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Progetto · Ethereum DeFi Infrastruttura

Rocket Pool (RPL, rETH): lo staking di Ethereum aperto a tutti e il voto su Saturn 2

Attivo Rischio 3/5

Informazioni sul progetto

Chi detiene rETH avrà, prima o poi, un modo per farsi restituire ETH direttamente dal protocollo. Il 13 ottobre 2026 gli operatori di nodo che governano Rocket Pool, quarto protocollo di liquid staking su Ethereum per valore depositato, hanno chiuso quattro votazioni consultive su RocketDash. Risultato: i prelievi di rETH entrano nell’aggiornamento Saturn 2, i validatori dei megapool da far uscire saranno scelti a sorte, la cauzione degli operatori resta a 4 ETH e il voto on-chain sulle proposte resta fuori. Saturn 2 però non è ancora approvato: serve un voto finale sull’intero pacchetto, e il lancio su mainnet è solo un obiettivo, maggio 2027. Fino ad allora, per riavere ETH, chi ha rETH passa dal mercato.

Rocket Pool news: cosa ha deciso il voto del 13 ottobre 2026

Si è votato su RocketDash, il sito che la documentazione di Rocket Pool indica per i voti off-chain del pDAO, dalle 05:50 UTC circa del 29 settembre alle 06:00 UTC circa del 13 ottobre 2026. Il quorum era di 9.883 unità di potere di voto su 65.886 complessive, e tutte e quattro le domande l’hanno superato. La partecipazione, contata in indirizzi, è stata bassa: da 40 a 42 per votazione.

DomandaRisultato (potere di voto)Esito
Inserire RPIP-71 (liquidità per i prelievi di rETH) in Saturn 2Favorevoli 13.994,5, contrari 345,2, astenuti 0Inserita
Criterio di uscita dei validatori megapool (voto a preferenza ordinata)Casuale 8.507,2, più lontani dalla cauzione richiesta 5.855,4 (ultimo turno)Casuale
Cauzione dei megapool in Saturn 2Mantenere RPIP-42 (verso 1,5 ETH) 170,8, ribaltare RPIP-42 (restare a 4 ETH) 12.174,9, adottare RPIP-83 (6 ETH) 1.907,5Resta a 4 ETH
Inserire RPIP-85 (voto consultivo on-chain) in Saturn 2Favorevoli 0, contrari 11.883,0, astenuti 2.370,0Esclusa

Fonte: API di governance di RocketDash, consultata il 14 ottobre 2026 verso le 18:15 UTC.

Via libera ai prelievi di rETH

RPIP-71 è passata con il 97,6% del potere di voto espresso. La proposta, firmata dal contributore della community knoshua e creata a maggio 2025, parte da un’ammissione senza giri di parole. Nel suo abstract si legge che rETH «è interamente garantito da ether in staking ma oggi non ha un meccanismo diretto con cui gli staker possano segnalare di voler uscire».

Il meccanismo è una coda. Chi vuole uscire vi deposita i propri rETH, che da quel momento smettono di rendere. La coda ha la precedenza su qualsiasi nuovo validatore in attesa di ETH. Quando le richieste superano una soglia, il protocollo forza l’uscita di alcuni validatori con EIP-7002, la modifica di Ethereum che consente a un contratto del livello di esecuzione di avviare l’uscita di un validatore. I rimborsi dipendono quindi dalla coda di uscita di Ethereum stessa. Non saranno istantanei.

La parte delicata è decidere chi esce. Secondo RPIP-71 l’Oracle DAO dovrebbe scegliere prima i vecchi minipool, cominciando da quelli con la commissione più alta, mentre per i validatori dei megapool serve una regola che nessuno possa aggirare. Il voto l’ha fissata: estrazione casuale. L’alternativa, partire dai validatori più lontani dalla cauzione richiesta, ha perso 8.507,2 a 5.855,4 all’ultimo turno.

