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LayerZero (ZRO): come funziona il protocollo di messaggistica e cosa ha cambiato l’attacco a Kelp

Attivo Rischio 3/5

Metriche

TVL15,99 B USD
Prezzo del token1,81 $ −9,77 %
Capitalizzazione722,72 M USD

Informazioni sul progetto

Cos’è LayerZero? È un protocollo crypto di messaggistica cross-chain: LayerZero permette a uno smart contract su una blockchain di mandare un messaggio verificato a un contratto su un’altra, e gli emittenti di token lo usano per spostare tra le reti le versioni omnichain di USDT, USDe e WBTC. A giugno 2026 la sua fondazione contava oltre 270 miliardi di dollari di valore trasferito. A governarlo è il token ZRO.

Il 2026 ha messo sotto processo il suo modello di sicurezza. Ogni applicazione decide chi controlla i propri messaggi, e il 18 aprile un attaccante ha sottratto 116.500 rsETH, circa 292 milioni di dollari, da una rotta di KelpDAO che si affidava a un solo verificatore gestito da LayerZero Labs. Lo sviluppatore di Kelp ha fatto causa in Canada. LayerZero sostiene che il protocollo abbia funzionato come previsto e che sia stata l’app a scegliere una configurazione debole.

LayerZero crypto: cos’è, in parole semplici

La documentazione descrive LayerZero come un framework aperto e permissionless per far viaggiare informazioni da una blockchain all’altra. Non è un singolo bridge. Bridge ed emittenti di token vi agganciano i propri contratti, così che un contratto su Arbitrum possa dire a uno su Ethereum «sblocca 10 token a questo indirizzo» ed essere creduto.

Somiglia quindi a un classico bridge cross-chain, senza esserlo. Un bridge è un’applicazione con pool e regole proprie. LayerZero è lo strato di messaggistica che sta sotto, e la sicurezza di ogni app costruita sopra dipende in parte da impostazioni scelte dall’app stessa.

LayerZero Labs, la società che scrive il codice, è nata nel 2021 per iniziativa di Bryan Pellegrino, oggi amministratore delegato, insieme a Ryan Zarick e Caleb Banister. Un ente distinto, la LayerZero Foundation, gestisce il token ZRO e le votazioni sul fee switch, e da agosto 2025 è proprietario del bridge Stargate.

A giugno 2026 la Foundation contava più di 170 blockchain, oltre 161 milioni di messaggi e più di 830 asset e team sul protocollo, contro i 700 e passa di sei mesi prima. Il 16 ottobre 2026 l’API pubblica dei metadati di LayerZero elencava 186 catene con un deployment V2 su mainnet, di cui 119 segnate come attive. Lo scarto dipende probabilmente da come si contano le catene «supportate» e quelle «attive», e LayerZero non pubblica un numero unico che chiuda la questione. Chi vuole seguire i singoli messaggi può usare l’explorer LayerZero Scan, su layerzeroscan.com.

Come funziona LayerZero: Endpoint, DVN ed Executor

Un messaggio attraversa quattro tipi di componenti. Due sono contratti presenti su ogni catena. Gli altri due lavorano off-chain, ed è l’applicazione a decidere di quali fidarsi.

Endpoint e librerie di messaggi

Ogni catena collegata ha un Endpoint, il contratto da cui i messaggi partono e a cui arrivano. La documentazione non lascia margini: «Non-upgradeable endpoint contracts are deployed on each blockchain», su ogni blockchain gira cioè un Endpoint che non si può aggiornare. Nessuno, nemmeno LayerZero Labs, può sostituire quel codice su una catena già collegata.

Accanto all’Endpoint lavorano le librerie di messaggi, come ULN302, che formattano ed emettono ogni messaggio. Le app possono sceglierle, e sono quindi la parte configurabile dello stack on-chain. Qualche ruolo di amministrazione resta: il 15 ottobre 2026 LayerZero ha comunicato che i ruoli admin dell’Endpoint su Solana e di ULN302 passeranno entro metà novembre a OneSig, il suo sistema di firma.

I DVN e lo stack di sicurezza

Sulla catena di destinazione un messaggio vale solo dopo il controllo dei verificatori. LayerZero li chiama Decentralized Verifier Networks, o DVN. Ognuno conferma per conto suo il payload hash del messaggio, una specie di impronta digitale del contenuto.

