Gli ETF spot su bitcoin quotati negli Stati Uniti hanno chiuso giovedì 22 ottobre con deflussi netti per 635,49 milioni di dollari, secondo i dati di SoSoValue riportati da Bloomingbit. È la prima uscita dopo tre giorni di raccolta, che avevano portato nei fondi circa 1,07 miliardi. IBIT di BlackRock ha ceduto 254,05 milioni e FBTC di Fidelity 217,46 milioni. La vendita è arrivata nel giorno in cui pool di un market maker automatico divergono, rispetto a tenere semplicemente gli stessi token. Diventa definitiva al prelievo.">il Nasdaq Composite ha perso il 2,60%, la peggiore seduta da inizio giugno. Il bitcoin, però, non ha ceduto di schianto: su Coinbase è rimasto tra 81.004 e 81.920 dollari dalla chiusura di Wall Street, alle 20:00 UTC, e intorno a 81.600 dollari alle 04:29 UTC di venerdì, in calo dell’1,35% nelle 24 ore, secondo i dati di mercato di Coindaro.
Il prezzo del bitcoin oggi si colloca quindi appena sotto il livello che conta di più per chi ha comprato gli ETF. Ieri sera restava aperta una domanda: i compratori che per tutta la settimana avevano alimentato i fondi avrebbero tenuto la posizione, ora che il bitcoin scendeva sotto il loro prezzo medio d’ingresso? I flussi di giovedì dicono di no: una parte di loro ha venduto.
Nel nostro pezzo serale abbiamo ricostruito, ora per ora, come il bitcoin abbia perso gli 84.000 dollari prima dell’apertura di Wall Street e sia scivolato sotto il costo medio stimato degli ETF, intorno a 81.500 dollari, alle 16:50 UTC. Quella cronologia e il metodo di calcolo del costo medio sono nella nostra analisi della seduta americana di giovedì; questo aggiornamento riparte dalla chiusura.
ETF bitcoin: deflussi per 635 milioni di dollari, i compratori della settimana vendono
Cinque dei dodici ETF spot su bitcoin americani hanno registrato deflussi il 22 ottobre, secondo SoSoValue. IBIT e FBTC insieme valgono 471,5 milioni, circa il 74% del totale. ARKB di ARK e 21Shares ha perso 109,43 milioni. MSBT di Morgan Stanley è stato l’unico fondo con un afflusso, modesto: 2,33 milioni. Sei fondi, tra cui il Bitcoin Mini Trust di Grayscale e HODL di VanEck, non hanno segnato alcun movimento.
| Fondo | Flusso netto del 22 ottobre (milioni di dollari) |
|---|---|
| BlackRock IBIT | -254,05 |
| Fidelity FBTC | -217,46 |
| ARK/21Shares ARKB | -109,43 |
| Grayscale GBTC | -29,53 |
| Bitwise BITB | -27,35 |
| Morgan Stanley MSBT | +2,33 |
| Altri sei fondi | 0 |
| Totale | -635,49 |
Fonte: SoSoValue tramite Bloomingbit, pubblicato il 23 ottobre alle 6:03 ora coreana (21:03 UTC del 22 ottobre). Crypto Briefing e ChainCatcher riportano lo stesso totale e la stessa cifra per IBIT. Farside Investors, l’altro tracker di riferimento, non era consultabile al momento della stesura: una revisione, quando comparirà la sua riga, è possibile.
Rispetto alla settimana, il cambio di direzione è netto. I fondi avevano raccolto 526,7 milioni lunedì 19 ottobre, 23,2 milioni martedì e 524,8 milioni mercoledì. Il deflusso di giovedì ha cancellato in una sola seduta circa il 59% di quel totale di tre giorni (calcolo di Coindaro). Dal lancio, i flussi netti cumulati ammontano a 57,32 miliardi di dollari secondo SoSoValue, di cui 66,24 miliardi per il solo IBIT.
Perché un solo giorno pesa? Perché i flussi erano stati l’argomento principale a favore del rimbalzo. Un ETF su bitcoin spot compra o vende bitcoin veri quando le quote vengono create o riscattate, quindi i rimborsi netti di solito significano monete che escono dalla custodia dei fondi. Glassnode stima il costo medio di chi ha comprato gli ETF intorno a 81.500 dollari: è una stima, non un dato pubblicato dai fondi. Con il bitcoin sotto quella soglia per tutta la sera, l’investitore medio negli ETF era in lieve perdita, e una parte ha scelto di uscire.
