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Nasce la Quantum Alliance: nove società crypto vogliono un test comune contro il rischio quantistico

Bitcoin e computer quantistico: nove società crypto lanciano la Quantum Alliance per testare le promesse post-quantistiche. Chi c'è, cosa farà, i limiti.

14 min di lettura

Illustrazione di un atomo, di una stretta di mano, di uno scudo, di una chiave e di un gruppo di persone
Indice
  1. Dieci fondatori da nove società, quasi tutte costruttrici di tecnologia post-quantistica
  2. Quattro gruppi di lavoro, dalle monete bloccate alle chiavi cross-chain
    1. Migrazione delle blockchain
    2. Sistemi a conoscenza zero post-quantistici
    3. Sicurezza dei wallet
    4. Compatibilità cross-chain
  3. Un test pubblico per dirsi «pronti ai quanti», deciso come all’IETF
  4. I punteggi di prontezza danno già voti opposti alla stessa rete
  5. Rischio quantistico per Bitcoin: l’alleanza conta circa 6 milioni di BTC esposti
  6. Il «Doom Clock» indica marzo 2028, altre stime gli anni Trenta
  7. Bitcoin e computer quantistico: come si arriva a una chiave, in breve
  8. Cosa l’alleanza non può decidere per Bitcoin
  9. Cosa seguire: un sito, una prima bozza e chi entrerà

Nove aziende del mondo crypto e della sicurezza blockchain hanno lanciato giovedì 15 ottobre 2026 la Quantum Alliance, un gruppo aperto che vuole stabilire cosa significhi essere «pronti al post-quantistico» per blockchain, wallet e infrastrutture, e offrire a qualsiasi team un modo per verificarlo. I dieci fondatori arrivano da società come Quantus, Postquant Labs, Midnight Foundation, Keystone e Hacken, secondo The Quantum Insider e Crypto Briefing, che hanno dato la notizia lo stesso giorno. smart contract holding reserves of two or more tokens, supplied by users, that a decentralized exchange uses to execute trades automatically at a price set by a formula.">pool diverge, compared with simply holding the same tokens in a wallet. It becomes permanent when the provider withdraws.">Il comunicato stampa è uscito su GlobeNewswire il 16 ottobre.

Il punto di partenza è una lacuna nel dibattito su Bitcoin e computer quantistico, e sugli stessi rischi per le altre reti. Oggi qualunque progetto può definirsi «resistente ai quanti». Non esiste però una visione condivisa di quali parti del sistema copra quell’etichetta, né di quali prove debbano sostenerla. L’alleanza promette una definizione pubblica, criteri di test aperti e progetti di riferimento per spostare le monete esposte. Secondo Bitcoin.com News il lancio è avvenuto a Lisbona.

Conta altrettanto quello che ancora manca. Al momento in cui scriviamo l’alleanza non ha pubblicato un sito web, una bozza di standard o un calendario. Gran parte dei membri vende blockchain, wallet, servizi di custodia o audit post-quantistici. La testata TFTC, specializzata su Bitcoin, osserva che quasi tutti i fondatori vengono da progetti altcoin e non da Bitcoin Core. E il gruppo non ha alcun potere su come Bitcoin, Ethereum o qualsiasi altra rete modifica il proprio codice.

Coindaro non è riuscita ad aprire il testo integrale del comunicato, che blocca l’accesso automatico. I dettagli che seguono vengono dalle testate che lo hanno ripreso e dalle dichiarazioni dei membri.

Dieci fondatori da nove società, quasi tutte costruttrici di tecnologia post-quantistica

The Quantum Insider fa i nomi di dieci contributori. Postquant Labs è l’unica società con due rappresentanti: i cofondatori Colton Dillion (CEO) e Richard T. Carback III (CTO). Le altre hanno indicato una persona ciascuna.

