Glossario
Wallet multisig: come funziona la firma M di N
Un wallet multisig è un wallet crypto che richiede le firme di M chiavi su N autorizzate prima di muovere i fondi, per esempio due su tre. Protegge da una chiave persa o rubata, non da firmatari che approvano una transazione mascherata.
Detto anche Wallet multifirma, Wallet multisignature, Multi-sig, Wallet M di N
Vedi anche
Un wallet multisig sposta i fondi solo dopo la firma di M chiavi su N autorizzate, mentre un wallet normale ne richiede una sola. In una configurazione 2 di 3 le chiavi sono tre e ne bastano due per spendere. Ethereum.org lo presenta come una difesa contro i punti di guasto singoli e contro la perdita definitiva di una chiave privata.
Da una proposta Bitcoin del 2011 agli smart contract
Con il BIP 11 dell’ottobre 2011, Gavin Andresen rese lo schema M di N una transazione standard di Bitcoin, fino a tre chiavi. Il BIP 16, del gennaio 2012, nasconde lo script dietro un hash breve e consente fino a 15 chiavi compresse. Su Ethereum non esiste una versione nativa: il multisig è uno smart contract, come Safe, che conserva l’elenco dei proprietari e una soglia.
Come funziona un wallet multisig
- I proprietari scelgono M e N e generano ogni chiave separatamente, meglio se su dispositivi diversi.
- Su Bitcoin il wallet trasforma le chiavi pubbliche e il valore di M in uno script, e l’indirizzo è l’hash di quello script. Su Ethereum si distribuisce un contratto con la lista dei proprietari.
- Qualcuno propone una transazione, e ogni firmatario la controlla e la firma dal proprio dispositivo.
- Raggiunte M firme, la transazione parte; se ne mancano, la rete o il contratto la respinge.
I conti di un 2 di 3 e di un 3 di 5
Due sottrazioni dicono a quali incidenti una configurazione resiste: N meno M è il numero di chiavi che si possono perdere, M meno 1 quelle che un ladro può possedere senza riuscire a spendere. Le due configurazioni qui sotto sono ipotetiche.
| Configurazione | Chiavi perdibili | Chiavi in mano a un ladro | Fondi bloccati con | Fondi rubati con |
|---|---|---|---|---|
| 2 di 3 | 3 − 2 = 1 | 2 − 1 = 1 | 2 chiavi perse | 2 chiavi rubate |
| 3 di 5 | 5 − 3 = 2 | 3 − 1 = 2 | 3 chiavi perse | 3 chiavi rubate |
La tabella presuppone chiavi indipendenti. Se due chiavi di un 2 di 3 stanno nello stesso team, basta una sola violazione di quel team per raggiungere la soglia.
Il caso Bybit: ciò che un wallet multisig non può verificare
Il 21 febbraio 2025 circa 1,5 miliardi di dollari sono usciti dal cold wallet Ethereum di Bybit, un multisig Safe, durante un trasferimento di routine. L’FBI ha attribuito il furto alla Corea del Nord. Safe ha spiegato che gli attaccanti hanno usato il computer compromesso di uno sviluppatore per proporre una transazione dannosa mascherata, e che i revisori esterni non hanno trovato falle nei suoi contratti. Secondo l’analisi di NCC Group, l’interfaccia web mostrava ai firmatari la transazione prevista mentre i dati sottostanti erano stati alterati. Nella ricostruzione di NCC l’hanno firmata alla cieca, cedendo così il controllo del contratto del wallet.

L’analisi preliminare di Sygnia, riportata da The Block, fa risalire l’attacco a un JavaScript dannoso nello spazio AWS di Safe{Wallet}, finito in cache circa due giorni prima del furto e sostituito con file puliti due minuti dopo. Nel post-mortem di marzo 2025 di Safe, riferito da Cointelegraph, gli attaccanti hanno dirottato le sessioni AWS dal Mac di uno sviluppatore.