L’app scrive il proprio stack di sicurezza: DVN obbligatori, che devono firmare tutti, più DVN facoltativi con una soglia, per esempio due qualsiasi su cinque. Superata la soglia, il messaggio viene registrato sull’Endpoint di destinazione. Tra gli operatori citati da LayerZero ci sono Google Cloud, Blockdaemon e Nethermind, le cui attività di DVN sono passate a Twinstake il 15 ottobre 2026. A ottobre 2026 Blockaid ha aggiunto Bridge Sentinel, un DVN che confronta ogni messaggio con i propri dati sulle minacce e controlla che il blocco o il burn sia davvero avvenuto sulla catena di partenza.

Due DVN gestiti da società diverse, su infrastrutture separate, sono molto più difficili da ingannare nello stesso momento di uno solo. La rotta di Kelp ne aveva uno.

Gli Executor

La verifica, da sola, non sposta nulla. Un Executor prende il messaggio verificato e chiama il contratto destinatario sulla catena di arrivo. Da quando la V2 è attiva, cioè dal 29 gennaio 2024, chiunque può gestire un Executor.

Le impostazioni predefinite, e perché contano

Un’app che non configura nulla riceve il default del protocollo per quel percorso. La documentazione elenca alcuni preset che affiancano un DVN a LayerZero Labs, che a quel punto controlla sia la verifica sia l’esecuzione, e un quarto che usa un «Dead DVN»: nulla viene verificato finché l’app non indica verificatori veri. I default possono cambiare senza preavviso, avverte la documentazione, che sul punto è netta: «You should always set your DVN configuration explicitly», la configurazione dei DVN va sempre impostata in modo esplicito. Le app in produzione, aggiunge, dovrebbero richiedere almeno un DVN non gestito da LayerZero Labs, anche se su alcune catene è disponibile un solo fornitore di DVN.

Molte app non l’hanno fatto. Sulla base di dati Dune, CoinGecko ha rilevato che il 47% di circa 2.665 app LayerZero attive usava una configurazione a verificatore unico («1-of-1») nei 90 giorni fino al 22 aprile 2026 circa.

Linee astratte di codice di smart contract che collegano blocchi su sfondo scuro
Un messaggio LayerZero vale solo dopo la verifica dei DVN previsti dallo stack di sicurezza dell’app, e molte app se ne affidavano a uno solo.

OFT, OApp e LayerZero Stargate: cosa gira sul protocollo

Qualsiasi contratto che invia o riceve messaggi LayerZero è una OApp. Il tipo più noto è l’OFT, Omnichain Fungible Token: brucia le unità sulla catena di partenza e le conia su quella di arrivo, «preserving a single unified global supply across all connected networks», scrive la documentazione, mantenendo cioè un’unica offerta globale su tutte le reti collegate.

Lockbox: dove sta il collaterale

I token che esistono già su una catena usano invece un OFT Adapter. Gli originali restano bloccati nell’adapter sulla catena d’origine, un contratto che spesso viene chiamato lockbox, e l’importo equivalente viene coniato altrove.

La nostra lettura di questo schema: il lockbox custodisce tutto il collaterale. Un messaggio falso che supera la verifica può far uscire token veri dal lockbox, oppure lasciare senza copertura le copie sulle altre catene. Con rsETH è successa la prima cosa.

Tra gli OFT c’è USDT0, l’USDT omnichain emesso da Everdawn Labs. È partito a gennaio 2025, prima su Ink, e a novembre 2025 aveva superato i 50 miliardi di dollari di trasferimenti cumulati, secondo The Block. Il 16 ottobre 2026 il suo sito indicava un’offerta di oltre 3,3 miliardi di dollari e più di 114 miliardi di volumi dal lancio. Usano lo standard anche USDe e sUSDe di Ethena (lo raccontiamo nella nostra scheda del progetto Ethena), weETH di ether.fi, WBTC, PayPal USD e XAUT0.

Stargate

Stargate è stata la prima app su LayerZero. È partita con la V1 intorno al 17 marzo 2022 su sette catene EVM (Ethereum, BNB Chain, Avalanche, Polygon, Arbitrum, Optimism e Fantom) ed è un bridge con pool di liquidità propri. Ad agosto 2025 la LayerZero Foundation l’ha comprata: ogni STG si converte in 0,08634 ZRO, la DAO di Stargate è stata sciolta e i ricavi di Stargate servono ora a riacquistare ZRO, per intero da aprile 2026.