Per i minipool la regola non è chiusa. Il 7 ottobre 2026 gli analisti di governance di DAOplomats hanno pubblicato sul forum alcune simulazioni basate su una fotografia del 5 ottobre: i minipool idonei erano 11.571, distribuiti su 1.323 nodi, e la sola fascia con commissione al 14% ne raccoglieva il 58,11%. Lo stesso intervento ricorda che l’ordine di uscita dei minipool resta aperto a una futura RPIP. Tra gli operatori che rischiano l’uscita forzata gli animi sono accesi: il 2 settembre un operatore di minipool di lunga data ha scritto nella discussione che avrebbe votato contro RPIP-71 e che, se fosse passata, avrebbe lasciato il protocollo.

La cauzione da 4 ETH non cambia

RPIP-86, il documento vivo che descrive Saturn 2, poneva la questione della cauzione come una scelta a tre: scendere a 1,5 ETH, restare a 4 ETH o salire a 6 ETH. La strada verso 1,5 ETH veniva da RPIP-42, approvata nel 2024, che prevedeva cauzioni da 1,5 ETH per ogni validatore successivo ai primi due di un nodo. Ha raccolto 170,8 unità di potere di voto. RPIP-83, che avrebbe portato la cauzione a 6 ETH per validatore megapool usando le ricompense per ricostituirla, si è fermata a 1.907,5. Restare a 4 ETH ha vinto con 12.174,9.

Cauzioni più basse avrebbero solo aggiunto operatori, e Rocket Pool ne ha già più in attesa di quanti depositi in rETH ci siano per abbinarli. knoshua l’ha detto in una riga sul forum il 3 agosto 2026: «La domanda di rETH semplicemente non c’è ancora». Nello stesso messaggio ricordava che la cauzione si può abbassare più avanti con una modifica dei parametri, se la domanda arriverà.

Niente voto consultivo on-chain

RPIP-85 voleva portare on-chain i voti consultivi. Tra gli argomenti c’era il costo: la proposta indica che Snapshot Pro, su cui si appoggiava il vecchio sistema di voto, costa 600 dollari al mese. Non ha ricevuto nessun voto favorevole, contro 11.883,0 unità contrarie e 2.370,0 astenute.

Cosa manca prima di Saturn 2

Niente è definitivo. Il 29 settembre 2026 knoshua ha descritto sul forum un percorso in quattro passaggi: sondaggi di orientamento, le quattro votazioni su RocketDash ora concluse, un sondaggio sull’intero pacchetto e infine un voto su RocketDash su Saturn 2 nel suo insieme. Gli ultimi due passaggi non ci sono ancora stati, e al 14 ottobre 2026 nessuna data era stata pubblicata per il voto sul pacchetto.

Saturn 2 contiene anche modifiche che non erano in votazione. Secondo RPIP-86 chiunque potrebbe contestare i validatori con un cattivo storico di attestazioni e ottenerne l’espulsione (RPIP-73). Arrivano un sistema di richieste di uscita con penalità per i minipool (RPIP-80), controlli più rapidi delle credenziali di prelievo (RPIP-79), la possibilità per il pDAO di spendere ETH e token ERC-20 (RPIP-82) e nuovi limiti di governance (RPIP-87). L’emissione di RPL scenderebbe al 2,5% annuo e gli operatori di nodo non riceverebbero più ricompense in RPL. Due punti del piano del 2024 slittano: le cauzioni da 1,5 ETH e una quota di ricavi più ricca per RPL, per esempio bruciando token o riacquistandoli per fornire liquidità.

Che cos’è Rocket Pool

Si tratta di un protocollo di liquid staking per Ethereum con due tipi di utenti. Gli staker depositano ETH e ricevono rETH, un token che rappresenta l’ETH in staking più le ricompense maturate. Gli operatori di nodo, che vogliono far girare un validatore ma non hanno 32 ETH, ne mettono una parte di tasca propria e prendono in prestito il resto da quei depositi.

