La Securities and Exchange Commission (SEC), l’autorità di vigilanza sui mercati statunitensi, ha proposto pool de teneur de marché automatisé divergent, par rapport à une simple conservation des mêmes jetons. Elle devient définitive au retrait.">il 1° ottobre 2026 un quadro dedicato alla custodia delle cripto-attività da parte dei consulenti finanziari registrati e dei fondi regolamentati. La proposta permetterebbe alle trust company autorizzate dai singoli Stati di fare da custodi cripto e, a condizioni rigide, ai consulenti di conservare direttamente alcuni asset. Il presidente Paul Atkins parla di un percorso conforme per consulenti e fondi “dove prima non esisteva”.
Cosa prevede la proposta della SEC sulla custodia cripto
Il pacchetto modifica norme dell’Investment Advisers Act e dell’Investment Company Act del 1940. Si applica ai consulenti registrati e ai fondi regolamentati, cioè fondi comuni registrati e business development company. Secondo lo studio legale Sidley, l’attuale regola di custodia per i consulenti, la Rule 206(4)-2, diventerebbe Rule 223-1 e si aggiungerebbero nuove regole per i fondi:
- le trust company statali diventerebbero una nuova categoria di custode qualificato per le cripto-attività, accanto a banche e broker-dealer (Rule 17f-8 proposta per i fondi);
- la custodia tramite il consulente del fondo sarebbe possibile con la Rule 17f-9, con verifica del consiglio del fondo prima dell’avvio e ogni trimestre;
- i broker-dealer potrebbero custodire gli asset dei fondi con tutele modellate sulla Rule 15c3-3.
Autocustodia dei consulenti: ammessa solo come ultima risorsa
La parte più seguita riguarda l’autocustodia da parte dei consulenti. Un consulente potrebbe conservare direttamente l’asset di un cliente solo dopo aver accertato per iscritto, con una ricerca ragionevole, che nessun custode autorizzato è disposto a detenerlo. La verifica andrebbe rinnovata almeno ogni trimestre e il costo non è una giustificazione valida. Appena un custode diventa disponibile, l’asset va trasferito.
Le condizioni riassunte da Sidley e da Croke Fairchild Duarte & Beres sono severe:
- competenze documentate e controlli sulla gestione delle chiavi, con due persone designate ad approvare ogni trasferimento;
- un indirizzo blockchain separato per ogni cliente;
- una valutazione scritta annuale dei rischi informatici;
- una relazione sui controlli interni di un revisore indipendente entro sei mesi e poi ogni anno (vale un report SOC 1 Type 2);
- rendiconti trimestrali con indirizzo e rete blockchain.
Quali asset rientrano nella regola
Dipende dal cliente. Per i clienti dei consulenti la norma copre le cripto-attività che sono “fondi o titoli”: stablecoin di pagamento di emittenti autorizzati ai sensi del GENIUS Act, depositi tokenizzati, titoli tokenizzati. La SEC precisa che bitcoin, ether e solana in genere non sono né fondi né titoli, quindi resterebbero di norma fuori dalla regola sui consulenti. Per i fondi regolamentati, invece, le stesse attività contano come “titoli e investimenti simili” e seguono le regole di custodia dei fondi.
La proposta non tratta in modo specifico lo staking e non crea un’esenzione generale per la DeFi. Contiene oltre 300 domande per la consultazione, secondo Sidley.
Una riforma più ampia della custodia
Alcune modifiche valgono anche senza cripto. I revisori dei fondi privati non dovrebbero più essere registrati e ispezionati dal PCAOB, pur restando indipendenti. Nuove eccezioni riguarderebbero la custodia involontaria e alcuni mandati di gestione discrezionale. I moduli ADV e N-CEN includerebbero domande su custodia cripto e fondi tokenizzati.
Cosa significa per gli investitori
Per chi investe tramite un consulente o un fondo statunitense, la proposta potrebbe ampliare l’offerta di prodotti regolamentati con esposizione cripto e chiarire chi custodisce gli asset. Non cambia invece il modo in cui un privato conserva i propri token: le basi di chiavi e wallet sono spiegate nella nostra guida ai wallet cripto. La custodia resta un rischio centrale nel settore, come hanno mostrato i fallimenti di alcune piattaforme, e nessuna regola elimina il rischio di mercato.
I prossimi passi
La consultazione dura 60 giorni dalla pubblicazione nel Federal Register. Poi la SEC potrà adottare, modificare o abbandonare le norme. Da seguire:
- la data di pubblicazione nel Federal Register, che fisserà la scadenza dei commenti;
- le osservazioni di banche, trust company e custodi cripto sulle condizioni di autocustodia;
- il coordinamento con le altre proposte della SEC, tra cui “Regulation Crypto Assets”, aperta ai commenti fino al 20 ottobre 2026.