Il 16 ottobre 2026 DefiLlama indicava 88,1 milioni di dollari bloccati in Stargate, a fronte di oltre 70 miliardi di volumi complessivi dichiarati dalla Foundation ad agosto 2025. La conversione adesso ha una scadenza. L’offerta del 2025 diceva che il contratto sarebbe rimasto aperto «indefinitely», a tempo indeterminato, con un preavviso prima di un’eventuale chiusura. Il preavviso è arrivato il 15 ottobre 2026: le conversioni si fermano dopo il 15 dicembre 2026, e Stargate v1 è stato riattivato perché chi ha ancora i token possa riscattarli. Binance avrebbe sospeso gli scambi di STG il 6 ottobre per convertire i token dei suoi utenti allo stesso tasso.

TVL e commissioni di LayerZero a ottobre 2026

DefiLlama misura LayerZero V2 in base ai token custoditi nei lockbox degli OFT Adapter. Gli OFT puri, quelli che bruciano e coniano, restano fuori dal conto: è il caso della maggior parte dell’offerta di USDT0 fuori da Ethereum. Il dato va letto come collaterale fermo nei lockbox, non come denaro protetto da LayerZero.

Indicatore (DefiLlama salvo indicazione)ValoreData
Valore nei lockbox OFT11,17 mld $16 ott 2026, 12:28 UTC
Stesso dato, una settimana prima11,64 mld $9 ott 2026
Stesso dato, fine settembre7,89 mld $30 set 2026
Picco della serie11,79 mld $5 ott 2026
Primo token nei lockbox: WPAY3,75 mld $16 ott 2026
USDT / USDe / sUSDe3,21 / 2,25 / 0,36 mld $16 ott 2026
Commissioni di messaggistica pagate a DVN ed Executor296.784 $ in 30 giorni; 76,2 mln $ dall’inizio16 ott 2026
Ricavi di protocollo0 $ negli ultimi 30 giorni; 3,39 mln $ dall’inizio16 ott 2026

Un solo token spiega gran parte del balzo di ottobre. WPAY valeva 3,75 miliardi di dollari sugli 11,17 totali, circa un terzo, e Polygon, la sua catena principale, ne custodiva 3,77. DefiLlama ha segnato il 3 ottobre come giornata record, con 4 miliardi di dollari di volumi trasferiti, trainata da un singolo trasferimento di WPAY da 3,6 miliardi da Polygon ad Arc. Il movimento è stato segnalato per primo da un utente di X e rilanciato da AMBCrypto; non abbiamo trovato conferme dall’emittente del token. Tolto WPAY, il valore nei lockbox si ferma intorno ai 7,4 miliardi, poco sotto il livello di fine settembre.

La serie parte solo il 2 maggio 2026, da 6,75 miliardi di dollari: manca uno storico lungo con cui fare confronti.

Storia di LayerZero: da Stargate nel 2022 a Zero nel 2026

Due settimane dopo il debutto di Stargate, il 31 marzo 2022, LayerZero Labs ha raccolto 135 milioni di dollari con una valutazione di 1 miliardo; secondo The Block il round era guidato da a16z, Sequoia e FTX Ventures. Il 4 aprile 2023 è arrivata una Series B da 120 milioni a una valutazione di 3 miliardi, con 33 investitori e nessun capofila. Tra loro c’erano Christie’s e Samsung Next.

La V2, che ha introdotto i DVN e gli Executor permissionless, è stata annunciata il 14 dicembre 2023 ed è andata in mainnet il 29 gennaio 2024 su più di 20 catene, con oltre 20 DVN tra cui scegliere.

L’airdrop di LayerZero e la caccia ai sybil

ZRO è arrivato il 20 giugno 2024, dopo una campagna contro i cacciatori di airdrop che pochi progetti hanno imitato. I wallet potevano autodenunciarsi come sybil entro il 17 maggio 2024 e conservare il 15% della propria assegnazione. Chi taceva rischiava di restare a mani vuote, e i bounty hunter incassavano il 10% di ogni assegnazione segnalata. «If you think you are a sybil, you are most likely a sybil», aveva scritto il team: se pensi di essere un sybil, con ogni probabilità lo sei. Per il claim bisognava poi donare 0,10 dollari per ogni ZRO a Protocol Guild, che finanzia gli sviluppatori del core di Ethereum, e la Foundation ha raddoppiato le donazioni fino a 10 milioni.

