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Poloniex, il gestore condannato in contumacia a pagare 9 milioni al trust di Prime Trust. La causa contro Justin Sun continua

Poloniex: il gestore Polo Digital Assets deve 9,08 milioni di dollari al trust di Prime Trust, in contumacia. Nessun accertamento contro Justin Sun.

15 min di lettura

Illustrazione di un martelletto, di una banca, di pile di monete, di una stretta di mano e di un segnale di pericolo
Indice
  1. Il gestore di Poloniex perde in contumacia dopo aver ignorato una causa da 9 milioni
  2. Cosa dice la sentenza su Justin Sun: nessun accertamento contro di lui
  3. La tesi del trust: 9,08 milioni di dollari pagati negli ultimi 90 giorni di Prime Trust
    1. Un’interruzione dei rapporti arrivata dopo la causa della SEC contro Sun
  4. Prime Trust, storia di un fallimento crypto: come sono spariti i soldi dei clienti
  5. Il fronte Justin Sun: giurisdizione confermata e discovery riaperta
  6. Poloniex e Justin Sun (Tron): un dossier giudiziario che si allarga
  7. Riscuotere da una società delle Seychelles potrebbe essere la parte più difficile
  8. Azione revocatoria e sentenza in contumacia: cosa significano
  9. Fallimento di un custode crypto: cosa cambia per chi usa un exchange in Italia
  10. Le prossime tappe della causa PCT Litigation Trust contro Sun

Un giudice fallimentare statunitense ha condannato Polo Digital Assets Ltd, la società che gestisce l’exchange Poloniex, a pagare 9.084.253,77 dollari al trust che porta avanti le azioni legali di Prime Trust. La giudice J. Kate Stickles, del tribunale fallimentare del Delaware, ha firmato blockchain that runs exactly as written when it is called, holding and moving funds according to its code, without an intermediary able to change the outcome.">smart contract holding reserves of two or more tokens, supplied by users, that a decentralized exchange uses to execute trades automatically at a price set by a formula.">pool diverge, compared with simply holding the same tokens in a wallet. It becomes permanent when the provider withdraws.">il 15 ottobre 2026 una sentenza in contumacia (default judgment, nel diritto americano), perché Polo non ha mai risposto alla causa. Secondo l’attore, il PCT Litigation Trust, quel denaro è uscito da Prime Trust nei 90 giorni precedenti la domanda di fallimento presentata dal custode crypto nell’agosto 2023.

La decisione riguarda soltanto Polo. Il provvedimento precisa in modo esplicito che non costituisce alcun accertamento nei confronti di Justin Sun, il fondatore di TRON, che secondo l’atto di citazione possiede o controlla Polo ed è il secondo convenuto nella stessa causa. Le accuse contro di lui restano accuse. Due giorni prima della sentenza il tribunale aveva aperto la discovery sul merito, cioè la fase in cui le parti si scambiano le prove sulla sostanza della causa.

Alle 07:00 UTC del 17 ottobre né Poloniex né Sun avevano commentato pubblicamente la sentenza, e nemmeno l’articolo pubblicato il 16 ottobre dalla testata crypto Protos riportava loro dichiarazioni. Il trust non ha rilasciato commenti pubblici.

Il gestore di Poloniex perde in contumacia dopo aver ignorato una causa da 9 milioni

Negli Stati Uniti la sentenza in contumacia è quella che il giudice pronuncia quando il convenuto resta in silenzio. La cancelleria aveva già annotato la contumacia di Polo (entry of default); il trust ha poi chiesto alla giudice di trasformarla in una condanna al pagamento, in base alle norme federali sulle parti contumaci, la Rule 55 della procedura civile applicata ai fallimenti tramite la Rule 7055. Il provvedimento rileva che Polo non ha provveduto «a rispondere o a replicare in altro modo alla citazione entro il termine applicabile».

