blockchain that runs exactly as written when it is called, holding and moving funds according to its code, without an intermediary able to change the outcome.">smart contract holding reserves of two or more tokens, supplied by users, that a decentralized exchange uses to execute trades automatically at a price set by a formula.">pool diverge, compared with simply holding the same tokens in a wallet. It becomes permanent when the provider withdraws.">Il 15 ottobre 2026 la Consob ha ordinato ai fornitori di accesso a internet di bloccare altri dieci siti: cinque offrivano servizi di investimento senza autorizzazione, cinque servizi crypto senza licenza. Secondo la Consob, i siti oscurati dal luglio 2019 salgono così a 1.848, di cui 240 legati alle crypto. Un oscuramento riguarda un dominio, non le persone che stanno dietro.
Per questo le piattaforme crypto truffa sono così difficili da smascherare a colpo d’occhio: il sito non dimostra nulla. Ha un grafico dei prezzi in tempo reale, una chat di assistenza, un pannello in cui il saldo cresce ogni giorno. Negli Stati Uniti l’Internet Crime Complaint Center dell’FBI ha contato nel 2025 ben 61.559 denunce per frodi negli investimenti in crypto e 7,228 miliardi di dollari di perdite dichiarate, si legge nel suo rapporto 2025 (in inglese), la prima fonte di perdite segnalate dagli americani in quell’anno.
La risposta breve a «come riconoscere una truffa crypto» è una procedura, non una sensazione. Prima di mandare denaro, controlla se la società esatta compare tra gli oscuramenti e gli avvisi della Consob, tra i soggetti abilitati comunicati dalla Consob e dalla Banca d’Italia e nel registro provvisorio MiCA dell’ESMA, che ti cerchi tu stesso sui siti delle autorità. Verifica poi che l’indirizzo web coincida con quello indicato nel registro, e considera la richiesta di una commissione o di una tassa prima di un prelievo come la fine della conversazione. Gli otto passaggi qui sotto richiedono circa un quarto d’ora e nessuno dipende da ciò che il sito dice di sé.
Il quadro di tutti i tipi di truffa è nella nostra guida per evitare le truffe crypto, mentre la lezione precedente di questo percorso, sul pig butchering e le truffe sentimentali, segue la relazione che porta spesso una vittima verso una finta app di trading. Questa lezione riguarda la piattaforma in sé e come metterla alla prova. I fatti sono aggiornati a ottobre 2026; niente di quanto segue è un consiglio di investimento.
Perché una piattaforma crypto truffa sembra vera: siti clone e volti famosi
Una piattaforma falsa costa poco da costruire e poco da ricostruire. Il 3 aprile 2026 la Consob ha disposto in un colpo solo il blocco di 32 siti, e il suo comunicato mostra come gli operatori diversifichino: un solo marchio, «Oxelvian», funzionava su cinque domini contemporaneamente, con estensioni .it, .net, .io e .tech, più una variante con «-it.net». Se ne blocchi uno, gli altri continuano a raccogliere depositi. La Consob aggiunge che il blocco può richiedere alcuni giorni per diventare efficace, perché ogni fornitore italiano di accesso a internet deve applicarlo.
I siti clone fanno un passo in più. Invece di inventare un marchio, copiano una società vera e autorizzata: nome, logo, a volte numero di registrazione e indirizzo. La Financial Conduct Authority britannica avverte che alcune società si fingono imprese autorizzate e invita a usare soltanto i recapiti riportati nel proprio Firm Checker, mai quelli forniti da chi telefona o da un sito. Secondo i dati diffusi il 7 aprile 2026 dalla City of London Police, il corpo di polizia britannico capofila per le frodi, le frodi negli investimenti di ogni genere sono costate nel 2025 un totale di 879,8 milioni di sterline, in 34.673 segnalazioni, con un aumento del 31% delle segnalazioni rispetto all’anno prima, ha riferito Police Professional (in inglese). La polizia ha detto che i criminali usano siti dall’aspetto professionale e perfino marchi clonati.
