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Progetto · Solana DeFi Memecoin

Pump.fun: cos’è, come funziona e quali sono i rischi della fabbrica di memecoin di Solana

Attivo Rischio 4/5

Metriche

Prezzo del token0,00449164 $ −3,31 %
Capitalizzazione2,07 B USD

Informazioni sul progetto

Pump.fun è un sito e un’app dove chiunque può creare una memecoin sulla blockchain di Solana in pochi clic e scambiarla fin dal primo secondo. È online dal gennaio 2024. Secondo DefiLlama, i cui dati sulla piattaforma partono dal marzo 2024, da allora gli utenti hanno pagato 2,33 miliardi di dollari di commissioni di trading, di cui 1,37 miliardi sono rimasti all’azienda come ricavi. Il suo token, PUMP, è stato venduto al pubblico il 12 luglio 2025, e oggi metà dei ricavi netti della piattaforma serve a ricomprarlo e a bruciarlo.

Il giro d’affari è enorme, ma non è più quello dell’inizio del 2025. Nei 30 giorni al 18 ottobre 2026 Pump.fun ha trattenuto 67,8 milioni di dollari, meno della metà dei 149,8 milioni di gennaio 2025, il suo mese migliore secondo DefiLlama. Meno di una moneta su cento lanciate lì arriva alla fase successiva. Il 31 agosto 2026 un giudice federale di New York ha lasciato in piedi le accuse di racket contro la società che gestisce la piattaforma e i suoi tre fondatori, e l’autorità britannica FCA tiene l’azienda nella lista degli avvisi dal dicembre 2024. Le cifre sono state lette il 19 ottobre 2026, salvo diversa indicazione.

Pump.fun cos’è: una piattaforma per lanciare memecoin su Solana

Una launchpad, nel linguaggio crypto, è un servizio che aiuta i nuovi token a nascere e a trovare i primi compratori. La maggior parte delle launchpad seleziona i progetti e organizza vendite programmate. Pump.fun non fa né una cosa né l’altra. Chiunque abbia un wallet Solana può aprire una moneta con un nome, un ticker e un’immagine, e gli scambi iniziano subito. La documentazione della piattaforma dice che permette a tutti di creare monete, con pari accesso all’acquisto e alla vendita fin dall’inizio. Avverte anche che i prezzi possono muoversi in fretta.

Le memecoin sono token senza un prodotto dietro: il loro valore poggia su una battuta, un’immagine, una comunità online o un momento di attenzione. Pump.fun ha trasformato la creazione di queste monete in una procedura standard, economica, da un minuto, e sugli scambi che ne seguono ha costruito un’azienda.

Gli utenti tengono le monete nei propri wallet, per esempio Phantom. Pump.fun gestisce l’interfaccia, i programmi onchain che fissano i prezzi e un insieme crescente di strumenti di trading attorno a loro. L’azienda pubblica guide per sviluppatori, interfacce dei programmi e due kit software in un repository GitHub pubblico.

Pump.fun come funziona: bonding curve, graduation e PumpSwap

Ogni nuova moneta parte da una bonding curve. Non c’è un order book e non c’è un venditore dall’altra parte. È il programma stesso a vendere i token ai compratori e a ricomprarli dai venditori, a un prezzo deciso da una formula: ogni acquisto spinge il prezzo in alto lungo la curva, ogni vendita lo abbassa. Chi entra presto paga meno di chi entra dopo. E a restare con la moneta in mano sono di solito i compratori arrivati tardi, quando i primi vendono.

Quando si è comprato abbastanza da riempire la curva, la moneta si diploma («graduation», in gergo). La sua liquidità, cioè il serbatoio di token e denaro che permette gli scambi, lascia la curva e passa a un normale pool di un exchange. Fino al marzo 2025 quel pool stava su Raydium, un altro exchange di Solana: secondo The Block, la moneta doveva raggiungere un valore di mercato di 69.000 dollari e pagava una commissione di migrazione di 6 SOL.