OrganizzazioneContributore fondatoreDi cosa si occupa
QuantusChristopher Smith, fondatore e CEOBlockchain proof-of-work che firma con l’algoritmo ML-DSA del NIST fin dal primo blocco
Postquant LabsColton Dillion (CEO), Richard T. Carback III (CTO)Sviluppa Quip Network, un mercato per l’accesso all’hardware quantistico
Midnight FoundationSebastien Guillemot, CTOSostiene Midnight, blockchain per la privacy a conoscenza zero collegata a Cardano
KeystoneAaron Chen, CTOHardware wallet open source, air-gapped, con codici QR
American FortressMichal «Mehow» Pospieszalski, CEOIndirizzi di pagamento privati Send-to-Name con firme resistenti ai quanti
IntmaxLeona HiokiRollup stateless a conoscenza zero su Ethereum
AbelianRichard Lee, Chief Business OfficerLayer 1 per la privacy con crittografia post-quantistica basata sui reticoli
The VaultBryn Bennett, Chief Revenue OfficerCustodia post-quantistica per banche e imprese
HackenKatina Messinis, Head of Business DevelopmentPartner di sicurezza e verifica per istituzioni finanziarie e i loro fornitori di infrastruttura

L’elenco pende verso le reti più giovani. Midnight è legata alla blockchain di Cardano, Intmax gira su Ethereum, mentre Quantus e Abelian sono layer 1 autonomi con firme post-quantistiche integrate. Keystone e The Vault coprono la custodia, Hacken la parte di audit. Tra i fondatori non compaiono un grande exchange, la fondazione di una rete della top 10 o un gruppo di sviluppatori di Bitcoin.

Quattro gruppi di lavoro, dalle monete bloccate alle chiavi cross-chain

Il lavoro è diviso in quattro gruppi, secondo The Quantum Insider e Crypto Briefing.

Migrazione delle blockchain

Questo gruppo studia come trasferire fondi e chiavi verso schemi post-quantistici. Il perimetro comprende le monete la cui chiave pubblica è già visibile sulla catena e gli account i cui proprietari hanno perso l’accesso, e che quindi non possono spostare nulla da soli.

Sistemi a conoscenza zero post-quantistici

Molte blockchain recenti usano le prove a conoscenza zero per la privacy o per scalare. Il gruppo vuole metodi comuni per valutare e confrontare i sistemi di prova post-quantistici su sicurezza, velocità e dimensione delle prove. «Metterci d’accordo adesso su come valutare i sistemi di prova post-quantistici evita a ogni team di dover risolvere il problema da solo più avanti», ha detto Guillemot a Crypto Briefing.

Sicurezza dei wallet

Il gruppo sui wallet si occupa di come le chiavi post-quantistiche vengono generate, conservate, usate per firmare e recuperate, dal secure element di un dispositivo hardware fino alle procedure di backup e recupero. Parte da «Wallet Security for Post-Quantum Ethereum», un’iniziativa di cui Carback è coautore, registrata presso TheDAO Security Fund, riferisce The Quantum Insider. «Gli hardware wallet si trovano nel punto in cui la nuova crittografia incontra gli utenti reali», ha detto Chen di Keystone.

Compatibilità cross-chain

L’ultimo gruppo scrive specifiche perché wallet, bridge e dispositivi di firma gestiscano le chiavi post-quantistiche nello stesso modo. Senza un accordo, un formato di chiave accettato da una blockchain potrebbe risultare illeggibile per il bridge che la collega a un’altra.

Un test pubblico per dirsi «pronti ai quanti», deciso come all’IETF

I prodotti previsti sono tre. Il primo è una definizione pubblica di prontezza quantistica che copre firme delle transazioni, gestione delle chiavi, consenso, prove a conoscenza zero e collegamenti peer-to-peer tra i nodi. Il secondo è un insieme di criteri di test e benchmark aperti, che qualsiasi team può eseguire sul proprio codice. Il terzo è una serie di progetti di migrazione di riferimento: per le chiavi esposte, per gli account dormienti e per le transazioni più pesanti che le firme post-quantistiche comportano.

Tutto il lavoro sarà pubblicato in forma aperta. La governance si ispira all’Internet Engineering Task Force, l’organismo che scrive i protocolli di internet, ed è aperta ai singoli contributori. Le proposte avanzano sulla base di prove pubbliche, consenso di massima e codice funzionante. Le dimensioni di un’azienda e i token posseduti non danno voti in più. Bitcoin.com aggiunge che l’alleanza non costruirà una blockchain e non dirà alle reti come reagire.

Smith, di Quantus, guarda lontano: «In futuro la “crittografia post-quantistica” si chiamerà semplicemente “crittografia” e tutto il resto finirà in un museo».

Illustrazione di nodi collegati, di un documento, di un gruppo di persone e di un'urna
Secondo l'alleanza, le proposte avanzano su prove pubbliche e consenso di massima, non sulle dimensioni delle aziende.