Il flusso degli ETF su ether di giovedì non era stato ancora pubblicato dai principali tracker al momento della stesura.

Chiusura di Wall Street: il Nasdaq ha il peggior giorno da giugno per i dubbi sul finanziamento dell’IA
A innescare il movimento è stata la tecnologia. Il Nasdaq Composite ha chiuso giovedì in calo di 694,00 punti, il 2,60%, a 26.008,86, secondo Reuters. L’S&P 500 ha perso l’1,21% a 7.663,43, mentre il Dow Jones ha chiuso quasi invariato, +0,02% a 52.867,98, con i capitali spostati verso i titoli difensivi. L’indice dei semiconduttori di Filadelfia è sceso del 6,7%, il calo giornaliero più forte dal 23 giugno.
Al centro della scena c’era Meta. Il titolo ha perso il 7,0% nonostante conti sopra le attese: Reuters segnala il primo flusso di cassa negativo della società in oltre dieci anni, dovuto alle spese per l’intelligenza artificiale, e il progetto di emettere azioni senza diritto di voto con uno split due a uno per finanziare quella corsa agli investimenti. Tesla ha lasciato sul terreno il 3,1% pur con un flusso di cassa libero positivo e tagli al piano di spesa 2026. Tra i produttori di chip, AMD è scesa dell’8,1%, Micron del 6,26% e Nvidia del 4,4%, secondo The Block.
Rick Maeda, analista di Laevitas, ha spiegato a The Block che il mercato crypto si muove «come una posizione tecnologica ad alto beta» e ha aggiunto: «Il fattore principale è stato il finanziamento dell’IA, in particolare per Meta». In parole semplici, il bitcoin si è comportato come una scommessa a leva sugli stessi titoli tecnologici, non come una protezione contro di loro.
| Mercato, chiusura di giovedì 22 ottobre | Variazione | Livello |
|---|---|---|
| Nasdaq Composite | -2,60% | 26.008,86 |
| S&P 500 | -1,21% | 7.663,43 |
| Dow Jones | +0,02% | 52.867,98 |
| Indice dei semiconduttori di Filadelfia | -6,7% | n.d. |
| Petrolio Brent (prezzo di regolamento) | +4% | 113,17 $ |
| Petrolio WTI, dicembre | +2,32 $ | 99,47 $ |
| Rendimento del Treasury USA a 10 anni | circa -19 punti base | circa 4,95% |
Fonti: Reuters tramite Yahoo Finance (indici, pubblicato alle 20:47 UTC), sintesi di Reuters e oilprice.com (petrolio), Reuters tramite Yahoo Singapore (rendimento, 00:53 UTC del 23 ottobre).
Si sono mossi con forza altri due mercati. Il Brent ha chiuso in rialzo di circa il 4%, a 113,17 dollari al barile, il livello di chiusura più alto dal 4 maggio, dopo gli attacchi con droni degli Houthi contro obiettivi sauditi, tra cui uno vicino al giacimento di Shaybah riportato da The National. E i rendimenti dei titoli di Stato americani sono scesi: il decennale ha perso circa 19 punti base, intorno al 4,95%, il calo giornaliero più ampio da marzo 2023 secondo Reuters. Il bitcoin non ha ricevuto alcun sostegno da questo rally obbligazionario.
Borse asiatiche venerdì: Seul e Tokyo ancora in calo, Hong Kong tiene
La vendita sui chip ha raggiunto i mercati asiatici all’apertura, per poi attenuarsi nel corso della mattina. Alle 01:35 UTC circa il Nikkei 225 cedeva l’1,8%, il Kospi il 2,1% e l’Hang Seng guadagnava lo 0,4%, secondo il blog dei mercati di ABC News (Australia). Alle 03:55 UTC le perdite si erano ridotte all’1,3% per il Nikkei e all’1,1% per il Kospi, mentre Hong Kong saliva dello 0,6%. The Block, alle 02:21 UTC, indicava il Kospi in calo del 2,3% e il Nikkei dell’1,6%.
