Le carte stablecoin hanno un nuovo fornitore dietro le quinte. Marqeta, blockchain that runs exactly as written when it is called, holding and moving funds according to its code, without an intermediary able to change the outcome.">smart contract holding reserves of two or more tokens, supplied by users, that a decentralized exchange uses to execute trades automatically at a price set by a formula.">pool diverge, compared with simply holding the same tokens in a wallet. It becomes permanent when the provider withdraws.">il processore di carte statunitense quotato al Nasdaq con il ticker MQ, ha annunciato venerdì 16 ottobre 2026 di aver ampliato la collaborazione con Coinbase, così che le aziende che usano la sua piattaforma possano offrire una carta stablecoin, cioè una carta di pagamento alimentata da un saldo in stablecoin. Secondo il comunicato di Marqeta, diffuso alle 8:00 ora di New York (le 12:00 UTC), Coinbase custodisce le stablecoin e le converte in moneta tradizionale e viceversa, Base si occupa del regolamento onchain e Marqeta emette e processa le carte.
Non è una carta che si può richiedere oggi. Il comunicato non indica la stablecoin, il circuito, i paesi né una data di lancio. Quello che Marqeta ha venduto venerdì è un’infrastruttura: tubature che app fintech, società crypto e aziende tradizionali già clienti di Marqeta potranno collegare per mettere un saldo in stablecoin dietro una carta.
È anche la terza partnership di Marqeta sulle stablecoin in meno di tre mesi, dopo zerohash a luglio e BVNK a settembre. Una sequenza che racconta dove sta andando il processing delle carte più di quanto faccia, da solo, l’annuncio su Coinbase.
Coinbase custodisce, Base regola, Marqeta gestisce la carta
Secondo il comunicato e l’articolo di The Block dello stesso giorno, il lavoro si divide in tre.
- Coinbase custodisce i saldi in stablecoin e gestisce la conversione tra asset digitali e valuta fiat.
- Base, la rete layer 2 di Ethereum sviluppata da Coinbase, fornisce l’infrastruttura di regolamento onchain.
- Marqeta emette le carte, processa i pagamenti e cura i rapporti con le banche emittenti e con i circuiti di pagamento.
Il pubblico di riferimento sono i clienti enterprise di Marqeta, un gruppo che comprende sia società nate nel mondo crypto sia aziende tradizionali, ha scritto The Block. I titolari potrebbero spendere il saldo in stablecoin ovunque si accettino carte, e le aziende che gestiscono i programmi potrebbero alimentarli a qualsiasi ora, sette giorni su sette, secondo il comunicato e Investing.com.
Quest’ultimo punto conta più per le aziende che per chi ha la carta nel portafoglio. Un programma di carte deve tenere fondi a disposizione per pagare gli acquisti dei suoi utenti. Con i bonifici bancari, ricostituire questa riserva dipende dagli orari delle banche e dai termini di cut-off. Un regolamento in stablecoin su blockchain non si ferma nel fine settimana.
Alec Lovett, responsabile dei prodotti infrastrutturali di Coinbase, l’ha messa in questi termini: «Coinbase consente alle aziende di muovere denaro con la velocità e l’efficienza di cui hanno bisogno», ha dichiarato nel comunicato. Nel passaggio riportato da PYMNTS, ha spiegato che l’accordo permetterà di «combinare i nostri binari di pagamento in stablecoin» con le capacità di emissione e di processing di Marqeta.
Anthony Peculic, chief strategy officer di Marqeta, ha definito l’ampliamento «un naturale passo successivo», mentre la società costruisce quello che chiama lo stack completo per le carte basate su stablecoin. «Coinbase porta scala e ampiezza di infrastruttura per rispondere alle esigenze dei nostri clienti enterprise», ha detto nel comunicato.

