.
Autocertificazione fiscale sulle crypto: che cosa ti verrà chiesto
La legge elenca il contenuto. Il paragrafo 6 stabilisce che l’autocertificazione di una persona fisica è valida soltanto se riporta nome e cognome, indirizzo, ogni Paese di residenza fiscale, il numero di identificazione fiscale (o l’equivalente) per ciascuno di quei Paesi e la data di nascita. Il cliente deve firmarla o confermarla in un altro modo, e deve portare una data non successiva al giorno in cui il fornitore la riceve. Il numero fiscale può mancare soltanto per un Paese che non ne rilascia.
Una guida pubblicata il 12 agosto 2025 dalla società di consulenza Ecovis indica gli stessi dati di base: residenza, Paese di residenza, numero di identificazione fiscale e data di nascita. Sul versante delle piattaforme, il sito tedesco CryptoTicker ha controllato le pagine di assistenza pubbliche di Bitvavo, Bitpanda, BISON, Gemini, Luno e Bybit (pubblicazione il 17 agosto 2026, aggiornamento il 25 ottobre 2026). Ha trovato 24 articoli pertinenti presso cinque di esse e nessuno presso Bybit. Chiedono residenza fiscale, codice fiscale estero e la conferma che i dati siano corretti, e un fornitore chiede anche il luogo di nascita. Nessuno dei 24 articoli cita il 1° gennaio 2027, e uno descrive la scadenza per i clienti esistenti soltanto come «bis 2027», cioè «entro il 2027». Su quelle piattaforme la richiesta compare come modulo nell’app o nell’account web.

Che cosa succede se ignori la richiesta
Il paragrafo 8 impone ai fornitori una sequenza precisa. Quando un cliente non risponde, o risponde solo in parte, il fornitore deve prima inviare un promemoria. Se non cambia nulla, deve inviare una diffida formale, la Mahnung (in italiano un sollecito formale). Questi due passaggi valgono per tutti i clienti.
Per i clienti il cui rapporto è iniziato entro il 31 dicembre 2025, la legge aggiunge un terzo passaggio. Se le informazioni non sono arrivate nemmeno dopo la Mahnung, il fornitore deve impedire al cliente di eseguire operazioni soggette a segnalazione tramite la piattaforma. Il blocco scatta non prima di 60 giorni e non oltre 90 giorni dalla richiesta originaria. Ogni piattaforma invia quella richiesta con i propri tempi, quindi la data cambia da cliente a cliente, e la legge non prevede nessun blocco generale al 1° gennaio. Quando il cliente fornisce le informazioni, il rapporto d’affari può riprendere.
Il blocco riguarda le operazioni soggette a segnalazione, che il paragrafo 1 definisce come operazioni di scambio e trasferimenti di cripto-attività. Il paragrafo 8 non dice nulla né sul saldo né sulla chiusura del conto. CryptoTicker riassume allo stesso modo: chi non risponde conserva il saldo ma perde la possibilità di negoziarlo. Aggiunge che un fornitore lascia comunque ai clienti limitati la possibilità di prelevare sul proprio conto bancario e che la finestra da 60 a 90 giorni non compare in nessuno dei testi di assistenza esaminati.

Il calendario: dai dati 2026 allo scambio tra Paesi UE
In base al paragrafo 21, gli obblighi di adeguata verifica e di segnalazione si applicano per la prima volta all’anno solare 2026, e il paragrafo 10 fa dell’anno solare il periodo di riferimento. Il paragrafo 9 impone ai fornitori di segnalare al BZSt ogni anno, entro il 31 luglio, i dati dell’anno precedente. Prima di quella prima segnalazione, il paragrafo 13 li obbliga a informare ogni cliente segnalato che i suoi dati vanno al BZSt, con un anticipo sufficiente perché possa esercitare i propri diritti. La legge non indica un numero di giorni.
| Data | Che cosa succede | Fonte |
|---|---|---|
| Anno solare 2026 | Primo anno per cui valgono gli obblighi di adeguata verifica e di segnalazione | KStTG § 21 |
| Entro il 1° gennaio 2027 | Controlli conclusi per i clienti con rapporto iniziato entro il 31 dicembre 2025 | KStTG § 7(2), BZSt |
| Prima del 31 luglio 2027 | Gli operatori di cripto-attività fuori dal MiCA coperti dalla legge si registrano una sola volta presso il BZSt | KStTG § 17 |
| Entro il 31 luglio 2027 | I fornitori inviano al BZSt la segnalazione sul 2026 | KStTG § 9, BZSt |
| Entro il 30 settembre 2027 | Il BZSt inoltra i dati al registro centrale UE e agli Stati partner del CARF | BZSt, Commissione europea |
L’ultima data è al centro della nostra pagina sul primo scambio UE di dati fiscali sulle crypto con la DAC8. La Commissione europea fissa quello scambio entro nove mesi dall’anno di riferimento, e la pagina del BZSt sulla procedura conferma che le prime trasmissioni tedesche avvengono nel 2027 e vengono inoltrate entro il 30 settembre.
Sanzioni per le piattaforme, e per i clienti
Il paragrafo 18 elenca gli illeciti amministrativi, tutti punibili solo in caso di dolo o colpa grave. La maggior parte riguarda il fornitore: raccogliere o verificare le autocertificazioni in modo errato, incompleto o tardivo, non applicare in tempo il blocco del paragrafo 8, errori di segnalazione e mancata registrazione. Ciascuno può comportare una sanzione fino a 50.000 euro. Le carenze nella conservazione dei documenti, compresa la mancata conservazione per dieci anni, comportano fino a 10.000 euro.
Una voce riguarda il cliente. Il paragrafo 18, comma 1, n. 2 colpisce chi, contravvenendo al paragrafo 4, non fornisce un’autocertificazione, oppure la fornisce in modo errato, incompleto o tardivo. Rientra nella fascia dei 50.000 euro, che è un massimo e non un importo fisso. Le sanzioni sono irrogate dal BZSt, che informa l’autorità di vigilanza finanziaria BaFin quando un prestatore di servizi per le cripto-attività viene sanzionato per la seconda volta. Se le plusvalenze del cliente siano imponibili è un’altra questione, che il KStTG non tocca: la nostra guida alle basi della tassazione delle crypto spiega i principi generali.
Vale solo per la Germania
Questa scadenza, il blocco da 60 a 90 giorni e le sanzioni sono regole tedesche. Ogni Paese dell’UE ha recepito la DAC8 per conto proprio, e una piattaforma applica la legge del proprio Stato d’origine. I lettori in Italia trovano le regole nazionali nella nostra guida alla tassazione delle crypto in Italia; per il confronto con il vicino francese c’è la guida alla tassazione delle crypto in Francia.
Che cosa resta da chiarire
Sia la legge sia il BZSt dicono «entro il 1° gennaio 2027» senza precisare se il lavoro possa ancora svolgersi il 1° gennaio stesso o debba concludersi il 31 dicembre 2026; questa pagina mantiene la formula della legge. Nemmeno le piattaforme citate nell’indagine di CryptoTicker hanno pubblicato una data per la propria ultima richiesta. Questa pagina offre informazioni generali sulla legge e non costituisce consulenza fiscale.