L’importo è di 9.084.253,77 dollari, più i costi successivi alla sentenza ai sensi del 28 U.S.C. § 1961, come recita il provvedimento. La cifra è leggermente superiore ai 9.083.903,77 dollari che secondo il trust sono stati trasferiti, e il provvedimento non spiega la differenza di 350 dollari. La sentenza ha efficacia immediata e autorizza il trust a compiere tutti gli atti necessari per farla eseguire.

Secondo l’atto di citazione, Polo è costituita secondo le leggi della Repubblica delle Seychelles e opera da lì. Il dettaglio conta per i prossimi passi, perché una sentenza americana non si riscuote da sola all’estero.

Cosa dice la sentenza su Justin Sun: nessun accertamento contro di lui

Il paragrafo 4 del provvedimento è una clausola di salvaguardia scritta per Sun. La sentenza, le accuse della citazione considerate ammesse da Polo e la somma liquidata non costituiscono un accertamento né un’ammissione di alcun fatto, responsabilità o danno nei suoi confronti. Non hanno efficacia preclusiva né vincolante verso di lui, in questa causa o in qualsiasi altra. Non possono essere usate come prova contro di lui e non pregiudicano la sua difesa.

Lo stesso paragrafo lascia però aperte le opzioni del trust, che potrà ancora sostenere che Sun risponda di quanto fatto da Polo. Il provvedimento riassume l’equilibrio in una frase: «Tutti i rispettivi diritti, pretese ed eccezioni delle parti sono integralmente riservati e preservati».

In pratica, il tribunale ha condannato Polo perché non ha contestato la domanda, senza esaminare prove sul merito. Se Sun debba personalmente qualcosa non è stato deciso. Nessun tribunale lo ha ritenuto responsabile, e lui contesta la causa.

Per chi conosce il processo civile italiano c’è una differenza da tenere presente. Da noi la contumacia del convenuto non equivale ad ammettere i fatti: l’attore deve comunque provarli. Nel sistema americano, invece, chi non si difende viene trattato come se avesse ammesso le accuse ben formulate della citazione. È per questo che la giudice ha potuto liquidare la somma contro Polo senza un processo, e per lo stesso motivo il provvedimento si preoccupa di tenere Sun fuori da quell’ammissione.

La tesi del trust: 9,08 milioni di dollari pagati negli ultimi 90 giorni di Prime Trust

L’atto di citazione, depositato il 12 agosto 2025, è una preference action fondata sulle sezioni 547 e 550 del Bankruptcy Code statunitense: un’azione per recuperare pagamenti preferenziali, lo strumento americano più vicino alla nostra azione revocatoria fallimentare. Quanto segue sono le accuse del trust. Con la contumacia, Polo è trattata come se le avesse ammesse; Sun no, e non le ha ammesse.

Secondo il trust, Prime Trust LLC ha trasferito 9.083.903,77 dollari a Sun e a Polo, o a loro beneficio, tra il 16 maggio 2023 e la domanda di fallimento del 14 agosto 2023. Il denaro proveniva da un conto omnibus presso BMO Harris Bank nel quale, sostiene il trust, Prime mescolava la liquidità in valuta fiat di molti clienti. Di quel totale, 1.186.475,37 dollari erano legati a un accordo di escrow, cioè di deposito a garanzia, collegato all’acquisto di Poloniex da parte di Polo nel 2019. Nella motivazione del 30 settembre il tribunale scrive che questa somma è finita su un conto bancario di Augustech LLC, descritta come un’altra società affiliata a Sun che fornisce servizi di supporto a Poloniex. I restanti 7.897.428,40 dollari, legati agli accordi di custodia, non richiedevano un modulo di autorizzazione all’esborso, secondo la stessa motivazione.

In base alla sezione 502(d), il trust chiede anche al tribunale di respingere qualsiasi credito che Sun o Polo potessero insinuare nel fallimento finché il denaro non sarà restituito. Sostiene che nessuno dei due abbia fornito a Prime «nuovo valore» (new value) dopo i pagamenti, un’eccezione che nel diritto americano può ridurre la pretesa.