Un rapporto che risale alla Coinbase Card del 2020
Le due società si conoscono da tempo. Nell’ottobre 2020 Coinbase scelse Marqeta per processare la versione statunitense della Coinbase Card, che permetteva di spendere criptovalute, USDC compresa, e di ricevere premi in crypto, ha ricordato The Block venerdì. Il post del blog di Marqeta dedicato a quel lancio descrive una carta di debito Visa emessa da MetaBank, autorizzata in tempo reale sul saldo crypto dell’utente, con Coinbase che convertiva le criptovalute in dollari a ogni acquisto.
All’epoca Decrypt riportava che la carta non applicava commissioni sulla spesa in USDC e chiedeva il 2,49% sulle altre criptovalute. Un anno dopo, il 19 ottobre 2021, Marqeta dichiarò di alimentare le carte crypto di spesa e di premi di Coinbase, Bakkt, Fold e Shakepay.
Sei anni dopo è cambiato il verso del rapporto. Nel 2020 Marqeta forniva un servizio a un prodotto consumer di Coinbase. Nel 2026 è Coinbase a diventare un fornitore che Marqeta può proporre ai propri clienti. Coinbase, che gestisce un grande exchange e servizio di intermediazione crypto, vende custodia, conversione e la propria blockchain come infrastruttura per le carte di altri marchi.
Terzo partner di Marqeta per le carte stablecoin da luglio
Marqeta sta costruendo la sua offerta di carte stablecoin un pezzo alla volta, e lo fa con più fornitori invece di uno solo. Secondo il comunicato, l’accordo con Coinbase riflette l’impegno di Marqeta a offrire queste carte «attraverso un ecosistema di partner».
Il 22 luglio 2026 Marqeta e zerohash hanno annunciato una partnership in cui zerohash fornisce custodia, compliance e liquidità per la parte onchain, mentre Marqeta mantiene l’emissione e i rapporti con banche e circuiti. Un post del blog di Marqeta che spiegava quell’accordo descriveva cosa succede alla cassa: il commerciante viene pagato in valuta ordinaria e la transazione si chiude come qualsiasi altro pagamento con carta.
Il 9 settembre 2026 Marqeta ha aggiunto BVNK, che integra stablecoin in dollari in wallet e carte utilizzabili ovunque sia accettata Mastercard. BVNK fa parte di Mastercard dall’acquisizione dell’agosto 2026 e dichiara un’infrastruttura che raggiunge oltre 130 paesi. Marqeta, BVNK e Mastercard sostengono anche uno standard per le stablecoin chiamato Open USD.
Coinbase è ora il terzo, e quello con la storia più lunga accanto a Marqeta. Ognuno porta qualcosa di diverso: zerohash è uno specialista delle infrastrutture crypto, BVNK ha alle spalle Mastercard, Coinbase mette sul tavolo il proprio exchange, l’attività di custodia e una blockchain. Una fintech che lavora con Marqeta potrebbe, in teoria, scegliere tra loro.
Cosa ha detto Marqeta sulla domanda di carte stablecoin
Marqeta ha processato quasi 400 miliardi di dollari di pagamenti nel 2025 ed è certificata in oltre 40 paesi, secondo la presentazione della società in calce al comunicato di venerdì. I risultati del secondo trimestre 2026, pubblicati il 4 agosto, indicavano un volume totale processato di 120 miliardi di dollari, in crescita del 32% su base annua.
Nella conference call che ha seguito i conti, l’amministratore delegato Mike Milotich ha descritto il progetto stablecoin di Marqeta come un modo «per rendere spendibili i dollari digitali attraverso gli stessi affidabili circuiti delle carte» che i clienti già usano, ha riportato PYMNTS.