A fine agosto 2025 quasi il 95% dei votanti della DAO di Stargate ha approvato l’acquisizione, nonostante un’offerta concorrente da 120 milioni di dollari in contanti arrivata dalla Wormhole Foundation. A settembre la Foundation ha riacquistato 50 milioni di ZRO, il 5% dell’offerta, da investitori della prima ora. Poi, il 10 febbraio 2026, LayerZero ha presentato Zero, la sua blockchain layer 1; lo stesso giorno Citadel Securities e ARK Invest hanno comprato ZRO come investitori strategici e Tether ha investito in LayerZero Labs. Gli importi non sono stati resi noti.

LayerZero è sicuro? L’exploit di rsETH su KelpDAO

La perdita più pesante legata a LayerZero risale al 18 aprile 2026. Un messaggio falso ha comunicato all’OFT Adapter di Kelp su Ethereum che degli rsETH erano stati bruciati su un’altra catena. Non era vero. L’adapter ha liberato 116.500 rsETH, circa 292 milioni di dollari ai prezzi di allora.

La versione di LayerZero

La rotta di Kelp era impostata su 1-of-1, con il DVN di LayerZero Labs come unico verificatore. Nella dichiarazione del 19 aprile LayerZero ha spiegato che gli attaccanti avevano raggiunto l’elenco dei nodi RPC su cui quel DVN si appoggiava e ne avevano compromessi due, sostituendo il software op-geth che vi girava. Un attacco denial-of-service contro i fornitori RPC rimasti puliti ha poi spinto il DVN sui nodi avvelenati, e il verificatore ha confermato un burn mai avvenuto.

Secondo LayerZero il protocollo, il DVN e la gestione delle chiavi non sono stati violati. L’azienda ha puntato il dito sulla Corea del Nord: prima sull’unità TraderTraitor del gruppo Lazarus, indicata come responsabile «likely», cioè probabile, poi, nel report di maggio, su «TraderTraitor also known as UNC4899». La dichiarazione di aprile aggiungeva: «Despite these recommendations, KelpDAO chose to utilize a 1/1 DVN configuration». In altre parole, Kelp avrebbe scelto un solo DVN nonostante le raccomandazioni.

Il report sull’incidente del 20 maggio 2026 fa risalire la violazione al 6 marzo, quando uno sviluppatore di LayerZero Labs è caduto in un attacco di social engineering. L’ambiente cloud colpito è stato rifatto da zero invece che corretto, e la società zeroShadow ha aiutato a tracciare i fondi. LayerZero ha anche detto a CoinDesk che Kelp aveva adottato una configurazione con più DVN e poi l’aveva ridotta a 1-of-1, punto che Kelp contesta.

Protocollo, operatore o app?

Per giudicare la sicurezza di LayerZero la distinzione pesa. Non abbiamo trovato exploit segnalati dei contratti Endpoint immutabili dal debutto della V1 nel 2022, e DefiLlama non elenca alcun hack per LayerZero V2. La perdita del 2026 ha richiesto due condizioni insieme: una violazione dell’infrastruttura off-chain del verificatore di LayerZero Labs e un’app che si fidava soltanto di quel verificatore.

Nessuna delle due è un bug dei contratti principali. Entrambe, però, sono rischi che si accettano quando si usa LayerZero. Con un secondo DVN obbligatorio affidato a un altro operatore, l’attaccante avrebbe dovuto ingannare anche quello, nello stesso istante.

Scudo luminoso sopra una griglia di nodi collegati in luce blu
La rotta di Kelp si fidava di un unico verificatore i cui nodi RPC erano stati avvelenati; nei contratti Endpoint non è stato segnalato alcun difetto.

La versione di Kelp e la causa di Evercrest

Kelp racconta un’altra storia. A maggio 2026 ha detto a CoinDesk che il personale di LayerZero aveva esaminato la sua configurazione per oltre due anni senza segnalare rischi rilevanti, e che il quickstart OFT e gli esempi su GitHub di LayerZero mostravano un solo DVN obbligatorio. LayerZero ha replicato che quei modelli puntano a un Dead DVN, che respinge i messaggi.