Un’interruzione dei rapporti arrivata dopo la causa della SEC contro Sun

Prime e i due convenuti erano legati dall’ottobre 2019, quando Prime aveva firmato contratti di custodia con Sun e con Polo, oltre a un accordo di escrow con Polo. I contratti sceglievano la legge del Nevada e l’arbitrato in Nevada.

Nel marzo 2023 la SEC aveva citato Sun davanti al tribunale federale di New York, accusandolo di offerta e vendita di titoli non registrati, di trading manipolativo e di promozione illecita (touting). Secondo la citazione, Prime decise allora di chiudere il rapporto con Sun e con le sue società, con effetto dal 16 maggio 2023. Il trust sostiene che i pagamenti successivi a quella data non rientrassero nella normale attività, ma fossero denaro che usciva da una società insolvente mentre gli altri clienti restavano in attesa. Afferma che ogni trasferimento è stato disposto dai convenuti, con autorizzazioni di esborso firmate oppure, secondo i log delle API, da una persona che usava un indirizzo e-mail tron.network per conto di Sun e Polo.

La causa della SEC si è chiusa nel marzo 2026 senza alcun accertamento contro Sun. Rainberry, la società che sviluppa BitTorrent, ha accettato di pagare una sanzione civile di 10 milioni di dollari senza ammettere né negare le accuse, ha riportato The Block il 5 marzo. Sun aveva dichiarato che la SEC «ha chiesto l’archiviazione di tutte le accuse nei miei confronti».

VoceCifraFonte
Sentenza in contumacia contro Polo Digital Assets9.084.253,77 dollari più i costi successivi alla sentenzaProvvedimento, 15 ott. 2026
Trasferimenti contestati (16 maggio–14 agosto 2023)9.083.903,77 dollariCitazione, 12 ago. 2025
di cui legati all’escrow (verso Augustech LLC)1.186.475,37 dollariCitazione; motivazione, 30 set. 2026
Resto7.897.428,40 dollariMotivazione, 30 set. 2026
Attivo di Prime alla domanda di fallimentocirca 44,17 milioni di dollariCitazione
Passivo di Prime alla domanda di fallimentocirca 179,35 milioni di dollariCitazione
Ammanco in fiat dopo gli acquisti di ETH sostitutiviquasi 82 milioni di dollariCitazione
Fiat dovuta ai clienti e liquidità detenuta, giugno 202385,67 milioni dovuti, 2,90 milioni detenutiNevada FID, giugno 2023

Prime Trust, storia di un fallimento crypto: come sono spariti i soldi dei clienti

Prime Trust era stata fondata nel 2016 e operava come trust company autorizzata dallo Stato del Nevada. Custodiva criptovalute e dollari per conto di altre aziende crypto e, secondo la citazione, offriva loro l’accesso al sistema bancario americano, risparmiando a molte di esse il costo di ottenere le licenze statali di money transmitter.

Secondo la citazione, il buco risale al dicembre 2021. Prime scoprì di non riuscire più ad accedere a un wallet multifirma, il «wallet 98f», che conteneva oltre 11.000 ETH depositati da un solo cliente. Per soddisfare le richieste di prelievo di quel cliente, comprò ETH sostitutivi sul mercato con la liquidità fiat dei conti omnibus dei clienti. Poi, sempre secondo la citazione, che richiama testimonianze giurate di alcuni dirigenti, registrò bonifici fittizi nella contabilità interna per nascondere l’ammanco. Il trust sostiene che ne sia derivato un buco di quasi 82 milioni di dollari in quei conti.

Illustrazione di un caveau aperto con banconote, un diamante e una lente d'ingrandimento
Secondo il trust, Prime Trust ha usato i dollari comuni dei clienti per ricomprare ETH irraggiungibili, lasciando un ammanco di quasi 82 milioni.

