blockchain that runs exactly as written when it is called, holding and moving funds according to its code, without an intermediary able to change the outcome.">smart contract holding reserves of two or more tokens, supplied by users, that a decentralized exchange uses to execute trades automatically at a price set by a formula.">pool diverge, compared with simply holding the same tokens in a wallet. It becomes permanent when the provider withdraws.">Il bitcoin ha perso più di 4.000 dollari tra giovedì sera e le prime ore di venerdì 30 ottobre. Alle 17:29 UTC del 29 ottobre scambiava intorno a 80.950 dollari, poi è sceso sotto quota 77.000 e alle 02:00 UTC valeva 76.664 dollari, con un calo del 4,5% in 24 ore, secondo The Block. Intorno alle 05:40 UTC era risalito a circa 78.600 dollari, in calo del 2,06% sulle 24 ore, secondo i dati di mercato di Coindaro. Il prezzo bitcoin oggi si trova così quasi esattamente sul livello in cui buona parte delle opzioni Deribit in scadenza alle 08:00 UTC, tra 11 e 12 miliardi di dollari circa, farebbe meno danni a chi le ha vendute.
Due fatti hanno rotto la calma di giovedì. Prima la chiusura debole della tecnologia americana: Alphabet è arrivata a perdere quasi il 13% durante la seduta, mentre Intel e Amazon sono scese dopo la chiusura, dopo i conti trimestrali. Poi l’attacco hacker a Binance, di cui The Block dava notizia già verso le 21:49 UTC. Le vendite hanno colpito BNB, il token della stessa Binance, più di qualunque altra grande criptovaluta.
Sull’attacco a Binance c’è un articolo dedicato in questa edizione. In breve: Binance stima l’impatto in circa 6,3 miliardi di dollari e dice che circa 3 miliardi sono stati congelati onchain. Afferma che i fondi degli utenti sono al sicuro e che coprirà tutte le perdite con il fondo di emergenza SAFU e con risorse proprie, come ha riportato Cointelegraph. Qui ci fermiamo a ciò che la notte ha fatto ai prezzi e a ciò che il venerdì ha ancora in agenda.
Da 80.950 a 76.664 dollari: come si è svolta la notte
Il nostro articolo serale sulla seduta americana di giovedì lasciava il bitcoin vicino a 81.000 dollari, dopo il crollo di Alphabet e un dato forte sulla crescita Usa. A quel punto il mercato aveva assorbito le cattive notizie di Wall Street senza uscire dal suo intervallo. Dopo la chiusura americana le cose sono cambiate.
Secondo Cryptoast, che ha pubblicato alle 22:38 UTC, il bitcoin è passato da circa 80.300 a meno di 78.800 dollari in un’ora o poco più, appena si sono diffuse le notizie sull’attacco. Al momento della stesura BTC valeva 78.741 dollari, ether 2.263,89, SOL 97,06 e XRP 1,25. BNB aveva perso il 6,3% in meno di un’ora, scendendo a 692 dollari prima di rimbalzare verso 704. Cryptoast stimava la capitalizzazione totale delle criptovalute in 2,62 trilioni di dollari e scriveva che in un giorno erano andati in fumo oltre 70 miliardi.
Il minimo è arrivato dopo. Cointelegraph, in un aggiornamento delle 01:19 UTC che cita CoinGecko, indicava il bitcoin a circa 77.131 dollari, ether vicino a 2.217 e BNB vicino a 693, in calo di circa l’8,2% in 24 ore. Alle 02:00 UTC The Block riportava 76.664 dollari. Non siamo riusciti a confermare il minimo esatto con un feed di borsa, quindi l’affermazione più prudente è che il bitcoin ha scambiato sotto quota 77.000, intorno a 76.600 dollari, nell’ora attorno alle 02:00 UTC.
Poi le vendite si sono fermate. Tra le 02:00 UTC e le 05:40 UTC circa il bitcoin ha recuperato quasi 1.900 dollari. La sua variazione a un’ora nei dati di Coindaro, a quel momento, era dello 0,12%: un mercato che ha smesso di scendere, più che uno che ricompra.