Il 24 settembre 2026 Evercrest Technologies, lo sviluppatore di Kelp, ha depositato una notice of civil claim, l’atto che apre una causa civile, presso la Corte suprema della Columbia Britannica contro LayerZero Labs Ltd., LayerZero Labs Canada Inc. e Bryan Pellegrino a titolo personale. Secondo The Block la società contesta false dichiarazioni rese per negligenza, negligenza e diffamazione, e chiede danni aggravati e punitivi. L’atto cita messaggi del 2 febbraio e del 21 marzo 2024 in cui LayerZero avrebbe avallato quella configurazione. Pellegrino ha scritto su X che la richiesta «continues to be meritless», che resta insomma infondata.

Nulla di tutto questo è ancora passato al vaglio di un giudice. Al 16 ottobre 2026 non abbiamo trovato sentenze né memorie difensive.

I danni sono andati oltre Kelp. Aave ha cominciato a congelare le riserve di rsETH il 18 aprile e il 20 aprile ha congelato WETH su diversi mercati. Un report pubblicato sul forum di Aave dai suoi fornitori di servizi stimava un possibile debito inesigibile di circa 124 o 230 milioni di dollari, a seconda di come si ripartiscono le perdite. Il 21 aprile il Security Council di Arbitrum ha congelato 30.766 ETH riconducibili all’autore dell’attacco, secondo Forklog.

Poi gli emittenti hanno cominciato ad andarsene. Da maggio 2026 Kelp, Lombard, Solv, Re, Virtuals, Yuzu Money, Kraken (per i suoi asset wrapped) e il Super Portal di Mantle hanno annunciato il passaggio a Chainlink CCIP, per oltre 7,2 miliardi di dollari in tutto, come ha riportato CoinDesk il 9 luglio. Emily Bao, tra i principali consulenti di Mantle, ha detto alla testata che l’infrastruttura cross-chain «cannot be an afterthought»: non può essere trattata come un dettaglio.

Cosa è cambiato dopo aprile

LayerZero Labs ha riscritto le regole del proprio DVN. La dichiarazione di aprile annunciava che non avrebbe più firmato per le app configurate 1/1; dal report di maggio il verificatore «will refuse to sign as the sole required attestor on any channel», rifiuta cioè di essere l’unico firmatario obbligatorio su qualsiasi canale, e impone una configurazione minima ovunque partecipi. The Defiant ha riferito di un nuovo default 3-of-3. Nel testo di LayerZero non abbiamo trovato quel dato: va preso come notizia riportata, non confermata.

Il token ZRO: fee switch, buyback e sblocchi

ZRO ha un’offerta fissa di 1 miliardo. Il 16 ottobre 2026 CoinGecko ne indicava in circolazione 399,976 milioni. Oggi è un token di governance, e a giugno 2026 LayerZero ha scritto che «There is no second token and there never will be»: non esiste un secondo token e non ci sarà mai. Nessun nuovo airdrop è in programma.

Il fee switch: quattro voti, sempre spento

La grande questione di governance è il fee switch. Se fosse attivato, ogni messaggio pagherebbe una commissione di protocollo pari al massimo al costo della sua verifica ed esecuzione, convertita in ZRO e bruciata. Si vota on-chain circa ogni sei mesi, e gli ZRO detenuti su catene diverse vengono conteggiati tramite lzRead. LayerZero Labs, la Foundation e le persone collegate si astengono.

Finora ogni voto si è chiuso con l’interruttore spento. Nei primi tre i favorevoli hanno superato il 96%, ma l’affluenza è rimasta sotto il quorum: 10,96% a dicembre 2024, 13,01% a giugno 2025 e 3,71% a dicembre 2025. Ora il quorum è dinamico, con una soglia minima del 20%; per il quarto voto, dal 20 al 27 giugno 2026, era fissato al 30,85% degli ZRO in circolazione, e anche quella consultazione si è chiusa con il fee switch spento. Un quinto voto è atteso intorno al 20 dicembre 2026, se il ritmo semestrale verrà rispettato. Non è stato ancora annunciato.

