
Progetto · Bitcoin Infrastruttura Layer 2
Liquid Network cos’è: come funzionano L-BTC e la federazione Blockstream, l’hack di settembre 2026 e i peg-out chiusi
Attivo Rischio 4/5
Informazioni sul progetto
La Liquid Network, la sidechain federata di Bitcoin lanciata da Blockstream nel 2018, è tornata in funzione dopo l’hack di settembre 2026, ma solo in parte. Dal 20 ottobre chi ha L-BTC può cambiarlo in bitcoin attraverso i provider di swap. I peg-out diretti verso la blockchain di Bitcoin restano chiusi e la riserva contiene meno bitcoin di quanti L-BTC siano in circolazione.
Alle 18:21 UTC del 21 ottobre 2026 l’explorer di liquid.network mostrava 4.234,76 L-BTC in circolazione contro 3.632,23 BTC nel wallet della Federation su Bitcoin. La differenza è di circa 602,5 BTC e la copertura di circa l’86%. Bitcoin.com aveva pubblicato le stesse due cifre il 17 settembre, quindi in cinque settimane nessuna delle due si è mossa.
Quel buco è ciò che resta dell’attacco del 6 settembre. Un bug in Elements, il software su cui gira Liquid, ha permesso a un attaccante di creare circa 4.000 L-BTC senza alcuna copertura e di riscattarli per 3.996,02 BTC, circa 320 milioni di dollari al momento dei fatti secondo CoinDesk. Gli autori, che si definiscono «whitehat», ne hanno restituiti 3.400 il giorno dopo. Il nostro articolo sul recupero a tappe annunciato il 20 ottobre racconta l’ultimo passo. Chi sopporterà la perdita non è ancora stato detto.
Liquid Network cos’è e chi la gestisce
Liquid è una blockchain separata che corre accanto a Bitcoin. Si basa su Elements, un codice open source derivato da quello di Bitcoin e pubblicato con licenza MIT, e la sua moneta di base, L-BTC, rappresenta bitcoin bloccati in un wallet sulla catena principale. I blocchi arrivano circa ogni minuto invece che ogni dieci. Importi e tipo di asset sono nascosti per impostazione predefinita e chiunque può emettere token, dall’USDt di Tether alle note tokenizzate legate al mining.
La documentazione di Liquid la chiama sidechain federata di Bitcoin, mentre il sito liquid.net la presenta come layer 2 di Bitcoin. La prima definizione è quella corretta. Liquid non è un rollup e non è una rete di canali di pagamento come Lightning: la sua sicurezza poggia sui firmatari e sul codice di Blockstream, non sul consenso di Bitcoin. La nostra guida ai layer 2 spiega la differenza.
Conviene tenere distinti tre soggetti. La Liquid Federation governa la rete: il 1° maggio 2026 contava 87 membri su sei continenti, da exchange e desk di trading ai produttori di wallet. Quindici functionaries, i «funzionari», gestiscono i nodi che firmano. Blockstream, la società di Adam Back fondata nel 2014, scrive il software e gestisce liquid.net come fornitore tecnologico della Federation. Le pagine che abbiamo letto non dicono quali membri siano i 15 functionaries.
Come funziona la Liquid Network: functionaries, blocchi e ponte con Bitcoin
Non c’è mining e non c’è ricompensa per blocco. I functionaries producono i blocchi con una cadenza fissa di circa un minuto e la documentazione di Liquid fissa il quorum di firma a 11 su 15. La stessa soglia protegge il wallet in bitcoin della Federation, secondo il centro assistenza di Blockstream, e la chiave di ciascun functionary è custodita in un modulo di sicurezza hardware.
Quel wallet è il ponte tra le due catene: a ogni L-BTC dovrebbe corrispondere un BTC al suo interno. Come ogni bridge cross-chain, è un mucchio di monete bloccate, protetto da chiavi e dal software che decide quando rilasciarle. A settembre le chiavi hanno tenuto. Il software no.