Operatore può diventarlo chiunque. Non c’è un modulo da compilare né una lista di ammessi: si versa la cauzione e si avvia il software. Lido, il leader di mercato, sceglie invece i propri operatori. Nell’aggiornamento bisettimanale datato 6 ottobre 2026 e pubblicato il 12 ottobre, il team di Rocket Pool contava 1.414 operatori di nodo e 18.143 validatori attivi o in attesa di attivazione.

Se parti da zero, conviene ripassare come funziona lo staking. Ethereum paga i validatori per proporre e attestare i blocchi e li penalizza se vanno offline o violano le regole: è il modello proof-of-stake, adottato da Ethereum con il Merge del 15 settembre 2022.

Rocket Pool staking ETH: come funziona

rETH, il token di chi deposita

Il deposito minimo è di 0,01 ETH, secondo la documentazione di Rocket Pool. Si deposita dall’app di staking ufficiale, ma rETH si può anche comprare sugli exchange decentralizzati. Il token non fa rebase: il numero di rETH nel wallet resta lo stesso e ognuno vale più ETH man mano che arrivano le ricompense. Il 14 ottobre 2026 verso le 18:20 UTC il contratto di rETH indicava 1,17379 ETH per rETH, con circa 314.953 rETH in circolazione.

La documentazione dice che rETH si può riconsegnare al protocollo in cambio di ETH «se c’è liquidità disponibile». Il 14 ottobre 2026 non ce n’era quasi. Letto on-chain, il contratto di rETH custodiva una frazione infinitesimale di ETH, pochi miliardesimi di miliardesimo, e il deposit pool 31,74 ETH secondo RocketDash. Rispetto a circa 370.000 ETH di rETH in circolazione è come zero. Oggi chi vuole uscire vende rETH su un exchange decentralizzato o su un altro mercato, al prezzo che quel mercato offre.

DefiLlama indicava per rETH un rendimento del 2,15% annuo al 14 ottobre 2026, con una media a 30 giorni del 2,16%. Agli staker va ciò che resta delle ricompense dei validatori dopo la commissione base del 5% dell’operatore e la quota del 9% riservata a chi mette RPL in staking (la «voter share»), secondo la documentazione di Saturn 1.

Lo staking da operatore: megapool e cauzione da 4 ETH

Un operatore di nodo vincola una parte di ETH e prende in prestito dal deposit pool il resto dei 32 ETH di un validatore. Guadagna le ricompense sul proprio ETH più una commissione su quello preso in prestito. È la cauzione a proteggere gli staker: se un validatore viene penalizzato o subisce uno slashing, la perdita intacca prima l’ETH del suo operatore, e secondo le FAQ di Rocket Pool penalità e perdite vengono poi ripartite sulla rete, invece di ricadere su un singolo utente.

A ogni aggiornamento la cauzione si è ridotta. Al lancio, a novembre 2021, era di 16 ETH. Atlas l’ha portata a 8 ETH il 18 aprile 2023. Saturn 1, attivo dal 18 febbraio 2026, ha introdotto i megapool e la cauzione da 4 ETH, con 28 ETH presi in prestito dagli staker. Un megapool è un unico contratto per operatore che può contenere molti validatori. La documentazione di Saturn 1 collega le due novità: i megapool riducono i costi operativi e permettono di abbassare la cauzione per validatore da 8 a 4 ETH.

Per l’operatore il conto torna. Con una commissione del 5%, calcola la documentazione, un minipool da 8 ETH rende l’equivalente di una commissione del 15% per ogni ETH vincolato, un validatore megapool da 4 ETH del 35%. E da Saturn 0, a ottobre 2024, per entrare non serve più detenere RPL.

Ecco perché c’è la fila. I nuovi validatori megapool aspettano che ci sia ETH degli staker da abbinare: il 14 ottobre 2026 RocketDash ne contava 2.345 in coda (1.558 nella coda express, 787 in quella standard).

