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Regolamento MiCA: la Francia vuole più piattaforme crypto sotto l’ESMA e regole per staking, DeFi e stablecoin

La Francia chiede che la revisione del MiCA porti più piattaforme crypto sotto l'ESMA, vieti le stablecoin non MiCA e regoli staking, prestiti e DeFi.

15 min di lettura

Bilancia in equilibrio accanto a una bandiera stilizzata, a un documento e a un globo in stile astratto
Indice
  1. Revisione del MiCA: la risposta della Francia in una tabella
  2. Chi finirebbe sotto l’ESMA: allargare il test del CASP «significativo»
  3. Uno sportello europeo per le offerte di token, e meno scorciatoie
  4. Stablecoin: multi-emissione ammessa solo con garanzie
  5. Staking, prestiti e DeFi: le regole che la Francia vuole
  6. Cosa cambierebbe per piattaforme, emittenti e utenti
  7. Cosa succede ora: la relazione sul MiCA del 30 giugno 2027
    1. Il MiCA in breve

Le autorità finanziarie francesi vogliono che l’Autorità europea degli strumenti finanziari e dei mercati (ESMA) vigili direttamente su più società crypto, e chiedono regole più chiare per lo staking, per i prestiti in crypto e per le stablecoin emesse sia dentro sia fuori dall’Unione europea. Tesoro francese, Autorité des marchés financiers (AMF), Banque de France e ACPR, blockchain that runs exactly as written when it is called, holding and moving funds according to its code, without an intermediary able to change the outcome.">smart contract holding reserves of two or more tokens, supplied by users, that a decentralized exchange uses to execute trades automatically at a price set by a formula.">pool diverge, compared with simply holding the same tokens in a wallet. It becomes permanent when the provider withdraws.">il supervisore prudenziale, hanno pubblicato questa settimana la loro risposta congiunta alla consultazione della Commissione europea sulla revisione del MiCA: la pagina del Tesoro porta la data del 20 ottobre 2026, il comunicato dell’AMF quella del 21 ottobre. La risposta completa è lunga 73 pagine.

La richiesta più visibile è un ruolo più forte dell’ESMA sui fornitori di servizi per le cripto-attività (CASP) «significativi» e sui conglomerati crypto. Il testo integrale va però oltre il comunicato stampa. Chiede di ridisegnare il test di significatività, in modo che a superarlo siano più di una manciata di società, uno sportello europeo unico per le offerte di token, limiti più stretti per le piattaforme extra-UE che sostengono di essere state cercate spontaneamente dai clienti europei, e il divieto per le piattaforme autorizzate nell’UE di servire stablecoin non conformi al MiCA.

Niente di tutto questo è legge. È la risposta di un solo Stato membro a una consultazione che la Commissione ha tenuto dal 20 maggio al 30 settembre 2026, secondo il Tesoro francese. In base all’articolo 140 del MiCA, la Commissione deve presentare a Parlamento e Consiglio una relazione completa sul regolamento entro il 30 giugno 2027, e la relazione può essere accompagnata da una proposta legislativa. Per ora nessuna proposta è stata presentata e la Commissione non ha pubblicato una sintesi delle risposte ricevute.

Revisione del MiCA: la risposta della Francia in una tabella

Le autorità francesi hanno valutato e commentato decine di domande. Questi sono i punti che pesano di più per piattaforme di scambio, emittenti di stablecoin e utenti, con lo stato attuale del testo.

TemaMiCA oggiCosa propongono le autorità francesi
Vigilanza ESMA sulle piattaformeUn CASP è «significativo» da 15 milioni di utenti attivi medi nell’UEAbbassare «nettamente» quella soglia e aggiungere criteri come le attività in custodia e la complessità del gruppo
Conglomerati cryptoNessun supervisore crypto a livello di gruppoL’ESMA vigila sulle loro attività crypto, con un organismo che riunisce le autorità nazionali interessate
Offerte di token (white paper)Notifica a un’autorità nazionale, senza approvazione, poi passaportoSportello unico presso l’ESMA, con i poteri di enforcement trasferiti all’ESMA
Reverse solicitationAmmessa, inquadrata dagli orientamenti dell’ESMATest chiari: pubblicità, sponsorizzazioni e influencer contano come sollecitazione; periodo di attesa dopo la promozione
Stablecoin non conformiOrientamenti dell’ESMA sui token non MiCADivieto esplicito per i CASP autorizzati nell’UE di servirle
Stablecoin multi-emesseNon affrontate in modo chiaroAmmesse solo con verifiche di equivalenza, cooperazione tra supervisori e garanzie su riserve e rimborsi
Interessi sulle stablecoinGli emittenti non possono pagare interessiMantenere il divieto per l’emittente; regolare, anziché vietare, le ricompense pagate da piattaforme e altri terzi
Staking, prestiti, DeFiStaking e prestiti non regolati in modo specificoRegole mirate su informativa, rischio di perdita e garanzie; certificazione dei protocolli e due diligence dei CASP per la DeFi