Peg-in e peg-out: passare da BTC a L-BTC e viceversa
La documentazione non fissa requisiti per il peg-in. Si inviano BTC a un indirizzo della Federation, si attendono 102 conferme su Bitcoin (circa 17 ore) e si ritira sulla Liquid lo stesso importo in L-BTC.
Il peg-out è più stretto. Solo i functionaries e i partecipanti con una chiave di autorizzazione al peg-out registrata, la PAK, possono riscattare direttamente L-BTC in BTC, di norma in 11-35 minuti. Tutti gli altri passano da un membro della Federation, da un exchange o da un servizio di swap. SideSwap, piattaforma di swap e membro della Federation, aveva una di quelle chiavi e l’attaccante è passato da lì.
I peg pesano poco sul traffico complessivo. Nel primo trimestre 2026 la Federation ha contato 14.063 peg-in per 1.252 BTC e 1.201 peg-out per 1.144 BTC, su oltre 1,16 milioni di transazioni.
Chiavi di emergenza e timelock
Se i functionaries smettono di firmare, un secondo gruppo di chiavi di emergenza, custodite da Blockstream in cold storage, può spostare la riserva, ma solo dopo la scadenza di un timelock. Il centro assistenza di Blockstream lo indica in 4.032 blocchi Bitcoin, circa 28 giorni. Nel 2020 Blockstream descriveva quelle chiavi come 2 su 3 e diceva di non averle mai usate.
Il meccanismo di riserva è venuto alla luce per caso nel giugno 2020. James Prestwich, fondatore di Summa, ha segnalato il 26 giugno che il timelock su un output da 870 BTC era scaduto, per 40 minuti secondo il conteggio di Blockstream, e che quindi le chiavi di emergenza avrebbero potuto in teoria spenderlo. «Questo non era un funzionamento normale», ha dichiarato a Cointelegraph. Nessuna moneta si è mossa. Blockstream ha corretto il software dei functionaries in modo da rinnovare i timelock sette giorni prima della scadenza e ha indicato nelle Dynamic Federations la soluzione definitiva.
Le Dynamic Federations, o DynaFed, permettono alla Federation di aggiungere o togliere functionaries senza fermare la catena, di alzare il tetto di 15, di riassegnare o disattivare le chiavi di emergenza e di allungare i timelock. In un rapporto sullo stato dei lavori di luglio 2021, sei dei 12 functionaries necessari al hard fork lo stavano segnalando.
L-BTC: una pretesa 1:1 su bitcoin, oggi coperta all’86% circa
L-BTC nasce quando BTC entra nel wallet della Federation e viene distrutto quando BTC ne esce, per cui l’offerta dovrebbe sempre uguagliare la riserva. Quella regola è il prodotto stesso, ed è ciò che il bug di settembre ha rotto.
Liquid non ha altri token nativi: niente token di governance, niente staking, nessun calendario di emissione. L-BTC è anche l’unico asset accettato per le commissioni. Una proposta per pagarle con altri asset (ELIP 204) era in esame al Technology Board della Federation a maggio 2026. Le commissioni sono minime: liquid.net indicava una media di 0,1 sat/vB il 21 ottobre e l’ELIP 200, annunciato a gennaio 2025, ha ridotto fino al 90% le commissioni delle transazioni confidenziali.
Oggi si può riconvertire L-BTC in bitcoin? Tramite un provider di swap sì, dal 20 ottobre. Tramite peg-out no, e non è stata indicata alcuna data. Non abbiamo trovato un tasso pubblicato per quegli swap rispetto al rapporto 1:1, quindi non ne citiamo uno. Sui siti di prezzi il ticker «LBTC» indica di solito il bitcoin in staking di Lombard, che CoinGecko elenca con quel simbolo: un asset diverso.