Il Kosdaq di Seul, dominato dalla tecnologia, ha sofferto di più: -3,5% nel resoconto asiatico di investingLive, che dava lo Shanghai Composite in calo dell’1,3%. Tokyo e Seul chiudono alle 06:30 UTC e Hong Kong alle 08:00 UTC: queste sono quindi cifre intraday, non chiusure.
Il Giappone ha aggiunto un dato proprio. L’inflazione core è salita al 2,1% annuo a settembre, dall’1,7% di agosto, sopra l’obiettivo del 2% della Banca del Giappone per la prima volta in nove mesi, ha riferito investingLive; la misura che esclude anche i carburanti è salita al 2,4%, sopra il 2,3% atteso. Lo yen si è rafforzato fino a 156,07 per dollaro, il livello migliore dal 18 settembre secondo CoinDesk, prima di tornare verso quota 157. La BoJ, con un tasso di riferimento all’1,25%, si riunisce il 29 e 30 ottobre come indica il suo calendario, e molti analisti si aspettano un rialzo all’1,50% a dicembre, secondo investingLive.
Per il bitcoin il tema passa dallo yen. Uno yen più forte e tassi giapponesi più alti rendono più costoso indebitarsi in yen per comprare attività più rischiose all’estero, un’operazione che in passato ha amplificato le vendite. Stanotte non si è visto nulla del genere: l’intervallo del bitcoin è rimasto stretto mentre lo yen si muoveva. La seduta asiatica di giovedì è raccontata nel rapporto di ieri mattina sull’Asia.
L’oro, l’altro bene che ha viaggiato in direzione opposta al crollo tecnologico, è sceso sotto i 4.000 dollari l’oncia per la prima volta da luglio, toccando 3.986 secondo CoinDesk, e poi ha recuperato a circa 4.020. Alle 03:55 UTC valeva circa 4.015, come mostrava il blog di ABC.
Prezzo bitcoin oggi: una notte piatta tra 81.000 e 81.900 dollari
La notte è stata più calma dei titoli di giornale. Su Coinbase il minimo serale è stato 80.905 dollari nell’ora delle 18:00 UTC di giovedì, sopra il minimo giornaliero di 80.879 toccato alle 16:50 UTC. Dopo la chiusura americana il prezzo non è mai sceso sotto 81.004 dollari (ora delle 00:00 UTC di venerdì) e ha toccato il massimo a 81.920 nell’ora delle 03:00 UTC. Il rimbalzo da 81.130 a 81.890 dollari nell’ora delle 02:00 UTC è stato l’unico vero movimento notturno, ed è avvenuto mentre le Borse asiatiche recuperavano parte delle perdite.
| Coinbase BTC-USD, ora (UTC) | Minimo | Massimo | Chiusura |
|---|---|---|---|
| 22 ott, 18:00 | 80.905 $ | 81.315 $ | 81.266 $ |
| 22 ott, 20:00 (chiusura USA) | 81.065 $ | 81.396 $ | 81.165 $ |
| 23 ott, 00:00 | 81.004 $ | 81.460 $ | 81.343 $ |
| 23 ott, 02:00 | 81.130 $ | 81.890 $ | 81.850 $ |
| 23 ott, 03:00 | 81.586 $ | 81.920 $ | 81.769 $ |
| 23 ott, 04:00 (candela aperta, alle 04:51) | 81.530 $ | 81.780 $ | 81.555 $ |
Ether ha seguito lo stesso percorso: valeva circa 2.397 dollari alle 04:29 UTC, in calo dell’1,73% in 24 ore, dopo un massimo di 2.414 dollari nell’ora delle 02:00 UTC su Coinbase. La capitalizzazione totale delle crypto era di 2,75 trilioni di dollari, con la quota del bitcoin al 59,5%, e l’indice Fear and Greed a 50, neutrale, nell’istantanea di Coindaro delle 04:29 UTC.
