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Capitalizzazione 2,49 T € −3,24 % in 24 oreVolume 24 h 65,92 Mld €Dominanza BTC 59,8 %ETH 10,9 %Fear & Greed 62 AviditàCrypto 22.254

Chainlink (LINK) LINK

Posizione n. 15

11,52 €

−0,26 % in 24 ore 24 h

Grafico del prezzo di LINK

Statistiche chiave

Capitalizzazione
8,83 Mld €
Volume 24 h
236,98 Mln €
Minimo / massimo 24 h
11,37 € – 11,69 €
Offerta circolante
766,85 Mln LINK
Offerta massima
1,00 Mld
Massimo storico
47,08 € 9 Maggio 2021 −75,54 % dal massimo storico
Minimo storico
0,13239 € 28 Novembre 2017 +8.598,70 % dal minimo storico
Variazione
1 h +0,06 % in 1 ora24 h −0,26 % in 24 ore7 g −5,85 % in 7 giorni

Dove comprare Chainlink (LINK)

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Informazioni su Chainlink (LINK)

Chainlink (LINK) è una rete di oracoli decentralizzata: collega le blockchain a dati e sistemi esterni, come prezzi di mercato, tassi d’interesse o verifiche delle riserve. Senza un ponte di questo tipo, uno smart contract non può conoscere il prezzo di un asset né l’esito di un evento. LINK è il token usato per pagare gli operatori dei nodi e per lo staking a garanzia della sicurezza della rete. Vediamo come funziona Chainlink, la sua storia, gli utilizzi e i rischi.

Una blockchain è un sistema chiuso: verifica le proprie transazioni, ma non sa cosa accade nel mondo esterno. È il cosiddetto “problema dell’oracolo”. Chainlink è nato per risolverlo con una rete di operatori di nodi indipendenti che raccolgono, verificano e pubblicano dati sulla blockchain.

Il progetto è stato creato da Sergey Nazarov e Steve Ellis. Il primo whitepaper, pubblicato il 4 settembre 2017, è stato scritto insieme ad Ari Juels, professore alla Cornell. La società Chainlink Labs guida ancora gran parte dello sviluppo, affiancata da un ampio ecosistema di operatori e partner.

Reti di oracoli decentralizzate

Un oracolo Chainlink non è un singolo server ma una rete di nodi. Per un feed di prezzo, ogni nodo interroga più fornitori di dati; i risultati vengono aggregati in un unico valore scritto on-chain e usato dagli smart contract. Poiché partecipano molti operatori indipendenti, una fonte difettosa o disonesta incide meno sul risultato.

I servizi principali

  • Data Feeds: prezzi degli asset usati da protocolli di prestito, derivati e stablecoin.
  • CCIP (Cross-Chain Interoperability Protocol): messaggi e trasferimenti di token tra blockchain, introdotto nel 2023.
  • Proof of Reserve: verifica on-chain delle riserve che garantiscono un token, dal 2020.
  • Automation: esecuzione automatica di funzioni quando si verificano determinate condizioni.

LINK è un token su Ethereum con un’offerta fissa di 1 miliardo di unità: non possono esserne creati di nuovi. Serve a pagare gli operatori dei nodi e a garantire la sicurezza della rete tramite lo staking: chi fa staking blocca LINK e può essere penalizzato se il servizio protetto non funziona. Dal 2025 un meccanismo chiamato Payment Abstraction permette di pagare i servizi Chainlink con altri asset, come token di gas o stablecoin, poi convertiti in LINK.

  • Settembre 2017: pubblicazione del primo whitepaper.
  • 30 maggio 2019: lancio della rete sulla mainnet di Ethereum.
  • Aprile 2021: whitepaper “Chainlink 2.0”, con una visione più ampia delle reti di oracoli.
  • 6 dicembre 2022: debutto in beta dello staking v0.1, con un pool limitato a 25 milioni di LINK.
  • 2023: lancio di CCIP; ad agosto vengono pubblicati gli esperimenti con SWIFT per collegare le banche alle blockchain.
  • 28 novembre 2023: parte lo staking v0.2, con un pool portato a 45 milioni di LINK.
  • 7 agosto 2025: lancio della Chainlink Reserve, una riserva on-chain che accumula LINK grazie ai ricavi dei servizi.
  • 2 dicembre 2025: l’ETF Grayscale Chainlink Trust (GLNK) debutta sul NYSE Arca, primo ETF statunitense su LINK.