Per chi legge dall’Italia valgono due cautele pratiche. La prima: questa pagina non verifica se singoli membri della Federation o provider di swap siano autorizzati a operare in Italia, quindi prima di usare un servizio conviene controllare che risulti iscritto al registro dell’OAM o autorizzato ai sensi del MiCA. La seconda: cambiare, vendere o riscattare L-BTC può avere conseguenze fiscali sulle plusvalenze in cripto-attività, da verificare con un commercialista.
Transazioni confidenziali e asset emessi su Liquid
Su Bitcoin ogni importo è pubblico. Su Liquid le Confidential Transactions sostituiscono ogni importo e ogni tipo di asset con un impegno crittografico, più una prova di intervallo (range proof) che dimostra la validità dell’importo nascosto senza rivelarlo. Le due parti vedono le cifre; chi guarda da fuori vede che una transazione c’è stata, non cosa si è mosso né quanto.
Questa riservatezza piace ai desk che spostano bitcoin tra exchange. Ha però reso difficile leggere la crisi di settembre dall’esterno. Gli output falsi sembravano L-BTC come gli altri e gli explorer non concordavano sull’offerta, che va dedotta dalla contabilità dei peg. Circa sette ore dopo il pagamento, Defiprime ha trovato l’explorer di Blockstream a mostrare circa 197 L-BTC (la riserva rimasta) e mempool.space circa 4.205. Il 21 ottobre i due coincidevano di nuovo: l’explorer di Blockstream contava 18.387,58 BTC entrati con peg-in, 14.142,80 BTC usciti con peg-out e 10,03 L-BTC bruciati dal lancio, il che corrisponde al dato di offerta di liquid.network a meno di arrotondamenti.
L’emissione non richiede smart contract. Tether ha lanciato USDt su Liquid il 29 luglio 2019, disponibile prima su Bitfinex, e liquid.net lo indicava a 97 milioni di dollari il 21 ottobre (la nostra pagina su Tether (USDT) tratta la stablecoin in sé). Blockstream aveva presentato il 15 maggio 2019 Liquid Securities, una piattaforma per gli emittenti di security token. Secondo il conteggio di liquid.net, gli asset più grandi sono le promissory note di Mifiel (2,1 miliardi di dollari), le note di mining bitcoin BMN2 (877 milioni) e il token USTBL (32 milioni).

La programmabilità è arrivata dopo. Simplicity, il linguaggio per smart contract di Blockstream, è andato in produzione in versione alpha sulla mainnet di Liquid il 31 luglio 2025, insieme a un linguaggio di livello più alto chiamato SimplicityHL. Nel primo trimestre 2026 la Federation ha contato 18.857 nuove emissioni di asset e 1.163.119 transazioni, il 72% in più del trimestre precedente, con un massimo mensile di 478.680 a marzo. Quei conteggi includono emissioni e piccoli trasferimenti di asset, quindi misurano l’attività, non il valore.
Liquid Network in cifre
I dati on-chain qui sotto vengono dall’interfaccia dell’explorer che alimenta liquid.network, letta alle 18:21 UTC del 21 ottobre 2026 (blocco Liquid 4.110.629). Il resto riporta la propria data e la propria fonte.
| Misura | Valore | Data e fonte |
|---|---|---|
| L-BTC in circolazione | 4.234,76 L-BTC | 21 ott 2026, explorer di Liquid |
| Riserva della Federation su Bitcoin | 3.632,23 BTC | 21 ott 2026, explorer di Liquid |
| Ammanco | 602,53 BTC (copertura dell’85,8%) | 21 ott 2026, nostro calcolo |
| Peg-in dal lancio | 117.346, per 18.387,58 BTC | 21 ott 2026, explorer di Blockstream |
| Peg-out dal lancio | 10.414, per 14.142,80 BTC | 21 ott 2026, explorer di Blockstream |
| Massimo della riserva (serie mensile) | 4.406,59 BTC | febbraio 2026, liquid.network |
| Membri della Federation | 87 | 1° maggio 2026, Liquid Federation |
| Valore dichiarato su Liquid | 5 miliardi di dollari | 21 ott 2026, liquid.net |
La serie mensile di liquid.network è indicativa, ma mostra l’andamento dell’anno: peg-out netti ogni mese da maggio ad agosto 2026, una riserva di 4.216,62 BTC nella lettura di agosto, poi 3.632,23 BTC a settembre. Nell’ottobre 2024, annunciando una nota convertibile, Blockstream indicava i bitcoin bloccati in Liquid in più di 3.844 BTC e gli asset emessi in oltre 1,8 miliardi di dollari.