Perfino le autorità vengono clonate. Nel settembre 2022 l’Autorité des marchés financiers francese (AMF) ha avvertito (in francese) che erano stati registrati nomi di dominio contenenti il suo acronimo, con pagine «in costruzione», che l’AMF leggeva come la preparazione di campagne di phishing. Se il nome stesso del controllore può essere registrato da altri, può esserlo quello di qualsiasi broker.
Poi ci sono i volti. Nel comunicato di aprile 2026 la Consob ha spiegato che le frodi online si basano sempre più su e-mail e siti clonati, profili falsi di politici e personaggi famosi e contenuti generati con l’intelligenza artificiale, come immagini, voci o video. La FCA scrive che le truffe crypto sono spesso pubblicizzate sui social network, a volte con volti noti, e che le segnalazioni ricevute su queste truffe sono più che raddoppiate dal 2020 (FCA, in inglese). Nel 2025 l’FBI ha ricevuto oltre 22.000 denunce in cui compariva l’intelligenza artificiale, con perdite rettificate superiori a 893 milioni di dollari.
Le pubblicità girano su vasta scala. In un’operazione condotta in due fasi nell’ottobre e nel novembre 2025, le polizie di Belgio, Francia, Germania, Spagna, Cipro, Malta, Bulgaria e Israele hanno colpito una rete che, secondo Europol, ha movimentato oltre 700 milioni di euro; uno degli obiettivi era il suo braccio pubblicitario, comprese campagne sui social basate su furti d’identità e contenuti deepfake, ha riferito eucrim (in inglese) il 12 gennaio 2026. Una pagina di destinazione curata, con un volto famoso in vista, nasce da un’organizzazione di questo tipo.

Quanto costano le piattaforme false: gli ultimi conteggi ufficiali
Questi numeri vengono dalle agenzie che raccolgono le denunce. Contano soltanto ciò che le vittime hanno segnalato, quindi le perdite reali sono più alte.
| Fonte | Periodo | Cosa si conta | Cifra |
|---|---|---|---|
| FBI IC3 (rapporto di aprile 2026) | 2025 | Tutte le denunce / tutte le perdite | 1.008.597 / 20,877 miliardi di dollari |
| FBI IC3 | 2025 | Denunce legate alle crypto / perdite | 181.565 / 11,37 miliardi di dollari |
| FBI IC3 | 2025 | Frodi negli investimenti in crypto | 61.559 denunce / 7,228 miliardi di dollari |
| FBI IC3 | 2025 | Truffe di recupero | 10.516 denunce / 1,4 miliardi di dollari |
| FBI IC3 | 2025 | Denunce con intelligenza artificiale | oltre 22.000 / oltre 893 milioni di dollari |
| City of London Police (comunicato del 7 aprile 2026) | 2025 | Frodi negli investimenti nel Regno Unito, tutti i tipi | 34.673 segnalazioni / 879,8 milioni di sterline |
Nei dati dell’IC3, le persone con almeno 60 anni hanno denunciato 2,76 miliardi di dollari di perdite per frodi negli investimenti in crypto, in 13.685 denunce, più di qualsiasi altra fascia d’età.
Passo dopo passo: come riconoscere un sito crypto truffa prima di mandare soldi
Esegui questi controlli nell’ordine. Molte piattaforme false cadono al passaggio 1 o al passaggio 3, quindi raramente servono tutti e otto; una società autorizzata li supera senza fatica.
- Scrivi come è arrivata l’offerta. Un messaggio non richiesto, una pubblicità sui social, un video con un personaggio famoso, uno sconosciuto che «ha fatto fortuna» o un consulente che si è fatto vivo per primo sono già un campanello d’allarme, qualunque sia l’aspetto del sito.
- Trova la denominazione legale esatta della società dietro il sito, il suo paese e il numero di licenza o di iscrizione, nelle condizioni d’uso o nel piè di pagina. Una riga che dice «regolamentata» o «autorizzata» senza nome e numero non è una prova.
- Cerca quell’entità giuridica negli elenchi ufficiali, aprendo il sito dell’autorità da un indirizzo che digiti tu: se operi dall’Italia, i soggetti abilitati comunicati da Consob e Banca d’Italia il 30 giugno 2026 e il registro provvisorio MiCA dell’ESMA per tutta l’Unione europea; fuori dall’UE il Firm Checker della FCA nel Regno Unito, la CFTC e l’autorità statale dei titoli negli Stati Uniti. Un’iscrizione all’OAM non basta più.
