Aggiornamento del 20 ottobre 2026, 05:31 UTC: blockchain that runs exactly as written when it is called, holding and moving funds according to its code, without an intermediary able to change the outcome.">smart contract holding reserves of two or more tokens, supplied by users, that a decentralized exchange uses to execute trades automatically at a price set by a formula.">pool diverge, compared with simply holding the same tokens in a wallet. It becomes permanent when the provider withdraws.">il voto solenne sulla prima parte della legge di bilancio 2027 non si terrà martedì 20 ottobre, come previsto. L’Assemblea nazionale ha interrotto la discussione a mezzanotte di lunedì, con ancora poco più di 2.600 emendamenti da esaminare sulla sola parte entrate, e martedì pomeriggio passa alla legge di finanziamento della sicurezza sociale, ha riferito LCP. La discussione sul bilancio dovrebbe riprendere martedì 27 ottobre, secondo LCP, ma la data non è confermata e per il voto sulla prima parte non ne è stata fissata un’altra. L’emendamento I-3898 resta nel testo adottato finora.
Venerdì 16 ottobre l’Assemblea nazionale francese ha votato per tassare gli swap di cripto-attività in stablecoin come USDC ed EURC a partire dal 1° gennaio 2027. L’emendamento I-3898 alla legge di bilancio 2027 è stato adottato in prima lettura, in seduta pubblica, alle 15:42 ora di Parigi (13:42 UTC). Lo hanno presentato Nicolas Sansu e altri 16 deputati del gruppo di sinistra GDR (Gauche démocrate et républicaine). Lo scrutinio ufficiale dell’Assemblea (scrutin n° 8836) registra 38 voti a favore, 37 contrari e 25 astenuti: hanno votato 100 deputati su 577 seggi. Il governo era contrario.
Non è una legge. L’emendamento è passato soltanto in prima lettura ed è una riga di un bilancio che deve ancora superare il voto sulla sua prima parte, ora rinviato senza una data confermata, poi il Senato, una commissione mista paritetica e, molto probabilmente, l’articolo 49.3 della Costituzione, con cui il governo può far approvare il testo senza voto e scegliere quali emendamenti tenere. La tassazione delle stablecoin in Francia può saltare a ciascuno di questi passaggi.
Per chi legge dall’Italia la notizia ha un sapore familiare. Gli autori dell’emendamento citano proprio l’Italia come esempio: qui uno swap da cripto a e-money token è già tassabile dal 2023, e l’aliquota sulle plusvalenze crypto è salita al 33% dal 1° gennaio 2026. Più sotto il confronto punto per punto.
Lo stesso emendamento contiene un secondo cambiamento, molto meno commentato. Riscrive il modo in cui si calcola ogni plusvalenza crypto in Francia: al posto della formula unica sull’intero portafoglio arriva un costo medio ponderato per ciascun cripto-attivo. Per molti investitori francesi questa parte peserebbe più della regola sulle stablecoin.
Tassazione stablecoin in Francia: cosa prevede l’emendamento I-3898
La fiscalità crypto francese poggia sull’articolo 150 VH bis del codice generale delle imposte (CGI). Da quando la legge finanziaria 2019 lo ha introdotto, uno scambio tra due cripto-attività senza conguaglio in denaro è neutro ai fini fiscali. L’imposta scatta solo quando l’investitore vende contro euro o paga un bene o un servizio in crypto. In pratica un trader francese può incassare un guadagno su bitcoin, spostarsi su una stablecoin in dollari o in euro e non pagare nulla fino al giorno in cui i soldi arrivano sul conto in banca.
Il testo di Sansu toglie questo rinvio d’imposta in un solo caso: quando il venditore riceve e-money token (EMT), o diritti su di essi, «come definiti» dall’articolo 3, paragrafo 1, punto 7, del regolamento europeo MiCA sui mercati delle cripto-attività. Lo swap diventa allora una cessione imponibile, esattamente come una vendita contro euro. Tutti gli altri scambi tra crypto, per esempio da BTC a ETH, conservano il rinvio.
Gli autori lo presentano come una correzione più che come una nuova imposta. Nella relazione illustrativa scrivono che, «par un trou dans la législation» (per un buco nella legge), la plusvalenza realizzata convertendo in stablecoin garantite da valute legali sfugge all’imposta, e definiscono la modifica «une simple application de la loi fiscale déjà existante à un cas qui n’avait pas été pris en compte» (una semplice applicazione della legge fiscale già in vigore a un caso che non era stato considerato). Il testo afferma anche che Regno Unito e Italia hanno già legiferato in questa direzione. Coindaro ha verificato la parte italiana, che regge per gli e-money token (vedi sotto). L’affermazione sul Regno Unito non è stata verificata.