Nessun tracker indipendente misura il valore detenuto su Liquid. DefiLlama non elenca né una chain Liquid né un protocollo Liquid (la voce chiamata «Liquid» è un’interfaccia di trading di Hyperliquid, senza legami), quindi l’unica cifra è quella di Liquid stessa: 5 miliardi di dollari su liquid.net il 21 ottobre, contro i 3,27 miliardi dichiarati il 22 maggio 2025. La voce più grande, 2,1 miliardi di dollari di note Mifiel, è un credito tokenizzato, non liquidità che qualcuno possa scambiare. DefiLlama registra invece l’hack: 320 milioni di dollari il 6 settembre 2026, classificato come bridge e cross-chain, tecnica «Unbacked Cross-Chain Mint».
Storia della Liquid Network, dal 2018 al 2026
Liquid è partita il 10 ottobre 2018 con 23 membri, tra cui Bitfinex, BitMEX, Bitso, OKCoin, Xapo e SIX Digital Exchange. «È pronta per l’uso commerciale», disse quel giorno a CoinDesk Samson Mow, allora chief strategy officer di Blockstream.
| Data | Evento |
|---|---|
| 10 ott 2018 | Lancio pubblico con 23 membri della Federation |
| 15 mag 2019 | Blockstream presenta Liquid Securities, piattaforma per emittenti di security token |
| 29 lug 2019 | Tether lancia USDt su Liquid |
| 26 giu 2020 | Reso noto il timelock scaduto su un output da 870 BTC; nessun fondo perso, software corretto |
| 28 lug 2021 | Rapporto sulle Dynamic Federations: 6 dei 12 functionaries richiesti lo segnalano |
| 24 ago 2021 | Blockstream raccoglie 210 milioni di dollari con una valutazione di 3,2 miliardi |
| 15 ott 2024 | Blockstream raccoglie una nota convertibile da 210 milioni di dollari |
| 16 gen 2025 | L’ELIP 200 riduce fino al 90% le commissioni delle transazioni confidenziali |
| 20 mag 2025 | La Federation arriva a 81 membri ed elegge tre board |
| 31 lug 2025 | Simplicity alpha in produzione sulla mainnet di Liquid |
| 29 gen 2026 | Sette nuovi membri della Federation |
| 11 mag 2026 | Blockstream pubblica una roadmap di sviluppo di Liquid |
| 2 ago 2026 | Un ricercatore esterno segnala il difetto della cache del 2018 |
| 6 set 2026 | Exploit: circa 4.000 L-BTC senza copertura convertiti con peg-out in 3.996 BTC |
| 7 set 2026 | Restituiti 3.400 BTC |
| 9-10 set 2026 | Rilasciato Elements corretto, blocchi e transazioni riprendono |
| 25 set 2026 | Liquid pubblica la valutazione dell’incidente di sicurezza |
| 20 ott 2026 | Riaprono gli swap tra BTC e L-BTC tramite provider; i peg-out restano limitati |
L’hack della Liquid Network: come un bug nella cache ha creato L-BTC dal nulla
Questa sezione si basa sulla valutazione dell’incidente di sicurezza di Liquid, datata 25 settembre 2026, salvo dove citiamo un’altra fonte.
Due bug nella cache delle range proof
Verificare una range proof costa molto, perciò Elements tiene una cache delle prove già verificate. Il primo difetto, il «Bug A», risale a una modifica scritta il 25 aprile 2018, integrata il 30 maggio e distribuita in Elements v0.14.1. Costruiva la chiave della cache con il nonce, la range proof e l’impegno sul valore, ma lasciava fuori l’impegno sull’asset e lo script dell’output. Un «valido» in cache non era quindi legato all’intero output che garantiva.
