La Commodity Futures Trading Commission (CFTC), l’autorità statunitense sui derivati, ha avviato pool de teneur de marché automatisé divergent, par rapport à une simple conservation des mêmes jetons. Elle devient définitive au retrait.">il 5 ottobre 2026 una consultazione su un quadro federale per il trading cripto dei clienti retail, tre settimane dopo lo stop del CLARITY Act al Senato. L’avviso preliminare di proposta di regolamentazione (ANPRM) ipotizza un nuovo tipo di piattaforma regolamentata, il “crypto asset market”, e chiede come tutelare chi compra cripto con leva, a margine o con finanziamento. Il presidente Michael Selig lo definisce “un passo cruciale” perché gli Stati Uniti restino “la capitale mondiale delle cripto”.
Cosa prevede il progetto della CFTC sul trading cripto retail
L’avviso annuncia due futuri pacchetti di norme, “Regulation Crypto Asset Transactions” e “Regulation Crypto Asset Markets”. Entrambi poggiano sulla sezione 2(c)(2)(D) del Commodity Exchange Act, che tratta alcune transazioni retail su materie prime offerte con leva, margine o finanziamento come se fossero future. La CFTC le chiama “CTX”.
Secondo il comunicato, la Commissione chiede pareri su tre obiettivi:
- prevenire pratiche abusive nei mercati cripto con un regime nazionale uniforme;
- offrire indicazioni specifiche per il settore su come rispettare i requisiti delle CTX;
- creare una sottocategoria di registrazione come mercato a termine designato (DCM), il “crypto asset market”, pensata per queste transazioni.
Selig ha spiegato che l’obiettivo è prevenire frodi come quella di FTX, e non solo perseguirle a posteriori.
Le ipotesi messe sul tavolo
Lo studio Simpson Thacher elenca diverse posizioni preliminari dell’agenzia:
- anche la sola offerta di leva o finanziamento potrebbe far rientrare una transazione nella norma, pure se il cliente rifiuta e paga per intero;
- le operazioni con “consegna effettiva” entro 28 giorni sarebbero in genere escluse, ma le semplici registrazioni interne di un exchange probabilmente non conterebbero come consegna, a differenza dei protocolli di trading on-chain;
- gli ordini passerebbero da un futures commission merchant (FCM) con compensazione presso una controparte centrale registrata, e la leva potrebbe arrivare solo da un FCM o da una banca da esso sponsorizzata;
- obblighi informativi, limiti di posizione, prova delle riserve, margini, riutilizzo degli asset dei clienti e loro sorte in caso di insolvenza restano aperti;
- un’esenzione de minimis potrebbe esonerare dalla registrazione le piattaforme minori.
Secondo Sidley, il quadro non obbligherebbe a negoziare le cripto-attività solo su piattaforme registrate presso la CFTC, a differenza del CLARITY Act. Anche i DCM esistenti potrebbero offrire queste transazioni senza una designazione separata.
Perché conta proprio ora
La CFTC si muove senza una nuova legge. Il 15 settembre 2026 il Senato non ha raggiunto i 60 voti necessari per avviare il dibattito sul CLARITY Act: 49 favorevoli, 50 contrari. Lo studio Baker Botts ricorda che il Senato tornerà ai lavori legislativi solo il 9 novembre e che il testo aveva superato l’esame della Casa Bianca il 2 ottobre.
Per i trader statunitensi l’esito deciderà dove saranno offerti i prodotti cripto con leva e con quali tutele. Per i lettori europei è un utile confronto con MiCA, che già autorizza gli exchange centralizzati in tutta l’Unione. Se stai valutando una piattaforma, la nostra guida per scegliere un exchange crypto elenca i controlli da fare. La leva può moltiplicare le perdite con la stessa rapidità dei guadagni.
Tempi e cosa seguire
L’avviso è stato pubblicato nel Federal Register il 13 ottobre 2026 e i commenti sono attesi entro il 14 dicembre 2026, secondo Sidley. Un ANPRM è solo il primo passo: la CFTC dovrà poi pubblicare una proposta formale, raccogliere di nuovo i commenti e votare il testo finale.
- I contributi di exchange, broker ed exchange decentralizzati, in particolare sul criterio di consegna a 28 giorni.
- L’eventuale trasformazione dell’ANPRM in proposta formale nel 2027.
- Il coordinamento con la SEC, impegnata in proprie regole sulle cripto.
- Un possibile rilancio del CLARITY Act alla ripresa dei lavori del Senato.