I punteggi di prontezza danno già voti opposti alla stessa rete

Perché serva un metro comune è facile da mostrare. Secondo The Quantum Insider, il Quantum Vulnerability Index di qLABS pubblicato a maggio metteva Ethereum al secondo posto tra le reti meglio preparate. Il sito migration.fail invece dà a Ethereum una F, perché conta soltanto la crittografia già attiva sulla mainnet. Entrambi possono avere ragione secondo i propri criteri, ed è proprio il problema che l’alleanza dice di voler risolvere.

C’è poi la questione del peso. Quantus, uno dei membri fondatori, ha lanciato la sua mainnet a settembre 2026 con un tetto di 21 milioni di monete e con ML-DSA-65 e ML-DSA-87 per le firme delle transazioni, come ha riportato Finbold il 10 settembre. Sempre secondo Finbold, una transazione Quantus pesa circa 7 KB, contro circa 100 byte di una transazione Bitcoin. Quel divario, circa 70 volte, è il problema delle «transazioni più grandi» che il gruppo sulla migrazione mette tra i suoi obiettivi: le firme post-quantistiche costano spazio nei blocchi, commissioni e banda.

Gli algoritmi non sono una novità. Il NIST, l’ente statunitense per gli standard, ha finalizzato i suoi primi standard post-quantistici nell’agosto 2024: FIPS 203 (ML-KEM), FIPS 204 (ML-DSA) e FIPS 205 (SLH-DSA). L’alleanza non vuole inventare nuova crittografia. Vuole concordare come una blockchain dimostra di usare correttamente quella esistente, da un capo all’altro del sistema.

Rischio quantistico per Bitcoin: l’alleanza conta circa 6 milioni di BTC esposti

L’annuncio parla di circa 6 milioni di BTC, «oltre il 30%» dell’offerta, «esposti ai quanti a riposo», ha riferito Crypto Briefing. The Quantum Insider indica 6,04 milioni di BTC, cioè il 30,2%, cifra che coincide con un conteggio di Glassnode delle monete la cui chiave pubblica è già visibile sulla catena, come fa notare TFTC. Bitcoin.com, citando i contributori fondatori, riporta una forchetta tra 6,04 e 6,4 milioni di BTC. Il totale cambia con il metodo: includere o no gli indirizzi riutilizzati, per esempio, sposta il risultato.

Il comunicato sostiene anche che quasi tutto un mercato crypto da circa 2.900 miliardi di dollari si regge su firme classiche. Per confronto, la capitalizzazione totale del mercato crypto era di circa 2.760 miliardi di dollari alle 07:00 UTC del 17 ottobre, secondo i dati di mercato di Coindaro. Bitcoin.com sottolinea che il rischio va oltre Bitcoin e tocca stablecoin, bridge e altre infrastrutture che usano la crittografia a curve ellittiche.

Esposte non significa rubabili oggi. Non è stata costruita alcuna macchina in grado di attaccare la crittografia di Bitcoin, come ricordano sia Bitcoin.com sia The Quantum Insider. Il nodo più difficile riguarda le monete che nessuno sposterà. Circa 1,1 milioni di BTC sono attribuiti a Satoshi Nakamoto, una stima citata da TFTC e Bitcoin.com, in buona parte in vecchi output pay-to-public-key. Le monete perse o abbandonate non possono essere costrette a migrare, quindi l’unico modo di «proteggerle» è congelarle, un’idea che divide la comunità Bitcoin.

Illustrazione di una moneta, di un occhio, di una clessidra, di un segnale di pericolo e di un atomo
L'alleanza conta circa 6 milioni di BTC in output la cui chiave pubblica è già visibile.

Il «Doom Clock» indica marzo 2028, altre stime gli anni Trenta

L’alleanza cita previsioni che collocano le minacce concrete intorno al 2028 o al 2029, secondo Crypto Briefing. Una di queste nasce dentro il gruppo. Il Quantum Doom Clock, costruito da Carback e Dillion di Postquant Labs, indica marzo 2028 come prima finestra possibile e stima che servano circa 856.000 qubit fisici per violare l’attuale sicurezza crittografica, ha riportato Bitcoin.com. È un modello costruito da due fondatori dell’alleanza, non una previsione indipendente.

Altre analisi arrivano più tardi. Le stime indipendenti citate da TFTC e Bitcoin.com collocano la finestra più probabile tra l’inizio e la metà degli anni Trenta. L’informatico Scott Aaronson aveva detto a novembre 2025 che una macchina fault-tolerant capace di eseguire l’algoritmo di Shor prima delle prossime elezioni presidenziali statunitensi era una «possibilità concreta», e ad aprile 2026 aveva riportato pareri di esperti che indicavano il 2029 circa, ricorda The Quantum Insider.