La misura si applicherebbe alle cessioni e agli scambi effettuati dal 1° gennaio 2027. Le plusvalenze realizzate nel 2026 e gli swap fatti entro la fine di quest’anno restano fuori.
Passare a USDC o EURC varrebbe come incassare in euro
Prendiamo un caso semplice, costruito sull’esempio usato sabato da Journal du Coin. Le cifre sono puramente illustrative, non sono consulenza fiscale e presuppongono che l’emendamento sopravviva così com’è. Un investitore residente in Francia ha comprato un bitcoin a 30.000 € e nel 2027 lo scambia con 70.000 EURC, il token in euro di Circle. Con le regole attuali non deve nulla, perché nessun euro è uscito dal mondo crypto. Con l’emendamento lo swap fa emergere una plusvalenza di 40.000 €. Con la flat tax del 31,4% oggi applicata ai redditi di capitale in Francia, il conto arriva a 12.560 €, dovuti anche se l’investitore ha in mano soltanto token.
La stessa logica vale per importi più piccoli. L’esempio di Journal du Coin di venerdì, una conversione da 10.000 € con 4.000 € di plusvalenza, porta a 1.256 € di imposta. L’aliquota unica francese (prélèvement forfaitaire unique, PFU) somma il 12,8% di imposta sul reddito e il 18,6% di contributi sociali, dopo che la legge di finanziamento della sicurezza sociale 2026 ha alzato la CSG sui redditi da capitale dal 9,2% al 10,6%, secondo Moneyvox. Prima dell’aumento il totale era del 30%. Resta possibile optare per l’imposta progressiva sul reddito.
Due cose non cambiano. L’esenzione annuale continua a coprire chi in un anno cede in totale non più di 305 €. E i token ricevuti in uno swap tassato partono con un nuovo costo fiscale: il valore usato per calcolare la plusvalenza. Se l’investitore dell’esempio rivende poi i 70.000 EURC per 70.000 €, non paga una seconda volta sugli stessi 40.000 €.

La seconda novità: costo medio ponderato per ogni cripto-attivo
Oggi un investitore francese non calcola la plusvalenza moneta per moneta. La legge usa una formula unica per tutto il portafoglio: prezzo di vendita meno il costo d’acquisto complessivo del portafoglio, moltiplicato per il rapporto tra prezzo di vendita e valore totale del portafoglio al momento della cessione. Tutte le posizioni, qualunque esse siano, condividono un unico costo medio.
L’emendamento I-3898 sostituisce questo sistema con qualcosa di più vicino a ciò che la maggior parte dei Paesi e degli investitori si aspetta. La plusvalenza diventa il prezzo di vendita meno il prezzo d’acquisto delle cripto-attività effettivamente cedute. Se lo stesso attivo è stato comprato più volte a prezzi diversi, si applica un prezzo medio ponderato per quell’attivo. Cryptoast ha fatto il caso base: un bitcoin comprato a 30.000 € e un altro a 50.000 € danno un costo medio di 40.000 €, quindi venderne uno a 60.000 € produce una plusvalenza di 20.000 €, al lordo delle commissioni.
Con un solo attivo, il vecchio e il nuovo metodo spesso arrivano allo stesso risultato. La differenza si apre quando il portafoglio mescola posizioni in guadagno e in perdita. Ecco un portafoglio ipotetico, a solo scopo illustrativo: cifre tonde, non prezzi di mercato, senza commissioni né cessioni precedenti.
| Posizione | Costo d’acquisto | Valore alla vendita |
|---|---|---|
| 1 BTC | 30.000 € | 60.000 € |
| 10 ETH | 40.000 € | 20.000 € |
| Intero portafoglio | 70.000 € | 80.000 € |
Si vende il bitcoin a 60.000 €. La formula attuale dà una plusvalenza di 60.000 € meno 70.000 € × 60.000 / 80.000, cioè 7.500 €, che al 31,4% fanno 2.355 € di imposta. Il metodo per singolo attivo dà 60.000 € meno 30.000 €, quindi 30.000 € di plusvalenza e 9.420 € di imposta. Se invece si vende l’ether a 20.000 €, la formula di oggi trova comunque una plusvalenza di 2.500 €, perché il portafoglio nel suo insieme è in utile. Il nuovo metodo registra una minusvalenza di 20.000 €.
