Glossario
KYC (Know Your Customer)
Il KYC (Know Your Customer, conosci il tuo cliente) è la verifica d’identità che una piattaforma crypto regolamentata deve svolgere prima di servire un cliente: nome, data di nascita, indirizzo, documento e a volte origine dei fondi. Fa parte delle regole antiriciclaggio.
Detto anche Know Your Customer, Verifica dell’identità, Adeguata verifica della clientela, KYC/AML
Vedi anche
Il KYC, Know Your Customer (“conosci il tuo cliente”), è la procedura con cui un intermediario finanziario verifica l’identità dei propri clienti. Nelle crypto, gli operatori regolamentati, come un exchange centralizzato, un broker o un wallet custodial, devono effettuarlo prima di permetterti di depositare, comprare o prelevare. Rientra nelle norme antiriciclaggio e contro il finanziamento del terrorismo (AML/CFT).
Come funziona il KYC
All’apertura del conto la piattaforma chiede di solito:
- nome, data di nascita e indirizzo;
- la foto di un documento d’identità e un selfie o un breve video per confrontare il volto;
- a volte una prova di residenza, la residenza fiscale e, per importi elevati, l’origine dei fondi.
Fornitori specializzati controllano in automatico i documenti e le liste delle sanzioni. La piattaforma poi monitora le operazioni e deve segnalare quelle sospette alle autorità (in Italia alla UIF).
Le regole alla base del KYC
Lo standard globale è del GAFI (FATF), che nel 2019 ha esteso le sue raccomandazioni ai prestatori di servizi per le attività virtuali. Comprende la travel rule: i prestatori che inviano e ricevono un trasferimento devono scambiarsi i dati di mittente e beneficiario, con una soglia di 1.000 USD/EUR nello standard GAFI.
- Unione europea: dal 30 dicembre 2024 il regolamento (UE) 2023/1113 obbliga i prestatori di servizi per le cripto-attività ad accompagnare i trasferimenti con i dati di mittente e beneficiario e, oltre 1.000 €, a verificare che un indirizzo self-hosted appartenga davvero al cliente. Queste regole si affiancano al regolamento MiCA.
- Stati Uniti: una guida FinCEN di maggio 2019 ha confermato che le imprese crypto che trasferiscono fondi rientrano nel Bank Secrecy Act, travel rule compresa da 3.000 dollari in su.
Un esempio semplice
Apri un conto su un exchange e invii l’equivalente di 1.500 € in bitcoin al conto di un amico presso un’altra piattaforma. Prima del trasferimento, il tuo exchange trasmette nome e riferimenti del conto al destinatario, che li controlla. Se invece prelevi verso il tuo hardware wallet, ti può essere chiesto di dimostrare che controlli quell’indirizzo, ad esempio firmando un messaggio.
Perché è importante
Il KYC rende più difficile riciclare fondi rubati o illeciti tramite piattaforme regolamentate ed è una condizione per ottenere le autorizzazioni. Per l’utente facilita anche il recupero dell’account e gli adempimenti fiscali. Leggi la guida su come scegliere un exchange crypto.
Rischi e limiti
- I tuoi dati personali restano presso la piattaforma e i suoi fornitori; nel settore ci sono già state fughe di dati.
- Siti di phishing imitano le pagine KYC per rubare documenti: caricali solo dall’app ufficiale.
- Il KYC non protegge i fondi se l’exchange fallisce; non è una garanzia sui depositi.