Il 21 giugno 2023 la Financial Institutions Division del Nevada, l’autorità bancaria dello Stato, emise un ordine di cessazione dell’attività e pochi giorni dopo chiese a un tribunale di sottoporre Prime ad amministrazione giudiziaria, affermando che la società doveva ai clienti 85,67 milioni di dollari in valuta fiat a fronte di 2,90 milioni detenuti. Un amministratore giudiziario (receiver) fu nominato il 14 luglio, e il 14 agosto 2023 Prime presentò in Delaware domanda di Chapter 11, la procedura americana di riorganizzazione. A quella data, sostiene il trust, Prime aveva circa 44,17 milioni di dollari di attivo e 179,35 milioni di passivo.

Il 18 luglio 2025 la giudice Stickles ha stabilito che la valuta fiat e le criptovalute detenute da Prime appartengono alla massa fallimentare, perché la società le aveva «irrimediabilmente mescolate». I clienti sono quindi creditori chirografari, non proprietari di monete specifiche. «La maggior parte dei clienti di Prime ha subito perdite e non ha ancora ricevuto nulla delle cripto o della valuta fiat che le spettano», ha scritto il trust nella citazione.

Il fronte Justin Sun: giurisdizione confermata e discovery riaperta

Sun si è opposto alla causa fin dall’inizio. Il 21 gennaio 2026 ha chiesto al tribunale di respingerla (motion to dismiss), sostenendo tra l’altro che non avesse giurisdizione sulla sua persona (personal jurisdiction). Secondo la sintesi del tribunale, ha affermato di vivere a Hong Kong, di non avere domicilio, residenza, sede d’affari o immobili negli Stati Uniti e che i suoi contatti con il Paese non dipendevano da lui. Il 30 marzo il tribunale ha sospeso la discovery sul merito in attesa della decisione, consentendo soltanto un’istruttoria limitata sulla giurisdizione.

Il 30 settembre la giudice Stickles ha respinto l’eccezione di difetto di giurisdizione. «Il tribunale ha giurisdizione personale su Sun in questo procedimento», si legge nella motivazione. La giudice ha richiamato il contratto di custodia firmato da Sun con una trust company del Nevada, regolato dalla legge del Nevada, e il suo uso di conti bancari statunitensi. Citando documenti depositati dal trust, la motivazione afferma che Sun ha preso atto personalmente della chiusura del rapporto e ha chiesto a Prime di inviare oltre 1 milione di dollari su un conto bancario negli Stati Uniti, e che ha incontrato negli USA l’amministratore delegato e il chief trust officer di Prime per discutere «le sinergie tra Tron e Prime Trust». Questi elementi rispondono a una sola domanda: se un tribunale americano possa giudicare la causa contro di lui.

«I contatti sono stati una scelta di Sun e dimostrano che ha deliberatamente cercato rapporti oltre il luogo in cui vive», ha scritto la giudice. La motivazione si appoggia a una decisione del 2025 del tribunale fallimentare di New York nelle cause revocatorie avviate contro i clienti di Celsius.

Il provvedimento ha respinto la richiesta di Sun «esclusivamente sulla base della Rule 12(b)(2)», cioè il motivo legato alla giurisdizione. Non si è pronunciato sulla fondatezza delle domande del trust contro di lui, e non risulta pubblicata alcuna decisione successiva sugli altri motivi. Dopo un’udienza del 5 ottobre sullo stato della causa, il 13 ottobre il tribunale ha revocato la sospensione della discovery sul merito. Ora entrambe le parti possono chiedere documenti e testimonianze sulla sostanza della domanda. Nessuna data è stata fissata per il processo.

