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Truffe crypto, Trump presenta la stretta: 833 milioni di dollari bloccati, nessun rimborso alle vittime documentato

Truffe crypto: la tavola rotonda di Trump citerà 833 milioni bloccati. Il DOJ ne mostra 938, il divario non è spiegato, nessun rimborso alle vittime.

16 min di lettura

Bandiera astratta accanto a un segnale di pericolo, un megafono e un globo in toni freddi
Indice
  1. Truffe crypto: cosa presenterà la Casa Bianca
  2. 833 o 938 milioni di dollari: due totali e nessuna spiegazione
  3. Fondi bloccati e rimborsi: quanto arriva alle vittime
    1. I 127.271 bitcoin sono un caso a parte
  4. Il quadro dell’evento: un ordine esecutivo e una task force
    1. Xinbi Guarantee: il caso che ha coinvolto Tether
  5. Truffe crypto: cosa ha contato l’FBI per il 2025
  6. Come funziona il pig butchering e come denunciare le truffe online crypto
  7. Cosa cambia per exchange ed emittenti di stablecoin
  8. Lo sfondo politico
  9. Cosa guardare dopo la tavola rotonda

blockchain that runs exactly as written when it is called, holding and moving funds according to its code, without an intermediary able to change the outcome.">smart contract holding reserves of two or more tokens, supplied by users, that a decentralized exchange uses to execute trades automatically at a price set by a formula.">pool diverge, compared with simply holding the same tokens in a wallet. It becomes permanent when the provider withdraws.">Il presidente Donald Trump ospiterà mercoledì 21 ottobre 2026 alla Casa Bianca una tavola rotonda sulla criminalità informatica, con la stretta sulle truffe crypto al centro. Un funzionario della Casa Bianca ha detto a Reuters che Trump metterà in evidenza il sequestro di siti di finti investimenti in crypto gestiti da reti criminali straniere e l’azione contro le truffe basate sull’impersonificazione online. La cifra di punta dell’anteprima è di circa 833 milioni di dollari in crypto bloccati. Nessun dato pubblico mostra che una parte di quel denaro sia stata restituita alle vittime.

Un funzionario della Casa Bianca ha riferito a NewsNation che la tavola rotonda si terrà nel pomeriggio di mercoledì. Non è stato pubblicato alcun orario di inizio, e Trump è atteso lo stesso giorno a un comizio alla Clemson University, in South Carolina, ha scritto NBC News. Quando questo articolo è stato chiuso, alle 16:50 UTC, nessuna testata aveva riportato cosa fosse stato detto nella sala e la Casa Bianca non aveva diffuso alcun comunicato o scheda informativa sull’evento. Quello che segue è il quadro su cui si regge la tavola rotonda, non il racconto dell’incontro. Cosa diranno Trump e i suoi ministri, e se annunceranno qualcosa di nuovo, al momento non si sa.

Secondo Reuters e Bitcoin Magazine sono attesi il segretario alla Sicurezza interna Markwayne Mullin, il direttore dell’FBI Kash Patel, il segretario alla Difesa Pete Hegseth e il ministro della Giustizia Todd Blanche. Reuters cita anche la capa di gabinetto Susie Wiles, il vice capo di gabinetto Stephen Miller e il direttore nazionale per la cybersicurezza Sean Cairncross. Gran parte di ciò che sarà mostrato è già in corso: un ordine esecutivo firmato a marzo, una task force del Dipartimento di Giustizia creata a novembre 2025, sanzioni contro le infrastrutture delle truffe nel Sud-Est asiatico e il più grande procedimento di confisca di crypto mai avviato dal dipartimento.

«Il presidente Trump sta mettendo in campo ogni strumento disponibile per fermare le organizzazioni criminali straniere che sfruttano gli americani nel cyberspazio», ha detto il funzionario della Casa Bianca, in dichiarazioni riportate da iHeartRadio e da NBC News.