Chi finirebbe sotto l’ESMA: allargare il test del CASP «significativo»

Ai sensi dell’articolo 85 del MiCA, un fornitore di servizi per le cripto-attività è considerato significativo quando ha in media 15 milioni di utenti attivi nell’UE nell’arco di un anno solare. Quello status comporta un coordinamento più stretto con l’ESMA, ma la vigilanza quotidiana resta all’autorità nazionale che ha autorizzato la società.

All’inizio di dicembre 2025 la Commissione ha presentato il pacchetto sull’integrazione e la vigilanza dei mercati, noto come MISP, che l’ESMA ha accolto con favore il 4 dicembre e che sposterebbe all’ESMA la vigilanza diretta su alcuni fornitori di servizi per le cripto-attività. Il pacchetto è ancora in negoziato. La risposta francese sostiene che, qualunque sia l’esito di quelle trattative, i criteri di significatività contenuti nel MiCA vanno riscritti «per evitare che solo uno o due CASP finiscano sotto la vigilanza europea dell’ESMA».

La soglia dei 15 milioni, secondo Parigi, «dovrebbe essere ridotta nettamente». Non viene indicata una nuova cifra. Le autorità elencano invece altri criteri da esplorare: il valore delle cripto-attività in custodia, la complessità della struttura del gruppo, il fatto che la società gestisca o meno una piattaforma di negoziazione, i modelli di business rischiosi, l’esternalizzazione di funzioni chiave e lo storico di vigilanza. Aggiungono che serviranno nuove segnalazioni anche solo per capire quali società superano la linea. I CASP significativi dovrebbero inoltre detenere capitale sul modello delle imprese di investimento: la risposta suggerisce di applicare loro il regime prudenziale delle imprese di investimento di classe 2 previsto dall’IFR, o regole simili, al posto di quello più leggero del MiCA.

Ai grandi gruppi è dedicata una sezione a parte. Alcuni gruppi crypto internazionali gestiscono piattaforma di negoziazione, custodia, servizi di cambio ed emissione di stablecoin attraverso più entità giuridiche e più Paesi, osserva il testo. Per questi conglomerati crypto la Francia vuole che sia l’ESMA a vigilare sulle attività crypto, «come sostenuto dalle autorità francesi nei negoziati sulla proposta MISP», insieme a un organismo delle autorità nazionali interessate che abbia una visione consolidata del gruppo. La risposta non fa il nome di nessuna società.

Due richieste minori riguardano le banche e il carico di lavoro della stessa AMF. Le banche e le imprese di investimento che hanno già una licenza possono offrire la custodia di cripto-attività con una semplice notifica, che le autorità francesi definiscono un mero controllo di completezza. Trovano «meno logico» che queste società offrano la custodia senza i controlli richiesti dall’autorizzazione come CASP, compresi quelli informatici. E i termini che le autorità nazionali hanno per valutare le domande dei CASP sono «difficili da rispettare», perciò la Francia ne chiede la modifica.

Lente d'ingrandimento su palazzi di uffici e persone accanto a un bersaglio e a degli ingranaggi
La Francia vuole che il test di significatività dell'ESMA colga più di una o due società crypto.

Uno sportello europeo per le offerte di token, e meno scorciatoie

Il capo del MiCA dedicato alle offerte di token (titolo II, che esclude le stablecoin) consente a un emittente di notificare un white paper a una sola autorità nazionale e poi di utilizzare il passaporto in tutta l’Unione, senza approvazione preventiva. Le autorità francesi scrivono che «il modello di notifica ex ante senza approvazione è la sua disposizione più debole». La soluzione che propongono è quella già sostenuta da Parigi insieme alla Consob italiana e all’FMA austriaca in un documento di posizione congiunto del settembre 2025: uno sportello unico europeo gestito dall’ESMA per presentare e seguire le offerte di token, con anche i poteri di enforcement trasferiti all’ESMA.