- Confronta il sito indicato nel registro con l’indirizzo del tuo browser, carattere per carattere, e usa i recapiti del registro, non quelli del sito.
- Controlla quando è stato registrato il dominio con una consultazione dei dati di registrazione, e guarda che cosa il sito omette: un indirizzo postale verificabile, un management con nome e cognome, una procedura per i reclami.
- Cerca il nome e il dominio negli elenchi di avvertimento: gli oscuramenti e gli avvisi della Consob, la lista nera dell’AMF, la Warning List della FCA, la RED List della CFTC, gli avvisi dell’autorità del tuo stato e l’I-SCAN dell’IOSCO.
- Leggi che cosa ti chiede la piattaforma. Pagamento solo in crypto, bonifici verso un portafoglio personale o il conto di un privato, un conto alla rovescia, rendimenti garantiti o una commissione per prelevare sono ciascuno motivo sufficiente per fermarti.
- Se tutto torna, comincia con poco e prova un prelievo prima di aggiungere altro, e non mettere mai più di quanto puoi permetterti di perdere. Un esito pulito in questi controlli è un minimo, non un invito a investire.
Passaggi 1 e 2: l’origine dell’offerta e il nome dietro il marchio
L’origine dell’offerta chiude la maggior parte dei casi. L’IC3 descrive il percorso standard: contatto via SMS, social network, pubblicità o app di incontri, poi un rapido passaggio a un’app di messaggistica, infine una «piattaforma» (IC3 2025, in inglese). Gli exchange veri fanno pubblicità, ma non ti assegnano un coach personale su WhatsApp che ti dice dove cliccare. Se il link te lo ha mandato qualcuno che non hai mai incontrato di persona, il controllo è quasi finito.
Il passaggio 2 conta perché un marchio non è una società. I grandi gruppi crypto gestiscono più entità giuridiche sotto un unico nome, alcune autorizzate nell’UE, altre con sede altrove e autorizzate da nessuna parte. I cloni copiano il marchio e a volte anche la ragione sociale. Annota quindi la denominazione completa, per esempio una «S.p.A.», una «GmbH» o una «Ltd» con il paese, e il numero di registrazione o di licenza. Se il sito non ne indica nessuno, o indica una società registrata su un’isola minuscola che non trovi in alcun elenco di un’autorità, hai già la risposta.
Italia: gli oscuramenti della Consob, gli avvisi e la fine del registro OAM
La Consob può ordinare il blocco dei siti di investimento abusivi dal luglio 2019 e, con il MiCA, usa lo stesso potere per i siti crypto. La sezione Occhio alle truffe rimanda agli elenchi delle società autorizzate e agli avvisi ai risparmiatori, e il suo numero informativo è 06 8477611. Il totale progressivo dei siti oscurati:
| Comunicato Consob | Siti oscurati quel giorno | Totale dal luglio 2019 | Di cui legati alle crypto |
|---|---|---|---|
| 3 aprile 2026 | 32 | 1.654 | 168 |
| 10 luglio 2026 | 6 | 1.769 | 219 |
| 15 ottobre 2026 | 10 | 1.848 | 240 |
Una trappola riguarda soprattutto l’Italia. Prima del MiCA le società crypto si iscrivevano all’OAM, l’organismo che tiene il registro degli operatori in valuta virtuale. Per quelle società il periodo transitorio italiano è terminato il 30 giugno 2026 al più tardi, un giorno prima della scadenza valida in tutta l’UE, secondo la Banca d’Italia. In quella data Consob e Banca d’Italia hanno comunicato che nove soggetti potevano operare come prestatori italiani: otto CASP autorizzati (CheckSig, Conio, CryptoSmart, Hercle, Hodlie, Olliv Italia, Riv Digital e Young Platform) e Banca Sella, una banca che ha effettuato la notifica. Hanno anche invitato i risparmiatori a verificare «quale entità giuridica fornisce in concreto il servizio» (Consob). Un sito che mostra come unico titolo una vecchia iscrizione all’OAM ti sta mostrando qualcosa che non vale più.