Truffe crypto: cosa presenterà la Casa Bianca

L’agenda va oltre le crypto. Secondo iHeartRadio sono in elenco ransomware, phishing, sextortion e frodi finanziarie, con anziani, minori e famiglie a basso reddito indicati come i bersagli più frequenti. La Casa Bianca stima il costo del crimine informatico per famiglie e imprese americane in oltre 50 miliardi di dollari, senza dettagliare la cifra.

Per chi usa le crypto la parte rilevante è la campagna contro i centri di truffa. L’anteprima indica quattro risultati, nell’elenco di iHeartRadio: più di 500 siti fraudolenti di investimento in crypto sequestrati, circa 833 milioni di dollari in crypto bloccati, quasi 9.000 americani individuati e avvisati mentre venivano truffati, e una stima di 562 milioni di dollari di perdite evitate grazie a quegli avvisi. CoinDesk, che cita il funzionario, indica 503 siti e precisa che i sequestri sono avvenuti sotto la Homeland Security Task Force.

Il dato sui siti non è nuovo. Il Dipartimento di Giustizia aveva annunciato il sequestro di 503 siti truffa travestiti da piattaforme di investimento il 23 aprile 2026, insieme a un canale Telegram che reclutava lavoratori per un complesso in Cambogia.

Nell’anteprima mancano due cose: non c’è alcun importo restituito alle vittime e non c’è alcun nuovo obiettivo. Crypto.news ha osservato alle 11:05 UTC che l’amministrazione non aveva fornito un nuovo totale di sequestri né nominato nuove organizzazioni criminali prima dell’evento. Se Trump o i suoi ministri aggiungeranno nuove sanzioni, nuovi sequestri o fondi per le vittime non era noto al momento della chiusura di questo pezzo.

833 o 938 milioni di dollari: due totali e nessuna spiegazione

Il numero dell’anteprima della Casa Bianca è più basso di quello che il Dipartimento di Giustizia pubblica da settimane. La pagina della Scam Center Strike Force su justice.gov, aggiornata il 15 ottobre 2026, riporta che la sua squadra per i sequestri di crypto ha bloccato 938.460.156,82 dollari legati agli schemi dei centri di truffa. Una dichiarazione del deputato Dan Meuser del 9 settembre citava lo stesso totale del dipartimento, circa 938 milioni, dopo l’operazione Xinbi descritta più sotto.

Il totale della Strike Force è salito a gradini. Il 23 aprile 2026 il Dipartimento di Giustizia ha indicato oltre 700 milioni di dollari bloccati e 503 siti truffa sequestrati. A luglio, dopo aver annunciato sequestri per più di 25 milioni in cinque casi di truffe sugli investimenti, i procuratori federali hanno portato il totale sopra gli 800 milioni, ha riferito crypto.news. I blocchi di Xinbi, oltre 52 milioni a settembre, lo hanno portato a circa 938 milioni.

DatoImportoDataChi lo fornisce
Crypto bloccate dalla Scam Center Strike Forceoltre 700 milioni di dollari23 aprile 2026Dipartimento di Giustizia
Blocchi della Strike Force dopo cinque casi a lugliosopra gli 800 milioni di dollariluglio 2026Procuratori federali, via crypto.news
Totale della Strike Force dopo l’operazione Xinbicirca 938 milioni di dollari9 settembre 2026Dipartimento di Giustizia, citato dal deputato Dan Meuser
Totale della Strike Force sulla pagina del DOJ938.460.156,82 dollaripagina aggiornata il 15 ottobre 2026Dipartimento di Giustizia
Crypto bloccate, anteprima dell’eventocirca 833 milioni di dollari21 ottobre 2026Funzionario della Casa Bianca (Homeland Security Task Force)
Siti di finti investimenti in crypto sequestrati50323 aprile 2026, ripetuto il 21 ottobre 2026Dipartimento di Giustizia; funzionario della Casa Bianca via CoinDesk
Americani avvisati di essere truffatiquasi 9.00021 ottobre 2026Funzionario della Casa Bianca, via iHeartRadio
Perdite evitate grazie agli avvisiuna stima di 562 milioni di dollari21 ottobre 2026Casa Bianca, via iHeartRadio