Il cambiamento taglia quindi in due direzioni. Vendere una moneta salita tenendo altre in perdita costerebbe di più. Vendere una moneta in perdita farebbe finalmente emergere la minusvalenza. Quanto quella perdita sia utile dipende da regole che l’Assemblea venerdì non ha toccato, e il riporto delle minusvalenze per 10 anni proposto da Gabriel Attal è stato respinto lo stesso pomeriggio (vedi sotto).
I token ricevuti in uno swap ancora in regime di rinvio, come da BTC a ETH, erediterebbero il costo di ciò che è stato ceduto. Per le posizioni acquistate prima del 1° gennaio 2027 l’emendamento prevede una fase transitoria, con una scelta unica e irrevocabile per tutto il portafoglio da fare nella prima dichiarazione che contiene una cessione imponibile successiva a quella data:
- usare il costo d’acquisto reale di ciascun attivo, dimostrato con qualsiasi mezzo (estratti degli exchange, bonifici, storico delle transazioni);
- oppure prendere il costo d’acquisto complessivo del portafoglio al 31 dicembre 2026, calcolato con il vecchio metodo, e ripartirlo tra le posizioni in proporzione al loro valore a quella data.
Chi ha documentazione lacunosa sugli anni passati tenderebbe probabilmente verso la seconda opzione. Chi può documentare ogni acquisto otterrebbe un costo fiscale per singola moneta.
Quali stablecoin sono coinvolte e perché USDT resta un’incognita
Il testo non parla di «stablecoin». Colpisce gli e-money token, che MiCA definisce come cripto-attività che mirano a mantenere un valore stabile facendo riferimento al valore di una sola valuta ufficiale. USDC ed EURC di Circle sono EMT emessi in base a MiCA, quindi uno swap verso l’uno o l’altro sarebbe tassato. I token agganciati a una materia prima o a un paniere sono, per MiCA, asset-referenced token (ART), come PAXG con il suo sottostante in oro, e restano fuori. Lo stesso vale per una stablecoin decentralizzata come DAI, secondo la lettura di Clubic. La nostra guida alle stablecoin spiega in che cosa differiscono queste famiglie.
USDT di Tether è il caso difficile. Journal du Coin e Clubic lo considerano escluso. Cryptoast sostiene invece che potrebbe rientrare: «Le critère retenu est en effet la définition juridique des EMT, et non leur conformité réglementaire» (il criterio scelto è la definizione giuridica degli EMT, non la loro conformità alle regole). L’emendamento rinvia cioè alla definizione di MiCA, non al fatto che l’emittente abbia un’autorizzazione MiCA. USDT fa riferimento a una sola valuta ufficiale, il dollaro statunitense, che è il cuore della definizione. Il suo emittente però non è autorizzato in base a MiCA, ed è per questo che alle piattaforme europee è stato chiesto di togliere i token non conformi (l’ESMA ha fissato una scadenza a gennaio). Se un token possa essere un EMT «au sens» di MiCA ai fini fiscali senza essere un EMT legittimo nell’UE è una domanda a cui il testo non risponde.
Se la misura sopravvive, dovranno chiarirlo le istruzioni ufficiali dell’amministrazione fiscale francese (il BOFiP). Fino ad allora nessuno può dire con certezza come sarebbe trattato nel 2027 uno swap da BTC a USDT.
Quindici minuti di venerdì pomeriggio
La tassa sugli swap è stata una di una serie di emendamenti crypto che l’Assemblea ha esaminato in rapida successione venerdì, secondo i suoi dati aperti e l’elenco degli autori compilato da Journal du Coin. Diverse contro-proposte favorevoli alle crypto non sono mai state discusse perché i loro autori non erano in aula a sostenerle.
