BNB Chain ha pubblicato le prime specifiche tecniche di New L1, blockchain that runs exactly as written when it is called, holding and moving funds according to its code, without an intermediary able to change the outcome.">smart contract holding reserves of two or more tokens, supplied by users, that a decentralized exchange uses to execute trades automatically at a price set by a formula.">pool diverge, compared with simply holding the same tokens in a wallet. It becomes permanent when the provider withdraws.">il nome provvisorio del Layer 1 compatibile con EVM che intende lanciare accanto a BNB Smart Chain. Una pagina di documentazione datata 22 ottobre 2026 fissa come obiettivo blocchi da 200 millisecondi, preconferme in circa 20 millisecondi e finalità in meno di un secondo, senza mempool pubblico e senza un nuovo token: BNB resta l’unico asset per il gas, lo staking e la governance della rete. Oggi la catena gira soltanto su una devnet interna. Il calendario, fissato a luglio e rimasto invariato, prevede una testnet pubblica entro fine 2026 e la mainnet all’inizio del 2027.
Il progetto in sé non è una novità. Una quarta blockchain, accanto a BNB Smart Chain (BSC) e alle due reti lanciate nel 2023, opBNB e Greenfield, era già stata annunciata nella roadmap tecnica del secondo semestre 2026, pubblicata l’8 luglio. A cambiare, questo mese, è il livello di dettaglio: il post di luglio indicava obiettivi di massima, la documentazione di ottobre descrive come si costruiscono i blocchi, come si pagano le commissioni e come BNB passerà sulla nuova rete. La stampa specializzata, per esempio Crypto Briefing, ha ripreso la pagina dal 26 ottobre, il giorno dopo che Changpeng Zhao, fondatore di Binance, aveva commentato il piano su X.
Ogni cifra qui sotto è un obiettivo di progetto, datato al documento da cui proviene. Nessuna è stata misurata su una rete pubblica, perché una rete pubblica ancora non c’è.
Cosa aggiunge la documentazione di New L1 alla roadmap di luglio
La pagina del 22 ottobre presenta New L1 come «la blockchain di nuova generazione della famiglia BNB Chain», pensata per il trading ad alta frequenza, i pagamenti in tempo reale, la finanza confidenziale e l’attività guidata da agenti di intelligenza artificiale. BSC conserva il ruolo di catena generalista, con la base di utenti più ampia. La nuova nasce da zero per i carichi di lavoro che, secondo la documentazione, vanno stretti a BSC.
Due numeri non coincidono con quelli di luglio, e chi confronta gli articoli se ne accorgerà. La roadmap dell’8 luglio prometteva una preconferma in meno di 50 millisecondi; la documentazione del 22 ottobre parla di circa 20 millisecondi. Il post di luglio indicava inoltre un obiettivo di oltre 100.000 transazioni al secondo (TPS). La pagina di presentazione non riporta alcun dato sui TPS: i 100.000 che diverse testate ripetono in questi giorni vengono da luglio, non dalla pagina nuova. Anche il tempo di blocco mancava nel post di luglio: i 200 ms compaiono per la prima volta a ottobre.
| Parametro | Roadmap, 8 luglio 2026 | Documentazione, 22 ottobre 2026 |
|---|---|---|
| Intervallo tra blocchi | non indicato | 200 ms (obiettivo) |
| Preconferma | meno di 50 ms | circa 20 ms |
| Finalità | meno di 1 secondo | meno di 1 secondo |
| Throughput | oltre 100.000 TPS | non indicato |
| Mempool pubblico | assente | assente |
| Testnet / mainnet | fine 2026 / inizio 2027 | ancora da venire |
Il calendario non si è spostato. «Prevediamo di lanciarla in testnet entro la fine del 2026, con il rilascio della mainnet all’inizio del 2027», si leggeva nella roadmap di luglio. La documentazione si limita a dire che testnet pubblica e mainnet sono ancora davanti.
Come funziona: blocchi da 200 ms, preconferme da 20 ms e niente mempool pubblico
Secondo la documentazione del 22 ottobre, il consenso è una versione «potenziata» di Parlia, il sistema di proof-of-staked-authority già in uso su BSC, in cui ogni validatore produce 16 blocchi consecutivi durante il proprio turno. L’obiettivo è un blocco ogni 200 millisecondi. All’interno di ciascun blocco, dei «SubBlocks» più piccoli permettono al produttore di confermare una transazione a chi l’ha inviata in circa 20 millisecondi. La finalità, cioè il punto dopo il quale l’ordine delle transazioni non può più essere invertito, dovrebbe arrivare in meno di un secondo grazie ai voti con firme BLS raccolti tra un blocco e l’altro.