Gli 833 milioni dell’anteprima di mercoledì sono dunque circa 105 milioni sotto una cifra che il Dipartimento di Giustizia ha pubblicato a settembre e che mostra ancora oggi. Né la Casa Bianca né il dipartimento hanno spiegato la differenza. Una lettura possibile è che i due numeri contino cose diverse: l’anteprima attribuisce il dato alla Homeland Security Task Force, mentre i 938 milioni appartengono alla Strike Force guidata dalla Procura del Distretto di Columbia. È un’ipotesi, non un fatto. Finché un documento ufficiale non li riconcilia, la cifra dell’evento va trattata come non confermata.

Fondi bloccati e rimborsi: quanto arriva alle vittime

«Restrained», bloccati, è un termine giuridico dal significato stretto. Le monete sono congelate, di solito con un ordine del giudice notificato a un exchange o all’emittente di una stablecoin, mentre i procuratori cercano di dimostrare che provengono da un reato. Non appartengono ancora allo Stato e non tornano ancora a chi le ha perse.

Per restituire il denaro il dipartimento deve ottenere la confisca in tribunale, poi ricondurre ogni moneta a una vittima identificata e avviare una procedura di rimborso in cui le vittime presentano istanza. Ogni passaggio può richiedere mesi, e i casi più grandi anni. La pagina della Strike Force dice che la sua squadra crypto è «concentrata sul recupero dei fondi rubati e sulla loro restituzione alle vittime», ma non indica né procedura né tempi né l’importo finora restituito. Non abbiamo trovato alcun dato pubblico sul denaro effettivamente restituito alle vittime di truffe nell’ambito di questa campagna.

L’ordine esecutivo di marzo non cambia il quadro. Secondo la scheda informativa della Casa Bianca del 6 marzo 2026, chiede al ministro della Giustizia di raccomandare un Victims Restoration Program che restituisca i fondi sequestrati e confiscati. All’Attorney General erano stati dati 90 giorni, cioè fino a inizio giugno, per inviare la raccomandazione al presidente. Non abbiamo trovato notizie pubbliche né dell’invio né del contenuto. Una raccomandazione non è un programma, e lo stesso ordine precisa di non creare diritti azionabili.

Monete congelate dentro un caveau chiuso accanto a una clessidra e a una bilancia in equilibrio
Le crypto bloccate restano congelate in attesa della confisca, e nessun dato pubblico mostra che siano state restituite alle vittime.

I 127.271 bitcoin sono un caso a parte

Il più grande deposito di crypto legate a truffe in mano agli Stati Uniti non rientra in nessuno dei due totali. Il 14 ottobre 2025 il Dipartimento di Giustizia ha reso pubblico un atto d’accusa nel Distretto Orientale di New York contro Chen Zhi, presidente della cambogiana Prince Holding Group, per frode telematica e associazione per riciclaggio legate a complessi di truffa gestiti con lavoro forzato che praticano il «pig butchering». Con l’atto è arrivata una richiesta di confisca civile per circa 127.271 bitcoin, allora circa 15 miliardi di dollari, definita dal dipartimento «la più grande azione di confisca nella storia del Dipartimento di Giustizia». Le monete sono in custodia negli Stati Uniti.

Non abbiamo trovato alcuna fonte che confermi un ordine definitivo di confisca. Le notizie sul luogo in cui si trova Chen Zhi sono contrastanti: una dice che sarebbe stato arrestato in Cambogia e inviato in Cina a gennaio 2026, un’altra che la Cina lo avrebbe arrestato formalmente a luglio 2026. Le accuse americane sono pendenti. I 127.271 bitcoin non fanno parte dei totali da 833 o 938 milioni di dollari: al momento della richiesta valevano circa 15 miliardi, molte volte l’una o l’altra cifra.