Per i lettori italiani il precedente conta: la Consob è tra i tre firmatari di quel documento del 2025, che il testo francese richiama espressamente. La risposta francese però non dice nulla sulla posizione dell’Italia nel 2026, e la risposta italiana alla consultazione non l’abbiamo trovata: finché non esce, non si può dire che Roma sostenga ogni punto del testo di Parigi.

L’argomento è pratico. La maggior parte delle offerte si rivolge a quasi tutti gli Stati membri, quindi ogni autorità nazionale riceve notifiche per il passaporto quasi identiche e le tratta a modo suo. Ne derivano trattamenti disomogenei, lavoro in più per gli emittenti e costi per i supervisori, sostiene la risposta. Le autorità nazionali manterrebbero una via d’accesso: potrebbero chiedere all’ESMA di prendere in carico un caso.

Il linguaggio più duro è riservato alle società con sede fuori dall’UE. La reverse solicitation permette a una piattaforma extra-UE di servire un residente europeo che l’ha contattata di propria iniziativa. La Francia vuole che sia il regolamento stesso, e non solo gli orientamenti dell’ESMA, a precisare che cosa conta come sollecitazione: banner pubblicitari, accordi di sponsorizzazione e promozione da parte di chiunque sia legato alla società, influencer e celebrità compresi. Anche un modulo di contatto che chiede dati agli investitori sarebbe una sollecitazione. Una società che blocca l’accesso dal proprio sito agli utenti dell’UE dimostrerebbe di non sollecitarli.

Una proposta va oltre gli orientamenti attuali dell’ESMA. Il MiCA dovrebbe fissare per quanto tempo una società extra-UE che si è promossa in Europa deve attendere prima di poter invocare di nuovo la reverse solicitation. Le autorità francesi vogliono anche che l’ESMA coordini individuazione, liste nere e richieste di blocco tra gli Stati membri, in modo che un fornitore bloccato in un Paese non possa continuare a sollecitare clienti in un altro. Le offerte rilanciate dagli influencer «sfuggono al regime del white paper», dice il testo, e la risposta che propone sono il rilevamento automatico e regole per gli influencer, non obblighi più leggeri per gli emittenti.

Stablecoin: multi-emissione ammessa solo con garanzie

La multi-emissione è il modello in cui una stessa stablecoin viene emessa da un’entità dell’UE e da una fuori dall’UE, con token trattati come intercambiabili. Funziona così USDC di Circle: tiene riserve separate per i detentori europei mentre i token restano intercambiabili tra i due lati, ha riferito Ledger Insights nell’ottobre 2025, dopo che il Comitato europeo per il rischio sistemico aveva raccomandato di vietare il modello. La Francia risponde «Sì» alla domanda se il MiCA debba restare aperto a questo modello, ma pone condizioni: valutazioni di equivalenza del regime estero, cooperazione tra supervisori e garanzie aggiuntive su riserve e rimborsi. Senza quelle modifiche la risposta è netta: «In assenza di tali adeguamenti del quadro normativo, e dati i rischi individuati, i modelli di multi-emissione dovrebbero essere evitati.» Abbiamo raccontato come l’EBA assuma dal 12 novembre la vigilanza sulle riserve di USDC.

Il testo francese sostiene anche di limitare i diritti di rimborso previsti dal MiCA ai detentori dell’UE, ma solo in un assetto di multi-emissione. Senza quel limite, i detentori fuori dall’UE potrebbero portare all’emittente europeo, per il rimborso, token emessi all’estero, e nei periodi di tensione quei flussi potrebbero svuotare le riserve custodite nell’UE. Per un emittente unico dell’UE non vede ragioni per un limite simile, perché quell’emittente deve coprire ogni token in circolazione ovunque viva il detentore.

Per i token che non hanno mai chiesto una licenza MiCA, il comunicato dell’AMF chiede un divieto esplicito per i CASP autorizzati nell’UE di «prestare servizi su stablecoin non conformi ai requisiti del MiCA». Tether ha scelto di non chiedere l’autorizzazione MiCA per USDT, la più grande stablecoin, ha riferito The Paypers a luglio. L’ESMA ha già dato tempo fino a gennaio alle società crypto europee per abbandonare le stablecoin non MiCA; la richiesta francese scriverebbe quella linea nel regolamento stesso.