Un ricercatore esterno, stutxo, ha segnalato il Bug A il 2 agosto 2026. Blockstream l’ha corretto sui nodi del bridge il giorno dopo, un ingaggio del Bitcoin Red Team ha riferito lo stesso difetto con una dimostrazione funzionante il 7 agosto e l’11 agosto 13 functionaries su 15 si erano aggiornati. La correzione pubblica è stata integrata il 1° settembre.
Quella correzione conteneva il «Bug B», quello sfruttato. Aggiungeva i campi mancanti ma univa i byte grezzi di quattro campi senza prefissi di lunghezza. Due di essi, la prova e lo script, hanno lunghezza variabile, e l’intestazione di lunghezza della prova viene controllata solo in una verifica completa, che la cache salta. Un attaccante poteva quindi costruire una prova e uno script i cui byte combinati coincidessero con una voce già in cache come valida. I nodi con quella voce accettavano il blocco, quelli senza lo rifiutavano. La catena si è spezzata lungo il contenuto della cache, benché tutti i 15 functionaries usassero la stessa build.
Cronologia del 6 e 7 settembre (UTC)
- Alle 13:53:10 la transazione dell’exploit è entrata nel blocco Liquid 4.050.336, creando L-BTC che nessun input copriva.
- Alle 14:00 l’attaccante ha provato il percorso con un peg-out da 2,5 L-BTC tramite SideSwap, poi alle 14:05 ha depositato circa 4.000 L-BTC su SideSwap.
- Il monitoraggio di Blockstream ha segnalato internamente uno stallo nella produzione dei blocchi alle 14:10.
- Alle 14:28:56 la Federation ha rilasciato 3.996,02 BTC nel blocco Bitcoin 965.783.
- Il ricercatore @ErgoBTC ha pubblicato la transazione di peg-out alle 18:23 (secondo Defiprime) e i nodi del bridge sono stati fermati alle 18:26.
- Alle 18:30 l’attaccante ha scritto in una transazione Bitcoin: «we are whitehats. contact us on chain.» Blockstream ha risposto on-chain alle 19:31, indicando il proprio indirizzo di sicurezza, e ha reso nota la vicenda alle 20:25.
- Il 7 settembre Blockstream ha corretto i nodi del bridge alle 01:09. Secondo The Block, l’attaccante aveva chiesto di sistemare prima il bug e Blockstream ha risposto con un messaggio on-chain firmato PGP: «Bridge nodes are patched, safe to return the funds.» I 3.400 BTC sono tornati alle 16:09:25.
I bitcoin hanno lasciato la riserva 36 minuti dopo il blocco falso e circa quattro ore prima dello stop. Il peg-out è stato confermato «ben prima» che Blockstream potesse coordinare l’arresto dei nodi del bridge, dice la valutazione.
Cosa non è stato compromesso e il ruolo di SideSwap
Nessuna chiave è stata rubata. «I functionaries della Liquid Federation non sono stati hackerati e nessuna chiave privata è stata compromessa», ha dichiarato Liquid, come riportato da Decrypt. Anche la PAK di SideSwap non è stata falsificata: ha firmato una richiesta di peg-out autentica per L-BTC che il consenso aveva accettato per errore. USDt e gli altri asset emessi non sono stati toccati, hanno riferito Decrypt e CoinDesk, anche se non si sono potuti muovere durante la pausa della catena.
La configurazione di SideSwap ha reso il pagamento rapido. La valutazione, basandosi sul racconto della stessa SideSwap, dice che la piattaforma teneva online la chiave di firma dei peg-out benché la Federation Charter la voglia offline, inoltrava i pagamenti in automatico nello stesso blocco Bitcoin e non applicava limiti di importo, di velocità o di storico del wallet né revisione manuale.