Il quadro dell’evento: un ordine esecutivo e una task force

Trump ha firmato il 6 marzo 2026 l’Executive Order 14390, «Combating Cybercrime, Fraud, and Predatory Schemes Against American Citizens», pubblicato nel Federal Register l’11 marzo. L’ordine dice al ministro della Giustizia di dare priorità ai casi di frode e truffa informatica, crea una cellula operativa nel National Coordination Center, fa addestrare dal Dipartimento della Sicurezza interna la polizia statale e locale e chiede al Dipartimento di Stato di fare pressione sui governi stranieri che ospitano centri di truffa, con sanzioni, restrizioni sui visti e limiti agli aiuti tra gli strumenti. Secondo il testo, le agenzie avevano 60 giorni per rivedere i propri strumenti e 120 giorni per consegnare un piano d’azione. L’ordine si rivolge alle agenzie federali: non impone obblighi diretti a banche, exchange o altre imprese private e cita le società commerciali di cybersicurezza solo come partner a cui ricorrere «se opportuno».

Ad agosto un memorandum presidenziale ha creato un programma in cui aziende americane selezionate possono aiutare le agenzie federali a monitorare e ostacolare i gruppi criminali stranieri, con le attività approvate da funzionari del Dipartimento di Giustizia e della Sicurezza interna, ha riferito crypto.news il 21 ottobre. Bitcoin Magazine lo descrive come un memo del DHS. Non abbiamo letto il memorandum.

La Scam Center Strike Force è precedente all’ordine. È stata lanciata a novembre 2025 da Jeanine Pirro, procuratrice degli Stati Uniti per il Distretto di Columbia, e riunisce FBI, Secret Service, IRS Criminal Investigation, servizio ispettivo postale, DEA e diverse sezioni del Dipartimento di Giustizia, con Dipartimento di Stato, Office of Foreign Assets Control del Tesoro e Commercio come partner. I suoi obiettivi sono i complessi in Birmania, Cambogia e Laos dove persone vittime di tratta sono costrette a gestire truffe sugli investimenti rivolte agli americani.

Xinbi Guarantee: il caso che ha coinvolto Tether

L’azione più recente di rilievo risale al 9 settembre 2026. Il Dipartimento di Giustizia ha sequestrato i canali Telegram di Xinbi Guarantee, un mercato in lingua cinese che vendeva ai centri di truffa siti di finti investimenti, servizi di riciclaggio e di reclutamento, dopo l’autorizzazione di un giudice federale di Washington il 7 settembre. Ha sequestrato anche due wallet con circa 12 milioni di dollari e chiesto il blocco di altri 47, per oltre 52 milioni di dollari bloccati in totale. Il dipartimento ha ringraziato Tether per l’aiuto.

Lo stesso giorno l’OFAC ha designato Xinbi come organizzazione criminale transnazionale di rilievo e ha sanzionato due società collegate: SafeW Technology a Singapore e Anwen Technology in Cambogia, che ha sviluppato XinbiPay, un’app di wallet e pagamenti detta anche NewPay. Il Tesoro ha dichiarato che Xinbi ha movimentato oltre 24 miliardi di dollari dal 2022 circa. Ari Redbord di TRM Labs porta la cifra sopra i 36 miliardi. Le due stime non sono state riconciliate.

Truffe crypto: cosa ha contato l’FBI per il 2025

La dimensione del problema spiega l’evento. Nel 2025 gli americani hanno presentato 1.008.597 denunce all’Internet Crime Complaint Center dell’FBI, circa il 17% in più rispetto alle 859.532 del 2024, secondo il rapporto IC3 2025 sui crimini su internet, dati confermati da The Block. Le perdite dichiarate hanno raggiunto circa 20,9 miliardi di dollari, il 26% in più rispetto ai 16,6 miliardi, ha scritto The Block, e più della metà era legata alle crypto.