Sul rendimento la Francia tiene chiusa una porta e ne apre un’altra. Il divieto di pagare interessi sui token di moneta elettronica da parte degli emittenti deve restare, sostiene la risposta, citando gli avvertimenti della BCE secondo cui la crescita delle stablecoin potrebbe drenare i depositi bancari e rendere più volatile la raccolta delle banche. Cita il Financial Stability Review della BCE, che stima il mercato delle stablecoin sopra i 280 miliardi di dollari, e uno studio del 2026 della Fed di New York su come le stablecoin erodono la base di depositi delle banche. Le ricompense pagate da terzi sono trattate in modo diverso: piattaforme che pagano i detentori, fondi che ottengono un rendimento dalle stablecoin che possiedono, rendimenti derivanti dall’uso dei token per il regolamento. Vanno regolate anziché vietate, scrivono le autorità, richiamando il GENIUS Act statunitense, «che vieta gli interessi dell’emittente ma non le ricompense di terzi». Le condizioni elencate sono: trasparenza verso i detentori, nessun rendimento garantito, nessuna commercializzazione come prodotto di risparmio e monitoraggio dell’effetto sui depositi bancari, con i dettagli lasciati all’EBA.

I supervisori otterrebbero anche strumenti più incisivi contro i nuovi token. La Francia vuole un potere chiaro di bloccare una nuova emissione di token di moneta elettronica quando ci sono motivi ragionevoli per sospettare una violazione, e una finestra di 30 giorni dopo la notifica entro cui un’autorità possa opporsi alla pubblicazione del white paper di un token di moneta elettronica. Le nuove emissioni possono raggiungere volumi molto grandi in poco tempo, osserva il testo, perciò poteri che agiscono solo a cose fatte arrivano troppo tardi.

Parigi sostiene le stablecoin denominate in euro e i depositi bancari tokenizzati, in particolare per i pagamenti transfrontalieri con Paesi fuori dall’UE e per la finanza tokenizzata. Non si aspetta che le stablecoin diventino un metodo di pagamento al dettaglio diffuso nell’UE entro cinque anni. La moneta di banca centrale all’ingrosso resta l’attività di regolamento preferita, e la risposta cita il servizio di regolamento Pontes della BCE, atteso entro la fine del 2026.

Staking, prestiti e DeFi: le regole che la Francia vuole

Alla domanda se lasciare lo staking fuori da una regolamentazione specifica sia adeguato, le autorità francesi rispondono di no. Quando una piattaforma o un’altra società regolamentata offre lo staking ai clienti, quei clienti sono esposti a rischi che il quadro attuale non copre bene, secondo la risposta: perdite, slashing, rendimento insufficiente o guasto dei validatori, periodi di blocco, remunerazione opaca e trattamento poco chiaro delle attività dei clienti. I requisiti dovrebbero riguardare trasparenza, natura e origine delle ricompense e rischio di perdita. Nel nostro glossario si spiega come funziona lo staking.

Anche prestiti e finanziamenti in crypto dovrebbero essere regolati, senza una licenza separata, con requisiti su informativa, gestione delle garanzie e rehypothecation, e proporzionati ai volumi coinvolti. Al confine con il diritto dei valori mobiliari, i casi più difficili indicati nella risposta sono i prodotti che generano rendimento e i proof of stake coin with a protocol that stakes it for you and issues a transferable token (such as Lido stETH or rETH) representing the deposit plus rewards, which you can use or sell while the coins stay staked.">liquid staking token, che in alcuni casi possono essere considerati quote di fondi di investimento.

Sulla finanza decentralizzata, il comunicato chiede un quadro «sicuro e proporzionato», con responsabilità degli intermediari chiaramente assegnate, obblighi di due diligence e certificazione dei protocolli. La risposta completa afferma che le autorità dovrebbero distinguere i protocolli davvero decentralizzati da quelli che lo sono solo di nome. Per le piattaforme che aprono la DeFi ai propri clienti, costruisce il quadro su due diligence e monitoraggio continuo, certificazione preventiva dei protocolli e responsabilità: un CASP che ha dato accesso in modo attivo dovrebbe rispondere di certi incidenti, in particolare quando ha saltato i controlli dovuti, ignorato vulnerabilità note o lasciato aperto l’accesso nonostante chiari segnali di attività illecita. La certificazione si applicherebbe solo ai protocolli completamente decentralizzati oltre un livello di rilevanza, per esempio in base al valore totale bloccato, durerebbe tre anni e sarebbe registrata on-chain. I CASP potrebbero comunque collegare i clienti a protocolli non certificati, con i propri controlli e un’informativa rafforzata.