| Emendamento | Autore | Contenuto | Esito | Ora (Parigi) |
|---|---|---|---|---|
| I-3898 | Nicolas Sansu (GDR) | Tassare gli swap in EMT, costo medio ponderato | Adottato, 38 a 37 | 15:42 |
| I-3680 | Mickaël Bouloux (PS) | Stessa misura | Decaduto (identico a I-3898) | 15:42 |
| I-3738 | Daniel Grenon (non iscritto) | Scrivere nella legge la neutralità fiscale di questi swap | Non sostenuto | 15:32 |
| I-1808 | Virginie Duby-Muller (DR) | Calcolo della plusvalenza | Decaduto | 15:42 |
| I-1810 | Droite républicaine | Portare l’esenzione da 305 € a 1.000 € | Non sostenuto | 15:43 |
| I-1895 | Daniel Grenon | Portare l’esenzione a 5.000 € | Non sostenuto | 15:43 |
| I-3653 | Gabriel Attal (EPR) | Riporto delle minusvalenze crypto per 10 anni | Respinto, 18 a 75 | 15:44 |
| I-47 | Eva Sas (Écologistes) | Crypto nella base dell’imposta patrimoniale sugli immobili (IFI) | Respinto, 30 a 58 | 19:25 |
Il resoconto ufficiale del voto, uno scrutinio pubblico chiesto dai presidenti dei gruppi GDR e socialista, dà la ripartizione. A favore: 12 deputati di La France insoumise, 9 socialisti, 8 ecologisti, 4 democratici (MoDem), 3 GDR, 1 di Ensemble pour la République (EPR) e 1 di Horizons. Contrari: 12 EPR, 10 Rassemblement national (RN), 5 Droite républicaine, 5 LIOT, 3 Horizons, 1 democratico e 1 non iscritto. Tutti i 25 astenuti erano del RN. Il gruppo UDR non ha votato. Con 75 voti espressi, 38 era esattamente la maggioranza richiesta.
È passato per un voto. Lo scrutinio riporta anche una rettifica di Olivia Grégoire (EPR), che ha fatto sapere di aver voluto votare contro, come ha riferito per primo Journal du Coin. Rettifiche di questo tipo vengono messe a verbale ma non cambiano il risultato. La ripartizione per gruppi pubblicata sabato mattina da Journal du Coin ometteva i voti favorevoli di democratici e Horizons.
Il parere del governo era contrario, espresso in aula da David Amiel, ministro dei Conti pubblici, secondo Journal du Coin. Il margine minimo e l’aula semivuota contano per quello che succederà: un emendamento approvato da 38 deputati contro il parere del governo è poco protetto se l’esecutivo riscrive poi il bilancio.
La misura non è nata dal nulla. La commissione Finanze l’aveva già approvata il 7 ottobre come I-CF1826, insieme al riporto delle perdite per 10 anni (I-CF798) che l’aula ha respinto venerdì. In seduta pubblica la discussione riparte dal testo del governo, quindi gli emendamenti di commissione vanno ripresentati. Dopo il voto in commissione Faustine Fleuret, responsabile degli affari pubblici di Morpho, aveva parlato a Cryptoast di «un très mauvais démarrage» (una pessima partenza), aggiungendo che non bisognava né farsi prendere dal panico troppo presto né mollare.
Restano in attesa altre due misure crypto: gli emendamenti I-3904 e I-3432 creerebbero una exit tax sulle crypto oltre 800.000 € e si trovano più avanti nel testo, dopo l’articolo 5. Il bilancio del governo contiene a sua volta due norme crypto: una definizione delle cripto-attività tassabili allineata a MiCA e una sanzione di 10.000 € per ogni richiesta d’informazioni rifiutata dalle piattaforme, ha scritto Journal du Coin l’8 ottobre.
Cosa cambierebbe per chi paga le tasse in Francia
La regola è stretta ma incisiva. Riguarda le persone fisiche le cui plusvalenze crypto rientrano nell’imposta sul reddito francese. Se sopravvive, dal 1° gennaio 2027 spostare i guadagni da bitcoin, ether o qualsiasi altro token verso USDC o EURC farebbe scattare il 31,4% sulla plusvalenza, salvo che le cessioni dell’anno restino entro i 305 €. L’imposta andrebbe dichiarata nella dichiarazione della primavera 2028, sui redditi 2027, ed è in quella stessa dichiarazione che si sceglie il metodo transitorio per le posizioni più vecchie.
Gli swap tra due token che non sono EMT resterebbero esenti fino alla vendita contro euro. Questo apre una scappatoia evidente: in teoria un trader potrebbe incassare i profitti in un asset-referenced token o in una stablecoin non autorizzata. Se USDT offra questa strada è proprio la questione aperta descritta sopra.