Dato FBI IC3 per il 2025Valore
Denunce, tutti i crimini su internet1.008.597 (859.532 nel 2024, circa +17%)
Perdite dichiarate, tutti i crimini su internetcirca 20,9 miliardi di dollari
Denunce legate alle crypto181.565
Perdite legate alle crypto11,37 miliardi di dollari, +22%
Perdite per frodi di investimento in crypto7,2 miliardi di dollari
Perdite in crypto degli over 604,43 miliardi di dollari (44.555 denunce)
Perdite per truffe agli sportelli crypto (ATM)389 milioni di dollari, +58%

Le sole frodi di investimento in crypto sono costate 7,2 miliardi di dollari. È la categoria del pig butchering, in cui i centri di truffa sono specializzati. Gli americani più anziani hanno pagato il prezzo più alto, con 4,43 miliardi persi dagli over 60. Le perdite legate agli sportelli crypto sono salite del 58% a 389 milioni, ha scritto Bitcoin Magazine sulla base dello stesso rapporto, e le truffe di recupero, in cui i truffatori promettono di riavere i soldi persi in cambio di una commissione, sono costate alle vittime 1,4 miliardi.

Rispetto a questi numeri gli 833 o i 938 milioni bloccati sono pochi: ben meno di un decimo delle sole perdite in crypto dichiarate per il 2025, e si tratta soltanto delle perdite che le vittime hanno scelto di denunciare.

Come funziona il pig butchering e come denunciare le truffe online crypto

Il nome viene dal gergo degli stessi truffatori: la vittima viene ingrassata prima della macellazione. Il contatto parte da un messaggio a un numero sbagliato, da un’app di incontri o da un social network. Seguono settimane di messaggi amichevoli prima che si parli di soldi. Poi il nuovo «amico» mostra i guadagni ottenuti con una piattaforma di crypto e aiuta la vittima ad aprirvi un conto.

La piattaforma è falsa, spesso uno dei siti che il governo dice di aver sequestrato. I primi versamenti mostrano guadagni elevati a schermo e qualche piccolo prelievo può perfino funzionare, per costruire fiducia. Quando la vittima versa di più, i prelievi si bloccano e viene chiesta una «tassa» o una «commissione» per sbloccare i fondi. Il denaro era già uscito da tempo, spesso convertito in una stablecoin come USDT e fatto passare per una catena di wallet fino a exchange offshore.

Se succede a voi, il Dipartimento di Giustizia chiede alle vittime dei centri di truffa del Sud-Est asiatico di denunciare su ic3.gov. Contattate subito l’exchange da cui avete inviato il denaro, con gli ID delle transazioni, gli indirizzi di destinazione e le schermate: un blocco è possibile solo finché le monete si trovano ancora in un posto controllato da un’azienda. Mettete in conto una lunga attesa e ignorate chi si offre di recuperare i soldi a pagamento, perché è la truffa di recupero che l’FBI conta a parte. Per chi vive in Italia, il canale pratico è la denuncia alla Polizia Postale e alle forze dell’ordine, mentre la Consob pubblica avvisi e dispone l’oscuramento dei siti abusivi di investimento. Nella nostra guida alle truffe crypto, ai segnali d’allarme e a dove segnalarle trovate i campanelli d’allarme e i canali di segnalazione.

Cosa cambia per exchange ed emittenti di stablecoin

I blocchi che stanno dietro ai totali dipendono da aziende private. La maggior parte dei proventi delle truffe passa da una stablecoin, e un emittente in grado di congelare un indirizzo su richiesta è il freno più rapido a disposizione delle forze dell’ordine. Il Dipartimento di Giustizia ha ringraziato Tether nel caso Xinbi. Il 20 ottobre Coindaro ha scritto che secondo lo staff del Senato Tether ha aspettato nove mesi per congelare 34 wallet legati a Hezbollah, mentre l’azienda sostiene di agire spesso settimane prima dell’annuncio delle sanzioni. La rapidità è il punto di scontro, e conta anche per le vittime di truffe.