Poloniex e Justin Sun (Tron): un dossier giudiziario che si allarga

Poloniex è un exchange centralizzato che una cordata guidata da Sun ha acquistato da Circle alla fine del 2019: è l’operazione da cui nasce l’accordo di escrow di questa causa. Polo Digital Assets, registrata alle Seychelles, è la società che lo gestisce. Sun è noto soprattutto come fondatore della blockchain TRON.

L’exchange ha alle spalle una storia con autorità di vigilanza e hacker. Il 9 agosto 2021 Poloniex LLC, controllata di Circle che aveva gestito la piattaforma fino alla vendita, ha accettato di pagare 10,39 milioni di dollari per chiudere le accuse della SEC di aver gestito un exchange non registrato da luglio 2017 a novembre 2019, senza ammettere né negare gli addebiti. Il 10 novembre 2023 alcuni hacker hanno svuotato gli hot wallet di Poloniex: le società di sicurezza hanno stimato perdite tra circa 114 e 130 milioni di dollari, e Sun ha dichiarato che l’exchange avrebbe rimborsato integralmente i fondi coinvolti.

Il trust di Prime non è l’unico veicolo nato da un fallimento a inseguire le società di Sun. Il FTX Recovery Trust ha citato in giudizio Sun, HTX e Poloniex nel novembre 2024 per circa 27,5 milioni di dollari di fondi di Alameda Research, di cui circa 5,5 milioni detenuti su un conto Poloniex, secondo Protos. La prima citazione è stata respinta dopo un’udienza dell’8 dicembre 2025, e il 7 gennaio 2026 il trust di FTX ha chiesto l’autorizzazione a depositarne una versione modificata. Anche queste sono accuse non provate.

Illustrazione di un documento legale, di una torre di uffici, di una bilancia della giustizia e di candele giapponesi
Polo Digital Assets, la società che gestisce Poloniex, non ha mai risposto alla causa revocatoria del trust di Prime Trust.

Riscuotere da una società delle Seychelles potrebbe essere la parte più difficile

Il trust di Prime ha ora in mano una sentenza da 9,08 milioni di dollari contro una società con sede alle Seychelles. Al 17 ottobre non era stato segnalato alcun atto esecutivo contro Polo, e il provvedimento non dice nulla su dove si trovino i suoi beni.

C’è un’ulteriore complicazione. Nella sua istanza del gennaio 2026, il FTX Recovery Trust ha sostenuto che Polo Digital Assets sia stata «cancellata dal registro delle Seychelles nel gennaio 2022», ha riportato Protos. Coindaro non è riuscita a verificare questa affermazione. Se fosse esatta, il riconoscimento e l’esecuzione della sentenza americana in quel Paese potrebbero risultare più complicati.

È anche per questo che la causa contro Sun conta per i creditori di Prime. La sentenza lascia il trust libero di sostenere che Sun debba rispondere della condotta di Polo. Se questa tesi reggerà lo deciderà il giudice, sulla base delle prove che si stanno raccogliendo ora.

Azione revocatoria e sentenza in contumacia: cosa significano

La preference action, che negli Stati Uniti si chiama spesso clawback, permette a una società fallita di recuperare i pagamenti fatti ai creditori poco prima del dissesto. Il periodo sospetto è di 90 giorni, o di un anno per gli insider. La procedura deve dimostrare, tra le altre cose, che la società era insolvente e che il creditore ha ricevuto più di quanto avrebbe ottenuto in una liquidazione. L’idea è che nessun creditore possa saltare la fila all’ultimo momento mentre tutti gli altri aspettano. Le procedure di prestatori crypto falliti come Celsius hanno usato lo stesso strumento contro i clienti che avevano prelevato prima del crollo.

In Italia lo strumento corrispondente è l’azione revocatoria fallimentare, oggi disciplinata dall’articolo 166 del Codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza. Il curatore della liquidazione giudiziale può far dichiarare inefficaci verso i creditori, per esempio, i pagamenti di debiti scaduti eseguiti nei sei mesi prima della domanda, ma deve provare che chi li ha ricevuti conosceva lo stato di insolvenza. La versione americana non chiede questa prova: contano la data del pagamento e l’insolvenza del debitore, che nei 90 giorni si presume, salvo eccezioni come il «nuovo valore» o i pagamenti nel normale corso degli affari.