Anche la scommessa di Coinbase non è un segreto. L’amministratore delegato Brian Armstrong ha detto a Bloomberg TV nel settembre 2026 che i pagamenti in stablecoin diventeranno una fonte di ricavi importante, secondo PYMNTS. «Sarà un settore con una crescita molto forte», ha dichiarato.
| Dato | Valore | Fonte e data |
|---|---|---|
| Volume dei pagamenti di Marqeta, 2025 | quasi 400 miliardi di dollari | Comunicato Marqeta, 16 ott 2026 |
| Paesi in cui Marqeta è certificata | oltre 40 | Comunicato Marqeta, 16 ott 2026 |
| Volume totale processato da Marqeta, 2° trimestre 2026 | 120 miliardi di dollari (+32% su base annua) | Risultati Marqeta, 4 ago 2026 |
| Ricavi netti di Marqeta, 2° trimestre 2026 | 176 milioni di dollari | Risultati Marqeta, 4 ago 2026 |
| Coinbase e Marqeta lavorano insieme dal | ottobre 2020 | The Block, 16 ott 2026 |
| Partner di Marqeta per le carte stablecoin nel 2026 | 3 (zerohash 22 lug, BVNK 9 set, Coinbase 16 ott) | Comunicati delle società |
Carta stablecoin: come funziona per chi paga
Una carta basata su stablecoin si presenta e si comporta come una normale carta di debito o prepagata. La differenza è ciò che c’è dietro: invece di un saldo su un conto bancario, il denaro spendibile è detenuto in una stablecoin in dollari, un token progettato per mantenere il valore di un dollaro statunitense. La nostra guida alle stablecoin per principianti spiega come vengono emesse e quali riserve le sostengono.
Alla cassa il circuito autorizza il pagamento come sempre. Dietro le quinte la stablecoin viene convertita in valuta ordinaria, in questo caso da Coinbase, e il commerciante riceve denaro normale. Il negozio non deve accettare crypto, e nemmeno sapere che di mezzo c’era una stablecoin. Tra le società della catena il regolamento può avvenire onchain, qui su Base, a qualsiasi ora del giorno.
In una carta di questo tipo intervengono diversi soggetti. Il marchio che l’utente vede è il programme manager, di solito un’app fintech. Marqeta è l’issuer processor. Una banca emette la carta, un circuito come Visa o Mastercard trasporta la transazione e il back end stablecoin (Coinbase, zerohash o BVNK nel caso di Marqeta) custodisce e converte i token. In questo accordo il comunicato indica che i saldi sono custoditi da Coinbase, quindi il titolare non terrebbe le stablecoin in un wallet in autocustodia.
Chi in Italia ha già una carta crypto conosce lo schema di base: si spende un saldo in criptovalute e la conversione in euro avviene al momento dell’acquisto. La differenza sta nell’asset. Una stablecoin in dollari non oscilla come bitcoin o ether, ma per chi vive nell’area euro il valore del saldo segue comunque il cambio tra euro e dollaro.
Visa, Mastercard e le fintech in corsa per la stessa carta
Marqeta entra in un campo affollato. Nel secondo trimestre fiscale di Visa erano attivi sul circuito oltre 160 programmi di carte collegate a stablecoin, con un volume di pagamenti cresciuto di quasi il 200% su base annua, ha riportato The Block l’8 settembre 2026. Visa ha anche indicato per il regolamento in stablecoin un ritmo annualizzato superiore a 20 miliardi di dollari, più di 15 volte il livello di un anno prima. Quel dato misura il regolamento tra Visa e i suoi partner, non la spesa con le carte, e le due cifre non vanno sommate.
In precedenza, il 30 aprile 2025, Visa e Bridge, la società di stablecoin di proprietà di Stripe, avevano lanciato l’emissione di carte collegate a stablecoin, partendo da Argentina, Colombia, Ecuador, Messico, Perù e Cile. Nel gennaio 2026 Rain, una piattaforma che permette alle aziende di emettere carte stablecoin utilizzabili ovunque sia accettata Visa, ha raccolto 250 milioni di dollari con una valutazione di 1,95 miliardi, secondo PYMNTS; la società dichiara oltre 3 miliardi di dollari di transazioni annualizzate.
