Due analisti di Citi Research sostengono che i prestiti garantiti da asset tokenizzati potrebbero diventare uno degli usi principali della tokenizzazione e che Aave sia in posizione per offrirli, secondo Aave stessa e diverse testate crypto. La nota su Citi e Aave, intitolata «US Digital Assets: Aave – Bringing Real World Finance Onchain» e firmata da Peter Christiansen e Aditi Balachandran, porta la data del 19 ottobre ed è circolata blockchain that runs exactly as written when it is called, holding and moving funds according to its code, without an intermediary able to change the outcome.">smart contract holding reserves of two or more tokens, supplied by users, that a decentralized exchange uses to execute trades automatically at a price set by a formula.">pool diverge, compared with simply holding the same tokens in a wallet. It becomes permanent when the provider withdraws.">il 20. Citi non l’ha pubblicata. Nessuna delle testate che abbiamo controllato ne ha riportato più di una frase.
È un rapporto di ricerca, non un accordo. Crypto News Flash scrive che nel materiale disponibile nulla indica un investimento di Citi, un’intesa commerciale con Aave Labs o un prezzo obiettivo sul token AAVE, mentre Journal du Coin precisa che la nota non annuncia né una partnership né un investimento. I titoli che dicono che Citi «sostiene» Aave vanno oltre quanto risulta agli atti.
La nota di Citi su Aave: un’idea, più formulazioni
Il passaggio che tutti ripetono riguarda le garanzie. Coindoo riporta che, secondo gli analisti, la mobilità delle garanzie potrebbe rivelarsi uno degli usi più importanti della tokenizzazione; si tratta di una parafrasi di Coindoo, non di una citazione testuale. The Block, rilanciato da ChainCatcher, e ME News esprimono lo stesso concetto con parole un po’ diverse e parlano di «collateral liquidity», cioè di liquidità delle garanzie. Finché Citi non rende disponibile il testo, la formulazione esatta non si può verificare.
Come la riassumono Journal du Coin e Coindoo, il ragionamento procede per tappe. La tokenizzazione si estende dalle stablecoin ai fondi monetari, al credito privato e ai titoli di Stato, poi alle azioni. Le stablecoin regolano i pagamenti. Protocolli come Aave permettono quindi a chi detiene quei token di ottenere un prestito senza venderli, un po’ come le banche private fanno con i clienti che danno in garanzia un portafoglio titoli. La nota cita, a quanto si legge, Aave V4, il mercato Horizon pensato per gli istituzionali e GHO, la stablecoin di Aave.
Aave ha rilanciato la nota di persona, con un post su X del 19 ottobre in cui si definisce un «collateral mobility protocol», un protocollo per la mobilità delle garanzie. È un’etichetta di marketing di Aave, non di Citi. Il post collega inoltre Aave a funzioni finanziarie che muovono decine di migliaia di miliardi di dollari; Coindoo osserva che quella cifra misura i mercati della finanza tradizionale, non affari che qualcuno si aspetti davvero di vedere conquistati da Aave. Non siamo riusciti ad aprire il post direttamente: il suo testo è noto solo attraverso le testate che lo rilanciano.
Mobilità delle garanzie: spostare l’asset che copre un prestito
La garanzia è ciò che chi prende a prestito mette a disposizione perché il prestatore venga rimborsato se qualcosa va storto. Nei mercati obbligazionari e dei pronti contro termine, spostarla tra depositari e controparti richiede pratiche e giorni di regolamento, e questo attrito immobilizza asset che potrebbero lavorare altrove.
Una quota tokenizzata di un fondo può, in linea di principio, essere depositata in un contratto di prestito in pochi minuti. Un oracolo ne stabilisce il prezzo, il contratto fissa quanto si può prendere a prestito e i liquidatori possono sequestrarla e venderla in automatico se il suo valore scende troppo. È il meccanismo che Aave applica già alle crypto; la nostra scheda su Aave spiega come funzionano i suoi pool, i limiti di loan-to-value e le liquidazioni.
Anche banche e infrastrutture di mercato lavorano allo stesso problema dal loro lato. TokenPost ricorda un lavoro precedente di Citi, DTCC e Swift che legava la mobilità delle garanzie all’interoperabilità tra sistemi finanziari. La settimana scorsa DTCC ha messo on-chain 25 titoli con il suo servizio di tokenizzazione e JPMorgan, secondo Bloomberg, si prepara a portare il deposit token JPM Coin sulla mainnet di Ethereum. La tesi di Citi, per come è riportata, è che un protocollo di prestito pubblico potrebbe stare sotto una parte di questa attività.

Aave Horizon custodisce 253 milioni di dollari, contro i 421 di gennaio
Horizon è il mercato su cui la nota si appoggia di più. Aave Labs l’ha lanciato nell’agosto 2025 come spazio a permessi: solo gli utenti approvati dagli emittenti degli asset possono depositare garanzie, e prendono a prestito USDC, RLUSD o GHO contro asset reali tokenizzati, come le quote di fondi, spiega Coindoo.
I numeri sono modesti rispetto ad Aave nel suo complesso. DefiLlama indicava 253 milioni di dollari di garanzie in Horizon e 122 milioni presi a prestito alle 10:48 UTC del 20 ottobre, tutti su Ethereum. Il valore aveva toccato il massimo di 421 milioni il 12 gennaio 2026 e in sette giorni era sceso dell’1,1%.
Le definizioni cambiano da un conteggio all’altro. Crypto News Flash ha scritto che Aave Labs aveva indicato a febbraio oltre 440 milioni di dollari di depositi. La cifra predefinita di DefiLlama esclude i fondi già presi a prestito, perciò resta sotto i totali dei depositi. Con l’una o l’altra misura, oggi Horizon è più piccolo che al suo massimo.