Un oscuramento della Consob va letto per quello che è: la prova che un sito è stato individuato, non una garanzia che quelli non ancora individuati siano sicuri. Un sito che compare nell’elenco chiude il controllo. Un sito che non compare ti manda al passaggio successivo, e basta.
In tutta l’Unione europea: il registro provvisorio MiCA dell’ESMA
I periodi transitori dell’UE previsti dal regolamento sui mercati delle cripto-attività (MiCA) sono terminati il 1° luglio 2026. In una dichiarazione del 17 aprile 2026, l’ESMA aveva avvertito che dopo quella data qualsiasi soggetto che fornisca servizi crypto a clienti dell’UE senza licenza MiCA violerebbe il diritto europeo e dovrebbe smettere di offrirli. Il suo consiglio ai consumatori è una riga: controllare che la società che si usa sia elencata come autorizzata nel registro provvisorio MiCA dell’ESMA prima di investire o trasferire fondi (ESMA, 17 aprile 2026, in inglese). Il contesto delle regole è nella nostra guida al regolamento MiCA.
Il registro non è una casella di ricerca. Al 24 ottobre 2026, la pagina MiCA dell’ESMA (in inglese) lo pubblica come file CSV scaricabili, aggiornati ogni settimana (ultimo aggiornamento il 22 ottobre 2026). Il file che qui interessa è CASPS.csv, l’elenco dei prestatori di servizi per le cripto-attività autorizzati; NCASP.csv elenca i soggetti segnalati come non conformi. Entrambi si aprono con qualsiasi foglio di calcolo, dove una ricerca testuale trova un nome. Il file CASPS che abbiamo scaricato il 24 ottobre 2026 aveva 387 righe per 384 identificativi di entità giuridica distinti, con colonne per l’autorità, il paese d’origine, la denominazione legale, il nome commerciale, l’indirizzo, il sito web, la data di autorizzazione, i servizi e i paesi in cui la società può operare.
Quattro trappole colpiscono chi lo usa per la prima volta:
- Confronta l’entità giuridica e il suo indirizzo, non il marchio. Lo stesso ESMA avverte che le tutele valgono solo per «la specifica entità giuridica autorizzata nell’UE», non per le altre società dello stesso gruppo, e che un marchio può coprire più società.
- Non fidarti ciecamente della colonna del sito web. Sono le autorità nazionali a inserirla e contiene refusi: nella nostra copia la riga di Coinbase Luxembourg S.A. riportava «https.//coinbase.com». Usa la voce per confermare la società, poi conferma il dominio sul sito dell’autorità del paese d’origine di quella società.
- Una società autorizzata in un paese può servirne altri. Un lettore in Italia può trovare legittimamente un prestatore autorizzato a Malta, in Irlanda o in Austria; i paesi che può servire sono elencati nella stessa riga.
- Un’autorizzazione non è un marchio di qualità e non esclude un clone che usi lo stesso nome. Per questo esistono i passaggi 4 e 5.
Se il tuo prestatore non è autorizzato, il consiglio dell’ESMA è di agire senza indugio: trasferire le attività a un prestatore autorizzato o a un portafoglio che controlli tu stesso, oppure valutare la chiusura delle posizioni. Se stai ponderando questa scelta, la nostra lezione sui portafogli crypto spiega che cosa comporta l’autocustodia.
Francia: la lista bianca e la lista nera dell’AMF
Per chi vive o lavora oltre confine può servire anche il caso francese. In Francia, dal 1° luglio 2026 possono servire clienti francesi soltanto i prestatori di servizi per le cripto-attività autorizzati ai sensi del MiCA (PSCA) o le imprese finanziarie che hanno notificato all’AMF la propria attività ai sensi dell’articolo 60 del regolamento; la vecchia registrazione come PSAN non basta più. Fornire questi servizi senza autorizzazione è punito con la reclusione fino a due anni e una multa di 30.000 euro, ha ricordato l’AMF (in francese) il 5 febbraio 2026. Le liste bianche dell’AMF permettono di filtrare i prestatori autorizzati (categoria PSCA) e di scaricarli in CSV o PDF. Controlla anche il registro ESMA: un prestatore autorizzato in un altro paese dell’UE può servire clienti francesi con il passaporto europeo.