Prezzo bitcoin oggi rispetto a giovedì sera
La tabella confronta tre momenti: il livello del nostro articolo di giovedì sera, l’area dei minimi riportata da The Block e i dati di mercato di Coindaro intorno alle 05:40 UTC. Le percentuali dell’ultima colonna sono le variazioni a 24 ore in quel momento.
| Asset | 29 ott, 17:29 UTC | 30 ott, 02:00 UTC (The Block) | 30 ott, intorno alle 05:40 UTC | 24 ore, intorno alle 05:40 UTC |
|---|---|---|---|---|
| Bitcoin (BTC) | 80.950 $ | 76.664 $ | 78.600 $ | -2,06% |
| Ether (ETH) | 2.343 $ | 2.190 $ | 2.246 $ | -3,45% |
| BNB | non rilevato | 698,65 $ | 717,5 $ | -5,10% |
| XRP | 1,29 $ | 1,21 $ | 1,26 $ | -3,35% |
| Solana (SOL) | 101,3 $ | non riportato | 98,06 $ | -2,45% |
Su BNB serve una precisazione. Nel momento peggiore della notte perdeva oltre l’8% in 24 ore, come ha riportato Cointelegraph. Intorno alle 05:40 UTC la perdita era del 5,10%, con il token tornato sopra i 717 dollari. Anche ether ha recuperato una parte del movimento, passando da 2.190 dollari alle 02:00 UTC a circa 2.246.
Il quadro generale racconta la stessa storia. La capitalizzazione totale delle criptovalute era di 2,65 trilioni di dollari nell’istantanea di mercato di Coindaro delle 05:24 UTC, in calo del 4,46% in 24 ore, contro i 2,73 trilioni del nostro articolo di giovedì sera. La quota del bitcoin sul mercato era del 59,4% e le perdite a 24 ore di ether, XRP e BNB erano tutte più pesanti di quella del bitcoin.
L’indice Fear and Greed era a 30, in zona di «paura», alle 05:24 UTC. Giovedì era a 51, neutrale. Secondo Cointelegraph la lettura è la più bassa dal 14 agosto.
1,55 miliardi di dollari di liquidazioni, quasi tutte su posizioni long
Gran parte del calo è stata forzata. Cryptoast, citando CoinGlass, ha contato 627,7 milioni di dollari di posizioni liquidate in una sola ora giovedì sera, 606,6 milioni dei quali scommesse al rialzo. Alle 02:00 UTC il totale a 24 ore aveva raggiunto 1,55 miliardi di dollari su 246.482 trader, di cui 1,34 miliardi sul lato long, secondo The Block, che cita sempre CoinGlass. L’ordine singolo più grande chiuso è stato una posizione BTCUSDT da 11,09 milioni di dollari su Binance.
Per avere un’idea della scala, lo stesso dato a 24 ore era di 337,4 milioni di dollari giovedì mattina, secondo i dati citati nella nostra copertura di quel giorno. Una liquidazione scatta quando un exchange chiude una posizione a leva perché il margine del trader non copre più la perdita. Ogni vendita forzata spinge il prezzo più in basso, e questo può far scattare la liquidazione successiva. In una notte in cui Binance aveva sospeso depositi e prelievi, la catena è corsa veloce.
Non abbiamo trovato cifre affidabili su funding rate o open interest della notte. Giovedì alle 11:11 UTC, prima di tutto questo, l’open interest dei future perpetui era in calo dell’1,9% e il funding era positivo ma in discesa. Se la notte abbia ripulito la leva o l’abbia solo spostata lo diranno i prossimi dati.
Wall Street aveva già indebolito il mercato
L’attacco non ha colpito un mercato tranquillo. Giovedì Alphabet scambiava a 283,17 dollari alle 17:42 UTC, in calo del 12,84% durante la seduta, dopo aver mancato le attese su utile rettificato e ricavi. Nello stesso momento il Nasdaq Composite perdeva l’1,47% e l’S&P 500 lo 0,50%. Al momento della stesura non abbiamo trovato le chiusure confermate degli indici.
Dopo la campana, altri due risultati hanno aggiunto pressione. Intel è scesa di circa il 17% nel dopo borsa, secondo Criptovaluta.it, dopo aver indicato per il quarto trimestre vendite tra 15 e 16 miliardi di dollari, contro i 17-18 miliardi attesi. Anche Amazon è scesa dopo la chiusura. La stessa testata ha riportato un utile di 1,89 dollari per azione contro 1,96 atteso, e ricavi pubblicitari sotto le previsioni.