Oracle DAO e protocol DAO

A governare il protocollo sono due organi. L’Oracle DAO (oDAO) è un gruppo di nodi a cui si accede solo su invito: porta sul livello di esecuzione di Ethereum i dati della Beacon Chain, come lo stato e i saldi dei validatori. Controlla anche le credenziali di prelievo dei nuovi validatori, costruisce l’albero di Merkle delle ricompense e sorveglia i destinatari delle fee. Ad agosto 2023 Coinbase ha dichiarato di farne parte. Gli staker devono fidarsi che questo gruppo riporti i dati in modo onesto, un presupposto che stona in un sistema per il resto senza permessi.

Il protocol DAO (pDAO) riunisce gli operatori di nodo, che votano con un peso legato agli RPL in staking. Houston, attivo dal 17 giugno 2024, ha portato le proposte on-chain e un Security Council per gli interventi urgenti; la cronologia del protocollo data al 20 novembre 2024 l’avvio della governance on-chain del pDAO su mainnet. Con RPIP-60 Saturn 1 ha aggiunto due paletti: un intervallo tra l’approvazione di un aggiornamento e la sua esecuzione, e un diritto di veto del Security Council.

Lo Smoothing Pool

I ricavi del livello di esecuzione, come le priority fee e il MEV, arrivano a strappi. Un validatore propone un blocco ricco, un altro aspetta settimane per proporne uno qualsiasi. Gli operatori che aderiscono allo Smoothing Pool, introdotto con l’aggiornamento Redstone ad agosto 2022, mettono in comune questi ricavi in un contratto condiviso che li divide in parti uguali alla fine di ogni periodo di ricompensa di 28 giorni. Chi resta fuori ha un proprio contratto Fee Distributor. Il 14 ottobre 2026 RocketDash contava 3.081 nodi nello Smoothing Pool.

Rocket Pool in cifre, ottobre 2026

IndicatoreValoreFonte e data
Valore totale depositato (TVL)1,273 miliardi di dollari (521.952 ETH)DefiLlama, 14 ottobre 2026, 17:28 UTC
TVL un anno prima2,605 miliardi di dollariDefiLlama, 15 ottobre 2025 (consultato il 14 ottobre 2026)
Quota del liquid staking su EthereumCirca 3,1% (quarto posto)DefiLlama, 14 ottobre 2026
rETH in circolazioneCirca 314.953 rETHOn-chain, 14 ottobre 2026
Tasso di cambio rETH1,17379 ETH per rETHOn-chain, 14 ottobre 2026
Rendimento rETH2,15% annuo (APY)DefiLlama, 14 ottobre 2026
Operatori di nodo1.414Aggiornamento Rocket Pool, 6 ottobre 2026
Validatori attivi o in attesa18.143Aggiornamento Rocket Pool, 6 ottobre 2026
Validatori megapool in coda2.345RocketDash, 14 ottobre 2026
RPL in stakingCirca 10,13 milioni di RPLRocketDash, 14 ottobre 2026

La tendenza è al ribasso. Sui dati DefiLlama consultati il 14 ottobre 2026, il TVL è sceso da 2,605 miliardi di dollari del 15 ottobre 2025 a 1,273 miliardi, dopo un massimo di 3,172 miliardi toccato il 14 agosto 2025. Contato in ETH il calo è più contenuto, da 634.688 a 521.952 ETH, cioè circa il 18%: il resto dipende dal prezzo più basso di ETH. Secondo il team, l’offerta di rETH è scesa dello 0,2% a 316.419 nell’aggiornamento del 22 settembre e di un altro 0,3% a 315.605 al 6 ottobre. Nel frattempo gli operatori continuavano a mettersi in fila.

RPIP-86 spiega così lo scopo di RPIP-71: una garanzia di liquidità dovrebbe rendere rETH più interessante ed evitare che resti a lungo sotto il suo valore di riferimento. Più domanda di rETH è proprio ciò che svuoterebbe la coda degli operatori.

Rocket Pool vs Lido: rETH contro stETH

Secondo il conteggio di DefiLlama del 14 ottobre 2026, i protocolli di liquid staking su Ethereum custodivano circa 41,46 miliardi di dollari. Lido ne aveva 23,65 miliardi (57,0%), Binance staked ETH 8,59 miliardi (20,7%), ether.fi 4,66 miliardi (11,2%) e Rocket Pool 1,27 miliardi (3,1%), al quarto posto.