Sul fronte opposto c’è la lista nera: soggetti segnalati dall’AMF per crypto, forex, derivati su crypto e furto d’identità di imprese regolamentate. L’AMF dice che queste liste non possono essere esaustive. Il suo comunicato dell’8 luglio 2026 ha aggiunto 16 siti individuati di recente, portando a 38 i nomi legati alle crypto aggiunti da gennaio.
Regno Unito: il Firm Checker e la Warning List della FCA
La FCA chiede di digitare tu stesso l’indirizzo del suo Firm Checker invece di seguire un link, di cercare la società e di verificare che il numero di riferimento (FRN) e i recapiti coincidano con quelli che ti hanno dato. La sua Warning List elenca società e persone che gestiscono truffe o operano senza autorizzazione, e ci si può iscrivere agli avvisi quotidiani via e-mail. Valgono due avvertenze. La FCA dice che la maggior parte delle attività crypto nel Regno Unito non è regolamentata, quindi in genere non si ha accesso al Financial Ombudsman Service né al fondo di compensazione FSCS. E un nome assente dalla Warning List dice poco, perché le società truffaldine cambiano nome più in fretta di quanto qualsiasi elenco venga aggiornato.
Stati Uniti: la RED List della CFTC, le autorità statali e la FTC
La RED List della CFTC elenca soggetti esteri che sembrano agire in una veste per cui serve la registrazione presso la CFTC, ma non sono registrati. Un’inclusione, sottolinea l’agenzia, non significa che la CFTC o un tribunale abbiano concluso che sia avvenuta una violazione, e una società assente va comunque controllata quanto alla registrazione. Tra gli ambiti con molte segnalazioni cita valute digitali, forex e opzioni binarie. La voce più recente che abbiamo visto il 24 ottobre 2026 era datata 29 maggio 2025, quindi considera l’elenco un riferimento, non un flusso in tempo reale.
Le autorità statali sui titoli spesso sono più rapide. Il Department of Financial Institutions di Washington pubblica avvisi su siti che impersonano broker veri, e uno di questi è il caso di studio nella sezione sulla commissione di prelievo qui sotto. La FTC riassume il test così: solo i truffatori chiedono di pagare in criptovalute (FTC, in inglese). Prima di scegliere un exchange, la nostra guida alla scelta di un exchange crypto elenca che cosa dichiara una piattaforma legittima.
Registri ed elenchi a confronto:
| Dove | Strumento | Che cosa elenca | Limite principale |
|---|---|---|---|
| Italia | Oscuramenti e avvisi della Consob | Siti bloccati in Italia | I cloni tornano su nuovi domini |
| Italia | Registro OAM | Ex operatori in crypto | Non è più una prova dal 30 giugno 2026 |
| UE | Registro provvisorio MiCA dell’ESMA (CASPS.csv, NCASP.csv) | Prestatori crypto autorizzati; soggetti non conformi | File CSV, ogni settimana; confronta l’entità giuridica |
| Francia | Lista bianca AMF (PSCA) | Prestatori ammessi in Francia | Non in tempo reale |
| Francia | Lista nera AMF | Siti non autorizzati, impostori | Non esaustiva |
| Regno Unito | Firm Checker e Warning List della FCA | Società autorizzate; truffe e cloni noti | Gran parte delle crypto non è regolamentata dalla FCA |
| Stati Uniti | RED List della CFTC | Soggetti esteri non registrati | Non è un accertamento giuridico, non aggiornata ogni giorno |
| Mondo | I-SCAN dell’IOSCO | Avvisi di molte autorità | Solo ciò che le autorità hanno segnalato |
Le liste nere arrivano sempre in ritardo: perché un esito pulito non prova nulla
Una lista nera registra i siti che un’autorità ha già visto. Una piattaforma crypto truffa lanciata la settimana scorsa non è in nessuna, e un marchio bloccato può riaprire su un nuovo dominio, come mostra il caso Oxelvian. Per questo l’AMF e la CFTC avvertono entrambe che le loro liste sono incomplete, e per questo la scheda congiunta di ESMA, EBA ed EIOPA sulle frodi con l’intelligenza artificiale, pubblicata in italiano dalla Consob, rimanda i lettori ai registri delle autorizzazioni oltre che all’I-SCAN.