Ronin e Parity: chiavi concentrate e codice difettoso
Ronin, un bridge più che un wallet, richiedeva cinque firme su nove validatori. L’attaccante controllava i quattro validatori di Sky Mavis, poi ha sfruttato una lista di autorizzazioni concessa da Axie DAO nel novembre 2021 e mai revocata per ottenere la quinta. Secondo il resoconto di Ronin, il furto di 173.600 ETH e 25,5 milioni di USDC risale al 23 marzo 2022. Nessuno se n’è accorto fino al 29 marzo.
I guai di Parity vengono invece dal codice dei wallet. Il 19 luglio 2017 un attaccante ha richiamato una funzione di configurazione su tre multisig, ha sostituito i proprietari e ha prelevato 153.037 ETH, secondo l’analisi di OpenZeppelin. Il 6 novembre 2017 un utente si è dichiarato proprietario di un contratto libreria condiviso e lo ha distrutto. Parity ha contato 587 wallet bloccati, con 513.774,16 ETH dentro.
Multisig e MPC: dove viene applicata la regola
In un multisig le chiavi sono intere e separate, e a contare le firme sono la blockchain o un contratto: la regola si può verificare on-chain, anche se su Bitcoin emerge solo quando le monete vengono spese. L’MPC invece divide una chiave in quote e firma off-chain, e la blockchain vede una sola firma ordinaria. Costa meno on-chain e funziona anche su reti senza scripting, ma la politica di firma di solito vive nel software del fornitore. Il nostro articolo sull’anteprima di custodia MPC di Google, dell’ottobre 2026, sottolinea un punto che vale anche per il multisig: due quote nello stesso team riportano un punto di guasto singolo.
MuSig2 su Bitcoin è un’altra cosa ancora: più firmatari producono un’unica firma, ma devono partecipare tutti, quindi non offre alcuna soglia M di N.
I limiti da pesare prima di configurarne uno
La coercizione è il rischio che l’hardware non risolve. Chi è costretto a firmare firma comunque, se controlla M chiavi: per questo chi la teme lascia altre chiavi a un’altra persona, e alcune configurazioni aggiungono un ritardo sui prelievi. Resta poi il rischio quantistico, perché spendere espone comunque le chiavi pubbliche.
La complessità è il costo di tutti i giorni: ogni chiave ha bisogno del proprio backup. La nostra guida ai wallet crypto mette a confronto le opzioni di custodia, nel caso un solo dispositivo hardware basti.
Wallet multisig: le domande dei lettori
Un wallet multisig è sicuro?
È più sicuro contro una chiave persa o rubata, entro i limiti fissati da M e N. Non impedisce ai firmatari di approvare una transazione mascherata, come ha mostrato Bybit nel 2025, né protegge da un difetto nel codice del contratto, come è successo a Parity nel 2017. Controllare con cura ciò che si firma resta indispensabile.
Ledger o Trezor sono wallet multisig?
No, non da soli. Un hardware wallet è un dispositivo che custodisce chiavi, mentre il multisig è una regola che coinvolge più chiavi. Un Ledger o un Trezor può essere uno dei firmatari di un multisig, e usare due marche diverse evita di dipendere da un solo produttore per tutte le chiavi.
Cosa succede se si perde una chiave?
I fondi restano raggiungibili finché si hanno M chiavi, ma il margine si è ridotto, quindi conviene spostarli presto in una nuova configurazione. In un 2 di 3, perdere una chiave lascia la possibilità di spendere; perderne due blocca i fondi per sempre, salvo un percorso di recupero previsto in anticipo.
Come si recupera un wallet multisig?
Servono M chiavi e, su Bitcoin, anche tutte le chiavi pubbliche e lo script, perché l’indirizzo deriva da questi elementi e ogni spesa deve rivelare lo script. Conserva con i backup il descriptor del wallet, che registra entrambi. Con meno di M chiavi i fondi sono persi, salvo un recupero organizzato prima.