Il 20 marzo 2025 Pump.fun ha lanciato un proprio exchange, PumpSwap, e ha spostato lì le monete che si diplomano, senza i 6 SOL. All’inizio uno scambio su PumpSwap costava lo 0,25%, con lo 0,20% ai fornitori di liquidità e lo 0,05% al protocollo, ha riferito The Block; il co-fondatore Alon Cohen ha definito l’exchange un passo che avrebbe aiutato a far crescere l’ecosistema. Oggi il diploma costa 0,015 SOL per moneta, secondo la pagina delle commissioni della piattaforma.

Il diploma è raro. Decrypt, citando l’analista di Dune Adam Tehc, ha riportato nel luglio 2025 che la quota di nuove monete diplomate è scesa dall’1,67% del novembre 2024 allo 0,58% del maggio 2025. Le altre restano sulla curva, dove per lo più vengono dimenticate in fretta.

Anche il conteggio dei lanci può ingannare. Conor Grogan, responsabile prodotto di Coinbase, ha scritto nel gennaio 2025 che una sola persona era dietro circa 18.000 token creati su Pump.fun, ha riportato Cointelegraph.

Dal 2024 il menu si è allargato. Le monete possono essere abbinate a USDC oltre che a SOL, o ad altri asset come «coppie personalizzate». Alla creazione si può scegliere di girare la commissione del creatore ai possessori della moneta invece di tenerla: la piattaforma la chiama Holder Rewards. DefiLlama conta poi i ricavi della Mayhem mode, una modalità a tempo in cui fa trading un agente automatico. Non siamo riusciti a confermare quando siano partite queste ultime due funzioni.

Linea in salita accanto a un calo di liquidità, un ingranaggio e un piccolo robot
Ogni acquisto spinge una moneta lungo la bonding curve, ma solo una piccola parte arriva a diplomarsi su PumpSwap.

Commissioni di Pump.fun: quanto pagano trader e creatori

Creare una moneta non comporta commissioni di piattaforma. Il creatore paga la commissione di rete di Solana e un piccolo deposito in SOL per gli account onchain del token. È sugli scambi che si guadagna. Le cifre qui sotto vengono dalla pagina delle commissioni di Pump.fun, aggiornata il 17 ottobre 2026.

VoceCommissioneChi la incassa
Creazione di una monetaNessuna commissione di piattaformaSolo commissione di rete e deposito in SOL
Scambio sulla bonding curve (coppie SOL o USDC)1,25% a scambio0,95% al protocollo, 0,30% al creatore della moneta
Diploma su PumpSwap0,015 SOL per monetaProtocollo
Scambio in un pool canonico di PumpSwapDall’1,25% per le monete più piccole allo 0,30% per le più grandiDiviso tra protocollo, fornitori di liquidità e creatore
Scambio in altri pool di PumpSwap0,30%0,05% al protocollo, 0,25% ai fornitori di liquidità
Platform Fee sugli scambi da web e app (dal 17 ottobre 2026)0,45%, o 0,40% con un codice di invitoPump.fun, con una parte a chi ha dato il codice; non si paga tramite Terminal o interfacce di terzi
Ordini sui futures perpetuiCommissione builder fino allo 0,10%; commissione di bridge fino allo 0,25% a trasferimentoPump.fun

Su PumpSwap la commissione scende al crescere del valore di mercato della moneta, per scaglioni misurati in SOL: 1,25% sotto i 420 SOL, 0,30% da 98.240 SOL. La Platform Fee si aggiunge a tutte le altre, ma solo per gli scambi fatti nelle app web e mobile di Pump.fun. La pagina avverte anche che le commissioni possono cambiare a ogni aggiornamento e che gli importi mostrati dall’app potrebbero non coincidere esattamente con quelli addebitati dallo smart contract.

La commissione del creatore è il motivo per cui in tanti lanciano monete. Sulla bonding curve lo 0,30% di ogni scambio va a chi ha creato la moneta, che ne possieda ancora una parte o no.

Per chi paga le tasse in Italia, le commissioni sono il costo minore. Dal 1° gennaio 2026 le plusvalenze da cessione di cripto-attività sono soggette a un’imposta sostitutiva del 33%, secondo le istruzioni 2026 dell’Agenzia delle Entrate al modello Redditi ENC, che richiamano la legge 207/2024. Lo scambio di una memecoin con un’altra o con SOL conta come cessione. Non abbiamo verificato come l’Agenzia tratti i casi specifici di Pump.fun: per i propri conti conviene sentire un commercialista.