Una preconferma, sottolinea la documentazione, è un segnale rapido del produttore del blocco e non la finalità. L’esecuzione è definitiva solo quando un blocco successivo registra un «ExecutionCommitment» e quel blocco viene a sua volta finalizzato. Un’app che mostra uno scambio come concluso dopo 20 ms si affida a una promessa che può ancora essere ritirata.
New L1 non ha un mempool globale, la sala d’attesa pubblica in cui le transazioni in sospeso aspettano su Ethereum o su BSC e dove i bot individuano gli scambi da anticipare (il front-running). Le transazioni vanno direttamente al produttore del blocco in corso e a quello successivo. La roadmap di luglio chiamava questo instradamento TxStream. David Z, direttore tecnico della catena, ha dichiarato a The Block l’8 luglio, in nostra traduzione: «TxStream non elimina l’MEV. Nulla lo fa. Rende però impraticabili, per come è progettato, gli attacchi principali».
Anche le commissioni funzionano in modo diverso. Gli utenti pagano il limite di gas che dichiarano, non il gas che la transazione finisce per consumare: lo spazio nel blocco viene venduto sul gas dichiarato prima dell’esecuzione, quindi gonfiare il limite costa denaro. Un sistema «Multi-Lane» riserva capacità di gas per ciascuna classe di transazioni, così che un picco di scambi non dovrebbe soffocare gli aggiornamenti degli oracoli o le liquidazioni. La roadmap di luglio descriveva la stessa idea con il nome PriorityLane, con corsie per oracoli, liquidazioni e bridge.

Sotto il cofano, l’esecuzione si appoggia a proof of stake coin with a protocol that stakes it for you and issues a transferable token (such as Lido stETH or rETH) representing the deposit plus rewards, which you can use or sell while the coins stay staked.">reth e revm, il client Ethereum e la macchina virtuale scritti in Rust. Lo stato è conservato in un archivio chiave-valore piatto con un impegno crittografico LtHash, al posto del Merkle-Patricia trie di Ethereum. La scelta ha un costo per gli sviluppatori: la documentazione elenca eth_getProof, i blob EIP-4844 e EIP-7702 tra le funzioni non supportate, quindi «compatibile con EVM» non significa che ogni strumento Ethereum funzioni senza modifiche.
Due funzioni si rivolgono direttamente agli utenti. La sponsorizzazione del gas tramite account abstraction nativa (un tipo di transazione dedicato, 0x76) consente alle app di pagare le commissioni al posto dei propri utenti, con firma tramite passkey e chiavi di accesso limitate ad azioni precise. Un pool schermato opzionale nasconde mittente, destinatario e importo per chi decide di usarlo. La presentazione non dice come questo pool si concilierà con i controlli antiriciclaggio che applicano gli exchange.
BNB resta l’unico token e il bridge non è pronto
Non arriva nessuna nuova moneta. BNB è l’asset nativo per il gas di New L1, trasferito da BSC con un bridge. Mettere in staking BNB tramite il contratto StakeHub genera govBNB in rapporto uno a uno, un token non trasferibile che misura soltanto il peso nella governance. La governance è ponderata sui token, con un timelock prima che le modifiche diventino efficaci.
Zhao ha accolto con favore questa scelta in un post su X del 25 ottobre, secondo Cointribune; le testate lo riassumono come «più catene, una sola moneta», con formulazioni leggermente diverse da un articolo all’altro. Non siamo riusciti ad aprire il post per verificarne il testo esatto, quindi non lo citiamo. In pratica il progetto indirizza commissioni e staking della nuova rete verso BNB e non verso un secondo token, la stessa moneta la cui offerta viene ridotta ogni trimestre, da ultimo con il 37° burn trimestrale da 1,65 milioni di BNB. «L’obiettivo è far crescere la torta complessiva di BNB Chain, non spartirla in modo diverso», ha detto David Z a The Block a luglio.