Il bitcoin aveva tenuto intorno a 81.000 dollari durante il crollo di Alphabet. Quello che non è riuscito ad assorbire è stato un secondo shock, di notte, arrivato dall’interno del settore crypto. Il suo andamento a 30 giorni era peraltro già debole per il resto del mercato: Cryptoast ha notato che prima degli allarmi sull’attacco ether perdeva il 15,42% in 30 giorni, XRP il 16,13% e SOL il 18,04%, contro il 5,52% del bitcoin.
Cosa si è mosso oltre al bitcoin
Alcuni token della finanza decentralizzata sono scesi più dei maggiori. Cointelegraph ha riportato AAVE in calo dell’11,3% a 118,54 dollari e UNI del 10,4% a 6,48. Aave ha detto di aver congelato per precauzione i nuovi depositi e i nuovi prestiti sui suoi mercati V3 e V4 gestiti dalla comunità, precisando che i suoi contratti non sono stati toccati e che gli utenti possono ancora prelevare e rimborsare i prestiti.
I dati di Coindaro intorno alle 05:40 UTC mostravano CRV in calo del 16,81% e CVX del 16,86% in 24 ore. Entrambi appartengono all’ecosistema Curve. Nessuna delle nostre fonti spiega il calo e non abbiamo prove che lo colleghino a Binance.
Qualche token è andato in direzione opposta. IRYS saliva del 38,83%, HYPE, il token dell’exchange Hyperliquid, del 17,29% e RUNE del 14,34% nelle stesse 24 ore, sempre secondo i dati di Coindaro. Per nessuno di questi movimenti abbiamo trovato un annuncio.
La scadenza da 11 miliardi su Deribit cade sul max pain
Alle 08:00 UTC scadono le opzioni mensili sul bitcoin di Deribit. Le stime sulla loro dimensione variano perché l’open interest cambia ogni giorno. Il nostro articolo di giovedì indicava una scadenza da circa 11 miliardi di dollari, circa 135.000 BTC di contratti, con un max pain a 78.000 dollari. CryptoTicker, in una versione aggiornata il 29 ottobre, contava 149.686 contratti per 12,2 miliardi di dollari di valore nozionale: 98.552 call e 51.134 put, con un rapporto put/call di 0,52 e un max pain a 79.000 dollari.
Il max pain è il prezzo al quale scade senza valore la quantità maggiore di opzioni, cioè l’esito che costa meno a chi le ha vendute. A circa 78.600 dollari intorno alle 05:40 UTC, il bitcoin si trovava tra le due stime. Una settimana fa, quando scambiava sopra gli 80.000 dollari, lo stesso livello era ancora sotto il mercato.
La struttura della scadenza è sbilanciata. Gli strike call più grandi sono lontani, secondo CryptoTicker: 25.570 contratti a 95.000 dollari, 15.254 a 90.000 e 14.330 a 100.000. Scadranno tutti senza valore. Sul lato put gli strike maggiori sono 70.000 dollari (4.142 contratti), 72.000 e 75.000, entrambi poco sopra i 3.000. Il nostro articolo di giovedì ricordava che Decrypt stimava l’effetto reale del regolamento in circa 130 milioni di dollari, intorno all’1% della cifra di partenza, perché la maggior parte dei contratti è fuori dal denaro.
La Banca del Giappone resta all’1,25%, con un voto per il rialzo
La Banca del Giappone ha lasciato il tasso di riferimento intorno all’1,25% venerdì, con otto voti contro uno, secondo il suo comunicato di politica monetaria. La riunione si è chiusa alle 11:55 ora di Tokyo (02:55 UTC) e il comunicato è uscito alle 12:02, cioè alle 03:02 UTC. Il membro del consiglio Takata Hajime ha votato contro e ha proposto un rialzo all’1,5%, sostenendo che la banca deve avvicinare più in fretta il tasso al livello neutrale ora che l’inflazione di fondo ha raggiunto l’obiettivo.
Il consiglio ha anche deciso, all’unanimità, di accelerare la vendita dei suoi ETF. Da gennaio 2027 venderà circa 860 miliardi di yen l’anno al valore contabile, contro i circa 330 miliardi attuali. La conferma dei tassi era attesa. Criptovaluta.it ha osservato che arriva dopo un rialzo a settembre e che la maggior parte degli economisti interpellati da Bloomberg prevede la prossima mossa a dicembre. Giovedì il rendimento del titolo di Stato giapponese a 10 anni era del 2,834%.