L’asticella dell’hardware continua a scendere, ed è per questo che quelle date fanno discutere. Uno studio di marzo 2026 di Google Quantum AI, Ethereum Foundation e Stanford ha stimato che per rompere le chiavi a curva ellittica bastino meno di 500.000 qubit fisici. A settembre 2026 IonQ ha calcolato che circa 20.000 qubit a ioni intrappolati potrebbero risolvere una chiave secp256k1 in circa 26 giorni per tentativo. L’ultimo risultato di Google sulla correzione degli errori è spiegato nel nostro articolo su Willow e sulle conseguenze per Bitcoin.

DatoValoreFonte, data
BTC con chiave pubblica esposta (alleanza)Circa 6,04 milioni di BTC, 30,2% dell’offertaThe Quantum Insider, 15 ott 2026 (Glassnode, secondo TFTC)
Forchetta indicata dai fondatoriDa 6,04 a 6,4 milioni di BTCBitcoin.com, 16 ott 2026
BTC attribuiti a SatoshiCirca 1,1 milioni (stima)TFTC, Bitcoin.com, 16 ott 2026
Mercato crypto basato su firme classicheCirca 2.900 miliardi di dollariAnnuncio dell’alleanza, via Crypto Briefing
Capitalizzazione totale del mercato cryptoCirca 2.760 miliardi di dollariDati di mercato Coindaro, 07:00 UTC del 17 ott 2026
Prima finestra del Doom ClockMarzo 2028, circa 856.000 qubit fisiciPostquant Labs, via Bitcoin.com
Stima di Google, EF e StanfordMeno di 500.000 qubit fisiciMarzo 2026, via The Quantum Insider
Stima di IonQCirca 20.000 qubit a ioni intrappolati, circa 26 giorni per tentativoSettembre 2026, via The Quantum Insider
Dimensione di una transazione QuantusCirca 7 KB contro circa 100 byte su BitcoinFinbold, settembre 2026

Bitcoin e computer quantistico: come si arriva a una chiave, in breve

Le blockchain dimostrano chi possiede le monete con firme a curva ellittica. Solo chi detiene la chiave privata può firmare, e chiunque può verificare la firma usando la chiave pubblica. Un computer quantistico abbastanza grande, con l’algoritmo di Shor, potrebbe risalire dalla chiave pubblica a quella privata.

La chiave pubblica diventa visibile quando un indirizzo ha già speso delle monete, e alcuni tipi di output la mostrano fin dall’inizio: l’articolo su Willow citato sopra spiega quali. Le firme post-quantistiche come ML-DSA resistono a questo attacco, ma pesano kilobyte invece di byte. Portare Bitcoin su queste firme richiederebbe una modifica del protocollo e poi lo spostamento delle monete di ogni detentore verso nuovi indirizzi. Finché non esiste un test comune, la crittografia post-quantistica resta una promessa che ogni progetto misura con il proprio metro.

Cosa l’alleanza non può decidere per Bitcoin

TFTC è stata netta. La maggior parte dei fondatori viene da progetti altcoin e non da Bitcoin Core, quindi questa «non è la risposta nativa di Bitcoin», ha scritto. TFTC sostiene anche, come opinione, che i piani per congelare o mettere in deposito vincolato le monete vulnerabili siano per Bitcoin un pericolo maggiore delle stesse macchine quantistiche. Smith ha detto a TFTC che chi costruirà per primo una macchina capace di violare le chiavi attuali probabilmente si prenderà le monete vulnerabili, con ogni probabilità con la benedizione di un governo nazionale. «Speriamo che sia un governo a cui piace bitcoin», ha aggiunto.

C’è poi un evidente conflitto di interessi da tenere presente. La maggior parte dei membri vende proprio i prodotti che uno standard di prontezza dovrebbe valutare, e due di loro hanno costruito il Doom Clock citato dall’alleanza. Un test scritto dai fornitori potrebbe favorire le loro soluzioni. Il processo aperto in stile IETF e la regola per cui dimensioni e token non danno voti sono le garanzie che il gruppo mette sul tavolo. Se arriveranno partecipanti esterni si capirà se funzionano.

