Mercoledì 21 ottobre 2026 Grayscale ha comunicato che gli investitori idonei possono ora consegnare direttamente criptovalute in cambio di quote di dieci dei suoi exchange-traded product, senza vendere prima i token per ottenere dollari. Le sottoscrizioni in natura riguardano blockchain that runs exactly as written when it is called, holding and moving funds according to its code, without an intermediary able to change the outcome.">smart contract holding reserves of two or more tokens, supplied by users, that a decentralized exchange uses to execute trades automatically at a price set by a formula.">pool diverge, compared with simply holding the same tokens in a wallet. It becomes permanent when the provider withdraws.">il Bitcoin Mini Trust ETF (ticker BTC), l’Ethereum Staking Mini ETF (ETH) e otto fondi che detengono altri token, da Solana a Zcash. I minimi approssimativi vanno da 80.300 dollari per il Solana Staking ETF (GSOL) a 364.800 dollari per il fondo sul bitcoin, secondo il comunicato dell’azienda diffuso da GlobeNewswire. Dall’app di un broker non si può fare: bisogna passare da un authorized participant (AP), cioè una delle grandi società di trading che trattano direttamente con il fondo, oppure da un intermediario che ne ha accesso.
Mancano due nomi. Il Grayscale Bitcoin Trust (GBTC) e il Grayscale Ethereum Trust (ETHE), i fondi più vecchi e conosciuti della società, non fanno parte dei dieci e il comunicato non li cita. Parla inoltre solo di conferimenti, cioè token in entrata e quote in uscita, e non dice nulla del percorso inverso, quello in cui si restituiscono le quote e si ricevono le monete.
«L’investimento in natura costituisce un ponte tra la proprietà diretta di criptovalute e la gestione tradizionale del portafoglio», ha dichiarato nel comunicato Steve Vanourny, responsabile indici di Grayscale. The Block ha riportato la notizia alle 11:12 ora di New York (15:12 UTC) dello stesso giorno, con lo stesso intervallo di minimi. Grayscale non ha pubblicato dati sui flussi né un elenco di società pronte a gestire questi ordini.
ETF Grayscale in natura: i dieci fondi e i minimi di sottoscrizione
Grayscale indica ogni minimo come importo approssimativo in dollari seguito dal segno più. Le cifre si basano sui prezzi di mercato del 20 ottobre 2026, precisa il comunicato, seguono il prezzo di ciascun asset e possono cambiare senza preavviso. Un calo di Solana abbasserebbe la soglia di GSOL; un rialzo del bitcoin alzerebbe quella di BTC. Grayscale non spiega come calcola ogni importo.
| Fondo | Ticker | Minimo approssimativo (prezzi del 20 ott.) |
|---|---|---|
| Grayscale Bitcoin Mini Trust ETF | BTC | 364.800 $+ |
| Grayscale Ethereum Staking Mini ETF | ETH | 232.300 $+ |
| Grayscale Solana Staking ETF | GSOL | 80.300 $+ |
| Grayscale XRP Trust ETF | GXRP | 257.000 $+ |
| Grayscale Dogecoin Trust ETF | GDOG | 95.550 $+ |
| Grayscale Avalanche Staking ETF | GAVA | 235.800 $+ |
| Grayscale Chainlink Trust ETF | GLNK | 107.900 $+ |
| Grayscale Hyperliquid Staking ETF | HYPG | 282.600 $+ |
| Grayscale Sui Staking ETF | GSUI | 148.400 $+ |
| The Zcash ETF | ZCSH | 322.600 $+ |
Fonte per ogni riga: comunicato di Grayscale del 21 ottobre 2026, letto nella copia sindacata di GlobeNewswire. The Block conferma i dieci prodotti e l’intervallo da 80.300 a 364.800 dollari.
Per la maggior parte dell’elenco il passo conta più che per il fondo sul bitcoin. Otto dei dieci prodotti seguono token diversi da bitcoin ed ether: Solana, XRP, Dogecoin, Avalanche, Chainlink, Hyperliquid, Sui e Zcash. Diversi sono fondi di staking, che mettono al lavoro sulle rispettive reti una parte dei token in portafoglio. Chi possedeva uno di quei token e voleva le quote di un fondo doveva finora vendere, accettare il prezzo e le commissioni del giorno e poi comprare l’ETF. La nuova strada di Grayscale permette a un grande detentore di saltare la vendita, almeno sulla carta.