I due token funzionano in modo diverso. stETH fa rebase: secondo la documentazione di Lido i saldi vengono di norma ricalcolati ogni giorno, quando arriva il report del suo oracolo. rETH mantiene invece un saldo fisso e cresce di valore rispetto a ETH, come fa wstETH, la versione «wrapped» di Lido. Cambia anche chi gestisce i validatori: un elenco selezionato per Lido, chiunque abbia una cauzione da 4 ETH per Rocket Pool. Le dimensioni di Lido si traducono in mercati più profondi per il suo token, e la differenza pesa finché rETH non avrà un’uscita dal protocollo.

Il token RPL: da garanzia a quota dei ricavi

RPL è un token ERC-20 su Ethereum, all’indirizzo 0xD33526068D116cE69F19A9ee46F0bd304F21A51f. È nato nel 2017 con un’offerta fissa di 18.000.000 di unità. Nel 2021 i detentori sono migrati a un nuovo contratto con un’inflazione del 5% annuo, e il 14 ottobre 2026 l’offerta on-chain era di 22.875.010,84 RPL. Il vecchio token (0xB4EFd85c19999D84251304bDA99E90B92300Bd93) esiste ancora: attenzione a non confondere i due indirizzi.

Fino a Saturn 0, a ottobre 2024, gli operatori dovevano mettere in staking RPL per almeno il 10% dell’ETH preso in prestito. Saturn 0 l’ha reso facoltativo. Da Saturn 1, gli RPL in staking sui megapool ricevono una «voter share» del 9% dei ricavi in ETH del protocollo, secondo lo schema chiamato Universal Adjustable Revenue Split, e continuano a dare diritto di voto. Agli operatori va la commissione base del 5%, la quota del pDAO è fissata allo 0% e il resto spetta ai detentori di rETH.

L’inflazione oggi va per il 50% agli operatori di nodo, per il 47,5% al pDAO e per il 2,5% all’oDAO. La ripartizione viene da RPIP-81, approvata su Snapshot il 19 giugno 2026 con 11.735 voti favorevoli e 100 contrari. La sezione sulle motivazioni si apre così: «Rocket Pool deve oggi affrontare un deficit di finanziamento del protocollo». Il Grants Management Committee converte ogni mese RPL in USDC fuori mercato; lo scambio di ottobre 2026 valeva 1.500 dollari. Con Saturn 2, se approvato com’è, l’emissione scenderebbe al 2,5% annuo: 95% al pDAO, 5% all’oDAO e nulla agli operatori.

Questa pagina descrive come funziona il token. Non è un invito a comprare o vendere RPL o rETH.

Staking di Ethereum con Rocket Pool in Italia: regole e fisco

Il protocollo è un insieme di smart contract, non un intermediario: chi deposita ETH dall’app interagisce direttamente con i contratti e tiene rETH nel proprio wallet. Chi invece compra rETH o RPL su un exchange passa da una piattaforma, e in Europa le piattaforme di cripto-attività rientrano nel regolamento MiCA (UE 2023/1114). In Italia la vigilanza spetta a Consob e Banca d’Italia, mentre l’OAM ha gestito il registro degli operatori in valuta virtuale. Prima di usare un exchange conviene verificare che sia autorizzato a operare in Italia.

Sul fronte fiscale il riferimento è la circolare n. 30/E dell’Agenzia delle Entrate del 27 ottobre 2023. Dal 1° gennaio 2023 la circolare inserisce i proventi dell’attività di staking tra i redditi diversi dell’articolo 67, comma 1, lettera c-sexies) del Tuir, e precisa che i proventi derivanti dalla detenzione di cripto-attività sono tassati per l’intero importo, senza alcuna deduzione. La circolare però non tratta in modo specifico i token di liquid staking come rETH, che non distribuiscono ricompense ma si rivalutano rispetto a ETH. Per il caso concreto serve il parere di un commercialista; queste sono informazioni generali, non una consulenza fiscale.