Per il bitcoin, la conferma toglie una possibile sorpresa dalla mattinata. I mercati obbligazionari erano già tesi: il rendimento del Treasury Usa a 10 anni era al 4,999% alle 17:27 UTC di giovedì.
Dati flash dell’area euro e costo del lavoro Usa
La mattinata europea porta la stima flash di Eurostat sul Pil del terzo trimestre dell’area euro, insieme ai dati flash su inflazione e disoccupazione di ottobre. FinanceCalendar indica la pubblicazione alle 10:00 UTC; la nota di Eurostat non riporta l’orario. L’inflazione era al 3,8% a settembre e giovedì la Banca centrale europea ha lasciato il tasso sui depositi al 2,50%, quindi il dato di ottobre sui prezzi è quello che conta per la prossima riunione. Per chi guarda dall’Italia, giovedì il BTP a 10 anni rendeva il 4,497%, con uno spread sul Bund intorno a 114 punti base, secondo Criptovaluta.it.
Alle 12:30 UTC il Bureau of Labor Statistics statunitense pubblica l’indice del costo del lavoro del terzo trimestre, secondo il suo calendario delle pubblicazioni. Non abbiamo trovato un consenso pubblicato. L’indice misura salari e benefit, e la Fed lo segue come indicatore della pressione salariale dietro l’inflazione. La Fed ha lasciato il tasso al 3,75%-4,00% il 28 ottobre, con due voti per il rialzo, come descriveva il nostro articolo sulla decisione della Fed.

Oggi è previsto uno sblocco di token: BeInCrypto elenca 229,17 milioni di token Kamino (KMNO), per circa 9,69 milioni di dollari, pari al 2,73% dell’offerta già in circolazione. Non siamo riusciti ad aprire il calendario completo per verificare altri sblocchi.
Cosa ancora non sappiamo
Mancano diversi numeri che completerebbero il quadro. I flussi degli ETF spot sul bitcoin americani di giovedì non erano confermati al momento della stesura; l’ultimo giorno confermato, il 28 ottobre, mostrava afflussi netti per 137 milioni di dollari, secondo dati SoSoValue citati da Cointelegraph. I detentori di ETF hanno comprato in media intorno a 81.500 dollari, fino a poco meno di 82.000, secondo stime citate nella nostra copertura precedente: con il bitcoin vicino a 78.600 dollari intorno alle 05:40 UTC, il detentore medio è quindi sotto il prezzo di carico.
Anche l’entità dell’attacco è ancora in corso di conteggio, ed è per questo che le prossime dichiarazioni di Binance contano per i prezzi. Cryptoast ha ricordato un precedente: dopo l’attacco a Bybit del febbraio 2025, circa 1,5 miliardi di dollari, il bitcoin è sceso per poco sotto i 95.000 dollari ed è tornato sopra i 96.000 entro 48 ore. Se questa notte seguirà lo stesso schema dipende da quanto in fretta Binance riaprirà i prelievi e da quanto denaro resterà congelato.
Sul grafico, i livelli citati nella nostra copertura di giovedì inquadrano ancora la giornata. Il minimo asiatico di giovedì, a circa 79.600 dollari, è stato rotto durante la notte e ora si trova sopra il prezzo. Più in basso, circa 75.800 dollari è il costo medio d’acquisto dei compratori più recenti, e a 70.000 c’è il gruppo di put più grande. La nostra pagina su bitcoin (BTC) mostra il prezzo in tempo reale.
Le prossime date
- Oggi, 08:00 UTC: scadenza mensile Deribit, tra 11 e 12 miliardi di dollari circa a seconda della fonte.
- Oggi, 10:00 UTC: Pil flash del terzo trimestre dell’area euro e inflazione flash di ottobre, secondo FinanceCalendar.
- Oggi, 12:30 UTC: indice del costo del lavoro Usa del terzo trimestre.
- Domenica 1 novembre, 00:00 UTC: chiude la candela mensile del bitcoin. Lo stesso giorno gli orologi Usa tornano indietro di un’ora, quindi l’apertura di New York slitta alle 14:30 UTC.
- Venerdì 6 novembre, 13:30 UTC: rapporto Usa sul lavoro di ottobre.
La prossima decisione della Fed è prevista il 9 dicembre, al termine di una riunione che inizia l’8 dicembre.