Chainalysis ha messo in guardia sugli effetti nei comportamenti. François Volpoet, direttore per la Francia della società, ha detto a CoinDesk che una parte degli utenti francesi si sposterebbe su piattaforme che il fisco non vede, come exchange extra-UE o la DeFi, secondo il resoconto dell’intervista fatto da Journal du Coin. Una scommessa destinata a diventare più difficile: con la direttiva europea DAC8 le piattaforme raccolgono i dati dei clienti dal 1° gennaio 2026 e le autorità fiscali dell’UE faranno il primo scambio di dati fiscali sulle crypto entro il 30 settembre 2027. DAC8 vale anche per l’Italia.
Per il 2026 non cambia nulla. Gli swap di quest’anno mantengono il trattamento attuale, e la soglia di 305 € e l’aliquota del 31,4% non sono state toccate dai voti di venerdì. Coindaro non fornisce consulenza fiscale: chi ha un portafoglio rilevante esposto a questa modifica dovrà sentire un consulente fiscale quando il testo definitivo sarà noto.
Tassazione stablecoin in Italia: lo swap in e-money token è già tassato, al 33%
Gli autori francesi citano l’Italia, e il paragone regge per gli EMT. In base all’articolo 67, comma 1, lettera c-sexies, del TUIR, la permuta tra cripto-attività «aventi eguali caratteristiche e funzioni» non è fiscalmente rilevante. La Circolare 30/E dell’Agenzia delle Entrate del 27 ottobre 2023 ha chiarito che lo swap da una cripto-attività a un e-money token è invece tassabile, perché il token dà un diritto al rimborso alla pari in una valuta legale. Lo swap verso un asset-referenced token non lo è, secondo Agenda Digitale. In altre parole, quello che Parigi ha appena votato in prima lettura in Italia si applica già da tre anni.
Le aliquote italiane sono più alte. Le plusvalenze crypto sono tassate al 33% dal 1° gennaio 2026, contro il 26% di prima, e la vecchia franchigia di 2.000 € è stata abolita dalla legge di bilancio 2025 (L. 207/2024). La legge di bilancio 2026 (L. 199/2025, art. 1, comma 28) ha mantenuto il 26% per gli EMT denominati in euro, ma solo quando è il token in euro a essere ceduto. Uno swap da BTC a EURC è quindi tassato al 33%; convertire euro in un EMT in euro e chiederne il rimborso alla pari non sono eventi imponibili.
Sullo stesso esempio di prima, sempre a puro titolo illustrativo e non come consulenza fiscale: la plusvalenza di 40.000 € realizzata passando da un bitcoin a 70.000 EURC costerebbe in Francia 12.560 € al 31,4%, se l’emendamento sopravvive; un contribuente italiano che fa lo stesso swap nel 2026 la paga al 33%, cioè 13.200 €. Il calcolo non tiene conto di commissioni, minusvalenze compensabili né di altre situazioni personali.
| Francia (se l’emendamento sopravvive) | Italia (regole in vigore) | |
|---|---|---|
| Swap da crypto a EMT (USDC, EURC) | Tassato dal 1° gennaio 2027 | Già tassato (Circolare 30/E/2023) |
| Swap tra crypto (es. BTC in ETH) | Non tassato fino alla vendita in euro | Non tassato se «eguali caratteristiche e funzioni» |
| Aliquota sulle plusvalenze crypto | 31,4% (12,8% + 18,6%) | 33% dal 2026 (L. 207/2024) |
| Cessione di EMT in euro | 31,4% | 26% (L. 199/2025, c. 28) |
| Franchigia annua | 305 € di cessioni | Abolita (prima 2.000 €) |
| Status di USDT | Incerto | Incerto, chiarimenti MEF attesi |
L’Italia condivide anche il problema USDT della Francia. Il ministero dell’Economia (MEF), rispondendo a un’interrogazione parlamentare il 12 marzo 2025, ha detto che erano in preparazione indicazioni sugli swap verso stablecoin che non sono EMT. Finora non ne risultano pubblicate. Se l’emendamento francese sopravvive, la Francia si avvicinerebbe al modello italiano, con un’aliquota di riferimento più bassa (31,4% contro 33%) e con in più un costo medio ponderato per singolo attivo. La Germania sta all’estremo opposto: lì le plusvalenze sulle crypto detenute per oltre un anno sono esenti, ha ricordato Journal du Coin il 14 ottobre. Consob e OAM qui non c’entrano: è una questione puramente fiscale.