Come guadagna Pump.fun: 1,37 miliardi di dollari di ricavi dal 2024

DefiLlama segue Pump.fun come un gruppo di quattro parti: la launchpad pump.fun, PumpSwap, Terminal e l’app mobile. Distingue le commissioni, tutto ciò che pagano gli utenti, dai ricavi, la parte che Pump.fun trattiene: nella definizione di DefiLlama, la sua quota della commissione sulla bonding curve, le commissioni di diploma e quelle della Mayhem mode. Le quote di creatori e fornitori di liquidità non sono ricavi.

Periodo (al 18 ottobre 2026)CommissioniRicavi
Ultimi 7 giorni39,0 milioni di dollari14,3 milioni di dollari
Ultimi 30 giorni193,6 milioni di dollari67,8 milioni di dollari
Ultimi 12 mesi1,22 miliardi di dollari486,1 milioni di dollari
Da marzo 2024 (inizio dei dati DefiLlama)2,33 miliardi di dollari1,37 miliardi di dollari

Fonte: DefiLlama, Pump fees and revenue, letta alle 05:54 UTC del 19 ottobre 2026. Il solo 18 ottobre i ricavi sono stati di circa 1,87 milioni di dollari. Tra il 12 e il 17 ottobre sono oscillati tra 1,70 e 2,29 milioni al giorno.

Il divario tra le due colonne si è allargato. Nel gennaio 2025 gli utenti hanno pagato 149,8 milioni di dollari di commissioni e Pump.fun li ha trattenuti tutti, nel conteggio di DefiLlama. Nel settembre 2026 gli utenti ne hanno pagati 165,4 milioni, il massimo mensile della serie, ma Pump.fun ne ha tenuti 53,1. La differenza va ormai in gran parte a creatori di monete e fornitori di liquidità. Gli scambi sono vivaci come al picco; la fetta dell’azienda è più piccola.

I ricavi seguono anche l’umore del mercato delle memecoin. Il fatturato mensile era sceso a 20,1 milioni di dollari nel luglio 2025, il livello più basso da settembre 2024, per risalire a 58,1 milioni nell’agosto 2026, secondo DefiLlama.

Una parte di quel calo del luglio 2025 si deve a un concorrente. Il 6 luglio 2025 The Block ha riferito che LetsBonk, una launchpad di Solana legata alla memecoin BONK, aveva superato Pump.fun per lanci giornalieri, circa 15.600 contro 11.500, e per volume nelle 24 ore. Un mese dopo i dati dello stesso The Block rimettevano Pump.fun a circa il 75% dei token diplomati sulle launchpad di Solana. Raydium ha aperto la propria launchpad, LaunchLab, nell’aprile 2025. Per il 2026 non abbiamo trovato una quota di mercato affidabile.

Altre dashboard danno totali diversi per gli stessi ricavi, per questo ogni cifra di questa pagina porta con sé fonte e data.

Da launchpad a società di trading: PumpSwap, Padre, Vyper e perps

La risposta di Pump.fun al rischio di dipendere da un solo prodotto è stata prendere in casa più pezzi degli scambi. PumpSwap, nel marzo 2025, ha tenuto dentro l’azienda le monete diplomate e le loro commissioni. Il 24 ottobre 2025 la società ha annunciato l’acquisto di Padre, un terminale di trading usato soprattutto per memecoin su Ethereum, Solana, BNB Chain e Base, per una cifra non resa nota. Pump.fun ha detto che i terminali sono importanti per far salire i volumi, secondo Cointelegraph.

Il 5 febbraio 2026 ha comprato Vyper, un terminale per l’esecuzione degli ordini, ancora senza rivelare i termini. Il team e la tecnologia di Vyper sono passati a Terminal, la piattaforma di trading multichain di Pump.fun, e il prodotto Vyper doveva essere chiuso. Cohen ha detto che il team avrebbe contribuito a costruire un’infrastruttura cross-chain «super rapida ed efficiente», ha riportato The Block.