Storia di Rocket Pool: da un’idea del 2016 a Saturn 1

  • Dicembre 2016: David Rugendyke comincia a lavorare a Rocket Pool.
  • 19 maggio 2017: versione alpha pubblicata su GitHub.
  • Settembre 2017: prevendita di RPL, 8.220.000 token. Più avanti nel 2017 segue una vendita pubblica di 7.080.000 RPL. L’ETH raccolto non è stato reso noto.
  • Maggio 2018: investimento di Consensys Ventures, secondo la cronologia di Rocket Pool. Importo non comunicato.
  • Luglio 2018: parte la prima beta pubblica. Ne seguiranno cinque, con oltre 100.000 ETH di testnet in staking.
  • Ottobre 2021: il cofondatore di StakeWise Dmitri Tsumak segnala un bug sulle credenziali di prelievo che riguarda Rocket Pool e Lido. Il lancio viene rinviato per scrivere la correzione e farla verificare da Sigma Prime.
  • 9 novembre 2021: lancio su mainnet con minipool da 16 ETH.
  • 29 agosto 2022: Redstone, con lo Smoothing Pool, in vista del Merge.
  • 18 aprile 2023: Atlas introduce i minipool da 8 ETH e il supporto ai prelievi di Shapella.
  • 10 agosto 2023: Coinbase Ventures compra una quantità non comunicata di RPL; Coinbase dichiara di gestire nodi e di partecipare all’oDAO.
  • 17 giugno 2024: arriva Houston, con proposte on-chain del pDAO e Security Council.
  • 28 ottobre 2024: Saturn 0 elimina l’obbligo di RPL.
  • Marzo 2025: passa RPIP-65, che destina i nuovi depositi a una riserva per i prelievi di rETH pari all’1% del TVL di rETH.
  • 18 febbraio 2026: Saturn 1 entra in funzione con megapool e cauzioni da 4 ETH.
  • 13 ottobre 2026: si chiudono le votazioni consultive su Saturn 2.

Il bug del 2021 è quanto di più vicino a un incidente di sicurezza il protocollo abbia avuto. È stato corretto prima del lancio, e il controllo delle credenziali di prelievo oggi è un compito dell’oDAO. DefiLlama non registra alcun attacco al protocollo.

Calendario di Saturn 2: devnet a ottobre 2026, mainnet puntata a maggio 2027

Il team ha pubblicato un piano indicativo sul forum del DAO il 10 agosto 2026, con tre reti di sviluppo prima degli audit:

  • Devnet-1, ottobre 2026: espulsioni, richieste di uscita, controlli più rapidi delle credenziali, uscite avviate dal livello di esecuzione.
  • Devnet-2, gennaio 2027: prelievi di rETH (RPIP-71) e spese del pDAO.
  • Devnet-3, febbraio 2027: curve delle cauzioni, ripartizione dei ricavi e punti rimanenti.
  • Audit e testnet: obiettivo aprile 2027.
  • Lancio su mainnet: obiettivo maggio 2027.

Lo stesso messaggio, firmato da Darren Langley, metteva le mani avanti: i tempi degli audit «sono sempre stati difficili da prevedere» e gli auditor per questa fase erano ancora da ingaggiare. Due voci di Devnet-3, il voto on-chain e RPIP-83, sono state nel frattempo bocciate. Nell’aggiornamento del 6 ottobre il team prevedeva il primo deploy su devnet verso la fine del mese.

Rocket Pool è sicuro? Audit, precedenti e rischi

In quasi cinque anni su mainnet i contratti del protocollo non hanno subito attacchi. Nel 2021, prima del lancio, il codice è stato esaminato da Sigma Prime, Consensys Diligence e Trail of Bits. Ogni aggiornamento successivo ha avuto i propri audit: Redstone a giugno 2022, Atlas tra dicembre 2022 e gennaio 2023, Houston tra dicembre 2023 e aprile 2024, Saturn 1 tra gennaio e febbraio 2026 con Cantina, Bailsec, Sigma Prime e Hashlock. Un programma di bug bounty su Immunefi paga fino a 150.000 dollari per le vulnerabilità critiche.