Il punto d’ingresso più basso è GSOL, a circa 80.300 dollari, seguito dal fondo su Dogecoin a circa 95.550 dollari e da quello su Chainlink a circa 107.900 dollari. In cima ci sono il Bitcoin Mini Trust a circa 364.800 dollari e lo Zcash ETF a circa 322.600 dollari. Nessuno di questi è un biglietto per il piccolo risparmiatore.
GBTC ed ETHE non sono nell’elenco e i rimborsi non sono citati
GBTC è passato da trust a ETF l’11 gennaio 2024, il giorno in cui hanno iniziato a negoziare gli ETF spot sul bitcoin statunitensi. ETHE ha seguito il 23 luglio 2024, quando ha iniziato a negoziare su NYSE Arca insieme al nuovo Ethereum Mini Trust, secondo l’annuncio di Grayscale depositato presso la SEC. Nell’elenco dei dieci figurano i due fondi Mini, che applicano commissioni più basse, e non i trust più vecchi. Il comunicato non spiega il motivo e non indica una data per l’eventuale aggiunta di GBTC o ETHE.
Sui rimborsi conta la formulazione. Il comunicato parla di «sottoscrizioni in natura» e di investitori che «conferiscono direttamente un asset digitale sottostante in cambio di quote». Le parole rimborso o riscatto non compaiono mai. Quindi, al 21 ottobre, Grayscale non ha detto agli investitori che possono riconvertire in token le quote di questi dieci fondi attraverso lo stesso canale.
A livello del fondo e dei suoi operatori la situazione può essere diversa. Un supplemento al prospetto depositato per GSOL il 13 maggio 2026 prevede che il fondo su Solana crei e rimborsi quote in natura con gli authorized participant o i loro designati, in cambio di SOL. Si tratta di un accordo tra il trust e un piccolo gruppo di società di trading. Il documento non dice se queste società offriranno il lato dei rimborsi anche ai clienti esterni, e nemmeno il comunicato di mercoledì lo fa.
Creazione in natura o in contanti: come un ETF crypto emette nuove quote
Un exchange-traded fund si negozia in Borsa come un’azione, ma le nuove quote non le stampa la Borsa. Si creano sul «mercato primario» ad opera degli authorized participant (AP). Quando la domanda sale, un AP consegna al fondo ciò che serve da detenere e riceve un blocco di quote nuove, che può poi vendere in Borsa. Quando la domanda scende, l’AP restituisce le quote e riceve gli asset. Questo meccanismo di creazione e rimborso tiene il prezzo dell’ETF vicino al valore di ciò che il fondo possiede.
La questione è che cosa consegna l’AP. Nella creazione in contanti l’AP invia dollari e il fondo, o una società che agisce per suo conto, compra le monete sul mercato. Nella creazione in natura l’AP consegna le monete stesse. Al momento della creazione delle quote non serve alcun acquisto di monete, perché le monete arrivano già pronte.
L’annuncio di Grayscale aggiunge un livello. Permette a un detentore esterno, per esempio un fondo, un family office o un privato facoltoso con token in un wallet, di far passare quei token attraverso un AP fino al fondo e di ricevere quote in cambio. Il detentore si ritrova con quote di ETF su un conto titoli al posto di monete in un wallet, e nessuno ha venduto monete su un exchange lungo il percorso.
In parole semplici: nella via in contanti le monete vengono vendute per dollari, i dollari comprano le quote e il fondo compra di nuovo le monete. Nella via in natura le monete entrano nel fondo e le quote escono. Meno operazioni significano costi più bassi, almeno in teoria, ed è da qui che nascono i risparmi sperati.

L’approvazione della SEC per le creazioni in natura, luglio 2025
Gli ETF spot sul bitcoin statunitensi sono partiti a gennaio 2024 come prodotti esclusivamente in contanti, e lo stesso valeva per i fondi sull’ether arrivati dopo. Il 29 luglio 2025 la SEC ha approvato modifiche ai regolamenti delle Borse che consentono creazioni e rimborsi in natura per gli ETP crypto, descritte come una deviazione dal modello solo contanti approvato in precedenza. «Gli investitori trarranno beneficio da queste approvazioni, perché renderanno questi prodotti meno costosi e più efficienti», disse allora il presidente della SEC Paul Atkins.