Gli exchange sono l’altro punto di strozzatura. Coinbase ha partecipato dal 6 al 9 ottobre a Londra a un’operazione congiunta con il Dipartimento di Giustizia, la National Crime Agency britannica e investigatori privati contro reti di frode dell’Africa occidentale, tracciando transazioni e condividendo informazioni, e l’ha comunicato il 13 ottobre, ha riferito crypto.news.

Lucchetto e lente d’ingrandimento su un globo con una carta di pagamento e una stretta di mano
I blocchi dipendono da emittenti di stablecoin ed exchange come Tether e Coinbase che collaborano con gli investigatori.

Niente di tutto questo crea per ora un nuovo obbligo di legge. L’ordine di marzo vincola le agenzie, non le aziende. Quello che cambia nella pratica è il volume: più richieste di blocco agli emittenti come Tether, l’emittente di USDT, più citazioni a comparire agli exchange e, con il memorandum di agosto, aziende selezionate che lavorano dentro le operazioni federali. Per chi usa un exchange regolamentato l’effetto visibile è qualche domanda in più sull’origine dei fondi e, ogni tanto, un deposito bloccato perché legato a un wallet di truffatori.

Lo sfondo politico

L’evento arriva a circa due settimane dalle elezioni di metà mandato, ha osservato CoinDesk, in un momento in cui gli interessi crypto dello stesso Trump sono sotto tiro. Un’inchiesta di Reuters ha trovato che Trump e i figli hanno aggiunto almeno 2,3 miliardi di dollari al patrimonio di famiglia con iniziative in crypto, mentre gli investitori di quelle iniziative perdevano circa 2,3 miliardi. Reuters ha ricordato anche la grazia concessa da Trump al fondatore di Binance Changpeng Zhao nell’ottobre 2025. La portavoce della Casa Bianca Anna Kelly ha detto a Reuters: «Tutte le azioni del presidente Trump e della sua amministrazione sono prese nel miglior interesse del popolo americano». I democratici al Congresso accusano la famiglia di usare la presidenza per arricchirsi, ha riferito Bitcoin Magazine, un’accusa che la Casa Bianca respinge.

Cosa guardare dopo la tavola rotonda

Quattro domande decideranno se mercoledì sarà qualcosa di più di un riepilogo. L’amministrazione pubblicherà un unico totale ufficiale di fondi bloccati e spiegherà perché differisce dai 938 milioni del Dipartimento di Giustizia? Indicherà nuove organizzazioni criminali, nuove sanzioni o nuovi sequestri? Il Victims Restoration Program raccomandato a marzo diventerà una procedura vera, con una cifra per il denaro restituito? E cosa succederà ai 127.271 bitcoin rivendicati al Prince Group, che farebbero sembrare piccolo ogni altro totale se la confisca andasse a buon fine?

Nessuna di queste risposte era pubblica alle 16:50 UTC. Non lo erano nemmeno una trascrizione, un video o una dichiarazione scritta della tavola rotonda stessa.

Fonti

  1. Reuters: Trump to tout crackdown on overseas crypto scams (21 ottobre 2026, via Internazionale) internazionale.it
  2. Dipartimento di Giustizia USA: Scam Center Strike Force (pagina aggiornata il 15 ottobre 2026) justice.gov
  3. Dipartimento di Giustizia USA: Scam Center Strike Force restrains over $700 million, seizes 503 scam websites (23 aprile 2026) justice.gov
  4. Casa Bianca, scheda informativa: Executive Order contro cybercrimine, frodi e schemi predatori (6 marzo 2026) whitehouse.gov
  5. Dipartimento di Giustizia USA: Chairman of Prince Group indicted, 127,271 BTC forfeiture complaint (14 ottobre 2025) justice.gov
  6. FBI IC3: 2025 Internet Crime Report ic3.gov

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