La tassa francese sulle stablecoin in cifre
| Voce | Valore | Fonte |
|---|---|---|
| Emendamento | I-3898, legge di bilancio 2027 (n° 3210), dopo l’articolo 4 | Assemblée nationale |
| Depositato / adottato | 10 ott 2026 / 16 ott 2026, 15:42 a Parigi (13:42 UTC) | Assemblée nationale |
| Autori | Nicolas Sansu e 16 deputati GDR | Assemblée nationale |
| Voto | 38 sì, 37 no, 25 astenuti (100 votanti, 75 voti espressi) | Assemblée nationale, scrutin n° 8836 |
| Parere del governo | Contrario (David Amiel) | Journal du Coin, 17 ott |
| Versione in commissione | I-CF1826, adottato il 7 ott 2026 | Journal du Coin, Cryptoast, 8 ott |
| Decorrenza | Cessioni e scambi dal 1° gen 2027 | Testo dell’emendamento |
| Aliquota francese | 31,4% (12,8% imposta sul reddito + 18,6% contributi sociali) | Moneyvox |
| Esenzione annua | 305 € di cessioni, invariata | CGI art. 150 VH bis |
| Italia | 33% dal 1° gen 2026; 26% mantenuto per gli EMT in euro | L. 207/2024; L. 199/2025 |
Cosa può ancora fermarla: il voto sulla prima parte, il Senato e il 49.3
La discussione sulla parte entrate del bilancio, aperta il 12 ottobre, doveva chiudersi lunedì 19 ottobre, con il voto solenne su questa prima parte martedì 20 ottobre, secondo il calendario fissato dalla Conferenza dei presidenti dell’Assemblea. Non si è conclusa. Quando i deputati si sono fermati a mezzanotte di lunedì, restavano in coda poco più di 2.600 emendamenti sulla sola parte entrate, secondo LCP, il canale dell’Assemblea stessa. Ora l’Assemblea affronta per prima la legge di finanziamento della sicurezza sociale: per l’articolo 47-1 della Costituzione ha 20 giorni per pronunciarsi su quel testo in prima lettura, e il termine scade martedì 27 ottobre, ha spiegato LCP. La discussione sul bilancio dovrebbe riprendere il 27 ottobre, ha riferito LCP martedì, e il voto sulla prima parte potrà arrivare solo dopo l’esame degli emendamenti rimasti. Una data non è stata confermata.
Se i deputati respingono la prima parte, il testo passa al Senato senza gli emendamenti adottati finora, tassa sulle stablecoin compresa. Senza una maggioranza in aula, LCP giudica la bocciatura più che probabile. È già successo con il bilancio 2025: i deputati ne hanno respinto la parte entrate con 362 voti contro 192 il 12 novembre 2024, ha riferito LCP all’epoca. I 40 giorni che l’articolo 47 concede all’Assemblea per l’intero testo in prima lettura scadono il 17 novembre.
Il Senato può poi cancellare o riscrivere la misura. Una commissione mista paritetica di sette deputati e sette senatori (commission mixte paritaire) cerca un testo comune, prima delle letture finali. Per l’articolo 47 della Costituzione il Parlamento ha 70 giorni per esaminare una legge di bilancio.
Su tutto pesa l’articolo 49.3. Consente al governo di far passare il bilancio senza voto e di scegliere quali emendamenti restano nel testo su cui impegna la propria responsabilità. I bilanci 2025 e 2026 sono passati entrambi così, ha osservato Clubic. Con i ministri dichiaratamente contrari a questo emendamento, eliminarlo sarebbe una scelta facile. Il Consiglio costituzionale esamina infine la legge prima della promulgazione, di solito a fine dicembre.
Ancora da chiarire
- Quando si terrà il voto rinviato sulla prima parte e se passerà, lasciando I-3898 nel testo.
- Se USDT e le altre stablecoin non autorizzate legate a una sola valuta contano come EMT per il fisco francese (e, per gli swap, per quello italiano).
- Quanto gettito porterebbe la misura: gli autori non danno stime e non è stata pubblicata alcuna valutazione ufficiale.
- Se il governo userà il 49.3 e se, in quel caso, terrà questo emendamento.
La prossima data da seguire è martedì 27 ottobre, quando l’Assemblea dovrebbe tornare al bilancio; il voto sulla prima parte arriva dopo gli emendamenti rimasti. Se la prima parte passa con dentro I-3898, il Senato prende in mano il testo dopo il voto dell’Assemblea sull’intero testo o, in mancanza, allo scadere dei suoi 40 giorni il 17 novembre.