Buyback al posto delle commissioni

Con ricavi di protocollo a zero, il valore arriva a ZRO attraverso i riacquisti. LayerZero dice che le sue entità vi hanno destinato 112,7 milioni di dollari da settembre 2025. In quel mese la Foundation ha comprato i suoi 50 milioni di ZRO dagli investitori iniziali; a novembre 2025 LayerZero Labs ha aggiunto un acquisto da 10 milioni di dollari sul mercato aperto. La quota di Stargate è piccola: 1,9 milioni di ZRO per 2,8 milioni di dollari a giugno 2026.

Sblocchi di token fino a metà 2027

Partner strategici e contributori principali hanno ricevuto piani triennali: un anno di blocco, poi rilasci mensili. Il modello di DefiLlama indica 23,6 milioni di ZRO sbloccati il 20 di ogni mese fino al 20 giugno 2027, quindi il prossimo sblocco di token cade il 20 ottobre 2026. LayerZero offre un quadro diverso: 12,7 milioni al mese per i partner dopo il riacquisto della Foundation e un calendario «separate, slower», separato e più lento, per i contributori. Il totale mensile reale sta probabilmente tra 20 e 24 milioni.

Dietro questi rilasci c’è un altro blocco. La Foundation tiene 183 milioni di ZRO vincolati fino alla mainnet di Zero. Quando Zero partirà, quel vincolo cadrà.

Per chi segue ZRO dall’Italia, un dato in più: nei registri ESMA che abbiamo consultato non compare un white paper MiCA dedicato al token. Questo non dice nulla sulle piattaforme che lo quotano, il cui status va controllato caso per caso sugli elenchi di Consob e OAM.

Zero e ATLAS: lo staking di ZRO e i piani non ancora attivi

Zero è la layer 1 di LayerZero. Divide il lavoro in «Atomicity Zones», fa controllare ai validatori prove a conoscenza zero invece di rieseguire le transazioni e userebbe ZRO per lo staking, il gas e la governance. LayerZero punta a 2 milioni di transazioni al secondo per zona, un obiettivo di progetto e non un risultato misurato. DTCC ha stretto una partnership su Zero, e ICE, la società che controlla la Borsa di New York, ha detto che lo studierà per un trading aperto 24 ore su 24.

ATLAS, annunciato il 25 agosto 2026, è un «headless exchange» su Zero: gestirebbe matching, compensazione, regolamento e rischio per conto delle piattaforme di trading. Dopo gli sconti riconosciuti alle piattaforme, dal 20% al 65%, il 25% delle commissioni andrebbe a chi crea il mercato e il 75% al riacquisto e al burn di ZRO. Sulla homepage LayerZero scrive che ATLAS arriverà «later this year», entro l’anno. Per la mainnet di Zero non indica date, e al 16 ottobre 2026 non ne abbiamo trovate sulle pagine di LayerZero.

La differenza principale sta in chi sceglie i verificatori. Su LayerZero ogni app sceglie i propri DVN percorso per percorso: una formula flessibile, che lascia il rischio all’app. Il CCIP di Chainlink assegna a ogni corsia un comitato predefinito di 16 operatori di nodi indipendenti, può fermare una catena o una corsia con una «curse» on-chain e impone limiti di flusso ai pool di token. Wormhole si basa su 19 Guardian, 13 dei quali devono firmare ogni messaggio.

Un insieme di verificatori condiviso è più facile da valutare. La scelta lasciata alla singola app permette a un team attento di sommare più controlli indipendenti, e a uno distratto di affidarsi a un solo firmatario. Le migrazioni del 2026 mostrano che alcuni grandi emittenti oggi preferiscono il modello condiviso.

I rischi ancora aperti

  • Un’app è sicura quanto la sua configurazione dei DVN, e nel 2026 è stata violata l’infrastruttura del verificatore della stessa LayerZero Labs.
  • La causa di Evercrest in Columbia Britannica è pendente, e tra i convenuti ci sono LayerZero Labs e il suo amministratore delegato.
  • Gli insider continuano a ricevere ZRO ogni mese fino a giugno 2027, e 183 milioni di token della Foundation si sbloccano quando Zero sarà attivo.
  • Il fee switch è spento: il protocollo non incassa nulla e ZRO dipende dai riacquisti.
  • Zero non ha una data per la mainnet, e per ATLAS c’è solo un generico «later this year».