I due strumenti fanno lavori diversi. Una lista bianca o un registro risponde alla domanda che conta, «questa società esatta è autorizzata a servirmi?», e un sì va confrontato con l’entità giuridica e con il dominio. Una lista nera può soltanto confermare un sospetto che hai già. Una presenza in una lista nera chiude il controllo; l’assenza da tutte ti porta al passo successivo e nient’altro.
Controllare il dominio: età, ortografia e ciò che il sito non dice
Una consultazione dei dati di registrazione (il protocollo RDAP, che ha sostituito gran parte dei servizi WHOIS, disponibile tramite ICANN Lookup o il registro di ciascun dominio di primo livello) mostra quando un dominio è stato registrato e tramite quale registrar, anche quando il nome del titolare è nascosto per riservatezza. Ne abbiamo fatta una il 24 ottobre 2026: il registro Verisign indica per coinbase.com una data di registrazione del 2 luglio 2011. Un «broker con dieci anni di esperienza» il cui dominio è stato creato tre settimane fa ti ha detto qualcosa che il suo marketing non diceva.
Leggi il risultato con cautela. La data di creazione appartiene alla registrazione in corso, non all’attività, e un dominio vecchio non prova nulla: i nomi scaduti vengono ricomprati e riutilizzati. I domini nazionali come .it o .fr si consultano sul registro nazionale. Ciò che la consultazione ti dà è un test di contraddizione, non un certificato.
L’ortografia è un controllo ancora più economico. I siti clone puntano su una lettera in più, un trattino, un dominio di primo livello scambiato (.io al posto di .com) o un suffisso nazionale appiccicato, come «oxelvian-it.net» accanto a «oxelvian.it». La scheda dell’ESMA elenca gli errori ortografici nell’indirizzo tra i segnali d’allarme, insieme a un sito dall’aspetto professionale ma senza recapiti o dati di registrazione societaria verificabili. Una volta confermato l’indirizzo vero sul registro dell’autorità, salvalo tra i segnalibri e usa solo quello, mai un risultato sponsorizzato di un motore di ricerca né un link ricevuto in un messaggio.
Guarda anche che cosa manca. Un prestatore autorizzato indica la propria entità giuridica, la propria autorità di vigilanza e la procedura per i reclami, e ti chiede di verificare l’identità prima di operare (i controlli KYC di qualsiasi exchange regolamentato). Un sito che accetta il tuo deposito senza alcuna verifica d’identità non si comporta come un prestatore regolamentato. Come una piattaforma vera custodisce i fondi dei clienti lo spiega la nostra guida agli exchange centralizzati.
Il trucco della commissione di prelievo, nel dettaglio
La maggior parte delle vittime delle piattaforme crypto false lo scopre nello stesso momento: quando prova a ritirare i soldi. Le autorità delle due sponde dell’Atlantico descrivono la sequenza quasi con le stesse parole.
Comincia con un deposito e un pannello. La vittima manda crypto o un bonifico, e il conto mostra guadagni dapprima modesti, poi impressionanti. L’IC3 scrive che le vittime delle frodi negli investimenti in crypto vedono profitti finti e ricevono offerte di prestiti per essere spinte a investire di più (IC3 2025). Il saldo sullo schermo è un numero nel database dell’operatore; dietro non c’è niente che sia tuo.
Poi arriva la richiesta di ritirare tutto, e la piattaforma trova un motivo per cui non può ancora pagare. L’etichetta cambia da caso a caso: un’imposta sui profitti, una commissione, un costo di verifica o di conformità, un upgrade del conto, lo «sblocco» di fondi congelati. L’importo è fissato in modo da sembrare ragionevole rispetto al saldo mostrato. Secondo l’FBI, a questo punto alle vittime vengono addebitate tasse e commissioni come ultimo tentativo di spremere denaro, prima che i truffatori spariscano con tutto.