I rischi aperti stanno altrove. Oggi rETH non ha un’uscita funzionante dal protocollo, quindi chi ha bisogno di ETH dipende dai prezzi di mercato. L’Oracle DAO, un piccolo gruppo a inviti, fornisce i dati su cui poggia tutto il resto. Saturn 2 non è stato sottoposto ad audit, ad agosto gli auditor non erano ancora stati ingaggiati e il suo calendario è un obiettivo. Il pDAO dichiara di essere a corto di fondi, e RPL è un token piccolo e inflazionistico.

Anche la partecipazione è scarsa: le votazioni di questo mese le hanno decise una quarantina di indirizzi. E il rischio legato agli smart contract non scende mai a zero; la nostra guida alla DeFi e ai rischi del liquid staking lo spiega più nel dettaglio.

Prossime tappe: il primo devnet di Saturn 2, atteso a fine ottobre 2026, poi il sondaggio e il voto su RocketDash sul pacchetto completo. Al 14 ottobre nessuno dei due aveva una data.

Punti di forza e punti di attenzione

Punti di forza

  • Chiunque può gestire un nodo con una cauzione da 4 ETH; 1.414 operatori al 6 ottobre 2026
  • Si parte da 0,01 ETH e si riceve rETH, un token che non fa rebase
  • Le cauzioni degli operatori assorbono per prime le penalità dei validatori
  • Attivo da novembre 2021 senza attacchi ai contratti, con audit per ogni aggiornamento, Saturn 1 compreso
  • Saturn 2 prevede una coda di prelievo di rETH a livello di protocollo

Punti di attenzione

  • Oggi nessuna uscita funzionante di rETH dal protocollo: si dipende dalla liquidità di mercato fino a Saturn 2 (obiettivo maggio 2027)
  • Quota piccola e in calo: circa il 3,1% del liquid staking su Ethereum, TVL dimezzato in un anno
  • L’Oracle DAO è un gruppo a inviti di cui gli staker devono fidarsi
  • RPL è un token piccolo e inflazionistico, e il pDAO dichiara un deficit di finanziamento

Dove fare trading

Exchange decentralizzati

Team

Finanziamenti e audit

RoundImportoDataInvestitori
Token presale (RPL), September 20178,220,000 RPL at 0.00071582 ETH (whitelist price); ETH raised not disclosed—Presale investors
Public crowdsale (RPL), late 20177,080,000 RPL at 0.000833333 ETH; ETH raised not disclosed—Public sale
Strategic investment, May 2018Undisclosed—Consensys Ventures
Strategic token purchaseUndisclosedCoinbase Ventures

Roadmap

  1. 2017-05-19Versione alpha pubblicata su GitHubFatto
  2. 2021-11-09Lancio su mainnet con minipool da 16 ETHFatto
  3. 2022-08-29Redstone: Smoothing Pool, pronto per il MergeFatto
  4. 2023-04-18Atlas: minipool da 8 ETH e supporto ai prelieviFatto
  5. 2024-06-17Houston: proposte on-chain del pDAO e Security CouncilFatto
  6. 2024-10-28Saturn 0: minipool solo in ETH, RPL facoltativoFatto
  7. 2026-02-18Saturn 1: megapool, cauzioni da 4 ETH, quota dei ricavi per RPLFatto
  8. 2026-10-13Voti: prelievi di rETH in Saturn 2, uscite casuali dei megapool, cauzione a 4 ETH, RPIP-85 esclusaFatto
  9. 2026-10Devnet-1 di Saturn 2 (atteso a fine ottobre)
  10. 2027-01Devnet-2 con prelievi di rETH (RPIP-71) e spese del pDAO
  11. 2027-02Devnet-3 (curve delle cauzioni, ripartizione dei ricavi)
  12. 2027-04Audit e testnet (obiettivo)
  13. 2027-05Obiettivo mainnet di Saturn 2, se approvato dal voto finale sul pacchetto

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