Le prossime date: uno sblocco di ZRO il 20 ottobre, il passaggio a OneSig entro metà novembre, le ultime conversioni di STG il 15 dicembre e, se il ritmo resta quello, un quinto voto sul fee switch intorno al 20 dicembre 2026.

Punti di forza e punti di attenzione

Punti di forza

  • Primo strato di messaggistica cross-chain secondo i suoi stessi conti: oltre 270 miliardi di dollari trasferiti e più di 161 milioni di messaggi (giugno 2026)
  • Contratti Endpoint immutabili; ogni app sceglie i propri verificatori (DVN) e il proprio Executor
  • Report di audit pubblici di Zellic, OtterSec, Paladin, Certora, ChainSecurity e altri
  • Standard OFT adottato da USDT0, USDe, weETH e WBTC
  • Canali di riacquisto definiti per ZRO: ricavi di Stargate e 112,7 milioni di dollari di acquisti da settembre 2025

Punti di attenzione

  • La sicurezza dipende dalla configurazione dei DVN di ogni app; la perdita da 292 milioni di dollari di KelpDAO (aprile 2026) passava da un unico verificatore di LayerZero Labs, la cui infrastruttura era stata violata
  • Causa pendente dello sviluppatore di Kelp in Columbia Britannica (settembre 2026); annunciati passaggi a Chainlink CCIP per oltre 7,2 miliardi di dollari
  • Sblocchi mensili per gli insider fino a giugno 2027, più 183 milioni di ZRO della Foundation liberati alla mainnet di Zero
  • Fee switch spento dopo quattro voti: oggi il protocollo non ha ricavi
  • Zero e ATLAS non sono attivi e non hanno una data di lancio

Dove fare trading

Exchange decentralizzati

Team

Finanziamenti e audit

RoundImportoDataInvestitori
Series A (per DefiLlama)$6MMulticoin Capital and Binance Labs (leads), Sino Global, Delphi Digital, Robot Ventures, Spartan Group
Series A+ (The Block calls it Series A)$135Ma16z, Sequoia Capital, FTX Ventures (co-leads per The Block); PayPal Ventures, Tiger Global, Coinbase Ventures, Uniswap Labs Ventures (per DefiLlama). $1B valuation
Series B$120M33 investors, no lead, including a16z crypto, Sequoia Capital, Circle Ventures, Samsung Next, OpenSea, Christie's. $3B valuation
Strategic (ZRO and equity)UndisclosedCitadel Securities, ARK Invest; Tether (separate investment in LayerZero Labs)

Roadmap

  1. 2022-03-17LayerZero V1 e Stargate partono su sette catene EVM (intorno al 17 marzo)Fatto
  2. 2024-01-29LayerZero V2 in mainnet, con DVN ed Executor permissionlessFatto
  3. 2024-06-20Lancio di ZRO e claim con donazione obbligatoria (proof-of-donation)Fatto
  4. 2024-12-27Si chiude il primo referendum sul fee switch: spento (quorum mancato)Fatto
  5. 2025-08-23La DAO di Stargate approva l’acquisizione da parte della LayerZero FoundationFatto
  6. 2026-02-10Presentata la layer 1 Zero, con l’ingresso di Citadel Securities e ARK InvestFatto
  7. 2026-05-20Report sull’incidente Kelp; il DVN di LayerZero Labs non firma più come unico verificatore obbligatorioFatto
  8. 2026-06-27Si chiude il quarto referendum sul fee switch: spentoFatto
  9. 2026-08-25Annunciata l’infrastruttura di scambio ATLASFatto
  10. 2026-10-20Sblocco mensile di ZRO (circa 23,6 milioni secondo DefiLlama)
  11. 2026-11I ruoli admin dell’Endpoint su Solana e di ULN302 passano a OneSig (entro metà novembre)
  12. 2026-12-15Ultimo giorno per convertire STG in ZRO
  13. 2026-12Quinto referendum sul fee switch atteso intorno al 20 dicembre (non ancora annunciato)
  14. Lancio di ATLAS («later this year» secondo LayerZero) e mainnet di Zero (nessuna data annunciata)
  15. 2027-06-20Ultimo sblocco mensile previsto per gli insider (modello DefiLlama)

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