Un caso reale mostra l’aritmetica. Il 6 febbraio 2026 il DFI di Washington ha pubblicato un avviso (in inglese) su un sito che impersonava il broker Avatrade. Un investitore anziano ha conosciuto online una persona che si faceva chiamare «Olivia Harper», ha spostato la conversazione su WhatsApp ed è stato convinto a inviare 10.000 dollari all’estero e a investire sul sito falso. Il conto ha presto mostrato 35.000 dollari. Per prelevare, alla vittima è stato detto di pagare altri 7.700 dollari di commissioni, anche se «Harper» aveva detto prima dell’investimento che le commissioni sarebbero state detratte dai profitti. Quando la vittima ha opposto resistenza, l’accesso al sito è stato tagliato e il contatto l’ha bloccata. Il DFI precisa di non aver verificato i dettagli e di non poter aiutare a recuperare le crypto perse.
Pagare non sblocca nulla, perché non c’è nulla da sbloccare: i guadagni non sono mai esistiti. Ogni pagamento mostra anche all’operatore che pagherai ancora, quindi la richiesta successiva arriva sotto un nuovo nome. E le piattaforme legittime non funzionano così. Un exchange vero preleva le proprie commissioni dal tuo saldo, te le mostra prima che tu operi e ti lascia prelevare ciò che hai sul conto. In Italia le imposte sulle plusvalenze si dichiarano con la propria dichiarazione dei redditi, e lo spiega una lezione successiva di questo percorso sulle tasse; nessuna amministrazione fiscale le incassa tramite la chat di assistenza di una piattaforma, prima di un prelievo, in crypto.
Il trucco ha anche una seconda vita dopo la scomparsa della piattaforma. Nel dicembre 2025 la Consob ha messo in guardia contro e-mail false, inviate da indirizzi che usavano il suo nome, che offrivano di recuperare fondi persi in investimenti passati o di sbloccare somme e crypto detenute in conti o portafogli all’estero, in cambio di denaro e con documenti Consob contraffatti (Consob). La FTC dice lo stesso dei falsi siti di investimento in generale: si può non riuscire a prelevare affatto, oppure solo pagando commissioni elevate. Una richiesta di pagare prima di poter ritirare i propri soldi è il momento di fermarsi, non di trattare.
Urgenza e pressione: il copione dietro il conto alla rovescia
Le piattaforme false vendono la fretta perché verificare richiede tempo. La scheda congiunta di ESMA, EBA ed EIOPA sulle frodi finanziarie online e l’intelligenza artificiale, pubblicata in italiano dalla Consob, elenca tra i segnali d’allarme una richiesta urgente di denaro, insieme a promesse troppo belle per essere vere, pagamenti con mezzi difficili da tracciare come le crypto o le carte regalo, e richieste di installare un’app o inquadrare un codice QR (scheda ESMA, edizione Consob).
La pressione prende forme note. Un bonus che scade a mezzanotte. Solo tre posti rimasti in un gruppo di trading «VIP». Un gestore del conto che chiama ogni giorno e si irrita quando esiti. L’avviso che il conto sarà congelato, che perderai i profitti o perfino che rischi una multa se non paghi oggi. Ognuna di queste mosse serve a impedirti di fare il passaggio 3.
Il passaggio a un’app di messaggistica privata, WhatsApp nel caso di Washington, fa parte dello stesso copione: lì nessuna piattaforma modera nulla e una sola persona controlla la conversazione.
Molte vittime non sentono nemmeno la pressione, perché si fidano di chi la esercita. Con l’Operation Level Up, lanciata nel gennaio 2024, l’FBI ha avvisato nel 2025 ben 3.780 vittime di frodi negli investimenti in crypto, e il 78% non sapeva di essere truffato quando gli agenti le hanno contattate. Un prestatore autorizzato può aspettare un giorno mentre lo controlli. Uno falso no.

Hai già pagato: che cosa fare nelle prime 24 ore
Qui la velocità conta più di tutto, perché il denaro ancora nel sistema bancario a volte si può fermare. Le crypto inviate on-chain al portafoglio di un truffatore di solito non si possono richiamare, ma un exchange da cui sono passate può riuscire a congelarle se segnali in fretta.
- Smetti di pagare, qualunque cosa dica la piattaforma su commissioni, penali o scadenze, e non installare alcun software né dare accesso remoto a chi si offre di aiutarti.