Il danno maggiore, giovedì, l’ha subito la leva. I dati CoinGlass citati da The Block indicano 440,9 milioni di dollari di posizioni liquidate nelle 24 ore fino alle 01:30 UTC, di cui 397 milioni long; CoinDesk ne conta 435 milioni, di cui 385 long. Circa il 90% è sul lato long, ma il totale è vicino ai 431 milioni che CoinDesk contava alle 10:50 UTC di giovedì: nella notte non c’è stata una seconda ondata di vendite forzate. Il nostro glossario spiega come funziona una liquidazione.
Tra le monete più grandi, Zcash è stata la più debole, con -7,7% in 24 ore fino alle 01:30 UTC secondo The Block, che dava XRP in calo del 3,8%. Le variazioni più ampie nella lista di Coindaro, su piccole capitalizzazioni come GRX (-43%) o HOODINU (+136%), non hanno una causa di notizia identificata.
Cosa guardano i trader: gli 80.000 dollari, i flussi ETF e il petrolio
Dan Khus di LVRG Research ha riassunto la lista di controllo a The Block: «I trader guardano ora se gli 80.000 dollari reggono come supporto, la continuità dei flussi degli ETF», oltre alle ulteriori oscillazioni di azioni e petrolio. Giovedì tutti e tre sono stati messi alla prova.
Il test degli ETF è quello da seguire giorno per giorno. Un secondo deflusso venerdì trasformerebbe una brutta seduta in una tendenza; un ritorno degli afflussi suggerirebbe che giovedì sia stata una reazione al Nasdaq, non un ripensamento. SoSoValue e Farside di solito pubblicano i numeri della giornata dopo la chiusura americana, cioè in serata in Europa.
Agenda di oggi: PMI flash alle 13:45 UTC, Michigan alle 14:00 UTC
Venerdì non ci sono né l’inflazione CPI né i dati sul lavoro, ma due pubblicazioni americane possono spostare le attese sui tassi, secondo il calendario settimanale di Investing.com. Gli orari sono in UTC; negli Stati Uniti resta in vigore l’ora legale fino al 1° novembre, quindi New York è indietro di quattro ore.
- 13:45 UTC: indici PMI flash di S&P Global per ottobre. Il consenso è 55,5 per il manifatturiero (55,9 a settembre) e 58,0 per i servizi (58,8).
- 14:00 UTC: lettura finale dell’Università del Michigan sulle attese di inflazione a un anno, previste al 4,7%, invariate.
- Mercoledì 28 ottobre, 18:00 UTC: decisione della Federal Reserve dopo la riunione del 27-28 ottobre, con la conferenza stampa del presidente Kevin Warsh alle 18:30 UTC.
- Giovedì 29 e venerdì 30 ottobre: riunione della Banca del Giappone, con il comunicato sulla politica monetaria e la sintesi del rapporto trimestrale sulle prospettive il 30 ottobre.
La Fed è nel periodo di silenzio che precede la riunione, quindi non sono previsti interventi. Il 28 ottobre si attende una conferma dei tassi: in un sondaggio Reuters condotto tra il 16 e il 20 ottobre, 94 economisti su 100 prevedevano nessuna variazione e tutti i 100 un rialzo a dicembre. Secondo CME FedWatch la probabilità di un rialzo a dicembre era di circa l’82,8% il 20 ottobre, come mostrava un’anteprima di Mitrade.
PMI più forti o attese di inflazione più alte sosterrebbero il rialzo di dicembre che i mercati già scontano; dati più deboli lo indebolirebbero. Per il legame tra tassi, inflazione e ciò che le crypto proteggono o non proteggono, leggi la nostra guida a inflazione e potere d’acquisto.

Cosa non si sa ancora
La cifra di Farside per giovedì non è stata confermata e CoinDesk ha citato un numero preliminare di SoSoValue diverso, quindi il totale dei deflussi potrebbe essere rivisto. Manca il flusso degli ETF su ether del 22 ottobre. Le chiusure di Tokyo, Seul e Hong Kong arrivano dopo le 06:30 e le 08:00 UTC. Il bitcoin stava mettendo alla prova la media mobile a 50 giorni nella mattinata asiatica, ha detto CoinDesk, senza indicarne il livello.
Il prossimo appuntamento è alle 13:45 UTC. Fino ad allora il bitcoin resta sotto il costo medio degli ETF, con i compratori dei fondi della scorsa settimana ora venditori netti.