La riparazione ha richiesto quattro giorni. Il Bug B è stato corretto nella pull request #1600 di Elements l’8 settembre e Elements v23.3.4 è seguito il 9 settembre, con hashing della cache a prefisso di lunghezza e un’opzione per disattivare la cache. La produzione dei blocchi è ripresa alle 21:05:10 UTC di quel giorno con un blocco 4.050.336 sostitutivo. Le transazioni valide sono state rieseguite; i due output non validi e quattro discendenti sono stati rimossi. Le transazioni degli utenti sono tornate dalle 12:31 UTC del 10 settembre. I peg-out no.
La trattativa on-chain e le polemiche
Circa 598,5 BTC sono rimasti agli attaccanti, secondo Decrypt e Bitcoin.com; la valutazione di Liquid indica l’importo residuo in circa 602 BTC. La differenza di circa 4 BTC non ha una spiegazione confermata. Gli attaccanti non sono stati identificati e «white hat» è la loro etichetta.

Il 20 ottobre Bitcoin Magazine ha riferito che gli attaccanti minacciavano di rivelare i messaggi cifrati di Blockstream se non fosse stato pagato il 10% dei bitcoin come ricompensa, cioè circa 400 BTC. SlowMist, secondo KuCoin News dell’11 settembre, ha detto che Blockstream ha respinto la richiesta, e Bitcoin.com ha scritto il 17 settembre che Blockstream si rifiuta di pagare e rivuole i 598,5 BTC. «Non è chiaro se Blockstream abbia raggiunto un accordo in privato con gli hacker», ha scritto Bitcoin Magazine.
La seconda disputa riguarda gli avvertimenti. Calle, co-responsabile del Bitcoin Red Team, ha scritto che «ignorare un’email del red team ti costa solo 600 BTC», ha riferito Bitcoin.com l’11 settembre. Blockstream ha negato di aver ignorato segnalazioni e Adam Back ha detto che il bug veniva da «una correzione sbagliata a un bug trovato dall’IA». La valutazione conferma che il Red Team aveva segnalato la causa all’origine il 7 agosto, un mese prima dell’exploit. La nostra analisi degli hack crypto del terzo trimestre 2026 colloca Liquid tra le perdite maggiori del trimestre.
Peg-out sulla Liquid Network: cosa deve succedere prima della riapertura
L’aggiornamento sul recupero a tappe della Federation del 20 ottobre dice che Federation, Blockstream ed esperti di sicurezza esterni hanno passato diverse settimane a rafforzare la rete, rifare la contabilità e testare le protezioni. Il nuovo software di gestione della riserva si adatta a quello che il post chiama «stato contabile post-incidente», e abbastanza functionaries l’hanno installato da passare alla fase successiva.
Quella fase è il servizio di swap ora attivo: swap semi-automatici tra BTC e L-BTC con i provider aderenti, «senza limiti di volume imposti dal protocollo su questo servizio». Il post non nomina alcun provider; un messaggio di Adam Back incorporato da Bitcoin Magazine indica SideSwap per i bitcoin sulla catena principale e Aqua per Lightning. «Restano attive più protezioni indipendenti per impedire peg-out prematuri o non autorizzati», scrive la Federation.
La fase finale ha due passaggi in ordine fisso: ripristinare la copertura piena 1:1, poi riaprire i peg-out ai titolari di PAK una volta completato il lavoro residuo su sicurezza e operatività, con le riserve monitorate in modo aperto tramite gli explorer. Il post non dà data, cifra né parola sui bitcoin non restituiti. Un aggiornamento precedente di Liquid del 29 settembre, riportato da Bitcoin.com l’11 ottobre, elencava tre passi verso i peg-out: un audit indipendente di Elements v23.3.4, un elenco PAK rinnovato e tutte le chiavi di peg-out in cold storage.