Questa settimana la spinta è andata oltre. Il 17 ottobre 2026 Pump.fun ha aggiornato termini e pagina delle commissioni per i futures perpetui, contratti con leva i cui ordini passano su Hyperliquid, l’exchange di derivati, e ha introdotto la Platform Fee sugli scambi da web e app. I perps sono chiusi a chi si trova negli Stati Uniti o nella provincia canadese dell’Ontario, dicono i termini. I dettagli sono nel nostro articolo sul lancio dei perps di Pump.fun.

Chi c’è dietro Pump.fun: tre fondatori e due società

A costruire Pump.fun sono stati Alon Cohen, Dylan Kerler e Noah Tweedale, che sono anche imputati nella causa americana descritta più sotto. Le fonti attribuiscono loro titoli diversi, quindi li indichiamo tutti come co-fondatori. Di solito è Cohen a parlare a nome dell’azienda. Decrypt ha riferito nel luglio 2025 che i fondatori hanno iniziato lavorando da remoto, nel giro di pochi mesi si sono trasferiti in un WeWork di Londra e a quella data avevano più di 70 dipendenti. Cohen ha detto alla testata che «la stragrande maggioranza dei fondi viene reinvestita direttamente nello sviluppo del prodotto».

L’assetto societario è descritto nei termini d’uso di Pump.fun. Bracket Company, Ltd., registrata nelle Isole Vergini Britanniche, possiede la piattaforma e la proprietà intellettuale e incassa le commissioni. Baton Corporation, Ltd., società di diritto inglese e gallese, sviluppa e gestisce la piattaforma per conto di Bracket. I termini sono regolati dalla legge delle Isole Vergini Britanniche e le controversie vanno in arbitrato a Tortola.

Un co-fondatore pseudonimo, noto come Sapijiju, parla anch’egli a nome dell’azienda. Nel novembre 2025 l’account di analisi onchain Lookonchain ha detto che dal 15 ottobre 436,5 milioni di USDC erano passati dai wallet di Pump.fun all’exchange Kraken. Sapijiju ha definito l’affermazione «completa disinformazione» e ha spiegato che i trasferimenti erano gestione della tesoreria dei proventi della vendita di token, ha riportato Cointelegraph. Nessuna delle due versioni è stata verificata in modo indipendente.

Il token PUMP: vendita, allocazione e sblocchi

PUMP è un token di Solana con un’offerta massima di mille miliardi. È stato venduto il 12 luglio 2025. Cointelegraph ha riportato che la vendita pubblica è andata esaurita in circa 12 minuti e ha raccolto 500 milioni di dollari. DefiLlama oggi indica 600 milioni dalla vendita pubblica e 400 milioni da una vendita privata nello stesso giorno, a una valutazione di 4 miliardi, che corrisponde a 0,004 dollari per token sui mille miliardi di token. Altri tracker danno totali più alti, e non abbiamo trovato una cifra finale pubblicata da Pump.fun.

Non abbiamo trovato nemmeno una pagina ufficiale sulla tokenomics. L’allocazione qui sotto viene da Tokenomist. Cointelegraph ha riportato le quote della vendita, della comunità e degli investitori al momento della vendita; le altre voci si appoggiano solo a Tokenomist. La voce del nostro glossario sulla tokenomics spiega come leggere una tabella del genere.

AllocazioneQuota dei 1.000 miliardi di PUMP
Vendita di token (18% istituzionali, 15% retail)33%
Iniziative per comunità ed ecosistema24%
Team20%
Investitori esistenti13%
Livestreaming3%
Liquidità ed exchange2,6%
Fondo per l’ecosistema2,4%
Fondazione2%

Team e investitori esistenti detengono insieme un terzo dell’offerta. Tokenomist dice che la maggior parte delle allocazioni si sblocca a scaglioni (cliff) e che il calendario arriva fino al 2029. Il primo cliff degli insider è scattato nel luglio 2026, un anno dopo la vendita, ma i tracker non concordano su quanti token abbia liberato, quindi non diamo una cifra.