Sul fronte Mastercard, l’acquisizione di BVNK ha dato al circuito una propria infrastruttura per le stablecoin, che Marqeta usa ora per una delle sue tre strade. Il filo comune è la distribuzione: emittenti di stablecoin e società di pagamento vogliono i loro token dentro app che le persone usano già, una tendenza di cui abbiamo scritto nel nostro articolo sulle stablecoin che entrano nelle app di tutti i giorni. Un altro segnale di questa settimana è stato l’avvio del prefinanziamento in USDC su Visa Direct con Inyo Global.

Cosa lascia aperto il comunicato
Gran parte di ciò che un titolare vorrebbe sapere manca nell’annuncio di venerdì.
- Quale stablecoin, o quali stablecoin, alimenteranno le carte. Il comunicato parla solo di «stablecoin».
- Quale circuito le porterà. La carta Coinbase del 2020 viaggiava su Visa; la strada di Marqeta con BVNK passa da Mastercard. Per l’accordo con Coinbase non è indicato alcun circuito.
- Dove saranno disponibili le carte. Il comunicato parla di spesa presso i commercianti «a livello globale», ma non nomina paesi né regioni.
- Quando partiranno le prime carte, quali aziende le emetteranno e quali commissioni o spread di conversione pagheranno i titolari. I termini economici tra Marqeta e Coinbase non sono stati resi noti.
- Se Coinbase guadagnerà qualcosa sui saldi in stablecoin che custodisce per questi programmi.
Per l’Italia servirebbero stablecoin conformi a MiCA e un assetto europeo
Nulla nel comunicato dice che il prodotto arriverà nell’Unione europea. I tasselli esistono: nel giugno 2025 Coinbase ha ottenuto una licenza MiCA dall’autorità finanziaria del Lussemburgo, la CSSF, e Marqeta gestisce già programmi di carte in Europa, tra cui le carte di Expensify nel Regno Unito e nell’Ue annunciate nel luglio 2026. Una versione europea richiederebbe comunque accordi propri, e resta un’ipotesi finché una delle due società non dirà il contrario.
Per un utente italiano conta anche chi vigila. Una licenza MiCA ottenuta in un altro Stato membro vale in tutta l’Unione grazie al passaporto europeo, mentre in Italia le autorità competenti per le cripto-attività sono la Consob e la Banca d’Italia. L’emissione della carta, in ogni caso, passa da una banca o da un istituto di moneta elettronica, come già avviene per le carte crypto in circolazione.
Una regola, poi, darebbe forma all’offerta. In base a MiCA, i prestatori di servizi per le cripto-attività nell’Ue possono offrire solo stablecoin conformi al regolamento, e l’ESMA ha chiesto agli operatori di abbandonare quelle non conformi entro gennaio, come abbiamo raccontato nel nostro articolo sulla scadenza ESMA per le stablecoin non conformi a MiCA. Chi paga in euro con un saldo in stablecoin in dollari subirebbe inoltre una conversione valutaria a ogni acquisto.
Il fisco è l’altro punto per i lettori italiani e francesi. In entrambi i paesi spendere criptovalute per beni o servizi conta come una cessione ai fini fiscali, quindi un pagamento con carta alimentato da un saldo in stablecoin può essere un evento imponibile se genera una plusvalenza; con un token in dollari anche un movimento dell’euro sul dollaro può crearne una piccola. Né la Consob, né la Banca d’Italia, né l’AMF francese hanno commentato l’accordo.
Prossime date: Coinbase il 29 ottobre, Marqeta il 3 novembre
Coinbase pubblica i risultati del terzo trimestre 2026 il 29 ottobre, dopo la chiusura di Wall Street, e potrebbe dare dettagli sui ricavi legati alle stablecoin e ai pagamenti su Base. Marqeta segue il 3 novembre alle 16:30 ora di New York (21:30 UTC): sarà la prima occasione per gli analisti di chiedere quali clienti abbiano aderito alle carte stablecoin e quando partiranno.
Negli Stati Uniti il GENIUS Act, la legge federale sulle stablecoin di pagamento, entra in vigore il 18 gennaio 2027. Nell’Ue la scadenza dell’ESMA sulle stablecoin non conformi a MiCA cade nello stesso mese.