I feed di prezzo Chainlink sono usati in tutta la DeFi da protocolli di prestito, derivati e stablecoin per valutare le garanzie e avviare le liquidazioni. Anche banche e istituzioni finanziarie lo hanno testato in progetti di tokenizzazione; nel novembre 2024, per esempio, SWIFT, UBS Asset Management e Chainlink hanno condotto un progetto pilota nell’ambito di un programma dell’Autorità monetaria di Singapore.

Chainlink è la rete di oracoli più longeva e integrata, ma ha concorrenti come Pyth, che si basa su dati pubblicati direttamente da società di trading. Chainlink non è una blockchain: è uno strato intermedio che funziona su molte reti diverse.

Rischi e critiche

  • Dipendenza sistemica: un prezzo errato o in ritardo può causare liquidazioni ingiustificate nei protocolli che lo usano.
  • Decisioni centralizzate: Chainlink Labs e un gruppo selezionato di operatori hanno ancora un ruolo centrale nella configurazione dei feed.
  • Cattura del valore: alcuni critici si chiedono quanta parte dell’uso della rete si traduca in domanda di LINK, problema che Reserve e Payment Abstraction cercano di affrontare.
  • Rischio tecnico: staking e trasferimenti cross-chain aggiungono rischi legati agli smart contract.
  • Volatilità: LINK può perdere gran parte del suo valore.

LINK è disponibile su tutti i principali exchange. Essendo un token Ethereum, si può conservare in qualsiasi wallet compatibile con Ethereum o in un hardware wallet che supporta i token Ethereum. Verificate sempre l’indirizzo ufficiale del contratto su chain.link prima di ricevere LINK e conservate la frase di recupero offline.

Domande frequenti

A cosa serve Chainlink?

Chainlink è una rete di oracoli decentralizzata. Fornisce agli smart contract di molte blockchain dati esterni, come prezzi degli asset, stato delle riserve o eventi, e offre anche messaggistica cross-chain tramite CCIP. Operatori di nodi indipendenti raccolgono e aggregano i dati, così le applicazioni non dipendono da un'unica fonte.

A cosa serve il token LINK?

LINK serve a pagare gli operatori dei nodi e a proteggere la rete tramite lo staking, in cui chi partecipa blocca LINK e può essere penalizzato se il servizio non funziona. Con Payment Abstraction si può pagare anche con altri asset, poi convertiti in LINK. L'offerta totale è fissata a 1 miliardo di token.

Chi ha fondato Chainlink?

Chainlink è stato fondato da Sergey Nazarov e Steve Ellis. Il primo whitepaper, pubblicato nel settembre 2017, è stato scritto insieme ad Ari Juels, professore alla Cornell Tech. La rete è stata lanciata sulla mainnet di Ethereum nel maggio 2019 e oggi lo sviluppo è guidato da Chainlink Labs con un ampio ecosistema di operatori.

Si può fare staking di LINK?

Sì. Chainlink ha lanciato lo staking nel dicembre 2022 e la versione 0.2 a partire da novembre 2023, con un pool più grande. Lo staking colloca i LINK in un pool che garantisce la sicurezza dei servizi di oracolo, in cambio di ricompense. L'accesso dipende dalla capienza del pool e i LINK in staking restano esposti a rischi tecnici e penalità.

Esiste un ETF su Chainlink?

Sì, negli Stati Uniti. Grayscale ha convertito il suo Chainlink Trust in un ETF, quotato sul NYSE Arca con il ticker GLNK dal 2 dicembre 2025. È stato presentato come il primo fondo statunitense con esposizione diretta a LINK. Verificate con il vostro intermediario se è accessibile dall'Italia e quali costi prevede.

I cripto-asset sono volatili e puoi perdere tutto il capitale investito. Nulla di quanto pubblicato su Coindaro costituisce una consulenza finanziaria.