La mossa di mercoledì non è una nuova approvazione della SEC. Le delibere del 2025 riguardano le operazioni tra i fondi e i loro authorized participant. Ciò che Grayscale ha fatto è aprire una via pratica dai detentori esterni a quei partecipanti, su dieci prodotti, con minimi e condizioni propri. The Block la descrive allo stesso modo.
Chi può davvero usare il canale in natura di Grayscale
Il comunicato è diretto sui gatekeeper. I clienti che vogliono sottoscrizioni in natura sul mercato primario devono lavorare con un authorized participant o con un altro intermediario che abbia accesso a uno di essi. La disponibilità dipende dal prodotto, dalle commissioni del facilitatore e dalle condizioni applicabili. Grayscale non elenca le commissioni, non nomina i partecipanti per ciascun fondo e non definisce chi sia un investitore idoneo. Rimanda i clienti interessati al proprio servizio clienti.
Serve innanzitutto una quantità di token sufficiente a superare il minimo, che parte sopra gli 80.000 dollari. Poi un conto presso una società in grado di raggiungere un AP, in genere un grande broker o un desk di trading e non un’app per il pubblico. Le commissioni non sono ancora note e potrebbero erodere una parte dei risparmi che il canale dovrebbe portare.
Il piccolo risparmiatore che compra GSOL o il Bitcoin Mini Trust tramite un broker, pagando in dollari, non è toccato dalla novità: quelle quote si comprano e si vendono in Borsa come prima. Il cambiamento riguarda chi possiede già quantità rilevanti dei token sottostanti e vuole spostarli in un contenitore di fondo.
Per chi vive in Italia c’è una precisazione. Si tratta di prodotti quotati a New York, con prospetti statunitensi: Coindaro non ha trovato indicazioni, né da Consob né da fonti di mercato, su un loro collocamento al pubblico italiano, e ai prodotti extra-UE si applicano di norma i vincoli delle regole PRIIPs sul documento di informazioni chiave (KID). Per la maggior parte dei lettori italiani la notizia è quindi un segnale sul mercato americano più che un’opportunità diretta. Quanto al trattamento fiscale in Italia di uno scambio di token con quote di fondo, Coindaro non ha raccolto fonti: va chiarito con un commercialista prima di muoversi.
Grayscale: il trattamento fiscale è incerto
Il comunicato di Grayscale è più prudente proprio qui. La sezione sui rischi afferma che il trattamento fiscale «è incerto e può generare eventi imponibili», soprattutto quando un investitore conferisce token diversi dall’asset detenuto dal fondo. Invita inoltre i clienti a consultare i propri consulenti finanziari, legali e fiscali sulla loro situazione.
Questo avvertimento stride con il modo in cui gli scambi in natura vengono spesso presentati agli investitori. Quando BlackRock ha abbassato la sua soglia in estate, CoinDesk ha riferito il 26 agosto 2026, citando Bloomberg, che consegnare bitcoin in cambio di quote di ETF può evitare la vendita che farebbe scattare l’imposta sulle plusvalenze. Grayscale non fa un’affermazione simile per i suoi dieci fondi. Coindaro non ha trovato indicazioni dell’IRS specifiche per questi scambi al 21 ottobre. Chi conta su un vantaggio fiscale ha per ora soltanto la parola «incerto» dell’emittente.
Il comunicato segnala un’insidia collegata. Se i token dell’investitore non coincidono esattamente con quelli del fondo, per entrare potrebbe servire venderli o convertirli prima nell’asset giusto, con impatto sul mercato, slippage e rischio di tempistica. Anche una conversione del genere potrebbe essere di per sé un evento imponibile.
Cosa guadagnano gli investitori secondo Grayscale e i rischi che elenca
Grayscale elenca i vantaggi del canale. I detentori non devono più farsi carico dell’autocustodia e della protezione delle chiavi private. I costi di esecuzione possono essere inferiori a quelli della negoziazione delle monete sugli exchange crypto, dice la società, usando «potenzialmente» e non una promessa. E le quote del fondo si adattano a strumenti che le monete non possono usare: conti titoli e previdenziali, margini e garanzie, opzioni quotate e pianificazione successoria.
Vanourny ha legato la mossa anche alla sicurezza: «Con la maturazione degli asset digitali, gli investitori cercano modi più sicuri ed efficienti per gestire le proprie criptovalute». Nella stessa dichiarazione, ripresa da The Block, ha indicato come motivo del valore crescente della custodia istituzionale le minacce informatiche in aumento, compresi gli exploit legati all’autocustodia e alla DeFi.