Il 19 ottobre 2026 circolavano circa 462 miliardi di PUMP, il 46% circa del massimo, secondo sia Tokenomist sia CoinGecko. L’offerta totale di 827,2 miliardi indicata da CoinGecko implica che circa il 17% dei mille miliardi originari sia stato bruciato, secondo un nostro calcolo.

Che cosa dà il possesso di PUMP? Meno di quanto molti compratori credano. I documenti che abbiamo potuto leggere non promettono ai possessori né un voto, né una quota delle commissioni, né un diritto sull’azienda. Il legame del token con l’attività è una politica aziendale: ricomprare PUMP con i ricavi e distruggerlo.

Buyback e burn di PUMP: metà dei ricavi netti fino ad aprile 2027

Da metà luglio 2025 Pump.fun ha usato i ricavi per comprare PUMP sul mercato. Il 28 aprile 2026 ha cambiato le regole, come ha riportato The Block. Tutti i token ricomprati fino ad allora, per circa 370 milioni di dollari e pari al 36% dell’offerta circolante di allora, sono stati bruciati. Da quel giorno il 50% dei ricavi netti di bonding curve, PumpSwap e Terminal compra PUMP sul mercato e lo brucia, tramite quello che l’azienda ha definito uno smart contract bloccato e irreversibile, per un anno. L’altra metà paga assunzioni, scommesse più grandi e marketing, in modo che l’attività dipenda meno dalla tesoreria esistente.

Cohen ha difeso la ripartizione in una riga: «Ogni dollaro non bruciato è un dollaro messo al lavoro per lo stesso obiettivo».

L’impegno vale un anno, fino a circa aprile 2027, e nulla obbliga l’azienda a rinnovarlo. La regola di aprile cita bonding curve, PumpSwap e Terminal, ma non la Platform Fee né la commissione builder dei perps introdotte a ottobre 2026, e non abbiamo trovato dichiarazioni su se contino per il buyback.

I tracker dei buyback, come quelli dei ricavi, non concordano tra loro. Chi vuole gli importi esatti di acquisti e burn deve controllarli onchain, senza fidarsi di una sola dashboard.

Grafico a torta accanto a una porta di caveau, una clessidra e un grafico a barre
Gli insider detengono un terzo di PUMP, e il buyback di metà dei ricavi è fissato per un anno, fino ad aprile 2027.

La causa contro Pump.fun: che cosa è sopravvissuto alla sentenza di agosto 2026

Il caso principale è Aguilar v. Baton Corporation Ltd. d/b/a Pump.Fun (1:25-cv-00880), depositato il 30 gennaio 2025 presso il tribunale federale del Distretto Sud di New York come azione collettiva proposta. La prima denuncia accusava Pump.fun di vendere titoli non registrati, di favorire schemi pump-and-dump e di fare controlli d’identità deboli, e indicava come imputati Baton Corporation e i tre fondatori, ha riportato The Block.

Una denuncia modificata del luglio 2025 ha allargato il caso a racket (RICO), frode e cospirazione, e ha aggiunto come imputati Solana Labs, la Solana Foundation, Jito Labs e la Jito Foundation. Definiva Pump.fun una «slot machine rivolta al pubblico», secondo Cointelegraph. È un’accusa dei querelanti, non un accertamento. I querelanti hanno poi lasciato cadere Jito Labs.

Il 31 agosto 2026 la giudice Colleen McMahon si è pronunciata sulle richieste di archiviazione. Wolf Popper, uno degli studi dei querelanti, ha detto che l’ordinanza lascia andare avanti le accuse RICO contro Baton Corporation e i fondatori, ritenendo che la denuncia descriva in modo plausibile un’organizzazione composta da Baton, dai fondatori e da 25 promotori di memecoin non identificati.

Crypto Times e Protos, che hanno riportato la sentenza il 1° settembre, aggiungono il resto. Le accuse di violazione delle norme sui titoli per i token FRED e GRIFFAIN sono state respinte perché la giudice non ha ravvisato una «common enterprise» secondo il test di Howey. Solana Labs, la Solana Foundation e i loro dirigenti sono usciti dal caso. Le accuse di racket di Diego Aguilar sono cadute, mentre quelle di altri due querelanti, Kendall Carnahan e Michael Okafor, sono sopravvissute contro Baton, Cohen, Kerler e Tweedale. Crypto Times riferisce che è rimasta in piedi anche un’accusa di trasferimento di denaro senza licenza. La giudice ha dato ai legali dei querelanti tempo fino al 10 settembre per spiegare perché i 25 promotori non fossero stati identificati e citati in giudizio.