Il dibattito interno a Bitcoin corre su binari separati, e lentamente. BIP-360 (Pay-to-Merkle-Root) è ancora una bozza (Draft) senza proposta di attivazione, e da sola non aggiunge firme post-quantistiche. BIP-361, pubblicata il 14 aprile 2026 da Jameson Lopp e altri cinque coautori, eliminerebbe gradualmente le firme tradizionali e alla fine congelerebbe le monete non migrate. Adam Back, di Blockstream, ha difeso invece aggiornamenti facoltativi e circa un decennio di tempo per spostare le chiavi, ha riferito CoinDesk ad aprile. Il funzionamento delle due bozze è spiegato nell’articolo su Willow citato sopra.

I grandi detentori di Bitcoin hanno un loro gruppo. Il 23 luglio 2026 Strategy, BlackRock, Coinbase, Galaxy, Fidelity Digital Assets, Anchorage Digital, ARK Invest, Block e Blockstream hanno creato il Bitcoin Security Consortium, impegnando 15 milioni di dollari in tre anni per finanziare sviluppatori, ricerca sulla sicurezza e lavoro post-quantistico, secondo The Block. Ogni membro finanzia i progetti che sceglie, Mike Schmidt di Brink coordina come volontario e il consorzio dice che non prenderà posizione sulle modifiche al protocollo. Due giorni prima Galaxy aveva annunciato un programma separato da 5 milioni di dollari di borse per lavori su un Bitcoin resistente ai quanti.

Anche Coinbase ha pubblicato nelle ultime settimane delle proposte di design per Bitcoin, come ha riportato CoinMarketCap Academy. Preferisce tipi di output capaci di accogliere schemi post-quantistici in futuro, cita P2MR (BIP-360) e P2TRv2, e suggerisce un percorso «1-of-2» in cui una moneta può essere spesa con una firma classica oppure con una post-quantistica. Secondo CoinMarketCap Academy, Coinbase ritiene che i fondi legacy e quelli dell’epoca di Satoshi vadano «trattati come un problema separato di governance e di ingegneria». Shashank Agrawal di Coinbase ha definito il testo un «contributo a una discussione aperta».

Due iniziative procedono quindi in parallelo, con pochi membri in comune. I grandi detentori di Bitcoin pagano gli sviluppatori di Bitcoin; la nuova alleanza riunisce costruttori multichain più piccoli che vogliono scrivere il test. Altrove, StarkWare ha minato ad agosto una transazione Bitcoin sicura contro i quanti sulla mainnet, che per sua stessa ammissione protegge solo le monete spostate in quell’output speciale. E, come segnala TFTC, la newsletter Bitcoin Optech del 2 ottobre ha raccontato la discussione tra sviluppatori su design degli output post-quantistici, compatibilità dei wallet e costo delle firme.

Cosa seguire: un sito, una prima bozza e chi entrerà

I gruppi di lavoro dovrebbero cominciare a pubblicare definizioni, criteri di test e benchmark, ma l’alleanza non ha indicato date. I primi segnali da guardare sono un sito con un modo per inviare proposte e una prima bozza della definizione di prontezza.

L’altra prova sarà la composizione. La partecipazione di qualche sviluppatore di Bitcoin Core, della Ethereum Foundation o di un grande exchange deciderà quanto lontano arriveranno i suoi criteri oltre le reti dei fondatori.

Sulle reti, BIP-360 e BIP-361 restano in discussione sulla mailing list bitcoin-dev e su Optech, senza un calendario di attivazione. Ethereum punta ad avere l’infrastruttura post-quantistica di base intorno al 2029, secondo ethereum.org.

Fonti

  1. GlobeNewswire: Quantum Alliance Forms to Define and Verify Post-Quantum Readiness for the Blockchain Industry (16 ott 2026) globenewswire.com
  2. The Quantum Insider: Quantum Alliance Launches to Set Post-Quantum Standards for Blockchains (15 ott 2026) thequantuminsider.com
  3. Crypto Briefing: Nine blockchain groups unite to set open standards for post-quantum readiness (15 ott 2026) cryptobriefing.com
  4. Bitcoin.com News: Nine Blockchain Groups Unite as Quantum Threat Hangs Over Bitcoin (16 ott 2026) news.bitcoin.com
  5. Bitcoin BIPs: BIP-360 Pay-to-Merkle-Root (Draft) github.com
  6. The Block: Strategy, BlackRock form Bitcoin Security Consortium (23 lug 2026) theblock.co

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