Un team di rischio chiede più capacità di prestito per un fondo CLO tokenizzato
Il dibattito più acceso su Horizon riguarda JAAA, la classe di quote tokenizzata del Janus Henderson Anemoy AAA CLO Fund, emessa tramite Centrifuge e prezzata sul valore patrimoniale netto del fondo, che Chainlink pubblica on-chain. Il 15 ottobre il gestore del rischio LlamaRisk ha proposto sul forum di governance di Aave di portare il loan-to-value di JAAA su Horizon dall’81% all’87% e la soglia di liquidazione dall’86% all’89%. Intende applicare la modifica tramite la procedura dei Risk Steward di Aave.
LlamaRisk ha motivato la modifica con lo storico di regolamento del fondo, confermato da Centrifuge: 93 ordini di rimborso per 717,3 milioni di dollari tra il 10 ottobre 2025 e il 5 ottobre 2026. Sessantatré sono stati pagati lo stesso giorno, 28 il giorno lavorativo successivo e due il secondo giorno.
Lo stesso post mostra quanto il mercato sia concentrato. Su Horizon ci sono JAAA per 51,9 milioni di dollari, distribuiti su undici indirizzi. Sette posizioni hanno 45,0 milioni di debito e prendono a prestito tra il 78,2% e l’83,4% del valore delle proprie garanzie; la più grande detiene il 38,9% di quei JAAA a fronte di 20,5 milioni di prestiti. Con i nuovi limiti, la leva massima ottenibile in loop su JAAA salirebbe da 5,26 a 7,69 volte, secondo i calcoli di LlamaRisk. Un rapporto più alto significa più stablecoin a parità di garanzia e un cuscinetto più sottile prima della liquidazione.
TokenLogic, un altro collaboratore sul fronte del rischio, ha sollevato un punto analogo in una valutazione di settembre citata da Coindoo: il debito in GHO su Horizon è passato da 23,2 a 39,0 milioni in 30 giorni, e questa crescita potrebbe riflettere la leva di pochi grandi detentori più che una domanda istituzionale diffusa.
Il valore bloccato di Aave è sceso di circa il 4% in una settimana
Su tutti i suoi mercati, Aave custodiva 17,85 miliardi di dollari alle 10:48 UTC del 20 ottobre, secondo DefiLlama, contro 18,68 miliardi il 12 ottobre e 18,99 miliardi il 20 settembre. Gran parte del calo settimanale è avvenuta in un solo giorno, tra il 12 e il 13 ottobre. Ethereum pesa per 14,74 miliardi; Base e Arbitrum ne ospitano circa mezzo miliardo ciascuna.
| Mercato (DefiLlama) | Valore bloccato, 20 ott 2026 | Variazione in 7 giorni |
|---|---|---|
| Aave, tutte le versioni e le chain | 17,85 mld $ | -4,4% (da 18,68 mld $ il 12 ott) |
| Aave V3 | 16,84 mld $ | -4,4% |
| Aave V4 | 649 mln $ | -2,5% |
| Aave Horizon (RWA) | 253 mln $ | -1,1% |
| Aave V2 | 106 mln $ | -3,3% |
| Morpho Blue | 11,07 mld $ | -2,4% |
| SparkLend | 5,03 mld $ | -5,0% |
Aave resta il maggiore prestatore della DeFi. I suoi mercati pesano per circa il 35% dei 51,4 miliardi di dollari che DefiLlama contava nei protocolli di lending alle 10:49 UTC, davanti a Morpho Blue con circa il 22% e a SparkLend con circa il 10%. Morpho, la rete di prestito dietro i prestiti in bitcoin di Coinbase, è lo sfidante più vicino. Crypto News Flash è arrivata a quote simili con la stessa fonte.
Il token non è salito sulla scia della nota. AAVE passava di mano intorno a 147,90 dollari alle 10:22 UTC del 20 ottobre, secondo i dati CoinGecko dello snapshot di mercato di Coindaro, con un calo del 2,2% in 24 ore e del 7,4% in sette giorni.

Azioni tokenizzate già a garanzia di prestiti in USDC su Base
Un prodotto già attivo corrisponde allo scenario descritto da Citi. Un mercato di Aave su Base accetta come garanzia per prestiti in USDC azioni statunitensi tokenizzate da Coinbase, aperto solo a utenti idonei fuori dagli Stati Uniti, secondo TokenPost. Le azioni sono l’ultimo passo della sequenza della nota, e questo mercato mostra i meccanismi all’opera su piccola scala.
Che cosa la nota lascia aperto
Gran parte della storia resta da chiarire. Il testo integrale non è pubblico, quindi non si sa se la ricerca di Citi esprima un giudizio sul token AAVE né quanto spazio dedichi ai rischi visti sopra. Nessuna testata ha riportato un legame commerciale tra Citi e Aave, e non abbiamo trovato nulla che colleghi Citi Token Services, la piattaforma di liquidità tokenizzata della banca, al protocollo.
Per chi legge dall’Italia vale la distinzione di fondo: una nota di ricerca non è un’offerta né una raccomandazione, e dalle informazioni disponibili non risulta alcuna valutazione di Citi sul token.
Anche sulla data le fonti divergono di poco: Coindoo e Journal du Coin datano la nota al 19 ottobre, mentre Coinotag e ME News la collocano al 20. Entro le 10:50 UTC del 20 ottobre non abbiamo trovato alcun commento pubblico di Citi.
I segnali verificabili stanno on-chain. I prossimi sono due: se le garanzie di Horizon risaliranno verso il livello di gennaio e se la modifica dei parametri di JAAA entrerà in vigore.