Chi copre i 602 BTC mancanti: non è stato detto
Né la valutazione né il post del 20 ottobre dicono se lo scoperto sarà assorbito da Blockstream, dalla Federation, da SideSwap o dai titolari di L-BTC, né quando. Bitcoin.com ha riferito il 17 settembre che secondo Blockstream il peg sarà coperto 1:1 in una fase successiva e che Back ha invitato i titolari a non vendere L-BTC fuori mercato con lo sconto. Non è stato pubblicato alcun piano di compensazione.
Team, governance e finanziamenti
Adam Back, cofondatore e amministratore delegato di Blockstream, è la voce pubblica dell’azienda su Liquid e sull’hack. Michael Minkevich, entrato come chief operating officer nell’ottobre 2024, è presidente e COO di Blockstream. La pagina sulla dirigenza di Blockstream non nomina alcun dirigente responsabile di Liquid. Samson Mow, ex responsabile della strategia di Blockstream e oggi a capo di JAN3, la società dietro il wallet Aqua, commenta spesso Liquid ma non parla a suo nome.
La governance è in fase di transizione. Nel maggio 2025 la Federation, allora a 81 membri, ha eletto tre board (supervisione, tecnologia e membership) da cinque seggi ciascuno e mandato annuale, separati da Blockstream. La pagina della Federation su liquid.net dice ora che i tre board sono stati riuniti in un unico board ad interim, senza data né nomi, e la valutazione afferma che altre modifiche alla governance sono allo studio.
I finanziamenti documentati sono di Blockstream, non di Liquid. Blockstream ha raccolto 210 milioni di dollari in un Series B con una valutazione di 3,2 miliardi nell’agosto 2021, guidato da Baillie Gifford e co-guidato da iFinex, l’operatore di Bitfinex, con una parte destinata a Liquid. Nell’ottobre 2024 ha chiuso una nota convertibile da 210 milioni guidata da Fulgur Ventures, per lavori sui layer 2, il mining e la tesoreria in bitcoin.
Audit e revisione del codice
Non abbiamo trovato alcun audit di terze parti pubblicato su Liquid o su Elements. Il Bug B ha superato una scansione interna assistita dall’IA, un test funzionale su testnet e una seconda scansione con revisione umana, secondo la valutazione, e Alpen Labs ha partecipato a più cicli di revisione di v23.3.4 prima del rilascio. Blockstream dice di introdurre una regola per cui le correzioni critiche al software di consenso in produzione passano dalla revisione di un auditor indipendente prima del rilascio, e la valutazione annuncia un programma di bug bounty.
Il 29 settembre Liquid ha detto che era in corso un audit esterno indipendente di v23.3.4, secondo Bitcoin.com. L’auditor non è stato nominato e al 21 ottobre non era comparso alcun rapporto.
Lightning o Liquid Network: le differenze
Entrambe muovono bitcoin più in fretta della catena principale, con compromessi diversi. Lightning lascia i bitcoin su Bitcoin, bloccati in canali di pagamento, e nessuno deve fidarsi di una federazione. Liquid sposta i bitcoin su un’altra catena con blocchi da un minuto, importi nascosti e asset emessi, e chiede agli utenti di fidarsi di 15 functionaries, del codice di Blockstream e, come ultima risorsa, delle chiavi di emergenza di Blockstream. Nella pratica le due reti si incontrano: Aqua, la via Lightning per gli swap riaperti il 20 ottobre, gestisce entrambe.
Rischi della Liquid Network e a chi serve
Coindaro assegna a Liquid 4 su 5 per rischio: copertura inferiore a 1:1, nessuna data per i peg-out, un bug di consenso che ha permesso a monete senza copertura di raggiungere bitcoin veri, nessun audit pubblicato e governance affidata a un board ad interim. Non è 5 perché nessuna chiave è stata rubata, le transazioni false sono state rimosse, il software corretto è uscito e gli asset emessi non sono stati toccati.