I querelanti stimano le perdite dei risparmiatori sull’intera piattaforma tra 4 e 5,5 miliardi di dollari. Nulla è stato provato: sono accuse allo stadio iniziale del processo. Al 19 ottobre 2026 non risultava una data per il processo e non abbiamo trovato una risposta pubblica dettagliata di Pump.fun. Non abbiamo potuto leggere l’ordinanza stessa, perché il fascicolo del tribunale non era accessibile, quindi il dettaglio qui sopra poggia su quei resoconti.

Pump.fun nel Regno Unito: un avviso della FCA e un divieto deciso dall’azienda

Il 3 dicembre 2024 la Financial Conduct Authority ha inserito Pump.fun nella sua lista degli avvisi: «This firm may be providing or promoting financial services or products without our permission» (l’azienda potrebbe offrire o promuovere servizi finanziari senza la nostra autorizzazione). L’avviso elenca gli account della società su X, Telegram, Instagram e TikTok e segnala che i suoi clienti non avrebbero accesso al Financial Ombudsman Service né alla protezione del Financial Services Compensation Scheme.

Tre giorni dopo Pump.fun ha bloccato gli utenti britannici. Cohen ha detto a Decrypt che la scelta era dell’azienda, non imposta, e ha aggiunto: «This is permanent». I termini attuali mettono il Regno Unito tra le giurisdizioni vietate, accanto a paesi sotto sanzioni come Iran, Corea del Nord e Russia, e fissano un’età minima di 18 anni.

Per chi legge dall’Italia, l’Italia non compare tra le giurisdizioni vietate nei termini che abbiamo letto. Non abbiamo verificato se Pump.fun abbia un’autorizzazione secondo il regolamento europeo MiCA, né se compaia tra gli avvisi della Consob o nell’elenco dei prestatori di servizi in cripto tenuto dall’OAM. La norma è spiegata nella voce del glossario sul MiCA: se un servizio non risulta autorizzato, in caso di perdite o contestazioni le tutele europee potrebbero non applicarsi.

Sicurezza: l’attacco del 2024 e nessun audit pubblicato

Il 16 maggio 2024 circa 12.300 SOL, allora per circa 1,9 milioni di dollari, sono stati sottratti ai contratti della bonding curve di Pump.fun, che in tutto custodivano circa 45 milioni. L’azienda ha dato la colpa a un ex dipendente che, grazie a una posizione privilegiata, aveva ottenuto diritti di prelievo, e che ha preso SOL in prestito con prestiti flash per eseguire l’attacco. Pump.fun ha sospeso gli scambi, aggiornato i contratti, promesso di ripristinare la liquidità delle monete colpite e azzerato le commissioni per sette giorni, ha riportato The Block. Da allora non risultano perdite di fondi degli utenti dai programmi della piattaforma.

Al 19 ottobre 2026 non abbiamo trovato un audit di sicurezza pubblicato, da parte di una società riconosciuta, né del programma della bonding curve né di PumpSwap. DefiLlama non ne indica, la documentazione dell’azienda non ne cita, e la sua organizzazione su GitHub contiene documentazione e interfacce dei programmi, non rapporti di audit. Le scansioni automatiche dei token non sono audit del codice.

Anche la moderazione dei contenuti è stata un problema. Il 25 novembre 2024 Pump.fun ha sospeso il livestreaming dopo trasmissioni che andavano dalla crudeltà sugli animali alle minacce di autolesionismo, ha riportato Decrypt; l’azienda ha detto di sospendere la funzione «per garantire la sicurezza assoluta dei nostri utenti». L’allocazione dei token riserva comunque il 3% al livestreaming.