Banconote e una goccia di liquido accanto a nodi collegati, un lucchetto e uno scudo
La risposta francese chiede regole su staking, prestiti in crypto e accesso ai protocolli DeFi.

Cosa cambierebbe per piattaforme, emittenti e utenti

Le grandi piattaforme che servono utenti europei sono il primo gruppo interessato. Senza nuovi criteri, avvertono le autorità francesi, solo uno o due CASP finirebbero sotto l’ESMA. Una soglia di utenti più bassa, insieme a criteri su custodia e gruppo, porterebbe più società sotto l’ESMA, a Parigi, anziché sotto l’autorità nazionale che ha concesso la licenza. Quali società, la risposta non lo dice.

Le piattaforme offshore che si rivolgono agli europei senza licenza perderebbero margine. Sponsorizzazioni e campagne con influencer conterebbero come sollecitazione, e un periodo di attesa impedirebbe a una società di tornare alla reverse solicitation il giorno stesso in cui finisce una campagna.

Per gli emittenti di stablecoin il messaggio è misto. Gli emittenti con licenza MiCA manterrebbero un mercato protetto dal divieto di token senza licenza sulle piattaforme europee. Un emittente di dollari che usa un’entità statunitense e una dell’UE dovrebbe affrontare condizioni di equivalenza e di riserva prima che la multi-emissione sia ammessa formalmente. Le piattaforme che vogliono pagare ricompense sulle stablecoin avrebbero una via legale, con condizioni.

Gli utenti al dettaglio vedrebbero più informativa sui prodotti di staking e di prestito, e un accesso alla DeFi tramite piattaforme che accompagna una due diligence sui protocolli offerti.

Cosa succede ora: la relazione sul MiCA del 30 giugno 2027

La consultazione si è chiusa il 30 settembre 2026. Ora la Commissione deve pesare la risposta francese rispetto a quelle degli altri Stati membri, dei supervisori e del settore. La relazione completa prevista dall’articolo 140 del MiCA è attesa entro il 30 giugno 2027 e può essere accompagnata da una proposta legislativa; l’articolo chiede alla Commissione di verificare anche se le soglie dell’articolo 85 siano corrette.

Separatamente, il pacchetto MISP resta in negoziato in Consiglio e al Parlamento europeo, e il suo perimetro finale per le società crypto non è definito. Qualsiasi modifica del MiCA dovrebbe poi seguire il normale iter dell’UE, con Parlamento e Consiglio che adottano ciascuno una posizione. Per ora non cambia nulla per gli utenti crypto europei né per le società autorizzate ai sensi del regolamento.

Il MiCA in breve

Il MiCA, il regolamento europeo sui mercati delle cripto-attività, si applica integralmente dal 30 dicembre 2024, sei mesi dopo l’entrata in vigore delle sue regole sulle stablecoin. Autorizza piattaforme di scambio, broker e custodi come fornitori di servizi per le cripto-attività, con un passaporto valido in tutta l’UE, e fissa regole per gli emittenti di stablecoin e per i white paper dei token. La nostra guida al regolamento MiCA spiega che cosa significa per gli utenti. Le autorità francesi riassumono la loro posizione più ampia in una riga del comunicato dell’AMF: la convergenza tra crypto e finanza tradizionale «non richiede di fondere i rispettivi regimi giuridici, che devono restare distinti».

Fonti

  1. Direction générale du Trésor : Révision du règlement européen sur les marchés de crypto-actifs (MiCA), les autorités françaises publient leurs propositions conjointes (20 octobre 2026) tresor.economie.gouv.fr
  2. Response of the French authorities, targeted consultation on the review of MiCA (PDF di 73 pagine) tresor.economie.gouv.fr
  3. AMF news release: MiCA regulation revision, the French authorities publish their joint proposals (21 ottobre 2026) amf-france.org
  4. ESMA interactive single rulebook: MiCA Article 85, significant crypto-asset service providers esma.europa.eu
  5. MiCA Article 140, reports on the application of the regulation (Springlex) springlex.eu
  6. Ledger Insights: EU systemic risk board recommends banning multi-issuance stablecoins (1 ottobre 2025) ledgerinsights.com

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