- Salva le prove: schermate del sito e del saldo, la cronologia della chat, l’indirizzo del sito, gli indirizzi dei portafogli, gli hash delle transazioni, i riferimenti bancari, i nomi e i numeri usati.
- Chiama subito la banca o l’emittente della carta, al numero riportato sulla carta o nell’app ufficiale, denuncia la frode e chiedi se è possibile richiamare il bonifico.
- Se il denaro è passato da un exchange, segnala la frode a quell’exchange con i dettagli della transazione e l’indirizzo di destinazione.
- Cambia le password della posta elettronica e dei conti finanziari, e non digitare mai la tua seed phrase dove te la chiede uno sconosciuto.
- Segnala la truffa alla polizia e all’autorità del tuo paese, elencate qui sotto.
La telefonata alla banca vale la pena anche se pensi sia troppo tardi. Nel 2025 il Recovery Asset Team dell’IC3 ha lavorato su 3.900 casi, con 1,16 miliardi di dollari di trasferimenti tentati, e ha congelato circa 679 milioni, con un tasso di successo del 58%, secondo il suo rapporto annuale. Quel meccanismo riguarda i bonifici bancari segnalati in fretta, non le crypto già inviate on-chain. Il tempo è essenziale, scrive l’FBI, che chiede alle vittime di presentare la denuncia su ic3.gov con tutti i dettagli delle transazioni. La protezione del portafoglio è trattata nella nostra lezione sulla sicurezza della seed phrase.
Dove segnalare, paese per paese. In Italia: il servizio di denuncia online della Polizia Postale, il numero della Consob 06 8477611 e una denuncia formale alle forze dell’ordine. Se hai a che fare con una società estera: negli Stati Uniti l’IC3 (ic3.gov), la FTC (ReportFraud.ftc.gov), la CFTC (CFTC.gov/complaint), la SEC (sec.gov/tcr) e l’autorità statale sui titoli, come le elenca la FTC; nel Regno Unito Report Fraud, che ha sostituito Action Fraud nel dicembre 2025, allo 0300 123 2040, e la FCA allo 0800 111 6768; in Francia l’Epargne Info Service dell’AMF al +33 1 53 45 62 00 (giorni feriali, dalle 9:00 alle 12:30) e una denuncia alla polizia o alla gendarmeria.
La seconda truffa: i servizi di recupero che chiedono soldi in anticipo
Dopo una perdita compare spesso un nuovo contatto che promette di far riavere il denaro: un «avvocato», un «investigatore blockchain», un funzionario di un’autorità o della polizia. Chiedono prima una commissione. L’IC3 ha registrato nel 2025 ben 10.516 denunce per truffe di recupero, con 1,4 miliardi di dollari di perdite, una cifra che può includere le perdite precedenti che hanno portato al contatto, e segnala studi legali fittizi che prendono di mira le vittime di truffe crypto.
Le autorità europee hanno pubblicato lo stesso avvertimento con il proprio nome. Il 3 febbraio 2025 l’AMF ha detto che persone spacciatesi per suoi dipendenti contattavano vittime di truffe crypto, e ha precisato che «ne propose pas de procédure de recouvrement de fonds dérobés»: non offre alcuna procedura di recupero dei fondi sottratti, e non contatta mai i risparmiatori di propria iniziativa per telefono o per messaggio privato (AMF, in francese). Il 21 febbraio 2025 la Consob ha descritto falsi avvocati che usavano il suo nome e il suo logo, sostenendo che li avesse incaricati di recuperare il denaro perso su siti di trading, e che chiedevano alle vittime una commissione o una «tassa» prima di sparire (Consob). La FCA chiama lo schema «recovery room scam».
Né l’AMF né la Consob recuperano denaro per i risparmiatori, e l’AMF dice di non contattarli mai per prima. Sequestrare e restituire fondi sottratti è compito della polizia e dei tribunali, e un avvocato vero non telefona alle vittime senza che l’abbiano chiesto, con una garanzia in tasca. La scheda dell’ESMA chiude la sezione sulle recovery room ricordando che essere stati truffati una volta non esclude che possa capitare di nuovo.