Liquid fa al caso dei desk che spostano bitcoin tra exchange membri e vogliono riservatezza e regolamento rapido, e degli emittenti che accettano un modello di fiducia federato. Serve meno a chi ha bisogno di una via di ritorno garantita verso bitcoin a richiesta: il pubblico non ha mai avuto peg-out diretti e oggi non li ha nessuno. I bitcoin tenuti su Bitcoin, in un wallet che controlli, non portano rischio di bridge. Per chi opera dall’Italia restano valide le cautele su OAM, MiCA e tassazione indicate sopra. Questa pagina descrive rischi; non è un consiglio di acquisto, vendita o detenzione di L-BTC.
Cosa tenere d’occhio
Gli explorer mostreranno per primi se il buco di 602 BTC si riempie. Liquid deve ancora nominare l’auditor di v23.3.4 e pubblicare il rapporto, rinnovare l’elenco PAK e dare una data per i peg-out. Poi c’è la roadmap pubblicata da Blockstream l’11 maggio 2026, dai pagamenti a zero conferme a un bridge 1-di-n in stile BitVM: nulla è stato aggiornato da quando è iniziato il recupero.
Punti di forza e punti di attenzione
Punti di forza
- Importi e tipo di asset sono nascosti per impostazione predefinita grazie alle Confidential Transactions.
- Blocchi circa ogni minuto, con regolamento rapido tra exchange e desk membri.
- USDt, note legate al mining e altri asset tokenizzati girano sulla stessa catena, con commissioni intorno a 0,1 sat/vB.
- Codice Elements open source con licenza MIT e una Federation di 87 membri (maggio 2026).
- L’incidente di settembre 2026 è stato documentato nei dettagli e le transazioni false sono state rimosse.
Punti di attenzione
- I peg-out diretti sono chiusi dal 6 settembre 2026 e il 21 ottobre L-BTC era coperto all’86% circa.
- La fiducia poggia su 15 functionaries, sul software di Blockstream e sulle sue chiavi di emergenza.
- Un difetto della cache del 2018 ha portato all’exploit del 2026 e non è stato pubblicato alcun audit di terze parti.
- Nessuno ha detto in modo formale chi copre l’ammanco di 602 BTC e le cifre sul valore sono dichiarate dalla stessa Liquid.
Team
- Adam Back Co-founder and CEO, Blockstream (technology provider of Liquid)
- Michael Minkevich President and COO, Blockstream
Finanziamenti e audit
| Round | Importo | Data | Investitori |
|---|---|---|---|
| Series B (Blockstream) | $210M at a $3.2B valuation | Baillie Gifford (lead), iFinex (co-lead) | |
| Convertible note (Blockstream) | $210M | Fulgur Ventures (lead) |
Roadmap
- 2018-10-10Lancio pubblico con 23 membri della FederationFatto
- 2019-07-29Tether lancia USDt su LiquidFatto
- 2025-07-31Linguaggio per smart contract Simplicity in alpha sulla mainnetFatto
- 2026-05Hard fork ELIP 203 che toglie il tetto di 21 milioni all’emissione per gli asset diversi da L-BTC, previsto per fine maggio (nessuna consegna confermata da Liquid al 21 ottobre 2026)
- 2026-06Rilascio dei pagamenti a zero conferme, previsto per giugno (nessun annuncio di rilascio trovato)
- 2026-09-10Produzione dei blocchi e transazioni degli utenti riprendono dopo l’exploit, con Elements v23.3.4Fatto
- 2026-10-20Recupero, fase 1: swap tra BTC e L-BTC tramite i provider aderentiFatto
- Recupero, fase 2: ripristino della copertura piena 1:1, poi riapertura dei peg-out per i titolari di PAK (nessuna data indicata)
- Audit esterno di Elements v23.3.4 (auditor non nominato) e programma di bug bounty (annunciato, senza data)
- 2027Attivazione della rete di sweep Taproot, secondo la roadmap di maggio 2026
I cripto-asset sono volatili e puoi perdere tutto il capitale investito. Nulla di quanto pubblicato su Coindaro costituisce una consulenza finanziaria.