Il litigation trust è il veicolo che porta avanti queste cause una volta che il piano fallimentare diventa efficace. Il piano di Prime è stato omologato il 21 dicembre 2023 ed è diventato efficace il 5 gennaio 2024, creando il PCT Litigation Trust, guidato dal trustee David Dunn, a cui sono passate le azioni legali della procedura. Il denaro recuperato va ai creditori. La liquidazione di Prime non ha finora pubblicato alcuna data di riparto né alcuna percentuale di recupero.

La sentenza in contumacia, infine, chiude la domanda solo nei confronti della parte rimasta in silenzio. Non decide nulla sul merito per gli altri convenuti della stessa causa: per questo la difesa di Sun resta intatta.

Fallimento di un custode crypto: cosa cambia per chi usa un exchange in Italia

I clienti di Prime sono diventati creditori ordinari perché, ha stabilito il tribunale, i loro beni stavano in conti comuni, senza una linea tracciabile tra ciò che apparteneva a loro e ciò che apparteneva alla società. È il rischio di lasciare fondi a qualsiasi intermediario, ed è la prima cosa da verificare, come spiega la nostra guida alla scelta di un exchange crypto. Tenere le proprie chiavi, cioè l’autocustodia, elimina questa controparte ma sposta su di sé tutto l’onere della sicurezza.

Nell’Unione europea le regole affrontano ora questo punto in modo diretto. Con MiCA, i prestatori di servizi per le cripto-attività autorizzati devono tenere i beni dei clienti separati dai propri e proteggerli in caso di insolvenza, come illustra la nostra guida al regolamento MiCA. In Italia le autorità competenti per MiCA sono la Consob e la Banca d’Italia; il vecchio registro dei prestatori di servizi in valute virtuali tenuto dall’OAM serviva a fini antiriciclaggio e non era un’autorizzazione con requisiti di tutela dei clienti. Prime Trust, società americana, non ha mai operato con queste regole. Prima di depositare fondi su un exchange, conviene controllare che compaia nel registro dei prestatori autorizzati pubblicato dall’ESMA.

Le prossime tappe della causa PCT Litigation Trust contro Sun

  • Discovery sul merito contro Sun, aperta dal 13 ottobre 2026; nessuna data per il processo.
  • Eventuali iniziative del trust per far eseguire la sentenza da 9,08 milioni di dollari contro Polo, alle Seychelles o altrove.
  • Un’eventuale decisione sugli altri motivi della richiesta di rigetto presentata da Sun, non decisi dal provvedimento del 30 settembre.
  • La richiesta del FTX Recovery Trust di depositare una citazione modificata contro Sun, HTX e Poloniex.

Nessun pagamento ai clienti di Prime è stato annunciato, a più di tre anni dall’intervento delle autorità del Nevada.

Fonti

  1. Judgment by Default, PCT Litigation Trust v. Sun and Polo Digital Assets (Bankr. D. Del., 15 ottobre 2026) storage.courtlistener.com
  2. Opinion and Order on Sun's motion to dismiss (Bankr. D. Del., 30 settembre 2026) deb.uscourts.gov
  3. Complaint, PCT Litigation Trust v. Sun and Polo Digital Assets (12 agosto 2025) storage.courtlistener.com
  4. Order lifting the stay of merits discovery (13 ottobre 2026) storage.courtlistener.com
  5. Protos: Prime Trust wins $9M judgment against Justin Sun-owned Poloniex (16 ottobre 2026) protos.com
  6. Nevada FID: petition to place Prime Trust in receivership (27 giugno 2023) business.nv.gov

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