Il rischio di tutti i giorni è più semplice. La maggior parte delle monete sulla piattaforma perde quasi tutto il suo valore, e chiunque può copiare un nome popolare. La nostra guida per evitare le truffe crypto spiega i segnali d’allarme, dai ticker falsi alle monete i cui creatori vendono tutto pochi minuti dopo il lancio.

Il rischio secondo Coindaro per Pump.fun: 4 su 5

Assegniamo a Pump.fun 4 su una scala da 1 a 5. L’attività dipende quasi del tutto dagli scambi speculativi di memecoin e i ricavi mensili sono ben sotto il picco del gennaio 2025. Le accuse americane di racket contro la società e i suoi fondatori sono ancora vive. L’autorità britannica ha messo in guardia contro l’azienda. Non abbiamo trovato audit pubblicati e gli sblocchi degli insider arrivano fino al 2029. Dall’altra parte, la piattaforma ha trattenuto 486 milioni di dollari di ricavi negli ultimi 12 mesi, il suo buyback passa da un contratto onchain bloccato con una durata dichiarata, e non risultano furti dai suoi programmi dal maggio 2024. È una descrizione del rischio, non una consulenza di investimento.

Le prossime date da seguire sono la fine del contratto di buyback di un anno, intorno al 28 aprile 2027, e i prossimi passi del caso di New York. Pump.fun non pubblica una roadmap di prodotto che abbiamo potuto trovare.

Punti di forza e punti di attenzione

Punti di forza

  • 1,37 miliardi di dollari di ricavi da marzo 2024 e 486 milioni negli ultimi 12 mesi (DefiLlama)
  • Documentazione per sviluppatori, interfacce dei programmi e kit software pubblici su GitHub
  • Buyback e burn gestiti da un contratto onchain bloccato con una durata dichiarata
  • I creatori di monete incassano lo 0,30% degli scambi sulla bonding curve
  • Exchange, terminale di trading, app e perps proprietari riducono la dipendenza da piattaforme esterne

Punti di attenzione

  • La maggior parte delle monete fallisce: solo lo 0,58% si è diplomato a maggio 2025
  • Le accuse americane di racket contro la società e i suoi fondatori sono sopravvissute ad agosto 2026
  • Avviso della FCA britannica e utenti del Regno Unito esclusi; nessuna licenza nota
  • Nessun audit di sicurezza pubblicato; gli insider detengono il 33% con sblocchi fino al 2029
  • Pump.fun trattiene una quota sempre più piccola delle commissioni e la pagina delle tariffe può cambiare in qualsiasi momento

Team

Finanziamenti e audit

RoundImportoDataInvestitori
Private token sale$400MNot disclosed (DefiLlama lists no investors)
Public token sale (ICO)$600MPublic sale to institutional and retail buyers; first reports said $500M

Roadmap

  1. 2024-01-19Pump.fun debutta su SolanaFatto
  2. 2024-05-16Sottratti circa 1,9 milioni di dollari dai contratti della bonding curve; liquidità ripristinata per le monete colpiteFatto
  3. 2024-11-25Livestreaming sospesoFatto
  4. 2024-12-03Avviso della FCA britannica; pochi giorni dopo bloccati gli utenti del Regno UnitoFatto
  5. 2025-03-20Lancio dell’exchange PumpSwap; le monete diplomate passano lìFatto
  6. 2025-07-12Vendita e lancio del token PUMPFatto
  7. 2025-10-24Acquisito il terminale di trading PadreFatto
  8. 2026-02-05Acquisito il terminale di trading VyperFatto
  9. 2026-04-28Bruciati i PUMP ricomprati; 50% dei ricavi netti a buyback e burn per un annoFatto
  10. 2026-07-12Termina il primo cliff di team e investitoriFatto
  11. 2026-08-31Il tribunale di New York lascia andare avanti le accuse RICO contro la società e i fondatoriFatto
  12. 2026-10-17Platform Fee sugli scambi da web e app; futures perpetui tramite Hyperliquid (non per utenti di Stati Uniti e Ontario)Fatto
  13. 2027-04-28Fine del contratto di buyback di un anno (data approssimativa)

I cripto-asset sono volatili e puoi perdere tutto il capitale investito. Nulla di quanto pubblicato su Coindaro costituisce una consulenza finanziaria.

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