L’elenco dei rischi è più lungo di quello dei benefici. Le quote ricevute possono scambiare con un premio o uno sconto rispetto al valore patrimoniale netto del fondo. Il processo dipende da AP, custodi e passaggi operativi, ciascuno dei quali è un punto in cui può verificarsi un errore di trasferimento o di custodia. I prodotti possono chiudere in anticipo se il custode si dimette o viene rimosso senza un sostituto. E non sono registrati ai sensi dell’Investment Company Act del 1940, quindi non offrono le tutele di un classico fondo comune o ETF.
BlackRock e Bitwise hanno abbassato prima i minimi in natura
Grayscale insegue, non guida. Secondo Bloomberg, ripresa da CoinDesk il 26 agosto 2026, BlackRock ha ridotto a luglio 2026 da 25 milioni a 1 milione di dollari il valore minimo di bitcoin necessario per uno scambio diretto nel suo iShares Bitcoin Trust (IBIT). Bitwise ha abbassato la soglia a 3 milioni di dollari, da 100 milioni. Robbie Mitchnick, responsabile asset digitali di BlackRock, ha detto che IBIT aveva gestito più di 5 miliardi di dollari di questi scambi, contro i 3 miliardi di ottobre 2025.
| Emittente e fondo | Minimo in natura | Data | Fonte |
|---|---|---|---|
| BlackRock, IBIT (bitcoin) | 1 milione di $ (prima 25 milioni) | Ridotto a luglio 2026 | Bloomberg via CoinDesk, 26 ago. 2026 |
| Bitwise (bitcoin) | 3 milioni di $ (prima 100 milioni) | Riportato ad agosto 2026 | Bloomberg via CoinDesk, 26 ago. 2026 |
| Grayscale, Bitcoin Mini Trust (BTC) | Circa 364.800 $ | Prezzi del 20 ott. 2026 | Comunicato Grayscale, 21 ott. 2026 |
| Grayscale, Solana Staking ETF (GSOL) | Circa 80.300 $ | Prezzi del 20 ott. 2026 | Comunicato Grayscale, 21 ott. 2026 |
Non è un confronto alla pari. Le cifre di BlackRock e Bitwise sono soglie fisse per fondi sul bitcoin, riportate di seconda mano; quelle di Grayscale sono stime legate ai prezzi, su dieci asset diversi. Sulla carta, il punto d’ingresso di Grayscale sul bitcoin è ben sotto il nuovo milione di dollari di IBIT. Commissioni e condizioni proprie dell’AP, che nessuno dei tre emittenti ha pubblicato in questi resoconti, decidono quanto paga davvero un detentore. La vera differenza è l’ampiezza: BlackRock e Bitwise parlavano di bitcoin, mentre Grayscale ha messo sullo stesso piano Solana, XRP, Dogecoin e altri cinque token.

La mossa arriva in una settimana tranquilla per la domanda di ETF. Gli ETF spot sul bitcoin statunitensi hanno raccolto circa 23 milioni di dollari netti il 20 ottobre, dopo circa 527 milioni il giorno prima, come Coindaro ha annotato nella sua analisi della sessione americana di martedì. Gli emittenti competono sul disegno dei prodotti oltre che sulle commissioni: il 20 ottobre Coindaro ha riferito il deposito di BlackRock per PBIT, un ETF sul bitcoin con rialzo limitato. Il bitcoin quotava intorno a 84.660 dollari alle 16:17 UTC di mercoledì, secondo lo snapshot di mercato di Coindaro. Mercoledì non erano disponibili dati sui flussi verso nessuno dei dieci fondi Grayscale.
Che cosa Grayscale non ha ancora detto
Dopo il comunicato di mercoledì restano aperti diversi punti. Decidono se il canale verrà usato o resterà sulla carta.
- Se i detentori possono anche riscattare le quote dei dieci fondi in token tramite un AP, o solo sottoscrivere.
- L’entità delle commissioni del facilitatore e quali authorized participant accettano ordini in natura per ciascun fondo.
- Chi sia considerato investitore idoneo e se gli investitori fuori dagli Stati Uniti possano usare il canale.
- Se GBTC ed ETHE verranno aggiunti e quando.
- Come l’IRS tratti uno scambio di token con quote del fondo, che Grayscale definisce incerto.
Il primo segno pubblico di utilizzo si vedrebbe nel numero di quote in circolazione e nei flussi giornalieri dei fondi. Grayscale non ha indicato una data per ulteriori passi.