Il bridge, la questione che molti utenti cercano per prima, non è pronto. Il collegamento nativo tra BSC e New L1 è, scrive la documentazione, «ancora in sviluppo». Finché non sarà rilasciato, BNB non potrà passare alla nuova catena nel modo previsto dal progetto, e come interagiranno liquidità e commissioni di BSC con una sorella più veloce resta una domanda aperta, a cui non rispondono né la roadmap né la documentazione.

I mercati non si sono mossi. BNB scambiava intorno a 738,6 dollari alle 11:32 UTC del 27 ottobre, in calo dello 0,27% in 24 ore e in rialzo dell’1,63% in sette giorni, secondo lo snapshot di mercato di Coindaro: a quell’ora non era visibile alcuna reazione alla documentazione.
A che punto è BSC oggi, dopo il fork Fermi
La nuova catena affiancherà una BSC già accelerata quest’anno. L’hard fork Fermi è entrato in funzione sulla mainnet di BSC alle 02:30 UTC del 14 gennaio 2026, l’orario fissato dal post del blog di BNB Chain del 7 gennaio, e ha portato l’intervallo tra blocchi da 750 a 450 millisecondi. I timestamp dei blocchi di BSC lo mostrano: una media di 750 ms tra un blocco e l’altro nelle ore precedenti, 450 ms dopo. La roadmap di luglio ha poi fatto il bilancio del primo semestre, da gennaio a giugno: intervallo tra blocchi da 750 a 450 ms, finalità in memoria da 1.125 a 650 ms e throughput di benchmark da circa 2.800 a circa 5.200 TPS. Per il secondo semestre indicava come obiettivo immediato «un aumento di 2 volte del throughput sulla mainnet di BSC».
Sulla carta, dunque, il divario che la nuova catena dovrebbe aprire è ampio: blocchi più di due volte più rapidi dei 450 ms di BSC e, se l’obiettivo di luglio sarà rispettato, un throughput circa 20 volte superiore al benchmark di BSC. Il confronto mette però accanto un benchmark di laboratorio e un obiettivo, non due misurazioni.
Per chi si avvicina ora alla distinzione: New L1 è una blockchain di base separata, con validatori e consenso propri, non un layer 2 che pubblica i suoi dati su BSC. La nostra guida alla differenza tra layer 1 e layer 2 spiega perché conta per la sicurezza e per le commissioni.
Gli sviluppatori troveranno strumenti familiari. La documentazione dice che New L1 usa gli stessi strumenti di BSC, opBNB e Greenfield, ma le lacune elencate sopra (niente eth_getProof, niente transazioni EIP-4844 o EIP-7702) implicano che contratti e wallet nati per Ethereum vadano provati prima di essere trasferiti.
Cosa non si sa ancora prima della testnet 2026
La documentazione stessa segnala diverse lacune.
- La catena non ha un nome definitivo: «New L1» è un segnaposto.
- Né un dato sul throughput né il numero dei validatori compaiono nella pagina di presentazione, quindi la dimensione dell’insieme dei validatori non è confermata.
- Non esistono una testnet pubblica, un block explorer o un endpoint RPC, perciò gli sviluppatori esterni non possono mettere alla prova nessuno dei numeri.
- Il bridge nativo con BSC è incompleto e la mainnet è datata soltanto «inizio 2027».
- Le preconferme possono essere ritirate, e la presentazione non dice cosa le app debbano mostrare agli utenti in quel caso.
A luglio David Z è stato franco anche sui limiti. Sul trading ad alta frequenza ha detto, in nostra traduzione: «Per l’HFT in co-location, oggi un exchange centralizzato vince ancora. Per tutti gli altri, questa è l’esperienza di un exchange centralizzato senza il rischio di custodia». Sulla sicurezza post-quantistica, che BNB Chain sta provando come livello ibrido: «Nessuno nel settore ha ancora uno schema completo di migrazione quantistica, noi compresi».
Chi detiene BNB da un exchange italiano non deve fare nulla: la novità è tecnica, non tocca né il token né le regole di custodia, e dalle fonti consultate non emerge alcun effetto su Consob, OAM o sul regime fiscale italiano. Il prossimo appuntamento è la testnet pubblica, attesa entro fine 2026 secondo il piano di luglio. Sarebbe la prima volta in cui gli obiettivi di 200 ms e 20 ms si misurano con il traffico di sviluppatori esterni.
